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[2026-01-07] RACCOLTA SOLIDALE PER I RECLUSX NEI CPR @ Laboratorio Urbano Popolare Occupato


RACCOLTA SOLIDALE PER I RECLUSX NEI CPR

Laboratorio Urbano Popolare Occupato - Piazza Pietro Lupo 25
(mercoledì, 7 gennaio 19:00)
RACCOLTA SOLIDALE PER I RECLUSX NEI CPR
palestra_lupo

RACCOLTA SOLIDALE PER
RECLUSX NEI CPR
La L.U.P.0. é un punto di raccolta beni
permanente per le persone detenute dentro i
CPR. Crediamo sia importante non lasciare
Solx nessunx, non lasciare indietro nessunx.
Le strutture, una a Caltanissetta ed una
Trapani-Milo, sono in posti isolati ed assolati.
All'interno le violenze sistemiche si sommano
alle condizioni anmbientali invivibili.
E per questo che abbiamo deciso di portare
il nostro contributo e la nostra solidarietà,
iniziando una raccolta di beni e fondi, con
una cassa No Border.
La raccolta avverà Lunedi, durante
l'assemblea di gestione ed il Mercoledì durante
l'assemblea per le proposte esterne e per le
iniziative dalle h.19.00 in poi.
ConvintX che per spezzare le catene, serve la
determinazione di chi è reclusx, e la
solidarietà di chi è fuori.

Dove lo Stato crea confini, noi creiamo orizzonti.


attoppa.it/event/raccolta-soli…



[2026-01-09] Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia! PRESIDIO A CAMPO DE’ FIORI @ Piazza Campo de' Fiori


Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia! PRESIDIO A CAMPO DE’ FIORI

Piazza Campo de' Fiori - Piazza Campo de' Fiori
(venerdì, 9 gennaio 18:00)
Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia!
VENERDÌ 9 GENNAIO 2026 ORE 18.00 - PRESIDIO A CAMPO DE’ FIORI

Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia!

“Il dolore e l’oppressione che la società e le donne hanno vissuto nella storia e continuano a sperimentare oggi, riguardano la consapevolezza, la creazione di coscienza, pensiero, prospettiva e mezzi di lotta. Possiamo superare questa situazione solo attraverso un’ampia organizzazione”.

Il 9 gennaio 2013 le militanti curde Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin) e Leyla Şaylemez (Ronahî) venivano assassinate a colpi di pistola mentre si trovavano nel Centro culturale curdo di Parigi. Tutte e tre rivestivano ruoli importanti all’interno del movimento curdo: Fidan Doğan era la rappresentante del Congresso Nazionale Curdo in Francia, Leyla Şaylemez era attiva nell’organizzazione giovanile e Sakine Cansız, oltre ad essere stata una delle fondatrici del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, si era battuta per l’affermazione e l’organizzazione delle donne all’interno del Partito stesso.

Ömer Güney, sospettato dell’omicidio, venne arrestato pochi giorni dopo, ma morì per una presunta malattia poco prima dell’avvio del processo. Fin da subito fu chiaro che la ricerca del mandante portava in Turchia coinvolgendo i servizi segreti turchi ma, ancora oggi, i documenti che la chiamerebbero in causa sono tenuti sotto segreto di Stato dalle autorità francesi.

Il 23 Dicembre 2022 altri tre attivisti curdi sono stati assassinati davanti al Centro culturale curdo di Parigi: Evin Goyi, rappresentante del Movimento delle donne curde in Francia, Mir Perwer, un compagno artista che lavorava per dare voce alla cultura curda e Abdurrahman Kizil, un attivista parte del Consiglio del Popolo curdo a Parigi. Anche in questo caso le autorità francesi hanno trovato l’esecutore ma hanno deciso di coprire il mandante, cioè i servizi segreti turchi, dichiarando che "chi ha sparato è un malato psichiatrico”.

Il 9 e 10 Gennaio 2026 è importante ritrovarsi non solo per non dimenticare le compagne e i compagni uccisi e chiedere al governo francese di assumersi la responsabilità di quanto avvenuto, ma anche per ricordare che quegli assassinii si inseriscono in un conflitto ampio che vede frapporsi, da decenni, le forze che lottano per il confederalismo democratico in Medio Oriente e forze reazionarie che invece tramano per profitto. Una lotta, quella dei fratelli e sorelle curde e non solo, che ha condotto prima alla liberazione di Kobane dall’ISIS, e dopo all’affermarsi del Confederalismo Democratico come nuovo modello di organizzazione della società, basato sull’esercizio di una democrazia diretta, l’ecologismo e (non da ultimo) la liberazione delle donne.

Ricordare Sara, Rojbin e Ronahî, Evin, Mir e Abdurrahm significa ritrovare le radici di quella stessa lotta e, attraverso la loro memoria, difendere il presente!

VENERDÌ 9 GENNAIO 2026 ORE 18.00 - PRESIDIO A CAMPO DE’ FIORI

SABATO 10 GENNAIO 2026 ORE 11.00 - RACCONTI DI VITA E DI LOTTA CENTRO SOCIO-CULTURALE ARARAT (Largo Dino Frisullo)


roma.convoca.la/event/non-dime…



[2026-01-10] Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia! - RACCONTI DI VITA E DI LOTTA @ Centro Socio-Culturale Ararat


Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia! - RACCONTI DI VITA E DI LOTTA

Centro Socio-Culturale Ararat - Largo Dino Frisullo, Mattatoio, Roma
(sabato, 10 gennaio 11:00)
Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia! - RACCONTI DI VITA E DI LOTTA
SABATO 10 GENNAIO 2026 ORE 11.00 - RACCONTI DI VITA E DI LOTTA CENTRO SOCIO-CULTURALE ARARAT (Largo Dino Frisullo)

Non dimentichiamo: Roma con Sakine, Fidan e Leyla. 2013-2026 ancora chiediamo verità e giustizia!

“Il dolore e l’oppressione che la società e le donne hanno vissuto nella storia e continuano a sperimentare oggi, riguardano la consapevolezza, la creazione di coscienza, pensiero, prospettiva e mezzi di lotta. Possiamo superare questa situazione solo attraverso un’ampia organizzazione”.

