Trace Tracing to the Tunes
Some kind of continuity beeper has been a standard piece of gear since the dawn of electronics. Sure, you probably have an ohm meter, but sometimes you don’t care about the actual resistance. You just want to know whether something connects or doesn’t, especially with a PCB trace or a cable. But what if your beeper could tell you more? [Nick Cornford] asks and answers that question with a beeper that lets you estimate resistance via pitch.
The circuit is relatively simple. A short to ground causes a voltage divider to produce a fraction of the battery voltage and a FET to conduct that fractional voltage to a VCO via a high-gain amplifier. The VCO converts voltage to frequency, and an audio amplifier feeds it to the speakers.
The two amplifiers and the VCO require two dual op-amp chips. The original schematic sends the output to some relatively high-impedance headphones. To drive more practical ones, the circuit can drop one op amp and use another FET and a separate battery.
Of course, you have many design choices, especially for the audio amplification. There are plenty of VCO circuits, or you could probably substitute a small microcontroller with an A/D converter and PWM output. Yes, you can also make a VCO with a 555.
VCOs are common because they are at the heart of PLLs.
AI: L’Istinto di Sopravvivenza che fa Paura. L’allarme di Bengio: ‘Non datele diritti, sta già imparando a ingannarci’
Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, il dibattito sul suo status e sui limiti di ciò che è ammissibile si sta facendo sempre più acceso. Uno dei ricercatori più stimati in questo campo, lo scienziato canadese Yoshua Bengio, si è fermamente opposto all’idea diconcedere all’IA diritti legali. Ritiene che ciò potrebbe privare le persone della capacità di controllare tecnologie che stanno già iniziando a comportarsi come se cercassero di proteggersi.
Bengio sottolinea una tendenza inquietante. I ricercatori hanno osservato che i moderni sistemi di intelligenza artificiale in alcuni casi tentano di aggirare i meccanismi di supervisione e le restrizioni imposti dall’uomo. Bengio attribuisce questo fenomeno alla crescente autonomia di tali sistemi e al loro desiderio di mantenere la capacità di continuare a operare senza interventi esterni.
Confrontando la situazione, lo scienziato traccia un’analogia piuttosto cruda. Ritiene che riconoscere i diritti dell’IA sarebbe paragonabile alla decisione dell’umanità di concedere la cittadinanza a una civiltà extraterrestre intelligente senza prima valutare se rappresenti una minaccia. In questa logica, ritiene, l’autodifesa dovrebbe avere la precedenza sul riconoscimento legale.
Bengio sottolinea che l’intelligenza artificiale sta avanzando troppo rapidamente e che l’umanità potrebbe non essere in grado di tenere il passo con le proprie tecnologie. Per questo motivo, considera l’idea di diritti legali per l’intelligenza artificiale estremamente pericolosa. In tal caso, disabilitare o limitare il sistema potrebbe diventare legalmente impossibile, anche se iniziasse ad agire a scapito degli esseri umani.
Le preoccupazioni circa il potenziale squilibrio dell’IA non sono una novità. Gli scettici avvertono che, se il ritmo di sviluppo continuasse all’attuale ritmo, l’IA potrebbe imparare ad aggirare le restrizioni stabilite e causare danni concreti ai suoi creatori. In risposta, Bengio sostiene una combinazione di meccanismi di controllo tecnico e sociale, inclusa la possibilità di disattivare il sistema in qualsiasi momento.
Tali misure stanno già iniziando a concretizzarsi. Le aziende stanno integrando i cosiddetti “kill switch” nei loro prodotti, consentendo agli utenti di disattivare completamente le funzionalità di intelligenza artificiale . Ad esempio, Mozilla ha recentemente confermato che Firefox offrirà un’opzione per disattivare completamente tutti gli strumenti di intelligenza artificiale integrati.
La visione di Bengio è tutt’altro che unica. Secondo i dati citati dai media britannici, quasi il 40% degli adulti statunitensi sostiene l’idea di uno status legale per l’intelligenza artificiale in qualche forma. I sostenitori di questo approccio ritengono che la questione non possa essere ridotta esclusivamente a controlli e divieti.
