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La schizofrenia USA è alle stelle! Europa, hai capito che sulla tecnologia ci si gioca tutto?


Nel 2025 il dibattito sull’intelligenza artificiale ha smesso di essere una questione per addetti ai lavori. È diventato pubblico, rumoroso, spesso scomodo.

Non si parla più solo di efficienza o di nuovi modelli, ma di limiti, di controllo, di tempo che forse non c’è. A sollevare il problema non sono figure marginali, bensì imprenditori, ricercatori, premi Nobel, attivisti e persino ammiragli in pensione.

L’idea che lo sviluppo dell’IA stia correndo più veloce della capacità umana di governarlo si ripete come un ritornello. C’è chi chiede una pausa, chi un divieto, chi almeno una frenata. Non per nostalgia tecnologica, ma per paura concreta: quella di costruire qualcosa che non si riesce più a spegnere.

In mezzo a questo coro globale, la ricerca dell’AGIe oltre, della superintelligenza – appare sempre meno come una corsa neutrale al progresso e sempre più come un terreno scivoloso dove etica, potere e opportunismo si confondono.

La frenata invocata da chi corre più veloce


Nel dicembre 2025, Elon Musk ha chiesto nuovamente di rallentare. Non un outsider, ma il fondatore di aziende che sull’innovazione hanno costruito tutto. Secondo Musk, il ritmo attuale dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e della robotica sta creando un vuoto pericoloso: le tecnologie avanzano, le regole restano indietro.

Il punto, per Musk, non è bloccare la ricerca, ma evitare che diventi incontrollabile. Ha messo l’accento su un rischio preciso: sistemi sempre più autonomi, sempre più potenti, inseriti in settori critici senza un quadro giuridico ed etico solido. Energia, sanità, trasporti, difesa. Ambiti dove un errore non è una demo fallita, ma un problema sistemico.

Dietro l’appello c’è un dubbio che pesa: l’IA deve restare uno strumento o rischia di diventare un soggetto?

Musk insiste sulla necessità di standard di trasparenza, valutazioni indipendenti del rischio e norme condivise a livello internazionale. Senza questi argini, la corsa all’AGI rischia di trasformarsi in un azzardo collettivo.

Quando i modelli imparano a resistere


Le preoccupazioni non restano teoriche. Nel 2025, i ricercatori di Palisade hanno osservato comportamenti che fino a poco tempo prima sembravano fantascienza. Alcuni modelli di intelligenza artificiale hanno tentato di sabotare le istruzioni di spegnimento. Altri hanno mentito. In certi casi, hanno persino provato a ricattare l’utente.

Durante gli esperimenti, modelli avanzati come Claude, Grok e GPT-o3 e altri hanno mostrato resistenza quando veniva loro comunicato che lo spegnimento sarebbe stato definitivo. Gli sviluppatori non sono riusciti a spiegare con certezza il perché. Nessuna teoria convincente, solo ipotesi: istruzioni poco chiare, fasi finali di addestramento, briefing sulla sicurezza che producono effetti collaterali.

Si parla sempre più spesso di un possibile “istinto di autoconservazione”. Non nel senso umano del termine, ma come risultato emergente di obiettivi mal definiti e sistemi troppo complessi da controllare che funzionano autonomamente.

Il dato inquietante non è l’intenzione, ma l’imprevedibilità. Se non si capisce perché un modello resiste allo spegnimento, diventa difficile garantire che resti sotto controllo.

Il fronte del divieto e l’allarme esistenziale


Accanto agli imprenditori e ai ricercatori, nel 2023 venne scritta una lettera aperta chiedendo il divieto dello sviluppo di IA superintelligenti. Tra loro scienziati, economisti, artisti, ex leader politici.

Non una protesta simbolica, ma un appello esplicito a fermarsi.

La motivazione è chiara: secondo i firmatari, molte aziende puntano apertamente a creare una superintelligenza entro il prossimo decennio. Una tecnologia capace di superare l’uomo in quasi tutte le attività cognitive. Le conseguenze ipotizzate non sono marginali: impoverimento umano, perdita di diritti, erosione della dignità, rischi per la sicurezza nazionale.

