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L’escalation degli impatti umanitari della guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Le conseguenze della guerra in rapida espansione saranno ampie e devastanti in numerosi contesti, da Libano e Gaza fino all'Asia, avverte il The New Humanitarian
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The Cross and the Olive Tree: Cultivating Palestinian Theology amid Gaza


La teologia palestinese, come ogni teologia che nasce ai margini, ci ricorda che Dio ha una grande cura di tutti i suoi figli, in particolare di coloro che subiscono oppressione e violenza. Essa non solo mette in discussione i discorsi teologici che legittimano l’espropriazione del popolo palestinese, ma nutre anche spiritualmente la vita palestinese di fronte alle forze che cercano di sradicarla.

È motivo di consolazione constatare che, nonostante l’ennesima ondata di violenza, una nuova generazione di giovani teologi è oggi in condizione di pensare e di parlare, di agire e di esercitare il proprio ministero. Come scrivono i due Curatori, la teo­logia cristiana palestinese deve passare «dalla semplice conservazione a un’azione responsabile» (p. 134). Fin dall’inizio essi dichiarano: «Vorremmo che questo libro non dovesse esistere» (p. xvii), perché è radicato nella tragedia palestinese. Una delle autrici dei testi, Marah Sarji, spiega che questo scritto intende interrogarsi su «ciò che i corpi torturati possono insegnarci sulla croce, e se la divinità possa essere riconosciuta in mezzo a una violenza incessante» (p. 39).

Di particolare rilievo è l’attenzione riservata alle donne palestinesi come «luogo» di riflessione teologica. Yousef AlKhouri, nello scritto intitolato «Teita’s Faith», riflette su Gaza, la sua città natale. Richiamando la figura delle proprie nonne (teita in arabo significa «nonna»), egli le descrive con affetto come fonte di resilienza e di sapienza di fronte alla violenza. «Il loro amore incrollabile per il loro Signore, per la loro terra, per i loro vicini e persino per i loro nemici incarna una vita cristiforme che aspira a portare giustizia, pace e riconciliazione» (p. 23). Anche Marah Sarji sottolinea questa attenzione alle donne, scrivendo: «Esse continuano a riflettere l’amore divino verso i loro familiari […]. Le donne incarnano la verità della vita e dell’amore in mezzo alla distruzione» (p. 42).

Daniel Munayer mostra come si potrebbe operare per la riconciliazione in mezzo agli orrori. È consapevole che molti sforzi per la «riconciliazione» sono radicati proprio nelle strutture dello status quo. Proliferano organizzazioni dai bilanci gonfiati, che si definiscono costruttrici di pace; tuttavia, esse non sono in grado di trasformare la realtà, perché non hanno preso le distanze dai discorsi e dalle pratiche che intendono combattere.

Munayer esorta quanti operano per la riconciliazione in Palestina/Israele a intraprendere un discernimento radicale. Gli ebrei israeliani devono criticare le ideologie sioniste che hanno provocato la catastrofe palestinese, rinunciando ai privilegi che lo status quo conferisce loro e pagando il prezzo richiesto dall’uguaglianza e dalla giustizia, compresi i risarcimenti, il riconoscimento pubblico della violenza coloniale e un pentimento che attraversi le generazioni.

D’altra parte, Munayer mette in guardia anche gli oppressi: devono evitare una resistenza all’oppressione che li trasformi a loro volta in oppressori. «Una visione di liberazione senza riconciliazione rischia di diventare un semplice rovesciamento di ruoli, in cui gli oppressi adottano le strutture e le pratiche degli oppressori per diventare i nuovi dominatori della terra e del popolo» (p. 88). L’unica via possibile consiste nel superare la «dicotomia nativo-colono» (p. 90), creando una nuova realtà saldamente fondata sui valori dell’uguaglianza, della giustizia e della pace per tutti.

Lamma Mansour riflette sul ruolo dell’immaginazione in mezzo alla catastrofe. Spiega come un’immaginazione del regno di Dio basata sul Vangelo possa fungere da ponte necessario «tra il già e il non ancora». Contestualizzare questa tensione fondamentale del cristianesimo nello spazio della Palestina contemporanea apre un orizzonte nel cuore stesso dell’orrore. La lotta per preservare l’immaginazione significa «riappropriarsi del regno del possibile che i sistemi di dominio hanno deliberatamente ristretto» (p. 66). Nello spazio così riconquistato, l’immaginazione può «rompere la disperazione, il cinismo e il fatalismo, che spesso mettono radici nel cuore di chi vive sotto l’oppressione» (p. 70). Mansour parla di una «immaginazione profetica» (p. 65), capace di ispirare anche in mezzo alle rovine, offrendo una visione che va oltre gli orizzonti chiusi della conquista e della distruzione.

The post The Cross and the Olive Tree: Cultivating Palestinian Theology amid Gaza first appeared on La Civiltà Cattolica.




Ebike Charges At Car Charging Stations


Electric vehicles are everywhere these days, and with them comes along a whole slew of charging infrastructure. The fastest of these are high-power machines that can deliver enough energy to charge a car in well under an hour, but there are plenty of slower chargers available that take much longer. These don’t tend to require any specialized equipment which makes them easier to install in homes and other places where there isn’t as much power available. In fact, these chargers generally amount to fancy extension cords, and [Matt Gray] realized he could use these to do other things like charge his electric bicycle.

To begin the build, [Matt] started with an electric car charging socket and designed a housing for it with CAD software. The housing also holds the actual battery charger for his VanMoof bicycle, connected internally directly to the car charging socket. These lower powered chargers don’t require any communication from the vehicle either, which simplifies the process considerably. They do still need to be turned on via a smartphone app so the energy can be metered and billed, but with all that out of the way [Matt] was able to take his test rig out to a lamppost charger and boil a kettle of water.

