[2026-01-24] Presidio Canton Mombello @ Carcere Canton Mombello
Presidio Canton Mombello
Carcere Canton Mombello - Via Spalti S. Marco
(sabato, 24 gennaio 14:30)
Presidio in solidarietà a Juan, a tuttx le prigionierx e ai popoli in rivolta.
Porta la tua rabbia!
[2026-02-21] TABOOKS in Appennino con "RAGAZZO", una graphic novel di Zuzu @ Biblioteca Comunale Gilberto Martinelli - Porretta Terme
TABOOKS in Appennino con "RAGAZZO", una graphic novel di Zuzu
Biblioteca Comunale Gilberto Martinelli - Porretta Terme - 32, Via Roma, Porretta Terme, Alto Reno Terme, Unione dell'Alto Reno, Bologna, Emilia-Romagna, 40046, Italia
(sabato, 21 febbraio 10:00)
[2026-01-22] Food and Music - No Border @ mamma Africa
Food and Music - No Border
mamma Africa - via Montesano 30/32 Catania (CT)
(giovedì, 22 gennaio 20:30)
Food and music No Border
Mama Africa a Catania: 22 gennaio h. 20.30
Serata di lancio della giornata di Mobilitazione per i diritti dei migranti del 29 gennaio
Cena sociale
Sergio Rasta dj set
Piergiorgio Dugukolò Talla Diouf- percussioni
Marco Letizia - Balafon e Chitarra
Ciauda Jam Session
[2026-01-23] TAMMORRA SOLO @ Borgo Vivo
TAMMORRA SOLO
Borgo Vivo - Via sgarbata 24 Ferrara
(venerdì, 23 gennaio 19:00)
Venerdì 23 gennaio
Torna a grande richiesta!
Luca Rossi in
TAMMORRA SOLO
Tra i maggiori esponenti della tammorra e della musica tradizionale del Sud Italia.
Da anni si esibisce con il suo antico tamburo a cornice nei festival di tutto il mondo.
💫 19:00 Laboratorio di TAMBURI A CORNICE DEL MEDITERRANEO (tecnica di base della TAMMORRA), condotto dallo stesso Luca Rossi
(Sarà messo a disposizione uno strumento per ogni partecipante)
💥 21:00 APERICENA E CONCERTO
Un avvincente spettacolo che parte dall'antica preghiera popolare in lingua napoletana per diventare riflessione sul nostro vivere quotidiano. "Tammorra Solo" è un concerto con il pubblico, dove il ritmo e la passione provano a raccontare la storia di un possibile Sud, tra presente e passato.
Il laboratorio è a numero chiuso ed è obbligatoria la prenotazione, per la cena ed il concerto è caldamente gradita!
(Basta scrivere su WhatsApp 3519202691)
Contributo per
lab Tamburo 15 euro
apericena a buffet e concerto 25 euro
Solo concerto 10 euro
💫Per iscritti/e ai corsi di Terra Fertile (modulo o mensilità) sconto di 10 euro sulla serata! 💫
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Ingresso riservato soci Arcadei
Possibilità di tesseramento in loco
c/o BorgoVivo
via sgarbata 84
Ferrara
🌓🌕🌗Terra Fertile🌓🌕🌗
Concerti e laboratori per nutrire le nostre radici e creare l’humus di una visione consapevole e critica su come stare insieme nel presente e proiettarci nel futuro…
Iniziativa delle famiglie di Suruç: HTS sta liberando i membri dell’ISIS dalla prigione
Intervenendo a nome dell’Iniziativa delle famiglie di Suruc in occasione della commemorazione del massacro di Pirsûs, Burak Keleş ha reagito allo svuotamento delle prigioni che ospitavano i membri dell’ISIS, affermando: “Anche se i loro nomi cambiano, i volti assassini di queste bande rimangono gli stessi; continuano a demolire case e a uccidere persone”.
L’Iniziativa delle famiglie di Suruç ha continuato la sua protesta mensile di fronte al Centro Culturale Türkan Saylan ad Alsancak, Riha, per commemorare i 33 giovani che hanno perso la vita nell’attentato dell’ISIS del 20 luglio 2015, nel distretto di Pirsûs (Suruç) di Riha. Durante la protesta, dove è stato esposto uno striscione con la scritta “Nessun sogno rimarrà incompiuto”, sono state portate le fotografie delle 33 vittime. Molti cittadini hanno partecipato alla protesta, scandendo spesso slogan come “Giustizia per Suruç, giustizia per tutti”, “Rojava, torneremo da te”, “I colpevoli di Suruç saranno chiamati a rispondere delle loro azioni” e “Amed, Suruç, Ankara, esigete che si rendano conto delle loro azioni”. Il comunicato stampa è stato rilasciato da Burak Keleş a nome dell’Iniziativa delle Famiglie Suruç.
Burak Keleş, affermando che il massacro di Suruç non è stato un episodio isolato, ma un episodio prevenibile, ha affermato che tutti coloro che hanno spianato la strada al massacro dovrebbero essere assicurati alla giustizia. Keleş ha elencato le seguenti richieste di giustizia per il massacro di Suruç:
“* La scoperta di tutti i veri responsabili del massacro,
* Garantire che vengano condotte indagini efficaci e indipendenti sui funzionari pubblici negligenti e responsabili.
* L’arresto degli imputati fuggitivi e la loro consegna alla giustizia,
* Chiediamo che il massacro di Suruç sia considerato un crimine contro l’umanità e che non si applichi alcuna prescrizione.
Chiediamo un processo equo, trasparente ed efficace.
Keleş, sottolineando che HTS e i gruppi paramilitari sostenuti dalla Turchia hanno svuotato le prigioni in cui erano rinchiusi i membri dell’ISIS, ha dichiarato: “HTS si sta preparando a diventare un vicino di confine del nostro Paese. Sebbene il suo nome sia cambiato, il volto omicida di queste bande rimane lo stesso: continuano a demolire case e uccidere persone. Seguendo le orme dei nostri 33 compagni di viaggio partiti con il sogno di un mondo vivibile, diciamo ancora una volta no alla guerra e ai massacri”.
