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Tutti contenti per la fine del caso TikTok negli Stati Uniti?

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

La saga di TikTok negli Stati Uniti si avvia alla conclusione: ByteDance ha annunciato l'accordo per la creazione di una joint venture che controllerà le operazione dell'app cinese in America. Ecco startmag.it/innovazione/tiktok…





REPORTAGE. Siria. Nei campi con i prigionieri dell’Isis anche due giovani italiane


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Pagine Esteri vi ripropone il reportage di Silvia Casadei sui due campi con le famiglie dei miliziani dello Stato islamico di cui le SDF hanno perduto il controllo nei giorni scorsi.
L'articolo REPORTAGE. Siria. Nei campi con i prigionieri



Asfura verso l’insediamento: gli Stati Uniti trascinano l’Honduras verso una crisi di legittimità


@Notizie dall'Italia e dal mondo
Dalle pressioni statunitensi sul voto ai primi incontri a Washington e Tel Aviv: l’asse con gli Stati Uniti e i rapporti avviati con Benyamin Netanyahu segnano l’agenda del nuovo governo, mentre restano



Il caso booking.com dimostra che il cyber crimine vince perché ci mancano le basi


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Una campagna malware rilevata nel 2025 continua a fare vittime. Usa una falsa pagina di booking.com per costringere gli utenti a copiare una porzione di codice e a incollarla nella finestra di dialogo "Esegui" di Windows
L'articolo Il caso booking.com dimostra che il cyber crimine vince perché ci




Il fallimento delle trattative e il nuovo conflitto nella Siria del nord-est. Intervista a Zagros Hiwa


@Notizie dall'Italia e dal mondo
La seguente intervista, non programmata, viene pubblicata in via straordinaria per la gravità della situazione nel nord-est della Siria. L’8 gennaio scorso, il nuovo anno della Siria è iniziato nel peggiore dei modi



Sotto l’armatura niente? Cosa si sa sul presunto attacco hacker a Under Armour


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Nel dark web sarebbero finiti i dati personali di 72,2 milioni di account di clienti dell'azienda statunitense Under Armour, che però minimizza e parla di "insinuazioni infondate". E c'è chi sta avviando una class action

L'articolo proviene dalla



Pc dei magistrati, governo e Microsoft respingono l’ipotesi spionaggio


@Informatica (Italy e non Italy 😁)
Il programma al centro dell’inchiesta di Report è l’Ecm/Sccm, un sistema Microsoft introdotto nel 2019 per gestire da remoto circa 40 mila dispositivi di uffici giudiziari. "Software in grado di spiare magistrati senza lasciare traccia" secondo la trasmissione di Rai



Mediante la direzione di Centopagine, Calvino trasmette una precisa immagine di narrativa adrianomaini.altervista.org/me…


Joris-Karl Huysmans – Marthe, storia di una prostituta
freezonemagazine.com/news/jori…
In libreria dal 31 Gennaio 2026 A trentatré anni dall’ultima edizione italiana Prehistorica Editore riporta alla luce Marthe, storia di una prostituta di Joris-Karl Huysmans, nella sontuosa traduzione di Filippo D’Angelo, che impreziosisce l’edizione con una postfazione d’autore. Sempre di Filippo D’Angelo è la traduzione della precedente uscita del


Nana Ekvtimishvili – Il campo delle pere
freezonemagazine.com/articoli/…
Gironzolando tra gli scaffali della mia libreria preferita, mi è capitato tra le mani questo libro dalla bellissima copertina e la cui sinossi mi ha immediatamente catturata. Leggendo poi qualcosa in merito, ho scoperto che nel 2021 è entrato nella longlist del Booker Prize e la sua autrice è principalmente una regista e sceneggiatrice cinematografica. […]
L'articolo Nana


Un altro libro molto interessante, sempre ambientato nella preistoria come “Before Adam” di Jack London di cui ho raccontato in precedenza, è “Il Destino Degli Eredi” (The Inheritors), del 1955, del Premio Nobel per la letteratura William Golding, lo stesso autore del più famoso “Il Signore Delle Mosche”.

In questa storia l’autore ci costringe, anche tramite una scelta linguistica audace e sperimentale che punta più sulle immagini che sulle parole, ad adottare il punto di vista di una piccola famiglia estesa di Neanderthal nell’epoca in cui, verso la fine della loro affascinante storia evolutiva, incontrarono per la prima volta i cugini Homo Sapiens. I Neanderthal più primitivi ma anche più sensibili e rispettosi, i Sapiens più evoluti dal punto di vista tecnologico e intellettuale ma, secondo il romanziere britannico, anche più violenti, spietati e degradati moralmente. Una specie di riproposizione del mito del buon selvaggio quindi, traslato nel passato più arcaico. E però chissà come sono andate davvero le cose. Giova ricordare comunque che effettivamente come esito fatale di quell’incontro, insieme anche a fattori climatici e ambientali concomitanti, i Neanderthal finiranno per estinguersi del tutto, qualcosa come 40.000 anni fa, lasciando noi Sapiens a regnare incontrastati su tutto il pianeta. Eppure la scienza ci dice anche che alcuni tratti di quella specie ormai estinta è rimasta dentro noi uomini e donne moderne, sotto forma di qualche punto percentuale di dna, che i Neanderthal ci hanno lasciato in eredità durante molti millenni di incontri, interazioni, relazioni e una convivenza più o meno pacifica (non sappiamo bene) tra medio oriente ed europa.

