[2026-02-14] CENA BENEFIT INGUAIATI/E CON LA LEGGE PER I FATTI DI CARRARA DEL 2022 @ circolo anarchico bruzzi-malatesta
CENA BENEFIT INGUAIATI/E CON LA LEGGE PER I FATTI DI CARRARA DEL 2022
circolo anarchico bruzzi-malatesta - Via Torricelli 19, milano
(sabato, 14 febbraio 19:30)
CENA BENEFIT INGUAIATI/E CON LA LEGGE PER I FATTI DI CARRARA DEL 2022
Menù
Orecchiette con cime di rapa
Lenticchie
Patate al forno
*PRIMO, SECONDO, CONTORNO E PRIMO BICCHIERE DI VINO 10€
[2026-02-08] Serata Latina @ Gaglianico - New Wood
Serata Latina
Gaglianico - New Wood - Via giacomo matteotti 129 Gaglianico
(domenica, 8 febbraio 21:00)
DOMENICA LATINA 💃
La Domenica Latina della tua città è pronta: energie positive, sorrisi e ballo per scaricare le ultime tensioni e ripartire al top prima della nuova settimana ✨
🍽️ Apericena buffet
🆓 Stage di Salsa GRATUITO con Alessandro Mai
🔥 A seguire: Serata Latina fino a tardi
📅 8.2.2026 | 21:00
📍 New Wood – Via Matteotti 129, Gaglianico
📲 Prenota ora l’apericena: 393 3516 073 (posti limitati)
[2026-02-09] Laboratorio di TEATRO°DANZA @ Biella Sala APU
Laboratorio di TEATRO°DANZA
Biella Sala APU - strada Cantoni Masserano e Calaria,170 - Biella
(lunedì, 9 febbraio 21:00)
[2026-02-09] Bal Dal Lunes @ Valdengo - la Peschiera
Bal Dal Lunes
Valdengo - la Peschiera - Via quintino sella 63 Valdengo
(lunedì, 9 febbraio 21:00)
[2026-02-08] Semana Santa - programma @ Piastra di Marassi
Semana Santa - programma
Piastra di Marassi - Giardini Giovanni Battista Cavagnaro e Piazza Romagnosi
(domenica, 8 febbraio 00:05)
Essere antifascisti e partigiani, quindi, non è un richiamo simbolico, ma una necessità politica: significa opporsi alla guerra, allo sfruttamento, alla cancellazione dei conflitti sociali.
Il futuro era federato, un esperimento necessario che rivelò il vero obiettivo: non la federazione, ma la sovranità. Il post di @𓆩sᴇᴛᴛᴏ𓆪 su #Nostr
Una tesi di laurea in un viaggio attraverso l'evoluzione dei social media decentralizzati e la necessità di una cittadinanza digitale attiva e consapevole, con tutto il potere e i pericoli che ciò comporta.
nel corso degli anni, iniziarono a manifestarsi difetti nelle fondamenta. La struttura stessa che consentiva questa federazione imponeva anche fastidiose limitazioni. Mentre i nostri contenuti erano decentralizzati, le nostre identità non lo erano. Il mio io digitale e tutto il mio grafico sociale erano irrevocabilmente legati a un URL specifico. La sovranità era un'illusione; la mia identità era soggetta alla volontà di un amministratore o, se gestivo la mia istanza, questa identità era semplicemente presa in affitto da un registrar di nomi di dominio.
news.dyne.org/the-future-was-f…
(qui una discussione piuttosto articolata sulla questione)
The Future Was Federated
A dissertation on a journey through the evolution of decentralized social media and the necessity for active, conscious digital citizenship, with all the power and danger that entails.Setto Sakrecoer (News From Dyne)
Che succede nel Fediverso? reshared this.
Upgrading The E-mu Audity 20 Years After Factory Support Ended
If you purchased an E-mu Audity 2000 ROMpler back in 1998, you almost certainly got a rig with the 1.00 firmware. It was fine, if a little limited, particularly where upgradability was concerned. E-mu would later offer firmware upgrades over MIDI with the 2.00 firmware, but to get the 2.00 firmware, you needed to ship the box back to E-mu. Or you did… until now.
Realizing that E-mu is long gone and they weren’t going to handle any further firmware upgrades, [Ray Bellis] set about finding another way to help aggrieved operators with gear stuck on v1.00. [Ray] had managed to lay hands on a Audity 2000 service manual as well as the official 2.00 upgrade kit in an estate sale, and set about reverse engineering it to help the community. It turned out that upgrading from 1.00 to 2.00 required the use of a special boot ROM and a flash device containing the upgraded firmware image. Booting from the special ROM required the use of a jumper, and when engaged, the ROM would copy the updated image to the device itself.
[Ray] didn’t want to duplicate the standard upgrade device, as that seemed a little difficult what with parts availability in 2026. Instead, he crafted his own ROM that, with compression, contained the necessary firmware upgrade image and could all be stuffed inside a single 512 KB chip. All you need to do is flash the custom upgrade ROM to an AM29F040B PLCC32 NOR flash chip, pop it in the empty PLCC32 socket on the mainboard, and away you go. This will get you a machine upgraded to the final v2.01 firmware delivered by E-mu before its demise.