I nomi di coloro che persero la vita nel massacro vennero letti ad alta voce e ognuno ha risposto “Presente”. Dopo il sit-in, la protesta si è conclusa con degli slogan.
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Dichiarazione sul Rojava di 13 partiti e organizzazioni
Tredici partiti e organizzazioni politiche hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in merito agli attacchi al Rojava, affermando: “Il regime di Damasco mira a consolidare il suo regime autoritario attraverso il conflitto, la paura e la violenza”.
Il Partito per la democrazia e l’uguaglianza dei popoli (Partito DEM), il Partito del lavoro (EMEP), il Partito delle regioni democratiche (DBP), il Partito rivoluzionario, il Partito del movimento dei lavoratori (EHP), il Partito socialista degli oppressi (ESP), le Case del popolo, la Federazione delle assemblee socialiste (SMF), la Piattaforma di solidarietà socialista (SODAP), il Partito della riorganizzazione socialista (SYKP), il Partito dei lavoratori turchi (TİP), il Partito della libertà sociale (TÖP) e il Partito della sinistra verde (YSP) hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in merito agli attacchi da parte di gruppi affiliati a HTS nella Siria settentrionale e orientale.
La dichiarazione ha sottolineato che i recenti eventi in Siria indicano un processo altamente pericoloso che sta trascinando la regione in una spirale di conflitto e guerra totali aggiungendo: “Mentre il Medio Oriente viene ridisegnato in linea con i piani imperialisti, guerra e massacri vengono imposti al popolo. Da quando l’amministrazione provvisoria di Damasco è salita al potere, i diversi popoli e fedi della Siria hanno subito attacchi. Prima si sono verificati massacri contro gli arabi alawiti a Latakia e nella fascia costiera, e poi i drusi a Suweida hanno dovuto affrontare una minaccia aperta di massacro. Dal momento in cui è salita al potere, l’amministrazione provvisoria di Damasco si è consapevolmente rifiutata di costruire un regime costituzionale-democratico basato sulla coesistenza paritaria e libera di popoli e fedi; mira a consolidare il suo potere monolitico attraverso il conflitto, la paura e la violenza”.
I risultati previsti sono l’obiettivo
La dichiarazione, che afferma che HTS e gruppi correlati hanno avviato un processo di attacco completo e pianificato contro il popolo curdo, sostiene: “Questi attacchi, diretti contro la pretesa dei popoli di vivere liberamente e in uguaglianza, prendono di mira l’esistenza del popolo curdo; mirano a soffocare il modello e l’aspirazione democratici, pluralisti e liberi della vita. Questi attacchi mirano a creare un grande massacro e caos regionale seminando semi di inimicizia tra i popoli curdo e arabo. Il popolo curdo ha condotto una lotta storica in difesa della dignità dell’umanità contro la negazione, la distruzione e la tirannia monolitica imposta ai popoli in Siria e in tutto il Medio Oriente; contro la barbarie dell’ISIS. Oggi, l’obiettivo non è solo il popolo curdo; sono queste conquiste storiche basate sulla liberazione delle donne, l’uguaglianza dei popoli e la coesistenza democratica. Durante la guerra civile in Siria, i curdi sono stati messi alla prova da assedi, embarghi e attacchi di bande, e ogni volta hanno resistito. La mentalità che cerca di sottomettere la volontà del popolo con la forza delle armi porterà, come in passato, solo distruzione, sofferenza e oscurità all’umanità.”
La politica di guerra non avrà risultato
La dichiarazione prosegue: “Oggi, il governo AKP-MHP sta chiaramente dimostrando l’essenza della sua politica in Siria, fornendo ogni tipo di supporto e schierandosi a fianco del governo provvisorio di Damasco. L’obiettivo è impedire ai curdi di ottenere status e conquiste democratiche in Siria. Siamo al fianco del popolo curdo, che è sotto l’aperta minaccia di massacro in Siria; non rimarremo in silenzio né faremo marcia indietro di fronte a questi attacchi! Difendere le conquiste democratiche non significa solo difendere il futuro del popolo curdo, ma anche il futuro libero, equo e dignitoso di tutti i popoli della regione. Invitiamo tutte le forze rivoluzionarie, democratiche e amanti della pace in Turchia a schierarsi fianco a fianco con il popolo curdo sulla base della fratellanza e della lotta comune dei popoli. Invitiamo i popoli del Medio Oriente e del mondo a mostrare solidarietà e a difendere la pace, l’uguaglianza e la libertà contro i tentativi di massacrare i popoli attraverso piani imperialisti. Nessun attacco, nessuna tirannia e nessuna politica di guerra avrà successo contro la volontà organizzata del popolo”.
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Mazloum Abdi: Le nostre forze si sono ritirate nelle aree prevalentemente curde, proteggerle è la nostra linea rossa
Mazloum Abdi, comandante in capo delle Forze Democratiche Siriane (SDF), ha dichiarato che le sue forze si sono ritirate nelle aree a predominanza curda per proteggerle, mentre continuano gli attacchi delle forze governative siriane contro queste regioni. Ha invitato la Coalizione Internazionale a intervenire e proteggere i centri di detenzione in cui sono detenuti i mercenari dell’ISIS e le loro famiglie, e ha ribadito il suo appello al dialogo.
Parlando all’agenzia ANHA con sede nel Rojava, Abdi ha affermato che le SDF stanno respingendo brutali attacchi contro i civili curdi in varie aree del Rojava, esprimendo il suo apprezzamento per la resistenza opposta dai residenti e dai combattenti locali nel contrastare questi attacchi.
