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Perdiamo ogni occasione per cercare di alleviare la nostra dipendenza dall'auto e dal petrolio.

Capisco evitare rialzi dell'inflazione, ma si poteva ottenere un effetto anche migliore aiutando trasportatori o altri campi affetti dal prezzo del petrolio.

Invece niente, bisogna spingere ad usare il petrolio in ogni ambito e mantenere lo status quo, pur essendo perfettamente consapevoli che anche col prezzo più basso, le cose non funzionano, non sono sostenibili e dovranno cambiare.

Lasciate a casa la macchina, anche solo una volta alla settimana, se potete. Provate alternative, non fissatevi sul solito modo.


Mi piacerebbe sentire qualcosa del genere da qualche governante, locale, nazionale, europeo, ogni tanto

ilpost.it/2026/03/18/governo-m…

#autonarcotizzati #autodipendenza #mobilitainsostenibile

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È online il bando di #ITADINFO 2026 (itadinfo.it/bando/). C'è un *webinar* per chiarire le tematiche di interesse per il convegno e approfondire le modalità di redazione:

Lunedì 30 marzo ore 18:00

Non è necessaria alcuna prenotazione, è sufficiente collegarsi all’orario sopra indicato al seguente link:
programmailfuturo.it/link-webi…

Novità di quest'anno: chi volesse ricevere un parere iniziale sul potenziale interesse della proposta rispetto ai temi del convegno, può inviare una proposta preliminare di contributo.

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Ufficio Zero - Ecco un riepilogo della nostra presenza nel Fediverso

Ufficio Zero Linux OS è la distribuzione italiana GNU/Linux che ha scelto con orgoglio e convinzione il Fediverso per la comunicazione social.

Vediamo allora quali sono i nostri account e i nostri spazi:

- l'account ufficiale mastodon su Poliversity.it
- l'account ufficiale pixelfed su Pixelfed.uno
- l'account ufficiale video su PeerTube.uno
- l'account ufficiale linkstack sull'instanza LinkStack Devol
- il servizio del forum su Citiverse.it

oltre agli account dell'associazione No-Profit Boost Media APS (mastodon/pixelfed/peertube) sulle istanze dei nostri amici Devol.

Proponiamo e promuoviamo da moltissimo tempo (2024) i servizi Devol insieme agli attuali di Poliversity.it / Poliverso.org / Citiverse.it / LeAlternative.net di una nuova collaborazione nata a Febbraio 2026, tanto da essere confluiti tempo fà, con tutti i progetti ed istanze elencate anche nell'associazione italiana Fedimedia.it

Il modo migliore di fare rete per noi è quello di creare un ecosistema in cui, all'interno dei nostri sistemi, potete trovare applicazioni e link utili di nostri Sponsor ma anche Partner, anche legati al fediverso, insieme a link di campagne sociali promosse da Boost Media APS ma anche da altre associazioni internazionali.
Solo uniti possiamo migliorare le condizioni del nostro paese!

@gnulinuxitalia
@lealternative
@informatica

ufficiozero.org

#ufficiozero #boostmedia #devol #fediverso #opensource #freesoftware #privacy #freedom

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JOE KENT E IL RISVEGLIO DEGLI STATI UNITI

@news
L’uomo che dice di rispondere solo alla propria morale e che sta portando il pianeta alla distruzione è stato sostanzialmente mandato a quel Paese dal direttore dell’NCC.
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#EDITORIALI

in reply to macfranc

@max infatti credo l'articolo sia fuorviante
C'è dissenso tra i rossobruni, ma i rossobruni alla fine sono sempre stati sfruttati dai dittatori e poi abbandonati una volta saliti al potere e sostenuti dai poteri economici
E vedere in questo episodio una possibile rinascita democratica ad oggi è solo una vana (e pericolosa) speranza

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Considerazioni di un astronomo riguardo il nuovo MacBook economico di Apple, con un riguardo particolare alla possibilità di perdersi piccole cose andando alle conferenze...

stardust.blog/2026/03/quel-neo…

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Servizi di posta


Una domanda più legata ai servizi che alle applicazioni, ma sono argomenti che hanno molte parti in comune.

Sono alla ricerca di un servizio di posta che abbia queste caratteristiche di minima:
- sia localizzato totalmente in Europa
- permetta di utilizzare il proprio dominio
- offra calendari accessibili tramite caldav
- offra rubriche accessibili tramite carddav

Raccolgo suggerimenti

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Buonasera a tutti. appena arrivato su poliversity. Sono ugone e sono felicemente linuxaro da almeno il 2004( ad esser precisi pasticciavo con linux anche da prima ma nel 2004 c'è stato il passaggio definitivo) e poco dopo l abbandono definitivo di win. La prima distro fu la mitica mandrake 9.1 e il passaggio definitivo fu su ubuntu 5.04. Da vari anni solo debian e ne son felicissimo 😀

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BASTANO POCHE CONSIDERAZIONI PER CAPIRE IL REFERENDUM

@news
Se ne parla è vero, ma il tono della voce di chi strilla e strepita è talmente fastidioso da disturbare chi vorrebbe capire e decidere senza lasciarsi risucchiare dal gorgo delle chiacchiere e delle bugie.
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#EDITORIALI

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Firefox 149 integrerà una VPN gratuita nel browser, ma l’Italia resta fuori (per ora)


Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.
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Mozilla ha scelto il giorno di San Patrizio per annunciare un corposo pacchetto di novità in arrivo su Firefox con le versioni 148 e 149, la cui uscita è prevista per il 24 marzo.

