Battaglia per il Cervello! OpenAI e Sam Altman lanciano Merge Labs, rivale di Neuralink
OpenAI e il suo co-fondatore Sam Altman si preparano a sostenere un’azienda che rivaleggerà con Neuralink di Elon Musk sviluppando una tecnologia per collegare il cervello umano a un computer. La nuova impresa, chiamata Merge Labs, sta cercando finanziamenti per 250 milioni di dollari, con una valutazione di 850 milioni di dollari, con una parte significativa del denaro potenzialmente proveniente dalla divisione venture capital di OpenAI.
Altman è un convinto sostenitore del lancio, secondo alcune fonti, e co-fonda Merge Labs con Alex Blania, responsabile del progetto di identità digitale tramite scansione oculare World, anch’esso finanziato da Altman. Tuttavia, non sarà coinvolto nella gestione quotidiana.
Merge Labs è tra le startup in crescita che sfruttano i più recenti progressi dell’intelligenza artificiale per creare interfacce cervello-computer più efficaci. Il nome dell’azienda si riferisce al concetto di “fusione“, il momento in cui esseri umani e macchine si fondono. Altman ha scritto in un post sul blog nel 2017 che questo potrebbe accadere già nel 2025, e quest’anno ha affermato che “interfacce ad alta velocità” saranno presto disponibili grazie alle innovazioni tecnologiche.
Il prossimo progetto sarà un concorrente diretto di Neuralink, fondata da Musk nel 2016. Neuralink sviluppa sistemi per collegare direttamente il cervello a un computer e quest’anno ha raccolto 650 milioni di dollari, per una valutazione di 9 miliardi di dollari. Tra i suoi investitori figurano Sequoia Capital, Thrive Capital e Vy Capital. Lo stesso Altman aveva già investito in Neuralink.
Altman e Musk hanno co-fondato OpenAI, ma Musk ha lasciato il consiglio di amministrazione nel 2018 dopo una divergenza di opinioni. Da allora, i due imprenditori sono diventati acerrimi rivali, con Musk che ha lanciato la sua startup di intelligenza artificiale, xAI, e ha intentato causa per impedire a OpenAI di diventare un’organizzazione a scopo di lucro.
Il mercato delle interfacce cervello-computer è in piena espansione. Oltre a Neuralink, anche le startup Precision Neuroscience e Synchron sono attive nel settore. La tecnologia degli impianti è in circolazione da decenni, ma i progressi nell’elettronica e negli algoritmi di elaborazione dei segnali cerebrali l’hanno avvicinata molto di più all’uso pratico.
Altman ha anche investito in altre iniziative tecnologiche legate a OpenAI, la cui valutazione è di 300 miliardi di dollari. Tra i suoi progetti figurano l’azienda di fissione nucleare Oklo e il progetto di fusione nucleare Helion. OpenAI ha rifiutato di commentare.
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Media Freedom Act: Stampa Romana sostiene esposto alla Commissione europea per riforma Rai
Entra in vigore oggi l’European Media Freedom Act (EMFA), regolamento dell’Ue che impone agli stati membri norme per garantire l’ indipendenza e l’autonomia dei mezzi di informazione e la libertà dei giornalisti intervenendo, tra l’altro, sulle concentrazioni editoriali, il mercato pubblicitario, la trasparenza dei finanziamenti le autorità di controllo, la tutela delle fonti, la nomina dei vertici del Servizio Pubblico. Questioni su cui l’Italia è in evidente ritardo. Nonostante un dibattito pubblico che si trascina da mesi e lo stallo nell’elezione del presidente della Rai, il Parlamento non è riuscito a varare una legge perchè viale Mazzini possa avere risorse certe, una prospettiva industriale svincolata dalla durata dei governi, vertici nominati in base alle competenze. Articolo Quinto, l’associazione (cui Stampa Romana ha aderito) nata per sollecitare l’adeguamento delle norme ai canoni stabiliti dall’EMFA ha presentato tramite il suo presidente Stefano Balassone un esposto alla Commissione europea per queste inadempienze, un’iniziativa che ha il pieno e convinto sostegno di Stampa Romana.
