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DOMANI 9 Febbraio h.10:00 Aula rettangolare del Coro di notte del DISUM
Comprendere i cambiamenti ambientali e climatici: passato e presente tra antropologia e storia "Shifting Landscapes and Shape Changing Trees: Political Geomorphologies of Pastoralism and Tree Care in Italy and California", Andrew Mathews docente di Antropologia ambientale presso il Dipartimento di Antropologia dell’Università della California a Santa Cruz (USA), nell’ambito del progetto SAFI3.
safi3.it/comprendere-i-cambiam…

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Arrivano i WEBINAR di #ProgrammailFuturo !
programmailfuturo.it/notizie/w…
Gli appuntamenti della seconda serie di webinar 2025/26 "Selezione da ITADINFO: gli insegnanti presentano i loro contributi"
martedì 10 febbraio 2026 – Nicola Dalla Pozza – Tre concetti chiave per un corso sul Machine Learning alle scuole superiori
Introduce Giovanna Guerrini (Università di Genova)
⏰ dalle 18.00 alle 19.00
Qui la diretta ▶️webconference.programmailfutur…

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🕷️ Rivoluzione scientifica: capito il mistero dell'incredibile resistenza della seta di ragno! La natura non smette mai di stupire. #Scienza #NatureIsAmazing

🔗 tomshw.it/scienze/il-segreto-m…


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🌌 "La materia oscura potrebbe mimare un buco nero: una révélation che cambia il nostro sguardo verso l'universo! #Scienza #MateriaOscura"

🔗 tomshw.it/scienze/materia-oscu…


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Venezuela opposition leader Machado says ally kidnapped after release from prison

Venezuela's opposition ⁠leader Maria Corina Machado said on Sunday that close ally Juan Pablo Guanipa was kidnapped by armed men in Caracas hours after ​his release from prison. The abducation comes just days before lawmakers are due to vote on a historic amnesty law covering charges used to lock up dissidents

france24.com/en/americas/20260…

#VenezuelaNews #News #Venezuela

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[2026-02-14] CORTEO NAZIONALE: Defend Rojava @ Piazza Indipendenza


CORTEO NAZIONALE: Defend Rojava

Piazza Indipendenza - Piazza dell'Indipendenza, 00185 Roma RM
(sabato, 14 febbraio 14:30)
CORTEO NAZIONALE: Defend Rojava
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
Corteo Nazionale per difendere il Rojava e per la libertà di Ocalan

Kobane è sotto assedio.
Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga.

Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.
Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente.
Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.
Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.

La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso.

Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.

Come nel passato, la resistenza continua.
A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.

Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 -
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Retekurdistan Italia
Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Ocalan
Centro Socio-Culturale Ararat
Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan


roma.convoca.la/event/corteo-n…


CORTEO NAZIONALE: Defend Rojava
Inizia: Sabato Febbraio 14, 2026 @ 2:30 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)

ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
Corteo Nazionale per difendere il Rojava e per la libertà di Ocalan

Kobane è sotto assedio.
Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga.

Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.
Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente.
Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.
Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.

La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso.

Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.

Come nel passato, la resistenza continua.
A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.

Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 -
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Retekurdistan Italia
Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Ocalan
Centro Socio-Culturale Ararat
Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan



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[2026-02-13] Venerdì Resistenti @ CSP Graziella Giuffrida


Venerdì Resistenti

CSP Graziella Giuffrida - Via Vittorio Emanuele 436, Catania
(venerdì, 13 febbraio 18:30)
Venerdì Resistenti

VENERDÌ RESISTENTI

Vi aspettiamo per il secondo appuntamento dei nostri incontri mensili dedicati alle donne che hanno lottato e lottano contro l’imperialismo. Questo mese parliamo del ruolo delle donne nella lotta antimperialista e nella lotta di classe in Venezuela, dalla rivoluzione Bolivariana ad oggi.