VPN gratuita, ma non per tutti


La novità più rilevante è una VPN integrata direttamente nel browser, gratuita e senza bisogno di installare nulla. A differenza di molte VPN gratuite che monetizzano i dati degli utenti, Mozilla promette un servizio costruito sui propri principi di trasparenza e rispetto della privacy: il traffico del browser viene instradato attraverso un proxy che nasconde indirizzo IP e posizione, con un tetto di 50 GB mensili.

Il problema, almeno per noi, è la disponibilità geografica: al lancio la funzione sarà attiva solo in Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito. L’Italia non è nella lista, e Mozilla non ha indicato una tempistica per l’espansione ad altri Paesi. Chi nel frattempo vuole proteggere la propria navigazione con una VPN affidabile può valutare soluzioni come Adguard VPN o Proton VPN, entrambe con politiche di non raccolta dati ben documentate.

Va precisato che si tratta di una VPN limitata al solo browser: protegge il traffico generato da Firefox, non quello delle altre applicazioni. Per una protezione completa a livello di dispositivo resta necessario un servizio VPN dedicato.

Due pagine, una finestra


Firefox 149 abilita finalmente lo Split View, una funzione che permette di affiancare due schede nella stessa finestra. Basta un clic destro su una scheda per attivarla. Niente di rivoluzionario, browser come Vivaldi e Zen lo fanno già da tempo, ma è un’aggiunta comoda per chi usa Firefox come strumento di lavoro quotidiano.

Sempre nella versione 149, tramite Firefox Labs, arrivano le Tab Notes: la possibilità di aggiungere appunti a qualsiasi scheda aperta, utile per ricordarsi perché quella pagina era lì.

Sicurezza: Firefox primo sulla Sanitizer API


Con la versione 148, già rilasciata, Firefox è diventato il primo browser a implementare la Sanitizer API, un nuovo standard di sicurezza web che protegge dagli attacchi XSS (Cross-Site Scripting). In pratica, offre agli sviluppatori un metodo nativo per ripulire il codice HTML non fidato prima che venga inserito nella pagina, sostituendo il vecchio e insicuro innerHTML con il nuovo setHTML(). Mozilla si aspetta che Chrome e Safari seguano a breve.

IA opzionale, come dovrebbe essere


Tra le novità c’è anche Smart Window, uno strumento basato su intelligenza artificiale per riassunti e confronti rapidi durante la navigazione. La cosa più interessante, però, è l’approccio: la funzione è completamente opzionale e disattivata di partenza.


FONTE blog.mozilla.org


FONTE hacks.mozilla.org


FONTE theregister.com

#hot
in reply to Ska

re: Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.

Sensitive content

in reply to Trash Panda

re: Con Firefox 149 arriva una VPN gratuita integrata nel browser, Split View per affiancare due pagine e la Sanitizer API contro gli attacchi XSS. Ecco tutte le novità.

Sensitive content

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Basta imboccare un sentiero o salire un pendio innevato


273 impianti sono stati dismessi, 106 sono chiusi temporaneamente, 98 alternano aperture a chiusure, mentre 231 sopravvivono in un vero e proprio "accanimento terapeutico"
#News
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📝 New post 🚀

"Openness, transparency and reach: three reasons why public institutions should embrace the Fediverse"

🔗 : blog.elenarossini.com/openness…

mentioning @europeanspodcast @haubles @aral @Gargron @tferrer @rstockm @samvie @EUCommission

#SocialMedia #FOSS #DigitalSovereignty #SocialSovereignty #policy #BigTech #Fediverse #TheFutureIsFederated #RSS #SocialWeb

Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

Souverain 🛡️

On my end, on the Fediverse, I found the following accounts:
@renaissance
@renaissance_78@bird.makeup
@re_thiais
@renaissance@twitter-bridge.cryobyte.net
@renaissance_fde
@renaissance_62
@renaissancehdf
@enmarcherbt@bird.makeup
@ren_arras@bird.makeup

As for bluesky, I agree that 36 followers is truly ridiculous, but I would be dishonest if I said it didn't exist.

And as for "Joli bullshit de l'opposition" don't worry, you're not old school because : "il faut appeler un chat, un chat" 🤣

Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

Souverain 🛡️

hi !!! I hope the elections went well for you? As for me, the article I was telling you about is now online: social.souverain.ovh/@souverai…
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LA FEBBRE DELL’AZZARDO E IL SORTEGGIO DEI MAGISTRATI

@news
Gianrico Carofiglio, nel corso della scorsa puntata di Piazza Pulita, ha elegantemente dichiarato che “quello del sorteggio è un sistema barbaro e costituzionalmente inaccettabile”.
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#EDITORIALI

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Parliamo del fronte cyber Iran-USA: Handala contro Stryker
#CyberSecurity
insicurezzadigitale.com/parlia…


Parliamo del fronte cyber Iran-USA: Handala contro Stryker


E’ da un po’ che non riuscivo a prendere del tempo per aggiornare questo blog e, visti gli avvenimenti che hanno determinato e stanno determinando la sicurezza nelle ultime settimane, riapro con un post sull’Iran.