La Segreteria dell’ASR
F-35 italiani intercettano due caccia russi nello spazio aereo Nato. I dettagli
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Per la prima volta, due caccia F-35 Lightning II dell’Aeronautica militare italiana hanno intercettato due velivoli russi operanti vicino allo spazio aereo dell’Alleanza. I due aerei intercettati sono decollati dalla base di Ämari, in Estonia, come confermato
Angelucci chiede risarcimento a Di Benedetto e Mantovani (Fatto Quotidiano): la solidarietà di Stampa Romana
Un’azione civile con la richiesta di risarcimento contro i giornalisti che scrivono articoli poco graditi, un classico del repertorio di chi vuole scoraggiare le inchieste. Questa volta Antonio Angelucci, parlamentare della Lega, imprenditore con attività che spaziano dalla sanità all’editoria, per le quali usufruisce di cospicue risorse pubbliche, se la prende con i giornalisti del Fatto Quotidiano Linda Di Benedetto e Alessandro Mantovani, che hanno fatto il loro lavoro di cronisti raccontando la cessione del Tempo al gruppo Toto. Una vicenda che ricorda ancora una volta quanto sia urgente un intervento legislativo per rispondere alla pratica delle richieste di risarcimento e delle querele temerarie. Ai colleghi del Fatto Quotidiano va la piena solidarietà dell’Associazione Stampa Romana.
La Segreteria dell’ASR
By omitting the "one-third" provision that most other states with age verification laws have adopted, Wyoming and South Dakota are placing the burden of verifying users' ages on all sorts of websites, far beyond porn.
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Un reattore nucleare sulla Luna entro il 2030. La sfida Usa a Russia e Cina
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Nei primi di agosto, l’amministratore pro tempore della Nasa, nonché segretario ai Trasporti degli Stati Uniti, Sean Duffy, ha annunciato che gli Usa intendono accelerare i loro sforzi per installare un reattore a fissione nucleare sul suolo lunare entro il 2030. Secondo Duffy, a sua
CBP's use of Meta Ray-Bans; the bargain that voice actors are having to make with AI; and how Flock tech is being essentially hacked into by the DEA.
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Ore Formation: Introduction and Magmatic Processes
Hackaday has a long-running series on Mining and Refining, that tracks elements of interest on the human-made road from rocks to riches. What author Dan Maloney doesn’t address in that series is the natural history that comes before the mine. You can’t just plunk down a copper mine or start squeezing oil from any old stone, after all: first, you need ore. Ore has to come from somewhere. In this series, we’re going to get down and dirty into the geology of ore-forming processes to find out from wither come the rocks that hold our elements of interest.
What’s In an Ore?
Though we’re going to be talking about Planetary Science in this series, we should recognize the irony that “ore” is a word without any real scientific meaning. What distinguishes ore from other rock is its utility to human industry: it has elements or compounds, like gems, that we want, and that we think we can get out economically. That changes over time, and one generation’s “rock” can be another generation’s “ore deposits”. For example, these days prospectors are chasing copper in porphyry deposits at concentrations as low as 1000 ppm (0.1%) that simply were not economic in previous decades. The difference? Improvements in mining and refining, as well as a rise in the price of copper.This may or may not be the fabled “mile of gold”. Image: “Main Street Kirkland Lake” by P199.
There’s a story everyone tells in my region, about a street in Kirkland Lake, Ontario that had been paved using waste rock from one of the local gold mines and then torn up when the price of gold rose enough to reprocess the pavement a part-per-million of microscopic flakes of yellow metal. That story is apocryphal: history records that there was mine product accidentally used in road works, but it does not seem it has ever been deemed economic to dig it back up. (Or if it was, there’s no written record of it I could find.)
It is established fact that they did drain and reprocess 20th century tailings ponds from Kirkland Lake’s gold mines, however. Tailings are, by definition, what you leave behind when concentrating the ore. How did the tailings become ore? When somebody wanted to process them, because it had become economic to do so.
It’s similar across the board. “Aluminum ore” was a meaningless phrase until the 1860s; before that, Aluminum was a curiosity of a metal extracted in laboratories. Even now, the concentration of aluminum in its main ore, Bauxite, is lower than some aluminum silicate rocks– but we can’t get aluminum out of silicate rock economically. Bauxite, we can. Bauxite, thus, is the ore, and concentration be damned.
So, there are two things needed for a rock to be an ore: an element must be concentrated to a high enough level, and it be in a form that we can extract it economically. No wonder, then, that almost all of the planet’s crust doesn’t meet the criteria– and that that will hold on every rocky body in the solar system.
Blame Archimedes
It’s not the planetary crusts’ fault; blame instead Archimedes and Sir Issac Newton. Rocky crusts, you see, are much depleted in metals because of those two– or, rather, the physical laws they are associated with. To understand, we have to go back, way back, to the formation of the solar system.It might be metal, but there’s no ore in the core. Image: nau.edu, CC3.0
There’s a primitive elemental abundance in the solid bodies that first coalesced out of the protoplanetary disk around a young Sol and our crust is depleted in metals compared to it. The reason is simple: as unaltered bodies accreted to form larger objects, the collisions released a great deal of energy, causing the future planetoid to melt, and stay molten. Heat rejection isn’t easy in the thermos vacuum of space, after all. Something planetoid sized could stay molten long enough for gravity to start acting on its constituent elements.
