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cc @macfranc


automating the signup process feels critical for an open registration instance.

over the past couple of months i’ve been iterating on a simple little app that receives web hooks from mastodon on signup and reports. it:
- checks email and ip reputation of the signup
- sends a welcome message if both are clean
- holds back on welcome message if either are bad and messages me
- suspends any suspicious signups after an hour if they haven’t posted or followed anyone
- immediately suspends if both email and ip are bad, and blocks the cidr range of the ip to prevent future signup attempts and blocks the email domain

for clean accounts, the system will auto silence new accounts after several reports, and send the account a dm why it was silenced with a link to a help website on how to get unsilenced

this hasn’t removed the human aspect of moderation, but man, it means i can sleep at night without bots totally trashing the system with spam.

what are other admins doing?

#MastoAdmin

waffles.yttrx.com/posts/welcom…

edit: code and install guide waffles.yttrx.com/posts/welcom…


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Ma che mandarino pensa la Lega!?

@ultimora poliversity.it/@ultimora/11694…

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IL PENTIMENTO DI CHI STRILLAVA “LO RIFAREI SUBITO”

@news
*Davanti alle telecamere – consapevole della gravità delle sue affermazioni, conscio di esser visto da centinaia di migliaia o addirittura milioni di spettatori, certo di trovare il consenso o persino l’ammirazione di incazzati suoi simili, erroneamente convinto di farla franca – Mario Roggero ha sbraitato “Subito, lo rifarei subito”.

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in reply to Jazzimat

@Jazzimat posso provare solo ribrezzo per chi rivendica orgogliosamente di essere un assassino, ma provo sicuramente molto più ribrezzo per gli spregiudicati che lo circondano e che lo hanno derubato della possibilità di un vero pentimento.

La sua condanna umana più crudele non sono i (massimo) 14 anni di carcere ma la pelosa solidarietà di chi lo sta usando

@news

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odnikud.it/posts/2026-07-18-la…
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ROGGERO SANTO SUBITO!

@news
*Un Paese strano il nostro, dove - per diventare un eroe o un simbolo - basta incarnare il più becero sentimento di vendetta, rincorrere tre delinquenti in fuga per cercare di sterminarli a dispetto del porto d’arma scaduto e una pistola indebitamente impugnata a spasso, sparargli senza che questi minaccino e purtroppo ucciderne solo due.
L'articolo ROGGERO SANTO SUBITO! proviene da GIANO

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Insetti nella pasta. Il Salvagente non ha diffamato il Pastificio Garofalo
@giornalismo
ossigeno.info/insetti-nella-pa…
18 lug 2026 - L'azienda campana voleva 250mila euro di risarcimento. Invece dovrà pagare le spese processuale del giornale dei consumatori
L'articolo Insetti nella pasta. Il Salvagente non ha diffamato il Pastificio Garofalo proviene da Ossigeno per l'informazione.
#Ossigeno
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Allora ricapitoliamo: quando l'acqua tocca il culo, si impara a nuotare. WriteFreely rilascia la sua versione '17 dopo anni, perché una vulnerabilità grossa ha invaso mezzo mondo.

Per la serie chiudiamo la stalla quando le mucche sono già in strada.
Ma par quasi che i lo fa aposta!

@macfranc @writefreely

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Gli "studenti ombra" di Nairobi


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The spam campaign attacking Writefreely instances is out of control. Can you contact the admins you know?

@fediverse

Yesterday I received this message from my friend @elettrona:

Are you the one running the "writefreely blogs" bot, aka writefreely@poliverso.org? Because there are tons of English accounts full of links that post nonstop.


And indeed, that account republishing posts from some Italian instances had a staggering amount of spam.

This is due to a very serious vulnerability that hasn't yet been patched by the developers, but which has (obviously) started to be exploited on a large scale.

I've notified all the Italian administrators of @writefreely instances, but I'm having some difficulty contacting the foreign ones.

These are the ones with the most users:

write.otter.homes/read
infosec.press/read
blog.liberta.vip/read
write.tedomum.net/read
val-vgms.gay/read
bolha.blog/read

But there are many others.

Is there anyone among you who can try this or at least spread the word?

Note: As I mentioned, the vulnerability has been known for a long time and is currently being exploited on a large scale.


github.com/writefreely/writefr…

in reply to macfranc

Fix is out now! Getting other architectures built soon.

writing.exchange/@writefreely/…

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L'estetista descritta in questo articolo mi fa anche una certa pena. Si è messa in un meccanismo che l'ha succhiata.Da estetista a fabbrica di paura: un case study butac.it/case-study-estetista/

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Ciao livelloidi, se avete fatto un giro sul nostro blog condiviso nelle ultime ore avrete notato che qualcosa non andava. Stiamo subendo un attacco da spambot che sfruttano una vulnerabilità nel sistema di registrazione. Abbiamo momentaneamente spento il servizio in attesa di capire che soluzione adottare.
in reply to Carlo Gubitosa

@gubi le iscrizioni sono già su invito. La vulnerabilità bypassa sia gli iviti che il settaggio iscrizioni chiuse. Se la vostra istanza non è stata aggiornata nelle ultime due settimane potreste essere esposti a che voi: github.com/writefreely/writefr…
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Dalla serie A alla FIFA la Corte di giustizia dell’UE contro il sistema il calcio: “Risponda a giudici ordinari”
@news
eunews.it/2026/07/16/dalla-ser…
I giudici di Lussemburgo emettono due sentenze che accendono i riflettori sull'eccesso di indipendenza del mondo del football, indicando i correttivi e come orientarsi nelle dispute di natura sportiva
Franc Mac ha ricondiviso questo.