L’11 marzo 2026 Stryker, uno dei colossi mondiali della tecnologia medicale, ha scoperto cosa significa avere l’intero ambiente Microsoft trasformato in un kill‑switch remoto, azionato da un gruppo hacktivista filo‑iraniano che si firma Handala Hack e che l’intelligence occidentale riconduce alla costellazione iraniana Yellow Phobos / Void Manticore / Red Sandstorm. Nel giro di minuti, migliaia di endpoint aziendali – dai server Windows alle workstation fino agli smartphone con profili corporate – sono stati resettati o wipati, i portali di login hanno iniziato a mostrare il logo di Handala e la supply chain sanitaria globale ha avuto un assaggio molto concreto di cosa significhi un attacco distruttivo contro un fornitore critico.​

La narrazione ufficiale dell’azienda, almeno nelle prime ore, è stata prudente: “network disruption”, incidente circoscritto al “Microsoft environment”, nessuna evidenza pubblica di ransomware o malware tradizionale, nessun riferimento esplicito a wiper nel comunicato ai clienti. Eppure le evidenze raccolte nei report di threat intelligence e le testimonianze interne vanno in tutt’altra direzione, parlando di cancellazione massiva di dati, factory reset orchestrati da remoto e indisponibilità diffusa dei dispositivi in decine di sedi nel mondo. Il punto interessante, per una community nerd e tecnica, non è solo il “chi” ma soprattutto il “come”: invece di far leva su un ennesimo payload custom, Handala avrebbe scelto un approccio quasi “living off the SaaS”, abusando di Microsoft Intune per distribuire comandi di remote wipe perfettamente legittimi ma usati con finalità distruttive.

Per capire perché questo incidente pesa più di altri sul piano strategico bisogna partire dal contesto geopolitico. Handala rivendica l’operazione come ritorsione per l’attacco contro la scuola di Minab in Iran, incastonandola in un ciclo di escalation che vede Stati Uniti e Israele da un lato e Teheran dall’altro, con il cyber come teatro operativo ormai pienamente integrato in quello cinetico. Sullo sfondo c’è il ruolo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che tramite media di Stato come l’agenzia Tasnim ha iniziato a pubblicare liste di “obiettivi legittimi” tra le big tech occidentali, indicando strutture di Google, Microsoft, Nvidia, IBM, Oracle, Palantir e Amazon in Israele e nel Golfo come possibili target di future azioni di “infrastructure warfare”. In questo schema, colpire un fornitore medicale come Stryker non è solo un’operazione di sabotaggio episodica, ma un messaggio: l’Iran‑verse cyber non si limita più a entità governative o utility regionali, può aggredire nodi sistemici della sanità globale e disarticolare la capacità operativa degli ospedali occidentali senza toccare direttamente i loro sistemi clinici.

Dal punto di vista tecnico, il quadro che emerge secondo diverse fonti di cyber intelligence è quello di un’operazione costruita intorno a un wiper, o comunque a un effetto wiper‑like, con un’architettura pensata per massimizzare la distruzione più che l’estorsione. A differenza del classico schema ransomware – cifratura, nota di riscatto, canale di negoziazione – qui il focus è la cancellazione irreversibile dei dati sui sistemi aziendali, l’arresto forzato della produzione, il lock‑out degli utenti dalle applicazioni critiche. Nelle prime ore Stryker ha parlato di impatto confinato all’ecosistema Microsoft, ma i report descrivono un effetto domino su più regioni, dal quartier generale europeo in Irlanda agli stabilimenti di produzione in Nord America e Asia, con shutdown degli ambienti industriali, perdita dei canali di comunicazione interna e cancellazione remota degli endpoint gestiti via MDM.

Il passaggio chiave è il controllo dell’infrastruttura di gestione centralizzata. Yellow Phobos è noto per un modus operandi identity‑centric: phishing mirato, furto di credenziali, abuso di account validi, focus su Microsoft Entra ID e Microsoft 365, e pivot sugli strumenti di orchestrazione come Intune, automazioni Azure o Group Policy per scalare rapidamente i privilegi dentro il tenant. Nel caso Stryker, fonti vicine all’indagine hanno raccontato come il gruppo non avrebbe necessariamente spinto un eseguibile wiper classico, ma sfruttato la console Intune per emettere comandi di remote wipe e factory reset verso qualsiasi dispositivo associato al profilo aziendale, inclusi i telefoni personali BYOD con un work profile. Il risultato è un “wiper as a feature”: invece di un malware che sovrascrive i settori del disco, una tempesta di azioni amministrative legittime ma concatenate per ottenere lo stesso esito, con un livello di tracciabilità e attribuzione ancora più insidioso perché si confonde con l’attività di gestione quotidiana.

Questo approccio è perfettamente coerente con le TTP mappate nel framework MITRE ATT&CK per Handala / Yellow Phobos negli ultimi anni. Sul fronte dell’accesso iniziale, il gruppo ha storicamente combinato spear phishing (T1566) con l’exploitation di servizi esposti (T1190) e il riuso di account validi (T1078), spesso attraverso campagne di brand impersonation che mimano attori fidati come provider di sicurezza o vendor IT per indurre l’utente a consegnare credenziali o token. Una volta dentro, la persistenza passa attraverso l’abuso sistematico di account amministrativi compromessi, l’uso estensivo di interpreter di scripting e strumenti nativi (T1059) e l’escalation via exploitation di vulnerabilità note (T1068), con il movimento laterale orchestrato tramite servizi remoti (T1021) e alternate authentication material (T1550) per attraversare velocemente boundary logici e geografici. L’impatto, come dimostra il caso Stryker, è centrato su data destruction (T1485), endpoint DoS (T1499) e defacement (T1491), con i portali di autenticazione brandizzati Handala a sigillare visivamente la presa di controllo dell’infrastruttura.

Un altro elemento non trascurabile è il ruolo delle identità hacktiviste multiple che orbitano intorno a Yellow Phobos. Handala Hack è solo una delle maschere: le cronache degli ultimi anni hanno già visto Homeland Justice rivendicare operazioni distruttive contro il governo albanese, compresa la compromissione dei sistemi email del parlamento con conseguente sospensione dei servizi, mentre Anonymous for Justice ha firmato presunti wiping contro target israeliani nei settori legale, utilities e servizi finanziari. La logica è quella di una franchising strategy ideologica: nomi e logo cambiano a seconda del messaggio politico e del teatro operativo, ma le infrastrutture, le toolchain e il know‑how restano nelle mani dello stesso cluster operativo legato all’apparato di sicurezza iraniano. Per chi difende, questo rende meno utile concentrarsi sulla “sigla” e obbliga a riconoscere pattern tecnici ricorrenti, come l’abuso di provider di cloud occidentali, il riciclo creativo di domini typo‑squatting e un elenco crescente di IoC che spaziano da indirizzi IP a domini come handala‑hack.to, justicehomeland.* e una lunga serie di pseudo‑brand di big tech usati per phishing e comando e controllo.

