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Nixie Gear Indicator Shines Bright


When you’re driving a car with a stickshift, it’s pretty easy to keep track of which gear you’re in. That can be a little bit more difficult on something like a motorcycle with a sequential shifter. [decogabry] built a neat gearshift indicator to solve this issue.

An ESP32 devboard is used as the brain of the build. It’s paired with an ELM327 dongle over Bluetooth, which is able to hook into the bike’s ODB diagnostic port to pick up data like engine RPM, wheel speed, and coolant temperature. The first two factors are combined in order to calculate the current gear, since the ratio between engine RPM and wheel speed is determined directly by the gear selection. The ESP32 then commands a Philips ZM1020 Nixie tube to display the gear, driving it via a small nest of MPSA42 transistors. A separate self-contained power supply module is used to take the bike’s 12 volt supply up to the 170 volts needed to run the tube. There is also a small four-digit display used to show status information, RPM, and engine temperature.

Notably, [decogabry] made this build rather flexible, to suit any bike it might be installed upon. The gear ratios are not hard coded in software. Instead, there is a simple learning routine that runs the first time the system is powered up, which compares RPM and wheel speed during a steady-state ride and saves the ratios to flash.

We’ve featured projects before that used different techniques to achieve similar ends. It’s also interesting to speculate as to whether there’s a motorcycle vintage enough to suit a Nixie display while still having an ODB interface on board as standard. Meanwhile, if you’re cooking up your own neat automotive builds, don’t hesitate to drop us a line.


hackaday.com/2026/01/20/nixie-…



The Windows Interface You Didn’t Like, For Linux


If you were asked to pick the most annoying of the various Microsoft Windows interfaces that have appeared over the years, there’s a reasonable chance that Windows 8’s Metro start screen and interface design language would make it your choice. In 2012 the software company abandoned their tried-and-tested desktop whose roots extended back to Windows 95 in favor of the colorful blocks it had created for its line of music players and mobile phones.

Consumers weren’t impressed and it was quickly shelved in subsequent versions, but should you wish to revisit Metro you can now get the experience on Linux. [er-bharat] has created Win8DE, a shell for Wayland window managers that brings the Metro interface — or something very like it — to the open source operating system.

We have to admire his chutzpah in bringing the most Microsoft of things to Linux, and for doing so with such a universally despised interface. But once the jibes about Windows 8 have stopped, we can oddly see a point here. The trouble with Metro was that it wasn’t a bad interface for a computer at all, in fact it was a truly great one. Unfortunately the computers it was and is great for are handheld and touchscreen devices where its large and easy to click blocks are an asset. Microsoft’s mistake was to assume that also made it great for a desktop machine, where it was anything but.

We can see that this desktop environment for Linux could really come into its own where the original did, such as for tablets or other touch interfaces. Sadly we expect the Windows 8 connection to kill it before it has a chance to catch on. Perhaps someone will install it on a machine with the Linux version of .net installed, and make a better Windows 8 than Windows 8 itself.


hackaday.com/2026/01/20/the-wi…



[2026-01-21] 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝐝𝐢 '𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐓 𝐎𝐅 𝐆𝐑𝐎𝐖𝐓𝐇', un documentario ambientalista e contro l'economia di guerra @ Arci Milano


𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝐝𝐢 '𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐓 𝐎𝐅 𝐆𝐑𝐎𝐖𝐓𝐇', un documentario ambientalista e contro l'economia di guerra