Like a very slow centrifuge, the heavier elements sunk and the lighter ones rose by Archimedes principle. That’s where almost all of Earth’s metals are to this day: in the core. Even the Moon has an iron core thanks to this process of differentiation.
In some ways, you can consider this the first ore-forming process, though geologists don’t yet count planetary differentiation on their lists of such. If we ever start to mine the nickel-iron asteroids, they’ll have to change their tune, though: those metallic space-rocks are fragments of the core of destroyed planetoids, concentrated chunks of metal created by differentiation. That’s also where most of the metal in the Earth’s crust and upper mantle is supposed to have come from, during the Late Heavy Bombardment.
Thank the LHB
Image: “Comet Crash” by Ben Crowder. Repeat 10000x.
The Late Heavy Bombardment is exactly what it sounds like: a period in the history of this solar system 3.8 to 4.1 billion years ago that saw an uncommonly elevated number of impacts on inner solar system objects like the Earth, Moon, and Mars. Most of our evidence for this event comes from the Moon, in the form of isotopic dating of lunar rocks brought back by the Apollo missions, but the topography of Mars and what little geologic record we have on Earth are consistent with the theory. Not all of these impactors were differentiated: many are likely to have been comets, but those still had the primordial abundance of metals. Even cometary impacts, then, would have served to enrich the planet’s crust and upper mantle in metals.
Is that the story, then? Metal ores on Earth are the remnants of the Late Heavy Bombardment? In a word: No. Yes, those impacts probably brought metals back to the lithosphere of this planet, but there are very few rocks of that age left on the surface of this planet, and none of them are ore-bearing. There has been a lot of geology since the LHB– not just on Earth, but on other worlds like the Moon and Mars, too. Just like the ore bodies here on Earth, any ore we find elsewhere is likely to be from other processes.It looks impressive, but don’t start digging just yet. (Image: Stromboli Eruption by Petr Novak)
One thing that seems nearly universal on rocky bodies is volcanism, and the so-called magmatic ore-forming processes are among the easiest to understand, so we’ll start there.
Igneous rocks are rocks formed of magma — or lava, if it cools on surface. Since all the good stuff is down below, and there are slow convection currents in the Earth’s mantle, it stands to reason some material might make its way up. Yet no one is mining the lava fields of Hawaii or Iceland– it’s not just a matter of magma = metals. Usually some geochemical processes has to happen to that magma in order to enrich it, and those are the magmatic ore forming processes, with one exception.
Magmatic Ore Formation: Kimberlite Pipes
Cross-sectional diagram of a kimberlite deposit. You can see why it’s called a pipe. The eruption would be quite explosive. (Image: Kansas Geological Survey)
Kimberlite pipes are formations of ultramaphic (very high in Magnesium) rock that explode upwards from the mantle, creating vertical, carrot-shaped pipes. The olivine that is the main rock type in these pipes isn’t a desirable magnesium ore because it’s too hard to refine.
What’s interesting economically is what is often brought to surface in these pipes: diamonds, and occasionally gold. Diamonds can only form under the intense pressures beneath the Earth’s crust, so the volcanic process that created kimberlite pipes are our main source of them. (Though not all pipes contain diamonds, as many a prospector has discovered to their disappointment.)
The kimberlite pipes seem to differ from ordinary vulcanism both due to the composition of the rock — ultramaphic rocks from relatively deep in the mantle — and the speed of that rock’s ascent at up to 400 m/s. Diamonds aren’t stable in magma at low pressures, so the magma that makes up a kimberlite pipe must erupt very quickly (in geologic terms) from the depths. The hypothesis is that these are a form of mantle plume.
A different mantle plume is believed to drive volcanism in Hawaii, but that plume expresses itself as steady stream and contains no diamonds. Hawaii’s lava creates basalt, less magnesium-rich rocks than olivine, and come from a shallower strata of the Earth’s mantle. Geochemically, the rocks in Hawaii are very similar to the oceanic crust that the mantle plume is pushing through. Kimberlite pipes, on the other hand, have only been found in ancient continental crusts, though no one seems entirely sure why.You bet your Tanpi that Mars has had mantle plumes! (Image: NASA)
The great shield volcanoes on Mars show that mantle plumes have occurred on that planet, and there’s no reason to suppose kimberlite-type eruptions could not have occurred there as well. While some of the diamond-creating carbon in the Earth’s mantle comes from subducted carbonate rocks, some of it seems to be primordial to the mantle.
