[2026-02-14] Campagna di primavera per difendere la città pubblica, per difendere Casale Garibaldi. @ Casale Garibaldi autogestito
Campagna di primavera per difendere la città pubblica, per difendere Casale Garibaldi.
Casale Garibaldi autogestito - Via Romolo Balzani, 87, Roma
(sabato, 14 febbraio 21:00)
SABATO 14 FEBBRAIO, ospiteremo il primo di un ciclo di eventi artistici e musicali a sostegno delle spese legali relative al ricorso al TAR (a breve attiveremo anche un progetto dedicato di crowdfunding). La serata sosterrà anche la campagna 100X100 GAZA Dalle 21, CHIX e BURNOUT in concerto (punk-rock, post punk, r'n'r heart).
/// qui per continuare a sottoscrivere l'appello: form.jotform.com/2601318350680…
[2026-02-28] Ipnocongiura @ Residenza privata, Verona (Borgo Trento)
Ipnocongiura
Residenza privata, Verona (Borgo Trento) - Residenza privata, Verona (Borgo Trento)
(sabato, 28 febbraio 18:00)
Michele Anelli (micronoise concreto, Torino)
Chornaya Izba (modular set, Mosca/Verona)
Sam Dauncey (video, Londra)
Euypnos (field recording, Brescia)
Giulia Ginkgo (apparizione a video, Verona)
Vampil Markizov (musica ornamentale, Ulan-Ude/Verona)
Palosanto (performance, Verona)
—:- -:—
Con il patrocinio del Ministero dell’Ornamento
Maggiori informazioni a breve
[2026-02-19] Portuali @ Candelo - Cinema Verdi
Portuali
Candelo - Cinema Verdi - Via M. Pozzo 2, Candelo
(giovedì, 19 febbraio 21:00)
Hope club presenta Portuali di Perla Sardella
Uno spaccato sulla lotta politica del C.A.L.P., Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova, tra il 2019 e il 2023. Gli scioperi contro la “nave delle armi” e la ricerca di un sindacato più attento alle istanze del presente. La sicurezza sul posto di lavoro, l’antimilitarismo, il dialogo con gli altri portuali del Mediterraneo. Il sogno di dare forma a un mondo diverso, e il prezzo che comporta.
6€
È disponibile il nuovo numero della newsletter del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Ministero dell'Istruzione
#NotiziePerLaScuola È disponibile il nuovo numero della newsletter del Ministero dell’Istruzione e del Merito.Telegram
Verhaltensscanner in Mannheim: Keine Straftaten, aber Kamera-Überwachung
Portogallo: la presidenza ai socialisti, ma l’estrema destra cresce
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Grazie al sostegno di parte del centrodestra il candidato socialista prevale nettamente su quello dell'estrema destra, che però anche in Portogallo consolida la sua forza
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Linux Kernel 6.19 è stato rilasciato: tutte le novità della nuova versione
linuxeasy.org/linux-kernel-6-1…
Linux Kernel 6.19 introduce supporto per PCIe Link Encryption, AMD SDCI, miglioramenti per GPU AMD e Intel, nuove funzionalità UML e un nuovo system call per gestire i
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[2026-02-15] Manifestazione contro DDL stupri @ Piazza VIII Agosto
Manifestazione contro DDL stupri
Piazza VIII Agosto - Irnerio, Santo Stefano, Bologna, Emilia-Romagna, 40100, Italia
(domenica, 15 febbraio 15:00)
direcontrolaviolenza.it/ddl-st…
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[2026-02-11] Proiezione "Disunited Nations" @ Cinema King
Proiezione "Disunited Nations"
Cinema King - via Antonio De Curtis 14 Catania
(mercoledì, 11 febbraio 21:00)
"Disunited Nations" Di Christophe Cotteret, con Francesca Albanese, Francia, Belgio, 2025, 80'
Nel marzo 2024, Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi Occupati, ha denunciato un genocidio a Gaza. Seguendo i suoi passi tra missioni, incontri istituzionali e pressioni politiche, questo documentario ci porta nel cuore della crisi delle Nazioni Unite, messa di fronte alla propria incapacità di impedire il massacro dei civili. Attraverso interviste, materiali d’archivio e il dietro le quinte del lavoro diplomatico, il film racconta il difficile equilibrio tra diritto internazionale, informazione e potere, mostrando come l’ONU e la comunità globale appaiano sempre più divise di fronte al conflitto. Le Nazioni Unite nacquero nel periodo in cui, nel 1947, venne deciso il Piano di Partizione della Palestina. Oggi la questione palestinese è la prova decisiva: l’Organizzazione saprà reggere, o ne uscirà irreversibilmente indebolita?
PROIEZIONI SIMULTANEE IN 100 SALE con unico Q&A in diretta streaming con Francesca ALBANESE e Cecilia STRADA, per rilanciare un messaggio comune: “STOP ALLE BOMBE SUI CIVILI”
Modera Giulia ZACCARIELLO (Il Fatto Quotidiano)
Negli ultimi eventi internazionali torna una domanda chiave: quanto vale davvero il diritto internazionale quando a pagare sono i civili? Questo appuntamento è un’occasione per esserci insieme, confrontarci sul futuro e capire cosa possiamo ottenere unendo le nostre voci.
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Il 64% delle applicazioni web accede a dati sensibili senza autorizzazione
@Informatica (Italy e non Italy)
Lo sostiene una ricerca pubblicata dall’azienda di cyber security Reflectiz che, riconoscendo nell’accesso non autorizzato a dati sensibili una tendenza strutturale, evidenzia un deficit delle applicazioni web
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Informatica (Italy e non Italy) reshared this.