Sul terreno, l’effetto dell’attacco è stato immediato anche fuori da Stryker. In Australia, ad esempio, le autorità sanitarie hanno messo in stato di allerta gli ospedali che dipendono da dispositivi e impianti Stryker, consapevoli che una disruption prolungata nella catena di fornitura può tradursi in ritardi nelle procedure chirurgiche, difficoltà nella manutenzione e nei richiami di sicurezza dei device. Al di là del singolo caso, il messaggio per il settore healthcare è che la resilienza non può essere pensata solo dentro il perimetro ospedaliero: un wiper‑driven incident su un player di medtech upstream può avere un impatto sistemico paragonabile a un attacco diretto a un grande ospedale universitario o a una centrale elettrica regionale.

Guardando oltre il perimetro sanitario, l’elenco di minacce diffuse dall’IRGC contro data center e uffici di big tech nel Golfo e in Israele apre un fronte nuovo, in cui i cloud provider e i grandi vendor di AI, storage e analytics non sono più solo infrastrutture di riferimento ma target dichiarati di operazioni di “infrastructure warfare”. Gli episodi recenti che citano attacchi con droni contro data center AWS negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrain – ancora da chiarire nei dettagli tecnici – confermano che il confine tra attacco fisico e attacco logico si va sfumando: la stessa facility può finire in un rapporto di intelligence come potenziale obiettivo cinetico e, contemporaneamente, come nodo da degradare via campagne cyber destruttive o di preposizionamento.

All’interno di un’azienda, ente o organizzazione con footprint cloud esteso e dipendenza strutturale da ambienti Microsoft, la lezione del caso Stryker è tanto banale quanto scomoda: la tua superficie d’attacco più critica non è solo l’ennesimo zero‑day, ma il layer di identity e di gestione centralizzata che hai costruito per semplificarti la vita. La strategia di mitigazione descritta – MFA ovunque, soprattutto sugli account privilegiati, principle of least privilege spinto sulle console amministrative, PAM per isolare e tracciare l’uso delle credenziali ad alto impatto, RBAC rigoroso sui sistemi di endpoint management, EDR e SIEM con regole specifiche per rilevare movimenti laterali e azioni massive di wipe/reset – non è più “best practice”, è la baseline minima per sopravvivere a un avversario che ha dimostrato di saper trasformare Intune nel proprio wiper distribuito. L’altro pezzo del puzzle è la preparedness: backup offline e immutabili delle configurazioni critiche, runbook di incident response che contemplino la perdita simultanea di migliaia di endpoint, canali di comunicazione fuori banda pronti per quando la posta e i sistemi di messaggistica aziendale spariscono in un colpo solo.

In prospettiva, il caso Stryker rischia di essere ricordato come uno spartiacque, non tanto per la tecnologia impiegata – nessun exploit miracoloso, nessun malware da collezione – ma per il salto concettuale nell’abuso delle piattaforme di gestione cloud come arma di distruzione su larga scala. È un modello replicabile, economicamente efficiente per l’attaccante e perfettamente allineato a una dottrina in cui il cyber non serve solo a rubare dati o a fare pressione tramite estorsione, ma a erodere la capacità industriale e la fiducia nelle infrastrutture digitali dei Paesi avversari.


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theconversation.com/tiktok-et-…

"Comme le montrent de récentes études, l’anxiété croissante chez les jeunes est nourrie par l’exposition à des contenus violents, sexualisés ou humiliants mais aussi par une dynamique de comparaison sociale continue. Cette exposition engendre un narcissisme fragile fondé sur le paraître au détriment de l’être et alimente des formes d’addictions comportementales.

Il est désormais clairement mis en évidence qu’en enfermant les jeunes dans des boucles de contenus anxiogènes ou stéréotypés, la logique de personnalisation devient elle-même un facteur de risque. L’algorithme ne se contente pas de recommander : il structure les parcours attentionnels en fonction des interactions de chacun, enfermant les jeunes dans une spirale de répétition émotionnelle.

[...] De plus, les normes implicites de visibilité, de beauté, de viralité imposent une esthétique de la reconnaissance qui façonne les représentations de soi. La recherche montre qu’elles accentuent la comparaison sociale, l’anxiété et une estime de soi conditionnée à la validation numérique, notamment chez les adolescentes surexposées à des modèles filtrés bien souvent irréalistes.

[...] L’attention est souvent abordée comme un simple mécanisme cognitif, mais elle est aussi – comme l’ont montré Yves Citton, Dominique Boullier ou Bernard Stiegler – une ressource stratégique captée et exploitée par les plateformes numériques. En sciences de l’information et de la communication (SIC), elle est analysée comme un rapport social structurant, façonné par des logiques de captation continue. Ce n’est donc pas seulement la concentration des jeunes qui est en jeu, mais leur rapport au temps, à la présence et à la possibilité d’une pensée critique.

La construction de soi sur TikTok se fait à travers des codes viraux, des filtres esthétiques, des modèles performatifs. Mais quelle est la nature exacte de cette exposition ? Que signifie se montrer pour exister, se conformer pour être visible ? Peu d’analyses saisissent TikTok comme un dispositif d’injonction identitaire où l’individu devient le principal agent mais aussi le principal produit de sa propre visibilité.