Abdi ha notato una significativa escalation di attacchi contro i centri di detenzione che ospitano mercenari dell’ISIS e le loro famiglie nei campi di al-Shaddadi e al-Hol. Ha spiegato che il campo di al-Hol è stato oggetto, da ieri sera, di molteplici tentativi di assalto e presa del controllo, costringendo le guardie del campo a ritirarsi dopo violenti scontri con veicoli blindati e carri armati.
Ha aggiunto che le fazioni affiliate al governo siriano continuano i loro attacchi contro la città di Heseke e le sue campagne, così come contro Kobane, nonostante tutte le iniziative lanciate dalle forze democratiche siriane nelle ultime due settimane per stabilire un cessate il fuoco. Abdi ha sottolineato che le SDF si sono ritirate nelle aree a maggioranza curda, pur rimanendo impegnate a proteggere queste aree e i loro residenti come “linea rossa”.
Abdi ha inoltre affermato che il carcere di al-Aqtan nella città di Raqqa, ancora presidiato dalle SDF, è sotto pesante attacco con lanciarazzi e artiglieria, con ripetuti tentativi di irruzione nella struttura. Ha avvertito che ciò espone le guardie carcerarie a gravi rischi e minaccia la possibilità di evasioni dei prigionieri.
Il comandante in capo delle SDF ha invitato i partner della coalizione internazionale ad assumersi le proprie responsabilità nella protezione dei centri di detenzione dell’ISIS, sottolineando la necessità che il governo siriano interrompa i suoi attacchi e torni al tavolo delle trattative.
Abdi ha inoltre fatto appello al popolo curdo in tutto il mondo e agli amici della regione affinché si uniscano alla resistenza dei combattenti delle SDF per garantire la protezione dei civili e la continuazione degli sforzi difensivi.
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Nixie Gear Indicator Shines Bright
When you’re driving a car with a stickshift, it’s pretty easy to keep track of which gear you’re in. That can be a little bit more difficult on something like a motorcycle with a sequential shifter. [decogabry] built a neat gearshift indicator to solve this issue.
An ESP32 devboard is used as the brain of the build. It’s paired with an ELM327 dongle over Bluetooth, which is able to hook into the bike’s ODB diagnostic port to pick up data like engine RPM, wheel speed, and coolant temperature. The first two factors are combined in order to calculate the current gear, since the ratio between engine RPM and wheel speed is determined directly by the gear selection. The ESP32 then commands a Philips ZM1020 Nixie tube to display the gear, driving it via a small nest of MPSA42 transistors. A separate self-contained power supply module is used to take the bike’s 12 volt supply up to the 170 volts needed to run the tube. There is also a small four-digit display used to show status information, RPM, and engine temperature.
Notably, [decogabry] made this build rather flexible, to suit any bike it might be installed upon. The gear ratios are not hard coded in software. Instead, there is a simple learning routine that runs the first time the system is powered up, which compares RPM and wheel speed during a steady-state ride and saves the ratios to flash.
We’ve featured projects before that used different techniques to achieve similar ends. It’s also interesting to speculate as to whether there’s a motorcycle vintage enough to suit a Nixie display while still having an ODB interface on board as standard. Meanwhile, if you’re cooking up your own neat automotive builds, don’t hesitate to drop us a line.
The Windows Interface You Didn’t Like, For Linux
If you were asked to pick the most annoying of the various Microsoft Windows interfaces that have appeared over the years, there’s a reasonable chance that Windows 8’s Metro start screen and interface design language would make it your choice. In 2012 the software company abandoned their tried-and-tested desktop whose roots extended back to Windows 95 in favor of the colorful blocks it had created for its line of music players and mobile phones.
Consumers weren’t impressed and it was quickly shelved in subsequent versions, but should you wish to revisit Metro you can now get the experience on Linux. [er-bharat] has created Win8DE, a shell for Wayland window managers that brings the Metro interface — or something very like it — to the open source operating system.
We have to admire his chutzpah in bringing the most Microsoft of things to Linux, and for doing so with such a universally despised interface. But once the jibes about Windows 8 have stopped, we can oddly see a point here. The trouble with Metro was that it wasn’t a bad interface for a computer at all, in fact it was a truly great one. Unfortunately the computers it was and is great for are handheld and touchscreen devices where its large and easy to click blocks are an asset. Microsoft’s mistake was to assume that also made it great for a desktop machine, where it was anything but.
We can see that this desktop environment for Linux could really come into its own where the original did, such as for tablets or other touch interfaces. Sadly we expect the Windows 8 connection to kill it before it has a chance to catch on. Perhaps someone will install it on a machine with the Linux version of .net installed, and make a better Windows 8 than Windows 8 itself.
Nicola Pizzamiglio likes this.