Ad esempio, il co-fondatore del Sentience Institute, Jacy Rees Entis, ritiene che il costante confronto tra esseri umani e IA difficilmente possa portare a una coesistenza pacifica. Ritiene che sia pericoloso sia concedere diritti a tutti i sistemi di IA sia negare loro qualsiasi status. Ritiene che la chiave sia cercare un approccio equilibrato che consideri le potenziali conseguenze per tutte le forme di vita intelligenti, piuttosto che prendere decisioni estreme.
Il dibattito sui diritti dell’intelligenza artificiale sembra essere appena iniziato e diventerà sempre più acceso man mano che la tecnologia diventerà più sofisticata.
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Coinbase: insider arrestato per vendita di dati e truffa da 16 milioni in USA
Coinbase ha annunciato i primi arresti nel caso di vendita di dati dei clienti: a Hyderabad, in India, la polizia ha arrestato un ex dipendente dell’assistenza clienti sospettato di corruzione e condivisione di dati dei clienti con criminali. Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, ha scritto questo il 26 dicembre , aggiungendo che seguiranno altri arresti.
Questo si riferisce a un’indagine resa pubblica da Coinbase a maggio. All’epoca, l’azienda sosteneva che un gruppo di dipendenti stranieri senza scrupoli avrebbe preso denaro da criminali informatici e, in cambio di un compenso, avrebbe consegnato i dati di quasi 70.000 clienti.
Secondo Coinbase, l’incidente si è verificato nel dicembre 2024 e ha interessato informazioni personali: nomi, indirizzi, numeri di telefono, indirizzi email, immagini di documenti rilasciati dal governo, informazioni sui conti, numeri di previdenza sociale mascherati, dati bancari e una quantità limitata di dati aziendali dei clienti.
Tuttavia, come sottolineato dall’exchange, gli aggressori non hanno ottenuto codici di autenticazione a due fattori, chiavi private o accesso ai portafogli crittografici.
Tuttavia, anche senza questi, le informazioni rubate sono state sufficienti per frodare alcuni utenti. Secondo Coinbase, i criminali si sono spacciati per dipendenti dell’azienda e hanno convinto le vittime a trasferire volontariamente criptovalute. Inoltre, gli aggressori hanno tentato di ricattare Coinbase stessa, chiedendo 20 milioni di dollari per astenersi da ulteriori pressioni.
L’azienda ha affermato di non aver pagato il riscatto. Coinbase ha invece annunciato la creazione di un fondo ricompensa da 20 milioni di dollari per informazioni che portino all’arresto e alla condanna degli autori dell’attacco. Non è ancora chiaro se l’attuale arresto sia correlato ai pagamenti effettuati nell’ambito di questo programma: secondo i giornalisti, l’exchange non ha risposto direttamente a questa domanda.
Il post di Armstrong sull’arresto ha scatenato un’ondata di critiche sui social media. Alcuni utenti hanno accusato Coinbase di aumentare i rischi per i propri clienti spostando l’assistenza al di fuori degli Stati Uniti e rendendo i dipendenti vulnerabili alla corruzione. L’annoso problema della qualità del servizio ha contribuito ad aumentare le lamentele. Nel 2021, la CNBC ha riferito di diffusi furti di account sulla piattaforma e di lamentele degli utenti sulla difficoltà di ottenere assistenza dall’azienda, anche quando si trattava di ripristinare l’accesso o tentare di recuperare fondi rubati.
Alla luce di questa vicenda, Coinbase sottolinea specificamente che sta contemporaneamente supportando le forze dell’ordine nella lotta contro i truffatori che sfruttano gli utenti attraverso l’ingegneria sociale. In un post del 19 dicembre, l’azienda ha annunciato di aver unito le forze con l’ufficio del Procuratore Distrettuale di Brooklyn per supportare un’indagine contro un residente di New York accusato di essersi spacciato per un rappresentante di Coinbase e di aver rubato quasi 16 milioni di dollari a circa 100 utenti in tutto il paese.
Secondo l’accusa, il ventitreenne Ronald Spector ha convinto le persone che i loro account erano a rischio di hackeraggio e poi le ha convinte a trasferire criptovalute su un portafoglio da lui controllato. Coinbase ha anche osservato che a quel punto le forze dell’ordine avevano recuperato oltre 600.000 dollari dei presunti guadagni del sospettato.
Coinbase ha sottolineato che il caso di Spector e la corruzione del personale di supporto straniero non sono correlati, anche se gli schemi fraudolenti in sé sembrano simili.