Arci Milano - via G. Bellezza, 16
(mercoledì, 21 gennaio 18:45)
𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝐝𝐢 '𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐓 𝐎𝐅 𝐆𝐑𝐎𝐖𝐓𝐇', un documentario ambientalista e contro l'economia di guerra
𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗺𝗶𝗹𝗮𝗻𝗲𝘀𝗲 𝐝𝐢 '𝐓𝐇𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐓 𝐎𝐅 𝐆𝐑𝐎𝐖𝐓𝐇', un documentario ambientalista e contro l'economia di guerra, presentato a sostegno della 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐀𝐆𝐍𝐀 𝐃𝐈 𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐀𝐑𝐈𝐀𝐓𝐎 𝐏𝐎𝐏𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐄𝐗 𝐆𝐊𝐍 𝐃𝐈 𝐂𝐀𝐌𝐏𝐈 𝐁𝐈𝐒𝐄𝐍𝐙𝐈𝐎, un progetto di reindustrializzazione ecologista dal basso, vera alternativa alla produzione di armi e per salvare noi e il pianeta: aiutaci a far salpare la nostra 𝗳𝗹𝗼𝘁𝗶𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗮 assai più che simbolicamente parte della 𝗚𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹 𝗦𝘂𝗺𝘂𝗱 𝗙𝗹𝗼𝘁𝗶𝗹𝗹𝗮. Il filmato dura 94' e inizia alle 19.45 con successivo dibattito con: Dario Salvetti (Collettivo di Fabbrica GKN), Maria Elena Delia (portavoce Global Sumud Flotilla), Maso Notarianni (presidente Arci Milano); coordina Andrea Di Stefano (direttore di The Washing News). Dalle 18.45 sarà disponibile 𝘂𝗻 𝗮𝗽𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗯𝘂𝗳𝗳𝗲𝘁 (a offerta). Ci sarà inoltre 𝘂𝗻𝗮 '𝗿𝗶𝗳𝗳𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗶𝗱𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗚𝗸𝗻' (in palio bici rigenerate dalle ciclofficine popolari). Ricordiamo che il nuovo Salone di Arci Milano è in 𝘃𝗶𝗮 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗻.𝟭𝟲 (al 1° piano, portone a fianco del circolo, che invece è al 16A). Per tutte le informazioni sulla campagna: insorgiamo.org


puntello.org/event/un-document…




[2026-01-27] Corso di duo acrobatico @ Cascina Torchiera


Corso di duo acrobatico

Cascina Torchiera - Piazzale Cimitero Maggio 18, Milano
(martedì, 27 gennaio 19:00)
Corso di duo acrobatico
GallinƏ!
Da questo mese partono ben tre nuovi corsi, per cui correte in cascina, vi aspettiamo con gioia e voglia espressiva!

Da martedì 8 ottobre!


puntello.org/event/corso-di-du…



[2026-01-27] Laboratorio Aperto @ Matrici Aperte


Laboratorio Aperto

Matrici Aperte - Via Elia Capriolo 41C, Brescia
(martedì, 27 gennaio 15:00)
Laboratorio Aperto
Tutti i Martedì e i Giovedì dalle 15:00 alle 22:00 apriamo il laboratorio per chi ha bisogno di stampare ma anche per chi vuole solo sbevazzare!
Potete venire a fare serigrafia, incisione calcografica, xilografia e tecniche grafiche sperimentali (cianotipia, gum print, monotipia, stampa bianca a rilievo).
Per l'utilizzo del laboratorio chiediamo un contributo libero a supporto del progetto. Portate carta e matrici da casa, noi mettiamo a disposizione strumenti e spazio di lavoro. Ci sono due postazioni serigrafiche, due torchi calcografici, sala acidi e piani da inchiostrazione.
Dalle 18.00 (ma anche dalle 15.00 per lx ubriaconx) apre il baretto con vino, birrette, pirli e gin tonic di pessima qualità! -c'è pure il pinkanello!
Sarà aperto e consultabile anche l'archivio con libri serigrafici, fanzine e distro a supporto di movimenti e collettivi!