It’s a finicky bit of work, but it’s a great way to get new functionality out of an old Audity 2000. We’ve featured similar work before regarding aging Yamaha synths, too. If you’ve got your own backdoor methods for giving older music hardware a new lease on life, don’t hesitate to notify the tipsline.
linkiesta.it/2026/02/trump-ele…
"Per capirci: nel 250esimo anniversario dell’Indipendenza americana, Trump vuole cancellare le modalità con cui gli americani hanno sempre votato e contato le schede, cioè a livello locale e statale come prevede l’articolo 1 comma 4 della Costituzione, per affidare a un partito, il suo, la gestione delle operazioni di voto e di conteggio delle schede in «almeno quindici posti», che probabilmente saranno gli Stati cosiddetti in bilico tra democratici e repubblicani."
no dico... se neppure questo basta per defenestrare trump, dopo aver capito che trump e putin sono la stessa merda, e il sistema non riesce a espellere trump come stronzolo, è evidente che pure le istituzioni democratiche usa sono ormai assenti.
ATTACCO MILITARE DI TIPO ELETTROMAGNETICO E DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO. Il post di Tactical Press
Sebbene l’innovazione tecnologica in ambito militare proceda con estrema rapidità, l’evoluzione normativa e giuridica segue un ritmo decisamente più lento. In molti casi, i quadri regolatori restano sostanzialmente invariati, creando un divario significativo tra le capacità militari oggi disponibili e le norme deputate a disciplinarne l’impiego. Questo sbilanciamento appare particolarmente evidente nel dominio elettronico e informatico, per il quale il diritto internazionale non è stato originariamente concepito.
tacticalpress.it/2026/02/05/at…
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feddit.it non è solo un'alternativa italiana a Reddit, ma è anche un punto di aggregazione per la comunità Mastodon italiana
ATTACCO MILITARE DI TIPO ELETTROMAGNETICO E DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO | Tactical Press
Valerio Abbate Fonte foto: internet Le operazioni militari contemporanee fanno sempre più affidamento su tecnologie avanzate e su domini operativiContinua a leggere...ATTACCO MILITARE DI TIPO ELETTROMAGNETICO E DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIOgestione (Tactical Press)
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fanpage.it/attualita/non-ti-pa…
e poi il governo si lamenta che gli italiani non fanno figli. ma è d avvero possibile in italia fare figli? secondo me no. è un paese decadente e di vecchi.
Gelo, Starlink spento, droni muti e assalti al rallentatore: perché la spinta russa in Ucraina si è inceppata
Dalla morsa dell’inverno al “muro” digitale: come il freddo estremo e il blocco dei sistema satellitare ai reparti di Mosca hanno ridotto l’avanzata a poche centinaia di chilom...Redazione La Sicilia (La Sicilia)
RFanciola reshared this.
Chi sono i veri architetti dell’intelligenza artificiale
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Dalla copertina del Time alla cena di Taipei: i veri architetti dell’AI sono nella filiera industriale che rende possibile l’intelligenza artificiale globale.startmag.it/innovazione/chi-so…
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Meloni: "Chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell'Italia"
ma tipica affermazione fascista e mono-pensiero. chi manifesta contro le olimpiadi è per un suo motivo contro questa gestione delle olimpiadi. già la presenza di fascisti usa è sufficiente a giustificare un'idea contraria. anche chi è contro san remo si deve giustificare per caso? esattamente c'è un elenco di idee proprie che non è permesso avere?
il fascismo inizia molto prima della creazione ufficiale di un'istituzione fascista, e purtroppo in italia non è morto mai davvero, tanto che in italia una destra moderna non fascista non esiste. come neppure una destra di politiche economiche di destra. al massimo in italia la destra è togliere ammortizzatori sociali e guerra al povero o al massimo essere clericale..
la meloni non perde occasione per mostrarci quali siano le sue idee politiche.
L’immacolatissimo genocida
un documentario del 2020 che riesce a distrarsi a proposito di uno dei maggiori scandali che coinvolgono lo stato genocida: lla connessione tra epstein e israhell
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Upgrading An Old Macbook With an Old Processor
The Core Duo processor from Intel may not have been the first multi-core processor available to consumers, but it was arguably the one that brought it to the masses. Unfortunately, the first Core Duo chips were limited to 32-bit at a time when the industry was shifting toward 64-bit. The Core 2 Duo eventually filled this gap, and [dosdude1] recently completed an upgrade to a Macbook Pro that he had always wanted to do by replacing the Core Duo processor it had originally with a Core 2 Duo from a dead motherboard.
The upgrade does require a bit more tooling than many of us may have access too, but the process isn’t completely out of reach, and centers around desoldering the donor processor and making sure the new motherboard gets heated appropriately when removing the old chip and installing the new one. These motherboards had an issue of moisture ingress which adds a pre-heating step that had been the cause of [dosdude1]’s failures in previous attempts. But with the new chip cleaned up, prepared with solder balls, and placed on the new motherboard it was ready to solder into its new home.
Upon booting the upgraded machine, the only hiccup seemed to be that the system isn’t correctly identifying the clock speed. A firmware update solved this problem, though, and the machine is ready for use. For those who may be wondering why one would do something like this given the obsolete hardware, we’d note that beyond the satisfaction of doing it for its own sake these older Macbooks are among the few machines that can run free and open firmware, and also that Macbooks that are a decade or older can easily make excellent Linux machines even given their hardware limitations.
youtube.com/embed/-bEsigp_oG4?…
L'Italia attua il pacchetto UE sulle prove elettroniche: nuove norme per le prove digitali transfrontaliere nei procedimenti penali
Le prove digitali, note anche come digital evidence, sono informazioni probanti memorizzate o trasmesse in formato digitale, utilizzabili in un processo civile o penale per dimostrare fatti rilevanti. Queste prove includono documenti informatici, messaggi istantanei, e-mail, registrazioni audio/video, fotografie, pagine web, contenuti di social network e dati generati da sistemi informatici o di intelligenza artificiale.
