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Le ore che abbiamo oggi non bastano: preparazione, correzioni, inclusione restano scoperte.

La qualità cala già alla situazione attuale ~> non scioperare significa accettarlo come normale.

Lo #sciopero non è tempo (o denaro) perso: è l’unico modo per cambiare condizioni che da sole non miglioreranno.

Aiutateci.
Aiutatevi.

@scuola @scuola@poliverso.org @scuola@a.gup.pe #scuola

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in reply to brozu ▪️

Sinceramente non ho soluzioni, mi restano 22 giorni di lezione e non vedo l'ora che finiscano per passare un colpo di spugna a tutto ciò che è correlato al mondo della squola. Negli ultimi 10 anni ho provato ad usare il boicottaggio tecnico, ma non c'è verso, l'omeostasi amministrativa del sistema scolastico è inattaccabile.

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in reply to brozu ▪️

La figura del coordinatore è stata istituzionalizzata de facto per tappare le falle organizzative del sistema scuola. Invece di fare quadrato contro lo smantellamento della scuola, i DS non hanno trovato di meglio da fare se non scaricare sui coordinatori tutte le incombenze che altrimenti non si riuscirebbe a smaltire

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in reply to brozu ▪️

Quanto allo sciopero, l'apoteosi è la formula usata dai DS in occasione della proclamazione degli scioperi. Avendo l'obbligo di garantire un servizio pubblico essenziale, ma senza incorrere nella pratica antisindacale, nelle circolari i DS *invitano* i docenti a comunicare in anticipo l'adesione allo sciopero. Aggiunto alla pratica deleteria delle organizzazioni sindacali di indire scioperi in giornate diverse (generalmente di venerdì) >>

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in reply to brozu ▪️

Non è illegale. "invitare" non implica l'obbligo pertanto non è pratica antisindacale. Ma quanti docenti si rendono conto di quanto sia fraudolenta questa pratica? Se io so in anticipo che tizio e caio aderiscono, posso modificare l'orario facendo in modo che una classe entri alla seconda ora o esca in anticipo. In questo modo non si crea il disagio di avere classi scoperte dalla vigilanza (obbligatoria) all'interno dell'orario

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in reply to brozu ▪️

Quando aderisco a uno sciopero non lo comunico mai. Solo il giorno dopo se dalla segreteria mi chiedono la motivazione dell'assenza. Per quel che mi riguarda possono andare a farsi benedire anche le comunicazioni della percentuale di adesioni che l'amministrazione deve inviare al ministero a fine mattina 😀

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in reply to Giancarlo Dessì

il tutto si trasforma i sistematici fuochi di paglia: scioperi a cui aderiscono quattro gatti (spesso per comodità personali anche a scapito della perdita di un giorno di stipendio) senza alcun disagio creato alle famiglie. Risultato? Qualcuno ci perde la giornata, le famiglie possono continuare a parcheggiare i pargoli, la baracca va avanti, governo e ministero tirano avanti nel processo di smantellamento del sistema sQuola.

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in reply to brozu ▪️

non mi devi convincere, ormai sono in fase di smantellamento. Sto aspettando alcune settimane per rimuovere dai miei hardisk ogni riferimento alla scuola. Dati e file accumulati in alcuni decenni. Dopo di che mi resterà solo il ricordo amaro di tanti anni di dedizione deontologica buttati alle ortiche al di là dello stipendio. Negli ultimi 11 anni ho accumulato solo una desolante frustrazione.

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Palestra digitale a Vivero (Roma) - parte 2

PALESTRA DIGITALE - PARTE 2 - LABORATORIO DI AUTODIFESA DALLE BIG TECH
Presso Vivéro, via Antonio Raimondi 37 - Roma, il 12 maggio dalle 18,30.
Dopo la partecipatissima e stimolante serata passata insieme nel primo appuntamento della palestra digitale, continuiamo a costruire il percorso per liberarci dal dominio dei giganti del tech, riappropriarci degli strumenti digitali …
pillole.graffio.org/pillole/pa…

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Fuck tha Police - Gli agenti di polizia 🦘australiani 🦘 possono essere rintracciati a causa di una falla di sicurezza nei taser e nelle telecamere indossabili

I taser e le telecamere indossabili con tecnologia Bluetooth, utilizzati da migliaia di agenti di polizia australiani, possono inavvertitamente rivelare la loro posizione in tempo reale a qualsiasi criminale in possesso di un telefono o di un computer portatile.

Le forze di polizia di tutto il paese sono state avvertite della falla di sicurezza. Ma nonostante i rischi per la sicurezza, soprattutto per gli agenti in borghese, nelle unità tattiche o che portano a casa la propria attrezzatura, nessuno sembra aver preso provvedimenti.

abc.net.au/news/2026-05-04/pol…

@privacypride

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👁️ Il nuovo rapporto dell'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri (UNDRR): "Quando i sistemi digitali falliscono: i rischi nascosti del nostro mondo digitale"

⬇️⬇️⬇️⬇️⬇️
poliverso.org/display/0477a01e…


Quando i sistemi digitali falliscono: cosa ci dicono gli esperti

Siamo pronti ad affrontare tempeste solari, interruzioni dei cavi sottomarini, guasti ai satelliti e fenomeni meteorologici estremi che potrebbero sconvolgere le reti di comunicazione e potenzialmente scatenare una "pandemia digitale"?