C’est là que l’on comprend que l’adolescent est profilé, influencé à son insu. Il devient, dans cette dynamique algorithmique, à la fois le spectateur, le producteur et la marchandise.

Cette logique relève d’un état de souveillance : une forme de surveillance douce et invisible. L’environnement numérique n’impose rien frontalement, mais oriente subtilement ce qu’il faut être, montrer, ressentir. Un point qui reste à documenter finement chez les publics mineurs.

Par ailleurs, TikTok ne hiérarchise pas les discours. Les témoignages, émotions, faits, récits, discours politique… tous coexistent dans un même flux. Cette indifférenciation des régimes de discours produit une confusion cognitive permanente persistante que les jeunes finissent par intégrer comme norme. La question de la véracité de l’information n’est plus aux premières loges. On est désormais plus dans de la fonctionnalité, dans le nombre de vues, de like.

[...] TikTok concentre les logiques les plus puissantes du numérique contemporain : captation algorithmique, personnalisation affective, exposition identitaire et désintermédiation éducative. Il est désormais important de comprendre comment il agit, ce qu’il transforme et ce que ces transformations révèlent de nos propres vulnérabilités affectives.

Loin des approches moralisantes ou strictement réglementaires, une lecture interdisciplinaire invite à repenser la question autrement : comment armer les jeunes cognitivement, socialement et symboliquement face à ces environnements ?

Les premiers diagnostics sont posés. Les effets sont visibles. Mais les concepts pour penser TikTok à sa juste mesure restent encore à construire."

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in reply to .mau.

forse sembrerà una critica alla categoria, ma trovo che I "filosofi della mente" (come l'autore che hai citato) tendano a essere molto interessanti quando forniscono la propria opinione riguardo a questioni legate all'intelligenza artificiale; d'altra parte li trovo molto poco interessanti ed estremamente inaffidabili quando si tratta di fornire ogni interpretazione dell'esistente o, peggio ancora, avventurarsi in previsioni sul futuro.

Il lunghissimo articolo in questione, per esempio, ha il dono di essere estremamente plausibile e di apparire convincente, eppure non presenta adeguati elementi che ne dimostrino la correttezza.

Tutto ciò ci ricorda che l'indipendenza tra l'attendibilità di un testo e la sua plausibilità non è certo un fenomeno distorsivo nato con gli LLM 😅

in reply to .mau.

provo ad esprimere la mia prospettiva su questa faccenda. Intanto, il linguaggio che usiamo per descrivere un fenomeno rischia di generare significati artificiali, che non stanno né nelle cose né nella vita. Quando si parla di LLMs, se si ha cognizione di cosa siano, bisognerebbe tenere sempre presente che stiamo parlando di sistemi informatici molto complessi che però non escono fuori da ciò che, più propriamente, sarebbe meglio chiamare automazione che non AI. In questa prospettiva, noi non "facciamo domande" ma componiamo degli input per sollecitare un sistema, è molto ma molto diverso. Sollecitato, il sistema genera automaticamente un output secondo il modo in cui è stato progettato, secondo la sua logica di funzionamento. Se sappiamo in cosa consiste la fase di "taratura" della matrice di pesi di un LLMs e di come quei valori reali sono memorizzati in DB vettoriali, non dovrebbe stupire il fatto di vedersi restituire in output dal sistema delle informazioni già in qualche modo contenute nei materiali impiegati per il tuning completati poi da quelle reperite nei DB vettoriali ed estratte secondo funzioni matematiche di distanza (vettoriale) tra termini e parole ridotte a vettori e valori reali. In tutto questo, parlare di "apprendimento", "domande", "risposte"... se non usiamo le virgolette significa che stiamo dando per scontato ciò che scontato non è.
Tralascio poi l'uso del termine "allucinazione" riferito alle macchine. Il termine è usato in modo improprio, da un punto di vista di cosa realmente è una allucinazione, ma oltrettutto non ha nulla a che vedere con ciò che realmente accade nella macchina e serve solo a generare una narrativa umanizzante (e falsa) sui LLMs.
Purtroppo su questi giochetti linguistici si sta costruendo una narrativa utile solo al mercato che ha tutto l'interesse a umanizzare le macchine, a fare credere di avere a che fare con dei quasi sistemi viventi, per generare aspettative e spostare più facilmente istituzioni e organizzazioni a firmare contratti d'uso dei sistemi.
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in reply to Gino

@Gert mah, la "domanda" che poniamo a un LLM è indubbiamente una parte dell'input che assieme alla configurazione del modello porterà a un risultato stocastico; da questo punto di vista "prompt" potrebbe essere un termine più neutro. Ma per me il risultato pratico è lo stesso: ottengo un testo che ha generalmente una correlazione con quanto da noi scritto, e può essere visto come "risposta" anche senza antropomorfizzare il chatbot. Con i sistemi esperti funzionava allo stesso modo.

Quanto all'uso del termine "allucinazione": io sono un matematico, e i matematici hanno una lunga tradizione di prendere parole comuni e dar loro un altro significato (cit. Goethe). Quello che succede è ovviamente che a un certo punto la discesa del gradiente ti porta a seguire un'altra strada perdendo così la correlazione con il prompt: ma almeno a me non dà fastidio chiamarla "allucinazione".

cc @aitech che mi ero dimenticato di taggare...

in reply to .mau.