L'Italia ha appena recepito due importanti regolamenti UE (Regolamento 2023/1543 e Direttiva 2023/1544) attraverso i Decreti Legislativi 215 e 216, pubblicati a gennaio 2026. Si tratta di un'evoluzione significativa per la raccolta di prove digitali attraverso i confini dell'UE. I paesi dell'UE possono ora richiedere direttamente prove digitali ai fornitori di servizi di altri Stati membri tramite ordini standardizzati, con l'Italia che designa autorità e procedure specifiche sia per l'emissione che per l'esecuzione di tali richieste
Cosa cambia dunque ?
Le aziende che offrono servizi nell'UE devono ora designare un rappresentante legale o una sede in uno Stato membro dell'UE.
Saranno tenuti a rispondere agli ordini europei di produzione (EPO) e agli ordini europei di conservazione per le prove elettroniche.
I fornitori di servizi finanziari sono esenti da questi obblighi.
Il Ministero dell'Interno italiano terrà un registro dei rappresentanti designati.
Per le forze dell'ordine e i pubblici ministeri: comunicazione diretta con i fornitori di servizi in altri paesi dell'UE senza i tradizionali trattati di mutua assistenza giudiziaria.
Diverse autorità possono emettere ordini a seconda del tipo di dati:
Dati dell'abbonato: Procura della Repubblica o polizia (in caso di emergenza).
Dati e contenuti sul traffico: richiesto un giudice istruttore.
Nuova procedura "fast-track" per i casi urgenti (al di fuori delle emergenze).
Gli ordini di conservazione possono ora essere emessi dai pubblici ministeri per tutti i tipi di dati.
Le scadenze principali fissate dalla normativa
- 18 febbraio 2026: i fornitori di servizi devono designare i rappresentanti.
- 18 agosto 2026: entra in vigore la normativa completa.
Il Sistema per l'acquisizione di prove digitali oltre i confini dell'UE nelle indagini penali, in sostituzione dei metodi tradizionali più lenti è progettato per tenere il passo con la moderna criminalità digitale, mantenendo al contempo il controllo giudiziario.
Il sistema include garanzie per i conflitti con le leggi di paesi terzi e stabilisce procedure chiare per l'impugnazione degli ordini.
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Narges Mohammadi inizia lo sciopero della fame
La famiglia della difensora dei diritti umani, la premio Nobel Narges Mohammadi, ha annunciato che la donna ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro la detenzione, la reclusione e le ingiustizie.
La famiglia di Mohammadi ha condiviso un messaggio sulla sua situazione tramite il suo account social. È stato riferito che Narges Mohammadi è in sciopero della fame dall’inizio di febbraio.
L’attivista avrebbe avviato lo sciopero della fame in risposta alla sua stessa detenzione, alle continue ingiustizie e all’arresto di manifestanti appartenenti al popolo iraniano.
Il messaggio afferma inoltre che la difensora dei diritti umani stava protestando contro il diniego di visite alla sua famiglia e che si oppone alle continue pressioni.
La vincitrice del premio Nobel per la pace Narges Mohammadi è stata arrestata il 12 gennaio 2025 nella città di Mashhad, insieme a Sepideh Qoliyan, Buran Nazimi e altri cinque attivisti, durante una cerimonia di commemorazione per l’avvocato Khosrow Ali Kurdi.
L'articolo Narges Mohammadi inizia lo sciopero della fame proviene da Retekurdistan.it.
Fenomenologia della religione
Sette parole, che vanno a costruire un piccolo dizionario – «Sacro», «Totalmente altro», «Miracolo», «Felix culpa», «Dialogo», «Vanità» e «Sovrapposizione» –, sono non solo i titoli dei sette capitoli che compongono lo scritto, ma anche i temi attraverso i quali l’A. – professore di Filosofia della religione alla Sapienza Università di Roma – sviluppa la sua fenomenologia della religione. A prevalere è il carattere esplorativo, la ricerca, che non ha una pretesa sistematica, ma che vuole comprendere fino a che punto la fenomenologia riesca a reinterpretare il tema del religioso nel contesto della filosofia contemporanea. Il metodo scelto è quello di singoli temi, affondi su parole chiave, che funzionano come dei carotaggi. La bibliografia riprende i classici della fenomenologia e della filosofia della religione, da Edmund Husserl a Rudolf Otto.
Il primo capitolo affronta direttamente il tema centrale dell’opera: il «sacro», da cui si diramano i capitoli successivi. Nell’opera si tenta una ricostruzione del concetto, a partire dalla distinzione – non solo linguistica – tra «sacro» come aggettivo e «sacro» come sostantivo. È in quest’ultima accezione che si cela il nucleo profondo del tema, ricostruito attraverso il pensiero della filosofia moderna, in particolare di Immanuel Kant e Otto. L’A. richiama il concetto di sacro elaborato da Otto, spogliato della sua dimensione morale e compreso come un «mistero» al tempo stesso affascinante e terribile. Il sacro viene così descritto innanzitutto come un’esperienza vissuta, che precede ogni elaborazione teorica. La dimensione del sacro apre all’esperienza del «totalmente altro», che rappresenta un paradosso che sfida la razionalità.
Proseguendo, il terzo capitolo affronta il tema del «miracolo» a partire da due autori: Franz Rosenzweig, che lo interpreta come esperienza di apertura al diverso, e Kant, che lo definisce come ciò che contraddice le leggi di natura.
A seguire vi è la sezione dedicata alla felix culpa, la «colpa felice», tradizionalmente intesa nel cristianesimo come l’esperienza del peccato che si trasforma in occasione di redenzione, innescando così una tensione che non va esaurita, in quanto è frutto dell’esperienza e apertura alla grazia.
