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Treating Functions as Vectors in Hilbert Space


Perhaps the most beautiful aspect of mathematics is that it applies to literally everything, even things that do not exist in this Universe. In addition to this there are a number of alternative ways to represent reality, with Fourier space and its related transforms being one of the most well-known examples. An alternative to Euclidian vector space is called Hilbert space, as a real or complex inner product space, which is used in e.g. mathematical proofs. In relation to this, [Eli Bendersky] came up with the idea of treating programming language functions as vectors of a sort, so that linear algebra methods can be applied to them.

Of course, to get really nitpicky, by the time you take a function with its arguments and produce an output, it is no longer a vector, but a scalar of some description. Using real numbers as indices also somewhat defeats the whole point and claim of working in a vector space, never mind Hilbert space.

As with anything that touches upon mathematics there are sure to be many highly divisive views, so we’ll leave it at this and allow our esteemed readers to flex their intellectual muscles on this topic. Do you think that the claims made hold water? Does applying linear algebra to every day functions make sense in this manner, perhaps even hold some kind of benefit?


hackaday.com/2025/12/25/treati…



Redneck Spaceship From Trash


Facebook Marketplace provides you with a free grain silo, so what do you do with it? If you are [saveifforparts], you mix it with other materials and produce a retro-style rocket ship prop. Art project? Sure, we’ll call it that.

We have to admit, we also see rockets in everyday objects, and the silo does look the part. He also had some junk that looked like a nose cone, some tanks, and other assorted trash.

The electronics junk looks familiar, and after a thorough hose-down, he reused some of the front panels to drive a few sound effects. At least until some smoke came out of one of them. Adding a door proved the most challenging part.

The whole thing reminded us of a Captain Proton holodeck adventure. Honestly, if he had kept it horizontal, it would have made a fair Republic serial spaceship for Flash or Buck.

Useful? No. Cool. You bet. We doubt you’d replicate this, but we do hope it might inspire you to create your own whimsical project. Let us know when you do.

We hope he has a ray gun in there. He still has some blank bulkhead space. He may need a few more control panels.

youtube.com/embed/jRk7pVneTfE?…


hackaday.com/2025/12/25/rednec…



sia ben chiaro che quanto da me scritto non ha lo scopo di convincere nessuno. so che sarebbe una pretesa impossibile. in un dialogo e confronto serio ci dovrebbero essere argomentazioni logiche basate sui fatti, e una distinzione seria fra fatti e opinioni. lo scopo di questi testi è solo per assolvere una sorta di percepito dovere morale. perché pure in assenza di scambio di opinioni qualsiasi persona avrebbe comunque il dovere di pubblicare quello che pensa. almeno io lo credo, chiunque. c'è uno scrittore, che si chiama Bach che ha scritto il gabbiano jonathan livinston e pochi e brevi libri, che testimoniano una spiritualità semplice e alla portata di tutti. di una purezza mai vista. l'autore dice che non campa su quei libri. ma che ciclicamente è colto da una sorta di impulso al quale non può sottrarsi, che si placa e gli consente di tornare alla sua vita solo dopo la pubblicazione. ecco io sono più fortunata e almeno non sono costretta a cercare un editore e pubblicare niente. nella vita meno aspettative si hanno e meglio è. si può essere fortunati o sfortunati, più o meno realizzati, ma una certa: la vita non dà niente a nessuno. ricchi e poveri. intelligenti e scemi. mai. neppure quando sembra il contrario. è più una sorta di condanna. una serie infinita di ostacoli che comunque non portano a niente. neppure alla crescita persona a giudicare dalla visione parziale (ma l'unica che ho) che ho delle persone che vedo nel mondo. sicuramente ho delle aspettative eccessive, perché vorrei di solito capire quale pensiero porta a partire dalla realtà, che dovrebbe essere un valore acquisito comune, e arrivare a duna precisa conclusione logica. ma sinceramente è utopia. l'argomento è già stato dibattuto e sviscerato e veramente odio essere ripetitiva. e comunque sono mortalmente stanca. questo non prelude a niente. indica solo grande delusione. si può essere di ogni idea, ma se si butta li quello che si pensa senza saper esprimere un qualche pensiero, un percorso logico, una ragione di vita, beh alla fine non si è detto niente. il vuoto. mi ricorda il vuoto della storia infinita. solo che il vuoto non è solo la mancanza di fantasia. fosse solo quella a mancare. il mondo e la sua ricerca di slogan e parole sempre più corte, come di video corti, senza approfondimento, e semplici va verso una semplificazione del pensiero che di certo non poterà nessun arricchimento all'umanità come non un maggiore livello di empatia o di consapevolezza globale. alla fine il mondo si riduce ai tassisti italiani che urlano "uber merda".... così... senza visione e senza una prospettiva per tutti. puro corporativismo di parte. una categoria che poi neppure paga le tasse oltretutto.



Il Professionista della Sicurezza Informatica sotto la Lente del Codice Penale


L’inarrestabile metamorfosi delle tecnologie dell’informazione ha trasformato radicalmente i paradigmi di protezione dei beni giuridici. In un’epoca dove la robustezza delle infrastrutture critiche è diventata sinonimo di sicurezza nazionale, chi opera nella cybersecurity non è più un semplice tecnico ma un attore centrale investito di responsabilità che travalicano il perimetro dei bit per approdare nelle aule di giustizia. Come avvocato che da anni seziona i reati informatici in tribunale e come docente che cerca di trasmettere la dogmatica di questa materia, avverto l’urgenza di fare chiarezza su un punto fondamentale: oggi l’operatore IT non è solo il difensore del sistema ma può diventarne, per azione o per una fatale omissione, il responsabile legale davanti allo Stato.

La mappatura dei ruoli e l’identificazione della posizione di garanzia


L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha adottato lo European Cybersecurity Skills Framework per classificare le figure professionali e questa non è una mera operazione burocratica. In sede giudiziaria, questa catalogazione funge da parametro per identificare quella che noi giuristi chiamiamo posizione di garanzia. Ogni ruolo porta con sé una specifica esposizione al rischio penale. Se pensiamo al CISO, ci troviamo di fronte al vertice della gestione della sicurezza. Ai sensi dell’articolo 40 del Codice Penale, non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di evitare equivale a cagionarlo. Se un responsabile omette di segnalare vulnerabilità critiche o non richiede gli investimenti necessari pur consapevole del rischio imminente, potrebbe essere chiamato a rispondere degli effetti dannosi di un attacco come se lo avesse agevolato.