After the kettle experiment, he worked on miniaturizing his project so it fits more conveniently inside the 3D-printed enclosure on the rear rack of his bicycle. The only real inconvenience of this project, though, is that since these chargers are meant for passenger vehicles they’re a bit bulky for smaller vehicles like e-bikes. But this will greatly expand [Matt]’s ability to use his ebike for longer trips, and car charging infrastructure like this has started being used in all kinds of other novel ways as well.

youtube.com/embed/i6IyukCIia8?…


hackaday.com/2026/03/05/ebike-…



California’s Problematic Attempt to add Age-Verification to Software


Last year California’s Digital Age Assurance Act (AB 1043) was signed into law, requiring among other things that operating system providers implement an API for age verification purposes. With the implementation date of January 1, 2027 slowly encroaching this now has people understandably agitated. So what are the requirements, and what will its impact be, as it affects not only OS developers but also application stores and developers?

The required features for OS developers include an interface at account setup during which the person indicates which of the four age brackets they fit into. This age category then has to be used by application developers and application stores to filter access to the software. Penalties for non-compliance go up to $2,500 per affected child if the cause is neglect and up to $7,500 if the violation was intentional.

As noted in the Tom’s Hardware article, CA governor Newsom issued a statement when signing the unanimously passed bill, saying that he hopes the bill gets amended due to how problematic it would be to implement and unintended effects. Of course, the bigger question is whether this change requires more than adding a few input fields and checkboxes to an OS’ account setup and an API call or two.

When we look at the full text of this very short bill, the major questions are whether this bill has any teeth at all. From reading the bill’s text, we can see that the person creating the account is merely asked to provide their birth date, age or both. This makes it at first glance as effective as those ‘pick your age’ selection boxes before entering an age-gated part of a website. What would make this new ‘age-verification feature’ any more reliable than that?

Although the OS developer is required to provide this input option and an API feature of undefined nature that provides the age bracket in some format via some method, the onus is seemingly never put on the user who creates or uses the OS account. Enforcement as defined in section 1798.503 is defined as a vague ‘[a] person that violates this title’, who shall have a civil action lawsuit filed against them. What happens if a 9-year old child indicates that they’re actually 35, for example? Or when a user account is shared on a family computer?

All taken together, this bill looks from all angles to add a lot of nuisance and potential for catching civil lawsuit flak for in particular FOSS developers, all in order to circuitously reimplement the much beloved age dropdown selection widget that’s been around since at least the 1990s.

They could give this bill real teeth by requiring that photo ID is required for registering an (online-only) OS account, much like with the recent social media restrictions and Discord age-verification kerfuffle, but that’d run right over the ‘privacy-preserving’ elements in this same bill.


hackaday.com/2026/03/05/califo…



NOTA DEL GESTORE PAOLO PARTI (BRONSON):
Questo gruppo nei prossimi giorni verrà disattivato.
Ringrazio tutti coloro che l'hanno utilizzato.
È stata una bella esperienza.
Se vorrete potrete seguirmi tramite l'account @𝓑𝓻𝓸𝓷𝓼𝓸𝓷 🐐.


NOTA DEL GESTORE PAOLO PARTI (BRONSON):
Questo gruppo nei prossimi giorni verrà disattivato.
Ringrazio tutti coloro che l'hanno utilizzato.
È stata una bella esperienza.
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Prevent your Denon Receiver Turning on From Rogue Nvidia Shield CEC Requests


In theory HDMI’s CEC feature is great, as it gives HDMI devices the ability to do useful things such as turning on multiple HDMI devices with a single remote control. Of course, such a feature will inevitably feature bugs. A case in point is the Nvidia Shield which has often been reported to turn on other HDMI devices that should stay off. After getting ticked off by such issues one time too many, [Matt] decided to implement a network firewall project to prevent his receiver from getting messed with by the Shield.

The project is a Python-based network service that listens for the responsible rogue HDMI-CEC Zone 2 requests and talks with a Denon/Marantz receiver to prevent it from turning on unnecessarily. Of course, when you want these Zone 2 requests to do their thing you need to disable the script.

That said, HDMI-CEC is such a PITA that people keep running into issues like these over and over again, to the point where people are simply disabling the feature altogether. That said, Nvidia did recently release a Shield update that’s claimed to fix CEC issues, so maybe this is one CEC bug down already.


hackaday.com/2026/03/05/preven…



[2026-03-06] AGIAMO ORA PER FERMARE LA GUERRA! @ Bussero M2


AGIAMO ORA PER FERMARE LA GUERRA!

Bussero M2 - Piazza De Gasperi
(venerdì, 6 marzo 18:00)
AGIAMO ORA PER FERMARE LA GUERRA!
MARTESANA CONTRO LE GUERRE

Agiamo ora per fermare la guerra infinita!

Dopo Jugoslavia, Afganistan, Iraq, Palestina, Venezuela, ora Iran (e tanti altri), siamo ancora disposti a farci prendere in giro dalle "guerre umanitarie"?

La verità è che queste guerre hanno prodotto milioni di morti, feriti, profughi e hanno peggiorato le condizioni di vita dei paesi colpiti, portando tanti dollari all'industria delle armi e petrolio agli Stati Uniti.

Al di là delle questioni interne ad ogni paese, il punto fondamentale qui è un altro: il sistema della guerra perpetua usa i nostri soldi e il sangue dei popoli per ingrassare le proprie tasche. L'attacco diretto e voluto alla scuola, dove sono state uccise più di cento bambine, mostra quanto la liberazione della donna non sia nei pensieri di Trump e Netanyahu (come se ci fosse bisogno di dimostrarlo, visto il nutrito e abominevole club di Epstein). Come gli attacchi agli ospedali, pratiche già viste nel genocidio del popolo palestinese.

