L’Associazione per i diritti umani (IHD) e gli ordini degli avvocati del Kurdistan lanciano un appello urgente all’ONU
L’Associazione per i diritti umani (IHD) e l’Ordine degli avvocati del Kurdistan hanno lanciato un appello urgente alle Nazioni Unite, chiedendo un’indagine sui crimini di guerra e sui crimini contro l’umanità commessi negli attacchi al Rojava e il perseguimento dei responsabili.
L’Associazione per i diritti umani (IHD) e gli ordini degli avvocati del Kurdistan hanno rivolto un appello urgente al Segretario generale delle Nazioni Unite, chiedendo un’indagine sui crimini di guerra e sui crimini contro l’umanità commessi da HTS, ISIS e gruppi paramilitari sostenuti dalla Turchia nei loro attacchi contro il Rojava e Aleppo, e chiedendo che i responsabili siano assicurati alla giustizia.
L’appello, firmato dagli ordini degli avvocati di Elih, Amed, Colemêrg, Îdir, Mardin, Mus, Sêrt, Riha, Şirnex e Van, ha richiamato l’attenzione sul fatto che, nonostante il PKK abbia adottato una serie di misure nell’ambito del processo di pace e società democratica, tra cui il suo scioglimento, il Parlamento in risposta non ha adottato alcuna iniziativa.
Mentre proseguono i colloqui tra le parti, la dichiarazione ha osservato che gli sviluppi in Siria rischiano di interrompere il processo di pace, affermando: “Mentre proseguono i colloqui in Siria tra le Forze democratiche siriane (SDF) e il Governo siriano ad interim sotto la supervisione e il controllo della Coalizione Internazionale, gruppi armati affiliati al Governo siriano ad interim hanno attaccato i quartieri di Sheikh Maqsoud e Ashrafiyeh ad Aleppo.
Sono state avanzate accuse diffuse e credibili secondo cui in questi quartieri, abitati da curdi, alawiti, siriaci e armeni, si sono verificati atti contrari alle Convenzioni di Ginevra, tra cui omicidi, detenzioni, torture e maltrattamenti di civili, nonché bombardamenti di insediamenti e infrastrutture civili. Immagini orribili di questi atti sono state pubblicate su vari media e social media. A seguito dell’escalation degli attacchi, i gruppi armati affiliati alle SDF si sono ritirati da questi quartieri. Dopo che le forze armate hanno lasciato questi insediamenti, sono emerse segnalazioni secondo cui la popolazione civile che vi viveva è stata sottoposta a gravi violenze umane. violazioni dei diritti umani. Poiché non è stato stabilito alcun contatto con questi insediamenti, non è possibile confermare queste informazioni. Pertanto, la popolazione civile lì presente…” “Siamo preoccupati per i diritti e le libertà fondamentali, tra cui il diritto alla vita, alla sicurezza personale e alla libertà, nonché per la protezione contro la tortura e i maltrattamenti”, si legge nella dichiarazione.
Tortura ed esecuzioni
La dichiarazione prosegue: “Successivamente, gruppi armati affiliati al governo siriano ad interim hanno condotto attacchi contro numerosi insediamenti sotto il controllo delle SDF. I resoconti dei media mostrano civili presi di mira, alcuni militanti delle SDF catturati sottoposti a torture e maltrattamenti e giustiziati illegalmente. Si sostiene inoltre che migliaia di civili siano stati sfollati e lasciati senza sicurezza a seguito di questi attacchi. Siamo profondamente preoccupati che questi attacchi sempre più diffusi possano sfociare in una ‘pulizia etnica'”.
Deve essere provato secondo gli standard internazionali
In conclusione, chiediamo ai meccanismi delle Nazioni Unite di adottare quanto prima le misure necessarie per garantire la sicurezza delle vite e delle proprietà dei civili e di porre immediatamente fine alle operazioni condotte in tutta la Siria da gruppi armati affiliati al governo siriano ad interim. Chiediamo inoltre con urgenza che vengano avviate indagini sui presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante il conflitto in Siria sotto l’egida delle Nazioni Unite e che vengano identificati e perseguiti gli individui e i gruppi coinvolti in tali crimini, in conformità con gli standard internazionali.
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#Siria, #Trump scarica i curdi
Siria, Trump scarica i curdi -
Le illusioni del nazionalismo curdo in Siria di avanzare la propria causa attraverso la partnership militare ultradecennale con gli Stati Uniti sonoMario Lombardo (altrenotizie.org)
Rifondazione Comunista a fianco del Rojava!
Ci giungono notizie terribili dalla Siria. Il Rojava è ancora una volta sotto attacco. Le aree dell’Amministrazione Democratica Autonoma del Nord ed Est della Siria stanno vivendo un nuovo assedio. Kobane è sotto assedio. Più di 100.000 persone sono bloccate. Migliaia in fuga.
Quella resistenza contro il Califfato che è diventata famosa è oggi sotto attacco da parte di quegli stessi soggetti che sono stati liberati dalle prigioni in cui si trovavano dopo essere stati sconfitti. Questo attacco rischia di distruggere le speranze di democrazia per la Siria.
Qui sotto il comunicato del Congresso Nazionale del Kurdistan (KNK) e l’appello alla comunità internazionale, ai movimenti e ai popoli democratici. Invitiamo tutte e tutti a mobilitarsi.
COMUNICATO KNK:
La coalizione internazionale tace mentre le forze di Al Sharaa liberano migliaia di combattenti dell’ISIS dalla prigione di Al Shadadi e attaccano Kobane.Nelle ultime ore, le forze del governo di transizione siriano e le milizie jihadiste alleate hanno attaccato la prigione di Al Shadadi, liberando tutti i prigionieri dell’ISIS che vi erano detenuti. La coalizione internazionale non ha fatto nulla per proteggere la prigione, lasciando le forze dell’SDF da sole a impedire la fuga di migliaia di combattenti dell’ISIS. Le forze dell’SDF hanno resistito a questi attacchi, ma sono state attaccate da tutti i lati e alla fine non sono riuscite da sole a impedire la conquista della prigione.