lasitua.org/event/laboratorio-…



[2026-01-24] 🔥KONTRAKKOLPI ANTIREP🔥 @ CSA Brigata Prociona- Imola


🔥KONTRAKKOLPI ANTIREP🔥

CSA Brigata Prociona- Imola - 4, Via Riccione, Villaggio, Zona Industriale, Imola, Nuovo Circondario Imolese, Bologna, Emilia-Romagna, 40026, Italia
(sabato, 24 gennaio 16:00)
🔥KONTRAKKOLPI ANTIREP🔥Alla vostra repressione di Stato rispondiamo con violenza sorta dall’amore per la libertà Sabato 24 alcune canaglie vi aspettano alla Brigata Prociona per una giornata di chiacchiere e suggerimenti per il sabotaggio collettivo degli ingranaggi della macchina repressiva imperialista. E…dopo tanto cospirare… cenetta veg e musichette!🇵🇸 PROGRAMMA: 🔌Ore 16:00 si incomincia con una chiacchiera sull'autodifesa digitale con lx compagnx di HackLab 🍉Alle 18:00 per ricaricarci, ape merenda veg 🏴‍☠️Dalle 18:30 continuano le chiacchiere con lx compagne della cassa antirepressione Capitano ACAB 🥕Ore 20:30 cena veg misteriosa benefit per lx inguaiatx delle manifestazioni per la Palestina ⚡Dalle 21:30 ci si scatena sotto il palco con: Rude Cinno WOR Anafem SenzaPalle ✨Tutta la sera banchetti, birrette e presabbene ✨ 🇵🇸Entrata up to you - benefit per la cassa antirep di Bologna per lx inguaiatx per le manifestazioni per la Palestina 🖤Let's take care of each other so we can be dangerous together 🖤


fuorinellanebbia.it/event/kont…



Defend Rojava: presidio a Catania sabato 24


L’Amministrazione Democratica e le Forze Siriane Democratiche stanno affrontando un’offensiva militare e una campagna di delegittimazione che puntano a cancellare anni di autogoverno, convivenza tra i popoli e
autonomia delle donne. Quello che sta accadendo è lo scontro tra due visioni opposte di società: da una parte chi difende potere, sfruttamento e patriarcato ; dall’altra chi ha costruito diritti, partecipazione dal basso e liberazione.

La rivoluzione confederale ha messo in discussione gerarchie sociali e di genere radicate da secoli. Per questo oggi viene colpita, militarmente e mediaticamente, da governi e forze che prosperano sull’oppressione.

Grazie all’esperienza del Confederalismo democratico in questi 14 anni il fuoco rivoluzionario è tornato a divampare in tutto il mondo, ed è per questo che da Catania ci uniamo alla mobilitazione di solidarietà
internazionalista alla rivoluzione sotto attacco.

BIJI ROJAVA! DONNA, VITA, LIBERTÀ!

Defend Rojava!

SABATO 24 Gennaio – H. 17:00 PRESIDIO in Piazza Stesicoro –

Catanesi solidali con il popolo curdo

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Defend Rojava- Assemblea pubblica- Roma


Contro le guerre per procura in Medio Oriente, contro le operazioni di distorsione o censura delle notizie, per un vera informazione, per la rivoluzione dei popoli.

Il genocidio in Palestina così come gli attacchi ai quartieri curdi di Aleppo o ai territori dell’Amministrazione Autonoma rientrano nella volontà di riscrivere dall’alto gli equilibri e la realtà del Medio Oriente per fini economici e di potere. In Iran dove il popolo scende da settimane in piazza sfidando la repressione che cerca di soffocare le loro lotte anche queste vengono strumentalizzate per mascherare accordi tra il regime di Damasco e le altre potenze internazionali interessate a inserire la Siria in una nuova fase.

Mentre si agisce con la violenza brutale della guerra, mentre si fomentano guerre tra i popoli, vengono mescolate le notizie per fare sembrare più legittima l’oppressione e il genocidio oscurando la rivoluzione dei popoli.

Serve più che mai fare chiarezza sui processi che si stanno sviluppando in Medio oriente e tessere legami di solidarietà con le popolazioni che resistono sotto le bombe e la repressione.

Per tutti questi motivi vi invitiamo a riunirci in una assemblea pubblica mercoledì 21 Gennaio,ore 18, presso il Centro socioculturale Ararat per aggiornamenti sulla situazione attuale tramite collegamento live e a seguire discussione sui prossimi passi da costruire insieme.