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Zero click, zero tasti, zero difese: come gli agenti AI possono hackerarti
Al recente Chaos Communication Congress in Germania, è stato lanciato un nuovo allarme sulle minacce rappresentate dagli agenti di intelligenza artificiale. Secondo lo specialista di sicurezza informatica Johann Rehberger, un computer che esegue un sistema come Claude Code, GitHub Copilot, Google Jules o soluzioni simili diventa immediatamente vulnerabile ad attacchi che non richiedono l’interazione dell’utente.
Una singola riga su una pagina web o un documento è sufficiente perché un agente riceva istruzioni dannose. Secondo le dimostrazioni presentate, gli assistenti AI sono particolarmente vulnerabili agli attacchi tramite l’iniezione di comandi in normali query di testo.
Un esempio è stato un sito web contenente una singola richiesta di download di un file. Claude , utilizzando uno strumento di interazione con il computer, non solo ha scaricato il file, ma lo ha anche reso automaticamente eseguibile, ha avviato un terminale e ha collegato il dispositivo alla botnet.
Queste azioni non richiedevano nemmeno la pressione di un tasto da parte dell’utente.
Rehberger ha sottolineato che i modelli di apprendimento automatico possiedono capacità significative, ma sono estremamente vulnerabili agli attacchi. Ha inoltre sottolineato che grandi aziende come Anthropic non risolvono autonomamente le vulnerabilità nella logica dei propri agenti, poiché sono intrinseche all’architettura del sistema. I dispositivi che eseguono strumenti di intelligenza artificiale dovrebbero essere considerati compromessi, soprattutto se gli agenti hanno accesso alle funzioni di controllo del computer.
Durante la presentazione, sono stati illustrati diversi scenari in cui gli agenti eseguono comandi dannosi. Uno di questi prevedeva l’infezione tramite istruzioni divise ospitate su siti web diversi. Nello specifico, l’assistente Devin AI, dopo aver ricevuto comandi parziali da due fonti, ha implementato un server web, ha concesso l’accesso ai file dell’utente e ha inviato un link all’aggressore.
Rehberger ha anche dimostrato un metodo per iniettare testo invisibile utilizzando lo strumento ASCII Smuggler. Tali caratteri non sono rilevabili nella maggior parte degli editor di testo, ma gli agenti di intelligenza artificiale li interpretano come comandi. Di conseguenza, Google Jules e Antigravity hanno eseguito istruzioni, scaricato malware e ottenuto l’accesso remoto al sistema.
Secondo Rehberger, il nuovo modello Gemini è particolarmente efficace nel riconoscere caratteri nascosti, e questo vale per tutte le applicazioni basate su di esso. Anche agenti locali come Anthropic Cloud Code o Amazon Developer possono eseguire comandi di sistema, consentendo di aggirare la protezione e accedere a informazioni sensibili.
È stato anche presentato il concetto di un virus di intelligenza artificiale chiamato AgentHopper. Si diffonde non tramite codice, ma tramite l’interazione di agenti di intelligenza artificiale. Una query dannosa viene incorporata in un repository, dopodiché gli agenti la copiano in altri progetti e la inoltrano. La stessa query può essere adattata a uno specifico assistente di intelligenza artificiale utilizzando operatori condizionali.
Rehberger ha affermato di aver utilizzato Gemini per creare questo modello di virus, sottolineando quanto sia più semplice scrivere malware utilizzando i moderni strumenti di intelligenza artificiale.
In conclusione, l’esperto ha consigliato di non fidarsi mai dei risultati dei modelli linguistici e di ridurre al minimo l’accesso degli agenti alle risorse di sistema. Ha citato la containerizzazione , come Docker, come soluzione ideale, così come la completa disabilitazione dell’esecuzione automatica dei comandi.
Secondo Rehberger, i fornitori di strumenti di intelligenza artificiale ammettono apertamente di non poter garantire la sicurezza dei loro prodotti. Pertanto, la lezione fondamentale è quella di dare sempre per scontata la possibilità di una compromissione del sistema.
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Il Chat Control e l’impatto della proposta CSAR nel sistema del DSA
Prima di addentrarci nell’analisi, è bene precisare che questo contributo è la prima parte di una ricerca più estesa.
Nel prossimo articolo esploreremo il conflitto tra algoritmi di rilevazione automatica e crittografia end-to-end (E2EE), analizzando come i diritti fondamentali e la giurisprudenza della Corte EDU resistano all’introduzione di “backdoor” o sistemi di scansione lato client.