Venerdì 13 febbraio 18:30
CSP Graziella Giuffrida, via Vittorio Emanuele 436


attoppa.it/event/venerdi-resis…


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[2026-02-11] Proiezione "Disunited Nations" @ Cinema King


Proiezione "Disunited Nations"

Cinema King - via Antonio De Curtis 14 Catania
(mercoledì, 11 febbraio 21:00)
Proiezione "Disunited Nations"
"Disunited Nations" Di Christophe Cotteret, con Francesca Albanese, Francia, Belgio, 2025, 80'

Nel marzo 2024, Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, ha denunciato un genocidio a Gaza. Seguendo i suoi passi tra missioni, incontri istituzionali e pressioni politiche, questo documentario ci porta nel cuore della crisi delle Nazioni Unite, messa di fronte alla propria incapacità di impedire il massacro dei civili. Attraverso interviste, materiali d’archivio e il dietro le quinte del lavoro diplomatico, il film racconta il difficile equilibrio tra diritto internazionale, informazione e potere, mostrando come l’ONU e la comunità globale appaiano sempre più divise di fronte al conflitto. Le Nazioni Unite nacquero nel periodo in cui, nel 1947, venne deciso il Piano di Partizione della Palestina. Oggi la questione palestinese è la prova decisiva: l’Organizzazione saprà reggere, o ne uscirà irreversibilmente indebolita?


PROIEZIONI SIMULTANEE IN 100 SALE con unico Q&A in diretta streaming con Francesca ALBANESE e Cecilia STRADA, per rilanciare un messaggio comune: “STOP ALLE BOMBE SUI CIVILI”

Modera Giulia ZACCARIELLO (Il Fatto Quotidiano)

Negli ultimi eventi internazionali torna una domanda chiave: quanto vale davvero il diritto internazionale quando a pagare sono i civili? Questo appuntamento è un’occasione per esserci insieme, confrontarci sul futuro e capire cosa possiamo ottenere unendo le nostre voci.


attoppa.it/event/proiezione-di…



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📣 ISCRIVITI AL WEBINAR GRATUITO DEL CORSO "CYBER OFFENSIVE FUNDAMENTALS" – LIVELLO BASE 🚀

📅 Data Webinar: Martedì 17 Febbraio
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Attraverso laboratori isolati e replicabili, potrai sperimentare:
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La Grande Migrazione è iniziata.🚀

Lasciamo le piattaforme che ci sorvegliano e costruiamo insieme spazi che ci rispettano:

X ➡️ mastodon.it

Instagram ➡️ pixelfed.it

Facebook ➡️ poliverso.org

TikTok ➡️ joinloops.org

YouTube ➡️ peertube.uno

WhatsApp ➡️ matrix.org

Etici, Decentralizzati e Open, un web senza padroni è possibile.

📣 Diffondi il Fediverso e Condividi!

👉 Scopri tutte le alternative del Fediverso seguendo: @fediverso

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
in reply to mastodon uno admin

il problema di poliverso.org è che non è aggiornato all’ultima stable di Friendica. Non capisco perché l’istanza italiana debba tenersi non aggiornata.
in reply to lauseta

@lauseta non ho capito perché sarebbe un problema, dal momento che la release precedente funziona bene e che non presenta problemi di sicurezza critici

@amministratore @fediverso

in reply to informapirata ⁂

@informapirata certo, ma non si comprende nemmeno il motivo per cui non aggiornare alla 2026.01 e rimanere alla 2024.12, dato che la pagina GitHub dice che sono stati fixati problemi di sicurezza e migliorate le performance (senza parlare delle nuove features, seppur minori). Vorrei specificare che il mio è un tono gentile, non sto cercando assolutamente di turbarti
in reply to lauseta

@lauseta
> il mio è un tono gentile, non sto cercando ... di turbarti

perché senti il bisogno di dirmelo?

> sono stati fixati problemi di sicurezza

non sono vulnerabilità

> migliorate le performance

lo spero; lo hanno detto anche l'ultima volta 😂

> le nuove features

abbastanza irrilevanti per l'esperienza utente

> non si comprende nemmeno il motivo per cui non aggiornare alla 2026.01 e rimanere alla 2024.12,

no, un motivo c'è. Ma scusa, tu sei un utente di poliverso.org?

in reply to informapirata ⁂

@informapirata ho sentito il bisogno di dirtelo perché purtroppo dal solo testo non si capiscono le intonazioni; era per assicurarti le mie intenzioni.