It is thus not unreasonable to suppose that there may be some small diamond deposits on Mars, if anyone ever goes to look. Venus, too, though it’s doubtful anyone will ever go digging to check. The moon, on the other hand, lacks the pressure gradients required for diamond formation even if it does have vulcanism. What the moon likely does posses (along with the three terrestrial planets) is another type of ore body: layered igneous intrusions.
A Delicious Cake of Rock
Chromite layers in the Bushveld Igneous Complex. Image: Kevin Walsh.
Layered igneous intrusions are, as the name suggests, layered. They aren’t always associated with ore bodies, but when they are, they’re big names like Stillwater (USA) and Bushveld (South Africa). The principle of ore formation is pretty simple: magma in underground chambers undergoes a slow cooling that causes it to fractionate into layers of similar minerals.
Fractional crystallization also has its role to play in concentrating minerals: as the melt cools, it’s natural that some compounds will have higher melting points and freeze out first. These crystals may sink to the bottom of the melt chamber or float to the top, depending on their density relative to the surrounding lava. Like the process of differentiation writ in miniature, heavy minerals sink to the bottom and light ones float to the top, concentrating minerals by density and creating the eponymous layers. Multiple flows of lava can create layers upon layers upon layers of the same, or similar, stacks of minerals.
There’s really no reason to suspect that this ore formation process should not be possible on any terrestrial planet: all one needs is a rich magma and slow cooling. Layered igneous intrusions are a major source of chromium, mainly in the form of Chromatite, an iron-chromium-oxide, but also economically important sources of iron, nickel, copper and platinum group elements (PGEs) amongst other metals. If nickel, copper, or PGEs are present in this kind of deposit, if they’re going to be economically extractable, it will be in the form of a sulfide. So-called sulfide melt deposits can coexist within layered igneous intrusions (as at Bushveld, where they produce a notable fraction of the world’s nickel) or as stand-alone deposits.
When Magma Met Sulfur
One of the problems with igneous rocks from a miner’s perspective is that they’re too chemically stable. Take olivine: it’s chock full of magnesium you cannot extract. If you want an an easily-refined ore, rarely do you look at silicate rock first. Igneous rocks, though, even when ultramafic like in Kimberlite pipes or layered melt deposits, are still silicates.
There’s an easy way to get ore from a magma: just add sulfur. Sulfur pulls metals out of the melt to create sulfide minerals, which are both very concentrated sources of metals and, equally importantly, very easy to refine. Sulfide melt deposits are some of the most economically important ones on this planet, and there’s no reason to think we couldn’t find them elsewhere. (The moon isn’t terribly depleted in sulfur.)The Bear Stream Quarry is one of many Ni/Cu mines created by the Siberian Traps. (Image: Nikolay Zhukov, CC3.0)
Have you heard of the Siberian Traps? That was a series of volcanoes that produced a flood basalt, like the lunar mare. The volcanoes of the Siberian Traps were a primary cause of the End-Perimian mass extinction, and they put out somewhere between two and four million cubic kilometers of rock. Most of that rock is worthless basalt Most, except in Norilsk.
The difference? In Norilsk, there was enough sulfur in the melt, thanks to existing sedimentary rocks, to pull metals out of the melt. 250 million years after it cooled, this became Eurasia’s greatest source of Nickel and Platinum Group Elements, with tonnes and tonnes of copper brought to surface as a bonus.
Norilk’s great rival in the Cold War was Sudbury, Canada– another sulfide melt deposit, this one believed to be associated with the meteorite impact that created the Sudbury Basin. The titanic impact that created the basin also melted a great deal of rock, and as it cooled, terrestrial sulfur combined with metals that had existed in the base rock, and any brought down in the impactor, to freeze out of the melt as sulfides.Most mining still ongoing in the Sudbury Basin is deep underground, like at Nickel Rim South Mine. (Image: P199.)
While some have called Sudbury “humanity’s first asteroid mine”, it’s a combination of sulfur and magma that created the ore body; there is little evidence to suggest the impactor was itself a nickel-iron asteroid. Once the source of the vast majority of the world’s nickel, peaking at over 80% before WWI, Sudbury remains the largest hard-rock mining centre in North America, and one of the largest in the world, on the weight of all that sulfide.
Since the Moon does not seem to be terribly depleted in sulfur, and has more flood basalt and impact craters than you can shake a stick at, it’s a fairly safe bet that if anyone ever tries to mine metals on Luna, they will be sulfide melt deposits. There’s no reason not to expect Mars to posses its fair share as well.