Il 9 gennaio 2013 le militanti curde Sakine Cansız (Sara), Fidan Doğan (Rojbin) e Leyla Şaylemez (Ronahî) venivano assassinate a colpi di pistola mentre si trovavano nel Centro culturale curdo di Parigi. Tutte e tre rivestivano ruoli importanti all’interno del movimento curdo: Fidan Doğan era la rappresentante del Congresso Nazionale Curdo in Francia, Leyla Şaylemez era attiva nell’organizzazione giovanile e Sakine Cansız, oltre ad essere stata una delle fondatrici del Partito dei Lavoratori del Kurdistan, si era battuta per l’affermazione e l’organizzazione delle donne all’interno del Partito stesso.

Ömer Güney, sospettato dell’omicidio, venne arrestato pochi giorni dopo, ma morì per una presunta malattia poco prima dell’avvio del processo. Fin da subito fu chiaro che la ricerca del mandante portava in Turchia coinvolgendo i servizi segreti turchi ma, ancora oggi, i documenti che la chiamerebbero in causa sono tenuti sotto segreto di Stato dalle autorità francesi.

Il 23 Dicembre 2022 altri tre attivisti curdi sono stati assassinati davanti al Centro culturale curdo di Parigi: Evin Goyi, rappresentante del Movimento delle donne curde in Francia, Mir Perwer, un compagno artista che lavorava per dare voce alla cultura curda e Abdurrahman Kizil, un attivista parte del Consiglio del Popolo curdo a Parigi. Anche in questo caso le autorità francesi hanno trovato l’esecutore ma hanno deciso di coprire il mandante, cioè i servizi segreti turchi, dichiarando che "chi ha sparato è un malato psichiatrico”.

Il 9 e 10 Gennaio 2026 è importante ritrovarsi non solo per non dimenticare le compagne e i compagni uccisi e chiedere al governo francese di assumersi la responsabilità di quanto avvenuto, ma anche per ricordare che quegli assassinii si inseriscono in un conflitto ampio che vede frapporsi, da decenni, le forze che lottano per il confederalismo democratico in Medio Oriente e forze reazionarie che invece tramano per profitto. Una lotta, quella dei fratelli e sorelle curde e non solo, che ha condotto prima alla liberazione di Kobane dall’ISIS, e dopo all’affermarsi del Confederalismo Democratico come nuovo modello di organizzazione della società, basato sull’esercizio di una democrazia diretta, l’ecologismo e (non da ultimo) la liberazione delle donne.

Ricordare Sara, Rojbin e Ronahî, Evin, Mir e Abdurrahm significa ritrovare le radici di quella stessa lotta e, attraverso la loro memoria, difendere il presente!


roma.convoca.la/event/non-dime…




[2026-01-03] Presidio al carcere di Montorio @ Verona


Presidio al carcere di Montorio

Verona - Via Spagna 12B
(sabato, 3 gennaio 16:30)

Presidio fuori dal carcere di Montorio, su via Mattarana poco prima del cavalcavia.

Dalle 16:30 faremo sentire un po' di musica a chi è rinchiuso nel carcere di Montorio.
Porta file musicali o supporti che li riproducano,
a maggior ragione se sai che qualcun dentro li apprezzerebbe!


rebaltela.org/event/presidio-a…




A few months ago, I installed #Nextcloud on my shared hosting domain to use it as a repository of files I like to have always available, whether on my phone or at the PC.

Unfortunately, Nextcloud requires SSH access for maintainance and I don't have it. As of now, everything is working but Nextcloud gives me warnings that I can't address without SSH access, and I fear the time will come when I can no longer use it securely.

I really like #CryptPad and was thinking of moving everything to an instance of that platform.

On CryptPad, the files are encrypted, so I could also store personal stuff there without any major worries. The OpenOffice suite is available, so I could even do some editing. They would handle all the updates I have to handle myself now.

It looks like CryptPad is definitely better for me. Can you spot any downside of this solution?

reshared this

in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

all required cli commands, you can do also with the "occ web" App, you can installwithin NC.
If you only need a Web Office, Cryptpad will be fine for you. But NC has some more features, so you don't run NC only for Office normaly.
Questa voce è stata modificata (4 ore fa)


youtube.com/watch?v=HTwcbSit6P…

pazzesco il truffone di paypal



After years of debate, scientists found a telltale sign that an ancient ape walked on two legs, making it the oldest known human relative.#TheAbstract


Scientists Identify Remains of the Earliest Human Ancestor


🌘
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Mysterious bones that date back seven million years likely belong to the oldest known human ancestor, according to a study published on Friday in Science Advances.

For years, scientists have debated whether Sahelanthropus tchadensis—an ape known from skull and limb bones found in Chad—was primarily bipedal, meaning that it walked on two legs like humans, or if it walked on all fours like chimpanzees.

Now, a team led by Scott Williams, an associate professor of anthropology at the Center for the Study of Human Origins at New York University, has spotted a detail in the femur bone, known as a femoral tubercle, that strongly suggests this ape was a biped. Since bipedalism is a defining trait of human relatives, known as hominins, the discovery confirms that these bones belonged to the earliest known human ancestor by a margin of about one million years.

“The really novel part of our study is the discovery of a new feature that had never been noticed before, and that's the femoral tubercle,” Williams told 404 Media in a call. “I think that was the final piece of evidence that convinced me that this was a biped, and therefore probably a hominin, because you don't find that feature in anything else.”

“I think this will convince a lot of people, but certainly not everyone,” he added. “There'll be rebuttals. I'm sure that people will challenge it. That's fine. That's how science works.”
Fig. 1. S. tchadensis fossils (TM 266) compared to a chimpanzee and a human. Image: Wiliams et al., Sci. Adv. 12, eadv0130
Indeed, the remains of Sahelanthropus tchadensis have generated controversy since they were initially reported in 2002. Over the past five years, different teams have argued both for and against the hypothesis that this species walked on two legs. This unresolved question inspired Williams and his colleagues to take a “fresh and independent look” at the fossils, he said.

