ilfattoquotidiano.it/in-edicol…
Dopo la puntata a Caracas, i cui sviluppi sono ancora enigmatici, Trump si sta muovendo con decisione e rapidità.
Possiamo ironizzare sulle sue sparate in mille direzioni: Groenlandia, Iran, Messico, Canada, Colombia, Cuba, ecc. ma sarebbe un'ironia malposta.
Lo stile di governo di Trump è la quintessenza della politica internazionale americana da sempre, ma con un minor gusto per le insalate verbali sul diritto e le ragioni umanitarie (roba in cui sono specializzati i Dem).
Questo stile di governo implica due sole opzioni per i paesi cui si rivolge: la sottomissione volontaria, con concessione di trattati asimmetrici e condizioni di sfruttamento a proprio favore, oppure l'esercizio della forza, nel caso in cui la sottomissione tiri per le lunghe.
A sua volta l'esercizio della forza consta di una combinazione di strangolamento economico del paese bersaglio, corruzione della sua dissidenza interna e intervento militare diretto (con una varietà di opzioni, dai missili proverbialmente intelligenti, ai "boots on the ground").
Come, avevamo osservato più volte negli scorsi anni, siamo alla fase della resa dei conti per la superpotenza americana. Una volta perso il monopolio mondiale del potere (unipolarismo), gli USA devono riconfigurare il proprio potere in crisi sia interna che esterna, sia economica che di egemonia internazionale. E per farlo devono giocare le migliori carte che hanno, cioè principalmente la rimanente supremazia militare e una valuta ancora internazionalmente desiderata.
Essendo l'impero americano, come il suo predecessore britannico, un impero talassocratico, tende a non privilegiare l'invasione stanziale dei territori altrui, preferendo la loro sottomissione volontaria o in alternativa l'insediamento di un proprio plenipotenziario locale (come i "vicerè" e "governatori" del passato).
Se puoi ottenere che il paese vassallo ti dia ciò che vuoi con il sorriso, non c'è ragione di alzare la voce, così come i padroni dei giornali non hanno bisogno di alzare la cornetta per dettare gli articoli quando i loro giornali sono infarciti di servi volontari, di autocensori e di "tengo famiglia".
Per il cretinismo mediatico internazionale questo atteggiamento americano, in cui si preferisce ottenere il pizzo senza dar fuoco a troppi negozi, è stato venerato per decenni come "pax americana".
Trump rappresenta una boccata di aria fresca dal punto di vista comunicativo perché ha ridotto al minimo i balletti formali, la ricerca di scuse plausibili. Ogni tanto ne tira fuori qualcuna, ma non ce la fa a dissimulare a lungo. Tre frasi dopo averti detto che ti sta facendo dimagrire per il tuo bene, gli sfugge che però, se cerchi di trattenere la pagnotta, ti potrebbe arrivare un Tomahawk tra capo e collo.
Aver liberato il terreno dalle cortine fumogene della "plausible deniability" e degli "interventi umanitari" permette di vedere in faccia la fase storica.
Gli USA stanno usando tutti i mezzi a loro disposizione per estendere le proprie aree di estrazione di risorse al massimo consentito, il che significa le Americhe in toto (Groenlandia inclusa), l'Europa, il Commonwealth, il Medio Oriente.
Non potendo affrontare direttamente gli altri pesi massimi (Russia e Cina) gli USA cercano di condizionare l'accesso alle risorse di cui quelli hanno bisogno (la Cina soprattutto) e di fomentare turbolenze ai loro confini (Ucraina, Georgia, Taiwan) in modo da ostacolare una politica di più ampio respiro in altre parti del globo (ad esempio in Africa).
Questa manovra ha due principali esiti possibili.
Se la manovra di sottomissione, volontaria o involontaria, funziona, se il Venezuela rientra obbediente nella sfera di sfruttamento americano, se l'Iran viene destabilizzato, se Taiwan proclama l'indipendenza, se l'Ucraina continua a tenere occupata la Russia, se Israele diviene l'incontrastato dominus del Medio Oriente, se la Groenlandia diviene una base militare a completa disposizione, se l'Europa continua ad essere troppo concentrata nel suo ventennale suicidio economico e culturale per svegliarsi, la partita per gli USA è vinta.