Un nuovo rapporto – "Quando i sistemi digitali falliscono: i rischi nascosti del nostro mondo digitale" – delinea scenari di rischio sulla Terra, in mare e nello spazio, analizzando la fragilità dei sistemi digitali interconnessi e offrendo una tabella di marcia per la preparazione.

Esperti riuniti dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri (UNDRR) e dall'Innovation Hub per la Tecnologia e gli Affari Globali della Scuola di Affari Internazionali di Parigi, Sciences Po, chiedono un'azione coordinata tra i paesi per migliorare la resilienza digitale e proteggere i servizi essenziali come l'assistenza sanitaria, la finanza e la risposta alle emergenze.

itu.int/hub/publication/s-rep-…

@Informatica (Italy e non Italy)


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Quando i sistemi digitali falliscono: cosa ci dicono gli esperti

Siamo pronti ad affrontare tempeste solari, interruzioni dei cavi sottomarini, guasti ai satelliti e fenomeni meteorologici estremi che potrebbero sconvolgere le reti di comunicazione e potenzialmente scatenare una "pandemia digitale"?

Un nuovo rapporto – "Quando i sistemi digitali falliscono: i rischi nascosti del nostro mondo digitale" – delinea scenari di rischio sulla Terra, in mare e nello spazio, analizzando la fragilità dei sistemi digitali interconnessi e offrendo una tabella di marcia per la preparazione.

Esperti riuniti dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), dall'Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri (UNDRR) e dall'Innovation Hub per la Tecnologia e gli Affari Globali della Scuola di Affari Internazionali di Parigi, Sciences Po, chiedono un'azione coordinata tra i paesi per migliorare la resilienza digitale e proteggere i servizi essenziali come l'assistenza sanitaria, la finanza e la risposta alle emergenze.

itu.int/hub/publication/s-rep-…

@Informatica (Italy e non Italy)

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Facciamo un punto sugli attacchi cyber


@Informatica (Italy e non Italy)
Il mese di maggio è appena iniziato e ci porta a dover fare una riflessione piuttosto amara, a dir la verità, circa gli attacchi che sono avvenuti nel primo quadrimestre […]
L'articolo Facciamo un punto sugli attacchi cyber proviene da Edoardo Limone.

L'articolo proviene dal blog dell'esperto di #Cybersecurity Edoardo

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La Ferragni je spiccia casa: «Con i soldi per i bambini oncologici del Regina Margherita pagavano auto e cene di lusso». Nei guai l'Associazione Oncologica Pediatrica Odv di Vercelli


Coinvolti il presidente dell'associazione, la madre e la moglie. Tutti risultano indagati per peculato, autoriciclaggio e riciclaggio

Con i soldi destinati ai bambini oncologici avrebbero pagato auto, cene e vini pregiati. Sono tre le persone indagate a Vercelli. Sono tutti legati all’Associazione Oncologica Pediatrica Odv, con sede in via Ariosto, nel cuore di Vercelli. Associazione «creata da genitori che hanno vissuto in prima persona la malattia oncologica del proprio figlio. Lavora a stretto contatto con il reparto di Oncologia dell’Ospedale Regina Margherita di Torino

torino.corriere.it/notizie/pie…

@vercelli

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Amica che lavora in AWS conferma che tra gli ingegneri del software sui colleghi (lo è anche lei) l'uso dell'AI genera mostri.

Ingegnere sbarbino: "L'AI mi ha risolto il problema in un secondo!"

Lei (team lead): "Bene, e come funziona la soluzione?"

IS: "Non lo so, ma funziona!"

Lei: "E chi lo manuterrà questo codice che non si sa come funzioni?"

Così a ripetizione. 🍿

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Le ragioni a sostegno della resilienza democratica. Come strutturare il quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea per affrontare le sfide digitali e democratiche del prossimo decennio

L'Unione europea sta preparando il suo più grande programma di finanziamento di sempre per la resilienza democratica. Nell'ambito del Quadro finanziario pluriennale (QFP) dell'UE 2028-2034, il programma AgoraEU rappresenta il fulcro di questo lavoro fondamentale per il blocco dei 27 paesi. Il suo budget proposto ammonta a 8,6 miliardi di euro, ovvero più del doppio del budget previsto per l'attuale ciclo del QFP, a prezzi correnti.

Emergono due risultati:

  1. I governi nazionali dei 27 Stati membri riconoscono che le organizzazioni della società civile focalizzate sul digitale sono ormai essenziali per l'applicazione delle normative, la resilienza democratica e la competitività economica.
  2. Le attuali proposte di bilancio dell'UE non affrontano le sfide strutturali e di finanziamento esistenti che queste organizzazioni si trovano ad affrontare proprio nel momento in cui viene loro chiesto di fare di più.

Il rapporto di @Mark Scott

dfrlab.org/2026/04/29/the-case…

@Etica Digitale (Feddit)

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Apple è l’unica a non investire miliardi e miliardi nell’AI

Apple si distingue come l’unica grande azienda tecnologica a non aver puntato sulle AI, limitando sia gli investimenti per le infrastrutture sia quelli per lo sviluppo di modelli linguistici; ma Apple non sente davvero il bisogno di investire in questa tecnologia, e lascia che siano le altre aziende a farlo, anche per conto suo.

La strategia sembra dare risultati, almeno finora. La scorsa settimana Apple ha presentato i risultati dell’ultimo trimestre, nel corso del quale ha registrato un aumento su base annua del 17 per cento delle vendite nette, anche grazie al successo di novità come il MacBook Neo.