Una delle immagini più suggestive del romanzo: quando si scopre che la vecchia della piccola banda in cammino, quella che procede più adagio e misurando ogni passo, in realtà custodisce un piccolo fuocherello di braci dentro un contenitore di argilla secca nascosto tra le vesti; unica speranza di sopravvivenza, il fuoco vivo quando non si sa come accenderlo da zero, in un mondo ancora sotto l’artiglio delle glaciazioni.

Consiglio questa lettura, anche se non sempre facile per via dello stile, se volete passare un giorno da Neanderthal e riflettere sulle porcate che la civilizzazione senza dubbio si è portata dietro 👌😚

#IlDestinoDegliEredi #Letteratura #WilliamGolding #Neanderthal





Vacuum Fluorescent Displays Explained


After having been sent a vacuum fluorescent display (VFD) based clock for a review, [Anthony Francis-Jones] took the opportunity to explain how these types of displays work.

Although VFDs are generally praised for their very pleasant appearance, they’re also relatively low-power compared to the similar cathode ray tubes. The tungsten wire cathode with its oxide coating produces the electrons whenever the relatively low supply voltage is applied, with a positively charged grid between it and the phosphors on the anode side inducing the accelerating force.

Although a few different digit control configurations exist, all VFDs follow this basic layout. The reason why they’re also called ‘cold cathode’ displays is because the cathode doesn’t heat up nearly as hot as those of a typical vacuum tube, at a mere 650 °C. Since this temperature is confined to the very fine cathode mesh, this is not noticeable outside of the glass envelope.

While LCDs and OLED displays have basically eradicated the VFD market, these phosphor-based displays still readily beat out LCDs when it comes to viewing angles, lack of polarization filter, brightness and low temperature performance, as LC displays become extremely sluggish in cold weather. Perhaps their biggest flaw is the need for a vacuum to work, inside very much breakable glass, as this is usually how VFDs die.

youtube.com/embed/EjIiTFet2L8?…


hackaday.com/2026/01/23/vacuum…



In una settimana è stato raggiunto un terzo delle firme necessarie.

Firmate, condividete e fate firmare.

È importante, anche per scrollarsi di dosso un po' di questo senso di impotenza che ci sta fiaccando.

Basta una firma apposta via SPID o CieID.

eci.ec.europa.eu/055/public/#/…

#Palestina
#Gaza

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[2026-01-27] OFPCINA Bolognina @ La Casa del Mondo


OFPCINA Bolognina

La Casa del Mondo - Via di Vincenzo 18A Bologna
(martedì, 27 gennaio 17:30)
OFPCINA Bolognina
Il computer ti ha mollato? L'ingresso audio del tuo amplificatore per chitarra si è spaccato? Quel software così indispensabile per la tua sopravvivenza dà i numeri? Vuoi acquistare un nuovo pc ma hai un budget molto basso? L'aspirapolvere ha smesso di funzionare?
Beh raggiungici a Camere d'Aria e cercheremo di rimediare insieme!

ofpcina.net/


balotta.org/event/ofpcina-bolo…





A 1970s Electronic Game


What happens when a traditional board game company decides to break into electronic gaming? Well, if it were a UK gaming company in 1978, the result would be a Waddingtons 2001 The Game Machine that you can see in the video from [Re:Enthused] below.

The “deluxe console model” had four complete games: a shooting gallery, blackjack, Code Hunter, and Grand Prix. But when you were done having fun, no worries. The machine was also a basic calculator with a very strange keyboard. We couldn’t find an original retail price on these, but we’ve read it probably sold for £20 to £40, which, in 1978, was more than it sounds like today.

Like a board game, there were paper score sheets. The main console had die-cut panels to decorate the very tiny screen (which looks like a very simple vacuum fluorescent display) and provide labels for the buttons. While it isn’t very impressive today, it was quite the thing in 1978.

This would be a fun machine to clone and quite easy, given the current state of the art in most hacker labs. A 3D-printed case, color laser-printed overlays, and just about any processor you have lying around would make this a weekend project.

It is easy to forget how wowed people were by games like this when they were new. Then again, we don’t remember any of those games having a calculator.

As a side note, Waddingtons was most famous for their special production of Monopoly games at the request of MI9 during World War II. The games contained silk maps, money, and other aids to help prisoners of war escape.

youtube.com/embed/QMk79fnd0VE?…


hackaday.com/2026/01/22/a-1970…



DE-POLITICIZZAZIONE DEL DISAGIO E DELLA SOFFERENZA


TERAPIA COME ADATTAMENTO O TERAPIA COME
COSTRUZIONE DI UNA SOGGETTIVITÀ CRITICA?

[AltraRivista, Dicembre 2025, Numero 3, p. 8: altrapsicologia.it/wp-content/…[/url]

Articolo eccellente... "ecosofico" oserei dire, nel senso di Guattari, che aveva compreso prima di altri che la soggettività non è un fatto individuale o intrapsichico, ma una produzione collettiva e politica, continuamente modellata dai dispositivi economici, tecnici e simbolici del capitalismo, e che quindi la cura non può essere adattamento all’ordine esistente ma pratica di trasformazione del mondo e dei legami che lo producono. Se certi ambienti accademici non avessero snobbato Deleuze, ma soprattutto Guattari, forse avremmo un po' di vantaggio ora sullo spirito del tempo... leggere oggi "Le tre ecologia" (1989) è disarmante, quanto illuminante!



"La protezione del diritto alla vita costituisce il fondamento indispensabile di ogni altro diritto umano". Lo scrive Papa Leone XIV nel messaggio, in lingua inglese, inviato ai partecipanti alla March for Life 2026 di Washington D.C.