Cina e Russia rimarranno potenze regionali, mentre gli USA saranno nelle condizioni di instaurare il loro Reich millenario.
L'alternativa è che Russia e Cina, ma soprattutto quest'ultima, non essendo al momento impegnata in un conflitto, agiscano subito con decisione attraverso patti militari e sostegno economico e militare diretto in aree strategiche. Ovviamente gli USA reagiranno ed altrettanto ovviamente si potrebbe arrivare a scontri armati diretti.
Se contingenti militari cinesi si trovassero, per dire, in America Latina a sostegno del Venezuela o di Cuba, è certo che uno scontro sarebbe dietro l'angolo.
E tuttavia è anche chiaro che l'unica cosa, assolutamente l'unica, che farà recedere gli USA dalla loro politica di dominio senza freni sarebbe un opposto e deciso uso della forza. Gli USA (come Israele) sono stati trasimachei, nazioni che riconoscono fondamentalmente soltanto le ragioni della forza e disprezzano tutto il resto.
Finora gli USA si sono mossi con serenità nonostante gli enormi problemi interni, perché le loro aggressioni non gli sono costate nulla. Non un fante americano, non un aereo, non una portaerei. Anzi, da scenari come l'Ucraina hanno trovato il modo di ricavare un profitto netto, lasciando gli oneri agli autolesionisti europei.
Tra questi due scenari estremi, nel medio periodo non vedo molte possibilità intermedie.
Gli USA (insieme ai loro gemelli diversi in Israele) hanno dichiarato sostanzialmente una guerra di saccheggio e sottomissione a livello globale.
Se vengono lasciati fare andranno fino in fondo in questo processo di asservimento.
Se non vengono lasciati fare, scorrerà il sangue.
di Andrea Zhok
Ogni volta che accade qualcosa, la propaganda di regime si mobilita per mettere in atto disinformazione e propaganda. In base a chi fa cosa, la terminologia cambia.
E lo fanno per cambiare la percezione dell'opinione pubblica su un fatto specifico. Basta vedere cosa hanno combinato con israele.
Due cose, importantissime: spesso i peggiori propagandisti sono quelli che prendono soldi pubblici. Soldi nostri. Soldi dalle nostre tasse. In sostanza li paghiamo per mentirci.
La seconda, una società sottposta a disinformazione e propaganda è una società incatenata. Una società la cui libertà viene sottratta giorno dopo giorno.
La misura è colma!
Giuseppe Salamone
🔒 Forbidden Archives - Un viaggio oltre la censura
Ho creato uno spazio dove le storie dimenticate dalla storia ufficiale trovano voce. Si chiama Forbidden Archives ed è accessibile esclusivamente via Tor.
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Gli anni di piombo italiani e i legami tra Gladio e la Banda della Uno Bianca
L'alleanza segreta tra governo USA e Mafia durante la Seconda Guerra Mondiale
BlackRock e il feudalesimo finanziario che sta colonizzando l'Europa
Il controllo delle chat proposto dall'UE e cosa significa per la nostra privacy
Federico Faggin e la coscienza come fondamento della realtà
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La conoscenza non dovrebbe avere cancelli.
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Scrivere, si ma creativamente
La scrittura creativa oggi è una strana creatura: tutti ne parlano, molti la desiderano, pochi la affrontano per ciò che è davvero. Non è un talento mistico che piove dal cielo, né un trucco riservato a pochi eletti con l’aria ispirata. È un lavoro mentale, emotivo e tecnico insieme, un territorio dove convivono conoscenza e istinto, studio e ossessione, disciplina e caos. Scrivere creativamente significa dare forma a qualcosa che prima non c’era, o che esisteva solo come sensazione confusa, come immagine fugace, come urgenza interna. È un atto di costruzione, non di improvvisazione, anche quando sembra spontaneo.
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Domani si torna in ufficio.
Come se non fossi già abbastanza triste, oggi ho anche disfatto l'albero e tolto gli addobbi.
Adesso sono pronto per un cocktail di barbiturici.