Molti combattenti dell’SDF sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti. A causa dell’inerzia della Coalizione Internazionale, migliaia di combattenti dell’ISIS sono ora fuggiti, per continuare a commettere atrocità contro i popoli della regione.
Kobane assediata e sotto pesanti minacce
Allo stesso tempo, le forze del Governo di Transizione Siriano di al Sharaa, insieme ad Al Qaeda, altre milizie jihadiste e gruppi sostenuti dalla Turchia, hanno lanciato un assalto a Kobane. Kobane, teatro di una resistenza storica che ha contribuito a salvare il mondo dalla brutalità e dalle stragi di massa dell’ISIS nel 2015, è nuovamente sotto attacco da parte delle stesse forze, che ora operano sotto bandiere diverse.
Chiediamo alla comunità internazionale, ai movimenti e ai popoli democratici del mondo di non rimanere in silenzio e di agire per denunciare questi attacchi genocidi.
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Il Rojava, in Siria, è sotto attacco. Difendiamo la Rivoluzione del Confederalismo Democratico
Con una offensiva militare ad ampio raggio il governo jihadista di Damasco, congiuntamente alle milizie islamiste sostenute dalla Turchia e da formazioni paramilitari tribali, sta attaccando il Rojava governato
dall’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’Est (DAANES).
COBAS - Comunicato stampa sul Rojava
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[2026-01-24] Dalla Siria all’Iran per una libertà senza confini @ Balon
Dalla Siria all’Iran per una libertà senza confini
Balon - via Vittorio Andreis, 10152 Torino TO, Italia
(sabato, 24 gennaio 10:30)
Dalla Siria all’Iran per una libertà senza confini
Con le donne e gli uomini insorti contro il patriarcato, il fascismo islamico, per un mondo senza padroni, frontiere, nazioni.
Sabato 24 gennaio
ore 10,30
punto info al Balon
Nè shah né mullah. A fianco di chi lotta contro i dittatori di ieri, oggi e domani in Iran e in Siria
ore 15
piazza Vittorio Veneto
partecipiamo al corteo per il Rojava
Le proteste partite il 27 dicembre 2025 dal Bazar di Teheran si sono rapidamente trasformate in un movimento di protesta politico contro il regime teocratico che governa il paese dalla fine degli anni Settanta. Il crollo della valuta locale e il conseguente aumento dei prezzi ha aggravato le condizioni i vita di milioni di persone strette tra salari bassi e precarietà dilagante.
Le lotte sono state in buona parte spontanee ed hanno assunto caratteri sempre più radicali con assalti ai commissariati e manifestanti che disarmavano i miliziani governativi. Non più una rivolta ma un’insurrezione.
Le lotte dei lavoratori e disoccupati si sono saldate con quelle delle donne che ormai da anni affrontano prigione, morte e torture ma non mollano.
Negli slogan di piazza emerge in modo chiaro la volontà di farla finita con il governo teocratico ma nessuna simpatia per l’erede della dinastia Palhavi, il cui programma è di carattere dittatoriale. La propaganda dei media sponsorizzati dagli Stati Uniti spinge i monarchici che però sono assenti da piazze iraniane.
Giovedì 8 gennaio Teheran ha chiuso internet, dando il via ai massacri. I miliziani di Khamenei hanno sparato con pallini da caccia e armi automatiche contro la folla disarmata.
Le vittime potrebbero essere arrivate a 12.000, mentre gli arresti ammonterebbero a 10.700.
I prigionieri vengono torturati e potrebbero essere tutti impiccati.
Dagli ospedali filtrano immagini di feriti giustiziati con colpi alla testa, di 800 persone colpite agli occhi ed accecate.
Il regime, scosso a rivolte sin dal 2018 ha perso ogni legittimità agli occhi di buona parte della popolazione e si regge solo sull'uso della forza militare.
Alle nostre latitudini il silenzio dei movimenti, che negli ultimi due anni si sono schierati con la dittatura del clero sciita perché nemico storico dei macellai i Tel Aviv e sostenitore dei fascisti islamici al potere a Gaza è il segno della perdita di ogni prospettiva internazionalista.
Noi anarchici e senzapatria ci schieriamo con chi in Iran si batte contro shah e mullah, rifiutando di diventare pedine al servizio del macellaio di Washington.
La distruzione del regime clericale e la sconfitta dei piani per sostituire un oppressore con un altro oppressore sono un'unica lotta.
Una lotta che è negli interessi di tutt* le sfruttate e gli sfruttati del mondo. Un mondo che vogliono diviso in blocchi, sfere di influenze, multipolare o a guida unica ma comunque sempre un mondo fatto di oppressi e di oppressori, di confini, galere, devastazione ambientale,
guerre, crescita economica sulle spalle dei lavoratori, oppressione delle donne e delle soggettività non conformi.
Le componenti anarchiche presenti nell'insurrezione iraniana vogliono un mondo di libere ed eguali, senza padroni perché non vogliono essere servi.
Ne dio, ne stato ne padroni. Né Ayatollah né Shah.
Solidarietà al Rojava sotto attacco
Nelle stesse settimane dell'insurrezione iraniana la Turchia il governo islamista di Damasco hanno sferrato un durissimo attacco al Rojava. L'esercito siriano sta attaccando con violenza le aree della Siria del nord che erano sotto il controllo delle forze del Confederalismo Democratico, le stesse forze che avevano liberato il nord est della Siria dai massacratori dell'ISIS.
La Siria è stata preda per dieci anni di una guerra civile scatenata dalla feroce repressione della rivolta popolare del 2012 da parte del governo di Assad e dalle mire egemoniche di Turchia e Qatar che hanno scatenato e finanziato bande di fascisti islamici in tutto il paese. Tra i massacri fatti dalle forze governative e dai loro alleati di Hezbollah e dei corpi di spedizione inviati da Teheran e da Mosca in appoggio ad Assad e i massacri compiuti dall'ISIS e dagli altri gruppi sunniti si contano centinaia di migliaia di morti.
L'ISIS ha compiuto un vero e proprio genocidio contro la popolazione Yazida del Sinjar, i profughi sono stati nell'ordine dei milioni. La sconfitta dell'ISIS ha fatto si che altre componenti salafite come la branca di Al Qaeda in Siria, guidata da Al Jolani, si presentassero per quello che non sono, un islam moderato e democratico, e hanno ricevuto la legittimazione di tutte le potenze globali dopo la caduta di Assad alla fine del 2024.