Arriva Charon Ransomware. Supera EDR, è Stealh e strizza l’occhio ai migliori APT
Trend Micro ha rilevato un attacco mirato ai settori governativo e aeronautico in Medio Oriente, utilizzando un nuovo ransomware chiamato Charon. Gli aggressori hanno utilizzato una complessa catena di infezione con funzionalità di sideload di DLL, iniezione di processi e bypass EDR, tipiche delle operazioni APT avanzate che dei normali ransomware.
Il vettore di attacco inizia con l’avvio di un file Edge.exe legittimo (in precedenza cookie_exporter.exe), che viene utilizzato per caricare una libreria msedge.dll dannosa, denominata SWORDLDR. Quest’ultima decifra lo shellcode crittografato dal file DumpStack.log e inietta il payload, ovvero Charon stesso, nel processo svchost.exe, mascherando l’attività come un servizio di sistema Windows.
Dopo aver decifrato tutti i livelli di mascheramento, gli esperti hanno confermato che l’eseguibile finale crittografa i dati e lascia un segno distintivo di infezione – “hCharon è entrato nel mondo reale!” – alla fine di ogni file crittografato. Tutti i file crittografati ricevono l’estensione .Charon e nelle directory compare una richiesta di riscatto – How To Restore Your Files.txt – che menziona una vittima specifica, confermando la natura mirata dell’attacco.
Charon supporta una varietà di opzioni da riga di comando, dalla specifica dei percorsi di crittografia alla definizione delle priorità delle risorse di rete. All’avvio, crea un mutex chiamato OopsCharonHere, termina i processi di protezione, disabilita i servizi di sicurezza, elimina le copie shadow e svuota il Cestino. Quindi procede alla crittografia in un thread multi-thread, evitando i file di sistema (.exe, .dll), così come i propri componenti e la richiesta di riscatto.
Per la crittografia viene utilizzato uno schema ibrido: Curve25519 per lo scambio di chiavi e ChaCha20 per la crittografia dei dati. Ogni file viene fornito con un footer di 72 byte contenente la chiave pubblica e i metadati della vittima, che consente la decrittografia dei dati se la chiave privata è disponibile.
Inoltre, Charon ha capacità di movimento laterale: esegue la scansione della rete utilizzando NetShareEnum e WNetEnumResource, crittografa le condivisioni accessibili e funziona anche con percorsi UNC, bypassando solo ADMIN$ per ridurre le possibilità di essere rilevato.
Il binario contiene anche, sebbene inattivo, un componente basato sul driver del progetto open source Dark-Kill, progettato per disabilitare le soluzioni EDR . Dovrebbe essere installato come servizio WWC, ma non è utilizzato nella versione attuale: probabilmente la funzione non è ancora abilitata ed è in fase di preparazione per future iterazioni.
Sebbene l’uso di strumenti simili a quelli del gruppo cinese Earth Baxia sia sospetto, non ci sono prove conclusive del loro coinvolgimento: forse stanno prendendo in prestito tattiche o sviluppando in modo indipendente gli stessi concetti.
L’emergere di Charon è un’ulteriore prova del fatto che il ransomware sta adottando attivamente sofisticati metodi APT. La combinazione di tecniche di evasione avanzate con danni aziendali diretti sotto forma di perdita di dati e tempi di inattività aumenta i rischi e richiede alle organizzazioni di rivedere la propria strategia di difesa.
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Solo con l’immunità il Parlamento ritrova la centralità perduta
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Socialpoliticanti
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Recensione : Mark Solotroff – In Search of Total Placelessness
Mark Solotroff, figura cardine della scena noise-industrial e power electronics americana (fondatore di Intrinsic Action, Anatomy Of Habit, BLOODYMINDED), torna quest'anno con In Search of Total Placelessness
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Recensione : The Unknowns – Looking from the outside
The Unknowns "Looking from the outside": un'esperienza punk che scuote e incendia! Scopri il terzo album della band australiana che spacca!
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Perplexity divorerà Chrome di Google?
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Nell'agone dell'Intelligenza artificiale va in scena la riedizione della lotta di Davide contro il gigante Golia: Perplexity (che farebbe gola ad Apple) pronta a sborsare 34,5 miliardi di dollari pur di accaparrarsi il browser di Google Chrome. Mountain View
Inciampo all’avvio per Alexa+. Perché il super assistente Amazon non convince il New York Times
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Gli algoritmi AI stanno mettendo a rischio la sopravvivenza dei vecchi assistenti virtuali: ecco perché Amazon sta correndo per presentare al
Perché OpenAI ha dovuto risuscitare il suo vecchio modello Gpt-4o?