Io sono anche d'accordo sul fatto che le grandi piattaforme di social media (non network) abbiano al loro interno una quantità enorme di contenuti dannosi. Il problema è che i primi a proteggere i minori, non dovrebbero essere i gestori di queste piattaforme ma chi, questi minori, li ha messi al mondo, adottati, se ne prende cura, ecc.
L'educazione digitale dovrebbe partire da casa e da scuola.
TikTok non protegge i minori: indagine nel Regno Unito punto-informatico.it/tiktok-no…
in reply to Elena Brescacin

proprio oggi ho letto questo articolo interessante sul Guardian. Fa notare che per rendere le piattaforme più sicure per minori (e non solo), la cosa più “sensata” sarebbe bandire non ragazzini e ragazzine, ma i maschi adulti, che sono statisticamente responsabili della maggior parte degli adescamenti, pedopornografia, revenge porn, e disinformazione. theguardian.com/society/2026/j…
Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
in reply to Elena Brescacin

i contenuti sono una parte del problema.

c'è un prodotto/servizio studiato per creare dipendenza (è dimostrato, ci sono documenti interni dei vari meta & co che lo confermano) ma lo spacciatore viene accusato di tagliare male le dosi e le conseguenze sui minori non sono colpa sua.

posizione originale.

i genitori *devono* vigilare, ma questa manleva illimitata a favore dei social ha veramente rotto i cabasisi: sono spacciatori e dovrebbero renderne conto.

in reply to Elena Brescacin

l'istruzione si può anche fare, ma se chi eroga un servizo progettato per creare dipendenza non ha regole e non ha conseguenze, non ne si esce.

si regolano la cannabis, il fumo, la droga, l'alcool, ma mezzi digitali che hanno effetti peggiori, quelli no, sono i genitori che devono istruire i figli a starne lontani. o i fragili a non farsi irretire.

bello, così: a loro i soldi, a noi le conseguenze.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
in reply to pgo

@pgo condivido il tuo pensiero @pgo , tuttavia, da genitore molto attento a questi temi, posso testimoniare che il ruolo dei genitori è sopravvalutato: un genitore riesce ad insegnare qualcosa fino alla fine dell'infanzia (più o meno), dopo la capacità di contenere ed indirizzare i figli adolescenti si riduce drasticamente. Qualcosina forse può farla ancora la scuola, per il resto il massimo che si possa fare, è solo vigilare e sperare che i nostri figli abbiano amicizie appropriate
@pgo
in reply to Alex/@K

@alex_kappa2 @pgo Il problema è capire chi siano, le cattive compagnie. Perché per un genitore osservante religioso, qualunque religione sia, potrebbe essere problematico se i figli (e soprattutto le figlie) abbiano contatti fisici o digitali con persone di religione diversa o di nessuna religione. Per un vannacciano potrebbe essere problematica l'esposizione a contenuti progressisti (e viceversa) uno potrebbe dire -giustamente- che i vari circuiti dei "baby influencer" o adolescenti onlyfans, siano una gestione malsana del denaro; però mettersi il figlio minorenne a lavorare a nero nella propria bellissima azienda agricola super biologica per ottimizzare i costi, magari quello è uno sfruttamento che va bene...
in reply to Alex/@K

@alex_kappa2 e con l'ascendente sulla prole che si riduce, la responsabilità di chi realizza prodotti con lo scopo di creare dipendenza dovrebbe essere centrale, nella ricerca di una soluzione, invece sono i genitori che non genitorano, la scuola che non scuolizza, la società tutta che non societizza abbastanza.

sarò fuori dal mondo, ma se distribuisci un bene/servizio pensato per dare assuefazione sei un pusher e devi rispondere delle conseguenze che provochi.

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L'ultimo episodio della rubrica "Il Fediverso oltre Mastodon": Forum, lettura e musica sul Fediverso


questo post viene pubblicato sul gruppo @fediverso, un account che ricondivide i post che lo menzionano e che puoi seguire per avere le migliori notizie sul #Fediverso


Lemmy, kbin e PieFed ricostruiscono Reddit come una federazione di comunità. NodeBB e Discourse portano i forum della vecchia scuola sullo stesso protocollo. BookWyrm tiene traccia delle letture senza vendere dati, e Funkwhale e Bandwagon fanno lo stesso per la musica. Formati diversi, un unico protocollo aperto.

Questa è la quarta parte di "Il Fediverso oltre Mastodon", l'ultimo articolo della serie e tratta di forum, comunità di discussione e formati più solitari pensati per la lettura e l'ascolto.

La Parte 1 ha trattato le diverse forme di microblogging. La Parte 2 ha trattato il fediverso visivo. La Parte 3 ha trattato le piattaforme create per le parole.

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Comunicazione di servizio: nelle prossime 24 ore potrebbero esserci dei disservizi sul portale Fedinews

#Fedinews, la pagina con le notizie pubblicate nel #fediverso italiano potrebbe risultare irraggiungibile nelle prossime 24 ore. Ci scusiamo per il disagio

fedinews.it/

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«Ci risiamo: al consiglio dei ministri convocato in un caldissimo, e non solo dal punto di vista meteorologico, pomeriggio di luglio Giorgia Meloni suona il campanello di Palazzo Chigi e vara l’ennesimo inasprimento delle leggi sulla sicurezza.
Generando l’ennesimo allarme gli attuali governanti prendono tre piccioni con un maranza: criminalizzano al tempo stesso i giovani, i poveri, i migranti.
È noto che i ceti dirigenti meloniani sono transitati direttamente dal ghetto delle sezioni missine ai palazzi del potere berlusconiano. È una caratteristica, questa, che emerge anche dalla composizione anagrafica del governo: è l’esecutivo politico più anziano della storia repubblicana. L’odio per i giovani si nasconde dietro le facce consunte delle fasi politiche precedenti, nei volti di quel medesimo blocco di potere che c’era anche a Genova nel 2001 accanto a Gianfranco Fini nella centrale di comando della polizia. Oppure che ha approvato la riforma Gelmini che ha finito di devastare l’università. O, ancora che ha prodotto la legge Bossi-Fini che espone al ricatto e alla clandestinità migliaia di uomini e donne.
L’invenzione del maranza serve a proiettare tutte le odiose campagne contro i "clandestini" ancora oltre. Una volta si puntava il dito contro i senza diritti, uomini e donne ingabbiati da una legge che di fatto non prevede accessi legali, adesso ci si rivolge anche verso quelli che non solo hanno regolare permesso di soggiorno, ma sono a tutti gli effetti italiani.
Questo rancore, violento eppure velleitario, rivela l’egemonia debolissima della destra, la sua pretesa di rappresentare un fantomatico "popolo" , che non è affatto omologato e assimilabile ad alcuna purezza etnica o conformità culturale. Perché il governo più vecchio della storia della Repubblica straparla di gente comune ma è anche quello più barricato nelle gated communities del privilegio. Ma non basteranno cento decreti sicurezza a blindare questa pretesa di immunità».

