Ad esempio se edito un post con una foto, su Raccoon la foto pare venga ripetuta dopo aver reinviato, ma se ricarichi poi la tua home è sembra corretto. E poi non mi visualizza gli hashtag.
Exploring Nintendo 64DD Code Remnants in Ocarina of Time
What if you took a Nintendo 64 cartridge-based game and allowed it to also use a large capacity magnetic disc format alongside it? This was the premise of the Nintendo 64DD peripheral, and the topic of a recent video by [Skawo] in which an archaeological code dig is performed to see what traces of the abandoned product may remain.
The 64DD slots into the bottom of the console where the peripheral connector is located, following which the console can read and write the magnetic discs of the 64DD. At 64 MB it matched the cartridge in storage capacity, while also being writable unlike cartridges or CDs. It followed on previous formats like the Famicom Disk System.
For 1998’s Game of the Year title The Legend of Zelda: Ocarina of Time such a 64DD-based expansion was worked on for a while before being cancelled along with the 64DD. With this Zelda game now decompiled, its source code has shown to be still full of 64DD-related code that [Skawo] takes us through in the video.
The Nintendo 64DD discs resembled ZIP discs. (Credit: Evan-Amos, Wikimedia)
As is typical for CD- and magnetic storage formats like these 64DD discs, their access times and transfer speeds are atrociously slow next to a cartridge’s mask ROM, which clearly left the developers scrambling to find some way to use the 64DD as an actual enhancement. Considering that the 64DD never was released outside of Japan and had a very short life, it would seem apparent that, barring PlayStation-level compromises, disc formats just weren’t a good match for the console.
The interface with the 64DD in the game’s code gives some idea of what the developers had in mind, which mostly consisted out of swapping on-cartridge resources like dungeon maps with different ones. Ultimately this content did make its way into a commercial release, in the form of the Master Quest option on the game’s re-release on the GameCube.
Although this doesn’t enable features once envisioned, such as tracking the player’s entire route and storing permanent map changes during gameplay, it at least gives us a glimpse of what the expansion game on the 64DD could have looked like.
youtube.com/embed/2xyk-EozojY?…
Top image: N64 with stacked 64DD, credit: Evan-Amos
Are We Ready for AR Smart Glasses Yet?
In a recent article from IEEE Spectrum, [Alfred Poor] asks the question what do consumers really want in smart glasses? And are you finally ready to hang a computer screen on your face?
[Alfred] says that since Google Glass was introduced in 2012, smart glasses haven’t yet found their compelling use-case. Apparently it looks like while virtual reality (VR) might be out, augmented reality (AR) might be in. And of course now we have higher levels of “AI” in the mix, whatever that means.
According to the article in the present day there are two competing visions of what smart glasses might be: we have One Pro from Xreal in Beijing, and AI Glasses from Halliday in Singapore, each representing different design concepts evolving in today’s market. The article goes into further detail. The video below the break is promotional material from Halliday showing people’s reactions to their AI Glasses product.
[Alfred] talks with Louis Rosenberg, CEO and chief scientist of Unanimous AI, who says he believes “that within five years, immersive AI-powered glasses will replace the smartphone as the primary mobile device in our digital lives.” Predicting the future is hard, but what do you think? Sound off in the comments!
All in all smart glasses remain a hot topic. If you’d like to read more check out our recent articles Making Glasses That Detect Smartglasses and Mentra Brings Open Smart Glasses OS With Cross-Compat.
youtube.com/embed/C0Iwq2auR_g?…
Carlo Gubitosa reshared this.
Intervento di Aldo Garofolo Chimico del Comitato tecnico scientifico dell’Unione al Corteo del 22 novembre 2025.
#termovalorizzatore #energiapulita #copenhill #copenhagen #raccoltadifferenziata #ambiente #energia #climatechange #clima #denmark #energia #termovalorizzatori #ecologia
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neootopografia
Manifesto della Neotopografia - iaf 2772003
Noi siamo i discendenti dei Nuovi Topografi, che ci hanno indicato la strada da percorrere.
Di Adams ce n'è uno solo: Robert.
Rinneghiamo l'estetismo compiaciuto e la Falsità dei truccatori: crediamo nella Verità solo e soltanto perché essa è nuda e invisibile.
Noi non pieghiamo nulla e nessuno al volere della nostra indole: siamo inermi e sopraffatti dalla Bellezza, e non la ricerchiamo. Noi non cerchiamo nulla.
Fotografiamo il territorio circostante perché non si deve mettere in posa: esso sta, qui e ora.
Non aspettiamo l'attimo fuggente: esso è, qui e ora.
Non attendiamo l'affanno di un nuovo progetto, né una nuova idea: il. progetto siamo noi stessi.
Il neotopografo ama fare la fotografia, perché in quel momento essa è solo il nutrimento della sua anima.
Il neotopografo non ha il culto della personalità, ma ama ciò che guarda.
Il neotopografo non vuole "fare una bella fotografia", ma si abbandona all'inconscio tecnologico della macchina perché la Bellezza entri con passi felpati dalla porta di servizio.
Chiunque può divenire neotopografo, purchè abbia la fede.
(Autore Pietro Pesaresi, it.arti.fotografia, 2003)
This photo is licensed under CC BY-NC-SA 4.0. To view a copy of this license, visit creativecommons.org/licenses/b…
Scoperti tunnel impossibili nel deserto: riscrive ciò che sappiamo
Nascoste proprio nella roccia, minuscole gallerie perfette sembrano opera di un'antica forma di vita mai vista prima.Everyeye Tech
Intervento del Portavoce dell'Unione dei Comitati Alessandro Lepidini al Corteo del 22 novembre 2025.