[2026-01-21] 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝐝𝐢 '𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐓 𝐎𝐅 𝐆𝐑𝐎𝐖𝐓𝐇', un documentario ambientalista e contro l'economia di guerra @ Arci Milano
𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝐝𝐢 '𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐓 𝐎𝐅 𝐆𝐑𝐎𝐖𝐓𝐇', un documentario ambientalista e contro l'economia di guerra
Arci Milano - via G. Bellezza, 16
(mercoledì, 21 gennaio 18:45)
𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝐝𝐢 '𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐓 𝐎𝐅 𝐆𝐑𝐎𝐖𝐓𝐇', un documentario ambientalista e contro l'economia di guerra, presentato a sostegno della 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐀𝐆𝐍𝐀 𝐃𝐈 𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐑𝐈𝐀𝐓𝐎 𝐏𝐎𝐏𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐄𝐗 𝐆𝐊𝐍 𝐃𝐈 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐈 𝐁𝐈𝐒𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎, un progetto di reindustrializzazione ecologista dal basso, vera alternativa alla produzione di armi e per salvare noi e il pianeta: aiutaci a far salpare la nostra 𝗳𝗹𝗼𝘁𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 assai più che simbolicamente parte della 𝗚𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗺𝘂𝗱 𝗙𝗹𝗼𝘁𝗶𝗹𝗹𝗮. Il filmato dura 94' e inizia alle 19.45 con successivo dibattito con: Dario Salvetti (Collettivo di Fabbrica GKN), Maria Elena Delia (portavoce Global Sumud Flotilla), Maso Notarianni (presidente Arci Milano); coordina Andrea Di Stefano (direttore di The Washing News). Dalle 18.45 sarà disponibile 𝘂𝗻 𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗯𝘂𝗳𝗳𝗲𝘁 (a offerta). Ci sarà inoltre 𝘂𝗻𝗮 '𝗿𝗶𝗳𝗳𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗚𝗸𝗻' (in palio bici rigenerate dalle ciclofficine popolari). Ricordiamo che il nuovo Salone di Arci Milano è in 𝘃𝗶𝗮 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗻.𝟭𝟲 (al 1° piano, portone a fianco del circolo, che invece è al 16A). Per tutte le informazioni sulla campagna: insorgiamo.org
Defend Rojava: presidio a Catania sabato 24
L’Amministrazione Democratica e le Forze Siriane Democratiche stanno affrontando un’offensiva militare e una campagna di delegittimazione che puntano a cancellare anni di autogoverno, convivenza tra i popoli e
autonomia delle donne. Quello che sta accadendo è lo scontro tra due visioni opposte di società: da una parte chi difende potere, sfruttamento e patriarcato ; dall’altra chi ha costruito diritti, partecipazione dal basso e liberazione.
La rivoluzione confederale ha messo in discussione gerarchie sociali e di genere radicate da secoli. Per questo oggi viene colpita, militarmente e mediaticamente, da governi e forze che prosperano sull’oppressione.
Grazie all’esperienza del Confederalismo democratico in questi 14 anni il fuoco rivoluzionario è tornato a divampare in tutto il mondo, ed è per questo che da Catania ci uniamo alla mobilitazione di solidarietà
internazionalista alla rivoluzione sotto attacco.
BIJI ROJAVA! DONNA, VITA, LIBERTÀ!
Defend Rojava!
SABATO 24 Gennaio – H. 17:00 PRESIDIO in Piazza Stesicoro –
Catanesi solidali con il popolo curdo
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Defend Rojava- Assemblea pubblica- Roma
Contro le guerre per procura in Medio Oriente, contro le operazioni di distorsione o censura delle notizie, per un vera informazione, per la rivoluzione dei popoli.
Il genocidio in Palestina così come gli attacchi ai quartieri curdi di Aleppo o ai territori dell’Amministrazione Autonoma rientrano nella volontà di riscrivere dall’alto gli equilibri e la realtà del Medio Oriente per fini economici e di potere. In Iran dove il popolo scende da settimane in piazza sfidando la repressione che cerca di soffocare le loro lotte anche queste vengono strumentalizzate per mascherare accordi tra il regime di Damasco e le altre potenze internazionali interessate a inserire la Siria in una nuova fase.
Mentre si agisce con la violenza brutale della guerra, mentre si fomentano guerre tra i popoli, vengono mescolate le notizie per fare sembrare più legittima l’oppressione e il genocidio oscurando la rivoluzione dei popoli.
Serve più che mai fare chiarezza sui processi che si stanno sviluppando in Medio oriente e tessere legami di solidarietà con le popolazioni che resistono sotto le bombe e la repressione.
Per tutti questi motivi vi invitiamo a riunirci in una assemblea pubblica mercoledì 21 Gennaio,ore 18, presso il Centro socioculturale Ararat per aggiornamenti sulla situazione attuale tramite collegamento live e a seguire discussione sui prossimi passi da costruire insieme.
UIKI Onlus
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
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On the same day he allegedly robbed a mail carrier, Jordan McCorvey posted photos of himself flipping through stacks of letters still in the USPS tray.#Instagram #CourtWatch
Alessia Cicatelli a Roma alla Presentazione dello Sportello DAT nel II e III Municipio
Alessia Cicatelli a Roma alla Presentazione dello Sportello DAT nel Secondo e Terzo Municipio
Mercoledì 21 gennaio 2026
Ore 18:00
Sala Consiliare Terzo Municipio, Piazza Sempione 15, Roma
Alessia Cicatelli, Avvocata e Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni interverrà alla presentazione dei nuovi Sportelli Informativo sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), all’interno del II e III municipio di Roma, istituiti grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni.
Saranno presenti per il II municipio la presidente Francesca del Bello e l’assessore alle politiche sociali Gianluca Bogino e per il III municipio , il presidente Paolo Marchionne e la consigliera Marta Marziali.
L’iniziativa, promossa dalla Cellula Coscioni di Roma e con il supporto delle istituzioni municipali, nasce con l’obiettivo di fornire ai cittadini informazioni chiare e accessibili sulle disposizione anticipate di trattamento e di far conoscere questo strumento per esercitare un diritto sancito dalla legge 219/2017 e di facilitare il deposito dello stesso.
L'articolo Alessia Cicatelli a Roma alla Presentazione dello Sportello DAT nel II e III Municipio proviene da Associazione Luca Coscioni.
#IscrizioneOnline, per orientarsi nelle scelte che riguardano il futuro, sulla Piattaforma #Unica è possibile consultare i dati e le tendenze su #istruzione, #formazione e #occupazione.
Qui le statistiche ▶️
unica.istruzione.gov.
Ministero dell'Istruzione
#IscrizioneOnline, per orientarsi nelle scelte che riguardano il futuro, sulla Piattaforma #Unica è possibile consultare i dati e le tendenze su #istruzione, #formazione e #occupazione. Qui le statistiche ▶️ https://unica.istruzione.gov.Telegram
What Isaac Roberts Saw Without a Space Telescope
Space telescopes are all the rage, and rightfully so. The images they take are spectacular, and they’ve greatly increased what we know about the universe. Surely, any picture taken of, say, the Andromeda galaxy before space telescopes would be little more than a smudge compared to modern photos, right? Maybe not.