Comunque io mi sono basato su ciò che ho letto dalla pagina GitHub, da quello che dici sulle performance mi sa che invece c’è una differenza tra ciò che dicono e ciò che accade realmente 😂

Comunque non sono un utente di poliverso.org proprio per questo, ho visto che l’istanza non era aggiornata e ho deciso di passare per questo.

in reply to lauseta

@informapirata per un utente che non va a leggersi il codice sorgente effettivo, il non aggiornare all’ultima versione che “dichiara di aver risolto problemi di sicurezza” fa storcere il naso. Poi ovviamente tu mi stai facendo capire che in realtà c’è una discordanza. Comunque sarei curioso di sapere, se puoi dirlo, il perché poliverso.org non viene aggiornato alla 2026.01. E sarei anche interessato al futuro di poliverso: tra quanto verrà aggiornato? ETA? Vale la pena iscriversi se è indietro?
in reply to lauseta

@lauseta Friendica ha risolto tutti i problemi di instabilità due Release fa e l'ultima 2024.12 a brillato per stabilità Tanto è vero che non sia sentita la necessità di creare una nuova Release per più di un anno, benché fossero state già pubblicate delle Release candidate leggermente migliorative. Noi su Poli verso non Installiamo Release candidate e soprattutto, A meno che non ci siano problemi reali di sicurezza, aspettiamo almeno 30 giorni prima di aggiornare a una nuova release
Continua
in reply to informapirata ⁂

@lauseta ben Memory di un problema avvenuto in passato. Pertanto aspettiamo che la distanza gestita direttamente dallo sviluppatore principale a giorni il software e verifichi direttamente in un ambiente di produzione come funziona.
C'è un altro aspetto dirimente: l'aggiornamento alla nuova Release presuppone un aggiornamento completo del database che per un'istanza come la nostra Potrebbe comportare secondo gli stessi sviluppatori ore o giorni di attesa
CONTINUA
in reply to informapirata ⁂

@lauseta personalmente devo trovare la finestra temporale più adatta per fare una cosa del genere, anche se finora sembra che queste previsioni siano state esageratamente cautelative da parte degli sviluppatori.
Gli unici miglioramenti della nuova release che mi interessano dovrebbero essere e spero siano quelli di una ottimizzazione del database che ad oggi è il vero punto debole di quello che è il software più completo di tutto il Fediverso
CONTINUA
in reply to informapirata ⁂

@lauseta per concludere, ripongo buone speranze in questo aggiornamento, ma devo comunque andarci con i piedi di piombo perché al momento non ci possiamo permettere un'istanza di test e quindi ogni modifica viene fatta in produzione e quindi l'attenzione deve essere ai massimi livelli. Per questo stiamo monitorando tutte le issue su github alla ricerca di eventuali problemi che possono avere impatto sull'ambiente di produzione
in reply to informapirata ⁂

@informapirata grazie mille della risposta esaustiva! Mi sa che vado a farmi un account su poliverso.org 😂

Spero che questo thread servirà anche ad altre persone che si sono chieste il motivo per cui poliverso.org non sia aggiornato all’ultima versione. Grazie ancora.


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🧠 Nuova scoperta rivoluziona i modelli scientifici della memoria - un passo avanti verso l'infinita complessità del nostro cervello! #Scienza #Memoria 🧬🔬

🔗 tomshw.it/scienze/scoperta-sul…


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News dal Galilei

Arriva al Galilei "Stories Without Borders", un progetto internazionale in lingua inglese, partito nella primavera del 2025, che ci consente di collaborare con studenti e insegnanti di 8 paesi del mondo (Bulgaria, Venezuela, Brasile, Indonesia, Cuba, Egitto, Gerogia, Stati Uniti) attraverso la scrittura condivisa nella stessa lingua di 12 storie (vai al sito del progetto).

La Bulgaria è paese capofila che ha ideato e scritto l’inizio di tutte le storie, riferite a tem...

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Ammettere che negli Usa c’è stato un golpe articolo21.org/2026/01/ammette… #News
#News

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🦈 I nuovi studi sugli "squali camminatori" stanno riscrivendo le regole della riproduzione nel mondo marino. Un salto evolutivo inaspettato! #Scienza #SqualiCamminatori

🔗 tomshw.it/scienze/squali-che-c…


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🔬 Una svolta epocale: i fisici rivedono una legge fondamentale della termodinamica. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare il nostro modo di vedere l'universo! #Scienza #TermodinamicaRivisitata

🔗 tomshw.it/scienze/termodinamic…


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Decreto sicurezza: da Torino alla deriva autoritaria.


noblogo.org/transit/decreto-si…


Decreto sicurezza: da Torino alla deriva autoritaria.