@Intelligenza Artificiale

ilpost.it/2026/05/06/apple-non…

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La violenza online non è casuale. È coordinata. Di genere. Razziale. In Canada: stereotipi xenofobi e razzisti alimentano l'odio online contro le donne appartenenti a minoranze razziali e le persone LGBTQI+

L'ultima ricerca di #AmnestyInternational mostra che l'odio online colpisce donne migranti appartenenti a minoranze razziali e persone LGBTQI+ con narrazioni razziste, sessiste e colonialiste, e come questo danno si ripercuota anche nella vita reale

amnesty.org/en/latest/news/202…

@eticadigitale

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La giornalista Hannah Natanson minacciata e perseguitata dal regime di Trump ha vinto il Pulitzer. Il post di Roberto Saviano


"La giornalista del Washington Post Hannah Natanson è stata minacciata, trascinata in tribunale e ha visto l’FBI perquisire casa sua all’alba, sequestrandole telefono, computer e strumenti di lavoro. Non era l’indagata. Era la giornalista.

La sua “colpa” sarebbe questa: aver raccontato come l’amministrazione di Donald Trump, con Elon Musk e il progetto DOGE, volesse smantellare lo Stato dall’interno. Tagli, epurazioni, licenziamenti via mail comunicati all’improvviso, agenzie svuotate, servizi pubblici indeboliti, migliaia di lavoratori espulsi e la macchina pubblica trasformata in un laboratorio ideologico.

Quel lavoro, costruito con oltre mille fonti federali, protette e ascoltate, oggi ha vinto il Pulitzer Prize per il Public Service, il riconoscimento più importante del giornalismo americano.

Il Pulitzer ha premiato proprio questo: aver squarciato il velo di segretezza sulla demolizione del governo federale, raccontandone con precisione il caos e le conseguenze reali e tangibili sulla vita di milioni di persone.

Mentre il potere intimidiva, lei indagava. Mentre cercavano di spaventarla, lei continuava a pubblicare.
Mentre provavano a zittirla, il suo lavoro faceva luce.
Il giornalismo non è un crimine. Il giornalismo è luce nel buio."

t.me/valigiablu/4540

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“Proteggono la legge mentre la infrangono”: uno sguardo all'interno del sistema informatico ombra di Europol.

Europol punta a diventare una potente forza di polizia con ampi poteri di sorveglianza. Ma nel tentativo di raggiungere questo obiettivo nella lotta contro la criminalità transfrontaliera, l'agenzia sembra aver agito in modo scorretto, come rivela questa inchiesta: piattaforme segrete di analisi dei dati hanno messo a rischio cittadini innocenti, una questione che rimane irrisolta ancora oggi.

correctiv.org/en/europe/2026/0…

@Privacy Pride

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Il Garante per la protezione dei dati personali partecipa alla Race for the Cure, l’iniziativa di Komen Italia

Il 7 e 8 maggio, al Circo Massimo, all’interno del Villaggio della Salute, il #GarantePrivacy sarà presente con uno spazio informativo dedicato al diritto all’oblio oncologico. Sarà un’occasione aperta a tutti per ricevere informazioni e orientamento su come esercitare tale diritto nei confronti di banche, assicurazioni, datori di lavoro e nell’ambito delle procedure di adozione

@Privacy Pride

gpdp.it/home/docweb/-/docweb-d…

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#Internet esisteva prima delle piattaforme.

Oh! Davvero?

Davvero, ma non solo

Continua a esistere e continuerebbe a sopravvivere anche senza #instagram, #facebook, #tiktok, #whatsapp

E lo farebbe senza padroni che gestiscono il mercato dell'attenzione

C'è un bell'articolo che ne parla, si trova qui: terrygodier.com/the-boring-int…

#bigtech #protocols

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Chrome Installs 4 GB Gemini Nano Without Asking

@informatica

qui ci si prende delle libertà

awesomeagents.ai/news/chrome-g…

#llm #chrome

@informapirata
@signorina37
@quinta

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Ich habe mich auf die Warteliste für die neue europäische Social-Media-Plattform W Social setzen lassen. mit der Juristin und Mitgründerin Anna Zeiter. Das wird ja Zeiter!. Ambitioniert steht das W für eine Organisation, die mitmischt oder Knete gibt, und die großen W-Fragen oder generell für W-orld/W-elt. Jetzt im Moment (5.5.26 um 7.16 Uhr) gibt es keinen Eintrag bei Wikipedia. Edit-War?

download.deutschlandfunk.de/fi…
deutschlandfunk.de/europaeisch…
wsocial.eu/public/signup

#WSocial #Twitter #EarlyAdopter

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Oggi pensavo che alternative ci sono

Per i social classici c’è il Fediverso, dove ormai bazzico da cinque anni e qualche cicatrice digitale me la sono pure guadagnata

Per comunicare senza dipendere sempre dai soliti recinti, ci sono strumenti come Meshtastic, MeshCore e altre soluzioni simili. Dipende da cosa devi fare, da dove sei, da quanto vuoi sporcarti un minimo le mani

Poi ti guardi intorno

Tutti lì

A scrollare video su TikTok.
A inseguire storie su Instagram.
A vivere dentro WhatsApp come se fosse l’aria condizionata dell’universo

E quando provi a dire, “guardate che si può fare anche diversamente”, parte subito il grande coro nazionale

“Eh, ma chi lo usa?”