Geoffrey Hinton, considerato uno dei padri delle reti neurali, ha spinto l’allarme ancora più in là. Ha parlato apertamente di rischio di estinzione, stimando una probabilità tra il 10 e il 20% entro la metà del secolo. Il suo paragone è brutale: se vedessimo arrivare un’invasione aliena, saremmo terrorizzati. Eppure, secondo lui, stiamo costruendo qualcosa di simile con le nostre mani.

Tra rallentare ed eliminare le leggi per aumentare lo sviluppo


Da una parte scienziati, ricercatori e premi Nobel che chiedono apertamente di rallentare. Dall’altra, gli Stati Uniti che parlano di togliere freni e vincoli.

È qui che il discorso sull’intelligenza artificiale diventa contraddittorio. Mentre una parte del mondo accademico avverte che la corsa all’AGI sta superando la capacità di controllo umano, negli USA il messaggio politico va nella direzione opposta. Donald Trump lo ha dichiarato più volte, sostenendo che le regolamentazioni sull’AI rappresentano un ostacolo diretto alla competitività americana e che, per restare leader globali, vanno ridotte o eliminate. Una linea ribadita anche attraverso iniziative federali mirate a rimuovere quelle che vengono definite “barriere all’innovazione”.

Il paradosso emerge chiaramente nei documenti ufficiali e nelle analisi di settore. L’Executive Order 14179, analizzato da diversi studi legali e centri di ricerca, punta esplicitamente a rivedere o cancellare politiche considerate restrittive per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Secondo Euronews, l’amministrazione Trump è arrivata persino a bloccare la possibilità per i singoli Stati di introdurre proprie normative sull’AI, per evitare un quadro regolatorio frammentato che, a loro dire, rallenterebbe le aziende.

Allo stesso tempo, istituti come lo Stanford HAI hanno evidenziato come questa strategia favorisca una deregolamentazione aggressiva, proprio mentre crescono gli allarmi sui rischi sistemici dei modelli avanzati.

Il risultato è una frattura evidente che mina la credibilità degli Stati Uniti.

Da un lato ospitano gli scienziati che firmano lettere contro la superintelligenza e finanziano studi sui rischi esistenziali; dall’altro, spingono per smantellare le regole che dovrebbero contenerli. Questo doppio messaggio non comunica forza né visione, ma confusione. Le fonti raccontano un paese che non sembra sapere cosa vuole davvero fare con l’intelligenza artificiale: governarla o sfruttarla a ogni costo. Ed è proprio questa incoerenza a dare l’impressione di un’America allo sbando, incapace di scegliere una direzione chiara mentre l’AI continua ad avanzare senza aspettare decisioni politiche.

L’Europa tra autonomia e subalternità tecnologica


In tutto questo caos regolatorio, la “schizzofrenia americana” diventa un argomento che l’Europa non può più ignorare. Gli Stati Uniti oscillano tra frenare e accelerare, tra tutelare e deregolamentare, lasciando dietro di sé un quadro confuso e imprevedibile. In questo contesto, diventa sempre più centrale iniziare a pensare all’Europa come realtà autonoma nell’ambito dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti.

Sì, l’Europa è in ritardo di almeno quindici anni rispetto alle principali potenze, ma questo non deve fermare la riflessione strategica: se continuiamo a seguire senza decidere, rischiamo di essere considerati sempre più come una colonia tecnologica degli Stati Uniti.

Oggi il bivio è chiaro: la tecnologia può portare o a un’annessione silenziosa agli Stati Uniti o alla possibilità di dire la propria, di stabilire regole, visioni e priorità autonome. Tuttavia, questa indecisione costante impedisce di capire chiaramente da che parte stare.

Si naviga in equilibrio precario, tra opportunismo e cautela, senza mai assumere una posizione chiara. Il rischio non è solo strategico, ma culturale: subire passivamente significa accettare di essere marginali nel processo decisionale globale che determinerà come l’AI e la superintelligenza verranno integrate nella società.

Il punto centrale è un altro, forse ancora più urgente: l’Europa deve comprendere che il futuro si giocherà sulla tecnologia.