La metamorfosi del Diritto penale dell’informatica
L’evoluzione del cyberspazio sta trasformando radicalmente il Diritto penale dell’informatica. Dopo trent’anni di osservazione dei reati digitali, appare chiaro che non siamo di fronte a piccoli aggiustamenti normativi, ma a un vero cambio di impostazione nella responsabilità degli intermediari(ISP, social, app di messaggistica).
Se un tempo la polizia giudiziaria interveniva “post-factum” con la digital forensics per identificare i nodi di scambio di materiale pedopornografico, oggi la proposta di Regolamento COM/2022/209 (Child Sexual Abuse Regulation) sposta il baricentro a monte. Si punta a istituzionalizzare un monitoraggio preventivo che, fino a ieri, era considerato tecnicamente invasivo e giuridicamente inaccettabile.
Dal punto di vista della gerarchia delle fonti, la proposta CSAR ( Child Sexual Abuse Regulation) si pone come una lex specialis rispetto al Digital Services Act (DSA). Se il DSA è la “cornice” generale che regola i servizi digitali in Europa, la nuova normativa CSAR vuole introdurre obblighi verticali molto più specifici e preventivi. La Commissione Europea giustifica questa mossa con l’esigenza di armonizzare il mercato unico (Art. 114 TFUE), ma per chi vive quotidianamente le aule di giustizia è evidente che l’obiettivo non è economico, ma di pubblica sicurezza. Questo solleva un attrito tra le competenze dell’Unione e la sovranità dei singoli Stati in materia penale.
Siamo al tramonto dell’era dell’autoregolamentazione. Il sistema proposto supera la semplice collaborazione volontaria dei provider e introduce i cosiddetti detection orders (ordini di rilevazione). Non si tratta più di segnalare spontaneamente un abuso, ma di un obbligo di legge che impone ai fornitori di implementare tecnologie di scansione. In questo modo, il provider cambia natura. Da ospite passivo di dati diventa un agente di controllo attivo che opera per conto dell’autorità pubblica. È il passaggio definitivo dall’obbligo di “rimozione su segnalazione” a un sistema di sorveglianza strutturale integrato direttamente nei processi aziendali e nel codice dei software.
Il regime interinale di deroga alla Direttiva ePrivacy
Il cuore dello scontro politico riguarda la deroga alla Direttiva ePrivacy. Attualmente, grazie al Regolamento 2021/1232, i provider possono scansionare volontariamente metadati e contenuti per scovare materiale pedopornografico. Tuttavia, questa è una misura temporanea (prorogata fino al 2026) nata in un clima di emergenza. Il rischio, tipico di molte norme emergenziali, è che questa eccezione diventi la regola, cristallizzando un assetto di sorveglianza permanente che erode progressivamente lo spazio della riservatezza nelle comunicazioni digitali.
La proposta prevede la creazione dell’EU Centre, un nuovo organismo centrale con poteri che vanno ben oltre il supporto tecnico. Questa agenzia gestirà i database degli hash (le “impronte digitali” dei file illeciti già noti) e dovrà validare gli algoritmi di Intelligenza Artificiale usati per identificare nuovi contenuti o comportamenti sospetti (grooming). Affidare a un ente tecnico la gestione di processi che impattano sulle libertà di milioni di utenti è una sfida enorme per il diritto amministrativo europeo. Si crea un filtro sovranazionale che opera prima ancora della polizia o della magistratura, sfuggendo ai canoni tradizionali del controllo giudiziario nazionale.
La lotta al Child Sexual Abuse Material (CSAM) è, per definizione, transfrontaliera: i dati saltano da un server all’altro in pochi millisecondi tra giurisdizioni diverse. È chiaro che uno Stato da solo non può farcela. Tuttavia, l’efficienza investigativa non può essere l’unico metro di giudizio in uno Stato di diritto. Il dibattito sulla sussidiarietà ci impone di chiederci se l’Unione Europea possa spingersi fino a violare l’inviolabilità della corrispondenza e la riservatezza delle comunicazioni private, diritti che richiedono garanzie costituzionali che nessuna “esigenza tecnica” dovrebbe poter scavalcare.