Tu
Lo userai tu

E se saremo in dieci, lo useremo in dieci.
Se saremo in cento, lo useremo in cento.
Ma qualcuno deve pur accendere il primo fuoco, altrimenti restiamo tutti al buio a lamentarci del freddo

Poi arriva l’altra frase immortale

“Bella idea, però è difficile.”

Certo che è difficile.
Se fosse tutto pronto, comodo, lucidato e servito col tovagliolino, probabilmente sarebbe già in mano a qualcuno che ti profila pure mentre sbadigli.

Le cose libere non piovono dal cielo.
Non arrivano col corriere già montate.
Ogni tanto bisogna costruirle, provarle, sbagliare, aggiustarle, bestemmiare sottovoce e riprovare.

Ed è lì che di solito capisco tutto.

Perché molti vogliono alternative, sì.
Ma le vogliono già fatte, già piene di gente, già famose, già semplici, già perfette.

In pratica vogliono la rivoluzione, ma con consegna Prime.

E allora ...
Smetto di spiegare.
Smetto di convincere.
Smetto di fare il venditore porta a porta dell’indipendenza digitale.

Torno alle mie cose.
Ai miei server.
Ai miei nodi.
Ai miei esperimenti.
Alle mie reti strane che magari oggi sembrano piccole, ma domani chissà.

Perché chi è buono solo a lamentarsi troverà sempre un motivo per non fare nulla.

Preferisco essere quello che, mentre gli altri chiedono “chi lo usa?”, sta già montando il primo pezzo.🙏

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Meta perde 20 milioni di utenti tra WhatsApp, Facebook, Instagram e Messenger nei primi tre mesi del 2026: ecco a cosa l'azienda attribuisce la colpa di questo crollo.

Meta, la società madre di Facebook , Instagram e WhatsApp , ha registrato un calo della sua enorme base di utenti. Durante una conferenza sugli utili tenutasi mercoledì (tramite The Verge), l'azienda ha rivelato di aver perso circa 20 milioni di utenti attivi giornalieri su tutte le sue app in questo trimestre.

Il calo si verifica in un momento in cui il gigante tecnologico sta contemporaneamente chiedendo agli investitori miliardi di dollari in più per finanziare una massiccia svolta verso l'intelligenza artificiale (IA).

timesofindia.indiatimes.com/te…

@informatica

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Trump attacca di nuovo Leone XIV: "Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici"

A pochi giorni dalla visita di Rubio in Vaticano, parlando con Salem news channel, Trump torna ad attaccare il Pontefice sull'Iran: "Lui pensa sia ok che Teheran abbia un'arma nucleare, io non penso sia una cosa buona". Ma il Segretario di Stato Parolin intona uno stigrancazzi in gregoriano e spiega che di quello che pensa Trump il Vaticano ci si sciacqua le palle

ilfoglio.it/esteri/2026/05/05/…

@politica

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Partendo da un viaggio di ritorno da Tuscania, rifletto sulla crisi dell’album nell’era delle playlist e sulla differenza tra ascolto frammentato e immersione narrativa. Riascoltando "The Dark Side of the Moon" e "Amarok", emerge quanto un’opera completa richieda tempo, fiducia e fatica, ma sappia anche ampliare il nostro sguardo e trasformarci. Album e romanzi restano spazi di resistenza, capaci di aprire il futuro.

stardust.blog/2026/05/riparten…

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«I feed RSS mi portano più traffico di Google» dal Blog di Terence Eden

Ho letto di recente un post sul blog di Susam in cui si affermava che "la maggior parte del traffico verso il mio sito web personale proviene ancora dai feed web" - mi chiedevo se fosse vero anche per il mio sito.
Ecco le visualizzazioni del mio blog negli ultimi 28 giorni.

Il post di @eden

shkspr.mobi/blog/2026/05/rss-f…

@eticadigitale


RSS Feeds Send Me More Traffic Than Google

shkspr.mobi/blog/2026/05/rss-f…
Yeah yeah, I know, data-point of 1.

I recently read Susam's blog post where they said that "most of the traffic to my personal website still comes from web feeds" - I wondered if that was true for my site.

I've been writing this blog for a while. I've never much bothered with "aggressive" SEO - I have a fairly semantic layout, all my reviews have metadata, and stuff like that - but I'm not cramming in keywords, using AMP, or whatever other chickens Google requires to be sacrificed for a higher ranking. Nevertheless, I do OK.

Last year, I added a bit of local-only, lightweight statistics-gathering to my blog. I can see which sites people click on to reach mine. Google is right up the top, DuckDuckGo is surprisingly high, Bing is lucky to crack the top 20 on any day. Similarly, I can see how much traffic I get from the Fediverse and BlueSky (Twitter has all but vanished).

A few weeks ago I added RSS and Newsletter tracking. These data are very lossy. If someone is subscribed to my RSS feed and opens a post and their client downloads a lazy-loaded image at the end of the post, I get a hit. For email it's broadly the same. If an email is opened and the tracker image is loaded, I get a hit (although Gmail does obfuscate that somewhat).

I'm not looking for super-accurate numbers (although I do block as many AI crawlers and bots as possible). I'm not creepily following people around the web nor am I trying to sell them anything. I just want a rough idea of where people find me.