Intervento del Portavoce dell'Unione dei Comitati Alessandro Lepidini al Corteo del 22 novembre 2025.
Segue il testo del comunicato dell'Unione:
SANTA PALOMBA, DOVE NASCE L'INESAURIBILE FORZA
Rifiutiamo il futuro che vogliono imporci è lo slogan che ha accomunato le centinaia di persone che oggi hanno percorso in corteo le vie di Albano incuranti del vento artico che sferzava i nostri visi.
Persone di ogni età accomunate dal sapersi impegnati in un conflitto la cui posta è la sopravvivenza di una fetta di territorio che dal mare arriva ai Castelli romani attraversando la campagna romana con la sua bellezza e l'eccellenza delle sue produzioni.
In tanti sappiamo che la difesa di Santa Palomba è qualcosa che però va oltre la semplice difesa territoriale perché resistere a Santa Palomba equivale a non rassegnarsi a ciò che sembra inevitabile.
Questo perché il coraggio che anima chi può apparire destinato a soccombere è qualcosa che non potrà mai essere comprato dal denaro col quale avete acquistato il facile consenso dei tanti che avete reso vostri complici.
Ma quel coraggio è fatto della stessa virtù che innerva la Repubblica e che rende quindi inesauribile la forza che ci muove.
Sarà la forza della virtù con la quale vi batteremo facendovi ritirare per sempre dalla Terra dove viviamo.
22 novembre 2025
#Ambiente #StopInceneritore #NoInceneritore #NoInceneritori #ZeroWaste #Rifiuti #Riciclo #EconomiaCircolare #NoAlCarbone #EnergiaPulita #termovalorizzatore #rifiuti #gualtieri #albano #inquinamento #Roma
Il ghiacciaio dell’Apocalisse è sempre più vicino a un collasso irreversibile
Un'analisi dell'espansione delle crepe presenti sul ghiacciaio dell’Apocalisse negli ultimi 20 anni suggerisce che potrebbe essere solo una questione di tempoRitsuko Kawai (Wired Italia)
"Venite a prendermi, codardi", Trump 'sfotte' Maduro con il suo stesso discorso
Il presidente del Venezuela è stato arrestato in un blitz americano a CaracasRedazione Adnkronos (Adnkronos)
Secondo quanto detto dalla nostra fantomatica premier, allora è legittimo anche l'intervento della Russia in Ucraina. Aspetto le sanzioni agli Usa, il mandato di arresto del CPI per Trump, la condanna dell'ONU, e il divieto agli atleti statunitensi a partecipare alle gare sportive internazionali.
Le cancellerie del mondo si dividono sull’azione militare degli Usa in Venezuela, che ha portato all’arresto del presidente Nicolás Maduro, subito trasferito negli Stati Uniti per essere processato con l’accusa di narco-terrorismo. Quanto al governo italiano, è uscita nel pomeriggio una nota di Palazzo Chigi per dire che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha seguito gli sviluppi “fin dalle loro primissime evoluzioni”. E chiarire che “l’Italia ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano a una transizione democratica nel Venezuela, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui auto-proclamata vittoria elettorale l’Italia, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto”.
Rispetto al modo scelto da Donal Trump, la nota prosegue con un distinguo: “Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”.
Leggi l'articolo completo su Il Fatto Quotidiano
Il Santo inceneritore
Inchiesta di Report sull'inceneritore che vorrebbero realizzare a Santa Palomba
Di Claudia Di Pasquale, da Report del 15/12/2024
#termovalorizzatore #energiapulita #copenhill #copenhagen #raccoltadifferenziata #ambiente #energia #climatechange #clima #denmark #energia #termovalorizzatori #ecologia
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Quote Printer Keeps Receipts
In the world of social media, “keeping receipts” refers to the practice of storing evidence that may come in handy for a callout post at a later date. For [Teddy Warner], though, it’s more applicable to a little printer he whipped up to record the very best banter from his cadre of friends.
[Teddy’s] idea was simple. He hoped to capture amusing or interesting quotes his friends made in his apartment, and store them in a more permanent form. He also wanted to allow his friends to do the same. To that end, he whipped up a small locally-hosted web interface which his friends could use to record quotes, along with proper attribution. Hosted on a Raspberry Pi 5, the web interface can then truck those quotes out to an 80 mm thermal receipt printer. The anecdote, epithet, or witticism is then spat out with a timestamp in a format roughly approximating a receipt you might get from your local gas station. What’s neat is that [Teddy] was also able to install the entire system within the housing of the Miemieyo receipt printer, by 3D printing a custom base that could house the Pi and a suitable power supply.
Beyond being fun, this system also serves a critical purpose. It creates a paper trail, such that in-jokes, rumors, and insults alike can be traced back to their originating source. No more can Crazy Terry claim to have invented “the Malaga bit,” because the server and the receipt clearly log that Gerald dropped it first at the Boxing Day do.