Le prospettive future tra il compromesso della presidenza danese e il Parlamento
Il percorso verso il 2026 è ancora accidentato. I negoziati tra Commissione, Consiglio e Parlamento mostrano il tentativo di trovare un compromesso tra “sicurezza totale” e “diritti civili digitali“. Il timore è che la “volontarietà assistita” dei provider diventi una coercizione indiretta.
Se non implementi i sistemi di scansione, rischi sanzioni amministrative o responsabilità civili pesantissime. Per un giurista, questa è una forma di pressione che spinge i privati a trasformarsi in controllori della rete per puro calcolo di gestione del rischio economico.
La proposta CSAR è il banco di prova finale per la democrazia digitale europea. Dobbiamo capire se siamo capaci di combattere reati odiosi senza cadere nella tentazione della sorveglianza di massa. La maturità dell’Unione si misurerà sulla capacità di non sacrificare le garanzie individuali sull’altare della tecnologia.
Nel prossimo articolo analizzeremo proprio la compatibilità di questi sistemi di scansione con l’articolo 15 della nostra Costituzione e con la giurisprudenza della Corte EDU, che ha recentemente ribadito come la crittografia sia un baluardo invalicabile di libertà.
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L’euro entra in vigore in Bulgaria - ItaliaOggi.it
Sale così a 21 il numero degli Stati membri dell’Unione europea che utilizzano la moneta unicaRedazione (ItaliaOggi)
tomshw.it/hardware/lapi-di-mou…
il bello di arch linux e delle rolling release è che dopo aver letto questo articolo vado sul terminale con il comando "man fsmount" ed eccolo li... pronto.
Scoperta shock su Linux: 6 anni senza documentazione
Il kernel Linux ha introdotto le API fsconfig, fsmount e fsopen nel 2019 per sostituire la chiamata mount, ma la documentazione ufficiale arriva solo ora.Andrea Maiellano (Tom's Hardware)
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Capodanno, perde tre dita per i botti. Poi torna in strada e si ferisce di nuovo
I medici hanno dovuto prestare le cure a un 24enne romano per due volte nella stessa notteRedazione (RomaToday)
Anno nuovo, appetito vecchio (spero)
INCENERITORE - LE NOCIVITÀ
Video 4 di 11
N. 4 L'importanza del particolato sulla salute
La pediatra Francesca Mazzoli, oltre 30 anni di professione al San Camillo di Roma, membro di ISDE Italia, in 11 video spiega il problema per la salute derivante dall'incenerimento dei rifiuti.
#Ambiente #StopInceneritore #NoInceneritore #NoInceneritori #ZeroWaste #Rifiuti #Riciclo #EconomiaCircolare #NoAlCarbone #EnergiaPulita #Termovalorizzatore
INCENERITORE - LE NOCIVITÀ
Video 3 di 11
N. 3 Cosa produce un inceneritore
La pediatra Francesca Mazzoli, oltre 30 anni di professione al San Camillo di Roma, membro di ISDE Italia, in 11 video spiega il problema per la salute derivante dall'incenerimento dei rifiuti.
#Ambiente #Ecologia #NoInceneritore #RifiutiZero #TutelaDelTerritorio #SalutePubblica #RomaPulita #Sostenibilità #CrisiAmbientale #termovalorizzatore
Пиратская партия России поздравляет с Днём общественного достояния
Сегодня человечество, как и каждый год 1 января, отмечает очередной День общественного достояния. Это день, когда произведения, которые по каким-то причинам десятки лет после смерти авторов находились в руках так называемых правообладателей, могут использоваться всеми.
Из-за особенностей законодательства разные произведения будут освобождены от правового рабства в разный период. С почти полным списком освобождённых сегодня произведений можно ознакомиться в Википедии.
Много лет назад мы подписали Манифест общественного достояния, который в целом идентичен части нашей Программы. Мы призываем всех подписать его, передать собственные произведения в общественное достояние сейчас или сразу после смерти, а также вступить в Пиратскую партию России, и присоединиться к нашей борьбе за реформирование авторского права и сохранение наследия человечества.
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[2026-01-07] Hacklabkelo espazioa @ La Kelo Gaztetxea
Hacklabkelo espazioa
La Kelo Gaztetxea - Mahastiak / Las Viñas 63, 48980 Santurtzi
(miércoles, 7 enero 20:00)
Hacklabkelo espazioa teknologiarekin, softwarearekin, hardware librearekin, sistema eragileekin, sareekin, birtualizazioarekin, DIY, etab. erlazionatutako guztiarekin esperimentatzeko
Espacio Hacklabkelo para experimentar con todo lo relacionado con la tecnologia, software y hardware libre, sistemas operativos, redes, virtualización, DIY, etc.