Da un anno Assad non governa più: è fuggito a Mosca con la cassa. Al suo posto si è insediato un governo composto da elementi ex qaedisti, che, appena giunto al potere ha scatenato le proprie milizie contro la minoranza Alauita e contro la popolazione Drusa per costringerle ad
accettare i nuovi padroni di Damasco. Appena la congiuntura internazionale l'ha permesso, ovvero appena ottenuto il placet statunitense, il governo siriano ha attaccato i quartieri curdi di
Aleppo, che da anni si autogovernavano e poi direttamente il Rojava.
La spartizione tra potenze globali e regionali dell'influenza sulla Siria è costruita sulla pelle di quanti negli ultimi quindici anni hanno saputo costruire, tra mille difficoltà ed aporie, un'alternativa laica, pluralista, fondata sulla parità di genere e la concreta messa in crisi degli oppressivi sistemi patriarcali.
Il governo siriano con i suoi finanziatori di Ankara e di Riad puntano alla cancellazione di un'esperienza che, pur con alcuni limiti, ha rappresentato un'alternativa a un'ordine sociale strutturato sull'oppressione delle donne, la reazione religiosa, le divisioni settarie e il bieco sfruttamento.
Denunciare questi attacchi e loro mandanti è necessario per difendere l'esperienza del Rojava e contrastare i disegni neo-ottomani di Erdogan.
Assemblea Antimilitarista
Federazione Anarchica – Torino
corso Palermo 46
riunioni ogni martedì alle 20,30
[2026-01-26] Assemblee delle Donne e Libere Soggettività dei Consultori @ ASL Roma 3 - Poliambulatorio Fregene
Assemblee delle Donne e Libere Soggettività dei Consultori
ASL Roma 3 - Poliambulatorio Fregene - Viale della Pineta di Fregene, 76, 00054 Fregene RM
(lunedì, 26 gennaio 14:30)
Riprendono le assemblee delle donne e delle libere soggettività dei consultori di Roma e del Lazio
Una volta al mese (giorno e orario fisso e pubblicato da NUDM) nei consultori dove è presente L'ASSEMBLEA DELLE DONNE E DELLE LIBERE SOGGETTIVITÀ, viene fatto dal coordinamento un incontro aperto al territorio
PER ri-attivare e far conoscere, specialmente alle nuove generazioni, queste strutture socio-sanitarie di territorio gratuite, laiche e per la prevenzione di tutt coloro che le attraversano;
PER creare rapporto e confronto con le/gli operator e una costante verifica/controllo della qualità dell'offerta con i responsabili delle diverse Aziende socio sanitarie; PER metterci in gioco ed essere parte attiva del diritto alla nostra salute e benessere.
Partecipiamo e aumentiamole, non solo per difendere i consultori da costanti attacchi e chiusure, ma per farne aprire molti di più e rispondere ai nostri bisogni e desideri.
Per ulteriori informazioni puoi scrivere a
coordinamentoconsultorilazio@gmail.com
Coordinamento delle Assemblee delle donne e delle libere soggettività dei consultori di Roma e del Lazio
[2026-01-24] Ananke duo... di strada @ Biella - in centro
Ananke duo... di strada
Biella - in centro - via Italia
(sabato, 24 gennaio 15:30)
Napoli per il Rojava: Difendiamo il Confederalismo Democratico!
Dal 6 gennaio l’esercito nazionale siriano del governo di Al Sharaa ha iniziato un’offensiva durissima – prima assediando i quartieri di Aleppo, Sheikh Maqsoud e Ashrafiye, e successivamente rivolgendosi a est – contro l’amministrazione autonoma della siria del nord est.
L’esercito siriano, che agisce con milizie affiliate al governo turco infarcite di ex combattenti isis, ha costretto alla fuga oltre 120mila persone, ammazzandone e ferendone centinaia, prendendo di mira infrastrutture civili, ospedali.
L’aggressione militare e i crimini di guerra hanno un obiettivo semplice: distruggere il confederalismo democratico, le sue istituzioni, le sue organizzazioni sociali e politiche, le sue forze di autodifesa.
Nel farlo, l’autoproclamato presidente siriano gode dell’appoggio delle più rilevanti potenze economiche e militari di area Nato: Turchia, Usa, Israele (con cui ha recentemente siglato un accordo storico per la cooperazione d’intelligence militare) e i governi dell’UE, compreso quello italiano.
Da ieri, dopo l’ennesima violazione del cessate il fuoco da parte dell’esercito siriano, la situazione è precipitata, con le forze del governo che minacciano direttamente Kobane, città simbolo della resistenza popolare.
Tutte le popolazioni del Rojava sono in mobilitazione e chiedono alla comunità internazionale, ai solidali, agli internazionalisti di prendere parola per difendere la rivoluzione confederale.
In un modo devastato dalla guerra imperialista, dallo sfruttamento di esseri umani ed ecosistemi, da patriarcato e razzismo, l’esperienza del Rojava è un esempio concreto di autogoverno popolare che mette al centro la democrazia, la cooperazione, la rivoluzione delle donne e dei giovani, la tutela della natura. Difendiamo questo modello politico e sociale radicalmente alternativo, che proprio per questo è sotto attacco!
A Napoli ci vediamo venerdì 23 gennaio, dalle 17.30 a largo Berlinguer (metro Toledo)
Biji Rojava!
Rete Kurdistan di Napoli
Cooperazione Rebelde Napoli
tel.3357888115
facebook.com/cooperazionerebel…
www.yabastanapoli.blogspot.com
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FLOSS Weekly Episode 861: Big Databases with OpenRiak
This week Jonathan chats with Nicholas Adams about OpenRiak! Why is there a Riak and an OpenRiak, which side of the CAP theorem does OpenRiak land on, and why is it so blazingly fast for some operations? Listen to find out!