The researchers conducted a comparison of the limb bones with other hominin remains, while also re-examining them using a technique called 3D geometric morphometrics. The latter effort exposed a hidden detail: the presence of a femoral tubercle, which is a bony protrusion where the femur connects to the hip.

“It basically prevents our torso from falling backward or falling sideways as we walk,” explained Williams. "Chimpanzees, gorillas, and other apes don't need to have that structure because they don't have to take on a vertical posture like we do. You don't need that structure—unless you're a biped.”

Of course, hominins didn’t just suddenly stand upright one day, and this ancient species shows an interesting mix of features that suggest it still spent plenty of time in the treetops in addition to walking on land. This liminal state between arboreal and terrestrial life persisted for millions of years in hominins until the rise of Homo erectus two million years ago, which is the first hominin to walk in a similar upright position to modern humans.

In addition to pinpointing our own human origins, the fossils offer a possible glimpse of the last common ancestor between humans and our closest living relatives, chimpanzees and bonobos. These two ape lineages split about six or seven million years ago, around the same time Sahelanthropus tchadensis was roaming through Chad.

“The debate about what the last common ancestor was like is really highly contested,” Williams said. The remains of Sahelanthropus tchadensis suggest that human relatives in this era may have been similar in size to chimpanzees and bonobos, but had body proportions more akin to later hominins.

While Sahelanthropus tchadensis can be described as the earliest human ancestor in a general sense, it was probably not the direct ancestor to modern humans. It’s become clear in recent decades that a diversity of hominin lineages emerged and became extinct over the past seven million years, so it’s difficult to trace the direct lineage of our own species, Homo sapiens, the only humans that have survived to the modern day.

“The more fossils that are discovered,” Williams said, “the more complicated the picture looks.”




Jailbreaking the Amazon Echo Show


As locked-down as the Amazon Echo Show line of devices are, they’re still just ARM-based Android devices, which makes repurposing it somewhat straightforward as long as what you want is another Android device.
Running Home Assistant on an Echo Show 8 with LineageOS. (Credit: Dammit Jeff, YouTube)Running Home Assistant on an Echo Show 8 with LineageOS.
In this case, we’re talking about the first-generation Amazon Echo Show 8, which is a 2019-era device that got jailbroken back in November by [Rortiz2]. The process was then demonstrated in a video by [Dammit Jeff].

Currently only two devices are supported by this jailbreak, with the Echo Show 5 being the other one. If there’s enough interest, there doesn’t appear to be any technical reason at least for why this support couldn’t be extended to other devices. One major reason for jailbreaking is to put LineageOS on your Echo device courtesy of these Echo Show devices recently beginning to show advertisements, with no way to disable this.

The process of jailbreaking and installing the LineageOS ROM is somewhat long as usual, with plenty of points where you can make a tragic mistake. Fortunately it’s pretty simple as long as you follow the steps and afterwards you can even install the Google apps package if that’s your thing. Just mind the 1 GB RAM and 8 GB of storage on the Echo Show 8. In the case of [Jeff] he mostly replicated the home automation and entertainment features of Amazon’s FireOS with far less locked-down alternatives like Home Assistant.

youtube.com/embed/h0-MlJ38BXw?…


hackaday.com/2026/01/02/jailbr…




DENUNCIA PENALE


Il documento è una denuncia penale presentata alle autorità svedesi competenti in materia di reati economici e crimini di guerra, firmata da Julian Assange, riguardante l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2025 a María Corina Machado.

La denuncia sostiene che l’assegnazione e l’erogazione del premio violino il testamento di Alfred Nobel (1895), che vincola l’uso dei fondi esclusivamente alla promozione della pace, della fratellanza tra le nazioni e della riduzione degli eserciti. Secondo il denunciante, l’uso dei fondi Nobel in questo caso costituirebbe appropriazione indebita, poiché Machado avrebbe pubblicamente sostenuto o giustificato interventi militari, escalation armate e cambi di regime con l’uso della forza, in particolare contro il Venezuela.


freeassangeitalia.it/denuncia-…

Stefano Andaloro reshared this.



‼️Il documento che riportiamo è la denuncia penale presentata alle autorità svedesi competenti in materia di reati economici e crimini di guerra, firmata da Julian Assange, riguardante l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2025 a María Corina M…

marcolo reshared this.



Hackaday Podcast Ep 351: Hackaday Goes To Chaos Communication Congress


Elliot was of at Europe’s largest hacker convention: Chaos Communication Congress. He had an awesome time, saw more projects than you might think humanely possible, and got the flu. But he pulled through and put this audio tourbook for you.

So if you’ve never been to CCC, give it a listen!

html5-player.libsyn.com/embed/…

In the far future, all the cool kids will be downloading MP3s of their favorite podcasts.

Where to Follow Hackaday Podcast

Places to follow Hackaday podcasts:



What’s That Sound



hackaday.com/2026/01/02/hackad…



Auguri di un 2026 migliore... ?


BUON 2026...

C'è chi attribuisce ad Albert Einstein la frase "follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi"...

Nel mio lavoro più volte mi capita di incontrare casi nei quali è richiesta la figura del consulente per validare idee confuse (sempre le stesse) e si diventa indesiderati quando si cerca di far comprendere che, per ottenere risultati diversi, è necessario cambiare qualcosa.

Altre volte ascolto chi si lamenta per il lavoro, per come è stato trattato, per lo stipendio, per il rapporto con i colleghi... ma non studia, non è curioso, non rischia, o non cambia semplicemente QUALCOSA (atteggiamento, skills, il lavoro stesso...).

Tutti speriamo che il 2026 sia un anno migliore, e ce lo auguriamo l'un l'altro, ma ricordiamoci che serve fare qualcosa di diverso per non essere folli più che mai.
Auguri di buon 2026 a tutti (a me compreso)... per il 2026 mi accontenterò di diversificare il mio lavoro e di leggere più libri, e magari vedere più spesso alcune persone che per impegni vari (e un po' di pigrizia) frequento meno di quanto mi piacerebbe.