We’ve seen similar projects before, too. There’s just something neat about holding a bit of paper in your hand.
youtube.com/embed/F5_00bj8dHo?…
Il problema non è Maduro ma il principio
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/il-prob…
Non abbiamo mai avuto simpatia per un personaggio come Maduro, meno che mai da quando il suo governo ha preso in ostaggio il cooperante italiano Alberto Trentini, rinchiuso da oltre quattrocento giorni in un carcere venezuelano senza alcuna accusa
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DarkSpectre e Patchwork: quando l’attaccante entra dalla porta di servizio e nessuno se ne accorge
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Negli ultimi anni, l’immaginario collettivo della cybersecurity ha fin troppo spesso romanticizzato l’hacker solitario, genio ribelle in grado di violare sistemi con exploit a zero-day e toolkit fantascientifici. La
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Oltre il ransomware: Handala e l’evoluzione dell’attacco come messaggio
@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Negli attacchi rivendicati dal collettivo Handala tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, il dato non è più soltanto l’obiettivo finale dell’intrusione, ma diventa un mezzo narrativo, un’arma semiotica utilizzata per costruire consenso, intimidire e orientare il dibattito
Informatica (Italy e non Italy 😁) reshared this.
L’Italia ha l’obbligo di condannare questo atto di guerra non dichiarata
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/litalia…
Ricordato in premessa che qualsiasi valutazione riguardante la vicenda USA/Venezuela deve essere incentrata sulla capacità di produzione petrolifera dello stato
Giornalismo e disordine informativo reshared this.
freezonemagazine.com/rubriche/…
Il periodo delle festività natalizie, è da sempre fonte di ispirazione, nonché elemento portante di tante storie di letteratura, musica, teatro e cinema, in quanto momento centrale della nostra tradizione; non poteva mancare pertanto, una puntata di Celluloide legata a film dal contesto natalizio. Uno dei titoli più significativi nella storia del nostro cinema in […]
L'articolo Regalo di Natale pr
Il periodo delle
[2026-01-10] Nappz DJ - Jungle 360 DJ SET @ Biella - Galileo
Nappz DJ - Jungle 360 DJ SET
Biella - Galileo - Via Galileo Galilei, 1, 13900 Biella BI
(sabato, 10 gennaio 22:30)
[2026-01-11] 🥈IL GRANDE GIOCO - proiezione del film collettivo di CIO 🥈 @ ZAM
🥈IL GRANDE GIOCO - proiezione del film collettivo di CIO 🥈
ZAM - Milano, via Sant'Abbondio 4
(domenica, 11 gennaio 21:00)
Proiezione gratuita del film-documentario collettivo IL GRANDE GIOCO
MILANO-CORTINA: IL ROVESCIO DELLE MEDAGLIE
📌Domenica 11 gennaio ore 21
📌 @ZAM - via Sant'Abbondio 6, Milano
Mentre Milano e Cortina si preparano a ospitare i tanto celebrati Giochi Olimpici Invernali del 2026 sbandierando valori come sostenibilità e cooperazione, una rete di attivistə si batte nei territori per spiegare come in realtà in questo grande evento vinca solo il business di pochi: una città che grazie alle Olimpiadi attira enormi flussi di capitali internazionali che rendono sempre più costoso e difficile viverci; che smantella lo sport pubblico in favore di investimenti sportivi a beneficio dei privati (che in realtà sportivi non sono, ma a beneficio dei privati sicuramente sì); che esporta anche nei delicati ecosistemi montani il suo modello di sviluppo (quello dell’iper-turismo legato allo sci alpino) miope perché i cambiamenti climatici lo hanno reso senza futuro, predatorio e distruttivo di risorse ambientali.
Anche se nessuno ha mai chiesto alle comunità interessate cosa pensano di queste Olimpiadi e se sono disposte a ospitarle nei propri territori, queste comunità hanno deciso di non essere più spettatori passivi e di partecipare al grande gioco olimpico. Da questa esperienza nasce il film documentario Il grande gioco. Il rovescio delle medaglie olimpiche, che racconta la battaglia della rete C.I.O. contro la gigantesca macchina retorica di Milano-Cortina 2026. Pensato come un film diviso in tre atti (o ”round” di una partita), ciascun “round” affronta un tema specifico: nel primo il campo di gara è quello cittadino, e più precisamente lo spicchio di città che va dallo Scalo Romana, dove si trova il villaggio olimpico, fino al quartiere di Corvetto. Qui si gioca la partita sociale più importante, fra render di nuovi e lussuosi progetti abitativi e pulsioni speculative e securitarie che mirano ad allontanare i vecchi abitanti. Il secondo round si concentra sullo sport, con l’utopico-ma-non-troppo obiettivo di riprenderci la città attraverso la pratica di uno sport popolare, inclusivo e dal basso che sconfessi quel modello di privatizzazione sportiva portato avanti dalle Olimpiadi. Mentre nel terzo e ultimo round il campo di gara si sposta in montagna, uno scenario in cui gli e le attivistə dei C.I.O. sono impegnati nel tentativo di cancellare le tracce di uno sviluppo cementizio e divoratore di risorse (gli impianti abbandonati di Cesana Torinese e Pragelato per le Olimpiadi di Torino 2006 ci ricordano qualcosa?) per restituire alla montagna il suo scenario migliore, e poi provare a immaginare insieme un futuro che sia finalmente alla nostra e alla sua portata.