Here are my blog's views for the last 28 days.
Atom 13774. Google 10833. RSS 10419. DuckDuckGo 2302. Email 2123.
Some months I get a surge of hits from link aggregators like HN or Reddit. Sometimes I'm linked to from a popular site or cited in academic work. But most of the time I bumble along getting hits from here, there, and everywhere. Nevertheless, it's lovely to see so many people choosing to subscribe0 (for free!) and astonishing that they provide more traffic than a major search engine.

Obviously, these are two very different types of traffic. People who are searching for a specific thing and stumble upon my blog are different from those who decide to like and subscribe.

But, yeah, about 25% of my traffic comes from people who have chosen to subscribe.

I'm just delighted that so many people read my random thoughts.


  1. For historic reasons, I have separate Atom and RSS feeds. Perhaps I should consider merging them? But it doesn't take much effort to publish in two subtly different formats. ↩︎

#blog #blogging #meta #statistics


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Ahoi SSD! 🏴‍☠️ - #Windrose, un gioco di pirati, stava silenziosamente distruggendo il tuo SSD senza che tu te ne accorgessi

Una cache del database configurata in modo errato causava scritture a oltre 108 GB all'ora, ma una patch è già disponibile.

techspot.com/news/112271-early…

@pirati

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Oggi sfrutto il mio tempo nel #fediverso per riflettere.

Quello che vedo sempre più spesso nel mondo #tech non è tanto adottare un nuovo paradigma o un nuovo tool, quanto la difesa incondizionata e fuori scala di questa azienda/fondazione/vedete voi e un'altra.

Questo è tifo.
Non critica.
Non divulgazione.

Ora, io capisco che culturalmente, anche per propri bias cognitivi (tutti ne abbiamo) ognuno di noi possa avere uno o un altro pensiero, ma questo non significa che anche altri pensieri non possano essere giusti.

Imporsi puntando il dito, non è costruttivo.
Confrontarsi è costruttivo.
Ma per confrontarsi in modo sano, bisogna poggiare i propri pensieri su fondamenta solide, e, pertanto, essere competenti e in grado di sostenere delle conversazioni tecniche specifiche.

Pretendere di poter avere un confronto solo con le opinioni non è plausibile nel mondo deterministico della tecnologia. È come pretendere di fare cambiare risultato alle equazioni matematiche a piacimento.

Per questo io stesso mi permetto di fare video dove metto in discussione tutto. Perché voglio vedere io in primis se a distanza di tempo ho ancora ragione, ma soprattutto dimostrare pubblicamente che quello che dico e le cose in cui credo, hanno fondamenta scientificamente solide.

Ora, detto questo, mi rivolgo a te, caro lettore/lettrice che hai speso questi 2 minuti nel leggere il mio molto prolisso post:

Non perderti in confronti senza basi tecniche a supporto delle argomentazioni tecnologiche del tuo interlocutore.

Informati.
Studia.
Impara.
Evolvi.

Ma non perderti nel qualunquismo che tanti portano avanti perché capaci solo a tifare.

Puoi cambiare il futuro, un piccolo passo alla volta, e se vuoi, potrai rendertene conto al @devconf

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🇩🇪 Politico-Leak über offene Streitpunkte in den #Chatkontrolle-Verhandlungen: Werden Telefonanrufe gescannt? Darf das Ausland Inhalte auf deutschen Servern löschen lassen, die hier legal sind? Löschanordnungen ohne Richter?
patrick-breyer.de/wp-content/u…
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Tanti auguri di pronta guarigione a @lastknight, ennesimo motociclista che rischia la vita per la stupidità degli automoblisti


Rimettiti in fretta, perché abbiamo un gran bisogno che la tua adorabile stronzaggine torni al 100% ❤️

youtu.be/UFU9pjqHZX8

@caffeitalia

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Sono qui solo per ricordarvi (e ricordarvi di ricordare agli altri) di usare le biblioteche pubbliche il più possibile perché se domani ce le tolgono poi non possiamo più lamentarci. Teniamo vivo ciò che è sociale in un mondo capitalista.

@cultura

in reply to Scapigliato 🚲

senza biblioteca sarei perso. Qualche giorno fa ho fatto un rapido calcolo a spanne e per i libri che ho letto l'anno scorso avrei dovuto spendere almeno 400 euro. Sarebbe stato infattibile per le mie finanze o quantomeno non avrei potuto farlo con la stessa leggerezza e curiosità. Certi libri scelti per caso e istinto non li avrei mai letti e sarebbe stato un peccato visto quanto mi hanno arricchito
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Riduci la tua impronta digitale: usa sistemi operativi orientati alla privacy come Ufficio Zero. In alternativa, Tails per attività davvero sensibili.

@sicurezza

#privacy #linux #sicurezza

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Google Chrome installa silenziosamente un modello Gemini Nano AI da 4 GB sul tuo dispositivo

❌ Nessun consenso
❌ Nessuna opzione di adesione
❌ Nessuna vera possibilità di disattivazione per gli utenti regolari
Non un piccolo esperimento, ma un'indagine condotta su miliardi di dispositivi.

mastodon.social/@Tutanota/1165…

➡️ Per saperne di più: thatprivacyguy.com/blog/chrome…
🔧 Ed ecco come disattivarla: tuta.com/blog/how-to-disable-g…

@informatica


Google Chrome silently installs a 4 GB Gemini Nano AI model on your device

❌ No consent
❌ No opt-in
❌ No real opt-out for regular users

This isn’t a small experiment & it’s on billions of devices.