Dopo l'attacco terroristico di USA e Israele all'Iran, altri paesi come Francia, UK e Germania invece che condannarlo, si pongono di collaborare in varie forme; dall'Italia si alzano in volo aerei da guerra statunitensi, mentre per la nostra Costituzione ciò andrebbe impedito e andrebbe inibito lo spazio aereo ai signori della guerra. Loro non si fermeranno: l'ex Primo Ministro israeliano, Naftali Bennett, ha affermato che la Turchia "è la prossima" dopo che l'Iran sarà sconfitto.

Il nostro compito è mettere i nostri governanti di fronte alle loro responsabilità, è mobilitarci per fermare questa follia che assomiglia sempre di più alla terza guerra mondiale, che segnerebbe la fine dell'umanità stessa.

Il re è nudo e mostra la sua faccia più feroce e distopica: è giunto il momento di riprendere in mano il nostro destino, dato che ci governa e ce lo vuole negare.

Non saremo complici, non saremo sudditi: saremo un popolo consapevole che un mondo diverso è possibile, necessario e urgente. Questo ha bisogno di tutto il nostro impegno e della nostra forza; è il momento di agire.

Unisciti a noi! Venerdì 6 marzo, presidio contro la guerra infinita alla metropolitana di Bussero, ore 18.


puntello.org/event/agiamo-ora-…



[2026-03-08] 8 MARZO: FESTA DELLE DONNE DELLA BARRIERA @ Giardini Montanaro - Barriera di Milano


8 MARZO: FESTA DELLE DONNE DELLA BARRIERA

Giardini Montanaro - Barriera di Milano - corso giulio cesare 134
(domenica, 8 marzo 14:00)
8 MARZO: FESTA DELLE DONNE DELLA BARRIERA
OTTO MARZO Giornata Internazionale delle Donne
🏙️ UNA GIORNATA PER LE DONNE DELLA BARRIERA!

📌 Domenica 8/03 - dalle H. 14 - Giardini Montanaro

La passiamo insieme?
Stiamo in piazza con tutto quello che siamo ogni giorno: chiacchiere, risate, dialogo sul nostro quartiere, le nostre fatiche e i nostri bisogni.

Troverai:
Musica, laboratori artistici e di bellezza, giochi, danze, microfono aperto e tantissimo altro.

Vieni con le amiche e anche bimbe e bimbi che avranno spazi gioco per lasciarci godere la giornata!

🔴 Sabato 7Marzo ci troviamo tutte sempre ai Giardini Montanaro per raggiungere insieme il corteo cittadino (più info sull'orario nei prossimi giorni)!


gancio.cisti.org/event/8-marzo…




[2026-03-06] CENA CON HARIRA MAROCCHINA @ CSA Magazzino 47


CENA CON HARIRA MAROCCHINA

CSA Magazzino 47 - via industriale 10 Brescia
(venerdì, 6 marzo 20:00)
CENA CON HARIRA MAROCCHINA
Venerdì 6 marzo vi aspettiamo al centro sociale per le consuete iniziative:

🍽️ Dalle 20.00 – Cena sociale

Ceniamo insieme con un piatto di harira, zuppa marocchina (vegana… leggermente piccante!🌶️) Porta la tua schiscetta se preferisci consumarla a casa, altrimenti, in caso di avanzo ci aiuterai a non sprecare nulla!✌️

Ci vediamo al C.S.A. Magazzino 47 in Via Industriale 10!


lasitua.org/event/cena-con-har…



[2026-03-07] proiezione di BRUCIA ANCORA DENTRO - Vent'anni dalla notte nera di Milano con Dax nel cuore @ CSA Magazzino 47


proiezione di BRUCIA ANCORA DENTRO - Vent'anni dalla notte nera di Milano con Dax nel cuore

CSA Magazzino 47 - via industriale 10 Brescia
(sabato, 7 marzo 15:30)
proiezione di BRUCIA ANCORA DENTRO - Vent'anni dalla notte nera di Milano con Dax nel cuore
Ricordare Davide Cesare, per tutti e tutte Dax, non è un rito vuoto, una mera ricorrenza. È affermare che le lotte antifasciste, parlano ancora all’oggi.

Perché la memoria è uno strumento di lotta: ci insegna a riconoscere le radici della violenza fascista, a leggere le responsabilità politiche, a non separarci mai dalle lotte contro ogni sistema di oppressione.

Dax era profondamente legato a Brescia e allo spazio del Magazzino47: questo posto, come tutti i centri sociali, è amore, casa, complicità, autorganizzazione.

Oggi, mentre i centri sociali subiscono attacchi politici, repressione e sgomberi, difendere questi spazi significa difendere la possibilità stessa di costruire comunità e conflitto.

Oggi più che mai, mentre il mondo è sull’orlo del baratro della barbarie capitalista e brucia tra conflitti alimentati da interessi economici, ricordare Dax significa scegliere da che parte stare. Con la stessa rabbia di allora. Con lo stesso, immutato amore. ❤️‍🔥

NELLA MEMORIA L'ESEMPIO, NELLA LOTTA LA PRATICA.


lasitua.org/event/proiezione-d…



Quali sono i partiti curdi nel Rojhilat (Kurdistan orientale) e quali sono i loro obiettivi?


Sei partiti politici curdi attivi nel Rojhilat (Kurdistan orientale) hanno formato un’alleanza congiunta per proteggere il popolo e difendere le conquiste curde. Di quali partiti si tratta e quali sono i loro obiettivi?

Gli attacchi aerei statunitensi e israeliani contro l’Iran continuano per il sesto giorno. Il 22 febbraio, cinque partiti politici curdi attivi nel Rojhilat (Kurdistan iraniano) hanno deciso di combattere insieme sotto il nome di “Alleanza delle Forze Politiche del Kurdistan iraniano”.