Ministero dell'Istruzione
#NoiSiamoLeScuole questa settimana è dedicato agli interventi di edilizia scolastica #PNRR a Ferrara: la Primaria “Manzoni” e le mense delle scuole delle frazioni di San Martino e di Fondoreno, realizzate per il benessere, la socialità e la crescita …Telegram
A New and Strangely Strong Kind of Plastic
As anyone who extrudes plastic noodles knows, the glass transition temperature of a material is a bit misleading; polymers gradually transition between a glass and a liquid across a range of temperatures, and calling any particular point in that range the glass transition temperature is a bit arbitrary. As a general rule, the shorter the glass transition range is, the weaker it is in the glassy state, and vice-versa. A surprising demonstration of this is provided by compleximers, a class of polymers recently discovered by researchers from Wageningen University, and the first organic polymers known to form strong ionic glasses (open-access article).
When a material transforms from a glass — a hard, non-ordered solid — to a liquid, it goes through various relaxation processes. Alpha relaxations are molecular rearrangements, and are the main relaxation process involved in melting. The progress of alpha relaxation can be described by the Kohlrausch-Williams-Watts equation, which can be exponential or non-exponential. The closer the formula for a given material is to being exponential, the more uniformly its molecules relax, which leads to a gradual glass transition and a strong glass. In this case, however, the ionic compleximers were highly non-exponential, but nevertheless had long transition ranges and formed strong glasses.
The compleximers themselves are based on acrylate and methacrylate backbones modified with ionic groups. To prevent water from infiltrating the structure and altering its properties, it was also modified with hydrophobic groups. The final glass was solvent-resistant and easy to process, with a glass transition range of more than 60 °C, but was still strong at room temperature. As the researchers demonstrated, it can be softened with a hot air gun and reshaped, after which it cools into a hard, non-malleable solid.
The authors note that these are the first known organic molecules to form strong glasses stabilized by ionic interactions, and it’s still not clear what uses there may be for such materials, though they hope that compleximers could be used to make more easily-repairable objects. The interesting glass-transition process of compleximers makes us wonder whether their material aging may be reversible.
Traur: il tool che analizza i pacchetti AUR alla ricerca di rischi nascosti
linuxeasy.org/traur-il-tool-ch…
Traur è un nuovo tool scritto in Rust che analizza i pacchetti AUR alla ricerca di rischi nascosti, segnali sospetti e problemi di sicurezza prima dell’installazione.
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freezonemagazine.com/articoli/…
Roberto Formignani si avvicina al blues in giovanissima età, affascinato da un mondo sonoro scoperto tra i dischi jazz del padre e quelli rock del fratello maggiore. Giovanissimo acquista la sua prima chitarra e trascorre interi pomeriggi a studiare lo strumento, tentando di riprodurre i suoni che escono dal giradischi accanto a lui. L’incontro con […]
L'articolo Roberto Formignani – 202 proviene
Roberto
Pendulum Powered Battery
While the average person would use a standard charger to top off their phone, [Tom Stanton] is no average man. Instead, he put mind to matter with an entire pendulum battery system.
Using the inductive effects of magnets on copper coils, [Tom] found the ability to power small components. With that in mind, the only path was forward with a much larger pendulum. A simple diode rectifier and capacitors allow for a smoother voltage output. The scale of the device is still too small to power anything insane, even the phone charging test is difficult. One thing the device can do is juice up the electromagnetic launcher he put together a couple years back to hurl an RC plane into the air.
The useful applications of pendulum power storage might not be found in nationwide infrastructure, but the application on this scale is certainly a fun demonstration. [Tom] has a particular fascination with similar projects where practical application comes second to novelty. For a perfect example of this, check out his work with air powered planes!
youtube.com/embed/uqmT1GzRXWI?…
Nudge. La spinta gentile
Questa nuova edizione ampliata e definitiva, almeno nelle intenzioni dei due AA. – l’economista Richard H. Thaler, docente alla Graduate School of Business dell’Università di Chicago e Premio Nobel per l’Economia nel 2017, e il giurista Cass R. Sunstein, docente alla Law School dell’Università di Harvard –, si propone di mostrare come fare nella vita quotidiana «le scelte giuste», utilizzando anche la componente irrazionale. E come le scelte risultino favorite da una spinta gentile, il «pungolo», nell’accezione dei due AA.
Fare scelte, prendere decisioni è, infatti, un aspetto ricorrente e cruciale della nostra vita quotidiana, nei campi della salute, dei soldi, della felicità complessiva, sia per i singoli individui, sia per le aziende, sia per i governi.
Con queste premesse, accingendosi alla lettura, il lettore potrebbe pensare di dover affrontare un percorso impegnativo e faticoso, e probabilmente riservato a un numero ristretto di «addetti ai lavori». In realtà, lo stile agile e decisamente colloquiale utilizzato da Thaler e Sunstein, pur non intaccando minimamente la sostanza e il valore scientifico delle considerazioni addotte, ne rende la fruizione decisamente piacevole e di facile comprensione.
Il libro prende dunque per mano il lettore, soffermandosi sugli elementi principali che intervengono nelle scelte. Nelle prime due parti vengono passati in rassegna, con il supporto di esemplificazioni pratiche, gli aspetti psicologici e comportamentali degli individui, così come gli strumenti presenti in quella che gli AA. definiscono «l’architettura delle scelte». Seguono, nella terza parte, le pagine dedicate al denaro e alle sue implicazioni nella vita quotidiana, anche nelle interlocuzioni con le istituzioni finanziarie e con i decisori pubblici. Nella quarta parte, il focus analitico si sposta su due punti cruciali della socializzazione dell’individuo, toccando gli aspetti legati all’assistenza e alla sanità, nonché all’impatto dei fattori climatici e relativi cambiamenti del nostro Pianeta.