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la domanda, per l'umano, nasce sempre da un modo di sentirsi vivere in un mondo quando i profili di mondo che incontra suscitano sorpresa, spaesamento, curiosità... Un fenomeno estraneo a una macchina che, in quanto tale, non ha né mondo né contesto.
La domanda "come mai la mela cade da un albero?" me la faccio perché ho una precomprensione pratica, tacita e vissuta di cosa significa stare vicino, sopra o sotto un albero, da solo o con altri, con delle sensazioni, dei bisogni, delle aspettative... A partire da quella domanda, se allestisco un esperimento per trovare una risposta non è l'apparato sperimentale che mi fornisce una risposta ma il mio modo di riflettere sulle eventuali invarianze che il dispositivo allestito mi restituisce.
Esiste una interessante ricerca che mostra come la rimozione delle virgolette, un tempo impiegate nella ricerca sulla IA dai primi ricercatori quando parlavano di "intelligenza" o "apprendimento" ecc..., sia stata una precisa operazione di manipolazione che con la ricerca non aveva nulla a che vedere.
Secondo me è importante, quando scriviamo su un social o generiamo testi destinati a non esperti, che ci si sforzi di non dare per scontati significati nei termini che usiamo e se possibile usare le virgolette in riferimento a termini che pertengono l'umano.
Non sarebbe male tenere sempre presente che, nonostante la fascinazione costruita dalle narrative, quando interagiamo con un calcolatore stiamo interagendo con un insieme di porte logiche gestite dall'algebra di Boole, cioè con dei meccanismi come quelli in figura.
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Questo caso dimostra cosa NON è la privacy.

Rispettare l'anonimato, ma fornire puntuali informazioni sull'interessato, lo rende identificabile. Insomma, chi non ha pubblicato il nome, ma ha reso noti altri dettagli, è come se l'avesse pubblicato, e con l'ipocrisia della privacy che, ripeto, non è stata garantita.

Soprattutto è stato leso il diritto dei minori coinvolti a essere tutelati: rendendo rintracciabile il nome di lui sono stati messi in piazza loro. Spero che ciò abbia risvolti legali

in reply to Vitalba

@Vitalba però qui si impone un imperativo prima di tutto morale. Quando ad essere coinvolto è "uno che conta" non si dice il nome, quando è coinvolto un povero cristo ti pubblicano anche il codice fiscale. Ricordo un episodio risalente a parecchi anni fa. Il figlio di un carrozziere che conoscevo si lascia coinvolgere in un giro di spaccio con figli della Como bene. Vengono arrestati, l'unico che finisce sui giornali con nome e cognome è il figlio del carrozziere, degli altri ancora adesso a distanza di anni non si sa nulla. Due pesi e due misure.
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La pagina web da 49 MB. Una storia sulla crisi del giornalismo


Se distrarre attivamente i lettori del proprio sito web fosse uno sport olimpico, le testate giornalistiche sarebbero sempre in cima alla classifica.

Sono andato sul sito del New York Times per dare un'occhiata a quattro titoli e mi sono ritrovato con 422 richieste di rete e 49 megabyte di dati. Ci sono voluti due minuti prima che la pagina si caricasse. E poi ti chiedi perché ogni persona sana di mente che usa la tecnologia abbia un adblocker installato sui computer di tutti i suoi cari.
E la situazione è la stessa per tutte le principali case editrici di oggi.


thatshubham.com/blog/news-audi…

@giornalismo

in reply to macfranc

Visitare qualsiasi sito di notizie su mobile è un dolore al sedere, anche, dato quanto poco spazio sullo schermo hai per leggere effettivamente un articolo. A parte gli adblocker, so che occasionalmente userò gli LLM per riassumere un articolo perché visitare la pagina blocca letteralmente il mio telefono.

Tradotto con Lumo AI.

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La scienza delle scorregge: l'Università del Maryland ha creato l'Hubble della petosfera


Smart Underwear, il primo dispositivo indossabile progettato per misurare la flatulenza umana. Tracciando l'idrogeno nelle flatulenze, il dispositivo aiuta gli scienziati a rivisitare ipotesi di lunga data sulla frequenza con cui le persone scoreggiano effettivamente. Apre inoltre una nuova finestra sulla misurazione del metabolismo microbico intestinale nella vita di tutti i giorni.

NB: l'equipe sta reclutando volontari per mappare l’intero spettro della flatulenza umana.


cbmg.umd.edu/news-events/news/…

@scienza

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IL REFERENDUM RACCONTATO DA CHI PROMETTEVA DI TOGLIERE LE ACCISE DALLA BENZINA

@news
Siamo davvero un Paese moderno, lontano da quelle vetuste tradizioni di civiltà che la Costituzione ci ha cucito addosso.
L'articolo IL REFERENDUM RACCONTATO DA CHI PROMETTEVA DI TOGLIERE LE ACCISE DALLA BENZINA proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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#Zuppi ilmanifesto.it/uccidere-i-nego…

Uccidere quelli che sono gli interlocutori con cui si deve o si dovrà negoziare» è «tradimento infame di qualsiasi regola del dialogo e del rispetto! Come si può credere dopo alla volontà di confronto?


Simulare l'intenzione di negoziare per uccidere i negoziatori è un atto di perfidia, nel senso tecnico di cui all'articolo 37 qui: unipd-centrodirittiumani.it/it…

Triste che siano i cardinali a doverlo ricordare.

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Astroturfing online: un problema che va oltre la disinformazione.


I comportamenti inautentici coordinati online stanno diventando un problema sempre più serio in tutto il mondo. Una tipologia comune di comportamento manipolativo è l'astroturfing. Si verifica quando un'entità crea artificialmente l'impressione di un ampio sostegno per un prodotto, una politica o un concetto, quando in realtà il supporto è limitato. L'astroturfing online è spesso considerato alla stregua di qualsiasi altro comportamento inautentico coordinato, e si discute molto su come aggravi la diffusione di notizie false e disinformazione. Questo articolo dimostra che l'astroturfing crea ulteriori problemi per le piattaforme dei social media e per l'ambiente online in generale. La pratica dell'astroturfing sfrutta la nostra naturale tendenza a conformarci alla massa; e data l'importanza del conformismo nel nostro processo decisionale, le conseguenze negative derivanti dall'astroturfing possono essere molto più ampie e allarmanti della semplice diffusione di disinformazione.


journals.sagepub.com/doi/10.11…

@eticadigitale

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Autismo e rimugino decisionale: quando devi scegliere una giacca e il cervello pensa di dover salvare il mondo.