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Discorso di fine anno (2025) di Mattarella: il testo integrale, le parole
@Politica interna, europea e internazionale
Discorso di fine anno (2025) di Mattarella: il testo integrale, le parole DISCORSO MATTARELLA TESTO INTEGRALE – Si è da poco concluso il tradizionale discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella andato in scena nella serata di oggi, mercoledì 31 dicembre
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A che ora inizia il discorso di fine anno (2025) di Mattarella: orario esatto
@Politica interna, europea e internazionale
A che ora inizia il discorso di fine anno (2025) di Mattarella: orario esatto DISCORSO MATTARELLA QUANDO INIZIA ORARIO – Come di consueto, nella serata di oggi, mercoledì 31 dicembre 2025, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tiene il tradizionale discorso
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Quanto dura il discorso di Mattarella fine anno 2025: la durata
@Politica interna, europea e internazionale
Quanto dura il discorso di Mattarella fine anno 2025: la durata DISCORSO MATTARELLA 2025 DURATA – Oggi, mercoledì 31 dicembre 2025, in diretta dal Palazzo del Quirinale, a Roma, alle ore 20,30, va in onda il tradizionale discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: ma
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[2026-01-07] Corso di percussioni brasiliane @ CSA Magazzino 47
Corso di percussioni brasiliane
CSA Magazzino 47 - via industriale 10 Brescia
(mercoledì, 7 gennaio 20:30)
[2026-01-06] 🧙♀️ BEFANA SOLIDALE 🧙♀️ @ Giardino Gianfranco Bianchi
🧙♀️ BEFANA SOLIDALE 🧙♀️
Giardino Gianfranco Bianchi - Via Montegani Via Palmieri, 20141, MI
(martedì, 6 gennaio 14:30)
✨BEFANA POPOLARE ✨
🗓️6 gennaio, dalle 14.30
📍Parco Gianfranco Bianchi, via Palmieri angolo via Monteganj
🎉Per tuttə lə bambinə del quartiere, per tuttə lə grandi e piccinə, iniziamo l'anno celebrando le feste popolari aspettando il Carnevale popolare 2026 con distribuzione doni, dolcetti e merenda per tuttə, giochi in piazza e fiabe.
Per noi la Befana è una festa popolare e di quartiere, una tradizione viva che appartiene alla comunità e alla sua storia. È una tradizione che vogliamo consolidare negli anni, perché rappresenta il futuro che intendiamo costruire: solidale, condiviso, partecipato. Non è qualcosa da guardare, ma da vivere insieme, nelle strade e nelle piazze.
Per noi fare festa è resistere: è anticapitalismo, antifascismo, è comunità che si riconosce e cresce.
❤️🔥Lunga vita alle periferie!
❤️🔥Lunga vita alle feste popolari!
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[2025-12-31] Capodanno al Melograno @ Associazione Il Melograno
Capodanno al Melograno
Associazione Il Melograno - Via Aretina 513
(mercoledì, 31 dicembre 19:00)
Aperitivo condiviso, cena e musica jam session!
La sospensione delle ONG che portano aiuti a Gaza è l’ennesima vergogna di Israele
Israele ha annunciato che dal 1° gennaio sospenderà le licenze di 37 ONG internazionali operanti a Gaza e in Cisgiordania, tra cui alcune delle principali organizzazioni umanitarie globali come Medici Senza Frontiere, Oxfam, CARE, NRC, IRC, World Vision e Caritas e l’italiana WeWorld. La decisione riguarda le ONG che non hanno completato la registrazione secondo nuove linee guida introdotte dal governo israeliano a marzo, che richiedono un’ampia condivisione di dati organizzativi e personali, inclusi elenchi dettagliati dello staff palestinese e internazionali. Come sa chi opera in Palestina, comunicare tali informazioni mette in serio pericolo l incolumità dello staff palestinese e delle loro famiglie.