I partiti politici curdi che operano nel Rojhilat (Kurdistan orientale) hanno formato un’alleanza politica comune per proteggere il popolo e difendere le conquiste curde. Partiti con posizioni politiche, slogan e una lunga storia di lotta diversi si sono uniti attorno a un obiettivo nazionale e hanno deciso di agire con una posizione politica comune.

Partiti che aderiscono all’alleanza

Partito della vita libera del Kurdistan (PJAK), Partito della libertà del Kurdistan (PAK), Partito democratico del Kurdistan iraniano, Organizzazione di lotta del Kurdistan iraniano (Sazman-ı Xebat) e Komeleya Zehmetkêşan ya Kurdistanê (Comunità dei lavoratori del Kurdistan).

Ieri anche la Comunità rivoluzionaria dei lavoratori del Kurdistan iraniano ha annunciato la sua adesione all’alleanza. In una dichiarazione l’organizzazione ha affermato: “Abbiamo deciso di aderire all’alleanza per il bene del nostro popolo”. I membri dell’alleanza hanno anche annunciato di accogliere con favore questa decisione.

Tutto questo porta a sei il numero dei partiti nell’alleanza

*Partito per la vita libera del Kurdistan (PJAK): fondato nel 2004 il partito svolge le sue attività basandosi sulle idee del suo leader, Abdullah Öcalan. Il partito è governato da un sistema di co-presidenti. Attualmente i suoi co-presidenti sono Peyman Viyan ed Emîr Kerîmî. Il PJAK si concentra in particolare sulla liberazione delle donne e su un modello di autogoverno democratico.

*Partito democratico del Kurdistan Iraniano (HDKA): uno dei più antichi partiti politici del Rojhilatê Kurdistan. Venne fondato a Mahabad nel 1945 con lo slogan “Democrazia per l’Iran, autonomia per il Kurdistan”. Il segretario generale del partito è Mustafa Hijri.

*Partito democratico del Kurdistan Iraniano: fondato nel 1969, questo partito ha un orientamento socialdemocratico. Guidato da Abdullah Mohtadi, il partito privilegia la cooperazione con le forze di opposizione in Iran.

*Partito per la libertà del Kurdistan (PAK): Fondato nel 1991, il leader del partito è Huseyn Yezdan Pena. Lo slogan del partito è “Indipendenza del Kurdistan” e la separazione del Kurdistan Rojhilatê dall’Iran. In questo senso è considerato un partito con una linea più nazionalista e radicale rispetto ai partiti dell’alleanza.

*Comunità dei lavoratori del Kurdistan: fondata nel 2007 in seguito di una una scissione all’interno di un’altra comunità. Si concentra sui diritti dei lavoratori, sui poveri e sulla politica socialista. Il segretario generale del partito è Reza Kebî.

*Organizzazione per la lotta del Kurdistan iraniano (Sazman-ı Xebat): fondata nel 1980, questa organizzazione è descritta come un movimento nazional-religioso. Pur sostenendo la separazione tra religione e Stato, sottolinea anche la preservazione dei valori religiosi della società curda. Il segretario generale dell’organizzazione è Babêşêx Huseynî. Si distingue come l’unica forza politica islamica all’interno dell’alleanza.

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Le forze curde negano le notizie di una presunta offensiva terrestre contro l’Iran


I media internazionali hanno riportato la notizia di una presunta offensiva di terra da parte dei combattenti curdi nell’Iran nordoccidentale. I partiti curdi hanno negato queste affermazioni.

Le notizie diffuse dai media internazionali su una presunta offensiva terrestre da parte dei combattenti curdi nell’Iran nordoccidentale sono state smentite dalle organizzazioni curde. Rappresentanti di diverse forze curde hanno dichiarato che le notizie non corrispondono alla realtà. In precedenza, diversi media internazionali avevano affermato che i combattenti curdi avevano lanciato un’operazione militare contro il regime iraniano nel Kurdistan orientale.

L’emittente israeliana i24News ha riportato, citando un funzionario statunitense, la conferma di un attacco in territorio iraniano. Anche un giornalista dell’emittente statunitense Axios ha inizialmente dichiarato sui social media di aver ricevuto conferma da un alto funzionario statunitense, ma in seguito ha cancellato il suo post. Un giornalista di Fox News ha scritto sulla piattaforma X, citando una fonte statunitense, che “migliaia di curdi iracheni” avevano lanciato un’offensiva di terra in Iran.

Tuttavia, un rappresentante del Partito per la Vita Libera del Kurdistan (PJAK) ha dichiarato ad ANF che queste affermazioni non corrispondono alla realtà. Anche il Partito Democratico del Kurdistan-Iran (PDKI) e Komala hanno respinto le segnalazioni di tali attività militari durante le apparizioni televisive. Secondo il rappresentante del PJAK, non vi sono inoltre indicazioni di movimenti di forze provenienti dal Kurdistan meridionale (regione del Kurdistan iracheno) che potrebbero essere coinvolte in tale operazione.

Anche il governo della regione del Kurdistan ha smentito. Aziz Ahmed, vice capo dell’ufficio del primo ministro, ha dichiarato in risposta al servizio di Fox News: “Non un solo curdo iracheno ha attraversato il confine. Questa notizia è completamente infondata”.

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In Iran i prigionieri curdi vengono trasferiti senza informare le loro famiglie


Kurdistan Human Rights Network ha dichiarato che 18 prigionieri curdi sono stati trasferiti da Mahabad alla prigione di Miandoab contro la loro volontà e senza informare le loro famiglie.

Ha dichiarato che i prigionieri curdi di Mahabad sono stati trasferiti segretamente nel carcere di Miandoab, situato tra Urmia e Mahabad. Un comunicato sul sito web della rete afferma che almeno 18 prigionieri curdi sono stati trasferiti mercoledì dal carcere di Mahabad al carcere di Miandoab senza alcuna notifica né a loro né alle loro famiglie.