Per alcune persone neurodivergenti, anche una scelta piccola come una giacca può trasformarsi in una sorta di missione diplomatica.

spazioasperger.it/autismo-e-ri…

@psicologia

Unknown parent

glitchsoc - Collegamento all'originale

Gino

in questi fenomeni la neurodivergenza spesso non c'entra nulla. L'indecisione avviene a valle di un modo di sentirsi vivere e di generare senso che ha bisogno di un riferimento esterno certo rispetto al quale poi poter calcolare. La crisi è inevitabile quando ci si trova gettati in situazioni di vita che di calcolabile non hanno nulla, cioè la maggior parte delle situazioni esistenziali davvero significative. In quelle situazioni ci si trova come chi non sa nuotare all'improvviso in acque alte. Per chi non sa nuotare l'unico modo di stare in acqua alta è tenersi aggrappato a un galleggiante (il criterio astratto esterno).

Per lavorare bene su questa situazione, più che scelte "random" forzate si dovrebbe "imparare a nuotare", o almeno a muoversi in quell'elemento (l'incalcolabile) scoprendo nuove possibilità d'essere: imparare a conoscersi meglio da un punto di vista emotivo attraversando l'incertezza lasciandosi riorientare sia dalla situazione vissuta sia dal proprio sentire (gusti, ispirazioni, emozioni, sensazioni...), senza "staccare la spina" al cervello, ma senza dare per scontato che l'unico significato capace di orientare sia di tipo razionale e calcolabile.

Il riconoscimento di sé nelle esperienze emotive intercorrenti e la riconfigurazione narrativa più autentica dei vissuti, facilitano l'apertura e l'accesso a nuove possibilità d'essere, contribuiscono a rifondare il senso di efficacia personale attraverso un controllo cercato e vissuto in situazione - onlife - invece che solo nelle rigide astrazioni e nelle anticipazioni scollate dal sentire e dall'agire.

jayah.net/post-razionalismo-ai…

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Curve Pay - alternativa a Google pay o Apple pay


Questa invece dovrebbe farlo in modo anonimo
walt.is
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Sulla propaganda filorussa nel Fediverso

Purtroppo esistono diversi siti e canali telegram direttamente sovvenzionati da Mosca per diffondere opinioni favorevoli alla Federazione Russa e, ancora più spesso, disinformazione.

Noi moderatori di questa istanza stiamo cercando di sensibilizzare il pubblico sulla pericolosità e la scorrettezza di questo modo di fare informazione.

(Segue)

@fediverso

Unknown parent

mastodon - Collegamento all'originale

informapirata ⁂

@daimon_erre gli Azov sono stati integrati nell'esercito in un momento di emergenza nazionale, oltre che per essere messi sotto (parzial) controllo governativo.
Inoltre, se il nazionalismo avanza, questo è dovuto alla situazione di guerra. Zelensky è sempre stato avversato da quelle forze e addirittura è stato accusato di essere filorusso.

D'altra parte esistono numerosi battaglioni russi neonazisti oltre alla Wagner (integrata ormai nell'esercito), appoggiati dal governo russo

@fediverso

in reply to informapirata ⁂

@daimon_erre la polemica contro "l'Ucraina nazista" è puramente strumentale e fa parte delle linee guida della propaganda russa.

Il fatto che gli stessi propagandisti russi che accusano di nazismo l'Ucraina neghino l'evidente e preponderante presenza di ideologia nazista tra le forze armate russe, conferma che quelli siano propagandisti.

E l'esistenza di politici e intellettuali che negano falsamente le componenti naziste nell'esercito ucraino, non cambia qusta realtà.

@fediverso

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Dalla persona ai dati: il diritto aperto e la società della mercificazione e della sorveglianza


LawTech e Law&Data seminars, all'Università di @trento presso la Facoltà di Giurisprudenza, il 20.03.2026, dalle ore 10:00 alle 12:00

eventi.unitn.it/it/dalla-perso…

L'intervento di @robocaso

mastodon.social/@robocaso/1162…


Dalla persona ai dati: il diritto aperto e la società della mercificazione e della sorveglianza, LawTech e Law&Data seminars, Università di Trento, Facoltà di Giurisprudenza, 20.03.2026, ore 10:00 – 12:00

robertocaso.it/2026/02/23/dall…


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Dalla persona ai dati: il diritto aperto e la società della mercificazione e della sorveglianza, LawTech e Law&Data seminars, Università di Trento, Facoltà di Giurisprudenza, 20.03.2026, ore 10:00 – 12:00

robertocaso.it/2026/02/23/dall…

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Thiel porta le sue lezioni sull'Anticristo alle porte del Vaticano, e le istituzioni cattoliche si tirano indietro


Uno degli eventi più ambiti nei dintorni del Vaticano in questi giorni è un ciclo di quattro conferenze sull'Anticristo tenute dal miliardario della Silicon Valley Peter Thiel.

La conferenza a cui si accede solo su invito, che si terrà a Roma da domenica a mercoledì, si è rivelata talmente controversa che le università cattoliche inizialmente associate ad essa hanno tutte negato qualsiasi coinvolgimento ufficiale.

apnews.com/article/italy-peter…

@politica

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Il completamento automatico dell'intelligenza artificiale non cambia solo il modo in cui scrivi. Cambia anche il modo in cui pensi.