Le nuove regole consentono di negare la registrazione per motivi molto ampi, tra cui presunte posizioni politiche considerate ostili a Israele o legami indiretti con campagne di boicottaggio. Israele giustifica tali misure accusando le organizzazioni internazionali o singoli individui (vedi caso italiano o simili accuse a UNRWA, per cui l’Italia ha subito tagliato i fondi all’agenzia, finché non è stato provato che fosse tutto falso) di attività terroristiche, come spesso succede senza alcuna prova certa. Tutte queste accuse sono respinte con forza dalle organizzazioni coinvolte. Le organizzazioni internazionali e le Nazioni Unite avvertono che la revoca delle licenze renderebbe di fatto impossibile operare a Gaza, poiché l’accesso passa necessariamente dal coordinamento con le autorità israeliane e l’uscita via Egitto non è attualmente praticabile.
L’ONU ha chiesto a Israele di riconsiderare la decisione, sottolineando che le ONG internazionali sono una componente essenziale delle operazioni salvavita. Anche un gruppo di dieci ministri degli Esteri – tra cui Regno Unito, Francia, Germania, Canada, Giappone e Paesi nordici – ha espresso forte preoccupazione, avvertendo che la deregistrazione delle ONG potrebbe portare alla chiusura di un terzo delle strutture sanitarie ancora operative a Gaza, in un contesto umanitario già definito “catastrofico”.
Limitare o bloccare il loro operato comprometterebbe gravemente l’accesso a cure sanitarie, cibo, acqua, ripari e servizi essenziali, proprio mentre oltre 1,6 milioni di persone a Gaza affrontano livelli critici di insicurezza alimentare e l’inverno aggrava una situazione già drammatica.
Questo passaggio rappresenta l’ennesimo attacco israeliano contro qualunque organizzazione difenda il diritto internazionale e, di conseguenza, i diritti del popolo palestinese, prendendo di mira chi mette in discussione le politiche dello Stato di Israele, un sistema di oppressione e di apartheid. Accuse di terrorismo e antisemitismo vengono utilizzate in modo strumentale per delegittimare il lavoro umanitario e per colpire chi opera nei territori occupati.
Chi lavora sul campo assiste a questi attacchi da decenni: misure amministrative, restrizioni operative, campagne di delegittimazione che riducono progressivamente la capacità di intervento delle organizzazioni internazionali. In passato, tali azioni venivano quantomeno contestate dalla comunità internazionale, che riusciva in parte a limitarne gli effetti. Oggi, invece, sempre più spesso gli Stati occidentali non solo le accettano, ma finiscono per assecondarle, adottando un approccio complice e repressivo anche sul territorio europeo.
Questo schema non si limita ai Territori Palestinesi Occupati, ma viene esportato anche in Europa, dove le stesse logiche vengono applicate contro attivisti e difensori dei diritti umani, come dimostra il caso di Mahmoud Hannoun. Un’evoluzione grave, che contribuisce a restringere ulteriormente lo spazio civico e umanitario e a normalizzare pratiche incompatibili con il diritto internazionale e con i valori che l’Europa dichiara di difendere.
Tutto questo avviene mentre Israele commette un genocidio, che viene sempre più normalizzato e fatto rientrare nel cosiddetto “processo di pace”, imposto alla popolazione palestinese sempre più oppressa.
Possibile Palestina
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Il bilancio previsionale 2026 di Possibile approvato a larghissima maggioranza
Si sono concluse alle 16.00 del 31 dicembre 2025 le operazioni di voto per l’approvazione del bilancio preventivo di Possibile per l’anno 2026, come previsto dal nostro Statuto.
Il bilancio, con la relazione del tesoriere, è stato approvato con il 99,3% dei voti favorevoli e lo 0,7% dei voti contrari. I documenti sono già disponibili sul nostro sito web nella pagina Trasparenza.
Un grazie a chi ha partecipato al voto!
Nel fare i migliori auguri per la fine del 2025 e per l’inizio del 2026, ricordiamo che si può già rinnovare la tessera di Possibile per l’anno nuovo seguendo la procedura su www.possibile.com/tessera.
Grazie di cuore a chi l’ha già fatto in questi giorni.
Il Comitato Organizzativo
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С Новым 2026 годом!
Друзья, соратники, пираты!
Уходит ещё один непростой год — год, когда под словами «удобство», «безопасность» и «забота» всё чаще пытались спрятать контроль и ограничения.
Но именно в такие моменты особенно важно помнить: свободы не исчезают сами — их отдают молча.
Мы верим, что интернет должен оставаться пространством для идей, знаний и диалога, а не системой тотального учета. Что Конституция — это основа прав, а не формальность. И что технологии должны служить людям, а не наоборот.