Operatività tecnica e il rischio di condotte attive illecite


Per le figure più operative come i Cybersecurity Architect o i Responder, il rischio è spesso legato alla condotta attiva. L’installazione di programmi di monitoraggio che possono essere interpretati come strumenti di intercettazione abusiva o la configurazione di backdoor non autorizzate integra fattispecie di reato se non supportata da una delega formale. Durante la gestione di un incidente, manovre di emergenza eccessivamente intrusive potrebbero causare il danneggiamento di dati o la violazione della segretezza delle comunicazioni. Ancora più delicata è la posizione del Digital Forensics Investigator. Un errore nella catena di custodia o l’alterazione di un supporto informatico può non solo invalidare un processo ma esporre il professionista ad accuse di falso o inquinamento probatorio.

Il sottile confine del penetration testing e il valore del consenso


L’articolo 615-ter c.p. rimane il pilastro della tutela del domicilio informatico e la sua interpretazione è più insidiosa di quanto sembri. La giurisprudenza della Cassazione ha chiarito che l’accesso è abusivo ogni volta che un soggetto pur dotato di credenziali legittime si trattiene nel sistema violando le disposizioni del titolare o agendo per scopi ontologicamente estranei alle finalità per cui il potere gli è stato conferito. Un amministratore di sistema che accede ai log di un collega per curiosità personale commette un reato anche se possiede tecnicamente le chiavi per farlo. In questi casi l’abuso della qualità di operatore costituisce un’aggravante che trasforma la procedibilità da querela a d’ufficio, rendendo l’azione penale inevitabile.

Il penetration tester si trova in una posizione paradossale: la sua attività materiale è formalmente identica a un attacco criminale. L’unica scriminante che separa la sua condotta dal reato è il consenso dell’avente diritto previsto dall’articolo 50 del Codice Penale. Tuttavia questo consenso deve essere preventivo, informato e soprattutto specifico. Un tester che durante un’attività autorizzata decide autonomamente di estendere il raggio d’azione a una rete interna non inclusa nel contratto commette il reato di accesso abusivo.

Affinché un professionista sia ritenuto penalmente responsabile per un data breach o un attacco ransomware, invece, la pubblica accusa deve dimostrare la sussistenza di un nesso di causalità ipotetica. Si deve cioè provare che se la misura di sicurezza omessa (come l’applicazione di una patch critica già disponibile) fosse stata adottata, l’evento con elevata probabilità non si sarebbe verificato. La colpa professionale si manifesta nell’ignorare i risultati di test di vulnerabilità o nella scelta di fornitori palesemente inadeguati per ragioni di risparmio. La Direttiva NIS 2 ha accentuato questo profilo eliminando lo scudo della sola responsabilità societaria e introducendo la responsabilità personale degli organi di gestione per l’inottemperanza agli obblighi di sicurezza.

La rivoluzione della Legge 90 del 2024 e le nuove sfide dell’IA


Il recente intervento legislativo ha inasprito le pene per l’accesso abusivo fino a dieci anni di reclusione se l’azione causa il danneggiamento del sistema o se colpisce infrastrutture di interesse pubblico. È stata inoltre introdotta un’aggravante specifica per l’estorsione commessa mediante reati informatici, un punto che tocca da vicino i CISO coinvolti nella gestione di trattative ransomware. A questo si aggiungono le nuove frontiere dell’intelligenza artificiale con il reato di diffusione illecita di contenuti generati tramite IA per trarre in inganno o causare danno. Per chi si occupa di sicurezza, l’uso di tecniche generative AI per simulazioni di social engineering deve essere ora più che mai autorizzato nei minimi dettagli per non incorrere nelle nuove sanzioni.

La complessità di questo quadro impone al professionista moderno l’adozione di rigorose strategie di compliance. È fondamentale verbalizzare ogni richiesta di budget o di intervento tecnico negata dalla direzione per poter dimostrare in sede penale la propria mancanza di colpa. Per i consulenti, la chiave della sicurezza legale risiede nelle Rules of Engagement. Il contratto deve definire in modo puntuale indirizzi IP target, finestre temporali e tecniche escluse. La sicurezza informatica non è più una disciplina esclusivamente tecnica e la tolleranza verso la zona grigia della gestione IT si è azzerata. Solo agendo nel perimetro della legge l’esperto di cybersecurity può dirsi realmente al sicuro dai rischi intrinseci alla sua professione.

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Il lato oscuro del sandboxing Windows: vulnerabilità nel Brokering File System


Microsoft ha introdotto circa due anni fa Win32 App Isolation, un meccanismo pensato per rafforzare l’isolamento delle applicazioni sui sistemi Windows client. In parallelo è stato rilasciato il Brokering File System (BFS), un driver incaricato di mediare l’accesso a file system, pipe e registro da parte delle applicazioni eseguite in ambienti isolati, rendendolo una componente potenzialmente interessante dal punto di vista della sicurezza.

In questo contesto si colloca il CVE-2025-29970, una vulnerabilità di tipo use-after-free individuata nel driver bfs.sys, inizialmente scoperta da HT3Labs. L’analisi tecnica è stata condotta sulla versione 26100.4061 del driver e riguarda un errore nella gestione della memoria associata alle strutture interne di BFS.

BFS nasce insieme ad AppContainer e successivamente ad AppSilo, con l’obiettivo di controllare le operazioni di I/O provenienti da contesti isolati. Per farlo utilizza una serie di strutture dati che consentono di applicare policy di accesso basate su utente, applicazione e percorso, garantendo al contempo buone prestazioni.

Al centro di questo meccanismo c’è la PolicyTable, che memorizza le singole PolicyEntry in una tabella hash. Ogni PolicyEntry rappresenta una regola di accesso e include informazioni come il SID dell’utente, il SID dell’AppContainer e un riferimento a uno StorageObject, oltre a un contatore di riferimenti utilizzato per la gestione del ciclo di vita.

Lo StorageObject contiene i dettagli sui percorsi regolati dalla policy e utilizza più strutture interne, tra cui una DirectoryBlockList, una lista concatenata che rappresenta file e sottodirectory associati alla policy. Questa lista viene allocata quando viene aperta una directory radice e popolata con una o più voci nel corso del tempo.

La vulnerabilità CVE-2025-29970 emerge durante la fase di rimozione di una policy, in particolare nella funzione BfsCloseStorage. Durante la deallocazione della DirectoryBlockList, l’inizio della lista viene liberata all’interno del ciclo che scorre gli elementi, causando una dereferenziazione di memoria già liberata nel caso in cui la lista contenga più di una voce.

Microsoft ha corretto il problema separando la logica di deallocazione. Con l’introduzione della funzione BfsCloseRootDirectory, tutti gli elementi della lista concatenata vengono liberati prima della deallocazione della sua testa, eliminando così la condizione di use-after-free alla radice.