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Dopo cinque anni, la perdita d’aria nel segmento russo della ISS sembra essersi fermata
La perdita d’aria che da quasi cinque anni interessava una parte del segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) sembra essersi fermata. Il problema era causato da micro‑crepe nel moduloMariasole Maglione (Astrospace)
Quel 6 gennaio 1980
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/quel-6-…
In Sicilia era (anche) il periodo di Vito Ciancimino, il sindaco mafioso
L'articolo Quel 6 gennaio 1980 proviene da Articolo21.
Il cardinale Zuppi ha chiamato la famiglia Trentini per esprimere la vicinanza Cei
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/il-card…
Il presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ha chiamato nei giorni scorsi la famiglia di Alberto Trentini. Nella
Per ordine di chi? 46 anni fa l’omicidio di Piersanti Mattarella
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/per-ord…
Piersanti Mattarella è stato ucciso il 6 gennaio del 1980, a circa un mese dal XIV congresso della DC. In quel momento è in carica il governo, primo governo Cossiga che è infarcito di
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L’Italia chieda a Israele la revoca delle sanzioni alle Ong – Lettera aperta al Ministro Tajani
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Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, Le chiedo di inviare una nota di protesta allo Stato
Il legale di Borsellino diffida i pm. “Fate le indagini sui mandanti”
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Scontro durissimo tra il procuratore e il gip di Caltanisetta sull’indagine sui ‘mandanti esterni’ delle stragi del 1992. E ora entra in campo l’avvocato Fabio
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Israele al 112° posto nella classifica sulla libertà di stampa: il 2025 l’anno nero del giornalismo
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/israele…
“I giornalisti non muoiono e basta: vengono uccisi. Il numero di giornalisti
Movimento 5 Stelle: no al bavaglio su Report
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articolo21.org/2026/01/movimen…
“Anche il 2026 si apre all’insegna delle intimidazioni della maggioranza al giornalismo indipendente, ancora una volta contro Report, con comunicati che hanno il sapore chiarissimo della censura preventiva. Alla vigilia di una puntata che
Stavo leggendo della "Total Cookie Protection" di #Firefox, introdotta questa primavera.
Da quanto capisco, i cookie di terze parti, quelli usati per il tracciamento, da questa primavera vengono "inscatolati" in un contenitore che è unico per ogni sito. Quindi, ogni sito può accedere solo ai cookie che ha messo lui, questo a quanto dicono (e mi torna...) impedisce ai siti di tracciarti.
Praticamente, per ogni sito che visito è come se lui fosse l'unico sito che visito ogni giorno, non vede nulla di quello che viene depositato dagli altri siti.
Se è così... abbiamo risolto una volta per tutte il problema del tracciamento via-cookie?
Sbaglio qualcosa?
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Chi voleva i documenti di Bellavia? Ecco chi ha Report nel mirino
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/chi-vol…
I documenti sottratti al collaboratore di Report, Giangaetano Bellavia, confermano il clima torbido, aggressivo che si è creato attorno a Report. Le tentato tutte pur di
Ombrello
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/ombrell…
Seguendo il ragionamento acrobatico della Meloni, il Venezuela ha scatenato una guerra ibrida contro gli Usa, a base di droga e malavita; così gli Usa lo hanno attaccato legittimamente, arrestando Maduro, ma in realtà si sono difesi. Se il teorema meloniano fosse rigoroso, gli Usa potrebbero attaccare l’Italia e deportare Mattarella, per
Secondo voi, se la stessa cosa l'avesse fatta la Russia con Zelensky, Sergio Mattarella sarebbe rimasto in silenzio? Si sarebbe rifugiato nello stesso silenzio nel quale si sta rifugiando adesso? Io credo proprio di no!
Sono passate quasi 48 ore dall'aggressione USA al Venezuela e Sergio Mattarella non ha sentito il bisogno di condannare questa violazione del diritto internazionale, che crea un precedente inquietante.
Eppure ci ha sempre dato dimostrazione che, quando vuole, riesce a essere netto, inequivocabile e perfino tempestivo.