(203)

(DS1)

Dopo gli scontri di #Torino di sabato scorso, il governo #Meloni ha colto l’occasione per accelerare su un nuovo decreto sicurezza, trasformando un episodio di violenza circoscritto in pretesto per una stretta repressiva sul dissenso.

Non si tratta di una reazione improvvisata, ma dell’evoluzione di un’idea di “sicurezza” che parte da lontano nella strategia della destra al potere, radicata nei pacchetti sicurezza del passato e in una narrazione binaria tra “buoni cittadini” e “teppisti” da contenere a ogni costo.

Il contenuto del decreto (perquisizioni immediate sul posto, fermi preventivi fino a 12 ore senza vaglio giudiziario, cauzioni obbligatorie per gli organizzatori di cortei e uno “scudo penale” ampliato per le forze dell’ordine) mira a rendere costoso e rischioso l’esercizio del diritto di manifestare, spostando l’equilibrio verso un potere discrezionale della polizia quasi illimitato.

Questa logica trasforma l’ordine pubblico in stato d’eccezione permanente: un corteo violento a Torino diventa grimaldello per limitare proteste pacifiche, centri sociali e sindacati conflittuali, colpendo il cuore dell’uguaglianza democratica e rendendo la piazza un privilegio per chi ha risorse economiche.

(DS2)

Le origini di questa repressione affondano nelle precedenti norme del governo, come il primo decreto sicurezza con oltre sessanta misure su immigrazione, blocchi navali e tutele alle forze dell’ordine, che già riprendevano la retorica securitaria inaugurata anni fa da altre destre.

Culturalmente, è il trionfo di una visione che legge l’insicurezza sociale solo come minaccia da reprimere, ignorando le sue radici in disuguaglianze e mancata redistribuzione, per normalizzare un clima di sospetto verso chiunque dissenta.

Ma i profili costituzionali sono il vero nodo: l’uso del decreto-legge viola l’articolo 77, che richiede reale urgenza e non un pretesto politico per aggirare il Parlamento, come già contestato da costituzionalisti sui provvedimenti passati.

Le restrizioni su riunioni e manifestazioni (artt. 17 e 21 della #Costituzione) appaiono sproporzionate, con fermi e divieti basati su semplici denunce che erodono garanzie fondamentali, mentre lo scudo penale rischia di ledere l’uguaglianza davanti alla legge (art. 3) e i pesi e contrappesi dello Stato di diritto. Organismi internazionali hanno già ammonito l’Italia su queste derive, che comprimono il dissenso pacifico in modo inaccettabile.

In fondo, non è solo un pacchetto norme: è una scelta politica netta, che governa conflitti sociali con polizia e codice penale anziché con dialogo e politiche inclusive. Torino è solo la scintilla; il fuoco è un modello di democrazia sempre più autoritario, dove il garantismo cede il passo a un esecutivo onnipotente. Resta da vedere se il Parlamento e la Consulta porranno rimedio a questa deriva, ma non si può essere troppo ottimisti. Pure la speranza potrebbe essere scambiata per pericolosa provocazione.

#Blog #DecretoSicurezza #GovernoMeloni #Politica #Società #DirittiCivili

Mastodon: @alda7069@mastodon.unoTelegram: t.me/transitblogFriendica: @danmatt@poliverso.orgBlue Sky: bsky.app/profile/mattiolidanie…Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): bio.site/danielemattioli

Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” (qui)

Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: corubomatt@gmail.com



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Disarmare. Voce del Verbo Amare articolo21.org/2026/01/disarma… #Disarmareleparole #AngelaIantosca #News

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“Giulio Regeni, tutto il male del mondo”, proiezione-evento a Latina articolo21.org/2026/02/giulio-… #News
#News

Luca🇮🇹🚜🏎️✈️ ha ricondiviso questo.


A Città della Pieve incontro su referendum e Costituzione articolo21.org/2026/02/a-citta… #News
#News

Luca🇮🇹🚜🏎️✈️ ha ricondiviso questo.