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A volte il vecchio è meglio del nuovo. O almeno, sembrerebbe così nel caso dell'ultimo modello di OpenAI. Dopo nemmeno 24 ore dal lancio di Gpt-5 gli utenti hanno rivoluto indietro il suo predecessore
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È difficile racchiudere in una definizione sintetica una figura di alto livello e versatile come quella di Ivan Pozzoni, ma bisogna comunque partire da un punto inequivocabile: siamo di fronte ad un grande poeta e soprattutto uno dei più originali, innovativi, degli anni 2000 della poesia italiana, versante sul quale la nostra poesia contemporanea, non […]
L'articolo Ivan Pozzoni.
LA CINA HA CREATO IL PRIMO REATTORE NUCLEARE AL MONDO CHE NON PUÒ FONDERSI… DAVVERO?
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
La notizia non ha avuto molta eco, però merita un approfondimento: “La Cina ha testato con successo un reattore nucleare rivoluzionario..
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Dopo più di 30 anni Aol disconnette la connessione Internet dial-up
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Protagonista indiscusso dell'era di Internet 1.0, Aol ha scontato diversi errori strategici ed è stato zavorrato dall'evidente incapacità di innovare, finendo presto relegata ai margini della Rete.
Difesa, la capacità produttiva europea è triplicata rispetto al 2021
@Notizie dall'Italia e dal mondo
L’industria della difesa europea sta attraversando la più ampia fase di espansione dalla fine della Guerra fredda. Secondo un report del Financial Times, i cantieri legati alla produzione di armamenti si moltiplicano a un ritmo tre volte superiore rispetto ai tempi pre-invasione dell’Ucraina, con oltre
Qualcosa di strano galleggia nei nostri oceani da anni e gli scienziati hanno finalmente capito di cosa si tratta
Gli scienziati hanno scoperto 27 milioni di tonnellate di materiale invisibile nell'Atlantico, il che suggerisce danni profondi e potenzialmente irrevLee Bell (Meteored Italia)
Bravo Donald: sono gli americani a pagare l'86% dei rincari innescati dai dazi
Secondo un rapporto di Goldman Sachs gli esportatori stranieri hanno sopportato solo il 14% degli aumenti innescati dalle tariffe americane. Il resto le impres…Claudio Paudice (HuffPost Italia)
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Lezioni di conversazione in italiano
Uso spesso podcast e video di persone di madrelingua inglese per migliorare la conoscenza della lingua.
Mi piacerebbe restituire il favore.
Ho pensato che magari da qualche parte sul pianeta c'è qualcuno che studia italiano a cui potrebbe fare altrettanto comodo avere uno sparring partner, quindi non podcast e video ma vere conversazioni on-line (gratuite).
Non so da che parte partire per far arrivare la notizia a chi potrebbe essere interessato, voi come fareste?
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«Non c’è nessun caro ombrellone»
ci vuole coraggio a definire i prezzi in italia non esosi e non un'emergenza... pazzesca la ghigna che ha la gente. fosse per me renderei obbligatoria una spiaggia libera accanto a ogni stabilimento a pagamento.
L’Italia investe nelle startup tecnologiche israeliane
@Notizie dall'Italia e dal mondo
La Cassa Depositi e Prestiti destina decine di milioni di euro a imprese israeliane di intelligenza artificiale e calcolo quantistico. L’obiettivo è attrarre in Italia competenze e innovazione, dimenticando la distruzione di Gaza
L'articolo L’Italia investe nelle startup tecnologiche israeliane
Arrestato in Colombia il narcotrafficante Federico Starnone, anche grazie alla rete anti-'Ndrangheta I-CAN di Interpol
Si tratta di un latitante 44enne, ricercato dalle autorità italiane per i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti con le aggravanti connesse a due distinti tentativi di importazione di ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica.
E' ritenuto legato alla 'Ndrangheta. E' stato catturato in un appartamento nel quartiere residenziale di Cali.
A carico di Starnone è stata già emessa una sentenza di condanna a 5 anni e mezzo per reati di droga. L'uomo è stato catturato dalla polizia colombiana mentre si trovava in un appartamento nel quartiere residenziale nel capoluogo del dipartimento Valle del Cauca.
Essenziale l'apporto del progetto INTERPOL Cooperation Against ‘Ndrangheta (I-CAN).
Si tratta di un'iniziativa lanciata dall'Italia e dall'INTERPOL nel gennaio 2020 per contrastare la minaccia globale rappresentata dalla ‘Ndrangheta, come noto un'organizzazione criminale transnazionale altamente organizzata e potente.
Finanziato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano, il progetto mira a rafforzare la cooperazione internazionale tra forze di polizia sfruttando le capacità dell'INTERPOL di condividere intelligence, competenze e best practice, trasformando così le informazioni in arresti e smantellando le reti criminali.