Gli strumenti di scrittura basati sull'intelligenza artificiale sono sempre più integrati nelle nostre e-mail e nei nostri telefoni. Ora un nuovo studio rivela che i suggerimenti distorti dell'intelligenza artificiale possono influenzare le convinzioni degli utenti.

scientificamerican.com/article…

@aitech

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Sensitive content

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*Il CEO di Palantir fa una scioccante confessione sull'interruzione del potere democratico *


Il CEO di Palantir, Alex Karp, ritiene che la sua tecnologia di intelligenza artificiale ridurrà il potere degli "elettori altamente istruiti, spesso donne, che votano per lo più per i democratici", aumentando al contempo il potere degli uomini della classe operaia.

newrepublic.com/post/207693/pa…

@politica

in reply to ilsimoneviaggiatore

@ilsimoneviaggiatore @Gert ma per lui praticamente la classe operaia sono i trogloditi che non sanno leggere neanche i segnali stradali, si esprimono a rutti e spendono quel poco stipendio che guadagnano in cose costose per farsi i ricchi.

In pratica il tamarro con la Mercedes classe A, la tuta gucci, un contratto a tempo determinato, un fottio di cambiali e forse anche qualche denuncia.

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Algoritmi e strutture dati in TypeScript – Libro gratuito, ~400 pagine


Questo libro nasce da una semplice osservazione: la maggior parte degli ingegneri del software utilizza algoritmi e strutture dati quotidianamente, eppure molti non ne conoscono a fondo i fondamenti. Possono usare una mappa hash o chiamare una funzione di ordinamento senza comprenderne appieno le garanzie, oppure possono avere difficoltà quando un problema richiede la progettazione di un nuovo algoritmo da zero. Allo stesso tempo, gli studenti di informatica spesso si imbattono negli algoritmi in un contesto altamente teorico che può sembrare scollegato dal codice che scrivono nella pratica.

amoilanen.github.io/Algorithms…

@informatica

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13-03-2026 – In tendenza su poliversity.it

Ecco le tendenze di oggi 13 marzo 2026 su Poliversity
informapirata.it/2026/03/13/13…

#1 #News #10 #18 #8 #5 #2 #4 #9 #3 #6 #7 #12 #13 #16 #17 #22 #14 #11 #26 #poliversity
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⚠️ ATTENZIONE: Google ha corretto 2 bug sfruttati di Chrome (CVSS 8.8) in Skia e nel motore V8.


Le pagine HTML create possono innescare il danneggiamento della memoria o l'esecuzione di codice sandbox. Aggiorna ora a Chrome v146.

Seguiranno le patch Edge, Brave, Opera e Vivaldi.

thehackernews.com/2026/03/goog…

@informatica

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Manifestanti bloccano mezzi militari a Pisa. Treno costretto a tornare a Livorno


#News

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Il signor Q, 96 anni, mi scrive questo:

"Caro Fabio grazie per avermi ripristinato wathsapp e per avermi regalato il tuo libro. Grazie poi per avermi aperto uno spiraglio su un mondo sconosciuto per me fantascientifico e inimmaginabile anche dopo aver letto il tuo libro. È proprio vero che c' è sempre da imparare e da conoscere. Grazie anche per avermi stimolato un' idea di utilizzo di queste piattaforme di cui ti parlerò la prossima volta che, spero, verrai a trovarmi."

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La riforma Nordio.

La riforma Nordio mira a rafforzare la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti,

limitando il potere di appello del pubblico
ministero sulle assoluzioni di primo grado per reati minori.

Le priorità, focalizzate sulla gestione delle risorse, puntano a razionalizzare i carichi di lavoro, sebbene i criteri selettivi principali derivino dalla precedente riforma Cartabia

Punti chiave e contestualizzazione (Riforma Nordio/Cartabia):

Limiti all'appello: Nelle fasi di riforma, si prospetta la limitazione del potere del PM di appellare le sentenze di assoluzione in primo grado, specialmente per reati minori che prevedono citazione diretta (rissa, lesioni, furto aggravato, truffa).

Insomma il pm sarà limitato nell'appello alle sentenze di assoluzione per reati minori. Se a quelli già individuati ci mettiamo concussione, peculato etc ovvero i tipici reati da "colletto bianco" il gioco è fatto, il politico è salvo.

#RIFormanordio #PmlimiteAppello
#reatiminori

@politica

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Una donna Bisessuale spesso viene esclusa sia dalle comunità etero che omosessuali. Può sviluppare una bifobia specifica. E come al solito i problemi medici peculiari sono pressoché ignorati dai medici di medicina generale. Trova un medic* che ti ascolti e non ti giudichi per poter confidare senza stigma la tua vita sessuale ed i problemi legati al minority stress.
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"Dovremmo smetterla di alzarci in piedi quando in classe entra un professore": editorialedomani.it/fatti/dovr…
Un articolo di Christian Raimo su Domani di qualche giorno fa

#scuola #educazione #poteri #MichelFoucault

@maupao
@scuola
@macfranc
@MariuzzoAndrea
@mcp
@lindasartini

in reply to nilocram

io l'ho trovato interessante. Sarà il momento particolare che stiamo vivendo in famiglia: una infrazione fatta dai ragazzi della classe di mio figlio, in cui anche lui ha avuto una piccola parte, mi fa interrogare, dopo riunioni di classe e colloqui vari, su quanto i ragazzi (2a media) abbiano capito del perché quella cosa non si fa, o abbiano invece capito "abbiamo fatto inca**are chi comanda, ora paghiamo".
Autorevolezza, o autorità?

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