Dal punto di vista dello sfruttamento, la vulnerabilità offre margini limitati: il puntatore coinvolto non consente letture o scritture arbitrarie e la finestra temporale tra la liberazione della memoria e il suo riutilizzo è estremamente ridotta. Nonostante ciò, il caso conferma come driver legati al sandboxing restino una superficie d’attacco rilevante, soprattutto con l’aumento delle funzionalità di isolamento su Windows.

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Ending war is possible


101 years ago, World War 1 British and German soldiers, sitting on their respective sides of no man’s land, stopped shooting at one another. They left their trenches, shared food and some even played soccer against one another. For over a day, soldiers refused to fight and instead shared what they had with those who were their enemies before Christmas Eve.

As Trump kills civilians in the Caribbean and seizes other countries’ tankers in order to increase pressure on the Venezuelan government, we remember that bright moment over a century ago when combatants saw each other as fellow human beings. The alternative to killing one another is to refuse to dehumanize others as our leaders urge us to do and instead build a world founded on peace and freedom from oppression.

youtube.com/embed/B2j7zxow6yc?…

Image Source: World War 1 Christmas Truce – Illustrated London News, Public Domain


masspirates.org/blog/2025/12/2…




FibreSeeker 3: Continuous Carbon Fiber vs Chopped CF


Although you can purchase many types of FDM filaments containing ‘carbon fiber’ these days, they are in no way related to the carbon fiber (CF) composite materials used for rocket hulls and light-weight bicycles. This is because the latter use continuous fibers, often in weaved CF mats, whereas the FDM filaments just use small, chopped, fragments of CF. Obviously this will not result in the same outcome, which makes it interesting that a company called Fibre Seek is now running a KickStarter for a very affordable co-extrusion FDM printer that can add continuous CF to any part. They also sent a few test parts to [Dr. Igor Gaspar] for testing against regular FDM CF prints.

It should be noted here that continuous CF with FDM is not new, as Markforged already does something similar, though at a ‘Contact us for a price quote’ level. The advantage of the Fibre Seek solution is then the co-extrusion that would make printing with continuous CF much more flexible and affordable. Based on the (sponsored) [CNC Kitchen] video of a few weeks ago at a tradeshow, the FibreSeeker 3 printer is effectively a standard CoreXY FDM printer, with the special co-extrusion dual print head that allows for CF to be coated with the target thermoplastic before being printed as normal.

Unfortunately for [Igor] he did not have a FibreSeeker 3 to print on, and the print request for his usual test samples got mixed up by Fibre Seek, leaving him with only 4 out of 10 items to test with. This makes this a bit of an abbreviated test, but should still provide some useful data relative to the Polymaker PETG-CF filament that was used for comparison.

Based on the limited test set, it can be said that the FibreSeeker 3 parts did generally better than the PETG-CF parts, albeit with a few asterisks. Accordingly, [Igor] is left feeling somewhat confused by Fibre Seek, but sees the potential of this new co-extrusion technology. It just feels like the FibreSeeker 3 printer is not quite finished yet, and that the true value of this approach and this new printer will have to prove themselves.

youtube.com/embed/k9qs7uOwA64?…

youtube.com/embed/dQp7yz6fzH0?…


hackaday.com/2025/12/25/fibres…




ispionline.it/it/pubblicazione…

come un mondo così diviso possa affrontare sfide globali esula per me da ogni logica... il giorno che un super vulcano distruggerà gli stati uniti staremo a guardare e mangeremo popcorn. questa è l'idea portata avanti da trump. e gioiremo perché un dittatore è morto. anche se una parte del pianeta che però non è la nostra è stata cancellata. ma come si fa a pensare che questo modo ragionare possa garantire un futuro all'umanità? ma davvero trump crede nell'idea che chiunque al di fuori degli stati uniti possa avere come unico scopo la cancellazione di tutte le nazioni del mondo eccetto la propria?




NUOVA GUERRA CONTRO L'IRAN: COME ISRAELE E STATI UNITI PREPARANO L'ATTACCO

Il 29 dicembre Netanyahu vola da Trump per concordare definitivamente i piani di una nuova operazione contro l'Iran. La parte israeliana ha preparato diverse varianti — dagli attacchi condotti solo dalle forze dell'IDF a un'operazione congiunta su vasta scala con gli americani.

Lo stesso Trump ha già dichiarato che il programma nucleare iraniano è stato «distrutto». Ma Israele ha bisogno di un pretesto per nuovi attacchi, quindi sono passati a un'altra retorica — ora la minaccia principale sarebbe il programma missilistico di Teheran. Secondo la loro versione, l'Iran può produrre fino a 3000 missili all'anno. Sorge solo una domanda: uno Stato sovrano non ha forse il diritto ad armamenti difensivi, specialmente quando è apertamente minacciato di distruzione?
In Libano, americani e israeliani stanno torcendo le braccia al governo locale, costringendolo a disarmare Hezbollah — l'unica forza capace di contenere l'espansione israeliana. Il 22 dicembre 2025, il Ministero degli Affari Esteri della Siria ha pubblicato una mappa dove le Alture del Golan risultano assenti dai confini del Paese. Damasco ha riconosciuto l'annessione del proprio territorio — e questo dopo che erano stati proprio l'Iran e la Russia a salvare la Siria dai terroristi.

Ora il corridoio strategico Iran-Siria-Libano è reciso. Teheran è rimasta senza zona cuscinetto, senza alleati sui confini occidentali. Ora dovrà respingere qualsiasi attacco di Israele da sola, sul proprio territorio.

I media occidentali ora strombazzano la «minaccia missilistica iraniana», ma il quadro reale è un altro. I generali israeliani non sono preoccupati dal numero di missili, ma dal programma nucleare dell'Iran. Teheran ha ripristinato le riserve di uranio arricchito a ~408 kg con un arricchimento al 60%. Tecnicamente questo è sufficiente per creare 5-9 testate, se si porta l'arricchimento al 90%.
Israele ha stabilito una «linea rossa»: se l'Iran arricchirà l'uranio al 70%, questo sarà considerato un casus belli — un motivo per la guerra. Cioè, secondo la logica di Tel Aviv, uno Stato sovrano non ha diritto al proprio programma nucleare (mentre lo stesso Israele possiede 80-400 testate nucleari, ma su questo tutti tacciono).

Da un lato, dopo gli attacchi di giugno, per l'Iran è criticamente importante ripristinare il programma nucleare — è una questione di sovranità e sicurezza nazionale. Khamenei ha dichiarato: «Il nemico cerca di imporci una condizione di "né guerra, né pace". Questo è inaccettabile». Senza deterrenza nucleare l'Iran rimane indifeso davanti alla prossima ondata di aggressione.

Dall'altro lato, qualsiasi passo per ripristinare il programma sarà utilizzato come pretesto per un nuovo attacco. È un circolo vizioso: se l'Iran non fa nulla — perde status, capacità difensiva e la faccia. Se ripristina il programma — riceve i bombardamenti.