L'articolo completo, protetto da paywall, si trova qui: ilmanifesto.it/sicurezza-linve…

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Biennale di Venezia, hanno tutti torto. Di Daniele Luttazzi


La vicepresidente della Commissione europea vuole sospendere i fondi dopo il caso del padiglione russo. Ha torto come i politici che hanno replicato


ilfattoquotidiano.it/2026/07/1…

@news

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TimeR Machine: l’app open source per creare timer a intervalli personalizzati


TimeR Machine è un’applicazione open source per Android che permette di creare sequenze di timer personalizzate per allenamenti, studio, presentazioni e routine quotidiane.
blog.lealternative.net/2026/07…

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Contos #7 – Balla Sardigna, quando la tradizione sarda parla ai giovani

Al festival Sciampitta 2026 di Quartu Sant’Elena, un gruppo di giovani musicisti ha dimostrato che il folk sardo può ancora emozionare — e conquistare nuove generazioni. C’è un momento, durante ogni edizione di Sciampitta, in cui il palco di piazza Mercato smette di essere solo un palco e diventa una macchina sucontu.wordpress.com/2026/07/…

#7
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Terrorismo in Europa. Il rapporto di EUROPOL


Il rapporto sulla situazione e sulle tendenze del terrorismo nell’Unione europea (EU TE-SAT) è una panoramica situazionale che presenta i dati chiave e gli sviluppi nel panorama del terrorismo nell’UE. Questa pubblicazione annuale esplora i diversi tipi di terrorismo nell’UE, le principali tendenze e i dati statistici su attacchi terroristici, arresti, condanne e sanzioni negli Stati membri. La Pubblicazione è reperibile qui europol.europa.eu/publication-…

Il rapporto offre una visione complessiva della situazione del terrorismo nell'Unione Europea relativa all'anno 2025.

Attacchi

Nel 2025 sono stati segnalati 45 attacchi terroristici (di cui 22 portati a termine, 20 sventati e 3 falliti) da 10 Stati membri dell'UE. Gli attacchi completati hanno causato 6 vittime mortali. Arresti: Sono state arrestate 486 persone per reati legati al terrorismo in 21 Stati membri (in aumento rispetto ai 449 del 2024 e ai 426 del 2023). Condanne e proscioglimenti: I procedimenti giudiziari conclusi si sono tradotti in 406 condanne e 99 assoluzioni.

Principali Tendenze e Sviluppi. Terrorismo Jihadista (Minaccia principale)

Continua a rappresentare la minaccia prevalente: 24 attacchi (9 completati, 15 sventati) e 347 arresti (la maggior parte in Spagna e Francia). La maggior parte degli attacchi è stata compiuta da attori isolati (lone actors) che utilizzano metodi a bassa complessità (armi da taglio o veicoli). Si registra un numero elevato di giovani e minorenni radicalizzati online. Diversità Ideologica e Confini Sfumati: Oltre alle ideologie tradizionali, emergono sfumature fluide: Ideologie destabilizzanti / Anti-istituzionali: Movimenti spinti da disinformazione e teorie del complotto contro le élite politiche. Estremismo violentemente nichilista: Comunità digitali decentralizzate (come la rete "The Com") guidate da una violenza fine a se stessa o dal desiderio di provocare il caos, senza un'ideologia politica chiara. Frammentazione: Diversi autori integrano elementi eterogenei (es. "White Jihad", ovvero contaminazioni tra ideologia suprematista/di destra e propaganda jihadista).

Terrorismo di Destra e Violent Extremism

Registrati 5 attacchi (1 completato e 4 sventati) e 43 arresti. Si osserva la presenza sia di attori isolati fortemente presenti in ecosistemi online, sia di reti transnazionali strutturate (es. The Base, Active Clubs).

Terrorismo di Sinistra e Anarchico

Registrati 12 attacchi (11 completati in Italia e Grecia, 1 fallito in Italia) e 13 arresti. I bersagli sono stati prevalentemente strutture, veicoli, aziende private o istituzioni (spesso con attacchi incendiari o esplosivi), senza vittime umane. Diversi attacchi sono stati motivati da sentimenti anti-israeliani, anti-militaristi o anti-capitalisti.

Terrorismo Etno-Nazionalista e Separatista

Nessun attacco verificato nel 2025, ma ci sono stati 34 arresti (soprattutto legati al PKK kurdo, ai gruppi repubblicani dissidenti irlandesi e ai separatisti corsi). Il Ruolo dell'Ambiente Online e della Tecnologia:L'ambiente digitale è fondamentale per propaganda, reclutamento, finanziamento e coordinamento. Aumenta l'uso e l'abuso dell'Intelligenza Artificiale (generazione di contenuti, bot, deepfake), la gamification dei contenuti violenti e l'impiego di piattaforme decentralizzate o criptate.

Impatto della Geopolitica

Le tensioni globali (in particolare il conflitto in Medio Oriente e l'attività dell'Asse della Resistenza/Iran) continuano ad alimentare la polarizzazione e la radicalizzazione nell'UE, con una forte ripercussione nell'aumento dell'antisemitismo e delle minacce a comunità specifiche.

Previsioni per il Futuro (Outlook)

Europol prevede che la minaccia rimarrà dinamica. Gli attacchi a bassa complessità condotti da singoli individui rimarranno la modalità più diffusa. Tuttavia, la crescente familiarità dei giovani radicalizzati con le tecnologie, la diffusione di manuali online, il potenziale ritorno di foreign fighters o la scarcerazione di individui condannati per terrorismo mantengono elevato il rischio di azioni più sofisticate o complesse.