- linkedin.com/groups/14551410/
- github.com/openriak/
- join.slack.com/t/postriak/shar…
- files.tiot.jp/riak/
- tiot.jp/riak-docs/
- meetup.com/tokyo-openriak-meet…
youtube.com/embed/SOFBTvvtqLg?…
Did you know you can watch the live recording of the show right on our YouTube Channel? Have someone you’d like us to interview? Let us know, or have the guest contact us! Take a look at the schedule here.
play.libsyn.com/embed/episode/…
Direct Download in DRM-free MP3.
If you’d rather read along, here’s the transcript for this week’s episode.
Places to follow the FLOSS Weekly Podcast:
Theme music: “Newer Wave” Kevin MacLeod (incompetech.com)
Licensed under Creative Commons: By Attribution 4.0 License
hackaday.com/2026/01/21/floss-…
Referendum giustizia: giusto dire NO. 23 gennaio a Zugliano (Udine)
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/referen…
Come Articolo 21, Centro “Balducci” e Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie si è sentito il bisogno di promuovere un dibattito pubblico in vista del Referendum
Giornalismo e disordine informativo reshared this.
Il nuovo video di Pasta Grannies: youtube.com/shorts/UTDnaa81jg0
@Cucina e ricette
(HASHTAG)
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Retrotechtacular: RCA Loses Fight to IBM
If you follow electronics history, few names were as ubiquitous as RCA, the Radio Corporation of America. Yet in modern times, the company is virtually forgotten for making large computers. [Computer History Archive Project] has a rare film from the 1970s (embedded below) explaining how RCA planned to become the number two supplier of business computers, presumably behind behemoth IBM. They had produced other large computers in the 1950s and 1960s, like the BIZMAC, the RCA 510, and the Spectra. But these new machines were their bid to eat away at IBM’s dominance in the field.
RCA had innovative ideas and arguably one of the first demand paging, virtual memory operating systems for mainframes. You can hope they were better at designing computers than they were at making commercials.
The BIZMAC was much earlier and used tubes (public domain).
In 1964, [David Sarnoff] famously said: “The computer will become the hub of a vast network of remote data stations and information banks feeding into the machine at a transmission rate of a billion or more bits of information a second … Eventually, a global communications network handling voice, data and facsimile will instantly link man to machine — or machine to machine — by land, air, underwater, and space circuits. [The computer] will affect man’s ways of thinking, his means of education, his relationship to his physical and social environment, and it will alter his ways of living. … [Before the end of this century, these forces] will coalesce into what unquestionably will become the greatest adventure of the human mind.”
He was, of course, right. Just a little early.The machines in the video were to replace the Spectra 70 computers, seen here from an RCA brochure.
The machines were somewhat compatible with IBM computers, touted virtual memory, and had flexible options, including a lease that let you own your hardware in six years. They mention, by the way, IBM customers who were paying up to $60,000 / month to IBM. They mentioned that an IBM 360/30 with 65K was about $13,200 / month. You could upgrade with a 360/30 for an extra $3,000 / month, which would double your memory but not double your computing power. (If you watch around the 18-minute mark, you’ll find the computing power was extremely slow by today’s standards.)
RCA, of course, had a better deal. The RCA 2 had double the memory and reportedly triple the performance for only $2,000 extra per month. We don’t know what the basis for that performance number was. For $3,500 a month extra, you could have an RCA 3 with the miracle of virtual memory, providing an apparent 2 megabytes per running job.
There are more comparisons, and keep in mind, these are 1970 dollars. In 1970, a computer programmer probably made $10,000 to $20,000 a year while working on a computer that cost $158,000 in lease payments (not to count electricity and consumables). How much cloud computing could you buy in a year for $158,000 today? Want to buy one? They started at $700,000 up to over $1.6 million.
By their release, the systems were named after their Spectra 70 cousins. So, officially, they were Spectra 70/2, 70/3, 70/5, and 70/6.
Despite all the forward-looking statements, RCA had less than 10% market share and faced increasing costs to stay competitive. They decided to sell the computer business to Sperry. Sperry rebranded several RCA computers and continued to sell and support them, at least for a while.
Now, RCA is a barely remembered blip on the computer landscape. You are more likely to find someone who remembers the RCA 1800 family of CPUs than an actual RCA mainframe. Maybe they should have throw in the cat with the deal.
Want to see the IBM machines these competed with? Here you go. We doubt there were any RCA computers in this data center, but they’d have been right at home.
youtube.com/embed/GygR1Nbrhfc?…
Fiber Optic Lamp Modified To Be Scarily Bright
[Brainiac75] is a fan of fiber optic lamps, except for one thing—they’re often remarkably dim. Thus, they set out to hack the technology to deliver terrifying amounts of light while still retaining their quirky charm.
Older fiber optic lamps use a dim filament lamp or halogen lamp to light them up. They also often feature a spinning color disk to vary the light patterns, which does have the side effect of absorbing some of the already-limited light output.
When it came to upgrading his own decades-old lamp, [Braniac75] decided to initially stick within the specs of the original halogen lamp. The fixture was rated for 12 volts at 5 watts, with a GU4/GZ4 compatible base, and white light was desired so the color wheel could still do its thing. Swapping out the original 5 W halogen for a 2.5 W LED unit brought a big upgrade in brightness, since the latter is roughly equivalent to a 20 W halogen in light output. Upgrading to a 4.2 W LED pushed things even further, greatly improving the look of the lamp.
The video also explores modding a modern fiber optic lamp, too. It was incredibly cheap, running off batteries and using a single color-changing LED to illuminate the fibers. [Braniac75] decided to try illuminating the plastic fibers with an RGB stage lighting laser rig—namely, the LaserCube Ultra 7.5 W from Wicked Lasers. With this kind of juice, the fiber lamp is eye-searingly bright, quite literally, and difficult to film. However, with the laser output dialed way down, the lamp looks amazing—with rich saturated colors dancing across the fiber bundle as the lasers do their thing.
If you’ve ever wanted to build a fiber lamp that doesn’t look like a cheap gimmick, now you know how. We’ve looked at weird applications for these lamps before, too.
youtube.com/embed/5uoKlGzmDgg?…
TEST: bellissima lampadina (ignorare) - Questo è un post automatico da FediMercatino.it
Prezzo: 999 $
Bellissima lampadina (questo è un test per l'integrazione). Ignorare.