FCC’s latest attack on late-night may preview new anti-press strategy


Authoritarians hate being laughed at. Maybe that’s why Federal Communications Commission Chair Brendan Carr continues to pick fights with late-night comedians.

Carr’s latest swipe is a public notice released on Jan. 21, 2026, warning late-night and daytime talk shows that their programs might no longer qualify for an exception to the FCC’s “equal time” rule.

The equal time rule requires broadcast stations that allow one candidate for office to use their airways during non-news programming to provide an equal opportunity for other candidates to do the same. Remember when Carr lost his mind about Kamala Harris appearing on “Saturday Night Live”? That was about the equal time rule.

NBC, to be clear, did not violate the rule. But the freak-out was a preview of how Carr is now preparing to use the rule against those who speak out against President Donald Trump.

Critically, the FCC’s public notice isn’t just a shot across the bow of Jimmy Kimmel, “The View,” and similar shows. It’s also a threat to every broadcast newsroom in the country.

That’s because of how the notice talks about an exception to the equal time rule for “bona fide” newscasts, news interviews, news documentaries, and on-the-spot news coverage. That exception is required by statute, but the law leaves the FCC the discretion as to what counts as a “bona fide.” The First Amendment restricts the FCC’s discretion, but it’s still dangerous. Carr has shown again and again how little he cares for constitutional limits.

In this instance, the public notice goes out of its way to stress that programs that “serve a political agenda” or are “unfairly putting their thumbs on the scale of one political candidate or set of candidates over another” do not qualify for the exception. That sounds reasonable, until you ask an obvious question: Who decides what is designed to serve a political agenda, or what it means to unfairly put a thumb on the scale?

Turns out it’s the not-so-independent FCC that would get to decide. And that’s a big problem.

Carr takes his marching orders from Trump, who believes that any news program that isn’t lavishly praising him is biased against him. The White House literally maintains a website dedicated to denouncing major news outlets, including broadcasters, as enemies and Democratic propagandists for the “crime” of reporting facts. Trump trots out made-up statistics (“97% BAD STORIES”!) to smear news outlets as partisan.

ABC, NBC, CBS — it doesn’t matter. Even capitulation doesn’t buy safety. CBS humiliated itself by paying Trump $16 million to settle a frivolous lawsuit, and ABC didn’t do much better by shelling out $15 million on a case it could have won. Yet Trump still accuses them of bias and even threatens to sue them again all the time.

Stations that want to continue to claim the exception may strive to ensure their coverage meets the approval of Carr and Trump, in a warped recreation of the old and discredited Fairness Doctrine.

Against this backdrop, it’s not hard to imagine this FCC chair — who wears a gold lapel pin of Trump’s face and has selective amnesia when it comes to the First Amendment — deciding that broadcast news aired on ABC, CBS, or NBC stations are not “bona fide” news programs because, according to the president, they “serve a political agenda.”

That would hand the federal government even more regulatory power to shape broadcast programming. Stations that want to continue to claim the exception may strive to ensure their coverage meets the approval of Carr and Trump, in a warped recreation of the old and discredited Fairness Doctrine.

Stations that don’t modify their coverage and are found not to qualify for the exception as a result could be forced to provide free airtime to candidates they don’t invite to appear on their news programs. Worse, Carr could hold up mergers and other transactions requiring FCC approval for licensees that don’t follow his interpretation of the equal time rule.

Sure, broadcasters could challenge Carr’s edicts under the First Amendment, but that’s a long process that would only further draw government ire in the meantime.

Enforcement of the exception under Carr’s possible new interpretation also would not necessarily be equal. The FCC could aggressively demand “equal time” for Trump-aligned candidates while ignoring violations that shut out Democrats.

Congress knew that without the bona fide news exception to the equal time rule, broadcast news may avoid covering candidates and campaigns, and would be forced to “both sides” discussions where one side is obviously lying. Stripping away that protection will result in a chilling effect that Congress was specifically trying to prevent.

That’s especially true when stations have to worry about the rule being turned against them by a hyperpartisan FCC chair. The result is that the public will be less likely to hear from candidates on broadcast news programs, especially those who may criticize Trump or other Republicans.

Congress must act to stop this reinterpretation of the equal time rule and bona fide news exemption in its tracks. Oversight hearings are a good start, but lawmakers should also amend the Communications Act to put in guardrails that prevent the FCC from acting as a censor in chief and an arbiter of free speech. Whether it’s late-night TV or the nightly news, free speech shouldn’t be subject to the whims of Brendan Carr and Donald Trump.


freedom.press/issues/fccs-late…



Collaborative Remote Work Without Surveillance: CryptPad + Jitsi Meet


Remote work is now reality for millions of people. But the tools we use - Google Workspace, Microsoft 365, Zoom, Slack - have a hidden cost: our data, our conversations, our documents become commodities.

At virebent.art we offer a complete and free alternative.

CRYPTPAD - Your encrypted office suite
cryptpad.virebent.art

Collaborative text documents, spreadsheets, presentations, code/markdown editor, Kanban boards, shared whiteboards, forms and surveys. All with end-to-end encryption: data gets encrypted on your device before being sent. Real zero-knowledge.

JITSI MEET - Free video conferencing
jitsi.virebent.art

HD video meetings, screen sharing, chat, local recording. No account required, no data collected. Open, create room, share link. Done.