Basta vedere, per esempio, con quale nettezza avanzò paragoni tra il Terzo Reich e la Russia e la lestezza che ebbe nell'esprimere solidarietà a Molinari o alle comunità ebraiche.
Delle volte il silenzio fa più rumore delle parole. Questo è uno di quei casi perché sembra di capire che "chi tace acconsente". Presidente Mattarella, non in mio nome!
Giuseppe Salamone
lidentita.it/tajani-venezuela/…
𝗜𝗟 𝗚𝗜𝗨𝗕𝗜𝗟𝗘𝗢 𝗙𝗜𝗡𝗜𝗦𝗖𝗘 𝗖𝗢𝗡 𝗜𝗟 𝗤𝗨𝗔𝗗𝗥𝗔𝗡𝗧𝗘 𝗦𝗨𝗗 𝗗𝗜 𝗥𝗢𝗠𝗔 𝗦𝗢𝗧𝗧𝗔𝗖𝗤𝗨𝗔 𝗘 𝗜𝗡 𝗚𝗜𝗡𝗢𝗖𝗖𝗛𝗜???
Il Giubileo 2025, motivo dei super poteri a Gualtieri, si è ufficialmente concluso senza che il mega impianto sia ancora stato autorizzato. Oggi però resta il disastro del quadrante Sud della Città completamente sott'acqua. Stiamo parlando del quadrante destinato, secondo le intenzioni di Gualtieri, a ospitare l'inceneritore.
Due tra le principali arterie di collegamento, da utilizzare quindi per il trasporto dei rifiuti, sono letteralmente sottacqua; la via Laurentina è chiusa da stanotte mentre ieri la via Ardeatina, con le immagini di Falcognana a fare il giro del mondo, è stata chiusa per ore in più tratti e in pochi km.
Un mega impianto da realizzarsi in un'area che evidenzia tutta la sua vulnerabilità dal punto di vista idrogeologico. Va ricordato che, appena 3 mesi fa, l'Autorità di bacino del distretto dell'Appennino centrale ha proposto l'aggiornamento del piano con l'ampliamento delle aree a rischio esondazione a ridosso dell'impianto e ora ricompresovi a seguito delle recenti varianti del fosso della Cancelliera. Di questi nuovi elementi cogenti gli elaborati progettuali proposti e visionati dagli "amici" di Gualtieri non ne hanno colpevolmente tenuto conto. Un'area che è quindi del tutto inidonea. Oggi però i cittadini di Roma Sud sono ostaggi della mala gestione di un Sindaco Metropolitano con le arterie della viabilità sud dell'ex provincia ridotte a fiumi di fango perché evidentemente incapace di assicurare la manutenzione del quadrante sud troppo impegnato a realizzare i suoi ridicoli video per TikTok.
Per parte nostra continueremo a batterci senza sosta per impedire che questo scempio senza eguali si realizzi.
𝐂𝐢 𝐯𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢̀ 𝟖 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝐬𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞.
#termovalorizzatore #energiapulita #copenhill #copenhagen #raccoltadifferenziata #ambiente #energia #climatechange #clima #denmark #energia #termovalorizzatori #ecologia
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C’è un buco gravitazionale enorme nell’Oceano Indiano e forse sappiamo perché
È una delle anomalie gravitazionali più misteriose, sulla Terra. Dopo anni di indagini gli scienziati hanno scoperto l’origine di questo buco gravitazionale nell’Oceano IndianoPasquale D'Anna (Passione Astronomia)
Di fuoco e smartphone - Quale esistenza nella società dell'immagine?
Interessante revisione del prof. Contarini di un proprio articolo già pubblicato su Voce Anarchica, periodico libertario svizzero ticinese
tio.ch/rubriche/ospite/1894849…
Di fuoco e smartphone - Quale esistenza nella società dell'immagine?