#Europol #terrorismo #analisi #EUTESAT

@news

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Il negoziatore infedele: come un consulente anti-ransomware ha tradito i suoi clienti per BlackCat


Angelo Martino, ex negoziatore ransomware per una società USA di incident response, è stato condannato a 70 mesi di carcere per aver passato informazioni riservate sulle trattative dei clienti alla gang BlackCat/ALPHV e per aver poi distribuito ransomware contro nuove vittime. Un caso di insider threat che mette in discussione la fiducia nell'intero settore della negoziazione ransomware.
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Lo pagavano per salvare le vittime dai ransomware. Invece vendeva le loro strategie di trattativa proprio a chi le stava estorcendo. Il 9 luglio 2026 un tribunale federale della Florida ha condannato Angelo Martino, ex negoziatore per una società di incident response statunitense, a 70 mesi di carcere per aver collaborato dall’interno con la gang BlackCat/ALPHV, passando ai criminali informazioni riservate sulle trattative dei propri clienti e, in un secondo momento, aiutando a distribuire ransomware contro altre vittime. È uno dei casi di insider threat più clamorosi mai emersi nel settore della risposta agli incidenti, e riscrive le regole su chi va fidato quando un’azienda è sotto estorsione.

Il ruolo del negoziatore, capovolto


Nel settore della cyber incident response, il negoziatore è la figura che si siede — metaforicamente — al tavolo con la gang ransomware per conto della vittima: valuta la credibilità della minaccia, verifica le prove dell’esfiltrazione, tratta il prezzo del riscatto e gestisce la comunicazione con l’attaccante attraverso chat cifrate o portali onion dedicati. È un ruolo che richiede accesso diretto alle informazioni più sensibili di un’azienda compromessa: quanto è disposta a pagare, quali dati sono stati davvero rubati, quali sono le sue coperture assicurative, quanto è disperata la situazione. Martino, impiegato presso una società statunitense di incident response il cui nome non è stato reso pubblico negli atti giudiziari, aveva esattamente questo tipo di accesso.

Secondo il Dipartimento di Giustizia USA, a partire dall’aprile 2023 Martino ha iniziato a collaborare con gli operatori di BlackCat/ALPHV — all’epoca una delle ransomware-as-a-service più aggressive al mondo, poi disattivata a inizio 2024 dopo un’operazione internazionale di law enforcement e una successiva, sospetta “exit scam” ai danni degli affiliati. In cambio di un compenso, Martino forniva alla gang informazioni riservate sulla posizione negoziale e sulla strategia dei clienti che stava, formalmente, difendendo: quanto erano disposti a pagare, quali argomentazioni avrebbero usato per abbassare il riscatto, quando stavano per cedere. Con queste informazioni in mano, gli attaccanti potevano calibrare la pressione e massimizzare l’incasso finale, in un conflitto d’interessi totale in cui la vittima pagava — letteralmente — anche lo stipendio di chi la stava tradendo.

Da complice a operatore: il salto di qualità criminale


Il caso non si è fermato alla fuga di informazioni. Gli atti giudiziari descrivono un’evoluzione: Martino ha reclutato Kevin Martin, 36 anni del Texas, assunto come suo collega dopo che la cospirazione era già in corso, e si è coordinato con Ryan Goldberg, 41 anni della Georgia, dipendente di un’altra società di incident response con lo stesso accesso privilegiato alle trattative delle vittime. Insieme, tra aprile e novembre 2023, i tre non si sono limitati a passare informazioni: hanno distribuito attivamente ransomware BlackCat contro nuove vittime statunitensi, diventando a tutti gli effetti affiliati della gang che avrebbero dovuto combattere. Una delle estorsioni portate a termine dal gruppo ha fruttato circa 1,2 milioni di dollari in Bitcoin, spartiti tra i cospiratori.

Le forze dell’ordine hanno sequestrato asset per oltre 10 milioni di dollari riconducibili a Martino: criptovalute, veicoli, un food truck e persino un’imbarcazione da pesca di lusso, tutti acquistati con i proventi dello schema. Un dettaglio che, secondo gli investigatori, è stato decisivo per ricostruire il flusso di denaro e collegare i pagamenti in criptovaluta ricevuti dagli affiliati BlackCat all’account personale di Martino.

Timeline del caso


  • Aprile 2023 — Martino inizia a collaborare con gli operatori BlackCat/ALPHV, passando informazioni riservate sulle trattative dei clienti che sta assistendo.
  • Aprile–novembre 2023 — Martino, Martin e Goldberg distribuiscono attivamente ransomware BlackCat contro nuove vittime negli Stati Uniti; una delle estorsioni frutta circa 1,2 milioni di dollari.
  • 2024 — Le indagini federali portano all’incriminazione dei tre; sequestro di asset per oltre 10 milioni di dollari.
  • 9 luglio 2026 — Angelo Martino viene condannato a 70 mesi di carcere federale; Martin e Goldberg hanno già ricevuto condanne separate in procedimenti collegati.


Perché conta per chi lavora nella risposta agli incidenti


Il caso Martino non è un episodio isolato di corruzione: è un campanello d’allarme strutturale per un intero settore che, negli ultimi anni, si è professionalizzato rapidamente ma spesso senza gli stessi controlli di integrità richiesti in altri ambiti a contatto con informazioni finanziarie sensibili, come la consulenza legale o quella assicurativa. Un negoziatore ransomware ha, per definizione, accesso a tutto ciò che serve a un attaccante per massimizzare il danno: la soglia di dolore economico della vittima, le sue debolezze legali, la tempistica delle sue decisioni. Se quella figura può essere corrotta — o è già collusa fin dall’inizio, come sembra essere il caso qui — l’intero modello di negoziazione assistita si trasforma in un vettore di attacco interno.