Il quinto capitolo affronta il tema del «dialogo», una questione ampiamente dibattuta a partire dal secondo post-concilio. In questo contesto, il dialogo è inteso sia come relazione tra l’uomo e Dio, che costituisce il fondamento dell’esperienza religiosa, sia come dialogo interreligioso e confronto tra fede e spazio pubblico nel mondo contemporaneo.
Segue una sezione dedicata al tema della «vanità», che raccoglie riflessioni legate alla morte di Dio e alla crisi dei valori, proponendo tuttavia una chiave interpretativa diversa rispetto a quella offerta dal concetto di nichilismo. Si tratta di una scelta originale e significativa, giustificata dal fatto che il termine «vanità» rinvia a una realtà più antica e, al tempo stesso, più esistenziale: quella di una persona «ignara della propria inconsistenza, […] che si porta al centro della scena, esibendo sé stessa come se fosse la scaturigine di ogni senso e provocando, per contraccolpo, l’irruzione dell’insensato» (p. 93).
Il capitolo conclusivo, intitolato «Sovrapposizione», non si concentra su un termine centrale dell’esperienza religiosa, come avviene nei capitoli precedenti, ma intende offrire una sintesi delle riflessioni sviluppate lungo tutto il percorso. La sovrapposizione di cui si parla riguarda concetti e idee differenti che, pur nella loro eterogeneità, vengono messi in dialogo e mantenuti in tensione, senza la pretesa di essere definitivamente risolti. Proprio questa apertura permette una comprensione più profonda e dinamica del fenomeno religioso.
Attraverso questo vero e proprio alfabeto del religioso, l’A. delinea gli elementi di una fenomenologia della religione che non la riduce a un sistema di credenze, ma la interpreta come una realtà esperienziale e dialogica, radicata nell’immediatezza del presente. In questa prospettiva, l’esperienza del sacro – intesa come apertura radicale all’alterità – si contrappone alla vanità, vista come affermazione narcisistica del sé.
The post Fenomenologia della religione first appeared on La Civiltà Cattolica.
La paralisi di Bruxelles mette a rischio il controllo europeo sui social network
Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)
La debolezza della Commissione nell’applicare il Digital Services Act apre la strada a iniziative nazionali sui social network, alimenta lo scontro con le Big Tech e minaccia la tenuta del mercato
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555-Based Square-Wave and Triangle-Wave Function Generator Build for Beginners
Over on YouTube [Andrew Neal] has a Function Generator Build for Beginners.
As beginner videos go this one is fairly comprehensive. [Andrew] shows us how to build a square-wave generator on a breadboard using a 555 timer, explaining how its internal flip-flop is controlled by added resistance and capacitance to become a relaxation oscillator. He shows how to couple a potentiometer to vary the frequency.
He then adds an integrator built from a TL082 dual op amp to convert the circuit to a triangle-wave generator, using its second op amp to build a binary inverter. He notes that a binary inverter is usually implemented with a comparator, but he uses the op amp because it was spare and could be put to good use. Again, potentiometers are added for frequency control, in this case a 1 MΩ pot for coarse control and a 10 kΩ pot for fine control. He ends with a challenge to the viewer: how can this circuit be modified to be a sine-wave generator? Sound off in the comments if you have some ideas!
If you’re interested to know more about function generators check out A Function Generator From The Past and Budget Brilliance: DHO800 Function Generator.
youtube.com/embed/KfFmZIZ67MM?…
A Simple Desktop Pomodoro Timer
Pomodoro timers are a simple productivity tool. They help you work in dedicated chunks of time, usually 25 minutes in a sitting, before taking a short break and then beginning again. [Clovis Fritzen] built just such a timer of his own, and added a few bonus features to fill out its functionality.
The timer is based around the popular ESP32-S2 microcontroller, which has the benefit of onboard WiFi connectivity. This allows the project to query the Internet for things like time and date updates via NTP, as well as weather conditions, and the value of the Brazilian Real versus the American dollar. The microcontroller is paired with an SHT21 sensor for displaying temperature and humidity in the immediate environment, and an e-paper display for showing timer status and other relevant information. A button on top of the device allows cycling between 15, 30, 45, and 60 minute Pomodoro cycles, and there’s a buzzer to audibly call time. It’s all wrapped up in a cardboard housing that somehow pairs rather nicely with the e-paper display aesthetic.
If Pomodoro is your chosen method of productivity hacking, a project like this could suit you very well. We’ve featured a few similar builds before, too.
youtube.com/embed/SVaGj3V3i5E?…
Rapporto IHD: 50 donne assassinate nella regione dell’Egeo in un anno
La Commissione femminile della sezione di Izmir di IHD (Associazione per i diritti umani) ha presentato il suo rapporto sulle violazioni dei diritti umani contro le donne presso la sede dell’associazione, affermando: “La parità di genere deve essere garantita immediatamente in tutti gli ambiti”.
La Commissione femminile della sezione di Izmir di IHD ha presentato il suo rapporto sulle violazioni dei diritti umani contro le donne in una conferenza stampa tenutasi presso la sede dell’associazione. Il rapporto è stato letto dai dirigenti dell’İHD Nazlı Turan e Vetha Aydın Yüksel.