🧲 Scoperte sorprendenti: I campi magnetici deboli alterano il comportamento del plasma! #Scienza #FisicaPlasma

🔗 tomshw.it/scienze/magnetismo-d…


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🔬 Perchè gli scienziati accelerano sulla coscienza? Unisciti al viaggio nello sconfinato universo della mente umana. #Scienza #ConoscenzaInfinita

🔗 tomshw.it/scienze/scienziati-a…


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🔬 La Cina rivoluziona il suo rapporto con la scienza globale, velocità e innovazione: il nuovo corso di Pechino. #Scienza #CinaInnovativa 🚀

🔗 tomshw.it/scienze/cina-ridefin…



in reply to emama 🦉

@picoz
firmate anche per difendere il vostro voto, si vota al massimo tra 18 mesi per le politiche, e il diritto negato da 20 anni degli elettori di indicare da chi essere rappresentati in Parlamento. Sostenete e informate su 3 leggi iniziativa popolare per modifica #leggeelettorale
1) no voto congiunto
2) no pluricandidature e soglie
3) voti preferenza con nomi prestampati e primarie
✍️➡️ votolibeguale.it

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in reply to Ass.Voto LibEguale

@votolibeguale
Si, ma queste sono proposte di legge di iniziativa popolare da parte di una associazione poco nota e fondata da 5 persone (come scritto nello statuto... ma chi sono? non è riportato). Un po' confusa questa cosa e non capisco neanche se ci credano loro . Per queste tre "proposte" occorrono "solo" 50.000 firme (in qualche punto dicono 500.000 ma quelle credo siano per un referendum); comunque il massimo raccolto dal 15 novembre a oggi è di 209 firme. Eviterei...
in reply to picoz 🇵🇸 🇺🇦 🇸🇩... 🏳‍🌈 🇪🇺

@votolibeguale
Scusa @emama ma io rispondevo sulla proposta "confusionaria" a mio parere apparsa a sproposito in questo frangente di @votolibeguale.
Circa la proposta di referendum di Fratoianni e gli altri di sinistra ho firmato, fatto firmare ed invitato anche a superare anche le 500.000 firme quasi raggiunte (in questo momento 89%).
La confusione nasce dall'inserimento di quell'associazione nelle "nostre" risposte, di quelle 3 "altre" iniziative (senza speranza, penso io)
in reply to emama 🦉

@picoz
Meglio se ne occupi Calderoli indisturbato?

Salvini:" di #leggeelettorale si occupa Calderoli (autore del Porcellum), siamo in buone mani, Non fatemi parlare di questo, se ne occupa lui e non ho aggiornamenti"

ansa.it/sito/notizie/topnews/2…

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in reply to picoz 🇵🇸 🇺🇦 🇸🇩... 🏳‍🌈 🇪🇺

@picoz se tutti pensano così è certo inutile firmare. Il portale supporta 50 mila firme al giorno, in 180 giorni sarebbero 9 milioni di firme potenziali, firmare non costa nulla, bastano 3 minuti. Proviamo a vedere l'effetto che fa una legge iniziativa popolare con un milione di firme.
Ogni giorno milioni di like, perché non firmare?
in reply to Ass.Voto LibEguale

@picoz inoltre il regolamento del senato obbliga alla discussione in aula entro tre mesi dal raggiungimento delle firme necessarie. Queste Lip sono un segnale dalla cittadinanza dopo 20 anni di leggi elettorali indecenti
in reply to Ass.Voto LibEguale

@votolibeguale @picoz non c'è obbligo alla Camera. E si blocca.
Non esistono scadenze tassative e universali per la discussione di una legge di iniziativa parlamentare, regionale o popolare in Italia, i tempi variano in base a fattori come urgenza, tipologia di legge e ramo del Parlamento (Camera o Senato), con la prassi che mostra tempi medi molto variabili, spesso lunghi, il Senato prevede un limite di tre mesi per le proposte popolari nelle commissioni, pena il passaggio d'ufficio.
in reply to emama 🦉

@picoz
visto che, da quanto si legge sui giornali, il dibattito alla camera sulla legge elettorale ci sarà comunque entro l'estate, non vedo perché non far arrivare al senato, ove il regolamento obbliga alla discussione entro tre mesi, una legge iniziativa popolare con più firme possibile. Così a Calderoli magari qualche dubbio viene.
✍️➡️ votolibeguale.it

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in reply to Ass.Voto LibEguale

@picoz
Regolamento senato
senato.it/istituzione/il-regol…
in reply to Ass.Voto LibEguale