di Filippo Contarini, professore assistente di storia e teoria del dirittotio.ch
Da Gaza alla Cisgiordania, Israele estende operazioni militari e arresti
@Notizie dall'Italia e dal mondo
I militari di Tel Aviv avanzano oltre la linea gialla nel nord della Striscia, mentre bombardano il sud. Ondata di arresti e raid nella Cisgiordania occupata. Ucciso un uomo beduino nel Negev
L'articolo Da Gaza alla Cisgiordania, Israele estende operazioni
L’intelligence, le forze speciali e gli scenari per Caracas. Absolute resolve letta da Margelletti
@Notizie dall'Italia e dal mondo
La cattura di Nicolás Maduro segna uno spartiacque per il braccio di ferro Usa-Venezuela e per l’intero equilibrio regionale. L’operazione Absolute Resolve ha mostrato ancora una volta la capacità americana di combinare intelligence, forze speciali e
Spari a Caracas, l’industria petrolifera USA si prepara a colonizzare il Venezuela
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Mentre le multinazionali di Washington si preparano a sfruttare i giacimenti di Caracas, alcune petroliere cariche di greggio venezuelano cercano di violare il blocco navale imposto dagli Stati Uniti
L'articolo Spari a Caracas, l’industria
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L'Artico nella guerra dell'impero
L’Artico nella guerra dell’impero
La premier danese Mette Frederiksen ha avvertito che un’eventuale presa di controllo americana della Groenlandia segnerebbe di fatto la fine della NATO, un’alleanza che non potrebbe sopravvivere all’attacco di uno dei suoi membri contro il territorio…www.altrenotizie.org
Come si è arrivati all’operazione Usa contro il Venezuela. Il racconto di Formiche
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Dopo cinque mesi di tensioni crescenti, gli Stati Uniti hanno condotto un’operazione militare contro il Venezuela che ha portato all’arresto di Nicolas Maduro e apre a nuovi scenari per la regione latino-americana. Formiche.net, fin dall’inizio, ha seguito gli sviluppi intorno al
Il trattato delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica
Con oltre il 60% della popolazione mondiale connessa a Internet, la sfera digitale si sta espandendo rapidamente. Questa connettività senza precedenti offre immense opportunità, ma aumenta anche i rischi per la sicurezza informatica, poiché le minacce si evolvono parallelamente ai progressi tecnologici. Il crescente costo della criminalità informatica, stimato in migliaia di miliardi di dollari all'anno, sottolinea l'urgente necessità di sforzi internazionali coordinati come la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica.
Cos'è la criminalità informatica?
La criminalità informatica comprende un'ampia gamma di reati che rientrano in due grandi categorie: criminalità informatica e criminalità informatica-dipendente. I reati informatici includono le attività criminali tradizionali condotte online, come il traffico di esseri umani, la frode e l'incitamento alla violenza e all'odio. I reati informatici-dipendenti sono quelli commessi tramite dispositivi ICT (Information and Communication Technology), tra cui phishing, furto di identità e distribuzione di malware e ransomware. Gli autori spaziano da singoli criminali a reti organizzate, tutti sfruttando l'anonimato e l'accessibilità del mondo digitale.
Questi reati trascendono i confini geografici, prendendo di mira sistemi, reti e individui con una velocità ed efficienza senza precedenti. Spaziano da violazioni della sicurezza nazionale su larga scala, come lo spionaggio e gli attacchi Distributed Denial-of-Service (DDoS), a molestie mirate ai danni di gruppi emarginati. Le popolazioni vulnerabili, tra cui donne e ragazze, bambini, comunità LGBTQI+ e minoranze etniche e religiose, sono colpite in modo sproporzionato dalle minacce online, tra cui incitamento all'odio, violazioni della privacy e campagne di disinformazione.
Ad esempio, il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulle questioni delle minoranze ha riferito che il 70% o più dei crimini d'odio sui social media prende di mira le minoranze, una cifra in continua crescita. Il rapporto rileva inoltre che i membri di questi gruppi hanno maggiori probabilità di subire restrizioni o rimozioni di contenuti da parte dei sistemi di moderazione dei social media.
I paesi in via di sviluppo, spesso privi di solide infrastrutture di sicurezza informatica, rimangono particolarmente vulnerabili. La scarsa consapevolezza dei rischi informatici e le risorse insufficienti rendono gli individui in queste regioni facili bersagli per crimini come il phishing, il furto di identità e la disinformazione.