Il progetto di documentario Il grande gioco nasce come laboratorio collettivo all’interno della rete di C.I.O. È un progetto durato circa due anni, totalmente autofinanziato, e composto da filmmakers, lavoratorə, ricercatorə e studentə universitariə. La particolarità del progetto - che lo differenzia dagli altri approfondimenti giornalistici sul modello dei grandi eventi olimpici - è che si tratta di un racconto fatto dall’interno e in presa diretta di un percorso politico in costruzione, con tutte le difficoltà e le incertezze che questo porta con sé.È un modo di fare cinema che parte dal basso, che ci vede allo stesso tempo “partecipanti” e narratori, e che per questo necessita di una presenza costante sul territorio e di un continuo processo di riflessione e confronto con la realtà rappresentata. Il laboratorio si è occupato in modo condiviso di tutte le fasi: ricerca, scrittura, riprese e montaggio secondo principi di orizzontalità e inclusione.
Per tuttə, è un atto di fede nel potere dell’immaginazione e nell’intelligenza collettiva.
[2026-01-08] Libera Crota, cantina solidale dalle Val di Susa @ Bisaboga
Libera Crota, cantina solidale dalle Val di Susa
Bisaboga - 21, Via Montasico, Marzabotto, Unione dell'Appennino Bolognese, Bologna, Emilia-Romagna, 40043, Italia
(giovedì, 8 gennaio 18:00)
[2026-01-03] Presidio - No all'aggressione di Trump al Venezuela @ prefettura
Presidio - No all'aggressione di Trump al Venezuela
prefettura - catania
(sabato, 3 gennaio 18:00)
[2026-01-03] Dalle immagini di Pippo Fava alle analogie di oggi - un ritratto ancora attuale della Sicilia @ sede USB Catania
Dalle immagini di Pippo Fava alle analogie di oggi - un ritratto ancora attuale della Sicilia
sede USB Catania - via Ventimiglia 256
(sabato, 3 gennaio 19:30)
Proiezione di:
Gaetano Falsaperna: emigrante
L'occasione mancata
La conversazione mai interrotta
Dibattito
Dietro le quinte di un pensatore eclettico. Le analogie fra ieri e oggi.
Introduce e modera: Dafne Anastasi (coordinatrice USB Catania)
In dialogo con:
Francesca Andreozzi (presidente Fondazione Fava)
Orazio Torrisi (direttore artistico Teatro Piccolo)
Giovanni Caruso (I Siciliani Giovani)
Perché "il mondo sta andando a puttane" (in termini analitici)
Il mondo non sta andando a rotoli per una singola causa, ma per una combinazione di fattori strutturali che si rafforzano a vicenda. Provo a scomporli, perché solo così si capisce perché la sensazione di declino non è solo “percezione”.
- Concentrazione estrema di potere e ricchezza
Negli ultimi decenni una quota sempre più piccola di persone, aziende e Stati ha accumulato risorse economiche, tecnologiche e politiche enormi. Questo non è solo un problema morale: è un problema funzionale. Quando il potere si concentra troppo, smette di essere controllabile. Le regole vengono piegate, aggirate o riscritte da chi ha i mezzi per farlo. Le istituzioni nate per limitare il potere funzionavano quando il potere era più diffuso; oggi sono sottodimensionate. - Svuotamento della democrazia
La democrazia formale sopravvive, ma quella sostanziale si restringe. Si vota, ma si decide su sempre meno cose. Le scelte cruciali vengono prese in ambiti tecnici, finanziari o geopolitici lontani dal controllo popolare. Questo produce un effetto corrosivo: il cittadino non smette di votare perché è disinteressato, ma perché capisce che il voto ha un impatto limitato. La partecipazione diventa rituale, non potere reale. - Perdita di sovranità reale degli Stati
Anche i governi eletti spesso non governano davvero. Devono rispondere a mercati, alleanze militari, catene globali del valore, vincoli finanziari. Quando uno Stato non può garantire lavoro, sicurezza, servizi o futuro, la fiducia collettiva si erode. A quel punto la politica si trasforma in gestione dell’emergenza permanente o in propaganda identitaria. - Sistema internazionale senza regole efficaci
A livello globale non esiste uno Stato di diritto. Le regole valgono finché conviene rispettarle. Le grandi potenze possono violarle senza conseguenze proporzionate. Questo manda un messaggio chiarissimo: la forza paga. Operazioni speciali, guerre indirette, sanzioni selettive e coercizione diventano strumenti “normali”. Il diritto internazionale resta come linguaggio, non come vincolo reale. - Disinformazione e frammentazione cognitiva
Non viviamo in una società meno informata, ma in una società sovraccarica e frammentata. Ognuno abita la propria bolla cognitiva. Senza uno spazio pubblico condiviso, il conflitto politico non è più su fatti e soluzioni, ma su identità e appartenenze. Questo rende impossibile qualsiasi progetto collettivo di lungo periodo. - Rassegnazione e cinismo
Quando le persone percepiscono che nulla cambia davvero, smettono di investire emotivamente nella cosa pubblica. Non nasce la rivoluzione, ma il cinismo. È una condizione ideale per il potere arbitrario: meno opposizione organizzata, meno aspettative, meno resistenza. La rassegnazione è politicamente più utile della repressione aperta. - Crisi delle élite
Le classi dirigenti non progettano più il futuro. Gestiscono il presente e si proteggono individualmente. Investono in sicurezza privata, mobilità personale, protezione patrimoniale. Quando chi governa non condivide il destino del sistema che amministra, il sistema entra in una spirale di degrado controllato. - Falsi capri espiatori
Non è perché “siamo troppi”.
Non è perché “la gente è stupida”.
Non è perché “il mondo è diventato improvvisamente cattivo”.
Queste spiegazioni servono solo a spostare l’attenzione dalle responsabilità strutturali e dal problema centrale: chi decide, con quali limiti, e per conto di chi.