Per le aziende che si affidano a società di incident response e negoziatori esterni, alcune contromisure pratiche emergono direttamente da questo caso:

  • Richiedere che le società di IR dichiarino esplicitamente le proprie policy di vetting interno per il personale che gestisce trattative con gruppi ransomware, incluse verifiche periodiche successive all’assunzione.
  • Separare, dove possibile, chi conduce materialmente la trattativa da chi ha visibilità completa sulla soglia di pagamento autorizzata dal cliente e dalla sua assicurazione cyber.
  • Tracciare e loggare ogni comunicazione tra il negoziatore e l’attaccante, con controlli indipendenti (legale esterno, assicuratore) che rivedano a campione le trascrizioni delle chat di negoziazione.
  • Trattare l’accesso alle informazioni di negoziazione — cifre, scadenze, coperture assicurative — con lo stesso livello di compartimentazione riservato ai segreti industriali, non come normale corrispondenza operativa.

Il collasso di BlackCat/ALPHV a inizio 2024, con il probabile exit scam ai danni dei propri affiliati, ha già dimostrato quanto fosse marcio l’ecosistema attorno a quella particolare gang. Il caso Martino aggiunge un tassello inquietante: la marcescenza non riguardava solo il lato criminale dell’equazione, ma si era infiltrata anche in chi, sulla carta, doveva difendere le vittime.

Fonti: comunicato del Dipartimento di Giustizia USA (justice.gov/opa), TechCrunch, The Hacker News, CyberScoop, DataBreaches.net.

Franc Mac ha ricondiviso questo.

Ho fatto parte di #Assoli (Associazione per il Software Libero) per anni, si parla di un tempo in cui la dominanza di applicazioni proprietarie inibiva ogni speranza di opernsourcismo.

Oggi l'open source è uscito dalla nicchia dei geek e le applicazioni che vengono sviluppate sono privacy focused by design e pensate per un utilizzo proprio AKA senza pagare per tenere i dati sul cloud degli altri.

Self hosting, open source e privacy costituiscono una triade che funziona e che va diffusa.


@AAMfP @pondolo @datak @andre123
Capisco la titubanza nel proseguire a cambiare la mentalità della massa ma io ci sto provando con ufficio zero dove uno degli sponsor é Infomaniak e quando utilizzi ufficio zero puoi creare facilmente una loro casella mail… noi attivisti facciamo passi piccoli ma conta essere sempre costanti. Forza e coraggio che non sei solo 💪😉

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Sono consapevole di aprire una discussione rilanciando queste riflessioni di #laviniaMarchetti
ma ritengo sia utile confrontarsi su questo senza tabù

"PERCHÉ NON VOTO?

Me lo avete chiesto in molti, a dire il vero con poco rispetto per una scelta piuttosto elaborata. Ma comprendo il fatto che fin da piccoli ci insegnano come un mantra che "il voto è un diritto e un dovere", "meglio votare che lasciare il governo in mano ai fascisti", "turiamoci il naso", ecc. ecc. . La ragione non è il menefreghismo, e nemmeno la delusione del momento. È una convinzione antica, che affonda le radici nel pensiero libertario, e riguarda il cuore stesso della faccenda: la delega.

Non votare non significa lavarsene le mani. Errico Malatesta, che di queste cose si intendeva, distingueva con nettezza l’astensione come indifferenza dall’astensione come lotta. La prima è la pigrizia di chi se ne infischia, la seconda è la scelta di chi mette le proprie energie altrove, nel conflitto reale invece che nel suo simulacro. Io appartengo alla seconda schiera. Non voto perché la politica la pratico altrove, in un altro luogo e in un altro modo, tutti i giorni.

Al fondo del mio rifiuto sta una diffidenza verso il principio di rappresentanza. Delegare vuol dire consegnare a un altro la propria porzione di potere, con la "speranza" che la usi nel mio interesse. Il rappresentante, però, appena eletto risponde al partito e ai poteri che lo tengono in piedi, e a me quasi più niente. Così funziona il "sistema".

Si obietta che il problema sono i rappresentanti corrotti, e che basterebbe eleggerne di onesti. Magari fosse così semplice. Perfino gli uomini più integri, una volta dentro il meccanismo, ne vengono assorbiti, perché il meccanismo ha una logica propria che non dipende dalle buone intenzioni. Il potere delegato corrompe la delega ben prima ancora di corrompere la persona. Rousseau, che pure non era un anarchico, lo aveva capito due secoli e mezzo fa:

"Il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del Parlamento; appena questi sono eletti, esso torna schiavo, non è più niente".

EH, MA LA "DEMOCRAZIA"...

Come puoi rifiutare il voto, mi si dice, se il voto è la democrazia? In questa domanda si nasconde un equivoco storico grande come una casa. La democrazia che gli ateniesi inventarono non somigliava affatto alla nostra. Era diretta, i cittadini decidevano di persona nell’assemblea, e affidava quasi tutte le cariche pubbliche al sorteggio, non all’elezione.

La ragione era ovvia, e la formulò Aristotele. Estrarre a sorte è democratico, eleggere è aristocratico, perché, in quel caso, l’elezione serve a scegliere i "migliori", e la scelta dei migliori è il principio dell’aristocrazia, non quello dell’uguaglianza. Nella democrazia vera chiunque può governare ed essere governato a turno, e il sorteggio garantisce esattamente questo. Lo storico David Van Reybrouck, nel suo «Contro le elezioni», ricostruisce come il voto sia nato, con le rivoluzioni del Settecento, per selezionare una nuova élite, e come solo più tardi sia stato ribattezzato democrazia. Chiama fondamentalismo elettorale il dogma per cui votare e decidere sarebbero la stessa cosa.
Van Reybrouck descrive anche la nostra malattia, e la chiama "sindrome da stanchezza democratica", l’entusiasmo per la democrazia che convive con la sfiducia totale verso le sue istituzioni. Quello che chiamiamo democrazia, insomma, è un sistema elettorale e rappresentativo, aristocratico nel congegno e democratico soltanto nel nome. Rifiutare quel congegno non significa rifiutare la democrazia. Significa prenderla sul serio nelle sue declinazioni.