➡️ Read more: thatprivacyguy.com/blog/chrome…

😠 A tactic we've already seen with Gemini on Android. But at least you can disable it here, learn how: tuta.com/blog/how-to-disable-g…


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Google Chrome silently installs a 4 GB Gemini Nano AI model on your device

❌ No consent
❌ No opt-in
❌ No real opt-out for regular users

This isn’t a small experiment & it’s on billions of devices.

➡️ Read more: thatprivacyguy.com/blog/chrome…

😠 A tactic we've already seen with Gemini on Android. But at least you can disable it here, learn how: tuta.com/blog/how-to-disable-g…

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Digital Tools and Learning: Plato Wins Again - VERSION WITHOUT LINKS TO AVOID FLAGGING BY GOOGLE WRONG ALGORITHMS

Dal blog Link&Think di @enriconardelli
link-and-think.blogspot.com/20…
@informatica
by Enrico Nardelli

(versione italiana qua)

VERSION WITHOUT LINKS TO AVOID FLAGGING BY GOOGLE WRONG ALGORITHMS

I had recounted, in a previous article, how the 2023 UNESCO report had sounded a first, dramatic alarm

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by Enrico Nardelli

(versione italiana qua)

VERSION WITHOUT LINKS TO AVOID FLAGGING BY GOOGLE WRONG ALGORITHMS

I had recounted, in a previous article, how the 2023 UNESCO report had sounded a first, dramatic alarm bell by defining Ed-Tech (that is, the use of digital tools in the education system) a "tragedy" with immense costs and virtually no benefits.

On January 15, 2026, before the United States Senate Committee on Commerce, Science, and Transportation, Dr. Jared Cooney Horvath, a neuroscientist specializing in learning and technology, recounted another silent tragedy: that of an entire generation sacrificed on the altar of digital technology.

Horvath, director of LME Global and author of the volume The Digital Delusion, is neither a nor a nostalgic. He is a scholar who has spent years analyzing tens of thousands of studies on the use of digital technology in education.

For over a century we have taken for granted that each generation was more intelligent than the previous one. This is the so-called "Flynn Effect." But Horvath presented chilling data: starting from the mid-2000s, the cognitive development of young people in the developed world stopped growing. In many cases, it has gone backward.

Horvath didn't limit himself to words. He brought before the committee, which conducted a public hearing (here the full video) on the theme "Plugged Out: Examining the Impact of Technology on America's Youth," data from major international studies involving millions of students in dozens of countries. These include PISA (Programme for International Student Assessment), the triennial survey on the level of preparation of 15-year-old students, TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study), a study that analyzes international trends in mathematics and science learning, and PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study), an international survey that evaluates the reading skills of primary school students.

The conclusion is uniform: greater daily exposure to digital tools consistently corresponds to lower scores in reading, mathematics, and science. The more time spent in front of a screen, the worse the performance. The data is available within his written testimony.

I know very well that correlation is not causation, but it seems objectively difficult to identify causes other than the massive spread of digital technology in schools. And, in any case, the precautionary principle suggests the advisability of carefully reconsidering the situation.

On the other hand, what Horvath reported is in agreement with many independent studies related to reading and writing with digital devices.

For reading: text comprehension and retention are more solid on paper than on screen, particularly for complex or long texts. Spatial stability, reduced scrolling, and physical interaction with the paper page support memory formation and comprehension. The scientific literature on this point is substantial and convergent. A meta-analysis of 49 studies published in 2024 reaffirmed that students who read on paper consistently achieve higher scores on comprehension tests compared to those who read the same material on screen. Here is an informal description of what is called the "screen inferiority effect."

For writing: taking notes by hand is superior, for long-term learning, to taking notes on a computer. From the pioneering study by Mueller & Oppenheimer of 2014 (with the significant title "The Pen Is Mightier Than the Keyboard") to the recent article by Italian neuroscientists from 2025, the evidence is consistent. While typing on a keyboard encourages literal transcription and superficial processing, writing by hand requires synthesis, comprehension, and reorganization of concepts, and is therefore superior in an educational context.

Horvath examined nearly 400 meta-analyses, covering over 21,000 research studies related to the use of digital technologies for teaching. Most of these achieve results below the effectiveness of normal classroom instruction. In other words: a good teacher who lectures in a traditional way produces better results than almost all digital tools analyzed in the scientific literature.

Only in very limited contexts — adaptive exercises for basic skills and targeted remedial interventions — do digital tools manage to approach significant results. In these cases they work because they support the repetition of exercises in well-defined areas, not because they improve deep learning.

The reasons for this lie in neuroscience. When attention is repeatedly interrupted, three costs emerge: loss of time due to task switching, increase in errors due to cognitive interference, and weakening of memory formation, since learning shifts from deep encoding toward habitual processing.

The problem is that digital platforms are optimized for rapid switching between content, novelty, and continuous attention capture. Even when used for academic purposes, they activate the same behavioral patterns that students practice in recreational screen use: frequent checking, rapid scrolling, multitasking. These digital devices train young people's brains to respond to brief, intermittent, gamified stimuli. Technology doesn't make them smarter. It makes them dependent on the immediate reward circuit.

Deep learning, the kind that forms lasting memory and critical thinking, is built through interaction between people and in the continuous and thorough exercise of one's mental capacities, not in the relationship between a person and a screen. The human brain learns through relationships, socially mediated error, the physical presence of others — that didàskalos that Plato knew to be inseparable from the mathetés. Technology, if well used — and this is a very critical "if" — can enhance this encounter between teacher and student. But it can never replace it.