In sintesi
Non stiamo assistendo a un collasso improvviso, ma a una lenta decomposizione dell’ordine politico, in cui il potere cresce più velocemente della capacità di controllarlo. La distinzione decisiva oggi non è più tra democrazie e dittature, ma tra sistemi che limitano il potere e sistemi che lo lasciano agire senza freni.
E quelli senza freni stanno avanzando.
- YouTube
Profitez des vidéos et de la musique que vous aimez, mettez en ligne des contenus originaux, et partagez-les avec vos amis, vos proches et le monde entier.www.youtube.com
No War with, No Occupation of Venezuela
January 3rd – In the middle of the night, while most U.S. citizens were sleeping and unable to be outraged, the United States invaded Venezuela and claims now to have captured Nicolás Maduro, President of Venezuela.
After promising peace, the Epstein files & fear mongering that their political opponents will start wars, they have taken upon themselves to invade Venezuela in the middle of the night without Congress’s permission, putting American lives on the line for oil & to distract you from the files.
This is what this administration thinks of you.
We have it in our platform explicitly that the U.S. must be a good neighbor and how we need to shift the dynamic in the New World from “a paradigm of United States dominance to genuine collaboration and friendship is essential. A more united American Continent will help each country become stronger and create a stronger bond between every American, from Greenland to Patagonia.”
Pan-American is essential to the Pirate foreign policy objectives. Our platform says we must “advocate for ending the Cuban embargo and lifting sanctions on Nicaragua and Venezuela.”
Not starting a new war with them.
Even if the administration sought permission to carry out such attacks, we (the United States) can not and should not be attacking our neighbor. This is ultimately another “blood-for-oil” scheme that will lead to countless deaths, billions spent and hard feelings developed by neighbors who already had a hard time trusting us.
For any U.S. citizen that is thinking “Oh but they were sending drugs into the United States, something something nacroterrorists”, I counter with this: Trump pardoned Juan Orlando Hernández, the convicted drug trafficking former President of Honduras.
This has little to do with drugs and everything to do with oil and a distraction from the Epstein files. This has to do with a government unfriendly to U.S. hegemony that the U.S. has tried like hell for years to be rid of, only to lead to this, the most brazen and obvious attempt.
The United States Pirate Party condemns these actions. Secretary Hegseth said Maduro “fucked around and found out”, but empires fall. When we no longer hold dominance over the New World, a fact which most certainly will one day come, our neighbors will remember how we treated them as the most powerful nation in the world. This is just one of many things I believe the United States, not Maduro, will have fucked around and for which they will find out. Not via immediate retaliation, not via the refugee crisis this will certainly exacerbate, but through the lingering memories of the world and especially our neighbors, we will find out.
No war with Venezuela. Ending war is possible.
Gazzetta del Cadavere reshared this.
No War with, No Occupation of Venezuela
We could not maintain our opposition to Russia’s illegal invasion of Ukraine and also support the Trump’s illegal invasion of Venezuela, a country that has not attacked the United States. Trump’s claims that Venezuelan boats, which were nowhere near the United States, were transporting Fentanyl is laughable and only served as cover for today’s invasion. Ending the Drug War and ensuring that people receive the medical and social support they need to deal with their addiction are better, humane policies. I reproduce this statement from the United States Pirate Party as it is is consistent with our platform, values and past statements.
January 3rd – In the middle of the night, while most U.S. citizens were sleeping and unable to be outraged, the United States invaded Venezuela and claims now to have captured Nicolás Maduro, President of Venezuela.
After promising peace, the Epstein files & fear mongering that their political opponents will start wars, they have taken upon themselves to invade Venezuela in the middle of the night without Congress’s permission, putting American lives on the line for oil & to distract you from the files.
This is what this administration thinks of you.
We have it in our platform explicitly that the U.S. must be a good neighbor and how we need to shift the dynamic in the New World from “a paradigm of United States dominance to genuine collaboration and friendship is essential. A more united American Continent will help each country become stronger and create a stronger bond between every American, from Greenland to Patagonia.”
Pan-American is essential to the Pirate foreign policy objectives. Our platform says we must “advocate for ending the Cuban embargo and lifting sanctions on Nicaragua and Venezuela.”
Not starting a new war with them.
Even if the administration sought permission to carry out such attacks, we (the United States) can not and should not be attacking our neighbor. This is ultimately another “blood-for-oil” scheme that will lead to countless deaths, billions spent and hard feelings developed by neighbors who already had a hard time trusting us.
For any U.S. citizen that is thinking “Oh but they were sending drugs into the United States, something something nacroterrorists”, I counter with this: Trump pardoned Juan Orlando Hernández, the convicted drug trafficking former President of Honduras.
This has little to do with drugs and everything to do with oil and a distraction from the Epstein files. This has to do with a government unfriendly to U.S. hegemony that the U.S. has tried like hell for years to be rid of, only to lead to this, the most brazen and obvious attempt.
The United States Pirate Party condemns these actions. Secretary Hegseth said Maduro “fucked around and found out”, but empires fall. When we no longer hold dominance over the New World, a fact which most certainly will one day come, our neighbors will remember how we treated them as the most powerful nation in the world. This is just one of many things I believe the United States, not Maduro, will have fucked around and for which they will find out. Not via immediate retaliation, not via the refugee crisis this will certainly exacerbate, but through the lingering memories of the world and especially our neighbors, we will find out.