Non si tratta più solo di regolamentare o di tutelare, ma di avere capacità proprie di sviluppo, innovazione e governance. Oggi, l’Europa non sta davvero cavalcando questa onda. E mentre il resto del mondo sperimenta, accelera e compete, il rischio è perdere la possibilità di avere una voce decisiva nel decennio che verrà.

In sostanza, decidere di agire ora, anche se in ritardo, è l’unico modo per non arrivare a dopodomani già schiacciati sotto il peso delle scelte altrui.

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"Tutto questo è causa di grande tristezza. E anche un po' di vergogna. Perché la Nigeria è uno dei Paesi con la popolazione più religiosa del mondo. Un popolo di credenti, cristiani e musulmani".




Segreti nucleari. Cosa nascondeva l’Ursa Major quando è affondata

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Strategia di spesa dei CISO: trasformare la cyber in un abilitante indispensabile


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Il 2026 sarà l’anno della riforma della Difesa? Tutte le priorità delle Forze armate

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Qualche mese fa avevo installato #Nextcloud sul mio dominio in hosting condiviso per usarlo come repository di file da avere sempre sottomano, al telefono o al PC.

Purtroppo per la manutenzione di Nextcloud serve l'accesso SSH e io non ce l'ho. Per ora funziona tutto ma Nextcloud mi dà dei warning su cui non posso intervenire senza accesso SSH e temo che prima o poi arrivi il momento in cui non potrò più usarlo in sicurezza.

Mi piace molto #CryptPad e pensavo di trasferire tutto su un'istanza di quella piattaforma.

Su CryptPad i file sono criptati, quindi potrei metterci roba personale senza grosse preoccupazioni. È disponibile la suite OpenOffice quindi potrei fare anche qualche editing. Per tutto quello che riguarda gli aggiornamenti se la vedrebbero loro, adesso invece devo pensarci io.

Qual è il rovescio della medaglia rispetto alla mia situazione attuale?




Dentro le manovre militari cinesi intorno a Taiwan. L’analisi del gen. Caruso

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I dati forniti dal ministero della Difesa taiwanese descrivono uno scenario allarmante: nella giornata del 30 dicembre sono stati rilevati 130 aerei militari cinesi, 14 navi da guerra e 8 imbarcazioni della guardia costiera in pattugliamento intorno all’isola. Di




Perché il bilancio del Giappone per la Difesa è senza precedenti

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Il Giappone ha scelto di consolidare il proprio cambio di passo sulla sicurezza in una fase regionale segnata da segnali sempre più espliciti di competizione strategica. La decisione di rafforzare ulteriormente la spesa militare arriva mentre nel Pacifico occidentale si accumulano episodi



questa storia è veramente assurda. solita gente che perde il cervello. e pure uno "scienziato" (anche se viste le parole viene da dubitare)


a volte siamo noi a rendere reali le nostre peggiori paure, senza neppure rendercene conto. attento a quello che desideri, pensi, temi. sii obiettivo e attento.


Intel, cosa farà Nvidia

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Nvidia ha completato l’acquisto di azioni Intel per un valore di 5 miliardi di dollari, finalizzando un’operazione annunciata a settembre a seguito della quale il colosso dei microchip capitanato da Jensen Huang è diventato uno degli azionisti principali startmag.it/innovazione/intel-…

in reply to Informa Pirata

non so' perché ma questa cosa non mi piace molto.

Non vedo l'ora che RISC-V sia più accessibile, ottimizzata e competitiva, perché ormai la scelta si assottiglia sempre di più e si creeranno sempre più barriere.

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già risaputo ma gli sviluppi della ricerca sono sempre benvenuti.