One of the most famous pictures of our galactic neighbor was taken in — no kidding — 1888. The astronomer/photographer was Isaac Roberts, a Welsh engineer with a keen interest in astrophotography. Around 1878, he began using a 180 mm refracting telescope for observations, and in 1883, he began taking photographs.
He was so pleased with the results that he ordered a reflecting telescope with a 510 mm first-surface mirror and built an observatory around it in 1885. Photography and optics back then weren’t what they are now, so adding more mirrors to the setup made it more challenging to take pictures. Roberts instead mounted the photographic plates directly at the prime focus of the mirror.
Andromeda
This image, captured with the NASA/ESA Hubble Space Telescope, is the largest and sharpest image ever taken of the Andromeda galaxy — otherwise known as M31. This is a cropped version of the full image and has 1.5 billion pixels. You would need more than 600 HD television screens to display the whole image. It is the biggest Hubble image ever released and shows over 100 million stars and thousands of star clusters embedded in a section of the galaxy’s pancake-shaped disc stretching across over 40 000 light-years. This image is too large to be easily displayed at full resolution.
Because it took hours to capture good images, he developed techniques to keep the camera moving in sync with the telescope to track objects in the night sky. On December 29th, 1888 he used his 510 mm scope to take a long exposure of Andromeda (or M31, if you prefer). His photos showed the galaxy had a spiral structure, which was news in 1888.
Of course, it’s not as good as the Hubble’s shots. In all fairness, though, the Hubble’s is hard to appreciate without the interactive zoom tool. And 100 years of technological progress separate the two.
Roberts also invented a machine that could engrave stellar positions on copper plates. The Science Museum in London has the telescope in its collection.
Your Turn
Roberts did a great job with very modest equipment. These days, at least half of astrophotography is in post-processing, which you can learn. Want time on a big telescope? Consider taking an online class. You might not match the James Webb or the Hubble, but neither did Roberts, yet we still look at his plates with admiration.
Demonstrating The Sheer Lack Of Security In First Gen Cellular Networks
Modern cellular networks are built to serve millions upon millions of users, all while maintaining strict encryption across all communications. But earlier cellular networks were by no means so secure, as [Nostalgia for Simplicity] demonstrates in a recent video.
The video begins with an anecdote — our narrator remembers a family member who could listen in on other’s conversations on the analog AMPS phone network. This was easily achieved simply by entering a code that would put an Ericsson handset into a test mode, in which it could be switched to tune in any desired AMPS channel. Since the communications were transmitted in a purely analog manner, with no encryption of any sort, any conversation on such a network was basically entirely open for anyone to hear. The video shows a recreation of this method, using a software-defined radio to spin up a low-power, very local AMPS network. A phone call is carried out between two handsets, with a third handset able to listen in just by using the special test mode.
If you’re particularly keen to build your own first-generation AMPS phone network, just know that it’s not really allowed due to rules around spectrum allocations. Still, it’s entirely possible as we’ve covered before. It doesn’t even take much hardware in our modern SDR era.
youtube.com/embed/CaR4_l1BzVQ?…
Marion Stokes Fought Disinformation with VCRs
You’ve likely at least heard of Marion Stokes, the woman who constantly recorded television for over 30 years. She comes up on reddit and other places every so often as a hero archivist who fought against disinformation and disappearing history. But who was Marion Stokes, and why did she undertake this project? And more importantly, what happened to all of those tapes? Let’s take a look.
Marion the Librarian
Marion was born November 25, 1929 in Germantown, Philadelphia, Pennsylvania. Noted for her left-wing beliefs as a young woman, she became quite politically active, and was even courted by the Communist Party USA to potentially become a leader. Marion was also involved in the civil rights movement.
Marion on her public-access program Input. Image via DC Video
For nearly 20 years, Marion worked as a librarian at the Free Library of Philadelphia until she was fired in the 1960s, which was likely a direct result of her political life. She married Melvin Metelits, a teacher and member of the Communist Party, and had a son named Michael with him.
Throughout this time, Marion was spied on by the FBI, to the point that she and her husband attempted to defect to Cuba. They were unsuccessful in securing Cuban visas, and separated in the mid-1960s when Michael was four.
Marion began co-producing a Sunday morning public-access talk show in Philadelphia called Input with her future husband John Stokes, Jr. The focus of the show was on social justice, and the point of the show was to get different types of people together to discuss things peaceably.
Outings Under Six Hours
Marion’s taping began in 1979 with the Iranian Hostage Crisis, which coincided with the dawn of the twenty-four-hour news cycle. Her final tape is from December 14, 2012 — she recorded coverage of the Sandy Hook massacre as she passed away.
In 35 years of taping, Marion amassed 70,000 VHS and Beta-max tapes. She mostly taped various news outlets, fearing that the information would disappear forever. Her time in the television industry taught her that networks typically considered preservation too expensive, and therefore often reused tapes.
But Marion didn’t just tape the news. She also taped various programs such as The Cosby Show, Divorce Court, Nightline, Star Trek, The Oprah Winfrey Show, and The Today Show. Some of her collection includes 24/7 coverage of news networks, all of which was recorded on up to eight VCRs: 3-5 were going all day every day, and up to 8 would be taping if something special was happening. All family outings were planned around the six-hour VHS tape, and Marion would sometimes cut dinner short to go home and change the tapes.
People can’t take knowledge from you. — Marion Stokes
You might be wondering where she kept all the tapes, or how she could afford to do this, both financially and time-wise. For one thing, her second husband John Stokes, Jr. was already well off. For another, she was an early investor in Apple stock, using capital from her in-laws. To say she bought a lot of Macs is an understatement. According to the excellent documentary Recorder, Marion own multiples of every Apple product ever produced. Marion was a huge fan of technology and viewed it as a way of unlocking people’s potential. By the end of her life, she had nine apartments filled with books, newspapers, furniture, and multiples of any item she ever became obsessed with.