Non manca, infine, lo spazio dedicato ad approfondire i pungoli, la loro natura e i loro limiti. Preludio indispensabile per sottolineare, nelle considerazioni conclusive, la centralità del ruolo degli strumenti delle scienze comportamentali, applicati ai più gravi problemi esistenti. Da qui la diffusione dell’idea di incorporarli nelle politiche pubbliche e nelle pratiche manageriali, che ne potranno trarre un reale vantaggio in termini di efficacia realizzativa.
Il libro vuole quindi rappresentare un contributo concreto per orientare le opzioni delle aziende, e anche dei decisori pubblici, nel segno di scelte facili e di effettivo beneficio per i cittadini, seguendo un’impostazione ideologica di rivalutazione del paternalismo libertario. Un’impostazione, quest’ultima, dall’apparenza semantica sgradevole, ma con caratteristiche di manifestarsi in forma «relativamente tenue, indulgente e poco invadente» (p. 19), non risultando orientata a bloccare o a rendere eccessivamente onerose le scelte. Il salto di qualità, prefigurato e propugnato da Thaler e Sunstein, si sostanzia, in definitiva, nel ruolo attivo dei decisori privati e pubblici «nello spingere gli individui in una direzione che possa migliorare le loro condizioni di vita, pungolandoli» (ivi).
The post Nudge. La spinta gentile first appeared on La Civiltà Cattolica.
FireDocs: il visualizzatore PDF minimalista che punta su velocità e pulizia
linuxeasy.org/firedocs-il-visu…
FireDocs è un visualizzatore PDF minimalista basato su Electron e pdf.js, progettato per offrire una lettura pulita, veloce e senza distrazioni L'articolo FireDocs: il
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why would the government lie???
#conspiracy #2026 #epsteinfiles #epstein #politics #trump #meme #funny #lmao #lol
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first time google's ever been honest...
piefed.social/c/TheShitpostOff…
First time google's ever been honest
Federated, open‑source, ad‑free, and fully under your control. Build or join a community that reflects your values with no corporate overlords. This instance is run by the founder of PieFed. [Mobile apps for PieFed](https://piefed.piefed.social
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Kodak MC3: Everything But a Phone In 2001
One of the constants in consumer electronics is that designers will try to put as many features into a single device as possible, whether it’s a Walkman with a radio tuner or a new class of devices that crams a photo and video camera in the same enclosure as a music player. At the time that the Kodak MC3 was released this made it a rather unique device, with it in hindsight being basically a smartphone without the phone, as [Tech Tangents] aptly notes in his recent video on the device.
Six years before Apple’s iPhone would be announced, and eight years before the first iPod with a video camera, the Kodak MC3 was in many respects bleeding edge technology targeted straight at tech enthusiasts. For less than $300 you got VGA-quality images, CompactFlash storage, and MP3 playback capability. The videos it produced were 320×240 resolution, h.263 encoded MOVs with a maximum length of 4 seconds at 20 FPS, or 4 minutes with a 64 MB CF card.
The unit that [Tech Tangents] got used came with a 128 MB CF card, but couldn’t use a 2 GB CF card, which is a shame. The screen on it got a lot of flak for not not having a backlight, but this was common for the era, as were the poor viewing angles. Ditto for the poor video quality, as anyone who invested in consumer digital cameras in the early 2000s can attest to. In that respect this Kodak device was probably a bit too ambitious with its features for the era, maybe to compensate for it completely missing the boat on the rise of digital camera technology around the time.
youtube.com/embed/dq2KLhKRH6Q?…
Arresti durante le proteste nel Rojava: torture, minacce, firma forzata di false dichiarazioni
La deputato del partito DEM Newroz Uysal Aslan ha dichiarato che i detenuti per aver partecipato alle proteste del Rojava sono stati torturati, che gli agenti di polizia che li hanno torturati erano presenti durante gli interrogatori dei giovani, che sono stati costretti a firmare false dichiarazioni e che sono stati minacciati di arresto per le loro famiglie.
Newroz Uysal Aslan e Mehmet Zeki İrmez, parlamentari del Partito per l’uguaglianza e la democrazia del popolo (Partito DEM), hanno rilasciato una dichiarazione dopo aver fatto visita ai giovani detenuti e arrestati per aver partecipato alle proteste contro gli attacchi al Rojava. Intervenendo dopo la visita al carcere di tipo T di Şırnak, Newroz Uysal Aslan ha dichiarato: “Decine di detenzioni e arresti sono stati effettuati in Kurdistan e Turchia in relazione alle proteste del Rojava. Şırnak è stato uno dei luoghi in cui si sono verificati il maggior numero di arresti e illeciti. Oggi abbiamo incontrato 23 detenuti. 12 bambini tra gli arrestati sono stati esiliati a Hatay, separati dalle loro famiglie. La tortura è iniziata fin dal primo momento delle perquisizioni domiciliari. Sia in casa che in seguito, i detenuti e le loro famiglie sono stati sottoposti a tortura. Oltre agli insulti verbali, i detenuti sono stati sottoposti a minacce. Questo è continuato non solo durante le perquisizioni domiciliari, ma anche presso la stazione di polizia”.