UIKI Onlus
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia

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Siria del Nord-Est: escalation militare, carceri dell’ISIS a rischio e popolazione civile sotto attacco. Appello urgente all’azione


L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia lancia un appello urgente alla comunità internazionale, alle istituzioni italiane ed europee e all’opinione pubblica di fronte alla grave escalation militare in corso nella Siria del Nord-Est, che minaccia direttamente la popolazione civile, la stabilità regionale e la sicurezza internazionale.

Forze affiliate al governo di transizione di Damasco, guidato da Hay’at Tahrir al-Sham (HTS), insieme a milizie sostenute dalla Turchia e a gruppi armati alleati, stanno portando avanti un’operazione militare coordinata contro i territori dell’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’Est (DAANES). Dopo l’occupazione di Raqqa, Deir ez-Zor e Tabqa, gli attacchi proseguono su più fronti, in aperta violazione delle dichiarazioni di cessate il fuoco.

Particolarmente allarmante è la situazione attorno alle prigioni e ai campi che ospitano migliaia di detenuti dell’ISIS e i loro familiari. Secondo le Forze Democratiche Siriane (SDF), sono in corso violenti scontri nelle immediate vicinanze di queste strutture, con tentativi di avvicinamento e di presa di controllo da parte di milizie armate. Un collasso del sistema di detenzione dell’ISIS aprirebbe la strada a fughe di massa, alla riorganizzazione delle cellule jihadiste e a una nuova ondata di instabilità e terrorismo che non riguarderebbe solo la Siria, ma l’intera regione e l’Europa. Le SDF, che per anni hanno garantito la custodia di questi detenuti nell’interesse della sicurezza globale, avvertono che il livello di minaccia sta aumentando in modo significativo.

Parallelamente, l’offensiva militare sta colpendo direttamente i centri abitati e le infrastrutture civili. Nuove ondate di sfollati si stanno dirigendo verso Qamishlo e altre aree del Nord-Est. Sono stati segnalati saccheggi e distruzioni di strutture umanitarie e sanitarie, aggravando una situazione umanitaria già drammatica.

In questo contesto, anche Kobanê, città simbolo della sconfitta dell’ISIS, torna a essere sotto pressione militare, con scontri nei pressi di Ain Issa e lungo l’asse strategico della M4. Il tentativo di isolare il Cantone dell’Eufrate si inserisce in una strategia più ampia volta a smantellare l’esperienza di autogoverno democratico costruita negli ultimi dieci anni.

Di fronte a questa minaccia esistenziale, l’Amministrazione Autonoma ha proclamato la mobilitazione generale. Organizzazioni delle donne, movimenti civili e forze democratiche locali hanno espresso il loro sostegno alla difesa della regione e alla protezione delle conquiste ottenute nella lotta contro l’ISIS.

L’Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia rivolge un appello immediato all’azione:

· al Governo italiano e all’Unione europea, affinché intervengano politicamente per fermare l’escalation militare e imporre il rispetto del cessate il fuoco;

· alla comunità internazionale, perché assuma la propria responsabilità diretta nella messa in sicurezza delle carceri e dei campi dell’ISIS, evitando un disastro annunciato;

· ai media, perché rompano il silenzio e informino correttamente sull’estrema pericolosità della situazione;

· alla società civile, ai movimenti democratici, ai sindacati e alle organizzazioni solidali, affinché si mobilitino con iniziative pubbliche, prese di posizione e azioni di pressione.

Tacere oggi significa tradire il sacrificio di chi ha combattuto l’ISIS e voltare le spalle a chi da oltre un decennio dimostra che un Medio Oriente libero e democratico è possibile.

Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia

Roma, 19 gennaio 2026

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The Wikimedia Foundation’s chief technology and product officer explains how she helps manage one of the most visited sites in the world in the age of generative AI.#Podcast #Wikipedia #AI


How Wikipedia Will Survive in the Age of AI (With Wikipedia’s CTO Selena Deckelmann)


Wikipedia is turning 25 this month, and it’s never been more important.

The online, collectively created encyclopedia has been a cornerstone of the internet decades, but as generative AI started flooding every platform with AI-generated slop over the last couple of years, Wikipedia’s governance model, editing process, and dedication to citing reliable sources has emerged as one of the most reliable and resilient models we have.

And yet, as successful as the model is, it’s almost never replicated.
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This week on the podcast we’re joined by Selena Deckelmann, the Chief Product and Technology Officer at the Wikimedia Foundation, the nonprofit organization that operates Wikipedia. That means Selena oversees the technical infrastructure and product strategy for one of the most visited sites in the world, and one the most comprehensive repositories of human knowledge ever assembled. Wikipedia is turning 25 this month, so I wanted to talk to Selena about how Wikipedia works and how it plans to continue to work in the age of generative AI.

Listen to the weekly podcast on Apple Podcasts, Spotify, or YouTube.

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On the same day he allegedly robbed a mail carrier, Jordan McCorvey posted photos of himself flipping through stacks of letters still in the USPS tray.#Instagram #CourtWatch


Alleged Mail Thief Arrested After Bragging About Crimes On Instagram Stories


This article was produced in collaboration with Court Watch, an independent outlet that unearths overlooked court records. To subscribe to Court Watch, click here.

A serial mail thief’s alleged robbery spree ended after he posted photos of stolen credit cards and bins of mail to his Instagram Stories on the same day he robbed a carrier at knifepoint.

Jordan McCorvey, a 32-year-old man in Ohio, allegedly robbed a USPS letter carrier’s truck while they were on their delivery route on November 28. The carrier told investigators two men approached their truck with a knife and demanded access to the truck, according to the affidavit, and when the carrier unlocked the truck and gave them access, they took a tray of mail.

The description of one of the suspects matched a man who investigators already knew as “a known mail thief with criminal history related to possession of stolen mail and bank fraud,” the complaint says. The same day as the theft, McCorvey’s Instagram accounts—with the usernames "2corkmoney," "Icorkmoneybaby," and "cork2saucy”—posted photos of him flipping through stacks of mail still in the USPS tray, showing the same zip code on the letters as the carrier’s stolen deliveries.

For the next few days, more evidence appeared on McCorvey’s Instagram Stories, where he uploaded photos and videos “involving banking transactions and other various posts connected to financial institutions,” according to the complaint. “These posts included solicitations for individuals with bank accounts or other related financial information.”

In one photo, a man—it’s not clear from the complaint whether it’s McCorvey— celebrates in front of a Wells Fargo ATM, holding a card in the air, with a Wells Fargo branch tagged as a location sticker on the photo.

This isn’t the first time an alleged criminal outed himself by bragging on social media and in public. Idriss Qibaa, the man who ran an extortion scheme called Unlocked4Life.com that promised to unlock clients’ social media accounts, admitted on the popular No Jumper podcast that he was the one locking people’s accounts to extort them out of thousands of dollars, which helped the FBI charge him.

McCorvey was arrested on January 9 in Columbus. Mail theft is a federal crime and McCorvey could face fines and up to five years in prison.




The FAA has altered a no fly zone designation that was originally created for US military bases to apply to DHS units.#DHS #ICE


Feds Create Drone No Fly Zone That Would Stop People Filming ICE


The Federal Aviation Administration put a drone no fly zone within 3,000 feet of “Department of Homeland Security facilities and mobile assets,” according to a notice to airmen posted by the government. The no fly zone is the same type that the U.S. uses to restrict consumer drones over military bases and Department of Energy (DOE) research centers and facilities. The order appears to attempt to criminalize the use of drones to film Immigration and Customs Enforcement and DHS employees who are detaining people all over the country.