I CAMBIAMENTI NON NASCONO DENTRO IL "SISTEMA"; SEMMAI IL SISTEMA SI ADEGUA ALLA PRESSIONE DEL FUORI

I grandi cambiamenti sociali non sono mai nati dentro i parlamenti. Sono nati fuori, nelle strade e nei luoghi di lavoro, e i parlamenti li hanno ratificati soltanto dopo, quando la forza sociale li aveva già imposti.
La giornata di otto ore non l’ha regalata un deputato, l’hanno strappata gli scioperi, e il suffragio universale l’hanno conquistato le suffragette in galera e gli operai in piazza, non la bontà dei governi. I diritti civili sono arrivati dopo i boicottaggi e le marce, mai prima. Il parlamento, in queste storie, si presenta sempre per ultimo, con il timbro. La leva del cambiamento sta fuori dall’urna, e chi vuole cambiare le cose fa bene a cercarla lì.

Si dice allora che le riforme, in fondo, passano dal parlamento, ed è vero. Passano però come la presa d’atto di un rapporto di forza deciso altrove. Camillo Berneri, che pagò con la vita la sua coerenza a Barcellona, additava lo Stato come la macchina che assorbe le energie del basso e le restituisce svuotate e addomesticate. Al suo posto immaginava una federazione di comunità che si autogovernano, dal basso verso l’alto, senza un vertice che decida per tutti. Non è un’astrazione da conferenza, è il principio che tiene in piedi una cooperativa o una cassa di mutuo soccorso.

FARE POLITICA IN PRIMA PERSONA

Se non delego, è perché la politica la faccio in prima persona, ed è una politica che chiede molto più di una crocetta. È la solidarietà concreta con chi resta indietro, e l’aiuto reciproco che tiene su un quartiere quando lo Stato lo abbandona. Chi vive dentro questa rete di rapporti non sente il bisogno di un rappresentante lontano, perché la sua parte di potere ce l’ha già in mano, e non intende cederla a nessuno.

La crocetta che si mette una volta a legislatura, al confronto, è il gesto più comodo che ci sia. Non costa niente, e in cambio regala una sensazione preziosa, quella di essere a posto con la coscienza. Ho fatto il mio dovere, si pensa, e ci si può voltare dall’altra parte per un lustro intero. Quella coscienza pulita a buon mercato è proprio ciò che non voglio, perché mi sembra il vero modo di lavarsene le mani.

OBIEZIONI CLASSICHE. IL MENO PEGGIO E LE ALTRE PAURE

So già che cosa mi risponderete, perché me lo sento ripetere da anni con le stesse identiche parole. Sono sempre le stesse obiezioni, e nascono tutte dalla stessa radice: la paura travestita da buonsenso.

  • La prima suona così: il sistema adesso è questo, e conviene stare alle regole del gioco che c’è. È la più subdola, perché si limita a constatare. Descrivere una cosa, però, non la rende giusta. Anche la monarchia assoluta era il sistema che c’era, e pareva solida come il cielo sopra la testa, finché una mattina non lo fu più. La schiavitù è stata la normalità per secoli, finché un pugno di persone si è rifiutato di chiamarla "normale". Il sistema è questo non è un argomento, è la prima obbedienza, quella che il potere sogna di sentirsi dire dai governati. La trovo la più pigra fra tutte le rese.
  • La seconda obiezione è la più nobile in apparenza, e la più efficace nel tenerci in riga. Si può dire, in tal senso che le opposizioni nascono per imbrigliare il dissenso. Votiamo il meno peggio, mi dite, o ci ritroveremo i fascisti al governo. La paura la capisco, e non la discuto. La vedo e la denuncio la deriva autoritaria, ma la vedevo anche quando a governare erano i "nostri". Guardiamo come lavora questo ricatto. Il meno peggio ti sa già in pugno, perché sa che temi troppo l’altro per lasciarlo, e un voto che non ha nessun altro posto dove andare è un voto che si incassa senza meritarlo. Così, elezione dopo elezione, il meno peggio scivola verso il peggio con tutto comodo, sicuro che la tua paura gli starà dietro. Questo è il PD. Può fare le peggio aberrazioni, ma tanto gli altri "sono peggio", quindi ci votano comunque.

Il fascismo non entra quasi mai dalla porta principale, in camicia nera e passo dell’oca. Entra perché il meno peggio, una volta al governo, delude e obbedisce, e abbandona sul terreno una massa di persone tradite, pronte a dare ascolto a chiunque prometta di rovesciare il tavolo. Il centro che governa come la destra non è la diga contro l’estrema destra, ne è il vivaio. Se guardo alla storia, il fascismo serio, non l’hanno mai fermato le schede, l’hanno fermato le organizzazioni operaie e la gente che si difendeva insieme. L’antifascismo è un fatto sociale, non una casella da barrare di tanto in tanto.

  • La terza obiezione mi vuole in colpa, chi non vota consegna il governo agli altri. La respingo. Consegnare il potere è precisamente ciò che fa chi vota, e non chi si astiene, è l’elettore a depositare la propria parte di sovranità nelle mani di un altro per un’intera legislatura. Io quella parte me la tengo, e la spendo di persona, giorno per giorno. Il vero delegante è chi mi rimprovera, non io.
  • Restano le due obiezioni più solenni. Mi si ricorda che per il voto è morta della gente, ed è sacrosanto. Quella gente, però, è morta per il diritto di decidere della propria vita, e quel diritto è molto più grande di una scheda da imbucare una volta a legislatura, lo si onora continuando la lotta dal basso, non affidandola a chi la spegne. Mi si avverte poi che senza rappresentanti verrebbe il caos, e osservo che il caos ce l’abbiamo già adesso, con i rappresentanti al loro posto. Le alternative esistono, dal sorteggio degli antichi alle assemblee di cittadini di oggi, alla solidarietà, all'autorganizzazione, e aspettano soltanto che la finiamo di considerare eterno un sistema che porta appena due secoli sulle spalle.

Lavinia Marchetti"

#democraziadelegata #democrazia #voto #nonvoto #votarevslottare

@politica

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Per la slopaganda russa riporto ...