@votolibeguale @picoz non vale per Camera, dove non c'è limite. Quindi, poiché si deve passare per entrambi i rami del Parlamento, le proposte di legge si bloccano. "su centinaia di proposte,solo 3 sono state approvate tra il 1979 e il 2019, con molte altre che non superano la fase iniziale di raccolta firme o si fermano nel processo legislativo, spesso a causa della mancanza di volontà politica, come testimonia anche il fatto che ne rimangono bloccate molte a fine legislatura."
in reply to emama 🦉

@picoz
1) una nuova #leggeelettorale sarà comunque discussa entro l'estate, per essere usata alle politiche del 2027.
2) queste Lip sarebbero una sorta di emendamenti proposti dai cittadini al Senato, con obbligo discussione
3) il portale supporta almeno 50 mila firme al giorno, rimango 120 giorni, sono 6 milioni di firme potenziali
4) se arriva nel dibattito sulla legge elettorale una Lip con molte firme in più di 50 mila potranno ignorarla?
✍️👉 votolibeguale.it

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in reply to Ass.Voto LibEguale

@votolibeguale @picoz in sostanza SÌ. La discussione in genere si blocca quasi sempre alla Camera, dove non esiste limite temporale, contrariamente al regolamento del Senato che lo prevede.
in reply to emama 🦉

@picoz
La discussione alla camera ci sarà comunque per la legge elettorale, qunado arriva in senato ci saranno le Lip . Se le leggi di iniziativa popolare arrivano con oltre 100 Mila firme, cosa fattibile visto che ci sono 100 giorni, il sistema supporta 70 Mila firme al giorno e quindi sono tecnicamente possibili 7 milioni di firme, difficile che la ignorino, ma se non si fa nulla faranno quel che vogliono

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in reply to Ass.Voto LibEguale

@picoz
ogni giorno si fanno decine di like/repost che hanno molto meno effetto sui lavori parlamentari di queste iniziative, onestamente non capisco quale sia il problema a firmare per queste leggi iniziativa popolare, bastano 3 minuti.
in reply to Ass.Voto LibEguale

@votolibeguale @picoz io non ho nessun problema, tanto che l'ho postato dopo aver firmato. Sottolineato che si tratta soprattutto di farsi vedere e sentire perché la speranza che siano discusse in Parlamento è praticamente a 0.
in reply to emama 🦉

@picoz
alla camera la legge elettorale sarà comunque discussa
Il regolamento del senato obbliga alla discussione in aula, per cui la discussione delle Lip ci sarà de si raggiungono le 50 Mila firme, poi l'impatto dipende da quante firme ci saranno, potenzialmente si possono raccogliere 70 Mila firme al giorno per 100 giorni
in reply to Ass.Voto LibEguale

@picoz
Per il #referendum del 22 e 23 marzo il governo ha scelto di non reintrodurre la norma transitoria per consentire voto #fuorisede, come già fatto in passato, per permettere il voto per 5 milioni di studenti e lavoratori, 10% corpo elettorale, che vivono lontano dalla residenza, semplicemente inaccettabile.
C'è un testo già approvato alla camera nel 2023, fermo al senato da oltre 2 anni. una legge iniziativa popolare ha raccolto 50 Milà firme! votolibeguale.it/#fuorisede
in reply to emama 🦉

ma il referendum non è già stato fissato per il 22 marzo? O è un altro?
in reply to IZ5WGA

@devnull
Ecco la forzatura. "Dalla pubblicazione di tale legge [30 ottobre 2025] è iniziato il termine di tre mesi che l’art. 138, comma 2, della Costituzione riserva alla presentazione delle domande di referendum confermativo da parte dei tre soggetti istituzionali legittimati a richiederlo: un quinto dei membri di una Camera, cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali."
Non lo hanno rispettato.
questionegiustizia.it/articolo…
ilfattoquotidiano.it/2026/01/1…
Firma
firmereferendum.giustizia.it/r…
in reply to IZ5WGA

Anch'io leggo e non ci arrivo a capire per che causa vengono raccolte le firme. E possibile che non è spiegato in chiaro da nessuna parte?
Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

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ALBERTO TRENTINI È LIBERO!