Il Mercatino del Fediverso 💵♻️ reshared this.
[2026-01-22] Incontri tematici - Educazione Sessuo Affettiva @ sede lhive
Incontri tematici - Educazione Sessuo Affettiva
sede lhive - via Camillo Finocchiaro aprile 160
(giovedì, 22 gennaio 18:30)
Due incontri di confronto e formazione con Tiziana La Portera, consulente in sessuologia e insegnante
[2026-01-24] BI-SCUSSIONI + APERI-BI-VO | Cerchi di discussione su bisessualità, bifobia e misoginia con a seguire aperitivo bisessuale @ Ex 51
BI-SCUSSIONI + APERI-BI-VO | Cerchi di discussione su bisessualità, bifobia e misoginia con a seguire aperitivo bisessuale
Ex 51 - Via Aurelio Bacciarini 12, Valle Aurelia
(sabato, 24 gennaio 15:30)
CERCHIO SU BISESSUALITÀ, BIFOBIA E BIMISOGINIA + APERITIVO BISESSUALE
Un cerchio di discussione per esplorare e riflettere sulla bisessualità, e su come la bifobia si interseziona con la misoginia.
📅 sabato 24 gennaio 2026
🗣️ inizio discussione 15:30
🍷 inizio aperitivo 18:00
Non è necessario partecipare sia all'incontro che all'aperitivo.
📌 Spazio Sociale Ex 51
🗺️ Via Bacciarini 12 (MA Valle Aurelia)
L'incontro fa parte di una serie di cerchi di discussione organizzati in avvicinamento all'8 marzo. La partecipazione è libera e aperta: non è necessario prendere parte tutti gli incontri.
Ti aspettiamo!
Tech in Plain Site: Finding a Flat Tire
There was a time when wise older people warned you to check your tire pressure regularly. We never did, and would eventually wind up with a flat or, worse, a blowout. These days, your car will probably warn you when your tires are low. That’s because of a class of devices known as tire pressure monitoring systems (TPMS).
If you are like us, you see some piece of tech like this, and you immediately guess how it probably works. In this case, the obvious guess is sometimes, but not always, correct. There are two different styles that are common, and only one works in the most obvious way.
Obvious Guess
We’d guess that the tire would have a little pressure sensor attached to it that would then wirelessly transmit data. In fact, some do work this way, and that’s known as dTPMS where the “d” stands for direct.
Of course, such a system needs power, and that’s usually in the form of batteries, although there are some that get power wirelessly using an RFID-like system. Anything wireless has to be able to penetrate the steel and rubber in the tire, of course.
But this isn’t always how dTPMS systems worked. In days of old, they used a finicky system involving a coil and a pressure-sensitive diaphragm — more on that later.
TPMS sensor (by [Lumu] CC BY-SA 3.0Many modern systems use iTPMS (indirect). These systems typically work on the idea that a properly inflated tire will have a characteristic rolling radius. Fusing data from the wheel speed sensor, the electronic steering control, and some fancy signal processing, they can deduce if a tire’s radius is off-nominal. Not all systems work exactly the same, but the key idea is that they use non-pressure data to infer the tire’s pressure.
This is cheap and requires no batteries in the tire. However, it isn’t without its problems. It is purely a relative measurement. In practice, you have to inflate your tires, tell the system to calibrate, and then drive around for half an hour or more to let it learn how your tires react to different roads, speeds, and driving styles.
Changes in temperature, like the first cold snap of winter, are notorious for causing these sensors to read flat. If the weather changes and you suddenly have four flat tires, that’s probably what happened. The tires really do lose some pressure as temperatures drop, but because all four change together, the indirect system can’t tell which one is at fault, if any.
History
When the diaphragm senses correct pressure, the sensor forms an LC circuit. Low air pressure causes the diaphragm to open the switch, breaking the circuit.
The first passenger vehicle to offer TPMS was the 1986 Porsche 959. Two sensors made from a diaphragm and a coil are mounted between the wheel and the wheel’s hub. The sensors were on opposite sides of the tire. With sufficient pressure on the diaphragm, an electrical contact was made, changing the coil value, and a stationary coil would detect the sensor as it passed. If the pressure drops, the electrical contact opens, and the coil no longer sees the normal two pulses per rotation. The technique was similar to a grid dip meter measuring an LC resonant circuit. The diaphragm switch would change the LC circuit’s frequency, and the sensing coil could detect that.
If one or two pulses were absent despite the ABS system noting wheel rotation, the car would report low tire pressure. There were some cases of centrifugal force opening the diaphragms at high speed, causing false positives, but for the most part, the system worked. This isn’t exactly iTPMS, but it isn’t quite dTPMS either. The diaphragm does measure pressure in a binary way, but it doesn’t send pressure data in the way a normal dTPMS system does.
youtube.com/embed/l0cY5sLySEE?…
Of course, as you can see in the video, the 959 was decidedly a luxury car. It would be 1991 before the US-made Corvette acquired TPMS. The Renault Laguna II in 2000 was the first high-volume car to have similar sensors.
Now They’re Everywhere
In many places, laws were put in place to require TPMS in vehicles. It was also critical for cars that used “run flat” tires. The theory is that you might not notice your run flat tires were actually flat, and while they are, as their name implies, made to run flat, they also require you to limit speed and distance when they are flat.
Old cars or other vehicles that don’t have TPMS can still add it. There are systems that can measure tire pressure and report to a smartphone app. These are, of course, a type of dTPMS.
Problems
Of course, there are always problems. An iTPMS system isn’t really reading the tire pressure, so it can easily get out of calibration. Direct systems need battery changing, which usually means removing the tire, and a good bit of work — watch the video below. That means there is a big tradeoff between sending data with enough power to go through the tire and burning through batteries too fast.
youtube.com/embed/aorDT-wGz2M?…
Another issue with dTPMS is that you are broadcasting. That means you have to reject interference from other cars that may also transmit. Because of this, most sensors have a unique ID. This raises privacy concerns, too, since you are sending a uniquely identifiable code.