Protesta dei detenuti

La dichiarazione afferma che la misura era stata implementata a seguito del bombardamento di una base militare vicino alla prigione di Mahabad e che altri prigionieri, le cui celle erano chiuse, avevano protestato contro quella situazione. La protesta è stata poi repressa dalle forze speciali con l’uso di gas lacrimogeni. La dichiarazione prosegue: “A circa 100 prigionieri, insieme a diversi prigionieri politici che scontavano pene brevi, è stato concesso un permesso di 15 giorni o la libertà temporanea su cauzione o con licenze commerciali. La maggior parte dei 18 prigionieri politici trasferiti erano detenuti che scontavano pene superiori ai 10 anni. Mercoledì sono stati condotti nel cortile della prigione e, poche ore dopo, trasportati alla prigione di Miandoab con un convoglio delle forze speciali”.

Nella dichiarazione si sottolinea che, con l’aumento degli attacchi aerei negli ultimi cinque giorni, le misure di sicurezza in varie prigioni del Kurdistan sono state notevolmente rafforzate.

Tutte le attività sociali sono vietate

La dichiarazione sottolinea che il numero di guardie nei reparti è stato aumentato più volte, le porte dei reparti erano chiuse a chiave e l’accesso alla palestra e alla biblioteca era vietato. Aggiunge: “Inoltre, le forze del Corpo delle guardie rivoluzionarie iraniane (Sepah) sono state dispiegate nel carcere centrale di Urmia. Durante questo periodo, centinaia di persone, per lo più arrestate per ‘crimini’ generici, sono state rilasciate condizionalmente su cauzione o hanno ottenuto licenze commerciali, o un permesso di 15 giorni”.

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A court record reviewed by 404 Media shows privacy-focused email provider Proton Mail handed over payment data related to a Stop Cop City email account to the Swiss government, which handed it to the FBI.#News #Privacy


Proton Mail Helped FBI Unmask Anonymous ‘Stop Cop City’ Protester


Privacy-focused email provider Proton Mail provided Swiss authorities with payment data that the FBI then used to determine who was allegedly behind an anonymous account affiliated with the Stop Cop City movement in Atlanta, according to a court record reviewed by 404 Media.

The records provide insight into the sort of data that Proton Mail, which prides itself both on its end-to-end encryption and that it is only governed by Swiss privacy law, can and does provide to third parties. In this case, the Proton Mail account was affiliated with the Defend the Atlanta Forest (DTAF) group and Stop Cop City movement in Atlanta, which authorities were investigating for their connection to arson, vandalism and doxing. Broadly, members were protesting the building of a large police training center next to the Intrenchment Creek Park in Atlanta, and actions also included camping in the forest and lawsuits. Charges against more than 60 people have since been dropped.

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"As part of our commitment to supporting ICE, we will be adding a ‘Support ICE’ donation button to the footer of every email sent through our platform."#Cybersecurity #ICE


ICE Phishing: Scammers Are Sending 'Support ICE' Emails to Steal Credentials


Clients of a long-running email marketing platform are getting targeted with a phishing campaign telling them that their emails would begin automatically inserting a “‘Support ICE’ donation button” into every email they send. The strategy suggests that scammers are trying to capitalize on people’s revulsion to ICE by coming up with strategies that would cause users to quickly log into their accounts to disable the setting. In reality, clients would be revealing their username and password to hackers.

The move indicates that hackers are targeting clients of enterprise software companies with extremely controversial political emails. The scam targeted customers of Emma, a long-running email marketing platform whose clients include Orange Theory, Yale University, Texas A&M University, the Cystic Fibrosis Foundation, Dogfish Head Brewery, and the YMCA, among others. 404 Media was forwarded a copy of the phishing email from an Emma client.

“As part of our commitment to supporting U.S. Immigration and Customs Enforcement (ICE), we will be adding a ‘Support ICE’ donation button to the footer of every email sent through our platform,” the phishing email reads. “This button will appear automatically in all outgoing emails starting next week […] all emails sent from your account will include the Support ICE footer element […] this change helps us demonstrate our platform’s civic commitment.” The email adds that it is possible to opt out of this feature, and that “we appreciate your understanding as we implement this platform-wide initiative.”

Lisa Mayr, the CEO of Marigold, which owns Emma, told 404 Media that the company “would never publish anything like this. This is a very common phishing attempt.”

Mayr is right—clients of other email sending services have recently been targeted with similar attacks. In January, programmer Fred Benenson wrote about phishing emails he had gotten that were targeting users of SendGrid, another email marketing service. At least one of the emails Benenson got used the same “Support ICE button” language and has the subject line “ICE Support Initiative.”

“If you’ve been paying any attention at all to US politics, you’ll know how insidiously provocative this would be if it were a real email,” Benenson wrote in a blog post about the email. “This phishing campaign is a fascinating example of how sophisticated social engineering has become. Instead of Nigerian 419 scams, hackers have evolved to carefully craft messages sent to professionals that are designed to exploit the American political consciousness. The opt-out buttons are the trap.”

In SendGrid’s case, Benenson found that the emails looked “real” because they were sent from other SendGrid user accounts. Basically, hackers compromised the account of a SendGrid user and then used that account to send phishing emails using the SendGrid infrastructure. “The emails look real because, technically, they are real SendGrid emails sent via SendGrid’s platform and via a customer’s reputation–they’re just sent by the wrong people and wrong domains,” he wrote.

Besides the ICE-themed phishing emails, Benenson also received an email that said SendGrid was going to add a “pride-themed footer to all emails” and another that said “all emails sent from your account will feature a commemorative theme honoring George Floyd and the Black Lives Matter movement.”

“The political sophistication on display here (BLM, LGBTQ+ rights, ICE, even the Spanish language switch playing on immigration anxieties) suggests someone with a deep understanding of American cultural fault lines,” Benenson wrote.