TOGETHER: A COMPLETE SUITE

Imagine: you prepare a document on CryptPad, share it with the team, have a call on Jitsi to discuss it, edit in real-time while talking, organize tasks on Kanban. All without any corporation reading, analyzing, profiling.

Both services are:
- Open source (auditable code)
- Self-hosted (managed by us, not Big Tech)
- No mandatory registration
- No ads or tracking
- Free

The collaborative work of the future doesn't have to be surveilled. Try it, share it, spread the word.

virebent.art



Quest'anno ho deciso di provare a fare le olive in salamoia.

Gli sono stato dietro per mesi, da settembre, non proprio un lavoraccio ma insomma ci ho investito un po' di tempo.

Stasera, dopo quattro mesi di attesa, finalmente sono pronte, le ho assaggiate e... indovinate.

NON SONO UN GRANCHÉ.

😭😭😭

in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

L'oliva di suo è amara, mi dicono, io purtroppo le ho sempre mangiate di "industriali", quindi magari è solo questione di raffronto con un palato educato in un modo piuttosto che un altro, no?
in reply to Max - Poliverso 🇪🇺🇮🇹

onore in ogni caso a te che ci hai creduto! Vista la tenacia è chiaro che prima o poi l'avresti fatto, adesso ti sei tolto la curiosità. 👍🏻



[2026-01-24] 🇬🇳ROCKERS ARENA 🇬🇳 @ ZAM


🇬🇳ROCKERS ARENA 🇬🇳

ZAM - Milano, via Sant'Abbondio 4
(sabato, 24 gennaio 21:00)

Sabato 24/01 ROCKERS ARENA sarà a @zam_zona.autonoma.milano per la prima volta in versione notturna nella sala delle feste

Per l'occasione verranno a trovarci da Torino i ragazzi di

@afreekan_children_sound_system

@fra_azaria

@galas.music

@ciscokidmc

L'Arena li accoglierá con il suo sound system e tutta la crew: @toolyo, @therootsfellas e @mr.brown_sound_system

La serata é dedicata alla promozione della @polisportivazam uno dei principali progetti sociali di ZAM: tanti sport e situazioni di incontro, senza scopo di lucro.

Sport popolare come mezzo di unione: fate girare la voce!!!

Ricordate: ZAM é una yard inclusiva, antifascista e antiproibizionista.

Dalle 21:00 alle 4:00

Ingresso: 5€

See ya, rockers!!!


puntello.org/event/rockers-are…



[2026-01-29] Apre Bar Manituana - Murga Edition @ Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito


Apre Bar Manituana - Murga Edition

Manituana - Laboratorio Culturale Autogestito - Largo Maurizio Vitale 113, Torino
(giovedì, 29 gennaio 18:30)
Apre Bar Manituana - Murga Edition
🍷 Ci ripariamo dal freddo invernale nella sala bar di Manituana!

🥁 dalle h18:30 con @folamurgatorino guardando il documentario “Folamurga”

e ballando e suonando alla Jam Session

💜 no machi, no fashi, porta lə amə e porta il tuo bicchiere


gancio.cisti.org/event/apre-ba…



[2026-01-25] Ricicliamo il natale @ Vivèro - luogo di quartiere


Ricicliamo il natale

Vivèro - luogo di quartiere - Via Antonio Raimondi, 37
(domenica, 25 gennaio 18:00)
Ricicliamo il natale
Non ci siamo stancatə…ne vogliamo ancora!!!

Dopo un mese esatto dal Natale, il 25 gennaio Vivèro vi invita a una tombolata riciclata benefit per lo spazio

Per continuare ad abitarlo e attraversarlo ribaltando le logiche capitaliste

Tu porti un regalo che non ha trovato posto a casa tua, noi gli diamo una seconda possibilità! Due giri di tombola, uno con i vostri regali e uno con oggetti di Vivèro

Il tutto condito da aperitivo e musica

Una sola regola: massimo un regalo a testa!

Ore 18, via Antonio Raimondi 37, Pigneto, Pianeta Terra


roma.convoca.la/event/riciclia…



Amministrazione autonoma: gli attacchi a Kobanê e al cantone di Cizir costituiscono genocidio e crimine di guerra


L’Amministrazione autonoma ha dichiarato che gli attacchi a Kobanê e al cantone di Cizir sono una campagna genocida pianificata e sistematica e ha chiesto un intervento urgente contro i crimini commessi contro i civili.

L’Amministrazione autonoma democratica della Siria settentrionale e orientale (DAANES) ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito all’ondata di attacchi in corso contro Kobanê e il cantone di Cizir e ha invitato la comunità internazionale, compresa la Coalizione internazionale contro l’ISIS, a porre immediatamente fine agli attacchi e ai crimini commessi contro i civili.

La dichiarazione di DAANES di giovedì recita quanto segue:

“Confermiamo il nostro pieno impegno a rispettare il dichiarato cessate il fuoco e a impedire lo spargimento di sangue del nostro popolo, nonché a proteggere la sicurezza e la stabilità della nostra regione. Tuttavia, gruppi armati affiliati al governo di Damasco stanno deliberatamente e sistematicamente violando il cessate il fuoco e attaccando spietatamente i civili e le nostre aree residenziali, in particolare la città di Kobanê e il cantone di Cizir.

Gli attacchi a Kobanê non sono un’operazione militare di routine, ma un crimine di guerra. Kobanê rappresenta un punto di svolta nella storia e il luogo che ha decretato la fine dell’organizzazione terroristica ISIS, che ha rappresentato una grave minaccia per l’intera umanità. Kobanê è presa di mira perché è il simbolo della resistenza e ha protetto il mondo. Oggi, Kobanê è privata di acqua, elettricità e servizi di base a causa dei continui attacchi alle sue infrastrutture. Più di recente, la sua connessione internet è stata interrotta, interrompendo il suo collegamento con il resto del mondo.