Of course, your car is probably also beaming Bluetooth signals and who knows what else. Not to even mention what the phone in your car is screaming to the ether. So, in practice, TPMS attacks are probably not a big problem for anyone with normal levels of paranoia.
An iTPMS sensor won’t work on a tire that isn’t moving, so monitoring your spare tire is out. Even dTPMS sensors often stop transmitting when they are not moving to save battery, and that also makes it difficult to monitor the spare tire.
The (Half Right) Obvious Answer
Sometimes, when you think of the “obvious” way something works, you are wrong. In this case, you are half right. TPMS reduces tire wear, prevents accidents that might happen during tire failure, and even saves fuel.
Thanks to this technology, you don’t have to remember to check your tire pressure before a trip. You should, however, probably check the tread.
You can roll your own TPMS. Or just listen in with an SDR. If biking is more your style, no problem.
Perché Meta è un po’ nei guai negli Stati Uniti
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A novembre il giudice statunitense James Boasberg di Washington aveva respinto la tesi della Ftc, sostenendo che l'esistenza di TikTok dimostra che Meta non è monopolista. Ora la Commissione Federale per il Commercio torna all'assalto dihttps://www.startmag.it/innovazione/ftc-meta-monopolista/
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Per una moratoria sulla GPA non basta un te in Vaticano
Sarebbe troppo facile liquidare l’ennesima sortita della Ministra Eugenia Roccella con l’antico adagio per cui le colpe, proprio come i meriti, dei padri non devono ricadere sull’operato della loro prole, quindi occorre entrare nel merito di quanto da lei recentemente, e nuovamente, affermato in un incontro pubblico circa la necessità di bandiere in tutto il mondo la maternità surrogata prendendo a modello la legislazione italiana.
A metà gennaio, a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, si è tenuto l’incontro “Un fronte comune per la dignità umana: prevenire la mercificazione di donne e bambini nella maternità surrogata”. Sul palco l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, e, appunto, la Ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. Motivo del “dibattito” concordare un impegno comune per contrastare “l’utero in affitto a livello globale”.
Mentre da parte vaticana non c’era da aspettarsi altro che le solite denunce di mercificazione del corpo di donne, rafforzata in quella occasione da accenni a non meglio identificate “femministe” che pur però esistono, da parte della Ministra Roccella sono state avanzate proposte che, per l’impegno istituzionale, politico e diplomatico che comportano, necessiterebbero una mobilitazione internazionale straordinaria da parte del Governo Meloni.
“C’è bisogno di una convergenza, di una sensibilizzazione e di un luogo, come per esempio le Nazioni Unite, dove riuscire a creare un gruppo di nazioni che cerchino di combattere questo progressivo affermarsi della mercificazione della maternità” ha detto Roccella “la prima cosa possibile è proprio una sospensione, una moratoria, in particolare una moratoria per la surrogata “cross-border”.
Il Governo italiano di moratoria se ne intende. Da 32 anni, infatti, la proposta di proclamare una sospensione “universale” delle esecuzioni capitali è nota nel mondo come “Italian initiative”, una iniziativa che è Italiana perché frutto di anni di lotte politiche, nonviolente, parlamentari e governative, promosse dal Partito Radicale e portate avanti dall’associazione Nessuno Tocchi Caino.
Una proposta che partiva dalla (mai usata come argomento) tradizione giudaico-cristiana del “non uccidere” e che, ove mai fosse (stato) necessario, trovava negli strumenti internazionali sui diritti umani, in particolare nel protocollo opzionale del Patto internazionale sui diritti civili e politici, la conferma dell’illegalità dello Stato che si fa carnefice.
Una decisione politica presa dai primi congressi radicali transnazionali alla fine degli anni ‘80, arrivò a compimento nel 2007 grazie al Governo Prodi, nel 1994 c’era già stata un’importante prova generale tentata dal governo Berlusconi – in entrambi i casi con Emma Bonino protagonista.
A dicembre del 2007, l’Assemblea generale dell’ONU adottò a larga maggioranza una mozione che, appunto, proclamava una moratoria universale della pene di morte in vista della sua totale abolizione dovunque. Negli anni, ma non per inerzia, il sostegno a quella proposta è cresciuto. Grazie a quella iniziativa l’Italia ha iscritto il proprio nome nel registro di chi grazie alle opportunità offerte dalle Nazioni unite riesce a far qualcosa in ossequio cogli obblighi internazionali in materia di diritti umani.
Nei giorni in cui nel 2004 il Parlameno italiano adottava la famigerata Legge 40 – un coacervo di proibizioni che colpivano la ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali quanto la procreazione medicalmente assistita, PMA, inclusa gravidanza per altre persone, al Palazzo di Vetro l’Italia si prestava a una iniziativa vaticana: proibire in tutto il mondo la “clonazione umana”.
Nei primi anni 2000, la ricerca sulle blastocisti, le cellule staminali embrionali non utilizzate per la PMA, iniziava a suggerire che da quegli studi si potessero individuare cure per malattie rare o neurodegenerative per cui non esistevano risposte terapeutiche efficaci. Avendo a che fare con “materiale umano”, il Vaticano si era inserito in un dibattito in seno alla commissione affari legali dell’Assemblea generale dell’ONU, facendo diventare la “clonazione terapeutica”, riconosciuta come già praticabile da decine di Stati, una “costola” della “clonazione riproduttiva”. Il messaggio era “non fabbrichiamo esseri umani” per poi “venderne” “pezzi” per farli diventare medicine. All’iniziativa vaticana si unirono subitoItalia, Costarica e gli USA di Bush – a cui seguirono i peggiori regimi totalitari e autoritari.
Grazie a una sinergia tra i paesi che stavano investendo in ricerca sulle staminali embrionali, Canada, Belgio, Paesi Bassi, Sudafrica e Corea del sud e Singapore e una coalizione di organizzazioni non governative guidate, per l’appunto, dall’Associazione Luca Coscioni, e l’attiva mediazione di Francia e Germania, il tutto fu prima deferito all’UNESCO e poi caduto nel dimenticatoio.
Nell’estate del 2004, l’Associazione e il Partito Radicale convocano la prima sessione del Congresso mondiale Libertà di Ricerca proprio per far fronte al blocco che in seno alle Nazioni Unite voleva far adottare una vera e propria convenzione per bandire tutte le forme di clonazione, senza distinzione fra quella ritroduttiva e quella terapeutica.