La dichiarazione, che descrive il 2025 come l’anno in cui i diritti delle donne a una vita libera e paritaria sono stati violati più gravemente, afferma: “Le donne sono state vittime di violenza, discriminazione e povertà in casa, sul posto di lavoro, per strada, sui campi di battaglia e sulle rotte migratorie. Il rapporto che condividiamo oggi non si limita a registrare quanto accaduto; è stato preparato per evidenziare le scelte politiche e i responsabili di queste violazioni, e per esprimere ancora una volta con forza la richiesta delle donne di una vita libera e paritaria. La dichiarazione del 2025 come “Anno della Famiglia”, dopo il 2024, anno in cui la violenza contro le donne ha raggiunto i suoi massimi livelli, appare come una scelta politica che oscura la realtà delle violazioni dei diritti umani subite dalle donne. È chiaro che questo approccio, presentato con la retorica del “rafforzamento della famiglia”, riproduce in pratica un’interpretazione che definisce le donne non come individui, ma attraverso la loro fertilità e il lavoro di cura che svolgono”.
50 donne sono state assassinate nella regione dell’Egeo
La dichiarazione ha osservato che, invece di affrontare il calo delle nascite come un problema strutturale derivante dalle condizioni sociali ed economiche, il potere politico lo considera una “questione di sopravvivenza”, aggiungendo: “Queste politiche hanno costretto le donne a rimanere in relazioni familiari in cui disuguaglianze e violenza sono vissute intensamente. Nel 2025, nella regione dell’Egeo si sono verificati almeno 50 femminicidi e morti sospette di donne; molte donne, nonostante abbiano ricevuto ordini di protezione ai sensi della legge n. 6284, non hanno potuto essere protette dalla violenza e, in alcuni casi, la negligenza dei funzionari pubblici ha portato al proseguimento della violenza”.
Richieste
La dichiarazione, che sottolineava la necessità di un’immediata parità di genere in tutti gli ambiti, afferma: “L’attuale codice penale dovrebbe essere modificato per proteggere le donne. La legge n. 6284 dovrebbe essere efficacemente attuata. Dovrebbero essere istituite linee di supporto professionale e istituzioni accessibili alle donne 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in materia di violenza contro le donne; dovrebbero essere sviluppati metodi alternativi per le donne che non possono accedere ai servizi telefonici. Questi servizi dovrebbero essere multilingue, tra cui turco, curdo, arabo e inglese; e dovrebbe essere disponibile personale fluente nella lingua dei segni. Dovrebbe essere garantita la sicurezza delle donne rifugiate e dovrebbero essere implementate iniziative di emancipazione per le donne rifugiate. I rifugi dovrebbero essere accessibili e conformi agli standard internazionali. Le morti sospette di donne dovrebbero essere indagate a fondo e dovrebbero essere condotte indagini efficaci. L’impunità per i femminicidi deve finire. Le politiche oppressive imposte dal sistema dominato dagli uomini sul posto di lavoro devono cessare. Il diritto delle donne agli alimenti deve essere tutelato e gli attacchi ai diritti acquisiti delle donne devono cessare”.
L'articolo Rapporto IHD: 50 donne assassinate nella regione dell’Egeo in un anno proviene da Retekurdistan.it.
Domani l’Iniziativa per la pace dei bambini si recherà a Pirsus( Suruç) con lo slogan: “Invitiamo tutti ad agire per i diritti dei bambini nel Rojava e in Turchia”. L’iniziativa ha annunciato che terrà una conferenza stampa in Piazza della Repubblica, nel quartiere Pirsus di Riha, per i bambini colpiti dagli attacchi nel Rojava. L’iniziativa ha annunciato sui propri account social che partirà da diverse città, tra cui Istanbul, Ankara, Smirne, Riha, Wan e Amed. L’iniziativa si sposterà nel distretto di Pirsus a Riha domenica 8 febbraio, per raggiungere il Rojava e terrà una conferenza stampa in piazza Cumhuriyet alle 13:30.
Il messaggio diffuso afferma: “Sosteniamo la pace per i bambini, chiedendo la fine degli attacchi a tutti gli insediamenti nella Siria settentrionale, garantendo l’accesso ai diritti fondamentali a tutti i bambini colpiti dalla guerra, interrompendo detenzioni e arresti e assicurando che i crimini di guerra non rimangano impuniti. Ricordando a tutti che l’unico modo per prevenire perdite irreversibili è parlare e agire oggi, invitiamo tutti coloro che insistono per la pace a Suruç!”
L'articolo Domani l’Iniziativa per la pace dei bambini si recherà a Pirsus( Suruç) proviene da Retekurdistan.it.
When Clever Hardware Hacks Bite Back: A Password Keeper Device Autopsy
Sometimes you have this project idea in your mind that seems so simple and straightforward, and which feels just so right that you have to roll with it. Then, years later you stumble across the sad remnants of the tearful saga and the dismal failure that it portrays. Do you put it away again, like an unpleasant memory, or write it up in an article, as a tearful confession of past sins? After some coaxing by a friend, [Alessandro] worked up the courage to detail how he set about making a hardware-only password keeper, and why it failed.
The idea was so simple: the device would pretend to be a keyboard and type the passwords for you. This is not that unusual, as hardware devices like the Mooltipass do something similar. Even better, it’d be constructed only out of parts lying around, including an ATtiny85 and an HD44780 display, with bit-banged USB connectivity.Prototyping the hardware on a breadboard.
Overcoming the challenge of driving the LC display with one pin on the MCU required adding a 74HC595 demultiplexer and careful timing, which sort of worked when the stars aligned just right. Good enough, but what about adding new passwords?
This is where things quickly skidded off the tracks in the most slapstick way possible, as [Alessandro] solved the problem of USB keyboard HID devices being technically ‘output-only’, by abusing the indicator statuses for Caps Lock, Num Lock, and Scroll Lock. By driving these from the host PC in just the right way you can use them as a sort of serial protocol. This incidentally turned out to be the most reliable part of the project.