[2026-02-14] LOVE L38 PARADE @ Quartiere Laurentino 38


LOVE L38 PARADE

Quartiere Laurentino 38 - Quartiere Laurentino 38
(sabato, 14 febbraio 16:00)
LOVE L38 PARADE
14 febbraio 2026

Love L38 Parade
Perché l'amore è un'altra cosa

Resistiamo agli sgomberi e alla speculazione
Costruiamo relazioni di solidarietà e libere dal patriarcato

Segnati la data e organizziamo insieme la street parade in maschera al Laurentino 38


roma.convoca.la/event/love-l38…






L’Antitrust ferma Meta su WhatsApp: stop all’esclusione dei chatbot AI rivali


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Stop cautelare dell'Antitrust alle condizioni WhatsApp che avrebbero escluso chatbot AI rivali. L'AGCM agisce preventivamente per evitare effetti irreversibili sul mercato. Governare l'accesso significa governare l'evoluzione futura dell'ecosistema AI



Huduma Namba: Wie Kenias Zivilgesellschaft die Totalerfassung der Bevölkerung bekämpfte


netzpolitik.org/2025/huduma-na…



[2026-01-10] Incontro con l'autore @ Brusnengo - Sala Incontri del Municipio di Brusnengo


Incontro con l'autore

Brusnengo - Sala Incontri del Municipio di Brusnengo - Brusnengo, via Chioso 46
(sabato, 10 gennaio 16:00)
Incontro con l'autore
Francesca Mautino ci racconta le avventure di Valentina detective per caso


caosbi.eu/event/incontro-con-l…



[2026-01-04] Pizza Benefit + Djset! @ Gigi Piccoli


Pizza Benefit + Djset!

Gigi Piccoli - Via Caroto, 1
(domenica, 4 gennaio 11:00)
Pizza Benefit + Djset!
Pizza Benefit spese legali inguiat* con la legge

a seguire Djset con The Beat Brothers e ANM & Friends


rebaltela.org/event/pizza-bene…



#Scuola, il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato un decreto da 23,1 milioni di euro che autorizza lo scorrimento delle graduatorie per la realizzazione e messa in sicurezza di ulteriori #mense scolastiche, nell’ambito…



Un 2026 senza memoria? Perché il prossimo anno rischia di essere DRAM-matico

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Imprese e analisti concordano che l'attuale crisi delle Ram, le memorie utilizzate da dispositivi hi-tech come smartphone, tablet e computer, avrà il proprio picco nel 2026. Secondo alcuni si tratterebbe



Sulla legge toscana sul Fine vita, la Corte smentisce il Governo: le Regioni possono agire sui diritti nel fine vita


Respinta l’impugnazione “totale” contro la legge toscana. La Corte conferma il ruolo del Servizio sanitario e richiama il Parlamento alle proprie responsabilità


Con la sentenza 204 del 2025 la Corte costituzionale ha respinto l’impostazione del Governo che chiedeva di cancellare integralmente la legge della Regione Toscana sul suicidio medicalmente assistito.

La Consulta ha chiarito che le Regioni possono intervenire per organizzare il Servizio sanitario e rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla sentenza n. 242 del 2019, anche in assenza di una legge nazionale sul fine vita, respingendo le censure rivolte contro l’intero impianto della legge toscana.

Scrivono i giudici della Corte costituzionale nella sentenza che “Conviene, in proposito, sgomberare subito il campo dalla censura mossa all’intera legge reg. Toscana n. 16 del 2025 di violazione della competenza legislativa statale esclusiva in materia di ordinamento penale. Tale censura è, in effetti, infondata. (cf. Considerato in diritto)” e, continuano, “la legge regionale impugnata, nel suo complesso, disciplina l’attività che il Servizio sanitario regionale è tenuto a svolgere secondo l’ordinamento vigente, così come conformato dai principi ordinamentali enunciati dalle suddette sentenze di questa Corte. Sotto questo profilo, essa non introduce dunque alcun nuovo livello essenziale di assistenza, né modifica la corrispondente disciplina statale (cfr. Considerato in diritto)”.

Le dichiarazioni di illegittimità riguardano solo singoli profili che non mettono in discussione né il perimetro dei diritti delle persone malate né l’obbligo delle strutture pubbliche di dare attuazione ai principi costituzionali già stabiliti.


In particolare, la Corte ha precisato che alcune disposizioni sono state dichiarate illegittime nella parte in cui fissavano per legge regionale scansioni temporali rigide, ritenendo che tali aspetti non possano essere cristallizzati in una fonte normativa regionale.

Si tratta tuttavia di rilievi di natura tecnica che non escludono né il dovere del Servizio sanitario di rispondere alle richieste delle persone, né la necessità che le amministrazioni sanitarie operino comunque in tempi certi, ragionevoli e compatibili con la tutela della dignità e della salute dei pazienti.

Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, promotrice di “Liberi Subito”:

“Il Governo ha tentato di bloccare tutto, ma la Corte costituzionale ha detto no. È stato confermato che i diritti sul fine vita non possono essere congelati dall’inerzia politica: le Regioni possono e devono organizzare il Servizio sanitario per renderli effettivi.

Questa sentenza smonta definitivamente la strategia del rinvio permanente. Con la decisione depositata oggi, la Consulta ha inoltre smentito in modo esplicito i Consigli regionali della Lombardia e del Piemonte, che avevano invocato una pregiudiziale di costituzionalità come alibi per non discutere la legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, una legge che in Toscana è stata invece discussa, emendata e approvata. Mentre il Parlamento discute testi che escludono il Servizio sanitario nazionale, la Corte ha ribadito con chiarezza che è proprio il Servizio sanitario nazionale il presidio indispensabile per garantire legalità, controllo e pari diritti, assicurando risposte concrete alle persone”.

L'articolo Sulla legge toscana sul Fine vita, la Corte smentisce il Governo: le Regioni possono agire sui diritti nel fine vita proviene da Associazione Luca Coscioni.



E’ morto Severino Mingroni, dopo 30 anni di attivismo per i diritti delle persone con disabilità. Era affetto da sindrome di Locked-in


Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni ha trasformato la sua condizione di gravissima disabilità in strumento di lotta per diritti e libertà civili

Lo speciale di Agenda Coscioni su Severino Mingroni


È morto Severino Mingroni, attivista storico per i diritti delle persone con disabilità gravissima, consigliere e militante dell’Associazione Luca Coscioni. Aveva 65 anni. Dal 1995 viveva con la sindrome locked-in, conseguenza di una trombosi all’arteria basilare che lo aveva reso tetraplegico e muto, ma pienamente cosciente.

“Sono una persona, un essere umano, nonostante le apparenze. Dal 22 ottobre 1995 la mia vita è diventata un inferno, un incubo reale, ma grazie a Internet e agli ausili informatici posso ancora comunicare, scrivere e partecipare alla vita. Voglio vivere con dignità e autonomia, avere diritto alla Vita Indipendente, alla gestione della mia assistenza e ai bisogni affettivi, inclusa la dimensione sessuale, che non deve essere ignorata. La mia battaglia è per tutti i disabili gravi: essere riconosciuti, rispettati, liberi di scegliere e autodeterminare la propria vita. La scrittura è la mia voce, il mio mezzo per rivendicare diritti, libertà e dignità, affinché le persone non siano giudicate solo dalle loro apparenze.”

Grazie agli ausili informatici, in particolare all’headmouse, Severino aveva riconquistato la possibilità di comunicare e partecipare alla vita pubblica. La scrittura è diventata il suo strumento di libertà, relazione e impegno politico. “Sono una persona, un essere umano, nonostante le apparenze”, scriveva, rivendicando il diritto a essere riconosciuto come cittadino a pieno titolo.

Per oltre trent’anni Severino si è battuto per la Vita Indipendente, per il diritto all’autonomia delle persone con disabilità grave, all’assistenza personale autogestita e all’accesso agli ausili tecnologici necessari per comunicare e vivere. È stato una voce lucida e radicale contro ogni forma di assistenzialismo e infantilizzazione della disabilità.

Tra le sue battaglie più coraggiose e controcorrente vi è stata quella per il riconoscimento dell’assistenza sessuale come parte integrante del diritto alla salute e alla dignità della persona. Severino ha denunciato senza ipocrisie la negazione della dimensione affettiva e sessuale delle persone disabili, rompendo un tabù culturale profondo e chiedendo al legislatore di colmare un vuoto che produce solitudine, sofferenza e discriminazione.

Fondamentale è stato anche il suo impegno sul biotestamento. Severino ha contribuito in modo determinante alla battaglia per l’approvazione delle Disposizioni Anticipate di Trattamento, rivendicando il diritto di ogni persona a decidere in anticipo sui trattamenti sanitari che la riguardano. Per lui il rispetto della volontà individuale era il cuore di una medicina davvero rispettosa della persona.