Ne seguirono quattro mesi di mobilitazione internazionale, coordinata al Palazzo di Vetro dall’Associazione e la Coalition for the Advancement of Medical Research e il Genetics Policy Institute, diminuirono la portata della proposta che nel febbraio 2005 fu poi trasformata in una dichiarazione – pertanto non vincolante, al contrario della convenzione – appoggiata da 80 su 193 Stati Membri dell’ONU, Santa Sede e Italia in testa.
Se l’intenzione annunciata dalla Ministra Roccella fosse in effetti quella di proporre una moratoria universale della maternità surrogata, il Governo dovrebbe chiedere che il tema sia inserito all’ordine del giorno della VI commissione (affari legali) dell’Assemblea generale dell’ONU. Affinché venga discussa entro l’estate del 2025, l’Italia dovrebbe chiedere una calendarizzazione d’urgenza di un tema non previsto dal programma dei lavori, nel caso in cui non ci fossero i tempi tecnici, dovrebbe prepararsi per farlo a settembre prossimo in modo da avviare la discussione nelle commissioni competeneti per poi arrivare in plenaria.
Affinché la Commissione affari legali dell’Assemblea Generale concordi con la proposta, occorrerà che l’Italia, e che la pensa come lei, organizzi un fronte ampio di Stati Membri per predisporr una bozza di risoluzione.
Ma cosa dovrebbe chiedere tale risoluzione?
- Proclamare una moratoria, giuridicamente non vincolante, come la risoluzione sulla moratoria delle esecuzioni capitali?
- Rinviare la questione nuovamente in Commissione col mandato di predisporre un nuovo testo che si incarichi di abbozzare una vera e propria convenzione,magari coinvolgendo la Commissione sul dirito internazionale, che proibisca la pratica della maternità surrogata, un po’ come accade con la tortura?
- Rinviare il tutto alla Commissione sullo Status delle Donne?
- Interessare il Consiglio sui diritti umani?
Indipendentemente dagli scenari, occorre che il Governo, e non una singola Ministra, prenda una decisione formale, possibilmente confortata da un passaggio parlamentare. Dopodiché occorrerà che la diplomazia italiana dedichi il tempo e le risorse necessarie per creare una “coalizione” di governi che sostengano l’iniziativa al Palazzo di Vetro.
Meloni, e Tajani, sono al corrente? Cosa ne pensano?
L'articolo Per una moratoria sulla GPA non basta un te in Vaticano proviene da Associazione Luca Coscioni.
[2026-01-24] OFFLINE. Un punto d’incontro, scambio e condivisione tra realtà musicali indipendenti. @ Ex.Dynamo
OFFLINE. Un punto d’incontro, scambio e condivisione tra realtà musicali indipendenti.
Ex.Dynamo - Via Indipendenza, 71/Z
(sabato, 24 gennaio 21:00)
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Un punto d’incontro, scambio e condivisione tra realtà musicali indipendenti.
24/01/2026: primo appuntamento all’EX.Dynamo di Bologna con:
SPALATO WYALE w/ PRIMO ZANASI (live)
Etichetta indipendente italiana nata a Marina di Ravenna dai fratelli Filippo e Michele Papetti. Partita come brand DIY di t-shirt e felpe, è oggi un punto di riferimento nella scena underground hip-hop ed elettronica.
Nel corso degli anni Spalato Wyale ha pubblicato artisti come Valerio Delphi (Tiger & Woods), Primo Zanasi, Odeeno, HTT1 ecc. spalatowyale.bandcamp.com
Primo Zanasi, beatmaker e polistrumentista, è attivo tra hip-hop ed esplorazione sonora astratta. Il suo sound è riconoscibile per un’impronta personale e un’ironia fuori dagli schemi.
Per Spalato Wyale ha pubblicato “Con Occhio Benigno” e “Una preghiera per te”, due lavori realizzati esclusivamente con sample tratti da Radio Maria, “Zona Industriale”, una library music tematica, e “Party Crasher”, la sua ultima release in vinile.
Con la sua etichetta Tuned War Maschine ha pubblicato il singolo Kevlar Don di Gambino, che segna il ritorno dello storico membro dei Camelz. primozanasi.bandcamp.com
ALLEY VERSION w/ FLML (live)
Record label fondata nel 2017 a Bologna dai fratelli Francesco e Marco Leoci (FLML).
Specializzata in pubblicazioni di artisti di culto come Takeshi Kouzuki, Jamal Moss, DimDJ, Mituo Shiomi, Fashion Flesh, Alley Version porta avanti una ricerca che spinge la musica elettronica verso territori energicamente ruvidi e psichedelici. Il formato privilegiato è il vinile, distribuito worldwide da Bordello A Parigi (Amsterdam). alleyversion.bandcamp.com
Il duo FLML presenta un nuovo live-set nel quale modulazioni droney e acideliche di synth analogici si fondono con ruvide parti percussive, tra fumosità di dub delays e distorsioni.
RAGOO RECORDS w/ LUZEE (live)
Etichetta indipendente con base a Bologna. Il catalogo di Ragoo Records si muove tra uscite in tape dedicate all hip-hop strumentale e astratto e release in vinile orientate verso sonorità deep house. Nel tempo la label ha collaborato con produttori come Biga, The Mechanical Man, MessToo, DJ Rou ecc. ragoorecords.bandcamp.com
Luzee è un beatmaker e produttore italiano attivo dal 2017, noto per la sua capacità di fondere elementi elettronici e hip-hop. Ha pubblicato recentemente il suo ultimo lavoro, “Afro Sketches”, uscito per Ragoo Records, un tributo alla musica africana e afro-discendente. Il progetto si basa sul campionamento di vecchi field recording provenienti da Africa e Sud America, con l’obiettivo di catturarne l’essenza ritmica e trasportarla nel linguaggio del beatmaking. Oltre ai suoi lavori solisti, collabora come produttore con artisti come Subconscio, Qael, Amir Issaa e altri. luzee.bandcamp.com
DJ SET:
DADDARIO - FULVIO - BLACKFILTER
Vinili, cassette e merch delle label disponibili durante la serata.