Where the project finally tripped and fell down the proverbial flight of stairs was when it came to making the bit-banged USB work reliably. As it turns out, USB is very unforgiving with its timing unlike PS/2, making for an infuriating user experience. After tossing the prototype hardware into a box, this is where the project gathered dust for the past years.
If you want to give it a try yourself, maybe using an MCU that has more GPIO and perhaps even a USB hardware peripheral like the STM32F103, ESP32-S3 or something fruit-flavored, you can take a gander at the project files in the GitHub repository.
We’re always happy to see projects that (ab)use the Lock status indicators, it’s always been one of our favorite keyboard hacks.
Amministrazione di Kobanê: il governo di transizione non ha adottato misure concrete
L’amministrazione di Kobanê ha dichiarato che, nonostante le promesse fatte dai rappresentanti del governo di transizione di Damasco durante un incontro tenutosi ad Aleppo, ad oggi non sono stati adottati provvedimenti concreti.
L’amministrazione di Kobanê ha rilasciato una dichiarazione in merito ai colloqui e agli incontri tenuti con l’amministrazione del governatorato di Aleppo e alla situazione attuale sul campo.
La dichiarazione di sabato comprende quanto segue:
“Secondo l’accordo firmato il 29 gennaio tra le Forze democratiche siriane (SDF) e il governo di transizione di Damasco, il primo passo è stato compiuto nella regione di Şêxler, dove è stata raggiunta l’integrazione tra le forze di sicurezza.
Con l’obiettivo di risolvere i problemi della popolazione e garantire il ritorno degli sfollati alle loro case, si è tenuto un incontro nella zona rurale di Kobanê tra l’amministrazione di Kobanê e il vicegovernatore di Aleppo, con la partecipazione di leader delle comunità curda e araba. L’incontro si è concluso con esito positivo e il vicegovernatore di Aleppo, a nome del governatore, ha invitato l’amministrazione di Kobanê a visitare Aleppo.
Le forze militari non sono state ritirate, l’assedio non è stato tolto
In seguito all’invito trasmesso all’Amministrazione autonoma di Kobanê, una delegazione in rappresentanza dell’Amministrazione di Kobanê e dei leader della comunità si è recata ad Aleppo il 5 febbraio per incontrare il governatore. Lì si sono tenuti colloqui con il vice governatore e il comandante delle forze di sicurezza interna di Aleppo.
Durante l’incontro sono stati discussi molti importanti dossier riguardanti la regione, in particolare le misure concrete adottate nella regione di Şêxler e quelle da adottare nella regione di Çelebiyê per garantire il ritorno di tutti i residenti nei loro villaggi. Sono state affrontate anche questioni relative a servizi come acqua, elettricità e interruzioni di internet. Tuttavia, nonostante le promesse fatte dai rappresentanti del governo durante l’incontro, il governo di transizione non ha ancora adottato misure concrete; in particolare, il ritiro delle forze militari da Çelebiyê e la fine dell’assedio di Kobanê non sono stati realizzati.
L’insistenza sul nome Ayn al-Arab è contraria alla realtà
In questo contesto, noi, come amministrazione di Kobanê, sottolineiamo che le dichiarazioni successivamente pubblicate sui media non contribuiscono alla risoluzione dei problemi e non corrispondono in alcun modo al contenuto dell’accordo. Inoltre, definire Kobanê come “distretto” e insistere sull’uso del nome “Ayn al-Arab” è contrario alla realtà sul campo.
Appello al governo di Damasco affinché si assuma le proprie responsabilità
Ancora una volta, riaffermiamo il nostro impegno nei confronti delle disposizioni dell’accordo e la nostra determinazione ad attuarle sul campo, e dichiariamo di essere pronti ad assumerci le nostre responsabilità per garantire progressi in questo processo. Invitiamo il governo di Damasco ad assumersi le proprie responsabilità e a completare i passi necessari. In particolare, le forze militari devono essere ritirate dai villaggi all’interno dei confini amministrativi della regione di Kobanê, l’assedio alla città deve essere revocato e gli ostacoli che impediscono la fornitura di servizi di base alla popolazione devono essere rimossi.
L'articolo Amministrazione di Kobanê: il governo di transizione non ha adottato misure concrete proviene da Retekurdistan.it.
Le due repubbliche
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/le-due-…
Il 9 febbraio in alcune zone d’Italia si celebra la ricorrenza della proclamazione della Repubblica Romana del 1849, avvenuta a seguito dei tumulti che indussero Papa Pio IX a fuggire dalla capitale. L’esperienza ebbe vita breve ma intensa, grazie soprattutto alla passione delle donne e degli uomini che furono
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Appello per un corteo a ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza e a MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 –Largo Cairoli
Kobane è sotto assedio. Undici anni fa era l’ISIS a stringere d’assedio la città simbolo della resistenza curda, oggi sono le forze del nuovo governo siriano, affiancate da milizie filoturche, a chiudere ogni via di fuga. Cambiano gli attori, ma non la logica: cancellare l’esperimento politico curdo e ridurlo a una parentesi da archiviare con la forza.
Il ritiro forzato delle Forze della Siria Democratica (SDF) da Raqqa, Tabqa e Deir ez-Zor ha ridotto drasticamente il territorio amministrato dall’Amministrazione Autonoma Democratica del Nord-Est della Siria (DAANES). Kobane è oggi senza elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, mentre migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio in città, aggravando una situazione già al collasso. Bambini, anziani e famiglie dormono all’aperto o in tende improvvisate, mentre le strutture sanitarie operano senza corrente. Le SDF continuano a difendere la popolazione civile e a garantire la custodia dei prigionieri ISIS, ma il collasso di prigioni e campi rischia di favorire fughe di massa e la riorganizzazione di cellule jihadiste, minacciando la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.