Avviato a Reggio Calabria l'obiettivo principale del progetto è stato - da subito - quello di istituire un sistema globale di allerta precoce contro questo "nemico invisibile". I-CAN opera attraverso una rete di paesi pilota, che inizialmente includevano Australia, Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Francia, Germania, Italia, Svizzera, Stati Uniti e Uruguay, che si è espanso a 13, tra cui Austria, Belgio e Spagna.
Il progetto facilita operazioni coordinate transfrontaliere, come dimostrato dall'operazione globale del 2020 che ha portato all'arresto di sei latitanti legati alla 'Ndrangheta in Albania, Argentina e Costa Rica, con conseguente sequestro di 400 kg di cocaina e smantellamento del clan Bellocco. Le operazioni successive hanno continuato a dare risultati, tra cui l'arresto nel 2023 di un latitante di 16 anni, Edgardo Greco, in Francia, con il supporto di I-CAN.
Il progetto si è evoluto oltre la sua fase iniziale, con iniziative in corso tra cui la Conferenza I-CAN del 2022 a Roma, che ha riunito le forze dell'ordine di 14 paesi per definire una strategia unitaria contro la 'Ndrangheta, oggi considerata un'entità criminale "silenziosa e pervasiva" che si infiltra nelle economie legittime attraverso la corruzione e il riciclaggio di denaro.
Il successo del progetto si basa su una combinazione di condivisione di intelligence, coordinamento internazionale e utilizzo di strumenti analitici avanzati per esplorare dati provenienti da diverse fonti, consentendo indagini transnazionali. Il suo quadro continua a sostenere gli sforzi in corso, tra cui il progetto I-FORCE, incentrato sulla cooperazione regionale nell'Europa orientale e sudorientale.
#ndrangheta #ican #interpol #iforce
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#Trump e #Putin al caminetto
Trump e Putin al caminetto
L’appuntamento è per il 15 Agosto in Alaska e sarà il primo del secondo mandato di Trump alla Casa Bianca. Il fatto che vi sarà un incontro è di per sé un fatto positivo, quando le due superpotenze nucleari dialogano il mondo intero respira meglio.www.altrenotizie.org
Ministero dell'Istruzione
#NoiSiamoLeScuole, con i fondi del #PNRR finalizzati alla costruzione di nuove scuole sono stati demoliti e sono in corso di ricostruzione due istituti in Sicilia e uno in Lombardia.Telegram
freezonemagazine.com/articoli/…
La ripubblicazione di un album, a mio avviso fondamentale nella definizione delle coordinate di quello che è l’Indie Rock oggi, partendo proprio da quello che è stato, è un evento che non andrebbe sottovalutato da chi ama “perdersi” nei meandri di un genere, sì conosciuto, ma che, per dimensioni, scelte di pubblicazioni, spesso difficilissime da […]
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La
GAZA. Attacco aereo all’ospedale Shifa: ucciso il giornalista Anas al Sharif di Al Jazeera
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Uccisi sette palestinesi tra cui due reporter della televisione del Qatar e due cameraman
pagineesteri.it/2025/08/11/med…
GLOBAL SUMUD FLOTILLA. A fine agosto e inizio settembre decine di imbarcazioni salperanno per Gaza
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Prima dalla Spagna e poi dal Nordafrica gli attivisti di 44 paesi proveranno a rompere il blocco navale israeliano di Gaza e a portare aiuti umanitari ai civili palestinesi. A bordo ci sarà ancora Greta
Pace tra Armenia e Azerbaigian. Il passo falso di Mosca e i timori dell’Iran
@Notizie dall'Italia e dal mondo
L'intesa firmata a Washington favorisce l'Azerbaigian, la Turchia e gli Stati Uniti, che rimettono piede nel cortile di casa russo. Teheran teme e denuncia la manovra a tenaglia
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Israele ha ucciso l'intera troupe di Al Jazeera a Gaza City, inclusi giornalisti e cameraman:
Reporter: Anas Al-Sharif
Reporter: Muhammad Qariqa
Cameraman: Ibrahim Zahir
Cameraman: Moamen Aliwa
Autista: Muhammad Nofal
FREE ASSANGE Italia
Israele ha ucciso l'intera troupe di Al Jazeera a Gaza City, inclusi giornalisti e cameraman: Reporter: Anas Al-Sharif Reporter: Muhammad Qariqa Cameraman: Ibrahim Zahir Cameraman: Moamen Aliwa Autista: Muhammad NofalTelegram
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📍 Disponibilità: ritiro a mano a Palermo o spedizione in tutta Italia (spese a carico
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Mio racconto brevissimo scritto per Minuti Contati, link originale.