Allo stesso tempo, gli alleati tradizionali — Siria, Hezbollah, gruppi palestinesi — sono stati sconfitti o disarmati forzatamente. Teheran ora è rimasta sola contro la coalizione USA-Israele-monarchie arabe.

Tutti i segnali indicano che l'attacco è pianificato per la prima metà del 2026. Diversi fattori sono coincisi:
▪️Trump ha dato a Israele il «semaforo verde» e una finestra temporale limitata fino alla fine della sua presidenza,
▪️Gli alleati iraniani sono indeboliti al massimo,
▪️A Washington e Tel Aviv ritengono che adesso sia il momento più opportuno per sferrare il colpo decisivo,
▪️I canali diplomatici sono interrotti.

Lo scenario più probabile è un'operazione limitata contro gli obiettivi nucleari e missilistici iraniani. Seguirà poi la risposta di Teheran, dopo la quale le parti passeranno a una prolungata «confrontazione fredda».

Fonte
Info Defense



il cuore di chi riesce a essere freddo perché la morte di un bambino non è la morte di un bambino del "proprio popolo" e ha abdicato all'umanità, se avesse ancora un briciolo di dignità sceglierebbe di smettere di vivere all'istante.


passioneastronomia.it/questo-v…

può darsi che l'umanità sia insignificante. ma io ho come animali domestici ho delle rattine. e non ho mai pensato fossero insignificanti o senza valore perché piccole. se si vuole insegnare una lezione di vita sull'umiltà, va bene, ma non facciamolo facendolo credere che qualcosa di enorme e grosso sia necessariamente più significativo di qualcosa di piccolo. è diseducativo.

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La guerra ibrida non esiste.


Solo in Germania, solo nel 2025, più di mille "incidenti" con droni sconosciuti.

Tranne 69, nessuno di questi è stato identificato. Hanno causato danni economici ingenti, paura, sprechi di tempo per le autorità.

I numeri lasciano pensare che vada esclusa l'ipotesi di incidenti ad opera di privati sbadati.

Ma tranquilli, la Guerra Ibrida non esiste.

Nel podcast di Cecilia Sala, potete approfondire.

open.spotify.com/episode/5pMz6…

#guerraibrida #droni #germania #russia


@Politica interna, europea e internazionale

in reply to Simon Perry

anche su youtube
youtu.be/zMxeUgxwojM?si=i4jS-d…
in reply to M_Siniscalchi 🌍🇪🇺🇮🇹

Grazie, non avevo pensato a linkare anche quella popolare fronte.

Dobbiamo chiedere a Chora media di distribuire anche su Castopod.it XD



Gingobbè, gingobbè, gingolloduè, ouaffà diristurrai inuà ossopesleit. HE!


"L’ISTAT, l’ufficio nazionale di statistica, ha calcolato che l’85 per cento dei 2,9 miliardi andrà a beneficio dei due quinti delle famiglie con i redditi più alti".

Ricchi e straricchi si prendono la fetta più grossa della torta.


Come cambiano le tasse sul reddito con la nuova legge di bilancio - Il Post
https://www.ilpost.it/2025/12/25/irpef-legge-di-bilancio-cosa-cambia-tasse-reddito-scaglioni-imposte/?utm_source=flipboard&utm_medium=activitypub

Pubblicato su News @news-ilPost


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[2026-01-01] Laboratorio Aperto @ Matrici Aperte


Laboratorio Aperto

Matrici Aperte - Via Elia Capriolo 41C, Brescia
(giovedì, 1 gennaio 15:00)
Laboratorio Aperto
LABORATORIO APERTO

Tutti i Martedì (14:00-23:00) e i Giovedì (14:00-21:00) Matrici apre il laboratorio per chi ha bisogno di stampare ma anche per chi vuole solo bere un bicchiere in compagnia!
Potete venire a fare serigrafia, incisione calcografica, xilografia e tecniche grafiche sperimentali.
Per l'utilizzo del laboratorio chiediamo un contributo libero a supporto del progetto. Portate carta e matrici da casa, noi mettiamo a disposizione strumenti e spazio per i vostri lavori.
Ci sono due postazioni serigrafiche, due torchi calcografici, sala acidi e piani da inchiostrazione.
Dalle 18.00 (ma anche dalle 14.00 per lx ubriaconx) apre il baretto con vino, birre, pirli e gin tonic di pessima qualità! -c'è pure il pinkanello!-Chi suona strumenti è ben accettx.
Sarà aperto e consultabile anche l'archivio con libri serigrafici, fanzine e distro a supporto di movimenti e collettivi!


lasitua.org/event/laboratorio-…



I am starting to think I will never receive my horny novelty holiday decorations.#AISlop #christmas #etsy


When Will My Pornographic Shrek Christmas Ornament Arrive?


I am starting to think I will never receive my personalized, likely AI-generated horny Shrek Christmas ornaments I purchased from Wear and Decor. I had hoped the indecent and probably unauthorized Shrek ornament depicting the green ogre getting a blowjob would arrive before Christmas and, ideally, before I traveled home for the holidays. I doubt that’s going to happen. I think I’ve been rooked.

The ornament depicts Shrek, his eyes wide and a smile on his ogre lips, as a long haired Fiona descends upon his crotch. “Let’s get Shrekxy and save Santa the trip,” reads a caption above the scene on the online retailer Wear and Decor read. There was space at the bottom where I could personalize the ornament with the name of myself and a loved one, as if to indicate that I was Shrek and that Fiona was my wife.
playlist.megaphone.fm?p=TBIEA2…
When I showed it to my wife weeks ago, after we first put up our Christmas tree, she simply said “No.” “Don’t you think it’s funny?” I said.“You’re supposed to be shopping for a tree topper,” she said.

“It’s only $43.99 for two,” I said. “That’s a bargain.”She stared.

I had been shopping for a tree topper online when I stumbled into the strange world of AI generated pornographic custom ornaments starring popular cartoon characters listed on sites of dubious repute. I do not know what it says about my algorithms that attempting to find a nice, normal, and classy tree topper for Christmas led me to a horrifying world of horny—and seemingly AI generated— knock off novelty Christmas ornaments. I don’t want to reflect on that. I just want to show you what I’ve stumbled upon.