Newroz Uysal Aslan, riferendosi alle torture a cui sono stati sottoposti alcuni dei giovani detenuti durante la custodia della polizia, ha dichiarato: “I giovani sono stati minacciati da alcuni agenti di polizia che hanno detto: ‘Giurerete fedeltà alla Repubblica di Turchia. Cosa vi credete di essere? Se non dite quello che vogliamo, se non firmate questo documento (una dichiarazione contenente false dichiarazioni), prenderemo tutta la vostra famiglia. Lamentatevi con chi volete, non mi succederà nulla, succederà a voi’. Uno dei giovani, a cui ci si rivolgeva come commissario, ne ha trascinato con la forza uno per i capelli in una stanza, lo ha gettato a terra, gli ha legato le mani con una corda, lo ha insultato e lo ha minacciato dicendo: ‘Vedrete vostro padre e vostra madre qui. Non insistete oltre, farete quello che vi diciamo'”.
Newroz Uysal Aslan, affermando che ai giovani detenuti non sono stati consegnati referti medici che documentassero le ferite, ha dichiarato: “I detenuti sono stati costretti a essere visitati in un luogo situato all’interno di un’area militare. Non sono stati registrati episodi di aggressione. Le denunce non sono state incluse nel rapporto della polizia. Gli agenti di polizia che hanno torturato sono stati inclusi nelle dichiarazioni della polizia. Stanno cercando di rendere sistematica la tortura. Né difendere il Rojava né schierarsi a favore del Rojava è un crimine. Tutti coloro che sono stati arrestati dovrebbero essere rilasciati immediatamente”.
L'articolo Arresti durante le proteste nel Rojava: torture, minacce, firma forzata di false dichiarazioni proviene da Retekurdistan.it.
Hackaday Links: February 8, 2026
We start this week with a bit of a good news/bad news situation. On February 6th, the Relativistic Heavy Ion Collider (RHIC) was shut down after 25 years of operation. Located at Brookhaven National Laboratory in Upton, New York, the RHIC was the only operating particle collider in the United States, and along with the Large Hadron Collider (LHC), was one of only two heavy-ion colliders in existence.
So that’s the bad news. The good news is that the RHIC is going dark so that the Electron-Ion Collider (EIC) can take its place. Planned for activation in the mid-2030s, the EIC will occupy the same tunnel as the RHIC and reuse much of the same hardware. As the name implies, it will be used to collide electrons.
Switching gears (no pun intended) to the world of self-driving cars, Waymo’s chief safety officer, Dr. Mauricio Peña, made a surprising admission this week during a U.S. Senate hearing. When asked what his company’s vehicles do when they are presented with a situation that their on-board systems can’t resolve, Dr. Peña explained that they would contact a human “remote assistance operator.” He further clarified that these individuals, located both in the US and the Philippines, don’t literally drive the car remotely. Still, Senator Ed Markey of Massachusetts questioned not only the company’s transparency on the issue of remote assistance, but the idea that individuals overseas could be making decisions on how vehicles should operate on US roadways.
While on the subject of a hyped-up technology that hasn’t quite delivered, CNN posed an interesting question — in an article titled “No, but seriously: What’s going on with bitcoin?“, David Goldman pointed out that the cryptocurrency recently dropped below $63,000 USD for the first time in over a year and a half (as of today, it has rebounded slightly to just under $71,000). He goes on to explain that global uncertainty and rapidly improving AI technology are partly to blame, although we’re honestly not quite sure how that second one works. But more importantly, he theorizes that the market is returning to where it was before the 2024 presidential election. Then candidate Trump embraced the digital currency and promised to remove restrictions he claimed were holding it back. This naturally caused a bump in Bitcoin value after he won the White House, but as those changes have yet to materialize, the excitement is apparently wearing off.
In software news, the remaining Windows users who still haven’t been beaten into submission by Microsoft will have another feature taken away from them; as of February, the operating system’s integrated 3D Viewer is officially being deprecated. The tool allows users to inspect various types of 3D files, including STLs, and was added to Windows back when Microsoft was convinced “mixed reality” was going to be a thing. Anyone who has 3D Viewer installed will still be able to use it, but it will no longer be available for download officially from Microsoft. On the bright side, the web-based alternative that Microsoft recommends seems pretty slick.
Those holding out hope for life on the Red Planet will be excited to read the recent report from NASA which claims that the organic compounds discovered on Mars by the Curiosity rover can’t be fully explained by non-biological processes. In other words, while there are geological processes that could have produced some of the molecules detected, and some could have been deposited on the planet by meteorites, none of the possibilities studied could account for them all. The researchers caution that this doesn’t mean there is current or active life on the Martian surface, however, as we still don’t fully understand the timescales required to break these molecules down. Curiosity might have sniffed out the signs of life, but that life could still have died off billions of years ago.
On the subject of space, a recent post about the number of satellites in low-Earth orbit by mathematician John Cook got some debate going. He runs the numbers and argues that given the current number of LEO satellites (~12,500), and the area of space that they operate in, each bird has roughly 100,000,000 km³ to itself. Not exactly the close quarters flying that we’ve been hearing so much about recently with the proliferation of satellite constellations such as SpaceX’s Starlink. That said, others were quick to point out that his math only really works out if all the satellites were evenly distributed, which is obviously not the case in the real world. So while his estimate is probably a bit too generous, it still helps put into context just how mind-bogglingly big space actually is.
Finally, for those who would prefer to scroll endlessly through something a bit more intellectually stimulating than social media, check out Xikipedia. This open source project takes the content from the Simple English Wikipedia and turns it into a never ending feed that you can browse, complete with an algorithm that will suggest articles to you based on your personal interests. What do you call the opposite of doomscrolling — maybe knowledgescrolling?
See something interesting that you think would be a good fit for our weekly Links column? Drop us a line, we’ve love to hear about it.