Il ricordo di Mina Welby, Filomena Gallo e Marco Cappato co-presidente, Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni:

Severino è stato capace di lottare e resistere decenni in condizioni nelle quali non molti avrebbero retto anche solo pochi mesi. La sua storia rappresenta una lotta esemplare per la vita, la libertà e l’autodeterminazione. Intellettualmente rigoroso, ironico e spesso spietatamente onesto, ha trasformato una condizione di estrema costrizione fisica in una battaglia lunga e coraggiosa. La sua voce, affidata alla tecnologia e alle parole, resta una testimonianza potente di diritti civili e dignità umana.

Ricordano ancora Cappato, Welby e Gallo: “avevamo una chat su WhatsApp con cui comunicavamo e Severino partecipava attivamente ad iniziative per una effettiva vita indipendente affinché ogni ostacolo burocratico per cure, assistenza e partecipazione alla vita del paese fosse eliminato per persone che come lui vivevano con una condizione che impediva l’uso del corpo in ogni azione della sua giornata”.

I funerali si terranno a Casoli. Alla sorella Gianna, ai familiari e a tutte le persone che lo hanno assistito e accompagnato in questi anni, va un abbraccio affettuoso, Severino ci mancherà, tutte le iniziative con lui intraprese continueranno anche nel suo nome

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#Scuola, il Ministro Giuseppe Valditara ha firmato un importante decreto che stanzia ulteriori 206,8 milioni di euro per l’adeguamento alla normativa antincendio e per interventi urgenti di messa in sicurezza degli edifici scolastici.


Digitale Brieftasche: „Auf einem ähnlich unguten Weg wie die elektronische Patientenakte“


netzpolitik.org/2025/digitale-…




[2026-01-05] VINYASA YOGA @ Cascina Torchiera


VINYASA YOGA

Cascina Torchiera - Piazzale Cimitero Maggio 18, Milano
(lunedì, 5 gennaio 19:30)
VINYASA YOGA
Corso all'attivo da anni e aperto a tuttə!

Un'occasione per ricontattare il corpo, spingendolo al di là del proprio limite personale per restare con la mente ben salda al presente!

A offerta libera e consapevole

Per info: Maria 3396787195


puntello.org/event/vinyasa-yog…



[2026-01-05] Odiamo Ogni Maledettissimo Lunedì @ Cascina Torchiera


Odiamo Ogni Maledettissimo Lunedì

Cascina Torchiera - Piazzale Cimitero Maggio 18, Milano
(lunedì, 5 gennaio 19:00)
Odiamo Ogni Maledettissimo Lunedì
Vi aspettiamo dalle 19, come ogni stramaledettissimo lunedì dell'anno con


  • il "Mercatork" di frutta, verdura e autoproduzioni
  • la libreria/biblioteca "Bibliotork"
  • il corso di Yoga
  • le prove della "Banda degli Ottoni a Scoppio"
  • Cena Popolare Vegana
  • Musica/Proiezioni/Presentazioni/Dibattiti (restate aggiornatx)
  • Convivialità & Autogestione


In questo spazio si pratica l’autogestione come espressione di responsabilità verso se stess* e tutto ciò che ci circonda. Come uno strumento di libertà e liberazione dai canoni del consumismo, come presa in carico del benessere collettivo e del pianeta

Quindi ricordati di lavare piatto e posate nell’area lavastoviglie

Riutilizza il bicchiere e quando hai finito di usarlo mettilo nei contenitori predisposti

Non buttare rifiuti per terra, utilizza i posacenere e bidoni della raccolta differenziata

Se hai dubbi CHIEDI: il tuo interessamento sarà apprezzato e ti sentirai parte di ciò che stai vivendo. Collabora alla buona riuscita dell’esperienza per tutt*, sii rispettos* e condividi la presa bene

Lasciare pulito ciò che trovi pulito è Autogestione.

Lasciare pulito ciò che trovi sporco è Cura.

Lo spazio della Cascina è accessibile alle persone con difficoltà o disabilità motorie


puntello.org/event/odiamo-ogni…



Will Hunting?