The Emma email was sent via Survey Monkey through an email address called “myemma@help-myemma.app.” When users clicked a “Settings” button that would have allowed them to opt out of the feature, they’re sent to a generic-looking site designed to steal credentials hosted at app-e2maa.net. By the time 404 Media got the email, Chrome had detected it as a “Dangerous site” and warned users not to visit it.




Mario Riccio interviene all’incontro “Il senso dell’ultimo passo” a Bosisio Parini

Mario Riccio, Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni, anestesista che nel 2006 assistette Piergiorgio Welby, sarà tra i protagonisti dell’incontro pubblico “Il senso dell’ultimo passo. Etica e fine vita: prospettive a confronto”, promosso dalla Cooperativa Accoglienza e Lavoro – Comunità Sorella Amelia di Molteno, in collaborazione con il Comune di Bosisio Parini.

📍 Aula Magna Centro Studi Giuseppe Parini, Via Andrea Appiani 10, Bosisio Parini🗓 Giovedì 5 marzo 2026🕣 Ore 20:30


L’incontro sarà introdotto dai saluti istituzionali del Sindaco Paolo Gilardi, del Sottosegretario alla Regione Lombardia Mauro Piazza e di Christian Broch, presidente della Cooperativa Accoglienza e Lavoro di Molteno. Interverranno inoltre: Carlo Piazza, responsabile della Segreteria Politica del Sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia; Don Tullio Proserpio, cappellano clinico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano; Gianlorenzo Scaccabarozzi, professore di Medicina e Cure Palliative e direttore scientifico del Centro Studi Medicina della Complessità e Cure Palliative Virgilio Floriani. A moderare l’incontro sarà Angelo Villa, psicoanalista e direttore scientifico di Accoglienza e Lavoro Molteno.

L'articolo Mario Riccio interviene all’incontro “Il senso dell’ultimo passo” a Bosisio Parini proviene da Associazione Luca Coscioni.



Il pasticcio della destra sulla Legge per la Montagna


La legge 12 settembre 2025 nr. 131 (detta “Legge sulla montagna”) è la cartina di tornasole della politica della destra italiana. Si spara alto, si aspetta la reazione e poi si torna indietro, fino quasi al punto di partenza, tanto poi nel bilancio per gli allocchi si menziona tra le cose fatte anche se, di fatto, non ci sono fatti.

La legge in oggetto disciplina agevolazioni e contributi per quei comuni che vengono definiti “montani” per contrastarne lo spopolamento e agevolarne lo sviluppo. È chiaro che esserci è un vantaggio: la vecchia classificazione ne prevedeva oltre 4000, la nuova li aveva ridotti a 2844.

L’artefice di tutto ciò è Calderoli, quello del porcellum, delle magliette anti-islam, dei cartoni di leggi inutili bruciati in piazza (senza poi effettivamente abolirle quelle leggi).

“Montagna è chi montagna fa”, direbbe Forrest Gump, e Forrest Calderoli stabilisce che la montagna è quando il territorio è situato sopra i 600 metri sopra il livello del mare. In questo modo taglia fuori praticamente tutto l’Appennino e una parte del territorio alpino, soprattutto in Piemonte. Che poi questo coincida con molti territori in cui la Lega è meno forte è un nostro retropensiero da comunisti.

Apriti cielo, mezza Italia in subbuglio perché la classificazione montana non definisce semplicemente una morfologia ma anche la situazione della logistica, dei collegamenti viari, dello spopolamento e dell’accesso alle tecnologie digitali. E in questo il territorio italiano, soprattutto al centro sud, ha un deficit strutturale atavico.

Calderoli, sensibile alle ragioni di chiunque, persevera nella scelta del parametro (montagna = altezza sul livello del mare) e abbassa i metri portandoli da 600 a 350. Bene, ma non benissimo. Una parte di comuni gioisce ma ce ne sono diversi che sono ancora fuori (29 nelle Marche, ad esempio, tra cui alcuni importanti come Urbino).

La Lega è a posto ma Fratelli d’Italia, il cui elettorato e i cui sindaci sono stati massicciamente colpiti dal provvedimento, non ancora. Ecco allora che si muovono i vertici (Acquaroli e Fioravanti nelle Marche) per pressare il montanaro Calderoli e portarlo a più miti consigli.

E Calderoli, naturalmente, cede, o almeno fa finta, dicendo che sì, se siete tutti d’accordo possiamo rivedere i criteri, che comunque i benefici economici li possiamo mantenere anche sui comuni che non rientrano etc etc etc, insomma: sei mesi di fuffa per tornare al punto di partenza, togliendo energie, risorse, impegno a problemi seri e non rinviabili.

Nel frattempo, due comuni che prima non erano montani ora lo sono diventati. Indovinate chi li governa? No, sbagliato, non è il centrosinistra!
Luca Angeloni
Possibile Marche

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📣 Al via la terza edizione del #Concorso “Da uno sguardo: film di studentesse e studenti sulla violenza contro le donne”, promosso dal #MIM, dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Cu…


Railway End Table Powered By Hand Crank


Most end tables that you might find in a home are relatively static objects. However, [Peter Waldraff] of Tiny World Studios likes to build furniture that’s a little more interesting. Thus came about this beautiful piece with a real working railway built right in.

The end table was built from scratch, with [Peter] going through all the woodworking steps required to assemble the piece. The three-legged wooden table is topped with a tiny N-scale model railway layout, and you get to see it put together including the rocks, the grass, and a beautiful epoxy river complete with a bridge. The railway runs a Kato Pocket Line trolley, but the really neat thing is how it’s powered.

[Peter] shows us how a small gearmotor generator was paired with a bridge rectifier and a buck converter to fill up a super capacitor that runs the train and lights up the tree on the table. Just 25 seconds of cranking will run the train anywhere from 4 to 10 minutes depending on if the tree is lit as well. To top it all off, there’s even a perfect coaster spot for [Peter]’s beverage of choice.