Pecunia non olet
Adam entrò in ufficio, appese il soprabito e si accostò al mobile bar per un drink.
«Non dovresti bere nelle tue condizioni» disse una voce calda alle sue spalle.
Si voltò di scatto: c’era una ragazza bionda in un elegante tubino bianco sul divano. Sorrideva.
«Come sei entrata? Chi sei?»
«È inutile agitarsi, vado dove voglio e di nomi ne ho tanti. Sono qui per un affare.»
Lui tirò fuori il cellulare e chiamò la sicurezza, il telefono rimase muto.
«Dovresti ascoltarmi» commentò la donna.
Adam fece per andare verso la porta ma si bloccò, non c’era nessuna porta. Lei si alzò, aveva un corpo da mozzare il fiato.
«Chi diavolo sei?» chiese confuso.
Lei rise divertita: «L’hai detto. Mettiti comodo e ascolta la mia proposta.» Lo spinse sulla vicina poltrona.
«Tu sei ricco Adam, uno dei più ricchi del mondo, eppure non ti servirà, tra poco morrai e perderai ogni cosa.»
«Lo so questo, è il nostro destino.»
«Non proprio. Dovrai morire, lo ammetto, ma in quanto al denaro, ti offro la possibilità di portarne parte con te nell’aldilà.»
Adam rise forte: «Vorrai dire all’inferno!»
«Ah, l’inferno, sei così sicuro di meritarlo?»
«Ci puoi giurare» rispose ridendo «quello mi tocca di sicuro.»
La donna sorrise: «Inferno, paradiso, sono solo parole, il luogo dove finirai non è troppo diverso da questo: meglio essere ricchi che altrimenti.» Sollevò la gonna e si sedette sulla scrivania. «La mia offerta è questa: lascerai la somma che vorrai a una fondazione che io ti indicherò, in questo mondo, e noi te ne faremo avere un decimo nell’aldilà.»
«E tu credi che io abbocchi a un’imbroglio del genere? Proprio io?»
Lei gli mise in mano un biglietto. «I dati per la donazione, pensaci, non tutti hanno questa possibilità.» Lui abbassò lo sguardo per leggerlo, quando lo rialzò la donna non c’era più.
«Cavolo…» mormorò, ma andò a riporlo nel soprabito. Quando si voltò in mezzo alla stanza c’era un’altra donna, bruna, sui quaranta, con un tailleur scuro molto elegante e sobrio.
«Non ti fidare di quella, ti frega» disse la nuova arrivata.
Adam si guardò intorno, forse era il cancro a causargli quelle allucinazioni. Gli restava poco.
«Certo che non mi fido, non si portano soldi all’inferno.»
«Bravo!» esclamò lei soddisfatta. «Devi farle con la gente giusta queste cose. Se ti affidi a noi, non solo garantiamo un trasferimento di denaro doppio, ma assicuriamo anche il passaggio in paradiso.»
«Cosa?»
«Ma certo! Perché con la donazione giusta, con un gesto di generosità vera, noi possiamo assicurarti il perdono.»
«Il perdono?»
«Assicurato!»
Adam sentiva la testa pulsare, non stava affatto bene.
«Questo non è corretto» il grido veniva dalle sue spalle, si girò, era di nuovo la bionda. Furiosa.
«Gli affari sono affari» ribatté la bruna.
Le due si presero per i capelli.
Adam quasi sorrise vedendole avvinghiate, non era più sicuro di quale delle due fosse il demone e quale l’angelo.
Non ha importanza, in ogni caso è troppo tardi – pensò, con un filo di rimpianto, mentre spirava.
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alephoto85
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹 • • •ricordo app, forse "Hello Talk" e "Tandem", che potrebbero essere utili in questo caso ma non mi viene in mente nessuna alternativa open.
Se invece ti va bene anche offline, al mio circolo arci di fiducia, organizzano lezioni di italiano per stranierз, giusto per fare un esempio.
Magari prova a vedere se nella tua zona ci sono progetti simili. Credo ci sia sempre bisogno di volontarз.
Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹
in reply to alephoto85 • •@alephoto85
Sì in effetti è una buona idea, non ci avevo pensato. Grazie.
Anche se a me piacerebbe di più farlo con gente che sta dall'altra parte del mondo, così potrei approfittarne per farmi raccontare qualcosa di come vivono laggiù 😀
alephoto85
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹 • • •capisco! Ci sta effettivamente! Sono sicuro però che anche chi arriva qui da lontano avrà qualcosa da raccontare in merito.
Se trovo altre cose online ti scrivo ma adesso mi vengono in mente solo quelle 😅