Gli eventi nel cantone di Kobanê e Cizir costituiscono una sistematica campagna di genocidio condotta contro il popolo curdo, volta a spezzare la volontà del nostro popolo e a cancellare le sue conquiste. Il mondo intero ha assistito alle violazioni e ai crimini commessi contro i curdi e i combattenti a Raqqa e in altre regioni. Oggi, questi crimini si ripetono senza alcuna risposta.

Condanniamo fermamente i brutali attacchi contro il nostro popolo. Riteniamo le parti aggressori responsabili delle conseguenze di questa pericolosa escalation. Invitiamo la comunità internazionale, inclusa la Coalizione Internazionale contro l’ISIS, a cessare immediatamente gli attacchi e a porre fine ai crimini commessi contro i civili.

Facciamo appello anche al nostro popolo determinato, agli amici del popolo curdo in tutto il Kurdistan e nel mondo, affinché rafforzino il livello di lotta e resistenza e proteggano le conquiste ottenute attraverso la resistenza dei nostri martiri e combattenti e la volontà del nostro popolo libero.

Oggi è il giorno dell’unità nazionale. Oggi, i curdi di ogni angolo del Kurdistan si uniscono contro i crimini di genocidio. La storia registrerà questa resistenza a lettere d’oro. Il nostro popolo manterrà il suo impegno e la sua determinazione per la libertà, l’onore e il diritto alla vita.

L'articolo Amministrazione autonoma: gli attacchi a Kobanê e al cantone di Cizir costituiscono genocidio e crimine di guerra proviene da Retekurdistan.it.



Why is the human penis so big? Scientists probed the evolution of penis size through sexual selection and mate competition in a first-of-its-kind study#TheAbstract


Scientists Got Men to Rate Penises by How Intimidating They Are. This Is What They Found.


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When it comes to the evolution of the human penis, size matters.

Scientists have discovered that men with larger penises are not only more attractive to women, they are also deemed more threatening to men, which is “the first experimental evidence that males assess rivals’ fighting ability and attractiveness to females based partly on a rival’s penis size,” according to a study published in PLOS Biology on Thursday.

“In humans, height and body shape are well known to influence attractiveness, but penis size has rarely been tested alongside these traits in a controlled, experimental setup,” said Upama Aich, a behavioral and evolutionary biologist at the University of Western Australia who led the study, in an email to 404 Media.

“What motivated us was the evolutionary puzzle that the human penis is unusually large relative to other primates, which raises the question of whether it signals information beyond its primary reproductive role of sperm transfer,” she added.

Sexual selection, a form of natural selection, is a process in which certain traits that enhance reproductive success—from big antlers to colorful feathers—become amplified in a lineage over time. Male traits may persist both because they are selected by females, which is known as intersexual selection, or because those traits are associated with better success against male rivals, which is called intrasexual selection.

Previous research has presented evidence that bigger penises are more attractive to women, in tandem with characteristics like height and body shape, suggesting that intersexual selection may have played a role in the anomalously large human penis. Aich and her colleagues set out to confirm that result, while also testing out the role of intrasexual selection for the first time.

The researchers recruited more than 600 male and 200 female participants to rate computer-generated male figures with different heights, body shapes, and penis sizes (all shown in a flaccid state). Some participants attended an in-person display of life-size images while others rated the figures on an online platform. Men were asked to assess the figures as potential rivals, while women were asked to rate them as potential mates.

Participants also filled out a questionnaire about their physical characteristics (including height and weight) and sexuality. Given the focus on mates and rivals, the researchers only used responses from self-identified heterosexual males and females in the study.

The team designed the approach with nondescript figures devoid of any personality or identifiable background in part to sidestep the immense cultural weight of the human penis, an anatomical feature endowed with major significance across eras and societies.

“We were very conscious that penis size is culturally loaded and surrounded by myths, humour, and anxiety,” said Aich. “That’s one reason we used anatomically accurate, computer-generated figures: it allowed us to manipulate specific traits independently while controlling for personal identity, social narratives and contextual cues.”

“I do think this cultural baggage has discouraged careful scientific study in sensitive topics in the past, but from an evolutionary perspective, that makes it even more important to examine the question empirically rather than relying on assumptions,” she added.

To that end, the new study confirmed that women generally preferred figures with larger penises in addition to taller figures with more V-shaped bodies. It also revealed for the first time that men factored penis size into their assessment of male rivals, as they rated the figures with larger penises as more threatening rivals. Even more importantly, the men overwhelmingly guessed that the figures with larger penises would be more attractive to women.

According to the researchers, this hints that in our evolutionary past, males may have avoided confrontations with rivals based in part on their penis size in addition to height and body shape. As a consequence, males with larger penises may have secured more access to mates not only due to female preference, but also because they were not challenged by rivals as often. This aspect of male-male competition may have helped to enlarge the human penis over time through selection.

“Previous research had often focused on the effect of penis size on female preferences, so our results that men also use penis size when assessing rivals adds a new dimension to the story,” Aich said. “It suggests penis size is interpreted not only in a sexual context, but also in competitive rival cues.”

“However, the effect of penis size on attractiveness was four to seven times higher than its effect as a signal of fighting ability,” she continued. “This suggests that the enlarged penis in humans may have evolved more in response to its effect as a sexual ornament to attract females than as a badge of status for males, although it does both.”