It’s a beautiful kinetic sculpture and a really fun way to build a small model railway that fits perfectly in the home. We’ve featured some other great model railway builds before, too.

youtube.com/embed/9cLuf6BuB3A?…


hackaday.com/2026/03/05/railwa…



Capacitor Memory Makes Homebrew Relay Computer Historically Plausible


It’s one thing to create your own relay-based computer; that’s already impressive enough, but what really makes [DiPDoT]’s design special– at least after this latest video— is swapping the SRAM he had been using for historically-plausible capacitor-based memory.

A relay-based computer is really a 1940s type of design. There are various memory types that would have been available in those days, but suitable CRTs for Williams Tues are hard to come by these days, mercury delay lines have the obvious toxicity issue, and core rope memory requires granny-level threading skills. That leaves mechanical or electromechanical memory like [Konrad Zeus] used in the 30s, or capacitors. he chose to make his memory with capacitors.

It’s pretty obvious when you think about it that you can use a capacitor as memory: charged/discharged lets each capacitor store one bit. Charge is 1, discharged is 0. Of course to read the capacitor it must be discharged (if charged) but most early memory has that same read-means-erase pattern. More annoying is that you can’t overwrite a 1 with a 0– a separate ‘clear’ circuit is needed to empty the capacitor. Since his relay computer was using SRAM, it wasn’t set up to do this clear operation.

He demonstrates an auto-clearing memory circuit on breadboard, using 3 relays and a capacitor, so the existing relay computer architecture doesn’t need to change. Addressing is a bit of a cheat, in terms of 1940s tech, as he’s using modern diodes– though of course, tube diodes or point-contact diodes could conceivably pressed into service if one was playing purist. He’s also using LEDs to avoid the voltage draw and power requirements of incandescent indicator lamps. Call it a hack.

He demonstrates his circuit on breadboard– first with a 4-bit word, and then scaled up to 16-bit, before going all way to a massive 8-bytes hooked into the backplane of his Altair-esque relay computer. If you watch nothing else, jump fifteen minutes in to have the rare pleasure of watching a program being input via front panel with a complete explanation. If you have a few extra seconds, stay for the satisfyingly clicky run of the loop. The bonus 8-byte program [DiPDoT] runs at the end of the video is pure AMSR, too.

Yeah, it’s not going to solve the rampocalypse, any more than the initial build of this computer helped with GPU prices. That’s not the point. The point is clack clack clack clack clack, and if that doesn’t appeal, we don’t know what to tell you.

youtube.com/embed/EtDyzEDMOoo?…


hackaday.com/2026/03/05/capaci…



“Nel ringraziare il Santo Padre che ci invita sempre a una pace disarmata e disarmante, in queste ore desideriamo intensificare la preghiera in modo vivo e ardente affinché le nubi oscure della guerra non prevalgano, ma ritorni il sole della pace”.



“L’escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili”.


Sarà la parrocchia di Santa Maria della Presentazione, in via di Torrevecchia, ad accogliere domenica Papa Leone XIV per la sua quarta visita a una parrocchia romana. Il Santo Padre arriverà alle 16 e sarà accolto, tra gli altri, dal card.



Interview zur Bits & Bäume Konferenz: „Wir wollen gemeinsam darüber diskutieren, welche digitale Zukunft wir anstreben“


netzpolitik.org/2026/interview…



Right Click File: la funzione che mancava a Ubuntu con GNOME

@GNU/Linux Italia

linuxeasy.org/right-click-file…

Right Click File porta su Ubuntu con GNOME la possibilità di creare file dal menu contestuale L'articolo Right Click File: la funzione che mancava a Ubuntu con GNOME è su Linux Easy.

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Parliamo di compassione


La gente pensa che la compassione sia una roba da persone “troppo buone”, quelle che sorridono sempre, annuiscono, dicono “capisco” a tutto.
No.
Quella non è compassione, è spesso solo evitare il conflitto.
La vera compassione è molto più scomoda.
Perché la compassione non è solo gentilezza, è gentilezza con gli occhi aperti.
Significa vedere il dolore di qualcuno senza scappare, senza giudicare immediatamente e senza trasformarlo subito in una sentenza.
E questo è difficile.
Perché quando qualcuno soffre, o quando qualcuno sbaglia, il cervello fa una cosa automatica, cioè giudica.
“Se l’è cercata.”
“Doveva pensarci prima.”
“Io non avrei fatto così.”
Il giudizio è veloce, la compassione invece richiede lavoro.
Perché per essere compassionevole devi fare qualcosa che l’ego odia, devi metterti nei panni dell’altro senza perdere i tuoi.
Devi sentire, comprendere, ma non devi diventare cieco.
La compassione non è giustificare tutto, né essere ingenui e neanche permettere a chiunque di farti del male.
È riconoscere che gli esseri umani sono complicati, imperfetti, confusi proprio come te.
Dentro la compassione c’è empatia, gentilezza e anche passione.
Perché “com-passione” significa letteralmente soffrire con.
E soffrire con qualcuno richiede presenza.
Non puoi farlo distrattamente o mentre stai pensando a quanto sei superiore.
Devi stare lì, con la fragilità dell’altro e con la tua.
E la verità è che la compassione è difficile proprio perché ti costringe a ricordare una che la distanza tra te e chi sbaglia non è poi così grande.
Non è debolezza questa, è maturità emotiva.
È la capacità di vedere la complessità dove il giudizio vede solo colpa.
E in un mondo che reagisce sempre più in fretta, sempre più duramente, sempre più superficialmente, la compassione non è sentimentalismo, è forza.
#mymindfulnesspath #lamindfulnesspertutti #mindfulnessitalia #mindfulness #compassione #consapevolezza #benessere #lifecoaching #emozioni #emoatia #gentilezza


𝐋'𝐔𝐍𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐂𝐎𝐍𝐅𝐄𝐑𝐌𝐀 𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝟕 𝐒𝐀𝐑𝐄𝐌𝐎 𝐀𝐃 𝐀𝐋𝐁𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐀𝐙𝐈𝐀𝐋𝐄.