Buona vita e buon cambiamento a tutti...





buona notizia per il progresso umano futuro e l'accesso allo spazio


Epidermolisi bollosa, è il tempo che manca: l’appello di Alessandro Barneschi per far ripartire la ricerca


Al Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni la sua testimonianza mentre le sperimentazioni sono ferme da due anni


“Noi, persone con malattie rare, siamo chiamate ‘pazienti’. Ma l’Epidermolisi Bollosa non ha pazienza: non aspetta. Per noi, il tempo è fondamentale, perché il tempo della malattia non è quello della burocrazia. La malattia non è paziente: agisce, avanza, e non si ferma”. Alessandro Barneschi, 40 anni, affetto da Epidermolisi Bollosa sin dalla nascita, è intervenuto online durante il Consiglio Generale dell’Associazione Luca Coscioni tenutosi a Roma giovedì 18 dicembre.

Alessandro è il volto della campagna lanciata per chiedere al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di intervenire per far ripartire le sperimentazioni cliniche sulla terapia genica per contrastare questa malattia genetica rara e gravissima conosciuta anche come “sindrome dei bambini farfalla”, che rende la pelle estremamente fragile, soggetta a ferite dolorose e continue. In alcune forme è letale, ma la sperimentazione è ferma da due anni nonostante i risultati straordinari già ottenuti e la disperata attesa di pazienti e famiglie.

Il professor Michele De Luca – co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni – e il suo gruppo di ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia, hanno sviluppato una tecnologia portata ai pazienti attraverso Holostem, azienda fondata nel 2008, un’eccellenza italiana nel campo delle terapie cellulari e geniche.

I risultati raggiunti sono promettenti: questa terapia ha già salvato la vita a un bambino altrimenti destinato a morte certa. Nel 2023, a seguito della decisione del socio privato di liquidare la società, il Governo autorizzò l’acquisizione da parte della Fondazione Enea Tech & Biomedical. Un intervento che, sulla carta, doveva rappresentare la salvaguardia di un patrimonio scientifico nazionale e la tutela dei diritti dei pazienti. A due anni dall’acquisizione, però, le sperimentazioni cliniche sull’Epidermolisi bollosa non sono ancora partite ferme in un limbo inspiegabile. Di fronte a questa situazione insostenibile, l’Associazione Luca Coscioni ha deciso di lanciare un appello pubblico al Ministro Urso, accompagnato da una campagna – La ricerca è un diritto umano, e salva vite – che ha in Alessandro Barneschi il suo testimonial.

Durante il suo intervento al Consiglio Generale, Alessandro ha condiviso cosa significhi vivere con l’Epidermolisi Bollosa: “Sono ferite dolorose, portano via un sacco di tempo per le medicazioni e di energie”, ha spiegato descrivendo la quotidianità di chi convive con questa malattia. “E come me sono tanti altri pazienti, tante altre famiglie, sia grandi che purtroppo neonati in nuove famiglie che si stanno creando. Bambini nascono tutt’ora con questa malattia grave e io, come ho detto all’inizio, da 40 anni aspetto una probabile soluzione, una cura per questa malattia. E non oso immaginare i genitori dei bambini più piccoli. Il male e la tristezza che devono sopportare con la speranza che arrivi una cura per non si sa quanto tempo, anche se in realtà la terapia l’avevamo veramente vicina come risultato”. Davanti ad uno stop che appare amministrativo e non scientifico Barneschi ha voluto impegnarsi in prima persona: “Io sono qua per fare questo appello, per smuovere qualcosa, per far ripartire la sperimentazione con chi l’ha portata avanti per 30 anni, per non buttare la sua esperienza e non attendere oltre”.

L'articolo Epidermolisi bollosa, è il tempo che manca: l’appello di Alessandro Barneschi per far ripartire la ricerca proviene da Associazione Luca Coscioni.



The Pirate Post è una rassegna informativa per chi vuole conoscere le iniziative dei Pirati del mondo.

Friendica mi consente di impostare a ricondivisione automatica di alcuni account di area #pirata.
Questo non mi rende un "bot", ma sicuramente può dare fastidio a qualcuno. Fortunatamente esiste il silenziamento!
La selezione che effettuo comunque è abbastanza stringente e nel tempo mi preoccupo di effettuare qualche accorgimento per rendere la mia timeline meno noiosa. I miei follower talvolta mi fanno notare che alcuni contenuti non sono più in linea con il tema principale del mio account e mi è capitato di accogliere alcune di queste richieste e di rimuovere la ricondivisione automatica da alcuni fonti.



[2026-01-06] Befana ANTICAPITALISTA E ANTISIONISTA @ COA T28 @ COA T28


Befana ANTICAPITALISTA E ANTISIONISTA @ COA T28

COA T28 - Via dei Transiti 28, Milano
(martedì, 6 gennaio 15:00)
Befana ANTICAPITALISTA E ANTISIONISTA @ COA T28
Befana anticapitalista e antisionista 6 gennaio!

Nella piazzetta di via dei Transiti, dalle 15 in poi musica e danze con la Murga Libre, merenda e dolci!!


puntello.org/event/befana-anti…



[2026-01-03] Festa del CapricorNO @ La Polveriera Spazio Comune


Festa del CapricorNO

La Polveriera Spazio Comune - Via S. Reparata 12r, Firenze
(sabato, 3 gennaio 19:30)
Festa del CapricorNO
!!SABATO 3 Gennaio 2026!!

Festa dei capricorNO

📍@lapolverieraspaziocomune

Via Santa Reparata 12r

🥦 cena vegan (con opzioni senza glutine)

tutto il ricavato andrà alla cassa antirepressione !!!

🎤 open mic aperto

🔥 dalle 21:30 dj set:

dai suoni del melograno al perreo

@LoreJ

@Marzial

@Catastrofe

No droghe pesanti - no spaccio

-prima, dalle 15:00, saremo al PRESIDIO al carcere di Sollicciano perché LA SOLIDARIETÀ NON SI PROCESSA!


lapunta.org/event/festa-del-ca…



[2026-01-05] Kurdistan e palestina @ circolo arci la costituzione


Kurdistan e palestina

circolo arci la costituzione - via gramsci 480 Quinto Basso- Sesto F.no
(lunedì, 5 gennaio 18:00)
Kurdistan e palestina
A Firenze il Rojava è di casa. Lo è e lo è stato anche e soprattutto attraverso la vita di Orso. Lo è sui muri, sui murales.