No war with Venezuela. Ending war is possible.
Solidarity with Iran: PPI Supports the Path to a Democratic Future
The Totalitarian Regime in Iran is Facing an Existential Crisis
The recent wave of protests is a natural response to catastrophic leadership and systemic failure. Tragically, a vast number of Iranians live in exile across the globe, knowing that returning to their homeland could mean a death sentence.
The Need for Pirates in Iran
Iran needs Pirates, courageous individuals who are ready to stand up to the Ayatollahs and this ruthless, inhumane regime.
Pirate Parties International (PPI) is proud to have two board members of Iranian descent, Babak Tubis and Schoresch Davoodi, along with numerous Iranian members in Pirate parties worldwide. Babak recently published a statement in German regarding his party’s position on the protests.
Read the original statement here: Solidarität mit den Protestierenden im Iran
We have written this article to share his message with an international audience and provide further context.
Our Vision: A Peaceful Transition
PPI supports a peaceful transition to a democratic system in Iran that will protects individual rights, freedom of expression, and the right to protest. We call on the Iranian people to establish their own Pirate party as a vehicle for nonviolent, digital protest.
For over 45 years, Iran has been plundered by radical, religious tyrants who masquerade as a legitimate government. The regime is isolated from most industrialized nations due to its significant support of global terrorism. Internally, the currency has collapsed and inflation is skyrocketing.
A Cry for Dignity
The people have had enough. We are seeing constant reports of citizens taking to the streets. Many of us hope that the regime will finally collapse. We stand in solidarity with the brave individuals risking their lives, mindful of how brutally past protests were suppressed.
As Babak wrote:
“These protests are a cry for dignity and a rejection of fear. They represent a refusal to submit to a system that survives only through brute force.”
Is this the spark that finally leads to revolution?
PPI Stands Firmly With the Protesters
We stand clearly on the side of those fighting for their rights of the Iranian people. Our demands are simple:
- Maximize individual freedoms
- Support a transition to democracy
- Create a secular state
As we monitor this developing crisis, we will update our community on our efforts to support the liberation of the Iranian people.
Pirate Parties International on the Crisis in Venezuela
Pirate Parties International (PPI) strongly condemns the reported attack by the United States on Venezuela [1], which constitutes a grave violation of international law.
The use of military force against a sovereign state is a clear breach of the UN Charter, specifically the prohibition of the use of force under Article 2(4). International conflicts must be resolved exclusively through diplomatic and legal channels.
Reports regarding the abduction of Nicolás Maduro and his wife are deeply concerning. If the statements made by Donald Trump [2] [4] are confirmed, they represent serious human rights violations. Regardless of one’s political stance on the government in Caracas, such actions are a breach of international law.
Democratic states must operate according to the principles of the rule of law; it is this very adherence that distinguishes them from autocracies. By bypassing these principles, Trump is equating himself with figures like Vladimir Putin and risks turning the United States into a rogue state.
While Venezuela—despite being one of the world’s most oil-rich nations—has been economically devastated by mismanagement and authoritarian rule, leaving much of its population in poverty, this does not justify military intervention or the abandonment of fundamental legal principles.
To stabilize the situation, the Pirate Party demands that Edmundo González, the legally elected president as of July 2024, be allowed to take office immediately. This is essential to honoring the will of the Venezuelan people and preventing the country from sliding further into chaos.
The PPI calls for:
- Immediate compliance with international law.
- A transparent international investigation into these incidents.
- A return to diplomacy, the protection of human rights, and the strengthening of multilateral institutions.
Sources:
[1] Reuters: Loud noises heard in Venezuela capital
[2] Handelsblatt: US-Angriffe auf Venezuela – Was wir wissen
[3] FAZ Liveblog: Angriff auf Venezuela
[4] Truth Social: @realDonaldTrump Statement
Gli USA hanno invaso il Venezuela per rubare il petrolio e venderlo al suo posto.
Questo se vogliamo dirla com'è, altrimenti possiamo usare i sofismi che useranno i suoi alleati ma la realtà quella è e quella rimane: il governo statunitense è un governo di ladri.
A proposito... ma dall'UE ancora nessuna reazione?
L'Italia immagino reagirà fingendosi morta, le viene benissimo, o lodando l'impegno umanitario USA verso il popolo venezuelano che finalmente potrà tornare a godere delle sue ricchezze.
Trump ha detto molto e molto poco sul futuro del Venezuela
Per esempio che gli Stati Uniti controlleranno il paese e gestiranno il suo petrolio, ma senza chiarire come avverràIl Post
Poliversity - Università ricerca e giornalismo reshared this.
INCENERITORE - LE NOCIVITÀ
Video 11 di 11
N. 11 Conclusioni
La pediatra Francesca Mazzoli, oltre 30 anni di professione al San Camillo di Roma, membro di ISDE Italia, in 11 video spiega il problema per la salute derivante dall'incenerimento dei rifiuti.
#termovalorizzatore #energiapulita #copenhill #copenhagen #raccoltadifferenziata #ambiente #energia #climatechange #clima #denmark #energia #termovalorizzatori #ecologia
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INCENERITORE - LE NOCIVITÀ
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N. 10 Le ceneri
La pediatra Francesca Mazzoli, oltre 30 anni di professione al San Camillo di Roma, membro di ISDE Italia, in 11 video spiega il problema per la salute derivante dall'incenerimento dei rifiuti.
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Questa signora ormai è di una ipocrisia sfacciata da far schifo.