There is a whole underground world of erotic Christmas ornaments starring famous cartoon characters. Some of them are on Etsy, but most are dubious looking sites with names like Homacus and Pop Art. There are themes that repeat. Spanking. Butts. In flagrante delicto bedroom scenes. The promise that the purchaser can personalize these gifts with the name of their loved one and the logo of their favorite football team. I am sure the Baltimore Ravens love that you can buy an ornament depicting a nude Grinch gripping the ass of a female Grinch (notably not that of his canonical wife Martha May Whovier) emblazoned with their logo.
Image via Homacus.
“My butt would be so lonely without you touching it all the time,” reads the inscription above Zootopia’s Nick Wilde with Judy Hopps bent over his knee. You can purchase this same scene with Belle and Beast, Rey and Ben from Star Wars, a pair of Grinches, or Jack Skellington and Sally from Nightmare Before Christmas. In another variant, a male cartoon character is bent over the ass of a presenting female. Shrek is nose deep in Fiona’s ass. “I adore and love every part of you—Especially your butt. Merry Grinchmas,” the caption reads.
Image via Homacus.
The ornaments rarely carry the name of the actual characters they’re depicting. They are “Funny Fairytale Ornament” and “Funny Green Monsters” and “Personalized Funny Lion Couple Christmas Ornament, Custom Name Animal Lovers Decoration, Cute Romantic Holiday Gift.” These titles feel like hold overs from the prompt that was, I assumed, used in an AI image generator to create the ornaments. There are other signs.

Some of the Shrek ornaments refer to the green ogre as Grinches. Shrek often looks correct but Fiona is sometimes Yassified, her ogre features smoothed and made more feminine. In an ornament with Belle draped over Beast’s leg, the smiling prince has seven fingers on his left hand. The lighting in the “photos” of the objects is never quite right.
Image via Homacus.
Time Magazine declared the “Architects of AI” as its Person of the Year in 2025 and there is something about flipping through these listings for cheap and horny ornaments that feels like living in the future. This is the world the architects have built, one where some anonymous person out there in the online ether can quickly generate a lewd cartoon drawing of something from your childhood in an attempt to swindle you for a few bucks while you’re shopping for a Christmas tree topper.

I clicked “purchase” on the $40 Shrek blowjob ornament on November 28. The money was deducted from my account but I have not received confirmation of shipping.




More than two miles under the Greenland Sea, tubeworms, snails, crustaceans, and microbes live on gas hydrate seeps that leak crude oil and methane.#TheAbstract


In the Dark Arctic Deep, Scientists Find a Hidden Oasis of Strange Life


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Scientists have discovered a hotspot of weird marine life more than two miles underwater in the Arctic, making it the deepest known example of an environment called a gas hydrate cold seep, according to a new study in Nature Communications.

Researchers found the thriving ecosystem some 2.2 miles under the Greenland Sea using a remote operated vehicle during the Ocean Census Arctic Deep EXTREME24 expedition in 2024. Gas hydrate seeps are patches of seafloor that releases large amounts of gasses, such as methane; the newly discovered site is more than a mile deeper than any previously documented gas hydrate.

The discovery sheds new light on these influential seeps, which play a role in the climate and carbon cycle and support chemosynthetic ecosystems that feed on seafloor gasses instead of sunlight. Giuliana Panieri, the chief scientist of the expedition and lead author of the new study, recalled yelling out with excitement when the team received the first visuals of the seafloor hotspot, which the researchers named the Freya gas hydrate mounds.

“It was crazy because we saw several of these mounds, which are filled with gas hydrates, and all the organisms living there,” said Panieri, who is a professor at University of Tromsø – The Arctic University of Norway and the director of the Italian National Research Council's Institute of Polar Sciences, in a call with 404 Media.

“What is fascinating when we have this kind of expedition is the organisms that are living down there,” she added. “At a water depth of almost 4,000 meters, you have these dense oases of organisms. I know that there are many new species. I have to admit, it was very exciting.”


Some of the lifeforms found at Freya mounds: Image: UiT / Ocean Census / REV Ocean

Panieri and her colleagues decided to explore this region after previous detections of massive plumes of gassy bubbles rising up from the seafloor. One of these plumes measured two miles in height, making it the tallest plume of this kind ever found in the oceans. While the team expected to find geological activity, it was still a surprise to see this wealth of gas-stuffed mounds, leaking crude oil and methane, as well as the ecosystem of tubeworms, snails, crustaceans, and microbes that are fueled by chemicals from the seep.

In addition to discovering this biological hub at the Freya mounds, the team also explored ecosystems living on hydrothermal vents in the nearby seafloor in the Fram Strait. Hydrothermal vents form at fissures in the seafloor where hot mineral-rich water erupts into the ocean, and they are also known for supporting rich chemosynthetic ecosystems.

The expedition revealed that the organisms living in the hydrate seeps and the vent systems are related, suggesting an ecological connectivity in the Arctic that is absent in other parts of the ocean.

“The Fram Strait of the Arctic is a rare place where deep-sea vents and seeps occur close to each other,” said study co-author Jon Copley, a professor of ocean exploration and science communication at the University of Southampton, in an email to 404 Media.

“The deep Arctic is also a part of the world where there aren't as many deep-sea species overall as other regions, because deep-sea life is still recovering from when a thick ice sheet covered much of the ocean around 20,000 years ago,” he continued. “But hydrothermal vents and cold seeps are an important part of deep-sea biodiversity there today, because life carried on in those chemosynthetic oases beneath that ice-capped ocean.”

Freya gas hydrate mounds with different morphologies. Image: UiT / Ocean Census / REV Ocean

Gas hydrates also store huge volumes of greenhouse gases, like methane, which could potentially be released as ocean temperatures rise, making these environments a bit of a wild card for climate predictions. While the Freya mounds are too deep to be affected by ocean warming, its discovery helps to fill in the map of these oily, gas-rich sites in the ocean.

To that point, these seeps are also potential sites for resource extraction through offshore oil drilling and deep sea mining. A central goal of the Ocean Census Arctic Deep expedition is to explore these remote regions to document their ecological activity and assess their vulnerability to future industrial activities.

“Research has already established that hydrothermal vents must be protected from deep-sea mining anywhere in the world, because of the unique colonies of species that live around them,” Copley said. “Our study indicates that deep cold seeps in the Arctic will need similar protection, because they are part of the same web of life with hydrothermal vents in that region. And there are undoubtedly more deep methane hydrate seeps like the Freya Mounds out there in the Arctic, as other deep bubble plumes have been detected nearby.”

“So our discovery shows how much there still is to explore and understand about Arctic deep-sea life—and the need for caution and protection if the Norwegian government resumes plans for deep-sea mining there,” he added, noting that Norway’s parliament has put these plans temporarily on hold, but they could reverse that decision in the future.

This is why Panieri and her colleagues believe that it is critical to secure more funding and support for Arctic exploration, and ocean research more broadly. These expeditions not only reveal new and exotic organisms, they have also been inspired novel biomolecules used in medicines, among other applications.

“The sea floor and the ocean is almost unknown,” Panieri said. “There is so much to be investigated. I think this is also the take-home message here: Every time that we have the possibility to see the seafloor, we discover something new.”