Qua, nei nostri quartieri, la questione curda non è stata di passaggio, ma un nodo centrale attorno a cui si sono formate convinzioni, immaginari, idee.

L'incredibile movimento per la resistenza palestinese ci ha ricordato quanto il genocidio, l'annientamento, l'occupazione dei territori, la dispersione dei popoli oppressi, la pulizia etnica, siano gli elementi centrali con cui oggi più che mai l'economia del capitale ridisegna gli scenari di estrattivismo e sfruttamento e colonialismo.

La geopolitica dell'ipocrisia vorrebbe questi due popoli da parti opposte della storia. Se da un lato Israele utilizza la questione curda per attaccare la Turchia, dall’altro la Turchia si erge a paladina del popolo palestinese nella sua retorica anti-israeliana.

Ma dietro alle reciproche accuse, le relazioni militari e commerciali tra Turchia e Israele si sono protratte a lungo. Per noi è necessario tenere insieme la solidarietà alla lotta di entrambi i popoli, e comprendere le loro aspettative e proposte di soluzione dal basso può darci una solida base per la solidarietà.

Le lotte palestinese e curda ispirano da sempre milioni di persone, e rappresentano un simbolo di speranza e di riscatto per l’Italia e per tutto il mondo. Nella consapevolezza che la crisi mediorientale è epicentro di una più generale crisi globale, e che le guerre e i massacri che lì avvengono sono preludio di altri genocidi in tutto il resto del mondo.

Nell'ambito delle iniziative di convergenza con la vertenza ex Gkn, e con apericena solidale per l'azionariato popolare, iniziativa venerdì 5 h 18.00 a Circolo Arci - La Costituzione, assemblea e a seguire apericena.

Venerdì 5 h 18.00 con Zilan Diyar (Women Weaving Future, Movimento delle donne curde in Europa, TJK-E) e Sharif Hamad (militante palestinese di Gaza), presso Circolo Arci la Costituzione di Quinto Basso (Sesto Fiorentino)

A seguire apericena solidale di appoggio all'azionariato popolare #insorgiamo


lapunta.org/event/kurdistan-e-…



[2026-01-06] È arrivata la befana No Tav! @ Presidio No TAV San Giuliano di Susa


È arrivata la befana No Tav!

Presidio No TAV San Giuliano di Susa - San Giuliano di Susa
(martedì, 6 gennaio 15:00)
È arrivata la befana No Tav!
È arrivata la befana No Tav!

Ci vediamo il 6 gennaio al presidio di San Giuliano alle 15,00 per un giro ai mercatini di autoproduzioni e una merenda tutti insieme.

Dalle 18.30 invece la giornata continua con un'apericena a offerta libera e vin brulè!

Vi aspettiamo numerosə!

facebook.com/notav.info


gancio.cisti.org/event/e-arriv…



The Pirate Post is a review of information for those who want to know the initiatives of the Pirates of the world

Friendica allows me to set up automatic resharing for some #pirate accounts.
This doesn't make me a "bot," but it can definitely annoy some people. Fortunately, there's a mute option!
My selection is quite strict, and over time, I've made some adjustments to make my timeline less boring. My followers sometimes point out that certain content no longer aligns with the main theme of my account, and I've granted some of these requests and removed automatic resharing from some sources.



[2026-01-07] Presentazione libro "OLOCAUSTO PALESTINESE" di Angela Lano @ associazione culturale "La Credenza"


Presentazione libro "OLOCAUSTO PALESTINESE" di Angela Lano

associazione culturale "La Credenza" - via Walter Fontan 16, Bussoleno
(mercoledì, 7 gennaio 20:30)
Presentazione libro "OLOCAUSTO PALESTINESE" di Angela Lano
MERCOLEDÌ 7 GENNAIO ORE 20,30

SALA "SILVANO GIAI" - ASSOCIAZIONE CULTURALE LA CREDENZA (BUSSOLENO)

PRESENTAZIONE DEL LIBRO "OLOCAUSTO PALESTINESE" di Angela Lano

Dialogheranno con l'autrice Nicoletta Dosio, Gianluca Vitale e Giorgio Cremaschi.

facebook.com/notav.info


gancio.cisti.org/event/present…



[2026-01-09] Mercato 47 @ CSA Magazzino 47


Mercato 47

CSA Magazzino 47 - via industriale 10 Brescia
(venerdì, 9 gennaio 16:00)
Mercato 47
TUTTI I VENERDÌ DALLE 15.00 ALLE 19.00

Prodotti biologici, naturali, tradizionali, dall’agricoltura contadina e dai piccoli produttori: una spesa diversa è possibile pane, ortaggi, frutta, vini, formaggi, miele, pasta, cereali, conserve, cosmesi, produttori del commercio equo e tanto altro ancora per difenderci dall’aumento dei prezzi, per acquistare prodotti di qualità, per incontrare e conoscere i piccoli produttori, per non essere asserviti all’industria agro-alimentare e alle grandi catene di distribuzioni, per il consumo critico e perche’ la spesa sia un momento di incontro e socialità.

Con “Mercato 47” ci siamo proposti di realizzare un’opportunità di incontro diretto, senza forme di intermediazione commerciale, tra consumatori e piccoli produttori, contadini, artigiani, che siano attenti alla qualità del prodotto e delle relazioni (sociali, con l’ambiente e con il territorio) che si sviluppano durante il processo produttivo e di commercializzazione.

Crediamo che questo sia il modo per garantire una spesa di qualità, di prodotti genuini, tipici, biologici e naturali, a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato dalla distribuzione commerciale, e anche per assicurare un equo corrispettivo al lavoro contadino e artigianale, costretto spesso a piegarsi alle condizioni imposte dall’industria agro-alimentare e dalle grandi catene commerciali.