Alla base della DAANES c’è il Confederalismo Democratico, il progetto politico sviluppato da Abdullah Öcalan, leader storico del movimento curdo. La sua visione rifiuta lo Stato-nazione come strumento di oppressione e propone autonomie locali, consigli popolari, parità di genere, economia cooperativa e autodifesa comunitaria. Questo modello ha ispirato la costruzione di un progetto di Siria plurale, dove curdi, arabi, cristiani, ezidi e altre minoranze hanno coabitato, sperimentando forme di democrazia diretta e convivenza tra identità diverse. È qui che l’ISIS è stato sconfitto, al prezzo di migliaia di vite, dimostrando che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.
La rivoluzione del Rojava e l’esperimento dell’autogoverno sono oggi messi in pericolo non solo dalle offensive militari, ma anche dall’inerzia della comunità internazionale, che osserva mentre città come Kobane vengono isolate e private dei servizi essenziali. In questo contesto, la liberazione di Abdullah Öcalan rimane centrale. Dal 1999, Öcalan è detenuto in isolamento sull’isola-prigione di Imrali: la sua detenzione non rappresenta solo una violazione dei diritti umani, ma costituisce un ostacolo alla pace e alla risoluzione della questione curda in ognuno dei paesi in cui il Kurdistan è diviso. Öcalan ha più volte proposto soluzioni politiche e negoziati per il riconoscimento dei diritti dei curdi all’interno dei paesi in cui questi vivono, e la sua liberazione è un passo fondamentale per sostenere l’autogoverno del Rojava e le prospettive di stabilità regionale. Inoltre il leader curdo ha mostrato la sua volontà di concludere il conflitto ancora una volta il 27 febbraio scorso, aprendo la via ad un nuovo processo di pace con lo scioglimento del PKK. Quel processo, è ora più fragile che mai.
Come nel passato, la resistenza continua. A Kobane, la popolazione civile si mobilita per difendere la città, con donne e uomini, curdi ed ezidi, armeni e siriaci che sostengono la difesa dei quartieri. Quello che è in gioco non è soltanto un territorio, ma un intero modello politico: la possibilità concreta di costruire una Siria democratica, plurale e inclusiva, che sfidi il fondamentalismo e il centralismo autoritario.
Il 14 febbraio 2026 ci ritroveremo in corteo a Roma e Milano per chiedere la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti i prigionieri politici in Turchia, per difendere la rivoluzione curda e il futuro delle comunità del Nord-Est della Siria. Tacere oggi significherebbe voltare le spalle a chi ha combattuto l’ISIS e tradire chi dimostra, da oltre dieci anni, che un Medio Oriente libero e democratico è possibile. La resistenza continua, e noi saremo al loro fianco.
ROMA – 14 Febbraio ore 14:30 – Piazza indipendenza
MILANO – 14 Febbraio ore 14:30 –Largo Cairoli
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia
Retekurdistan Italia
Comitato Il tempo è Arrivato – Libertà per Öcalan
Centro Socio-Culturale Ararat
Associazione Confederalismo Democratico Kurdistan
Adesioni a info.uikionlus@gmail.com ; rk@retekurdistan.it
Prime adesioni
Rifondazione Comunità PRC
Cobas
Cub
Attac Italia
Ass. Sezaconfine Roma
Associazione Verso il Kurdistan
Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa ( Milano )
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“The question of whether humanity should reproduce beyond Earth is no longer hypothetical—it is a pressing ethical frontier,” researchers said.#TheAbstract
Lo sport è politica. Anche alle Olimpiadi.
Nel 2025 abbiamo lanciato una campagna e una raccolta firme per chiedere che la partita Italia-Israele, in programma a Udine, non si giocasse. Volevamo ribadire un concetto semplice — e dare la possibilità a decine di migliaia di cittadini e cittadine di far sentire la propria voce: non si può giocare a calcio come se niente fosse mentre è in corso un genocidio. Lo sport, e il calcio in particolare, con i miliardi di appassionati che conta in tutto il mondo, ha la possibilità di creare un vero cambiamento, di obbligare le persone ad aprire gli occhi e rompere il muro di indifferenza.
Per mesi ci siamo sentiti ripetere da tanti, troppi, compresi vertici delle organizzazioni sportive e da esponenti del governo, che “lo sport e la politica devono restare separati”. Una scemenza ipocrita, quasi sempre sostenuta in malafede da chi per primo non si fa scrupoli a mettere atleti e risultati sportivi al servizio della propaganda del più forte e degli interessi economici e politici più aggressivi.
Abbiamo infatti visto la FIFA di Infantino inventarsi un Premio per la Pace da dare a Trump, ossessionato dal Nobel. I due si sono riuniti a gennaio a Davos, dove Trump ha presentato il Board of Peace e Infantino il trofeo dei Mondiali 2026. Mondiali che sono al centro di una preoccupazione crescente nel resto del mondo: un paese come gli USA, che nega e revoca i visti sulla base di regole arbitrarie e mutevoli, nelle cui strade imperversa la milizia trumpiana dell’ICE (“gentilmente” prestata anche alle Olimpiadi di Milano-Cortina) che prende di mira e rapisce le persone (bambini compresi) sulla base della profilazione razziale e uccide impunemente, può essere considerato sicuro per le migliaia di tifosi che stanno organizzando la trasferta per seguire la propria squadra?