Tasto Canc non funziona in Chrome o VS Code su Linux? Ecco la soluzione
linuxeasy.org/tasto-canc-non-f…
Il tasto Canc non funziona in Chrome o VS Code su Linux? Scopri come risolvere il bug su Wayland forzando l'uso di X11 con una semplice flag di comando. L'articolo Tasto Canc non
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- YouTube
Profitez des vidéos et de la musique que vous aimez, mettez en ligne des contenus originaux, et partagez-les avec vos amis, vos proches et le monde entier.www.youtube.com
Il nuovo video di Pasta Grannies: youtube.com/shorts/xT67MH7cjNU
@Cucina e ricette
(HASHTAG)
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Tecnocapitalismo USA: controllare gli utenti o smontare le premesse giuridiche degli oligopoli? Il post della prof.ssa Federica Capelluti su X
Alla domanda “come affronterebbe il controllo pervasivo del tecnocapitalismo statunitense?” si può provare a rispondere chiedendosi se sia più utile, per affrontare il problema, controllare gli utenti oppure lavorare sulle leve economico-giuridiche che hanno permesso la nascita e il consolidamento degli oligopoli tecnologici.
Qui alcuni appunti su indizi della natura pretestuosa di certi slogan ricorrenti, addotti per giustificare il controllo, e su possibili leve concrete da costruire o da azionare perché, anche quando esistono, restano sistematicamente eluse.
1) Sui pretesti.
Primo indizio: la prima tutela dei minori dovrebbe essere a scuola
La tutela dei minori è un obiettivo legittimo, ma rischia di venir usato come passepartout per l'identificazione e il controllo generalizzato dell’accesso alla rete e delle comunicazioni private, vd. iniziative come la verifica dell'età e Chat Control 2.0.
La Commissione UE ha pubblicato un modello per la verifica dell’età che, sulla carta, prova a essere rispettoso della privacy dell’utente verso la piattaforma o la app finale [ec.europa.eu/commission/pressc… ma in ogni caso introduce un meccanismo di controllo in accesso. Il modello è costruito sulle stesse specifiche del portafoglio europeo di identità digitale (digital ID wallet / EUDI Wallet) e pensato per integrarsi con esso. Non è difficile intravedere almeno un rischio di slittamento d’uso: ciò che nasce per una categoria di contenuti può diventare infrastruttura di accesso e quindi di sorveglianza [edri.org/our-work/showing-your… e di conseguenza anche di chilling effect, cioè di incentivo all’autocensura e persuasione a non utilizzare spazi digitali perfettamente leciti.
Se davvero l’interesse primario fosse sui minori, si sarebbe dovuto partire dalla scuola. In primo luogo, si sarebbe dovuto evitare di normalizzare ecosistemi proprietari nella scuola (e nell'università). Invece è stato fatto l’opposto: durante e dopo la pandemia, con la DAD, la dipendenza da piattaforme private #GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft) si è consolidata enormemente [altreconomia.it/la-scuola-ital…
La piattaformizzazione (platformisation) dell’educazione è stata presentata e introdotta come una innovazione “neutrale”, come semplice “uso di strumenti digitali”, ma nella realtà è una trasformazione profonda che implica una riorganizzazione della scuola (e del senso della scuola) attorno alla piattaforma stessa. Non è solo una questione tecnica-economica ma ha a che fare con i fini dell’educazione, l’autonomia dell’istituzione, e la forma mentis che coltiviamo negli studenti stessi. Si tratta di una trasformazione che espone la scuola a “una riduzione in chiave utilitaristica” [testoesenso.it/index.php/testo… Inoltre, anche dal punto di vista dell'interesse economico pubblico questa scelta è controproducente perché induce trasferimento di ricchezza della collettività (attraverso la spesa pubblica) ad attori privati extra-nazionali, rinforzando il lock-in tecnologico. Una ricchezza che invece potrebbe alimentare la creazione di infrastrutture e servizi pubblici in un ciclo economico positivo, di sviluppo, per la collettività stessa.
Ovviamente esistono alternative, abilitate dal software libero, da standard aperti e interoperabili e da infrastrutture pubbliche, ma le proposte in tal senso rimangono sostanzialmente inascoltate. Qui un’iniziativa recente ma utile a ricordare che la normativa italiana è già orientata a privilegiare soluzioni non proprietarie, ma raramente viene applicata [softwarelibero.it/sites/defaul…
Perciò, quando si parla di “tutela dei minori” e al contempo li si immerge fin dalla scuola in un ambiente digitale strutturalmente tossico (per es., a rischio estrazione dati e profilazione, a rischio dipendenza tecnologica, per non parlare dei rischi relativi alla qualità e alla natura dell'appredimento) [Vd. come esempio concreto: noyb.eu/it/noyb-win-microsoft-… le priorità andrebbero riviste. Infine, tutto il discorso relativo alla necessità di verifica dell'età ignora le possibilità offerte dagli strumenti di parental control che possono essere utilizzati dalle famiglie. Si dovrebbe lavorare a rendere questi strumenti più incisivi e facili da utilizzare.
Secondo indizio: istituzionalmente è più “comodo” negoziare con pochi attori
Un elemento più antipatico forse da accettare ma reale deriva dal constatare come, dal punto di vista delle istituzioni UE, un ecosistema pienamente plurale e decentralizzato (cosa tecnicamente possibile) sia molto più difficile da gestire. La storia recente (per es. nel periodo pandemico) ci dimostra che la CE preferisce interagire, anche attraverso canali informali [vd. judiciary.house.gov/sites/evo-… con un numero ristretto di piattaforme proprietarie per regolare il discorso pubblico. Esiste cioè un incentivo strutturale in tema di “social” a preferire oligopoli digitali perché abilitano scorciatoie politicamente molto appetibili per la moderazione dei contenuti.