È un modo concreto di combattere il caro-prezzi, l’aumento del costo della vita, l’erosione dei salari da parte dell’inflazione e della progressiva riduzione della spesa pubblica per i servizi sociali. È un modo per costruire dal basso relazioni economiche estranee alle logiche di puro profitto, privilegiando nel consumo i piccoli produttori attenti alla salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità, delle produzioni tipiche, genuine e di qualità anche per contrastare l’omologazione del gusto imposta dalla grande industria agro-alimentare.

È un modo, infine, per recuperare la dimensione popolare del mercato come momento di incontro e di scambio tra le persone, con una serie di proposte di contorno (degustazioni, presentazioni di prodotti, concerti, proiezioni cinematografiche, presentazione di libri ecc.), che facciano della nostra spesa settimanale un’occasione di socialità, ma pure di ragionamento su come un mondo diverso si possa costruire anche a partire dai nostri comportamenti quotidiani, compreso ciò che mangiamo, che beviamo e che consumiamo.
Crediamo che sia importante che un’esperienza come questa sia nata e si sviluppi in un Centro Sociale Autogestito come il Magazzino 47, luogo di sperimentazione di una socialità liberata e di costruzione di pratiche politiche che, dal basso, si oppongono agli assetti economici imposti dalla globalizzazione capitalista.
Ricordiamo che a “Mercato 47” potrete trovare piccoli produttori di ortaggi, frutta, formaggi e salumi, farine, miele e altro ancora. Ma, poiché, vogliamo che per voi possa essere l’occasione della vostra spesa settimanale, “Mercato 47” organizza anche la vendita di quei prodotti per i quali non è possibile avere la presenza diretta dei produttori. E così troverete pane, pasta, olio, salse, riso, succhi, agrumi (nella stagione invernale) tutti biologici: questi prodotti vengono venduti con un ricarico medio del 20% sul “prezzo sorgente”, che consente a “Mercato 47” di pagare le spese di gestione e a chi acquista di operare un significativo risparmio sul prezzo pagato per prodotti di uguale qualità, acquistati nei normali circuiti di distribuzione. Potrete poi trovare anche una vasta gamma di prodotti del commercio equo e solidale: caffè, te, succhi di frutta, riso, orzo, legumi, ecc.
Ricordiamo ancora che a margine di Mercato 47 ogni venerdì sera sarà aperta l’enoteca, ci saranno cene a prezzi popolari e organizzeremo degustazioni, piccoli concerti, proiezioni di film, presentazioni di libri, dibattiti. E che lo spazio di Mercato 47 è aperto alle idee, alle iniziative, ai contributi di chi intenda proporre momenti di socialità, di cultura, di svago, e che le realtà collettive possano proporsi per l’organizzazione di cene di autofinanziamento.
Per dirla con Serge Latouche, economista francese, il mercato “e’ innanzitutto uno spazio di socialità specifico prima di essere un luogo di scambio di merci. Luogo per eccellezza della vita pubblica… occasione di incontri, luogo in cui si mescolano le generazioni, i sessi, le etnie diversi. La piazza di mercato appare come un luogo antitetico rispetto a quello del potere ufficiale”. Anche per questo, in un Centro Sociale Autogestito, si fa Mercato 47.


lasitua.org/event/mercato-47-1…



Flavio Sabato, Jennifer Tocci e Maria Teresa Bartolomeo interverranno a “Nuove radici, nuovi orizzonti” a Roma


Flavio Sabato, Jennifer Tocci e Maria Teresa Bartolomeo interverranno a “Nuove radici, nuovi orizzonti” la formazione studentesca sulle libertà individuali a Roma


🗓Lunedì 5 gennaio 2026🕘Ore 9:00 – 11:00📍 Via Valeriano, 3F Roma


Nell’ambito delle formazioni interne promosse da UdS Pomezia, LabBarricata e Officina Studentesca Anzio-Nettuno, nello spazio dedicato ai temi delle libertà individuali, interverranno:

  • Flavio Sabato, coordinatore della Cellula di Pomezia relativamente al tema delle barriere architettoniche;
  • Jennifer Tocci, coordinatrice della Cellula di Genova relativamente al tema del fine vita;
  • Maria Teresa Bartolomeo, coordinatrice della Cellula di Roma relativamente al tema delle terapie psichedeliche.

Si tratta di un momento di formazione, riservato esclusivamente ai membri delle organizzazioni studentesche coinvolte: un’occasione importante per dialogare, condividere e rafforzare gli strumenti di mobilitazione.

L'articolo Flavio Sabato, Jennifer Tocci e Maria Teresa Bartolomeo interverranno a “Nuove radici, nuovi orizzonti” a Roma proviene da Associazione Luca Coscioni.




Low-Cost, Portable Streaming Server


Thanks to the Raspberry Pi, we have easy access to extremely inexpensive machines running Linux that have all kinds of GPIO as well as various networking protocols. And as the platform has improved over the years, we’ve seen more demanding applications on them as well as applications that use an incredibly small amount of power. This project combines all of these improvements and implements a media streaming server on a Raspberry Pi that uses a tiny amount of energy, something that wouldn’t have been possible on the first generations of Pi.

Part of the reason this server uses such low power, coming in just around two watts, is that it’s based on the Pi Zero 2W. It’s running a piece of software called Mini-Pi Media Server which turns the Pi into a DLNA server capable of streaming media over the network, in this case WiFi. Samba is used to share files and Cockpit is onboard for easy web administration. In testing, the server was capable of streaming video to four different wireless devices simultaneously, all while plugged in to a small USB power supply.

For anyone who wants to try this out, the files for it as well as instructions are also available on a GitHub page. We could think of a number of ways that this would be useful over a more traditional streaming setup, specifically in situations where power demand must remain low such as on a long car trip or while off grid. We also don’t imagine the Pi will be doing much transcoding or streaming of 4K videos with its power and processing limitations, but it would be unreasonable to expect it to do so. For that you’d need something more powerful.

youtube.com/embed/rvEQalALV6Y?…

Thanks to [Richard] for the tip!


hackaday.com/2026/01/02/low-co…





BASTA ODIOSI CONTROLLI !!!