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"Buon Natale! La pace di Cristo regni nei vostri cuori e nelle vostre famiglie". Papa Leone XIV ha rivolto gli auguri natalizi ai fedeli radunati in piazza San Pietro e a quanti lo ascoltavano attraverso la radio e la televisione, dopo il messaggio n…


"Nel farsi uomo, Gesù assume su di sé la nostra fragilità, si immedesima con ognuno di noi". Papa Leone XIV lo ha affermato nel messaggio natalizio Urbi et Orbi pronunciato oggi a mezzogiorno dalla Loggia Centrale della Basilica Vaticana.


[2026-01-31] Pillole di primo soccorso - primo appuntamento @ Spazio libertario Sole e Baleno


Pillole di primo soccorso - primo appuntamento

Spazio libertario Sole e Baleno - 27, Sobborgo Valzania, Quartiere Fiorenzuola, Ponte Abbadesse, Cesena, Unione dei comuni Valle del Savio, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna, 47521, Italia
(sabato, 31 gennaio 15:00)
Pillole di primo soccorso - primo appuntamento


fuorinellanebbia.it/event/pill…



[2026-01-10] Discoscarica #10 @ Spazio libertario Sole e Baleno


Discoscarica #10

Spazio libertario Sole e Baleno - 27, Sobborgo Valzania, Quartiere Fiorenzuola, Ponte Abbadesse, Cesena, Unione dei comuni Valle del Savio, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna, 47521, Italia
(sabato, 10 gennaio 18:00)
Discoscarica #10


fuorinellanebbia.it/event/disc…

#10


[2026-01-19] Assemblea di autogestione - 19 Gennaio @ Spazio libertario Sole e Baleno


Assemblea di autogestione - 19 Gennaio

Spazio libertario Sole e Baleno - 27, Sobborgo Valzania, Quartiere Fiorenzuola, Ponte Abbadesse, Cesena, Unione dei comuni Valle del Savio, Forlì-Cesena, Emilia-Romagna, 47521, Italia
(lunedì, 19 gennaio 20:00)
Assemblea di autogestione - 19 Gennaio


fuorinellanebbia.it/event/asse…








Iran: oltre 1500 esecuzioni nel 2025


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2025/12/iran-ol…
Con oltre 1500 esecuzioni nel 2025, la Repubblica Islamica dell’Iran, ha registrato il numero più alto di esecuzioni negli ultimi tre decenni. Il 2025 si chiude con oltre 5000 persone in attesa dell’esecuzione, almeno 44 dei quali condannati a morte per ragioni

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Auguri a tutti noi in direzione ostinata e contraria


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2025/12/auguri-…
Sarà un anno difficile, attacco alla Costituzione, una Finanziaria che cancella dei diritti acquisiti, venti di guerra, informazione negata, giustizia sotto il controllo del Governo, e per ultimo non ultima la




Un referendum in diretta televisiva


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2025/12/un-refe…
Bene ha fatto il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti a fare appello all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni perché venga convocato con urgenza il Comitato istituito per vigilare sulla correttezza della trattazione dei processi in tv. L’Agcom



Nuovo naufragio alla Vigilia di Natale: 16 morti


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2025/12/nuovo-n…
Un nuovo naufragio alla Vigilia di Natale Secondo quanto riferisce sul proprio account di X l’ong Sea Watch, “116 persone hanno perso la vita nell’ennesimo naufragio del 2025. L’unico sopravvissuto è stato salvato da

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Buone feste! Ecco il mio augurio.


@Privacy Pride
Il post completo di Christian Bernieri è sul suo blog: garantepiracy.it/blog/augurio/
Ho un personalissimo proposito ed è anche il mio augurio per il nuovo anno: Che tu possa diffidare, sempre, anche se… Prosit.

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Ausili e protesi: Il TAR boccia il decreto tariffe. Ass. Coscioni: “Ora il Ministero intervenga con istruttoria seria”


Il TAR del Lazio ha annullato il Decreto Tariffe del 25 novembre 2024 anche per la parte relativa all’assistenza protesica, accogliendo il ricorso della Federazione Italiana degli Operatori in Tecniche Ortopediche (Fioto). Con la sentenza n. 22313/2025, pubblicata il 10 dicembre, i giudici amministrativi hanno bocciato il provvedimento “per grave difetto di istruttoria”, dando al Ministero della Salute un anno di tempo per riformularlo.

“Questa pronuncia del TAR Lazio, letta unitamente alla sentenza scaturita dalla class action promossa dall’Associazione Luca Coscioni, mette in evidenza una criticità strutturale del sistema dei LEA”, afferma l’avvocato Alessandro Bardini, Consigliere Generale dell’Associazione Luca Coscioni. “Dalle decisioni giudiziarie emerge con chiarezza che il Ministero della Salute ha affrontato la riforma dell’assistenza protesica in modo approssimativo, in assenza di una reale istruttoria sui bisogni delle persone con disabilità e sui costi effettivi delle prestazioni. Il Giudice amministrativo riafferma un principio fondamentale: senza istruttoria adeguata non può esservi legittimità dell’azione amministrativa. La logica del risparmio, quando non è fondata su valutazioni tecniche serie, rischia di compromettere il diritto alla salute degli assistiti”.

Questa sentenza conferma quanto emerso dalla nostra class action vinta prima al TAR e poi confermata dal Consiglio di Stato proprio sul tema ausili”, dichiara Rocco Berardo, coordinatore iniziative sui diritti delle persone con disabilità dell’Associazione Luca Coscioni. “Anche in quel caso il Ministero è stato condannato perché non ha rispettato quanto previsto dalla legge del 2017, in particolare relativamente all’art. 30 bis sugli ausili destinati alle disabilità più gravi e complesse. Il Ministero non ha effettuato le istruttorie previste, anche ascoltando le associazioni, per verificare il funzionamento della legge e il suo eventuale miglioramento lasciando le persone con disabilità abbandonate a sé stesse”.

La prova di quanto non funzioni l’attuale sistema è stata tra l’altro restituita da un’indagine condotta dall’Associazione Luca Coscioni, che ha raccolto centinaia di testimonianze. “Le evidenze raccolte – dichiara Rocco Berardo – confermano che le procedure ad evidenza pubblica stanno penalizzando le persone con disabilità più gravi. Tempi di attesa insostenibili, costi aggiuntivi anche molto elevati a carico delle famiglie e l’impossibilità di ottenere ausili realmente personalizzati stanno svuotando di contenuto il diritto all’assistenza protesica previsto dai LEA. È indispensabile, dunque, come richiesto dall’Associazione Luca Coscioni alla commissione del Ministero, che gli ausili più critici siano inseriti fuori dall’elenco degli ausili da mettere a gara e che siano garantite per gli stessi la personalizzazione e la riparazione”.