Attacco Usa in Venezuela, Meloni: "intervento di natura difensiva" • Imola Oggi
imolaoggi.it/2026/01/03/attacc…
Fermo da metà ottobre 2025 a causa di un incidente che mi ha causato una frattura biossea esposta alla gamba sinistra.Per la prima volta nella mia vita avevo raggiunto e superato la soglia dei 6000 km in un anno, sarebbe stata la mia ultima uscita con le ruote da strada e avevo già pronte ruote con copertoncini da ciclocross per tornare a fare un po' di strade bianche e sentieri. E invece...
Quasi un mese di fissatore prima che finalmente mi operassero per l'osteosintesi con chiodo e placca.
Non si è al sicuro nemmeno sulle ciclabili.
Questo è il primo danno visibile alla bici, ovviamente cerchio da cambiare. Da verificare forcella e telaio.
Da qualche giorno ho ripreso a pedalare (piano e per pochi minuti) sulla cyclette.
Tra una settimana nuova RX e visita di controllo.
La cosa scandalosa è che nonostante la presunta "eccellenza" della sanità lombarda, per poter fare fisioterapia col SSN avere la priorità "Urgente - entro 10 gg" non serva a nulla, si parla di almeno 4-5 mesi di attesa pure nella stessa struttura dove mi ha visitato il fisiatra (a pagamento "agevolato"). Ovviamente in regime di solvenza il posto salta fuori.
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Cosa ci si aspetta dall'inquilino del colle, quello al fianco della UE, Nato e Zelensky? O non parla o dirà che va tutto bene è per la democrazia...
Prof. Sinagra: ennesima lettera aperta a Sergio Mattarella • Imola Oggi
imolaoggi.it/2026/01/03/prof-s…
Sergio Mattarella, qualche ora fa, durante il discorso di fine anno, ha detto che l'alleanza atlantica e quindi con gli Usa sono le coordinate dell'azione internazionale dell'Italia.
Ecco, l'atlantismo è esattamente quello che sta succedendo in Venezuela ed è successo in tante altre parti del mondo. L'Atlantismo è quella roba dove i bombardamenti Usa si chiamano esplosioni.
L'atlantismo è quella roba che negli ultimi quattro anni ha costretto questi personaggi a ripetere in loop "aggressore e aggredito" mentre lo dimenticano oggi, nel caso del Venezuela, aggredito senza aver provocato nessuno.
Oggi niente condanne, niente aggressori, niente sanzioni e tutti muti. Il vostro atlantismo non è il mio. Non parlate a mio nome!
Giuseppe Salamone
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Chat Control: 5 Verità Scomode sulla Legge che Minaccia la Tua Privacy
1.0 Introduzione: Una Soluzione Pericolosa a un Problema Reale
La proposta dell'Unione Europea nota come "Chat Control" (o CSAR) nasce con un obiettivo valido e indiscutibile: contrastare la diffusione di materiale pedopornografico (CSAM) e l'adescamento online di minori. La protezione dei più vulnerabili è una priorità che nessuno mette in discussione.
Tuttavia, nonostante le nobili intenzioni, il metodo proposto — una scansione di massa, automatizzata e generalizzata di tutte le comunicazioni digitali private — ha scatenato una fortissima opposizione da parte di garanti della privacy, esperti di sicurezza informatica e delle più grandi aziende tecnologiche del mondo. La proposta, infatti, mette in diretta collisione la sicurezza dei minori con diritti fondamentali come la privacy e la sicurezza di tutti i cittadini. Questo articolo esplora le ragioni più sorprendenti e contro-intuitive per cui questa proposta è considerata una grave minaccia per una società digitale libera e sicura.
1. Tutti Sospettati: La Fine della Privacy per Decreto
Contrariamente a come operano le indagini tradizionali, che partono da un sospetto per arrivare a un'indagine, il Chat Control inverte radicalmente questo principio: parte da un'indagine universale per generare sospetti. Il cuore della proposta non è una sorveglianza mirata, ma una scansione indiscriminata e preventiva delle comunicazioni private di tutti: messaggi, email, foto e file. Questo approccio ribalta di fatto il principio giuridico della presunzione d'innocenza, trattando ogni cittadino come un potenziale sospetto le cui conversazioni devono essere verificate a priori da un algoritmo.
Questa logica crea un sistema di sorveglianza generalizzata, dove la privacy non è più la norma ma un'eccezione concessa da una macchina. Come riassunto nel parere congiunto, l'EDPB e il GEPD hanno evidenziato che la proposta:
lascia troppo spazio a potenziali abusi a causa dell’assenza di norme sostanziali chiare. [...] i soggetti incaricati di applicare tali garanzie, a cominciare dagli operatori privati per finire con le autorità [...] godono di un margine di discrezionalità molto ampio, il che comporta incertezza del diritto con riguardo ai criteri per il bilanciamento dei diritti in gioco in ogni singolo caso. — Parere Congiunto EDPB-GEPD
2. Rompere Internet per "Salvarlo": L'Attacco alla Crittografia End-to-End
Anziché rafforzare le nostre difese digitali, la proposta le indebolisce deliberatamente, attaccando proprio lo strumento che oggi garantisce la sicurezza e la riservatezza delle nostre comunicazioni: la crittografia end-to-end (E2EE). Utilizzata da servizi come WhatsApp e Signal, questa tecnologia garantisce che solo il mittente e il destinatario possano leggere un messaggio. È un pilastro della sicurezza moderna, essenziale per proteggere non solo i cittadini comuni, ma anche giornalisti, attivisti e gruppi vulnerabili da sorveglianza e attacchi informatici.