-- Come possiamo togliere prescrizioni e regole che proteggono i cittadini e impediscono di attaccare l'ambiente e la cosa pubblica, senza farci notare?
++ Ma è semplice! Basta cambiare nome a quello che stai facendo, per esempio invece di "cancellazione di regole e protezioni" li chiami "semplificazione delle procedure", poi per quelli più ficcanaso ci metti anche un bel sito web, nuovo e ben impaginato, dove ci si possono anche perdere.
-- Ma sai che potrebbe funzionare?
++ Eccome. Anzi, ecco qui già tutto pronto. Per esempio sulle odiose Valutazioni ambientali ecco che scriviamo :

italiasemplice.gov.it/portale/…


Chi vuoi che noti che :
..Estensione a tutte le VIA statali della disciplina speciale PNRR su inerzia e potere sostitutivo
significa che viene estesa la “VIA rapida” che porta a veloce approvazione dei progetti senza più controllo.

E chi vuoi che noti che c' è un indebolimento tragico dei controlli preliminari con :
..Riduzione del periodo per la consultazione pubblica sullo studio preliminare ambientale a 30 giorni
per cui dove prima non c'era una scadenza adesso i pareri devono schioccare in trenta giorni. E poi si riduce a 30 giorni (da 45) il termine per presentare osservazioni sullo studio preliminare ambientale e alla documentazione allegata. Il periodo di consultazione tra amministrazioni sul rapporto preliminare ambientale è stato dimezzato da 90 a 45 giorni. Si introduce inoltre un termine (di 90 giorni) entro cui l'autorità competente, se i soggetti individuati per la verifica di ottemperanza alla VIA non provvedono entro il termine stabilito, deve svolgere direttamente le attività di verifica. Sappiamo quanto i tecnici per fare controlli siano merce rara nelle amministrazioni pubbliche, quindi basta controlli e procediamo!!!


/SARCASMO



[2026-01-16] Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali @ Federazione Anarchica Torinese


Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali

Federazione Anarchica Torinese - corso Palermo 46
(venerdì, 16 gennaio 21:00)
Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Venerdì 16 gennaio
ore 21
alla Fat in corso Palermo 46

Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico

Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci colloca tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.

www.anarresinfo.org


gancio.cisti.org/event/palesti…


Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
Inizia: Venerdì Gennaio 16, 2026 @ 9:00 PM GMT+01:00 (Europe/Rome)
Finisce: Sabato Gennaio 17, 2026 @ 11:55 AM GMT+01:00 (Europe/Rome)

Venerdì 16 gennaio
ore 21
alla Fat in corso Palermo 46

Interverrà Fabrizio Eva, geografo politico

Palestina. Le geografie del dominio: radici simboliche e materiali
L’epoca post coloniale, lungi dal chiudere i conti con il tempo degli imperi, ha aperto la strada a conflitti innescati dal ridefinirsi in chiave neocoloniale di dinamiche di controllo a livello globale, nutrendosi alla fonte avvelenata del nazionalismo, delle religioni, dello sfruttamento feroce di esseri umani e risorse.
Lo spazio geografico del Mediterraneo orientale, con l’enorme carico simbolico rappresentato dalla presenza di luoghi legati alle religioni abramitiche, nel 1918 passa sotto controllo della Gran Bretagna, che lo sottrae all’impero ottomano, sconfitto nella prima guerra mondiale.
Proveremo a dipanare le vicende che seguono quell’evento, evidenziandone similitudini e differenze con i processi di decolonizzazione di quell’epoca, segnata da massacri, pulizie etniche, esodi di massa, in vari angoli del pianeta.
Seguendo il filo dei confini disegnati con il righello ma intrisi di sangue, proveremo a cogliere i vari passaggi che hanno portato alla situazione odierna. Una situazione che nel Mediterraneo orientale, ricalca processi che ritroviamo ovunque a livello planetario.
Processi che, con diversi livelli di violenza segnano il nostro tempo.
Il nostro sguardo non è neutro, perché, collocandoci dalla parte degli oppressi e degli sfruttati, ci colloca tra chi lotta per abolire Stati, frontiere, eserciti.

www.anarresinfo.org




[2026-01-04] “Antonio Sordi: il granarolese che fuggì due volte. Il dissenso antifascista tra polizia politica, schedature e confino” @ Sala del Quartiere di Piazza Manfredi


“Antonio Sordi: il granarolese che fuggì due volte. Il dissenso antifascista tra polizia politica, schedature e confino”

Sala del Quartiere di Piazza Manfredi - Sala del Quartiere di Piazza Manfredi - Granarolo Faentino
(domenica, 4 gennaio 17:00)
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Un appuntamento per rileggere la storia locale attraverso le vicende di chi si oppose al regime fascista.

Protagonista dell’incontro sarà lo storico Mattia Randi, dell’associazione Acsé, che ricostruirà la figura di Antonio Sordi, operaio edile originario della frazione faentina e oppositore del fascismo. Arrestato nel 1928 per offese a Mussolini, Sordi fu sottoposto a un lungo percorso repressivo: schedature, sorveglianza politica e confino a Ventotene, Rogliano e Sala Consilina, dai quali tentò più volte la fuga e l’espatrio in Francia. Morì nel 1943, durante la detenzione ad Aversa, in circostanze mai del tutto chiarite.

La serata si inserisce nel progetto “Schedati. Biografie del dissenso antifascista nella Romagna Faentina”, promosso dall’Unione della Romagna Faentina e da Acsé


fuorinellanebbia.it/event/anto…



La Corte costituzionale dà ragione alla Toscana: le Regioni possono e devono decidere


Articolo per la testata Il Dubbio


La sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale toscana sul suicidio medicalmente assistito rappresenta un passaggio di grande rilievo.

Quella legge era stata approvata al termine di un ampio confronto consiliare e a seguito dell’esame – con alcune modifiche – della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”, depositata dall’Associazione Luca Coscioni.

La sentenza 204 del 2025 chiarisce finalmente ciò che per troppo tempo è stato oscurato da letture strumentali: le Regioni possono legiferare, nell’ambito della tutela della salute, per organizzare e rendere effettivo l’intervento del servizio sanitario pubblico nel percorso di suicidio medicalmente assistito, senza dover attendere una legge statale, purché non si sostituiscano allo Stato nella definizione dei diritti e dei loro limiti.