Aich said her team was most surprised by the consistency of the participants’ responses across many manipulated variables. Similar patterns in the responses showed up regardless of whether the participants were viewing life-sized projections or scaled images online, whether they received payment for the experiment, and across both male and female participants.

“One obvious next step is to study how these visual cues interact with others that matter in real-world interactions, such as facial features, voice, or movement,” she said. “Another open question is how culturally variable these perceptions are, since standards of masculinity and attractiveness differ across societies. A cross-cultural study would be interesting.”

The new study adds to the evidence that both forms of sex selection influenced the size of the human penis, but many other factors also played a role in the development of the organ. For example, penis shape and size may have evolved to scoop the sperm of rival males out of the vaginal canal, or to raise the odds of female orgasm, both of which can contribute to reproductive success.

In other words, both the size of the ship and the motion of the ocean are a part of the complex story of human sexual evolution.

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Safari Sarajevo: il Presidente serbo è nell’occhio del ciclone.
freezonemagazine.com/articoli/…
Il 2025 si era chiuso con l’arresto di Cedomir Stojkovic, l’avvocato di Belgrado noto oppositore del regime serbo. Rilasciato dopo poche ore Stojkovic ha spiegato, parlando con i giornalisti, che il suo breve fermo aveva due cause: continuare a parlare sui suoi profili di EuroMaidan in Ucraina come espressione di una volontà


Intervista a Chantal Acda.
freezonemagazine.com/articoli/…
L’uscita del recente The Whale (freezonemagazine.com/articoli/…) di Chantal Acda, ci ha dato modo di parlare con l’artista ormai in procinto di sbarcare sul palchi del nostro paese per un mini tour di quattro date che, tra fine gennaio ed i primi di febbraio la vedrà protagonista. Un’intervista breve, che può dare un’idea della musicista che […]
L'articolo Intervista


David Munyon – The Lost Album
freezonemagazine.com/articoli/…
Nel febbraio 1994, David Munyon – una settimana prima di venire in Europa a regalarci il concerto “Carliniano” di Sesto Calende (altra uscita di New Shot Records di cui parleremo a breve) – registra un album totalmente nuovo che però, in quanto poco incline a seguire i suoi affari, David dimenticherà quei nastri nei cassetti […]
L'articolo David Munyon – The Lost Album proviene da FREE ZONE MAGAZI


DDL 1715: non possiamo cancellare la parola “consenso”
possibile.com/bongiorno-consen…
La proposta Bongiorno, sostituendo il consenso con il dissenso, rischia di minare questa tutela, depotenziare la legge e riportare indietro anni di battaglie civili e femministe. Chiedere che il ddl 1715 non venga modificato significa affermare la necessità di una legge chiara, una cultura chiara e un principio chiaro: il consenso


Pieno sostegno agli attivisti e alle attiviste denunciate a Reggio Emilia durante le manifestazioni per Gaza
possibile.com/pieno-sostegno-a…
È di questi giorni, infatti, la notizia dell’arrivo anche a Reggio Emilia delle prime denunce


Vi racconto il Quantum di Tim che proietta l’Italia in Europa e nel mondo. Parla Occhipinti

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Il Quantum è passato da tecnologia di nicchia a priorità strategica per governi e industrie. Tra sicurezza, difesa e trasferimento tecnologico, l’Italia può contare su una filiera scientifica e industriale già matura. Tommaso Occhipinti,



#Davos, la fine dell'illusione atlantica


altrenotizie.org/davos-e-la-fi…


Dual-use, un asset strategico per le esportazioni italiane. Scrive Tripodi

@Notizie dall'Italia e dal mondo

L’ambito dei materiali a duplice uso è particolarmente importante per una grande economia manifatturiera ed esportatrice come quella del nostro Paese. L’Italia può vantare delle vere e proprie eccellenze in molti dei settori che rientrano in questa categoria e che



Ddl Frjia. Cosa cambia e quali vantaggi per il settore subacqueo

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Il settore sottomarino nazionale cambia pelle e con il via libera al ddl Frjia (che colma un vuoto normativo) si apre la strada ad una fase del tutto nuova, in virtù della nascita dell’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee. Dalla Camera ieri è arrivato il sì dopo il voto



AFGHANISTAN. Il 2026 si apre con il sangue, tra instabilità cronica e crisi umanitaria


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Il 19 gennaio scorso, sette persone sono state uccise in un attentato a Kabul. Lo ha rivendicato l’ISIS-K, ma sono diverse le formazioni che attaccano i civili per colpire il governo de facto talebano.
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È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale


@Politica interna, europea e internazionale
È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Il magazine, disponibile già da ora nella versione digitale sulla nostra App, e da domani, venerdì 23 gennaio, in tutte le edicole, propone ogni due settimane inchieste e approfondimenti sugli affari e il potere in



La Turchia continua a rifornire Israele di petrolio


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Nel 2025 le importazioni di greggio verso Israele attraverso infrastrutture della Turchia crescono di oltre un terzo, nonostante Ankara rivendichi lo stop agli scambi commerciali, confermando la continuità delle forniture energetiche da Azerbaigian.
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La Nato militare in Groenlandia tra prudenza e deterrenza. Le parole di Cavo Dragone

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La riunione del Comitato militare della Nato a Bruxelles si è svolta mentre l’attenzione strategica dell’Alleanza si estende oltre il fronte orientale. Alla guerra in Ucraina si affiancano infatti le dinamiche del Grande Nord, dove il dossier



Kobane calling: rise up 4 rojava! Brescia


L’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord-est e il popolo curdo sono sotto attacco su tutti i fronti. Nel silenzio complice della comunità internazionale le milizie salafite dell’attuale regime siriano (comandato dalla Turchia e sostenuto dagli USA, Ue e Israele) assediano Kobane – città-simbolo della resistenza contro Daesh – liberano miliziani jihadisti dalle prigioni, uccidono e torturano i civili, rapiscono le donne per ridurle in schiavitù.