Per rispettare il regolamento, le aziende sarebbero costrette a indebolire o aggirare la crittografia, molto probabilmente implementando la "scansione lato client" (client-side scanning), una tecnologia che analizza i contenuti sul dispositivo di un utente prima che vengano crittografati. Creare simili "backdoor" tecniche non solo compromette la sicurezza dell'intero sistema, rendendo tutti vulnerabili a cyberattacchi come il "Salt Typhoon", ma introduce anche il tipo di misura sproporzionata che la Corte di Giustizia dell'UE ha già condannato in passato.
3. Un Fronte Compatto: Perché Esperti e Giganti della Tecnologia Dicono "No"
In un'epoca di accesa competizione, è raro vedere i giganti della tecnologia, gli scienziati e le organizzazioni per i diritti digitali parlare con una sola voce. Eppure, sul Chat Control, il verdetto è unanime e netto: "No". La proposta ha generato un'opposizione quasi totale da parte della comunità scientifica e dell'industria tecnologica. Centinaia di scienziati ed esperti di sicurezza hanno firmato una lettera aperta definendola tecnicamente irrealizzabile senza minare le fondamenta della sicurezza digitale.
Le più grandi aziende tecnologiche, tra cui Apple, WhatsApp, Telegram e Signal, hanno criticato duramente il piano. Will Cathcart, CEO di WhatsApp, ha riassunto la posizione del settore in una recente dichiarazione:
L’ultima proposta della Presidenza dell’UE viola ancora la crittografia end-to-end, mettendo a rischio la privacy e la sicurezza di tutti, un’opinione condivisa da esperti di oltre 30 paesi. Continuiamo a esortare i paesi dell’UE a impegnarsi per una maggiore sicurezza per i propri cittadini e a respingere questa proposta. — Will Cathcart, CEO di WhatsApp
La posizione di Signal è stata ancora più drastica: l'organizzazione ha dichiarato che, se la legge dovesse essere approvata nella sua forma attuale, sarebbe costretta a cessare le proprie operazioni nell'Unione Europea piuttosto che compromettere il proprio modello di sicurezza.
4. Un Déjà Vu Legale: La Proposta Potrebbe Già Essere Illegale
In un sorprendente cortocircuito legale, la proposta di Chat Control sembra destinata a essere dichiarata illegale dalla stessa istituzione che ne garantisce la legittimità: la Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE). In passato, la più alta corte dell'UE si è già pronunciata più volte contro misure di sorveglianza di massa e indiscriminata.
Sentenze storiche come Digital Rights Ireland, Schrems II e La Quadrature du Net hanno stabilito principi chiari: la raccolta e la conservazione generalizzata e indifferenziata dei dati delle comunicazioni dei cittadini sono sproporzionate e violano i diritti fondamentali alla privacy (Articolo 7) e alla protezione dei dati (Articolo 8), sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell'UE. Queste sentenze hanno chiarito che, salvo minacce gravi e attuali alla sicurezza nazionale, la sorveglianza deve essere mirata e basata su criteri oggettivi. Sulla base di questi precedenti, la proposta di Chat Control appare in diretta rotta di collisione con i principi legali che l'Unione Europea stessa ha contribuito a definire.
5. Un Pericoloso Precedente che Aiuta i Regimi Autoritari
L'aspetto forse più paradossale è che, nel tentativo di proteggere i propri cittadini, l'UE rischia di fornire il manuale d'istruzioni perfetto per i regimi autoritari di tutto il mondo. Uno dei rischi più insidiosi è il cosiddetto function creep: un sistema creato per uno scopo specifico (trovare CSAM) viene progressivamente esteso per altri fini, come il monitoraggio del dissenso politico o il controllo della "disinformazione".
Se l'Unione Europea, considerata un punto di riferimento globale per i diritti digitali, legittima la scansione di massa delle comunicazioni private, crea un pericoloso precedente a livello mondiale. Regimi autoritari avrebbero la giustificazione perfetta per implementare i propri sistemi di sorveglianza, usando le azioni dell'UE come modello per reprimere i propri cittadini. L'effetto di autocensura non riguarda solo paesi lontani: un'indagine ha rivelato che il 66% degli adolescenti europei teme che la proposta possa compromettere la loro libertà di espressione, minando i valori democratici dall'interno.
Conclusione: La Sicurezza è un Obiettivo, la Sorveglianza non è la Risposta
L'obiettivo di proteggere i bambini online è universalmente condiviso e non negoziabile. Tuttavia, il metodo proposto da Chat Control è fondamentalmente incompatibile con i principi di una società digitale libera, aperta e sicura. La sorveglianza di massa non solo viola i diritti fondamentali, ma indebolisce anche le infrastrutture di sicurezza che proteggono tutti, compresi i minori.
Esistono alternative che non richiedono il sacrificio della privacy. Investire in tecnologie innovative che la preservano, come la crittografia omomorfica, e concentrare le risorse su indagini giudiziarie mirate rappresenta un approccio più efficace e rispettoso dei diritti. La lotta contro crimini odiosi non deve diventare il pretesto per costruire un'infrastruttura di sorveglianza senza precedenti.
Siamo disposti a sacrificare la privacy e la sicurezza di tutti in nome di una protezione che rischia di essere un'illusione, creando un mondo meno sicuro per le generazioni future?
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Antonej
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