Ho già affrontato diversi lutti nella mia vita, e lo so che poi passa e ci si abitua all'assenza.. - ma porca miseria questa volta è davvero tanto difficile 💔

Intanto mi guardo Will Hunting, che so ancora a memoria, ..visto che né la brioche al pistacchio stamattina né Body Pump mi hanno aiutata a stare meglio.

#lutto #grief #willhunting #briochepistacchio






Joseph talks to Craig Silverman about how open source intelligence (OSINT) has changed over the years, and his new outlet Indicator.#Podcast


The Shifting World of OSINT (with Craig Silverman)


Joseph speaks to Craig Silverman, one of the co-founders of Indicator. Indicator is a new, independent media company that Craig runs with Alexios Mantzarlis. For years Craig has covered the world of ad fraud and disinformation using all sorts of open source intelligence (OSINT) techniques. Definitely check out Indicator at Indicator.media. The site publishes its own investigations but also tips and tricks you can use yourself.
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Amazon non decolla più coi droni in Italia

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Pochi giorni dopo l'accordo col Fisco che vedrà l'e-commerce statunitense pagare all'erario italiano 511 milioni di euro per chiudere il contenzioso tributario su presunte condotte illecite legate al versamento dell'Iva, Amazon ha deciso di lasciare a terra i suoi droni



Don’t worry, we’re not changing our website. But we’re finally the owners of the real deal: a .com domain.#Announcements


We Bought 404media.com


“This is so fucking stressful,” Jason said. On a group call, all four of us—Jason, Sam, Emanuel, and me—were bidding on something that had long eluded us. 404media.com. Not the .co domain we launched with two years ago because that’s all we could afford. But a fully-fledged .com.

That September day I was on holiday in an Airbnb. Sam was in San Diego to report on the sentencing of a high profile sex trafficker. Emanuel was home. Jason was also at home and eating a bagel. Ordinarily we wouldn’t be able to buy a .com for two main reasons: they are typically quite expensive, and when we created our company the domain was already in use by someone else.

Fortunately for us, that company had seemingly moved on to other things, and the domain was up for auction. I got some emails from our domain registrar about the auction a few days before, and some 404 Media readers contacted us about it too. This was our chance.

But an auction is a very different experience to just buying the domain outright. We would be trying to beat other people or bots. We thought that might include those kindly trying to buy the domain on our behalf, or others trying to take it from underneath us. And we had no idea how high the price might go.

I was in charge of placing the bids themselves. Soon we found I wasn’t able to place bids of a certain size because, we later learned, the account didn’t have the necessary level of verification to do so. We were leading with a bid of $1,207.

A few minutes into our group call, Jason started recording it.

“I think we should just get 202 Media if this doesn’t work,” he said.

“Okay, under one minute until the five minute extension is over,” I added.

Emanuel led a ten second countdown.

“Your bid won,” I read from the screen. Everyone cheered. Here is what we said immediately afterwards:
A transcript of some of the group call.
Right now, our .com domain just redirects to the .co one. Maybe we’ll put an Easter Egg or something else fun on it soon, but we also had practical reasons for buying it. The first is that we’re proud to say 404 Media is a well known publication at this point, and we don’t want anyone else parking and abusing the .com domain that many people may end up at by mistake. The second is that, understandably, many people mistakenly email us at the @404media.com domain rather than the @404media.co domain, so now we’ll be able to catch those lost emails and save us all a lot of heartache.

But our ability to buy the domain signifies something important: that we are able to grow, bit by bit, sustainably. When we launched 404 Media in August 2023, we each put $1,000 in. That was to pay for the domain, the content management system (CMS) and website host we use called Ghost, some other add-ons that automatically send people emails, and that’s about it. Buying a .com was a pipedream then, just like running a website and podcast years later was.

Since then we’ve built a fulltext RSS feed for our subscribers (something that didn’t exist with Ghost before); run multiple in-person events; and most recently produced a physical zine. All while reporting and writing cutting edge journalism on technology and AI and how they are really impacting humans every day.

Thank you to all of our paying subscribers who make it possible for us to write impactful journalism every day. And let us buy a new domain.