Terzo indizio: “take back control” europeo, ma di cosa?
Suona bene “take back control”, ma è retorico se a monte non si affrontano alcuni nodi strutturali. Primo, la dipendenza extra-UE lungo tutta la filiera digitale (software, cloud, cybersicurezza, hardware). Uno studio del Parlamento europeo 2025 la mappa in modo esplicito le dipendenze europarl.europa.eu/thinktank/e…
Secondo, gli effetti extraterritoriali delle infrastrutture globali. Qui [roars.it/chi-ha-paura-della-li… ho fatto due esempi, riferendomi al caso di Francesca Albanese e a quello della Corte Penale Internazionale, per mostrare come la sovranità, anche a livello giurisdizionale, possa essere “bucata” grazie alla natura globale/transnazionale dei sistemi e servizi bancari e digitali.
In sintesi, aggiungere “regole” per l’accesso a internet e ai social non scalfisce minimamente le piattaforme oligopoliste. Le regole sono semmai rivolte contro gli utenti, di certo non contro le Big Tech.
2) Sulle leve concrete
Innanzitutto, gli oligopoli non sono un accidente della natura: sono il frutto di scelte normative e politico-economiche (e culturali) che hanno costruito recinti da cui è molto difficile uscire.
Per questo la soluzione non dovrebbe essere cercare di contrapporre a questi “giganti” altri giganti “nostrani” ma smontare le premesse giuridiche su cui si è potuta consolidare la la loro natura oligopolista. È questa natura oligopolista o accentrata (anche statale o unionale) delle tecnologie ad essere di per sé un pericolo per la democrazia, a prescindere da chi le controlla.
La leva tecnico-giuridica: il diritto (o divieto) di aggirare i recinti tecnologici
La leva tecnico-giuridica è quella che negli USA con il DMCA (Digital Millennium Copyright Act) e in Europa con direttive affini sul copyright digitale rende difficilissimo se non rischioso (per il consumatore) se non addirittura proprio illegale aggirare quelle che sono vere e proprie limitazioni d’uso dei propri dispositivi o accesso ai propri dati. Vd. per fare un esempio le ricadute sul tema della riparazione [repair.eu/resources/policy-bri…
Allargo volutamente il discorso ai dispositivi perché, mentre l’UE sta ponendo grande attenzione ai “social”, abbiamo un duopolio Apple/Google a governare il mercato degli smartphone, strumenti che stanno diventando l’interfaccia primaria della vita sociale, economica e politica. @demartin ha scritto un libro proprio su questo, dove mostra come, rispetto al vecchio PC, lo smartphone comprime libertà basilari (installare liberamente, cambiare sistema operativo, manipolare davvero il dispositivo, avere più di un profilo utente per dispositivo – tanto per riallacciarsi al tema della tutela dei minori). Fino ad arrivare al paradosso che siamo noi ad essere posseduti dal dispositivo più che il contrario. [addeditore.it/prodotto/juan-ca… nexa.polito.it/wp-content/uplo…
Le stesse problematiche riguardano un’infinità di oggetti di uso comune e di lavoro il cui controllo viene sempre più esternalizzato dall’utente grazie all’elettronica, al firmware e al governo su cloud. Il che ha anche tutta una serie di ovvie e non positive conseguenze sulla tanto declamata sicurezza, ma il fatto rimane in secondo piano.
Insomma, “riprendere controllo” sul serio vorrebbe dire prima di tutto rimuovere i blocchi giuridici e tecnici che impediscono all’utente di possedere davvero i “suoi” dispositivi e i “suoi” dati. Solo così potrebbe crearsi un mercato plurale e decentralizzato di imprese tecnologiche e comunità che creano servizi e strumenti indipendenti. Cory Doctorow ha presentato una strategia di questo tipo nel caso del Canada, ma è un’analisi che si adatta anche all’UE; è molto interessante e il titolo è significante: “Disenshittification Nation”: [pluralistic.net/2026/01/29/pos…
3) Cose fattibili da adesso (con volontà politica) per contrastare la pervasività delle Big Tech
Sul lato delle piattaforme, qualcosa di realistico e incisivo si potrebbe fare da subito, con volontà politica, a partire da scuola/università e P.A., come primo terreno di decolonizzazione dalle #GAFAM.
In secondo luogo, andrebbero azionati requisiti democratici minimi su tutte le piattaforme online, e tanto più sulle very large.
Requisito minimo #1: per tutte le piattaforme, algoritmi open source realmente ispezionabili/verificabili, perché oggi determinano visibilità, priorità, la formazione delle varie echo-chamber e conseguente polarizzazione degli utenti. Conoscerli e poterli verificare è molto istruttivo, quantomeno, e culturalmente e politicamente importante.
Requisito minimo #2 (il più importante): algoritmi di moderazione “neutrali” salvo la rimozione di contenuti illegali (filiera che peraltro dovrebbe essere sotto il controllo della polizia postale e delle apposite agenzie statali). Per il resto: pluralismo e controllo da parte dell’utente, non “verità d’autorità”.