The fatal error of the last twenty years has been believing that a tablet could be a bridge to knowledge, when in reality it has been a wall that has prevented access to deep cognitive functions. Technology is a tool for experts who want to lighten their work, Horvath reminded us, it is not the way novices learn to become experts. A calculator is an extraordinary tool for someone who already knows statistics; it allows them to externalize the effort to concentrate on strategy. But if you give the same calculator to a student who has not yet internalized the meaning of various methods, you are not helping them: you are preventing them from building the synapses necessary to understand statistics.

The central point of all of Horvath's work, with which I completely agree, is not the rejection of technology, but bringing it back to its true nature: a useful tool, not a substitute. The absolute priority must be learning, which must be carried out in person with human teachers, as we have always done, that is, in an analog way. In this regard he stated, during his testimony: "The secret to learning to use digital technology is not to use digital technology. It's learning analogically, the way we've always learned, and then using technology to facilitate the exercise of cognitive abilities we've already developed."

Yet, many opinion newspapers (especially those that have praised distance learning) ignore this wealth of evidence. They prefer to tell stories of "innovative schools" with interactive whiteboards and classrooms without books. Of course, it's easier to celebrate technological novelty than to face the effort of building true educational relationships and investing resources to have well-prepared and well-paid teachers, the only ones who can make a difference.

Who is thinking about the long-term well-being, cognitive and otherwise, of future generations?
--
The original version (in italian) has been published by "StartMAG" on 26 April 2026.

in reply to suoko

è quello che sostengo da un pò: i lavori più in alto nella catena alimentare sono quelli che gli LLM (no, inutile che insistete, non sono intelligenti) possono più facilmente rimpiazzare.
le fregnacce sparate da un CEO, spesso vengono edulcorate/mitigate/aggiustate nel tragitto che le porta al piano operativo e che a spararle sia stata una persona o un chatbot, non farebbe nessuna differenza...
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In un momento inglorioso della missione Apollo 10, il comandante Thomas Stafford dovette afferrare con un tovagliolo un oggetto sgradevole alla deriva nella cabina in assenza di peso, mentre il suo compagno Cernan avvistava un altro intruso di cui sbarazzarsi. Il modulo delle missioni Apollo non aveva una vera toilette e i rifiuti solidi prodotti dagli astronauti venivano raccolti in sacchetti e riportati a terra, con i possibili contrattempi del caso. Una procedura che gli astronauti detestavano, come è facile immaginare, e che in seguito, a partire dallo Skylab, è stata sostituita da sistemi via via più confortevoli.

In assenza di peso, anche il funzionamento di una semplice toilette comporta una sfida ingegneristica: la soluzione adottata su Orion si chiama Universal Waste Management System, o UWMS, e comprende un ventilatore che fornisce il flusso necessario per gestire sia i rifiuti liquidi sia quelli solidi e per eliminare i cattivi odori. Le feci vengono conservate in contenitori sigillati, mentre l'urina viene espulsa nello spazio, dove si congela rapidamente. A differenza della Stazione Spaziale Internazionale, infatti, su Orion l’acqua contenuta nei rifiuti biologici non viene riciclata in acqua potabile, per risparmiare il peso dei macchinari di filtraggio e disinfezione.

Le versioni precedenti delle toilette spaziali erano state progettate principalmente pensando al corpo maschile, creando non pochi disagi alle astronaute. Il nuovo sistema UWMS ha introdotto modifiche per renderlo più adatto anche alle donne, con l’astronauta Christina Koch che è stata poi la prima a usarlo in volo. Dettaglio non trascurabile, la nuova toilette ha finalmente una porta al posto di una semplice tendina e concede all’equipaggio un minimo di privacy.

Il nuovo dispositivo ha incontrato diverse difficoltà durante la missione Artemis II, lanciata il 1° aprile 2026 con a bordo Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e l'astronauta canadese Jeremy Hansen.

Il primo problema si è presentato subito dopo il lancio: un malfunzionamento nell'elettronica che governa il ventilatore è stato risolto congiuntamente dal controllo missione e da Christina Koch. Sabato 4 aprile, a 320.000 chilometri da Terra, è arrivato un nuovo contrattempo: la linea di scarico era otturata. Il controllo missione ha identificato la causa nella presenza di urina congelata nel condotto ed è riuscito a risolverlo ruotando la capsula in modo da esporre il tratto congelato alla luce del Sole per riscaldarlo. Questa operazione è stata definita la manutenzione idraulica più lontana dalla Terra mai effettuata nella storia. Durante i malfunzionamenti, l’equipaggio è ritornato a usare i sacchetti, come all’epoca di Apollo.

Questi contrattempi possono sorprendere, ma si trattava di un sistema mai usato prima e impossibile da collaudare a Terra nelle stesse condizioni di missione, destinato a operare in condizioni molto difficili di vuoto, assenza di peso e temperature estreme. Non è solo questione di comodità, perché la toilette è un sistema critico per la missione: gestire correttamente i rifiuti biologici in uno spazio chiuso e pressurizzato per settimane è fondamentale per la salute dell'equipaggio, per mantenere l'aria respirabile e per evitare contaminazioni. Nello spazio, anche il più banale dei bisogni fisiologici diventa ingegneria di precisione.