In addition to the creating this vast video archive, Marion took half a dozen daily newspapers and over 100 monthly periodicals, which she collected for 50 years. This is not to mention the 40-50,000 books in her possession. In one interview, Marion’s first husband Melvin Metelits has said that in the mid-1970s, the family would go to a bookstore and drop $800 on new books. That’s nearly $5,000 in today’s money.
Why Tapes? Why Anything?
It’s easy to understand why she started with VHS tapes — it was the late 1970s, and they were still the best option. When TiVo came along, Marion was not impressed, preferring not to expose her recording habits to any possible governments. And she had every right to be afraid, with her past.
Those in power are able to write their own history. — Marion Stokes
As for the why, there were several reasons. It was a form of activism, which partially defined Marion’s life. The rest I would argue was defined by this archive she amassed.
Marion started taping when the Iranian Hostage Crisis began. Shortly thereafter, the 24/7 news cycle was born, and networks reached into small towns in order to fill space. And that’s what she was concerned with — the effect that filling space would have on the average viewer.
Marion was obsessed with the way that media reflects society back upon itself. With regard to the hostage crisis, her goal was trying to reveal a set of agendas on the part of governments. Her first husband Melvin Metelits said that Marion was extremely fearful that America would replicate Nazi Germany.
The show Nightline was born from nightly coverage of the crisis. It aired at 11:30PM, which meant it had to compete with the late-night talk show hosts. And it did just fine, rising on the wings of the evening soap opera it was creating.
To the Internet Archive
When Marion passed on December 14, 2012, news of the Sandy Hook massacre began to unfold. It was only after she took her last breath that her VCRs were switched off. Marion bequeathed the archive to her son Michael, who spent a year and half dealing with her things. He gave her books to a charity that teaches at-risk youth using secondhand materials, and he says he got rid of all the remaining Apples.Image via The Internet Archive
But no one would take the tapes. That is, until the Internet Archive heard about them. The tapes were hauled from Philadelphia to San Francisco, packed in banker’s boxes and stacked in four shipping containers.
So that’s 70,000 tapes at let’s assume six hours per tape, which totals 420,000 hours. No wonder the Internet Archive wasn’t finished digitizing the footage as of October 2025. That, and a lack of funding for the massive amount of manpower this must require.
If you want to see what they’ve uploaded so far, it’s definitely worth a look. And as long as you’re taking my advice, go watch the excellent documentary Recorder on YouTube. Check out the trailer embedded below.
youtube.com/embed/DJNUdz6wQ3w?…
Main and thumbnail images via All That’s Interesting
Pirate Council Nominations Due Next Friday
We elect our Pirate Council in February. Positions include Captain, First Officer, Quartermaster, PR/Media Director, Activism Director, Swarmwise Director, Web/Info Director, three Arbitrators and two representatives to the US Pirate Party.
If you are interested in throwing your hat in for any of these positions, nominations are open on-line until end of day Friday, January 30th. Before you do, become a member, join our activists email list, and read our Articles of Agreement and Code of Conduct.
Ballots will be sent out by February 13th and are due back by February 27th. We will use the same voting mechanism we used in our previous election. Voters will be emailed a randomly generated id that only the voter will know. Once the election is done, we will delete the ids. In this way, we can ensure that only supporters can vote, while also maintaining the secrecy of votes.
We look forward to multiple candidates for all positions.
La Giornata della Memoria a Ronchi dei Legionari
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/la-gior…
Auschwitz, Buchenwald, Bergen Belsen, Dachau, Flossenburg, Mauthausen, Natzweiler, Neugamme, Ravensbruck, Treblinka e la Risiera di San Sabba. Sono i nomi dei famigerati lager nazisti dove, nella seconda guerra mondiale, furono
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Due cuori, due capanne e un test di gravidanza: il ritorno brillante di Massimiliano Bruno
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/due-cuo…
In sala dal 22 gennaio con Vision Distribution un piccolo gioiello: una commedia brillante che affronta
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Il prezzo dell'accordo #UE-#Mercosur
Il prezzo dell'accordo UE-Mercosur -
L’accordo, ancora non ratificato ma voluto dalla Commissione con il decisivo sì di Meloni e il no di altri paesi tra cui la Francia, sostenuto daiRedazione (altrenotizie.org)
#Cina e #Canada, disgelo contro Washington
Cina e Canada, disgelo contro Washington -
La politica estera ultra-aggressiva dell’amministrazione Trump sta scatenando, tra molti governi nominalmente alleati con gli Stati Uniti, una freneticaMichele Paris (altrenotizie.org)
Epoche
I primi personal computer non chiedevano di essere “user-friendly”, chiedevano attenzione. Non ti prendevano per mano: ti guardavano negli occhi e dicevano: “impara!”. Negli anni Ottanta e nei primi Novanta, il computer non era ancora un elettrodomestico. Era una promessa, spesso mantenuta, qualche volta no, ma sempre istruttiva.