L’Amministrazione autonoma del Rojava rappresenta un’alternativa allo sfruttamento imposto dal capitalismo, allo stato-nazione, ai nazionalismi e alle divisioni settarie che devastano e opprimono il Medio oriente e il mondo.

DIFENDIAMOLA! Lottiamo insieme contro le guerre e i genocidi del capitalismo, per l’autodeterminazione dei popoli e la resistenza degli oppressi/e dalla Siria e dal Kurdistan alla Palestina, dall’Iran all’Europa, in tutto il mondo.

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Pieno sostegno agli attivisti e alle attiviste denunciate a Reggio Emilia durante le manifestazioni per Gaza


Il Comitato reggiano di Possibile esprime pieno sostegno agli attivisti e attiviste colpite dalle denunce in occasione dei cortei in favore di Gaza e della Global Sumud Flotilla.

”È di questi giorni, infatti, la notizia dell’arrivo anche a Reggio Emilia delle prime denunce comminate alle attiviste e agli attivisti che hanno manifestato per la città durante i cortei a favore del popolo palestinese ed in difesa della Global Sumud Flotilla il 22 settembre e 3 ottobre scorsi. Cortei assolutamente pacifici, molto partecipati, che hanno ribadito con chiarezza da che parte sta la nostra città: per la libertà e per l’autodeterminazione dei popoli, contro le guerre predatorie e contro i genocidi.

“Questi provvedimenti penali – prosegue il comitato – sono la diretta conseguenza dei nuovi reati di blocco stradale e ferroviario introdotti dal “DL Sicurezza”, espressione chiara e manifesta della volontà repressiva del dissenso da parte del governo Meloni. Non possiamo accettare passivamente che chi, con coraggio e volontà ha messo i propri corpi in gioco per la causa della libertà del popolo palestinese, possa essere macchiati di reati penali.”

Oltre alla fedina penale macchiata, se il Parlamento approverà il nuovo pacchetto di misure aggiuntive in materia di sicurezza, a coloro che risultino anche solo denunciati o condannati con sentenza non definitiva nel corso dei cinque anni precedenti sarà esteso il Daspo Urbano, ovvero il divieto di accesso nei centri urbani. “Immaginare che a studenti, lavoratori, sindacalisti e semplici attivisti possa essere vietato l’ingresso in città solo per il semplice esercizio del diritto di espressione di dissenso e di pacifico contrasto sociale è agghiacciante. Il rischio di una deriva autoritaria da parte di questo governo è sotto gli occhi di tutti.”

Possibile si schiera quindi a fianco di tutte e tutti coloro che in quelle giornate hanno colorato pacificamente la città, senza nessun tipo di danno, facendo proprio anche proprie anche le preoccupazioni espresse dal presidente nazionale di Anpi Gianfranco Pagliarulo. Questi atti intimidatori sono la risposta del governo a chi lo ha messo in crisi per la prima volta attraverso una grande mobilitazione popolare che ha attraversato anche la nostra città. Non possiamo permettere che chi verrà colpito da queste denunce venga lasciato da solo. Possibile è da sempre a fianco di chi, nel nome della libertà e della giustizia sociale, scende in piazza e in strada.

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Il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, presidente della Conferenza episcopale Triveneto, ha appena inviato - anche a nome di tutti gli arcivescovi e vescovi di questa Regione Ecclesiastica – una lettera di saluto, felicitazioni e ringraziamento …


Manifestazione a Torino a sostegno dei curdi del Rojava


Sabato 24 gennaio manifestazione a Torino a sostegno dei kurdi del Rojava: ore 15.00 piazza Vittorio Veneto. Gli islamisti eredi dell’isis stanno compiendo massacri e pulizia etnica in Rojava con la complicita’ dell’occidente. Fermiamoli, prima che sia troppo tardi.

Verso il Kurdistan

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Landini, il Tar ci dà ragione, Salvini ha violato diritto di sciopero


“La sentenza odierna del Tar sconfessa il Ministro dei Trasporti: è illegittima la precettazione contro lo sciopero generale del 17 novembre 2023, il diritto di sciopero è stato quindi violato. Il Tribunale ha infatti accertato l’illegittimità dell’ordinanza con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva ridotto autoritariamente lo sciopero generale”

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cgiltoscana.it/2026/01/22/land…



“La tradizione cattolica insiste nel tenere insieme verità che i politici preferiscono separare. Le nazioni hanno il diritto e il dovere di proteggere i propri confini e far rispettare le leggi.



Export control, industria e sicurezza. Il Forum alla Farnesina ridisegna le priorità italiane

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Il controllo delle esportazioni si conferma uno snodo centrale delle politiche industriali e di sicurezza. È il messaggio che emerge dal 3° Forum italiano sul controllo delle esportazioni, ospitato alla Farnesina, dove istituzioni,




DDL 1715: non possiamo cancellare la parola “consenso”


Parlare di violenza sessuale significa confrontarsi con una realtà drammatica e pervasiva, che colpisce milioni di persone ogni anno, violando diritti umani fondamentali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’ONU, quasi una donna su tre ha subito violenza fisica o sessuale nella vita, e centinaia di milioni di ragazze sono state vittime di abusi prima dei 18 anni. Non sono numeri astratti: sono vite spezzate, traumi psicologici, sociali e fisici che accompagnano le persone per anni, storie che chiedono giustizia, riconoscimento e protezione.