Quiz del lunedì. Come sono gestiti i rifiuti biologici nella toilette di #Artemis?

Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!

#QuizTime
@astronomia


in reply to Destinazione Stelle

Grazie!
Seguendo il volo abbiamo notato parecchie particelle (bianche?) lasciare la navetta. Sembravano originare da uno stesso punto.
Avevamo ipotizzato che si trattasse di un sistema di eliminazione rifiuti. Immagino giusto se penso all'urina?

(...poi stupiamoci se su sassi random nello spazio troviamo molecole organiche. Non siamo ancora una specie che viaggia nel cosmo, ma già mettiamo in chiaro chi è che inquina)

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LinkedIn blocca i vostri diritti GDPR dietro un paywall. L'ltima bordata di @noybeu a Microsoft

LinkedIn tiene traccia delle visite alle pagine del profilo. Tuttavia, se si vuole vedere chi ha visitato il proprio profilo, bisogna pagare. Ma se questi dati vengono visualizzati come parte di un abbonamento Premium, dovrebbero anche essere accessibili in risposta a una richiesta di accesso ai sensi dell'articolo 15 del GDPR. Giusto? Ehm...

@privacypride

poliverso.org/display/0477a01e…


LinkedIn blocca i vostri diritti GDPR dietro un paywall


Data Subject Rights

[strong]LinkedIn tiene traccia delle visite alle pagine del profilo. Tuttavia, se si vuole vedere chi ha visitato il proprio profilo, bisogna pagare. La filiale di Microsoft utilizza questi e altri "insight" per incentivare le persone a iscriversi all'abbonamento Premium a pagamento. Non è chiaro se questo monitoraggio dei visitatori sia legale. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che se questi dati vengono visualizzati come parte di un abbonamento Premium, dovrebbero anche essere accessibili in risposta a una richiesta di accesso ai sensi dell'articolo 15 del GDPR. Ma LinkedIn si rifiuta di rispettare la norma, adducendo improvvisamente presunti problemi di protezione dei dati che, a quanto pare, si presentano solo in caso di richiesta di accesso.[/strong]

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Vendita di dati: Sì! Diritto di accesso: No? LinkedIn cerca costantemente di invogliare i propri utenti a sottoscrivere un abbonamento premium a pagamento. Questo viene promosso principalmente attraverso una funzione che consente agli utenti di visualizzare un elenco di tutti i visitatori del loro profilo negli ultimi 365 giorni. Anche molti altri provider cercano di utilizzare i dati degli utenti per creare un prodotto premium. Tuttavia, secondo la legge dell'UE, tali dati personali dovrebbero essere accessibili gratuitamente. Ciò pone LinkedIn di fronte a un dilemma legale: i dati nascosti dietro un abbonamento premium dovrebbero essere resi disponibili anche nell'ambito di una richiesta di accesso gratuito ai sensi dell'articolo 15 del GDPR.

LinkedIn tiene traccia delle visite al profilo. Il motivo è che i dati dei visitatori, in una certa misura, costituiscono dati condivisi tra i visitatori e coloro i cui profili vengono visitati. Tali dati sulle attività vengono spesso analizzati per personalizzare i contenuti o le pubblicità visualizzate. Sebbene LinkedIn consenta agli utenti di rinunciare a questo tracciamento, non chiede un consenso attivo (opt-in). È quindi lecito chiedersi fino a che punto la registrazione delle visite al profilo sia legale.

Martin Baumann, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb: "Vendere i dati ai propri utenti è una pratica molto diffusa tra le aziende. In realtà, però, le persone hanno il diritto di ricevere gratuitamente i propri dati. È assurdo che le aziende sembrino riconoscere l'importanza della protezione dei dati solo quando vogliono venderli. Per esempio, quando LinkedIn non ha problemi a consegnare alcuni dati in cambio di denaro - ma improvvisamente si preoccupa della privacy degli altri utenti quando si esercita il diritto di accesso"

Protezione dei dati contro protezione dei dati. È particolarmente assurdo che LinkedIn utilizzi un presunto "interesse alla protezione dei dati" come argomento per negare il diritto di accesso ai dati ai sensi del GDPR. O i dati non devono essere accessibili a nessuno, oppure - se è chiaro al visitatore che i dati sono visibili - devono essere divulgati in conformità all'articolo 15 del GDPR.

Martin Baumann, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb: "La protezione dei diritti e delle libertà altrui può sicuramente essere un motivo per non divulgare i dati personali condivisi. Tuttavia, se un'azienda ha richiesto il relativo consenso ed è chiaramente disposta a rendere disponibili gli stessi dati a pagamento, questo argomento non regge più"

I diritti del GDPR come opportunità di guadagno? Il GDPR stabilisce vari diritti per consentire agli utenti di accedere e modificare i propri dati nella società dell'informazione. Tuttavia, le aziende spesso continuano a chiedere un compenso per questo, sia che si tratti di richieste di accesso con un'associazione di creditori o la correzione dei correzione dei nomi sui biglietti. Spesso si tratta di tariffe stabilite da tempo, ma illegali.

Denuncia presentata.noyb ha quindi presentato un reclamo all'Autorità austriaca per la protezione dei dati per conto di un utente di LinkedIn e chiede una risposta completa alla sua richiesta di accesso. Inoltre, noyb propone l'imposizione di una multa per evitare violazioni simili in futuro.


noyb.eu/it/linkedin-locks-your…