Infine: alternative concrete alle grandi piattaforme social esistono già. Un esempio di “sistema decentralizzato e plurale” che conosco come utente è Mastodon (Fediverso): software libero, federato, basato su protocollo ActivityPub: abilita un pluralismo reale perché si basa su molteplici istanze/moderazioni e non su un centro unico. Proprio perché pluralista, la moderazione è locale e più frammentata; la scoperta di contenuti richiede maggiore iniziativa da parte dell’utente, la governance è senz’altro più faticosa perché è a carico degli utenti che creano e mantengono le istanze. È il prezzo di non avere un sovrano. Sobbarcarselo, probabilmente, richiede anche un cambiamento culturale.
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Il Mercatino del Fediverso 💵♻️ reshared this.
Pucci è un comico con una comicità vecchia, non è certo un innovatore ma neanche un repubblichino scongelato.
La sceneggiata che sta andando in onda in questi giorni rappresenta bene il livello della politica italiana.
Da una parte una destra a corto di idee che passa da un provvedimento populista all'altro nel tentativo di mantenere la posizione, nel ventre dell'elettorato italiano.
Dall'altra parte una """""" sinistra """""" (ho dovuto mettere molte virgolette perché due non mi sembravano sufficienti) altrettanto a corto di idee, moralmente in letargo, che ogni tanto si sveglia e non sapendo cosa dire si mette a strillare "fascisti!" come Peppone al Senato ("Don Camillo monsignore ma non troppo").
In mezzo, un paese che ha la destra e la """"""sinistra"""""" che si merita.
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Perché Nvidia, Tsmc e Samsung guidano l’era dell’IA (mentre Apple perde terreno)
Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy)
L’intelligenza artificiale sembra software, ma dipende da fabbriche, materiali ed energia, spostando il potere verso Nvidia, TSMC, Samsung e SK hynix e riducendo la centralità di Apple. Tutti i dettagli
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Record quantistico, anche particelle grandi come virus e proteine possono essere in modalità 'gatto di Schrödinger'
Un record che suggerisce l’assenza di limiti di massa o dimensioni oltre il quale la fisica quantistica smette di funzionareSimone Valesini (Wired Italia)
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Treno infernale per l’angelo rosso – di Franck Thilliez
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/treno-i…
Un thriller dalle atmosfere nerissime e dal ritmo incalzante, in cui l’assassino e il poliziotto si inseguono in una macabra spirale di morte e violenza. Il male ha radici profonde e Franck Thilliez è il chirurgo
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Il referendum sulla magistratura. E l’insofferenza ai controlli
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/il-refe…
C’è una storia, piuttosto recente, che forse non tutti ricordano ma che si sta rilevando emblematica del dibattito corrente sul Referendum Giustizia, il cui nome non rende affatto
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Ho scoperto della vostra esistenza poco fa, grazie a un post di @Moreno Colaiacovo 🇪🇺.
Un partito di persone molto giovani con forte spirito europeista per me è una novità positiva a priori.
Però poi bisogna valutare le proposte.
Ho dato un'occhiata molto sommaria al vostro sito, in particolare alla parte "equità sociale" che è quella che mi sta più a cuore. Non trovo proposte concrete.
OK sul principio di alleviare la povertà ma se non dite "come" siamo su un concetto così astratto che possono riconoscercisi tutti, da Vannacci a... da Vannacci a... da Vannacci a... OK, stavo cercando un nome di sinistra ma non me ne viene in mente neanche uno.
Siccome non vi conoscevo, e magari altri non vi conoscono, e magari vi fa piacere farvi conoscere, vorrei approfittare per farvi un paio di domande sulla situazione italiana.
La concentrazione della ricchezza in cosi poche mani è un problema da affrontare? Una patrimoniale può essere una soluzione? Una tassa di successione più alta (la nostra mi pare sia tra le più basse d'Europa) può essere una soluzione?
Sempre sull'equità, questo sistema fiscale in cui i redditi da lavoro dipendente sono tassati molto più di tutti gli altri (rendite da capitale, utili aziendali, affitti, reddito da lavoro autonomo, ecc.) è accettabile? In generale, alzare le tasse ai ricchi per abbassarle al restante 90% della popolazione potrebbe essere una buona idea?
Volt Italia | Partito Paneuropeo
Volt Italia: siamo il partito politico paneuropeo. Scopri le 5+1 sfide di Volt.Volt Italia
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Intanto, ci scusiamo se non tutti i nostri programmi e le nostre posizioni sono presenti sul sito: in passato abbiamo preferito pubblicare programmi per intero in vista delle elezioni (che trovi ancora sul sito), ed essendo noi, almeno in Italia, un partito molto basato sul lavoro di attivisti e volontari, ancora non abbiamo ripubblicato tutto suddividendolo per argomenti e temi.
Ciò detto, abbiamo idee molto chiare rispetto a quello che dici; innanzitutto, quando parliamo di povertà, non intendiamo “alleviarla” come concetto astratto: intendiamo garantire standard minimi di vita dignitosa e accesso ai beni essenziali, con strumenti che funzionano sempre e non solo quando arriva un decreto. A livello di politiche europee, sosteniamo l’adozione, in tutti gli Stati membri, di un reddito minimo sopra la soglia di povertà, collegandolo in modo serio al Pilastro Europeo dei Diritti Sociali e agli strumenti di coordinamento delle politiche (come il Semestre Europeo), proprio per evitare che resti una formula vuota o che venga aggirata con eccezioni e scappatoie. 1/
Accanto al reddito, consideriamo decisivo il tema casa e costo della vita, perché la povertà non è solo “mancanza di denaro”, ma anche spese incomprimibili (affitti, bollette, cure, ecc...). Per questo all'interno delle politiche europee proponiamo di rendere l’abitare più accessibile integrando social housing e forme di co-abitare nelle politiche di coesione e spingendo l’Unione Europea a usare fondi esistenti (ESF+, FESR/Regional Development, ecc.) per aumentare investimenti e accessibilità, con un focus sui gruppi a basso reddito e marginalizzati.