L'articolo Ausili e protesi: Il TAR boccia il decreto tariffe. Ass. Coscioni: “Ora il Ministero intervenga con istruttoria seria” proviene da Associazione Luca Coscioni.



Ecco come Ast SpaceMobile sfida Starlink con il lancio del satellite per smartphone BlueBird 6

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

L'azienda texana Ast SpaceMobile ha annunciato il lancio di successo con un razzo indiano di BlueBird 6, iI sistema di comunicazione più grande mai dispiegato in orbita



Resoconto Linux Day 2025

firenze.linux.it/2025/12/resoc…

Segnalato dal LUG di Firenze e pubblicato sulla comunità Lemmy @GNU/Linux Italia
#Firenze
L’anno scorso fummo sorpresi dal successo del giorno di GNU/Linux alla biblioteca di Scandicci, malgrado i modesti mezzi e i tempi ristretti per l’organizzazione. Al contrario quest’anno

GNU/Linux Italia reshared this.




Natale, istruzioni per l’uso (del portafoglio.)


noblogo.org/transit/natale-ist…


Natale, istruzioni per l’uso (del portafoglio.)


(189)

(N1)

Un tempo il #Natale sapeva di mandarini e di freddo. Oggi sa di plastica, di profumo sintetico alla cannella e di offerte “imperdibili”. È passato da evento religioso (che riconosco, ma non frequento per coerenza) a vaccino annuale contro la malinconia, somministrato in dosi di pubblicità e zucchero. Non si aspetta più la nascita di un improbabile “Salvatore”: si aspetta il corriere espresso.

L’unico presepe che conta è quello dove il nuovo dio è lo scontrino fiscale. La festa comincia già a novembre, quando si accendono i LED sponsorizzati e le vetrine diventano vetrate di cattedrali dedicate alle divinità del consumo. L’atmosfera natalizia è una liturgia pubblicitaria senza fine: famiglie perfette, pacchi scintillanti, sorrisi programmati. “Fatevi un regalo”, dicono. Ma per molti, il vero regalo sarebbe un affitto pagato o una bolletta non scaduta.

Nei magazzini e nei centri di smistamento si lavora a tempo di jingle. I veri elfi di Babbo Natale sono precari con la schiena a pezzi e la consegna garantita. Mentre il mondo si commuove davanti agli spot, loro fanno le notti per tenere accesa la giostra del Natale. Il miracolo non è la nascita di un bambino, ma che qualcuno ancora sorrida dopo dodici ore di lavoro.

(N2)

Arriva la Vigilia: la prova di sopravvivenza più ipocrita dell’anno. Tavole imbandite, sorrisi forzati, discussioni che nessuno ha voglia di affrontare. A Natale ci si ama per obbligo, si ascolta per forza, si brinda per abitudine. È il grande festival delle relazioni diplomatiche: tutti seduti insieme, uniti solo dalla stanchezza e dal desiderio che finisca in fretta. Fuori, le città traboccano di “esperienze autentiche”: mercatini vintage, regali “etici”, panettoni artigianali da quarantacinque euro.

Tutto mercificato, anche la bontà. Se non compri, non esisti. La gioia è un’unità di misura tracciata in scontrini, la pace si conta in like. “Buone feste” è diventato un riflesso condizionato, un rumore di fondo da cui nessuno si salva. Dietro le luci e i brindisi resta il buio dei margini. I poveri, i precari, gli invisibili assistono al grande spettacolo del benessere da dietro la quinta. Per loro, il Natale è solo un altro turno, un altro giorno da superare. Poi arrivano i servizi televisivi “commoventi”, la lacrima di circostanza, e tutto finisce lì: quel poco di solidarietà si scioglie più in fretta del burro nel panettone.

Il Natale consumistico è una macchina perfetta: produce desideri, li vende, e poi li sostituisce. È la religione del capitale emotivo, dove la preghiera è contactless e la redenzione avviene in tre rate. Ogni gennaio ci chiediamo perché ci sentiamo vuoti. La risposta è semplice: lo siamo, ma almeno abbiamo comprato il vuoto in confezione regalo. Viva il #Natale, dunque: patrono dell’apparenza, santo protettore dell’ipocrisia e martire della sincerità. Non importa più cosa significhi, basta che arrivi il pacco in tempo e che l’etichetta sia quella giusta. Perché in fondo, nel presepe del mondo moderno, l’unico Bambin Gesù rimasto è un prodotto in pronta consegna.

#Blog #Natale #Consumismo #Economia #Opinioni

Mastodon: @alda7069@mastodon.unoTelegram: t.me/transitblogFriendica: @danmatt@poliverso.orgBlue Sky: bsky.app/profile/mattiolidanie…Bio Site (tutto in un posto solo, diamine): bio.site/danielemattioli

Gli scritti sono tutelati da “Creative Commons” (qui)

Tutte le opinioni qui riportate sono da considerarsi personali. Per eventuali problemi riscontrati con i testi, si prega di scrivere a: corubomatt@gmail.com




Corazzate nucleari, armi laser e industria. Tutto sulla Golden Fleet Initiative

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Una flotta rinnovata, capace di schierare le navi più potenti di sempre e di riportare la Marina statunitense ai fasti di un tempo. Questo è il piano dell’amministrazione Usa per rilanciare la propria industria cantieristica e mandare un messaggio alla Cina e



In the age of Spotify and AI slop, tapes remind us what we’re missing when we stop taking risks.#Music #physicalmedia


Why I Quit Streaming And Got Back Into Cassettes


Whenever I tell people I’m getting back into tapes, their faces immediately light up.

There’s a genuine excitement in peoples’ expressions these days when I mention physical media. Lately I’ve been talking about the cheap walkman I bought on a recent trip to Tokyo, and the various little shops where I hunted for music on cassettes. Unlike in Europe and the US, physical media never went out of vogue in Japan, and many people still have a strong preference for shopping in-person. This made Tokyo the ideal place to rediscover my love of portable analog music.

I searched through racks of tapes stacked on top of an old piano in a back-alley store on the edge of Shimokitazawa, a neighborhood known for thrifted fashion and oddball record shops. On recommendation from a friend-of-a-friend, I checked out a specialist shop on a sleepy street in Nakameguro, where cassettes easily outnumbered vinyl records 10-to-1. Almost always, I steered myself toward local artists whose names I didn’t recognize. Sometimes, I bought tapes based on the cover art or description alone. Most second-hand music stores in Tokyo keep everything sealed in plastic, so you either have to bother the shopkeep, or just trust your gut and take a chance.