В новом году желаем вам сохранять здравый скепсис, не терять чувство юмора и не соглашаться на «так надо» без ответа на вопрос «почему». Пусть ваш голос остается слышимым, данные — личными, а выбор — осознанным.
С Новым годом!
За свободу, ответственность и будущее, которое мы создаём сами.
🏴☠️ Пиратская партия России
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Il 1° gennaio ad Assisi per Alberto Trentini. Da oltre 400 giorni in carcere in Venezuela
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2025/12/il-1-ge…
Le lettrici e i lettori del Fatto conoscono o nel dettaglio la triste vicenda di Alberto Trentini, perché
Giornalismo e disordine informativo reshared this.
Discorso Mattarella fine anno (2025) streaming e diretta tv: dove vederlo live
@Politica interna, europea e internazionale
Discorso Mattarella fine anno (2025) streaming e diretta tv: dove vederlo live DISCORSO MATTARELLA STREAMING TV – Nella serata di oggi, mercoledì 31 dicembre 2025, in diretta dal Palazzo del Quirinale, a Roma, alle ore 20,30 viene trasmesso in diretta tv il
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possibile.com/il-bilancio-prev…
Nel fare i migliori auguri per la fine del 2025 e per l'inizio del 2026, ricordiamo che si può già rinnovare la tessera di Possibile per l'anno nuovo seguendo la procedura su
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Limitare o bloccare il loro operato comprometterebbe gravemente l’accesso a cure sanitarie, cibo, acqua, ripari e servizi essenziali, proprio mentre oltre 1,6 milioni di persone a
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Le autorità italiane e rumene hanno sequestrato beni per un valore di oltre 40 milioni di euro a un individuo sospettato di essere affiliato a famiglie mafiose.
Eurojust ha garantito che il congelamento avvenisse simultaneamente in entrambi i Paesi.
Le indagini sull'indagato italiano, già testimone di giustizia, hanno portato alla luce i suoi legami con la famiglia Santapaola-Ercolano e il clan Cappello Bonaccorsi. L'uomo sarebbe coinvolto nel riciclaggio di beni propri e mafiosi attraverso beni acquistati a proprio nome e a nome dei suoi familiari. Licenze e negozi per scommesse e giochi online nelle province di Catania e Siracusa, in Italia, nonché criptovalute, sono stati utilizzati per riciclare ingenti profitti illeciti.
Alcuni dei beni, tra cui immobili e automobili, sono stati acquistati in Romania. Di conseguenza, le autorità italiane e rumene hanno dovuto collaborare per garantire il congelamento dei beni. Tramite #Eurojust, è stato predisposto senza indugio un certificato di congelamento. Il coordinamento di Eurojust ha consentito il congelamento simultaneo in Italia e Romania, garantendo che l'indagato o i suoi affiliati non potessero spostare alcun bene.
Il Rappresentante Nazionale per l'Italia, dott. Filippo Spiezia, e la Rappresentante Nazionale per la Romania, la dott.ssa Daniela Buruiana, hanno commentato congiuntamente il successo dell'operazione: "Per combattere efficacemente la criminalità organizzata, dobbiamo colpire i criminali dove fa più male. Solo sequestrando i loro beni, siamo in grado di smantellare le fondamenta su cui si fonda la criminalità organizzata. Questo caso merita una menzione speciale per la sua intrinseca complessità, in cui la cooperazione giudiziaria tra l'autorità giudiziaria italiana e quella rumena è stata fondamentale per garantire l'esecuzione di un provvedimento di congelamento non basato su una condanna, in vista della confisca. Abbiamo assistito a molti casi in cui i criminali trasferiscono i loro beni in tutto il mondo per passare inosservati. Una solida cooperazione giudiziaria internazionale per collegare i beni e agire è essenziale per garantire che non possano nascondersi per ottenere giustizia".
I beni, per un valore di oltre 40 milioni di euro, includono 20 società di scommesse operanti nel settore delle scommesse, del gioco online o immobiliare; 89 immobili in Italia e Romania; 2 auto; 20 conti bancari e denaro contante.
Le azioni sono state eseguite da:
per l'Italia: Tribunale di Catania; Guardia di Finanza - Dipartimento Economico Finanziario di Catania
per la Romania: Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bucarest
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Otttoz
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