Venendo alle tue domande sulla concentrazione della ricchezza: sì, per noi è un problema enorme, perché blocca la mobilità sociale e scarica il peso del welfare su chi vive di lavoro. Nel nostro Programma Elettorale del 2022 questo tema è esplicitato anche con un riferimento alla tassa di successione italiana tra le più basse d’Europa e alla necessità di interventi che scoraggino l’accumulo e sostengano i più giovani. 2/
E nel nostro programma entriamo anche nelle distorsioni tecniche che oggi rendono il sistema iniquo: ad esempio, gli immobili ereditati o donati devono essere calcolati sul valore di mercato, non sul valore catastale spesso non aggiornato e inferiore; proponiamo di ridurre le esenzioni che oggi favoriscono chi è già ad alto reddito; e proponiamo di rivedere le esenzioni sulle successioni di aziende, mantenendole solo per PMI e solo se l’attività prosegue per almeno cinque anni. 3/
Questo è un punto politico molto chiaro per noi: se vuoi aiutare davvero chi sta peggio e chi entra ora nel mercato del lavoro, spesso è più efficace ridurre il costo del lavoro e aumentare il netto intervenendo sui contributi (in modo mirato e progressivo) piuttosto che fare tagli fiscali lineari che finiscono per favorire di più chi ha redditi già alti. 4/
Per questo, sul lato europeo noi proponiamo di armonizzare la tassazione societaria attraverso una base imponibile comune (CCCTB) e criteri che riducano il profit shifting, e proponiamo un minimo effettivo di corporate tax almeno al 22% con meccanismi di top-up nazionali obbligatori per arrivare davvero a quel livello quando i profitti sono contabilizzati in giurisdizioni a bassa imposizione.
E, sempre per far pagare chi oggi elude meglio, sosteniamo anche strumenti di cooperazione e coordinamento più forti (scambio informazioni, semplificazione e rafforzamento della capacità di riscossione), fino a ipotesi come un’Autorità fiscale europea per grandi gruppi che operano in più Paesi, per ridurre burocrazia e rendere più efficace la lotta all’elusione. 5/
In sostanza, sì, la concentrazione della ricchezza va affrontata; sì, è legittimo e utile tassare di più i grandi trasferimenti patrimoniali e chi elude; e sì, l’obiettivo è alleggerire il peso su lavoro e giovani, sostituendo bonus e tagli lineari con strumenti strutturali, progressivi e verificabili. 6/6
Francesco Capaldini likes this.
@Volt Italia @Moreno Colaiacovo 🇪🇺
Wow... grazie mille, non mi aspettavo una risposta così dettagliata.
Vi terrò d'occhio 😜
@VoltItalia
Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹 likes this.
Volt però, da questo punto di vista, è esattamente l’opposto: non nasce attorno a un leader carismatico, ma da una rete di persone che lavorano insieme in tutta Europa per costruire un’alternativa concreta, partendo dai territori. Se oggi ci chiedi “chi è il leader di Volt Italia?”, non avremmo una risposta da darti. Abbiamo ruoli, funzioni, responsabilità distribuite, ma nessuna figura centrale attorno a cui ruota tutto: la nostra forza sta proprio nella trasparenza delle regole e nella partecipazione diffusa.
Quanto al tema delle risorse: sì, è vero, la politica ha bisogno di soldi. Servono per organizzare eventi, fare formazione, stampare materiali, far conoscere le nostre proposte. E quello che conta è anche da dove arrivano e come li usi: Volt non riceve finanziamenti da lobby o grandi donatori: vive di iscrizioni, donazioni volontarie e, da poco, anche del 2×1000, che ci sta aiutando a rafforzare le nostre attività in modo più stabile, indipendente e trasparente (ad esempio siamo stati il primo partito politico in Italia, e che io sappia l'unico, ad aver adottato un Codice Etico per le Donazioni basato sugli standard promossi da Transparency International).
Il fatto è che per cambiare l’economia servono regole nuove: serve un fisco progressivo, serve combattere evasione e paradisi fiscali, serve redistribuire potere e ricchezza, servono investimenti pubblici in innovazione, salute, scuola, mobilità, lavoro dignitoso. Tutto questo è comunque politica: costruire alternative sistemiche con strumenti democratici.
Elena Brescacin
in reply to Cybersecurity & cyberwarfare • • •Io per prima, mi sono trovata a suggerire il compromesso di controllare l'uso di screen reader su smartphone (voiceover o talkback) per evitare dei conflitti con chi si occupava di aspetto visivo. Dei raffazzonamenti che risolvevano delle urgenze ma, praticamente, dicevi all'app di controllare se sei cieco o no. Come se al dev dovesse interessare...
Roba di 15 anni fa, che ora ho messo nella lista delle worst practice salvo emergenze imponderabili.
Ma il referrer? Cioè dire al sito che si comporti in modo differente a seconda di quale sia la fonte da cui arriva il click?
Dire a uno "considera di iscriverti sul fediverso" se arriva da Facebook o altri social commerciali, è un utilizzo non consensuale di dati sensibili? Non credo, perché i referenti sono visibili anche nei plugin di statistica. Ma insomma...
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Cybersecurity & cyberwarfare
in reply to Elena Brescacin • •@Elena Brescacin
Il referrer è generico, ma ovviamente può essere utilizzato come tecnologia di tracciamento. Tuttavia non rappresenta un dato sensibile in sé.
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Elena Brescacin
in reply to Cybersecurity & cyberwarfare • • •