This kind of music discovery delights people when I describe it to them. Sometimes they start telling me about rediscovering their old CD collection, or wanting to track down an old iPod Classic to experience their music library away from the surveillance and excess of big tech platforms. Maybe it’s just because I live in a particular social bubble in a particular countercultural pocket of New York City. But recently, the conversations I’ve had on this topic have got me feeling like the culture of music is shifting.
playlist.megaphone.fm?p=TBIEA2…
People areleaving Spotify, and those who aren’t seem embarrassed about using it. Major artistspulled their music off the platform this year in protest of the company’sICE recruitment ads and connections tomilitary drones, and posting your Wrapped stats has gone from a ubiquitous year-end pastime to a cultural faux pas. Many folks aresick of streaming in general. They’re sick of giant corporations, algorithmic playlists, and aninternet infested with AI slop. Artists are tired of tech platforms that pay them virtually nothing, owned by degenerate billionaires that see all human creativity as interchangeable aesthetic wallpaper, valued only for its ability to make numbers go up. Everywhere I go,people are exhausted by the never-ending scroll, desperately wanting to reconnect with something real.

My own path to re-embracing physical media unfolded in stages. Last year, I canceled my Apple Music subscription and started exclusively listening to music I bought from artists on Bandcamp. I still have a large mp3 library, and I thought about setting up aself-hosted media server to stream everything to my phone. But ultimately, I got lazy and wound up just listening to albums I downloaded from the Bandcamp app. Then I ran out of storage on my phone, and the amount of music I had available on-the-go shrank even more.

When I came to Tokyo, a friend took me to a store that sold cheap portable cassette players, and I knew it wouldn’t be a huge leap to take my music listening fully offline. The walkman I bought is unbranded and has a transparent plastic shell, allowing you to watch all the little mechanical gears turning inside as the tape spools around the wheels and past the playheads. It was one of the easiest purchasing decisions I’ve made in recent memory: After years of psychic damage from social media and other phone-based distractions, I was ready to once again have a dedicated device that does nothing but play music.

There are lots of advantages to the cassette lifestyle. Unlike vinyl records, tapes are compact and super-portable, and unlike streaming, you never have to worry about a giant company suddenly taking them away from you. They can be easily duplicated, shared, and made into mixtapes using equipment you find in a junk shop. When I was a kid, the first music I ever owned were tapes I recorded from MTV with a Kids’ Fisher Price tape recorder. I had no money, so I would listen to those tapes for hours, relishing every word Kim Gordon exhaled on my bootlegged copy of Sonic Youth’s “Bull in the Heather.” Just like back then, my rediscovery of cassettes has led me to start listening more intentionally and deeply, devoting more and more time to each record without the compulsion to hit “skip.” Most of the cassettes I bought in Tokyo had music I probably never would have found or spent time with otherwise.

Getting reacquainted with tapes made me realize how much has been lost in the streaming era. Over the past two decades, platforms like Spotify co-opted the model of peer-to-peer filesharing pioneered by Napster and BitTorrent into a fully captured ecosystem. But instead of sharing, this ecosystem was designed around screen addiction, surveillance, and instant gratification — with corporate middlemen and big labels reaping all the profits.

Streaming seeks to virtually eliminate what techies like to call “user friction,” turning all creative works into a seamless and unlimited flow of data, pouring out of our devices like water from a digital faucet. Everything becomes “Content,” flattened into aesthetic buckets and laser-targeted by“perfect fit” algorithms to feed our addictive impulses. Thus the act of listening to music is transformed from a practice of discovery and communication to a hyper-personalized mood board of machine-optimized “vibes.”

What we now call “AI Slop” is just a novel and more cynically efficient vessel for this same process. Slop removes human beings as both author and subject, reducing us to raw impulses — a digital lubricant for maximizing viral throughput. Whether we love or hate AI Slop is irrelevant, because human consumers are not its intended beneficiaries. In the minds of CEOs like OpenAI’s Sam Altman, we’re simply components in a machine built to maintain and accelerate information flows, in order to create value for an insatiably wealthy investor class.

On one hand, I empathize with those who still feel like they get something out of streaming. Having access to so much music can feel empowering, especially when so many people feel like they lack the time and resources to develop a music-listening practice. “What streaming service should I use instead of Spotify?” is a question I’ve been seeing constantly over the past few months.

Here’s my contrarian answer: What if there’s no ethical way to have unlimited access to every book, film, and record ever created? And moreover, what if that’s not something we should want?

What if we simply decided to consume less media, allowing us to have a deeper appreciation for the art we choose to spend our time with? What if, instead of having an on-demand consumer mindset that requires us to systematically strip art of all its human context, we developed better relationships with creators and built new structures to support them? What if we developed a politics of refusal — the ability to say enough is enough — and recognized that we aren’t powerless to the whims of rich tech CEOs who force this dystopian garbage down our throats while claiming it’s “inevitable?”


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Tapes and other physical media aren’t a magic miracle cure for late-stage capitalism. But they can help us slow down and remember what makes us human. Tapes make music-listening into an intentional practice that encourages us to spend time connecting with the art, instead of frantically vibe-surfing for something that suits our mood from moment-to-moment. They reject the idea that the point of discovering and listening to music is finding the optimal collection of stimuli to produce good brain chemicals.

More importantly, physical media reminds us that nothing good is possible if we refuse to take risks. You might find the most mediocre indie band imaginable. Or you might discover something that changes you forever. Nothing will happen if you play it safe and outsource all of your experiences to a content machine designed to make rich people richer.





How we tracked ourselves with exposed Flock cameras; a year in review; and our personal recommendations on all sorts of things.#Podcast


Podcast: We Tracked Ourselves with Exposed Flock Cameras


We start this week with Jason’s story about Flock exposing a bunch of AI-powered cameras. These cameras zoom in on people as they walk by, sometimes so closely you can read what’s on their phone screen. After the break, we talk about some of our biggest stories this year. In the subscribers-only section, we give some of our personal recommendations of games, other reporting, or just a more chill life.
playlist.megaphone.fm?e=TBIEA7…
Listen to the weekly podcast on Apple Podcasts,Spotify, or YouTube. Become a paid subscriber for access to this episode's bonus content and to power our journalism. If you become a paid subscriber, check your inbox for an email from our podcast host Transistor for a link to the subscribers-only version! You can also add that subscribers feed to your podcast app of choice and never miss an episode that way. The email should also contain the subscribers-only unlisted YouTube link for the extended video version too. It will also be in the show notes in your podcast player.




è sempre adessoa


log.livellosegreto.it/ordinari…


Il Pentagono e le armi cinesi. Cosa dice su Pechino il report annuale dei militari Usa

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Il rapporto annuale del Dipartimento della Guerra statunitense sulle evoluzioni militari e di sicurezza della Cina, pubblicato in queste ore, offre molto più di un aggiornamento tecnico sulle capacità dell’Esercito Popolare di Liberazione (Pla).