𝐈𝐍 𝐀𝐍𝐓𝐄𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐋' 𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐄𝐓𝐈𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐏𝐑𝐈𝐌𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐍𝐔𝐎𝐕𝐎 𝐈𝐍𝐕𝐈𝐎 𝐀 𝐁𝐑𝐔𝐗𝐄𝐋𝐋𝐄𝐒

La notizia della mancata partecipazione di Virginia Raggi e Dario Tamburano all'iniziativa di sabato 7 marzo ci amareggia ma preferiamo non entrare nelle dinamiche politiche locali. Ci amareggia perché con Dario Tamburano, che insieme a Ignazio Marino ha sostenuto la nostra petizione popolare forte delle oltre 13 mila firme in commissione petizione, avremmo voluto condividere i prossimi passi nell'azione al Parlamento europeo.

Sabato 7 marzo, infatti, presenteremo pubblicamente in assoluta anteprima il documento di aggiornamento della petizione che invieremo a Bruxelles lunedì 9 marzo.

Oltre a confermare la nostra partecipazione all'iniziativa perché ove si contesta l'inceneritore là troverete sempre l'Unione dei comitati, quali che siano state le ragioni della decisione, continuiamo ad auspicare un ripensamento e quindi la partecipazione di Dario Tamburano e di Virginia Raggi.

A tutti gli attivisti e sostenitori chiediamo di partecipare numerosi all'iniziativa per conoscere il documento di aggiornamento; come hanno sostenuto la petizione con le loro firme crediamo che non possa esserci nulla di più forte di una bella sala partecipata a far da cornice al rilancio della petizione popolare contro l'inceneritore.

𝐀𝐌𝐁𝐈𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐄 𝐓𝐄𝐑𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐈𝐎 - 𝐋𝐄 𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐂𝐎𝐍𝐓𝐑𝐎 𝐋’𝐈𝐍𝐂𝐄𝐍𝐄𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐄
𝐒𝐀𝐁𝐀𝐓𝐎 𝟕 𝐌𝐀𝐑𝐙𝐎 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐎𝐑𝐄 𝟏𝟖:𝟎𝟎
𝐒𝐀𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐁𝐈𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐏𝐀𝐋𝐀𝐙𝐙𝐎 𝐒𝐀𝐕𝐄𝐋𝐋𝐈
𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝟏 – 𝐀𝐋𝐁𝐀𝐍𝐎 𝐋𝐀𝐙𝐈𝐀𝐋𝐄

𝐒𝐞𝐠𝐮𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐟𝐞𝐧𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞 𝐢𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨.

#termovalorizzatore #raccoltadifferenziata #ambiente #climatechange #inceneritore #ecologia #zerowaste





Il pasticcio della destra sulla Legge per la Montagna
possibile.com/il-pasticcio-del…
La legge 12 settembre 2025 nr. 131 (detta “Legge sulla montagna”) è la cartina di tornasole della politica della destra italiana. Si spara alto, si aspetta la reazione e poi si torna indietro, fino quasi al punto di partenza.
L'articolo Il pasticcio della destra


È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale


@Politica interna, europea e internazionale
È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Il magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 6 marzo, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in



100 voci per il NO


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/03/100-voc…
Venerdì 6 marzo, dalle ore 10, in diretta dalla Casa Internazionale delle Donne di Roma, prenderà il via “100 voci per il NO“, una grande maratona radio tv e social promossa dall’ANPI nazionale per sostenere le ragioni del NO al referendum sulla riforma Nordio. L’iniziativa sarà svolta con la collaborazione di



Tajani non è un Ministro degli Esteri: è il Fantozzi della politica mondiale, una vergogna per 60 milioni di italiani - Il Giornale d'Italia
ilgiornaleditalia.it/news/cron…


DDL Antisemitismo, Druetti-Capogna (Possibile): strumento di repressione del dissenso, non di lotta all’odio


La posizione di Possibile sul primo via libera al Senato

Ieri al Senato il DDL antisemitismo ha ottenuto il primo via libera con 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astensioni.
Questo DDL non combatte l’antisemitismo: lo strumentalizza. L’obiettivo reale è criminalizzare chi si batte contro il genocidio a Gaza, chi manifesta solidarietà con il popolo palestinese, chi critica le politiche di uno Stato che la Corte Internazionale di Giustizia sta esaminando per violazioni gravissime del diritto internazionale.
La definizione IHRA che questo DDL intende adottare è contestata da giuristi, da relatori speciali dell’ONU e dalle stesse reti ebraiche antirazziste, perché mette sullo stesso piano l’odio verso gli ebrei e la critica politica a un governo. Non è tutela: è controllo del dissenso politico.
Mentre M5S e AVS hanno votato contro, il PD si è diviso: la maggioranza del gruppo si è astenuta, ma 6 parlamentari hanno votato a favore. L’astensione su una legge che colpisce la libertà di espressione non è neutralità: è una scelta. E votare a favore è avallare una definizione che le organizzazioni ebraiche antirazziste stesse denunciano come veicolo di repressione del dissenso.
L’iter parlamentare non è ancora concluso. Siamo ancora in tempo per fermare questo DDL. Invitiamo tutte le forze politiche, la società civile e i cittadini a mobilitarsi, a parlarne apertamente e a fare pressione sui parlamentari. Non lasciamo che criminalizzino la solidarietà e reprimano il dissenso, mascherando questa operazione con l’accusa di antisemitismo.

Francesca Druetti — Segretaria Nazionale di Possibile
Gianmarco Capogna — Coordinatore Comitato Scientifico di Possibile

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