La Consulta riconosce esplicitamente che la legge toscana è, nel suo impianto generale, riconducibile alla tutela della salute, materia di competenza concorrente.

Un’affermazione decisiva, che smonta l’argomento utilizzato dalla Lombardia e dal Piemonte per bloccare, senza nemmeno discuterle, le proposte di legge regionali: non esiste alcun divieto costituzionale a priori all’intervento delle Regioni. Il confronto politico e istituzionale era dunque non solo possibile, ma doveroso.

La Corte conferma la legittimità delle scelte fondamentali operate dalla Toscana: l’istituzione di commissioni multidisciplinari presso le aziende sanitarie, il coinvolgimento dei comitati etici, la previsione di procedure volte a garantire l’ascolto diretto della persona e la presa in carico da parte del Servizio sanitario regionale. Tutti elementi considerati coerenti con i principi già desumibili dalla legislazione statale e dalla giurisprudenza costituzionale.

È particolarmente rilevante che la Corte ribadisca che l’inerzia del legislatore statale non può paralizzare l’azione regionale. Le Regioni non devono “attendere” il Parlamento, ma possono e devono organizzare il servizio sanitario per rendere effettivi diritti già riconosciuti, evitando che l’accesso al suicidio medicalmente assistito dipenda da prassi disomogenee o, peggio, dall’arbitrio delle singole strutture.

Le dichiarazioni di illegittimità costituzionale non investono l’impianto generale della legge toscana, ma colpiscono specifiche disposizioni che eccedono la competenza regionale, tra cui la fissazione in fonte regionale dei requisiti individuati dalla giurisprudenza costituzionale e la scansione rigida dei tempi procedimentali. Resta fermo, tuttavia, nella ricostruzione della Corte, che il procedimento di accesso al suicidio medicalmente assistito si svolge nell’ambito del Servizio sanitario pubblico, cui compete la presa in carico sanitaria della persona, nei termini e secondo le condizioni già delineate dalla propria giurisprudenza.

Questo punto assume un peso decisivo nel dibattito sul disegno di legge in discussione al Senato, che tenta di escludere il Servizio sanitario dal procedimento. La giurisprudenza costituzionale ha già riconosciuto che la persona che si trova nelle condizioni previste ha diritto di essere accompagnata dal servizio sanitario pubblico. Escluderlo significherebbe creare diseguaglianze, abbandonare le persone più fragili e tradire la funzione costituzionale della sanità pubblica.

La Toscana ha dimostrato che è possibile legiferare con responsabilità, nel solco tracciato dalla Corte. Ora non ci sono più scuse: chi ha scelto di non discutere deve spiegare perché ha rinunciato a esercitare le proprie prerogative democratiche. La Corte ha parlato. La politica non può più tacere.

L'articolo La Corte costituzionale dà ragione alla Toscana: le Regioni possono e devono decidere proviene da Associazione Luca Coscioni.

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Liquid CO2 For Grid Scale Energy Storage Isn’t Just Hot Air


The big white thing is is the CO2 exhaust bag.

There’s folk wisdom in just about every culture that teaches about renewable energy — things like “make hay while the sun shines”. But as an industrial culture, we want to make hay 24/7 and not be at the whims of some capricious weather god! Alas, renewable energy puts a crimp in that. Once again, energy supplies are slowly becoming tied to the sun and the wind.

Since “Make compute while the wind blows” doesn’t have a great ring to it, clearly our civilization needs to come up with some grid-scale storage. Over in Sardinia they’re testing an idea that sounds like hot air, but isn’t — because the working gas is CO2.

The principle is simple: when power is available, carbon dioxide is compressed, cooled, and liquefied into pressure vessels as happens at millions of industrial facilities worldwide every day. When power is required, the compressed CO2 can be run through a turbine to generate sweet, sweet electricity. Since venting tonnes of CO2 into the atmosphere is kind of the thing we’re trying to avoid with this whole rigmarole, the greenhouse gas slash working fluid is stored in a giant bag. It sits, waiting for the next charge cycle, like the world’s heaviest and saddest dirigible. In the test project in Sardinia — backed by Google, amongst others — the gas bag holds 2000 tonnes and can produce 20 megawatts of power for up-to 10 hours.

The scheme does require pressure vessels the size of buildings, which may make some nervous.
That’s not exactly astounding. It gets you through the night, but leaves you hanging if the next day is cloudy. But it’s scalable. The turbine is 20 megawatts, sure, but all you need is land to add extra energy capacity. The 200 MWh pilot plant is a five hectare facility, which is only about 12.3 acres, or roughly 1/10th the size of the Mall of America. It seems like increasing capacity would be fairly trivial; unlike, say, pumped hydro storage, no special topography is required. Ten hours of storage is also notably longer than the six to eight hours grid-scale battery farms usually aim for.

As of this writing, there’s only one of these plants in operation, but expect that to change rapidly. In 2026 the company behind the Sardinia project, Energy Dome, plans on putting in grid-scale storage based on its technology in India and Wisconsin, and that’s before Google gets into it. They’re hoping to roll this technology out at a number of data centers worldwide, though the exact details of the deal aren’t public.

We’ve talked about grid-scale energy storage before, using everything from liquid tin to electric car batteries and big piles of gravel. This methodology has a lot to recommend it over those others in comparison, and should worst come to worst, at least it won’t burn for days like certain batteries we could name. Releasing 2000 tonnes of CO2 might not be as benign as a failure from a liquid air battery, but storing liquid CO2 under pressure is a lot easier holding onto cryogenic air.


All images credited to Luigi Avantaggiato.


hackaday.com/2026/01/02/liquid…



IRAN. Iran, proteste record contro il carovita. Trump minaccia attacco


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il contesto economico spiega l'ampiezza delle contestazioni. L’inflazione ufficiale supera il 36%, ma il costo reale della vita è percepito come molto più alto. Intanto Trump minaccia di intervenire
L'articolo IRAN. Iran, proteste record contro il carovita. Trump