Nel frattempo, tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale e i deepfake pongono nuove sfide, consentendo sofisticate campagne di disinformazione e sollevando interrogativi sulla privacy. L'ascesa dell'intelligenza artificiale generativa ha anche introdotto complesse questioni relative alle leggi sul copyright, poiché i contenuti generati dall'intelligenza artificiale sfidano le nozioni tradizionali di paternità e proprietà intellettuale.
Cos'è la sicurezza informatica?
La sicurezza informatica si riferisce alle strategie, alle politiche, alle procedure, alle pratiche e alle misure progettate per identificare minacce e vulnerabilità, impedire che le minacce sfruttino le vulnerabilità, mitigare i danni causati da minacce materializzate e salvaguardare persone, proprietà e informazioni.
In parole povere, la sicurezza informatica funge da fortezza digitale, proteggendo individui e organizzazioni dagli attacchi che mirano a sfruttare la loro presenza online.
Le misure di sicurezza informatica mirano a salvaguardare i dati sia individuali che aziendali prevenendo le violazioni, rilevando le minacce, rispondendo efficacemente e ripristinando gli incidenti informatici. In un mondo sempre più connesso, una solida strategia di sicurezza informatica è essenziale per preservare la privacy, la fiducia e la sicurezza.
Cos'è la Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica?
La Convenzione sulla criminalità informatica, recentemente adottata, ufficialmente denominata Convenzione sulla criminalità informatica: rafforzamento della cooperazione internazionale per combattere i crimini commessi tramite sistemi ICT, è il primo trattato internazionale di giustizia penale ad essere negoziato in oltre 20 anni.
Secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, fino ad ora non esisteva una convenzione sulla criminalità informatica negoziata e adottata a livello globale. Con la nuova Convenzione sulla criminalità informatica, si prevede che le risposte alla criminalità informatica saranno più rapide, meglio coordinate ed efficaci, rendendo più sicuri sia il nostro mondo digitale che quello fisico.
La convenzione crea un quadro e una piattaforma globali senza precedenti per la collaborazione nella lotta alla criminalità informatica, tutelando al contempo i diritti umani e garantendo che gli spazi digitali globali siano protetti, inclusivi e adattabili alle minacce emergenti.
Oltre alla sua dimensione giuridica, la convenzione dà priorità all'inclusività e all'equità, offrendo un supporto fondamentale per lo sviluppo delle capacità ai paesi con risorse limitate. Riconosce che la sicurezza informatica non è solo una questione tecnica, ma un imperativo per i diritti umani, garantendo protezione alle comunità emarginate.
La Convenzione è stata aperta alla firma il 10 ottobre 2025 a Hanoi, in Vietnam, dove 65 paesi hanno firmato il trattato.
La firma rimarrà aperta fino al 31 dicembre 2026. Essa si distingue dalla Convenzione di Budapest, sviluppata dal Consiglio d’Europa, per la sua natura globale e inclusiva, essendo stata negoziata con la partecipazione di 155 paesi, tra cui numerosi Stati del “Sud globale” che non avevano partecipato ai negoziati precedenti.
Quando i paesi firmano la Convenzione sulla criminalità informatica, stanno segnalando la loro intenzione di aderirvi. La ratifica è un passo cruciale in cui i paesi "fanno quello che promettono", ottenendo l'approvazione interna e garantendo che le leggi nazionali siano allineate ai requisiti della convenzione. Questa particolare convenzione richiede la ratifica di almeno 40 Stati membri delle Nazioni Unite prima di diventare diritto internazionale. Una volta che il 40° paese avrà ratificato, ci vorranno altri 90 giorni prima che la convenzione diventi giuridicamente vincolante per tutti coloro che vi hanno aderito.
fabrizio reshared this.
AL.FA (NONOINO)
in reply to Simon Perry • • •Solo a rimarcare che questo post è giunto sulla nostra home alle 6.30 del 9 gennaio.
🤷
Simon Perry likes this.
Simon Perry
in reply to AL.FA (NONOINO) • •@AL.FA (NONOINO)
Cioè, con molto ritardo?
Ma nel caso del mio post forse è normale, non ho messo tag.
Ma nei media anche statunitensi non se ne parla più