Accendere un PC significava entrare in un territorio tecnico dove la curiosità valeva più della potenza di calcolo. Il capostipite del mondo business, l’IBM PC, introdusse un’idea rivoluzionaria: l’architettura aperta. Non era bello, non era compatto, ma era serio. Dentro, schede di espansione come tessere di un mosaico elettronico, e fuori un monitor CRT che occupava mezza scrivania con dignità militare. Sul versante opposto, Apple con l’Apple II parlava un linguaggio diverso. Colori, semplicità apparente, un’idea di informatica più umana. Era il computer che ti faceva pensare: posso creare qualcosa. Poi arrivò il piu' popolare tra i primi pc al mondo: il Commodore 64 che non fu solo un computer, ma un fenomeno sociale di massa. Solo 64 KB di RAM che oggi non bastano per una e-mail ma allora erano tantissimi. Videogiochi, musica SID, programmazione in BASIC: tutto passava da lì, spesso su cassette che richiedevano più fede che pazienza. E quando sembrava che nulla potesse superarlo, entrò in scena l’Amiga 500. Grafica, multitasking, audio avanzato: un computer che sembrava arrivato dal futuro. Non a caso, molti sviluppatori ancora oggi ne parlano con un piacere. Nel frattempo, lo ZX Spectrum insegnava l’essenzialità. Pochi colori, tastiera in gomma, ma una scuola di logica impareggiabile. Chi ha scritto il codice lì sopra ha imparato una lezione fondamentale: ogni byte ha la sua importanza. Sul fronte professionale, l’MS-DOS regnava sovrano. Niente icone, niente finestre. Solo comandi, directory e un cursore lampeggiante che non giudicava, ma pretendeva precisione. Sbagliavi un carattere? Nessun problema: riprova, ma fallo meglio. E poi c’erano loro: i floppy disk da 5¼ e da 3½, fragili, lenti, fondamentali. Ogni etichetta scritta a penna era una dichiarazione d’intenti: qui dentro c’è qualcosa di importante. Questi computer non erano veloci, ma erano sinceri. Non promettevano miracoli, ma regalavano piccoli soddisfazioni. Ti insegnavano come funzionavano e non solo come usarli. Ed è forse questo il loro lascito più grande. Hanno creato una generazione di utenti che erano anche esploratori, tecnici, sperimentatori. Persone che sapevano cosa c’era dietro lo schermo, non solo davanti. Oggi viviamo in un’era di potenza smisurata e semplicità estrema. Ed è giusto così. Ma ogni tanto vale la pena ricordare quei primi PC, non con malinconia, bensì con gratitudine. Perché senza quei monitor ingombranti, quelle tastiere rumorose e quelle attese infinite… il presente non sarebbe così immediato. E il futuro non sarebbe così affascinante. Un pizzico di sorriso, dunque. E un silenzioso grazie a quei vecchi computer che, senza saperlo, ci hanno insegnato a pensare.
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Il nuovo video di Pasta Grannies: youtube.com/shorts/eUQZJJ-lNEo
@Cucina e ricette
(HASHTAG)
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Cosa fare per l’Iran, cosa bisognava fare per l’Iran
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/cosa-fa…
Mi è stato chiesto di suggerire in questo momento molto difficile per l’Iran e gli iraniani, cosa si potrebbe fare. Inizio con suggerire cosa non bisogna fare. Nel 1979, ai tempi della rivoluzione islamica guidato dal
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Dall’Europa 90 miliardi all’Ucraina. Vince la linea di Parigi
@Notizie dall'Italia e dal mondo
La Commissione europea ha approvato un pacchetto di aiuti all’Ucraina per un totale di 90 miliardi di euro per il biennio 2026‑2027, includendo una clausola che impone a Kyiv di privilegiare i fornitori europei nell’acquisto di armi e materiali militari. Vince dunque la linea francese del Buy European, secondo
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Il Tar annulla il limite dei 30 km/h sulle strade comunali di Bologna
@Politica interna, europea e internazionale
Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento “Città 30” con cui il Comune di Bologna, due anni fa, ha istituito il limite di velocità a 30 km/h sulla quasi totalità delle strade cittadine. Dopo un travagliato iter giudiziario, i giudici amministrativi hanno accolto
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Musei e valore collettivo
Da sempre ci hanno abituato a vivere i musei come luoghi di sola contemplazione: spazi silenziosi dove le opere vengono osservate a distanza, come reliquie intoccabili. Io credo che questa impostazione rischi di trasformare il patrimonio culturale in un oggetto morto, separato dalla vita reale e soprattutto dalle persone che lo vivono o lo vorrebbero vivere.
Forse è arrivato il momento di ribaltare questa prospettiva. I beni culturali non sono semplicemente una testimonianza del passato: possono diventare strumenti per leggere il mondo di oggi, per capire come siamo arrivati fin qui e quali possibilità abbiamo davanti. Una delle cose da fare è rimettere al centro la ricerca nei musei, e farla dialogare con altre discipline, dalla sociologia all’ecologia, dall’antropologia alle scienze politiche. Un museo che ricerca, sperimenta e si interroga è un museo vivo, capace di generare senso, non solo di conservazione, ma di generare valore.
C’è poi un aspetto che spesso passa in secondo piano: il patrimonio culturale in Italia non dovrebbe essere un lusso, né un privilegio per addettə ai lavori. La nostra Costituzione lo dice chiaramente: la Repubblica tutela e promuove il patrimonio storico e artistico della Nazione, e lo fa perché appartiene a tuttə. Non è un dettaglio. Significa che ogni cittadinə dovrebbe avere il diritto non solo di accedere ai beni culturali, ma anche di comprenderli, interpretarli e usarli per orientarsi nel presente.
Mi piace immaginare musei più aperti e connessi con la società in cui vivono, proprio per questo: restituire al patrimonio la sua funzione sociale. Non solo luoghi di conservazione, ma spazi di confronto e di partecipazione. Dove si costruisce comunità, e perché no, si affrontano temi scomodi e si sperimenta. Luoghi che non si limitano a esporre opere, ma che generano domande e dialogano direttamente con noi.
Altrimenti dobbiamo accontentarci di questa deriva da cimitero, musei come luoghi sacri con oggetti e opere da contemplare, senza che siano più in grado di dialogare con la nostra contemporaneità, allora sì che avremo dei musei vetrina prigionieri dei brand, invece che essere strumenti per la collettività con una funzione sociale.
Queste riflessioni me le hanno stimolate un po' l'articolo nel link e parecchio diverse puntante del podcast Le comari dell'arte.