I N G R E S S O L I B E R O
• Hosted by Ragoo Records •
[2026-01-23] Cena Benefit inguaiat3 @ Coa T28 @ COA T28
Cena Benefit inguaiat3 @ Coa T28
COA T28 - Via dei Transiti 28, Milano
(venerdì, 23 gennaio 19:00)
Questo venerdì 23/01 cena benefit per le spese legali di Impliquées; support your local inguaiat3!
Dalle 19 proiezione del Documentario "The trials", regia di Marta Massa, con @comitato_antirep_milano
A seguire dalle 20 cena popolare con riso e dahl di lenticchie
Supporta le occupazioni diffondi autogestione!
videetti tra fluxus, installazione e astrazione
videetti tra fluxus, installazione e astrazione, dal 2006/2007:
noblogo.org/differx/gli-short-…
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Eventi | L’intelligenza artificiale e il nostro sé più intimo
Giovedì 29 gennaio, dalle ore 11:00 alle 12:30, si terrà il webinar «L’intelligenza artificiale e il nostro sé più intimo: lettura delle esperienze cinesi in un discorso interculturale», co-sponsorizzatodall’Ufficio a Roma della Georgetown University, dalla Scuola di Studi Orientali e Africani (SOAS, Università di Londra), da La Civiltà Cattolica e dal China Forum for Civilizational Dialogue.
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono diventate parte integrante della nostra vita quotidiana, trasformando il nostro luogo di lavoro, l’accesso e l’uso dei servizi e l’erogazione dell’istruzione nelle scuole. Più recentemente, l’intelligenza artificiale è entrata lentamente anche nella nostra sfera più privata, influenzando le relazioni interpersonali, guidando le emozioni e plasmando la nostra vita spirituale.
Questo China Forum esplorerà l’impatto dell’intelligenza artificiale sul nostro sé più intimo, affrontando questioni e casi di studio che spaziano dall’assistenza sanitaria all’esperienza religiosa, discutendo i vantaggi e le preoccupazioni. Nonostante l’attenzione particolare rivolta al mondo cinese e alla cultura asiatica, i relatori affronteranno anche questioni generali, rilevanti per un discorso interculturale.
Interverranno:
Magali Goirand, ricercatrice presso l’Australian Institute of Health Innovation (AIHI), professionista del pensiero sistemico e un facilitatore dell’apprendimento.
S. M. Bhagya P. Samarakoon, ricercatrice presso il dipartimento di Ingegneria dello sviluppo dei prodotti della SUTD, a Singapore. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria dello sviluppo dei prodotti presso la Singapore University of Technology and Design nel 2022.
Debora Tonelli, rappresentante della Georgetown University a Roma e ricercatrice stabile presso il Centro per le Scienze Religiose della Fondazione Bruno Kessler di Trento.
Stefania Travagnin, docente di buddhismo cinese e preside del Centro di studi buddhisti presso la Scuola di studi orientali e africani (SOAS).
Bella Pei Wang, professoressa assistente presso la Scuola di cinese dell’Università di Hong Kong.
Iscriviti qui per partecipare al webinar
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Reagenti
@Politica interna, europea e internazionale
Possiamo anche girarci attorno e non volere ammettere con noi stessi quello che i nostri sensi ci restituiscono, ma il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mostra elementi di squilibrio. Nei rapporti internazionali è bene che prevalga il linguaggio diplomatico, anche con chi lo oltraggia, sicché non va chiesto a nessun governante di metterla in […]
L'articolo Reagenti proviene da
Politica interna, europea e internazionale reshared this.
Nuove stragi a Gaza, mentre Netanyahu aderisce al Board of peace
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Elicotteri e artiglieria colpiscono la Striscia nonostante il cessate il fuoco. Operazioni militari a Hebron, attacco all’UNRWA a Gerusalemme Est. Sullo sfondo il progetto di Donald Trump, tra rifiuti e fallimenti
L'articolo Nuove stragi a Gaza, mentre Netanyahu aderisce al
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Termini perentori per le sanzioni GDPR: la sentenza della Cassazione che cambia tutto
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
La Corte di Cassazione con una recente sentenza si pronuncia su una annosa questione, e non solo in teoria, concernente la natura dei termini entro i quali l’Autorità Garante per la protezione dei dati deve, a pena di decadenza, emettere
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Espressif Introduces the ESP32-E22 Wi-Fi 6E and Bluetooth Co-Processor
Espressif has unveiled its latest major chip in the form of the ESP32-E22. Officially referred to as a Radio Co-Processor (RCP), it’s intended to be used via its PCIe 2.1 or SDIO 3.0 host interface to provide wireless communications to an SoC or similar.
This wireless functionality includes full WiFi 6E functionality across all three bands, 160 MHz channel bandwidth and 2×2 MU-MIMO, making it quite a leap from the basic WiFi provided by e.g. the ESP32-S* and -C* series. There is also Bluetooth Classic and BLE 5.4 support, which is a relief for those who were missing Bluetooth Classic in all but the original ESP32 for e.g. A2DP sinks and sources.
The ESP32-E22 processing grunt is provided by two proprietary Espressif RISC-V CPU cores that can run at 500 MHz. At this point no details appear to be available about whether a low-power core is also present, nor any additional peripherals. Since the graphics on the Espressif PR article appear to be generic, machine-generated images – that switch the chip’s appearance from a BGA to an LQFP package at random – there’s little more that we can gather from there either.
Currently Espressif is making engineering samples available to interested parties after presumed vetting, which would indicate that any kind of public release will still be a while off. Whether this chip would make for an interesting stand-alone MCU or SoC along the lines of the -S3 or -P4 will remain a bit of a mystery for a bit longer.
Thanks to [Rogan] for the tip.
Difesa spaziale, addio al mito del satellite unico e insostituibile. L’analisi del gen. Bianchi
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Negli ultimi due decenni, il concetto di high-end nel dominio spaziale militare è stato tradizionalmente associato a sistemi satellitari di grandi dimensioni, altamente sofisticati e caratterizzati da costi elevati, lunghi cicli di
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