Nel frattempo, sportivi e tifosi che da sempre si schierano per uno sport inclusivo e dalla parte delle persone e non del potere di turno continuano a usare la propria voce a ogni occasione. Guardiola è intervenuto al concerto di Barcellona “Act for Palestine”, il Celta ha fatto fronte comune con il suo calciatore Borja Iglesias per ribattere agli insulti omofobi, Lewis Hamilton ha collaborato con la Croce Rossa e l’organizzazione Palestine Red Crescent per Gaza, l’intermezzo del Super Bowl che l’anno scorso ha visto esibirsi Kendrick Lamar quest’anno sarà affidato a Bad Bunny (artista portoricano che ha aperto il suo discorso ai Grammy con “Fuck ICE”) e ai Green Day. L’NHL, la lega di hockey che manda tra l’altro decine di atleti alle Olimpiadi invernali — estremamente bianca, conservatrice, omotransfobica e misogina: i vincitori della Stanley Cup 2025, i Florida Panthers dei fratelli Tkachuk non solo sono stati in visita alla Casa Bianca a gennaio, ma Matthew Tkachuk si è letteralmente prostrato davanti a Trump — è stata travolta dal successo planetario di “Heated Rivalry”, la serie canadese i cui protagonisti, Connor Storrie e Hudson Williams sono stati anche tedofori per Milano-Cortina.
In questo clima oggi si aprono proprio le Olimpiadi invernali 2026, con Eni e le energie fossili come sponsor, con la neve artificiale su montagne da cui stiamo spremendo ogni giorno di una “stagione” che non esiste più (come raccontato benissimo in “Giochi di potere. Ripensare le Olimpiadi per salvarne lo spirito” edito da People), senza la Russia (chissà per quanto, visto che Infantino ha aperto al rientro della Russia nel calcio mondiale) eppure con Israele. Con i prezzi dei biglietti alle stelle, inarrivabili per la maggior parte delle persone che tengono vivo lo sport anche nel resto dell’anno, e le parate di capi di Stato e istituzioni nelle serate di punta.
Non lo spettacolo che vorremmo vedere, anche quando vogliamo vedere le gare. Eppure, le soluzioni ci sarebbero: quello che manca, ancora una volta, è la volontà politica di applicarle.
Francesca Druetti
Segretaria Nazionale di Possibile
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Altro che tregua olimpica: USA e Russia non hanno rinnovato il trattato per la non proliferazione delle armi nucleari
È scaduto ieri il New START (New Strategic Arms Reduction Treaty, Nuovo trattato di riduzione delle armi strategiche), l’ultimo e unico trattato bilaterale tra Stati Uniti e Russia volto a contenere la proliferazione delle armi nucleari. L’accordo era entrato in vigore il 5 febbraio 2011, rimpiazzando il primo trattato START di vent’anni prima, e prevedeva il dimezzamento del numero di basi di lancio dei missili nucleari strategici e delle relative testate.
All’epoca rappresentò un timido tentativo di superare la logica apocalittica della deterrenza o, quanto meno, di circoscriverla entro un quadro giuridicamente vincolante di regole condivise, garantite da due potenze che assieme detengono oltre diecimila testate nucleari. Ne basterebbero poche per annichilire l’umanità. Eppure, in un mondo lanciato a tutta velocità contro il muro della corsa agli armamenti, l’impegno alla denuclearizzazione (e quindi alla pace) è diventato carta straccia.
Il trattato è scaduto, senza volontà di rinnovarlo. E non è un’esagerazione dire che ciò ci avvicina alla fine del mondo. A maggior ragione quando Trump e Putin si pongono con vanagloria al di sopra di ogni regola, demolendo le organizzazioni multilaterali e violando ripetutamente il diritto internazionale. Di aggressione in aggressione. Persino normalizzando la minaccia nucleare nel discorso politico.
La fine del mondo si può fermare. Soprattutto, è nelle nostre possibilità. La strada è stata tracciata, da decenni, dai movimenti pacifisti e dalla comunità scientifica. Gli strumenti concreti per uscire dal ricatto atomico sono a disposizione di chi voglia adottarli. A partire dal Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), che vieta agli Stati aderenti l’uso, lo sviluppo, la sperimentazione, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento e il dispiegamento di armi nucleari. Settantacinque Stati hanno già ratificato o aderito al TPNW. L’Italia no. Come tutti i paesi NATO, ha scelto di non sottoscriverlo, nonostante l’opinione pubblica italiana sia largamente favorevole al disarmo nucleare. La classe dirigente ha invece scelto le bombe. Come quelle ospitate, al di fuori della legge, nelle basi statunitensi di Ghedi e Aviano, siti di stoccaggio di armi atomiche che rendono l’Italia al tempo stesso complice e bersaglio diretto in caso di escalation militare.
Mentre il governo Meloni confonde cause ed effetti, spacciando il riarmo come mezzo di pace, non ci stancheremo di ripetere il contrario: il riarmo prepara la guerra, il disarmo costruisce la sicurezza. Basta un passo per cambiare direzione. E quel passo va fatto ora.
Alessandro Tinti
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Datenaustausch über psychisch erkrankte Menschen: Die Rückkehr zur Registrierung
Rogan says Trump is using ICE to distract the world from the Epstein files.
Deep down he knows what's up and he doesn't like him that much.
I wonder what they offered him to radically change his political stance back in 2020.
Or maybe he got dragged to the right due to the ultra-woke and cancel culture.
We'll never know...
comicsands.com/rogan-trump-ice…
#Trump #DonaldTrump #DonaldJTrump #Epstein #EpsteinFiles #JeffreyEpstein #ICE #Rogan #JoeRogan #JRE
Rogan: Trump Using ICE To Distract From Epstein Files: VIDEO
When Joe Rogan is the voice of reason...Alan Herrera (Comic Sands)
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