@Cultura, Storia, Libri, Arte, Architettura, Scuola, Design, Fumetti e Bookwyrm
LINK ARTICOLO: finestresullarte.info/opinioni…
LINK PODCAST: antennapod.org/deeplink/subscr…
I musei sono ancora spazi indipendenti o stanno diventando vetrine private?
Tra sponsor, branding e pressioni economiche, i musei oggi rischiano di perdere la loro indipendenza e la loro funzione critica.www.finestresullarte.info
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Nicola P. reshared this.
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@Sir Aldo Canaveni
Questo tuo contributo aggiunge una dimensione molto importante. L’idea di ecosofia, già in generale mi sembra molto potente, se la applichiamo all'arte e al museo forse lo è altrettanto per capire quanto il museo non sia solo un luogo espositivo, ma uno spazio che potrebbe addirittura agire sulle forme di soggettività.
Se quello che il museo costruisce e espone diventa terapeutico, sarebbe in grado di permettere alle persone di ritrovare senso, immaginare possibilità e riorganizzarsi interiormente.
Mi colpisce molto anche l’idea di “societerapia”: il museo come luogo che crea legami, riconoscimento, comunità, che tra l'altro sono temi a cui tengo molto.
È una bella immagine che ribalta la prospettiva e restituisce ai musei la loro funzione più profonda.
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Defence-tech, 50 miliardi di investimenti privati nel 2025. Perché è importante
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il 2025 ha segnato un cambio di passo difficilmente trascurabile nel rapporto tra finanza e difesa. Nel 2025, le startup del defense tech – vale a dire tutti gli attori emergenti nel campo delle nuove tecnologie per uso militare – hanno registrato il miglior anno
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Musk presenta il conto a OpenAi: 109 miliardi di risarcimento
Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)
Prosegue la battaglia a suon di carte bollate tra l'uomo più ricco del mondo e la software house di Sam Altman. Ora Musk, che aveva investito in OpenAi 38 milioni, pretende centinaia di miliardi: una cifra da capogiro che potrebbe mettere
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Il futuro della flotta Usa passa (anche) dai droni. I piani del Pentagono
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Dopo anni di test e sperimentazioni, la US Navy ha finalmente deciso di mettere ufficialmente in servizio due modelli dei suoi Unmanned Surface Vessels (Usv), definizione ufficiale impiegata per indicare i droni marini di superficie. Durante la conferenza della Surface Navy
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Fanno pressioni e ci riusciranno in GB, che, da sola, non può resistere alla pressione economica dei gangster (eh la Brexit...)
Ecco cosa accadrebbe agli europei senza la UE.
Basta guardare l'aspettativa di vita dell' americano medio, che già era inferiore alla nostra, figuriamoci adesso dove precipiterà.
Tutto nel nome del profitto di qualche miliardario.
Il capolavoro dei ricchi è stato far credere ai gonzi che il problema sono gli immigrati.
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Sla: serve uniformità di assistenza. La battaglia di Francesco è anche la mia
Testo di Sabrina Di Giulio, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni e persona malata di SLA
La battaglia vinta da Francesco Menotti, persona malata di SLA che vive nelle Marche, è una notizia che dà speranza non solo a lui, ma a tutte le persone con SLA e alle loro famiglie. Dopo anni di richieste, scontri e promesse mancate, Francesco è riuscito a ottenere, nel proprio ambito territoriale sanitario, un risultato storico: il riconoscimento di un’assistenza domiciliare adeguata e personalizzata in base allo stadio della malattia, estesa a tutte le persone con SLA residenti nei Comuni dell’ambito.
Francesco ha lottato per ottenere un’assistenza adeguata, che non deve essere né una concessione né un privilegio ed è riuscito ad affermare un principio che dovrebbe valere ovunque in Italia. Ma, purtroppo, non è così.
Sono una persona malata di SLA da molti anni e so cosa significa dipendere, ogni giorno e ogni notte, da un’assistenza continua per vivere con dignità. So anche cosa significa essere “fortunati” o “sfortunati” a seconda del luogo in cui si vive. Per questo il risultato ottenuto da Francesco rappresenta un modello di buona sanità che deve essere esteso.
Mi associo alla battaglia di Francesco, che è anche la mia battaglia: garantire a tutte le persone con SLA, ovunque vivano, un’assistenza adeguata e personalizzata in base allo stadio della malattia, nel rispetto del diritto alla salute.
Come Associazione Luca Coscioni continueremo a sostenere questa battaglia di civiltà, perché il diritto a vivere con dignità non può essere evocato a parole o ridotto a retorica politica, ma deve tradursi in strumenti concreti di assistenza, ogni giorno e ovunque, garantiti dalle istituzioni.
L'articolo Sla: serve uniformità di assistenza. La battaglia di Francesco è anche la mia proviene da Associazione Luca Coscioni.
Andre123 🐧
in reply to L' Alchimista Digitale • • •Commodore 64 e Amiga 500....ero ragazzino, bei tempi. Solo con Linux, anni dopo, ho ritrovato lo stesso piacere nell'usare un pc. E mi son domandato perchè qualche volta. A parte il fatto che MS ti spia, che ti "costringe" a far le cose come dice lei e basta....
C'è anche il fatto, per me non di poco conto, che Linux è in grado di ridare dignità anche a computer più vecchiotti, che tornano a vivere, a esser utili. E ti obbliga ad imparare qualcosa. Certo anche Linux oggi è "facile", persino Arch se prendi la distro "giusta" è facile da usare. MA se hai voglia di imparare qualcosa puoi farlo. E con molta libertà.
Credo che i cosiddetti "nativi digitali" non siano più fortunati di chi ha vissuto quegli anni....ma in un certo senso meno fortunati. Molte cose, salvo chi deciderà di studiare informatica, o magari ha dietro famiglie che provano a educarli alla curiosità ed al sapere, non le impareranno.
Peccato.
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