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/alberto…
Alberto Trentini è stato liberato e attualmente si trova nell’ambasciata italiana a Caracas. Un aereo è già partito da Roma per riportarlo a casa insieme a Mario Burló. Riportiamo le parole dell’Avv. Alessandra Ballerini: “Alberto finalmente è libero!!! Questa è la notizia che aspettavamo da


Luca🇮🇹🚜🏎️✈️ ha ricondiviso questo.


Dalla Libia al Sudan, dalla Somalia allo Yemen: le ambizioni globali degli Emirati


@Notizie dall'Italia e dal mondo
L'intervento dell'Arabia Saudita nello Yemen ha imposto un primo stop alla strategia degli Emirati che puntano ad estendere la propria influenza militare ed economica nella penisola arabica e nel Corno d'Africa
L'articolo Dalla Libia al Sudan,

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La mia esperienza con una casa editrice: fatti, non impressioni

Pubblicare un libro dovrebbe essere un percorso lineare: un contratto chiaro, condizioni definite, un lavoro condiviso.La mia esperienza, invece, è stata un esempio concreto di quanto le premesse possano non corrispondere alla realtà operativa. Al momento della firma avevo concordato con il direttore di collana un punto preciso: nessun obbligo di acquisto copie. Era una condizione essenziale e,…

incerteimpronte.blog/2026/01/0…

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Quando Google ha chiuso la porta, tre studenti del MIT hanno forzato la serratura


Quando Google ha bloccato #AlphaFold 3 dietro restrizioni commerciali, tre dottorandi del MIT lo hanno ricostruito in quattro mesi. Ora #Boltz ha 28 milioni di dollari, una partnership con Pfizer e la scommessa che l'open source possa conquistare l'infrastruttura per la scoperta di farmaci.

implicator.ai/when-google-lock…

@scienza


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La resa della Silicon Valley a Trump ci ha mostrato la vera faccia del mondo tech
Dopo aver incarnato per decenni ideali e utopie di frontiera, le élite tecnologiche hanno tradito la loro natura asservendosi al presidente americano

wired.it/article/silicon-valle…

Zuckerberg non si preoccupa più di tanto dell’hate speech, ha smesso di fare fact-checking sulle notizie e iniziato a frequentare Mar‑a‑Lago, la residenza in Florida del presidente statunitense Donald Trump.

Pubblicato su @internet

in reply to Devol ⁂

ormai Facebook è strumento attivo di odio e libera minaccia, persino di morte. Ho segnalato il commento di Tommaso Di Nitto il 17 dicembre a Facebook stessa e nemmeno mi hanno risposto. Non rispettano più nulla, viaggia l'odio e basta
Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale
giovvan
io nelle ore in cui era chiaro che Trump avrebbe vinto (e dunque sapendo quel che sarebbe successo) sono tornato su Fb, che dal 2016 post Cambridge Analytica era da abbandonare. Ci sono tornato facendo un passo avanti anziché un altro indietro: ho risposto alla call Amnesty per la task force per il contrasto ai discorsi di odio online e da allora di episodi come quello che citi ne vedo quasi tutti i giorni. Credo nell'esserci, ci sono 22 milioni di italiani...

Luca🇮🇹🚜🏎️✈️ ha ricondiviso questo.


Incidenti di sicurezza in base alla NIS2 e procedura di notifica
protezionedatipersonali.it/inc…

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Luca🇮🇹🚜🏎️✈️ ha ricondiviso questo.


Comuncazione di servizio - Abbiamo modificato alcune delle regole di Poliversity: aggiunta la regola di convivenza tra istanze


Non abbiamo cambiato quasi nulla, ma abbiamo piuttosto messo un po' di ordine; abbiamo solo aggiunto la regola di convivenza tra istanze:

Federazione: è vietato accusare o attaccare le altre istanze e i loro amministratori; se hai problemi con un'istanza parlane con il tuo amministratore, ma per il bene del Fediverso i rapporti tra le istanze devono essere risolti tra gli amministratori


Questo è dovuto al fatto che troppo spesso le polemiche prodotte dagli ex utenti di un'istanza possono diventare oltre che moleste, un punto di vulnerabilità per tutto il Fediverso.

@fediverso

in reply to Flaviano Monge

@fmonge

ma visto che sono una persona seria che cerca di essere matura...


Io invece sono della scuola "a brigante, brigante e mezzo" 🤣

@liberotoncello @fediverso






boomerissimo.it/2024/12/17/j-r…

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Democrazia in ostaggio: l'Italia autoritaria.


noblogo.org/transit/democrazia…


Democrazia in ostaggio: l'Italia autoritaria.