@fediverso

If you find any of those Russian propaganda accounts, those who are posting fake stuff about #Ukrain or anti #Ukrainian disinformation, then report the post or account to @iftas.

#propaganda #slopaganda f.utzer.de/display/f5430ab4-18…


If you find any of those Russian propaganda accounts, those who are posting fake stuff about #Ukrain or anti #Ukrainian disinformation, then report the post or account to @IFTAS.

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Trump ha citato in giudizio un gruppo di giornalisti del New York Times per un’inchiesta sul suo nuovo Air Force One

Il New York Times ha scritto che nei mandati di comparizione si parla di «una presunta violazione della legge penale federale» ma che per il resto contengono pochi dettagli.

ilpost.it/2026/07/11/trump-new…

@giornalismo

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Una procedura spiegata in tre minuti per ridurre il rischio di manipolazione tramite intelligenza artificiale


L'abitudine al pensiero critico può proteggere dipendenti e organizzazioni dagli inganni e dalle manipolazioni resi possibili dall'intelligenza artificiale.

Gli strumenti di intelligenza artificiale hanno reso la cognizione umana una vulnerabilità di sicurezza sempre più rilevante, e la formazione tradizionale non è riuscita a stare al passo. Un nuovo protocollo denominato "Prima di tutto, rifletti; poi verifica sempre" (Think First, Verify Always: TFVA) offre una soluzione semplice: formulare un proprio giudizio prima di consultare l'IA, quindi verificare i risultati critici con fonti indipendenti. Uno studio randomizzato controllato ha rilevato che una micro-lezione TFVA ha migliorato la qualità delle decisioni dei dipendenti del 7,87%, con significativi miglioramenti nel giudizio etico e nella verifica delle informazioni.


@giornalismo

sloanreview.mit.edu/article/a-…

in reply to Julian Del Vecchio

@macfranc Io lo confesso, mi definisco "fediverse ambassador" di stocazzo perché ancora ho abbastanza oscuro il concetto di come funzioni davvero la federazione... Ma se ne riparla da un'altra parte.

Pur essendo contraria all'espulsione impulsiva (gioco di parole fatto apposta) messa in atto perché all'admin in questione gira la luna, se qualcuno si azzardasse a scrivere tipo "vivere senza vista è la disgrazia più grande che possa accadere a un essere umano", a me che son nata senza la vista, sta' tranquillo che nella mia eventuale istanza non metterebbe più piede. Nel mio dominio, almeno. Perché eventualmente da altre istanze può farlo, ma lo bloccherei ogni volta che azzarda. E dubito che qualcuno abbia abbastanza vita davanti, e tempo da perdere, da farsi un'istanza fediverso all'ora, solo per rompere le tole a una persona specifica.

Boh, forse sbaglio, ma dubito che ad esempio vannacciani e LGBT possano pacificamente convivere. Destra e sinistra sì, winari e linuxari sì (di fatto sono una winara e applara forzata anch'io). Ma gli estremismi che vogliono pestare sotto i piedi quegli altri, no.

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Il Fediverso permette di conoscere gente davvero in gamba. Ho conosciuto questa persona da pochi giorni, ma già la stimo tantissimo.

social.umoja.it/@juliandv/1169…

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Che cosa fare e che cosa non fare contro #Chatcontrol - in italiano e senza tracciamenti.

stopchatcontrol.it/

Aggiungo un paio di suggerimenti:

  1. Librewolf, già nativamente de-googlizzato, invece di Firefox: itsfoss.com/librewolf-vs-firef…
  2. se la vostra organizzazione vi obbliga a usare posta di sorveglianza, adottate come client Thunderbird - software libero - e imparate a cifrare la posta: mail.avvocloud.net/blog/tecnol…

Sappiamo bene che già i metadati bastano per ucciderci, ma non è un buon motivo per regalare anche i dati.

in reply to enzotib

Che dire?

Forse conviene evitare di stare nello stesso gruppo Whatsapp con loro
972mag.com/lavender-ai-israeli…

Da noi paiono funzionare la strategia del dissenso attivo: "Io non uso Whatsapp. Se volete comunicare con me, venite su..." e quella del richiamo alla coerenza: "Indignarsi per le stragi a Gaza e usare Whatsapp è come andare a una manifestazione per la pace su un carro armato." Però, perché un simile argomento sia efficace occorre, preliminarmente, essere capaci di indignarsi.

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Giacomo Tesio reshared this.

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È online il progetto italiano di protesta civica digitale stopchatcontrol.it - documentazione ufficiale e percezione del pericolo per informare, informarsi come cittadino e votare consapevolmente quando servirà.

Seguiamo tutte le tappe perché l’attività non è terminata con queste proroga “ordinaria” c’è ancora tanto da combattere e la partita è ancora lunga anche per il ChatControl2.0.

Nella sezione Partecipa, ho messo a disposizione anche un forum per eventuali discussioni


Oggi al parlamento europeo si è votato!

⛔️ 314 hanno votato contro #ChatControl
✅ 276 hanno votato a favore

Sembra semplice, ma ha vinto comunque il voto della minoranza.

Attenzione alle chat che utilizzate!

#StopChatControl

dariofadda.it/blog/post.php?sl…


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Ricordiamoci chi sono e facciamo in modo di non eleggerli mai più.

#politica @politica

poliversity.it/@nuke/116890207…


Il dettaglio italiano della votazione odierna sulla Proposta di rifiuto di Chat Control.

Dovremo ricordarci sempre di tutte le persone che ci rappresentano a favore di questa porcheria (quindi contrarie al rifiuto)

dariofadda.it/chat-control/202…

#stopchatcontrol


in reply to Jhyrachy

@jhyrachy Dobbiamo fare quello che possiamo con gli strumenti che abbiamo. La nostra Costituzione è un gioiello, altrettanto lo è la nostra partecipazione. Ci sarà sempre almeno una lista che non contenga nessuna di quelle persone.
Non lasciamoci convincere da chi, per poter fare i propri comodi, cerca di farci credere che sia inutile.