Il ddl 1715, attualmente all’esame del Senato, rappresenta una grande opportunità per cambiare finalmente il paradigma: non più la violenza sessuale misurata solo attraverso la forza fisica o la minaccia, ma centrata sul consenso libero, consapevole e revocabile della persona coinvolta. Questo principio significa che qualsiasi atto sessuale senza un sì chiaro e consapevole è reato, e sposta completamente il peso della responsabilità sull’autore della violenza. Non si tratta di un dettaglio tecnico: è la differenza tra giustizia reale e una finta tutela che colpevolizza la vittima.

“Il consenso è tutto quando si tratta di sesso. L’essere in silenzio o il non dire esplicitamente ‘no’ non equivale a dare consenso.” — #IoLoChiedo, Amnesty International

E’ assurda, quindi, la proposta della senatrice Bongiorno di sostituire il concetto di consenso con quello di dissenso che rischia di invertire tutto il lavoro fatto negli ultimi anni, e negli ultimi mesi con questo ddl. Non si tratta di un mero cambio lessicale, ma della volontà politica di ribaltare, di nuovo, il paradigma: nel modello del dissenso, infatti, è chi subisce violenza deve dimostrare di essersi opposto, di aver detto “no” chiaramente e abbastanza. È una logica che riporta indietro la legge e la cultura, facendo tornare sulle vittime il peso della responsabilità e aumentando la discrezionalità dei giudici. Spesso chi subisce violenza si blocca, non reagisce fisicamente o non sa come manifestare opposizione in quel momento, e pretendere da queste persone di “difendersi abbastanza” è semplicemente ingiusto.

Il consenso, al contrario, è un principio universale e positivo, riconosciuto anche dalla Convenzione di Istanbul, secondo cui la volontà della persona deve essere libera e valutata nel contesto reale in cui l’atto avviene. Significa dire chiaramente che chi subisce violenza non è responsabile, che la sua immobilità, il silenzio o la paura non possono mai essere interpretati come consenso.

“In caso di dubbio sul consenso, chiedilo espressamente.” — #IoLoChiedo, Amnesty International

I dati globali sono impietosi: centinaia di milioni di donne e ragazze hanno subito violenze, e solo una minima parte denuncia, perché il sistema giudiziario richiede criteri difficili da dimostrare e spesso invisibili. La legge sul consenso non è un dettaglio ideologico, ma una risposta concreta a un problema reale, capace di proteggere chi subisce violenza e di creare strumenti chiari per perseguire chi la commette.

Proprio per questo il ddl 1715 non è solo una legge penale: è un messaggio culturale. Significa che la libertà sessuale è un diritto inviolabile, che il corpo di ciascuna e ciascuno è intoccabile e che nessuno può essere giudicato per le proprie reazioni o per il proprio comportamento. Sostituire il consenso con il dissenso non è aggiornare la legge: è riportare indietro la cultura e legittimare vecchi stereotipi che ancora oggi affiorano nei tribunali.

Secondo l’OMS, circa 840 milioni di donne e ragazze hanno affrontato violenza da partner o da altre persone, e centinaia di milioni di questi atti non sono denunciati. Questi numeri mostrano quanto sia urgente una legge chiara sul consenso.

Difendere il consenso significa anche lottare per l’educazione e la trasformazione culturale. Campagne come #IoLoChiedo educano, informano e invitano a creare relazioni basate sul rispetto e sulla libertà, perché il cambiamento giuridico deve andare di pari passo con quello culturale. Significa insegnare che il consenso non è negoziabile, che le relazioni sessuali e affettive devono essere basate sulla volontà chiara e condivisa, e che il rispetto del corpo e della libertà di ciascuno è il fondamento della democrazia. E per farlo servono necessariamente anche percorsi obbligatori e in orario curricolare per un’educazione sessuale e affettiva inclusiva, nelle scuole di ogni ordine e grado.

Non smetteremo mai di dirlo e di lottare affinché si possa discutere anche di questo, esprimendo tutta la nostra contrarietà verso le scelte reazionarie portate avanti dal Ministro Valditara e da tutto il Governo su questo tema.

Come Possibile siamo sempre statɜ al fianco delle campagne internazionali per il consenso e per l’educazione sessuale e affettiva, convintɜ che una società che non riconosce e tutela la libertà sessuale non possa definirsi libera, giusta o civile. Proprio per questo, la proposta Bongiorno, sostituendo il consenso con il dissenso, rischia di minare questa tutela, depotenziare la legge e riportare indietro anni di battaglie civili e femministe.

Chiedere che il ddl 1715 non venga modificato significa affermare la necessità di una legge chiara, una cultura chiara e un principio chiaro: il consenso non si negozia.

È un impegno verso chi ha subito violenza, verso chi non ha ancora denunciato per paura, verso tutte e tutti noi che vogliamo vivere in una società più giusta, più rispettosa, più libera.

Solo un sì libero e consapevole rende un atto sessuale lecito.

Solo sì è sì.

Sempre.

Gianmarco Capogna
Coordinatore Comitato Scientifico Possibile

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