(187)

(Aut)

Il ritorno del concetto di #autocrazia nella politica internazionale rappresenta una tendenza sempre più evidente, alimentata anche dall’ascesa di figure come Donald Trump e Elon Musk. Questi personaggi incarnano un modello di leadership che privilegia la decisione rapida, l’efficienza apparente e la disintermediazione digitale, spesso a scapito della partecipazione democratica e dei diritti individuali. La rottura tra #Trump e #Musk, per esempio, non segna il tramonto del #trumpismo, ma piuttosto la sua evoluzione verso una governance più strutturata e meno personalizzata, ma sempre più autoritaria e meno trasparente.​

Negli ultimi anni, il potere politico ha mostrato una tendenza a concentrarsi nelle mani di pochi, spesso con il sostegno di una tecnocrazia privatizzata che utilizza strumenti digitali e algoritmi per governare. Questa convergenza tra potere esecutivo, tecnologia e capitalismo delle piattaforme ha portato a una forma di “autocrazia algoritmica”, in cui le decisioni vengono prese in modo rapido e apparentemente efficace, ma con una sostanziale riduzione della trasparenza e della partecipazione dei cittadini. Il modello è particolarmente visibile negli Stati Uniti, ma ha avuto ripercussioni anche in #Europa e in altri continenti.​

In #Italia, come in molti altri Paesi, si registra una crescente propensione a preferire governi “forti” rispetto a una democrazia più compiuta che richiede la partecipazione attiva di tutti, anche del singolo cittadino. Una ricerca recente ha evidenziato che circa il 24% dei giovani italiani si dichiara favorevole a un regime autoritario, mentre solo il 57% preferisce la democrazia a qualsiasi altra forma di governo. Questa percentuale è simile a quella di Spagna e Francia, ma inferiore rispetto alla Germania, dove la preferenza per la democrazia supera il 70%.

Questa differenza evidenzia come, in Italia, la fiducia nella democrazia sia meno radicata, soprattutto tra i giovani e tra chi si sente economicamente svantaggiato.​

(Aut2)

Una delle conseguenze più preoccupanti di questa tendenza è la disponibilità di molti cittadini a rinunciare a parte dei propri diritti in cambio di maggiore sicurezza o stabilità. Il desiderio di governi più radicali e “cattivi” si manifesta anche nella richiesta di misure più severe contro la criminalità, l’immigrazione o le proteste sociali. Questo fenomeno è alimentato da una percezione di crisi economica, sociale e culturale che porta molte persone a cercare soluzioni rapide e apparentemente efficaci, anche a costo di compromettere alcuni principi democratici.

La recessione della democrazia, come viene definita da molti analisti, è quindi legata non solo a scelte politiche, ma anche a una crescente insoddisfazione economica e sociale che spinge le persone a preferire governi autoritari.​

Il vero scandalo per la democrazia italiana è questa resa collettiva, incarnata dal governo Meloni che, nel discorso finale alla kermesse di “Atreyu”, ha dipinto un'Italia monolitica e “forte” dove la partecipazione si riduce a un applauso acritico, mentre si sacrificano diritti e uguaglianza in nome di una fermezza illusoria. Invece di mobilitare i cittadini contro disuguaglianze economiche sempre più abissali (con salari stagnanti e precarietà dilagante), la premier invita a delegare tutto a un esecutivo che si definisce “granitico” e che promette ordine con manganelli e retorica nazionalista, tradendo chi sogna una vera lotta per i diritti.

Questa propaganda autoritaria, che cavalca la stanchezza popolare, non risolve crisi, ma le amplifica, preferendo la stabilità fittizia di un leader onnipotente alla responsabilità condivisa di una democrazia viva e inclusiva. È una beffa: le persone rinunciano a battersi per più diritti, illudendosi che un pugno di ferro le protegga, mentre Meloni consolida un potere che erode le basi stesse della libertà.

#Blog #Opinioni #Politica #Autocrazia #Democrazia #GovernoMeloni

Mastodon: @alda7069@mastodon.unoTelegram: t.me/transitblogFriendica: @danmatt@poliverso.orgBlue Sky: bsky.app/profile/mattiolidanie…Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): bio.site/danielemattioli

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