@politica

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Gravissimo: per colpire le fake news di Russia Today, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea vieta a tutti i cittadini di diffondere i contenuti dal proprio blog

@Politica interna, europea e internazionale

Una recentissima e importante sentenza emessa dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (causa C-67/25), pubblicata proprio nei primi giorni di luglio 2026 affronta l'applicazione e l'estensione delle sanzioni europee contro i media statali russi nel contesto del conflitto in Ucraina, in particolare la rete Russia Today (RT).

Il caso d'origine


- Il procedimento nasce da una vicenda avvenuta in Germania, dove tre individui erano stati accusati penalmente per aver caricato e diffuso ripetutamente e gratuitamente video provenienti dal canale sanzionato RT Germany su un sito internet ad accesso libero, finanziato solo da donazioni.

Il fulcro legale (chi sono gli "operatori"?)


- I difensori sostenevano che il divieto europeo di diffusione si applicasse solo ai grandi operatori commerciali o televisivi, e non a privati cittadini senza scopo di lucro. Il giudice tedesco ha quindi chiesto il parere vincolante della Corte UE.

La decisione della Corte di Giustizia


- La Corte ha stabilito che il divieto è totale e si applica a chiunque. Il termine "operatore" comprende qualsiasi persona (fisica o giuridica) che metta a disposizione i contenuti vietati, indipendentemente dal fatto che lo faccia gratis, a pagamento, per hobby o in modo amatoriale.

La motivazione strategica


- La Corte ha praticamente blindato le sanzioni per evitare "scappatoie". Se si fosse consentito ai singoli siti gratuiti di ridistribuire la propaganda russa, l'efficacia delle sanzioni dell'Unione Europea volte a tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale sarebbe stata completamente vanificata.

Le ricadute sugli utenti dei social


- Estendendo la definizione di "operatore" a chiunque metta a disposizione i contenuti sanzionati, la Corte ha di fatto cancellato la distinzione tra grandi media e utenti privati.

Responsabilità penale o amministrativa individuale


- Fino ad oggi, molti utenti pensavano che il divieto di trasmettere i canali di Stato russi (come Russia Today o Sputnik) riguardasse solo le compagnie televisive, i provider Internet (ISP) o le grandi piattaforme. Con questa sentenza, se un privato cittadino scarica un video di RT e lo ricarica sul proprio profilo Facebook, su X, su un canale Telegram o su un blog amatoriale, commette un illecito. A seconda delle leggi del proprio Stato membro (come il caso della Germania che ha dato origine alla sentenza), l'utente rischia procedimenti penali o pesanti sanzioni amministrative.

Fine dell'esimente del "No-Profit" o del "Piccolo Canale"


- La Corte ha esplicitamente chiarito non sono fattori esimenti né l'assenza di lucro (non importa se il video viene condiviso gratuitamente, per hobby o senza monetizzazione), né la portata della diffusione (si è perseguibili anche se il video viene visto da poche decine di persone e non si è un "influencer") né la durata) anche una condivisione temporanea o di breve durata rientra nella violazione)

La fine della libertà di espressione


- La libertà di condivisione sui social incontra un limite legale rigidissimo. Per l'utente comune diventa tassativo evitare tassativamente di ripubblicare, caricare o redistribuire materiali video, audio o articoli provenienti direttamente dalle emittenti governative russe colpite dalle sanzioni UE

curia.europa.eu/site/upload/do…

in reply to The Pirate Post

Beh, il concetto è lo stesso di quello riguardante la diffusione di materiale protetto da copyright. Che esso sia diffuso mediante una grande piattaforma web oppure un forum di un gruppetto di amici, comunque accessibile, non fa differenza. L'unica scappatoia potrebbe essere quella di contestualizzare il contenuto (ad es. mostrandolo come esempio di propaganda filorussa) come potrebbe fare una testata giornalistica, coi limiti del caso (es. riproduzione parziale).
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#Chatcontrol: l'epifania dell'Unione europea.
Epifania significa "manifestazione" - in questo caso non della natura divina di Gesù ma della natura profana, e autoritaria, della suddetta unione.

Però qui sotto si può vedere anche la fotografia della Befana che a Mark Zuckerberg porta doni e a tutti gli altri porta via diritti costituzionalmente protetti.


Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova
informapirata.it/2026/07/10/ec…


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IL FENTANYL GIÀ DIMENTICATO E LA SICUREZZA OSPEDALIERA

@news
Niente paura. Non se ne parla già più. Come se nulla fosse successo.
L'articolo IL FENTANYL GIÀ DIMENTICATO E LA SICUREZZA OSPEDALIERA proviene da GIANO NEWS.

#EDITORIALI

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#chatcontrol Sembra che si sia fatto l'impossibile per permettere a grandi aziende statunitensi di continuare a scansionare i messaggi privati sulle loro piattaforme. pirati.io/2026/07/il-parlament…
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Focus: Cosa cambia con il ritorno di Chat Control 1.0 e cosa rimane invariato?


Cosa sta tornando:

  • le aziende tecnologiche statunitensi sono di nuovo autorizzate a scansionare i messaggi privati senza mandato o sospetto preventivo. Ciò riguarda i messaggi diretti su piattaforme come Instagram, Discord, Snapchat, Skype e Xbox, nonché le email tramite Gmail di Google e iCloud di Apple.

Ciò che rimane invariato:

  • i post pubblici sui social media e i file ospitati su servizi di cloud storage potevano già essere scansionati anche prima di questa legge.
  • Inoltre, i messaggi privati possono sempre essere segnalati dagli utenti o monitorati dalle autorità tramite intercettazioni mirate, autorizzate dal tribunale.

Cosa NON viene ancora scansionato:

  • le chat crittografate end-to-end, come quelle di WhatsApp, sono sempre state esentate da queste scansioni.
  • Inoltre, i fornitori europei di servizi di messaggistica ed e-mail non hanno mai implementato misure di controllo delle chat.

pirati.io/2026/07/il-parlament…

@informatica