The order is particularly notable because it does not apply just to static locations like DHS offices, but also to “vessels and ground vehicle convoys and their associated escorts.” The notice classifies areas within 3,000 feet horizontally and up to 1,000 feet of altitude as no fly zones and as “national defense airspace,” meaning the skies up to a half mile from ICE vehicles in Minneapolis, for example, could fall under this new jurisdiction. The notice states that people who violate the restrictions can be charged criminally, could face civil penalties, and may lose their authority to fly drones in the future.

“In addition, [drone] operators who are deemed to pose a credible safety or security threat to protected personnel, fac [facilities], or assets may be mitigated,” it adds, noting that “mitigation may result in the interference interception, seizure, damaging, or destruction of unmanned aircraft deemed to pose a credible safety or security threat to protected personnel, facilities, or assets.”

The order replaces a previous no fly zone that applied only to military bases and DOE sites. Military bases and DOE sites are static locations that don’t move. The new no fly zone, called a temporary flight restriction (TFR), applies to DHS employees and vehicles wherever they may be. ICE is notoriously performing raids all over the country with no notice.

With the rise of cheap consumer drones, some activists and protesters have used them to film law enforcement and to document police abuse. This no fly zone criminalizes that activity, further cracking down on the tactics protesters can use to keep people safe or film ICE brutality. It is unclear whether any specific incident led DHS to push for the no fly zone. DHS and the FAA did not immediately respond to a request for comment.

DHS itself has used its own drones to surveil protesters, including in Minneapolis. In 2020, a Customs and Border Patrol Predator drone surveilled people protesting the police killing of George Floyd, and last year DHS flew Predator drones over anti-ICE protests in Los Angeles. Those aircraft were detected using open source flight records and air traffic control audio. On Monday, videos of aircraft circling over Minneapolis were widely shared on social media, with many people saying the aircraft appeared to be drones. 404 Media has not yet been able to confirm what the aircraft are.


#ice #DHS


Alessia Cicatelli a Roma alla Presentazione dello Sportello DAT nel II e III Municipio 


Alessia Cicatelli a Roma alla Presentazione dello Sportello DAT nel Secondo e Terzo Municipio

📅 Mercoledì 21 gennaio 2026
🕕 Ore 18:00
📍 Sala Consiliare Terzo Municipio, Piazza Sempione 15, Roma


Alessia Cicatelli, Avvocata e Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni interverrà alla presentazione dei nuovi Sportelli Informativo sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), all’interno del II e III municipio di Roma, istituiti grazie ad un protocollo d’intesa sottoscritto in collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni.

Saranno presenti per il II municipio la presidente Francesca del Bello e l’assessore alle politiche sociali Gianluca Bogino e per il III municipio , il presidente Paolo Marchionne e la consigliera Marta Marziali.

L’iniziativa, promossa dalla Cellula Coscioni di Roma e con il supporto delle istituzioni municipali, nasce con l’obiettivo di fornire ai cittadini informazioni chiare e accessibili sulle disposizione anticipate di trattamento e di far conoscere questo strumento per esercitare un diritto sancito dalla legge 219/2017 e di facilitare il deposito dello stesso.

L'articolo Alessia Cicatelli a Roma alla Presentazione dello Sportello DAT nel II e III Municipio proviene da Associazione Luca Coscioni.



#IscrizioneOnline, per orientarsi nelle scelte che riguardano il futuro, sulla Piattaforma #Unica è possibile consultare i dati e le tendenze su #istruzione, #formazione e #occupazione.

Qui le statistiche ▶️
unica.istruzione.gov.



What Isaac Roberts Saw Without a Space Telescope


Space telescopes are all the rage, and rightfully so. The images they take are spectacular, and they’ve greatly increased what we know about the universe. Surely, any picture taken of, say, the Andromeda galaxy before space telescopes would be little more than a smudge compared to modern photos, right? Maybe not.

One of the most famous pictures of our galactic neighbor was taken in — no kidding — 1888. The astronomer/photographer was Isaac Roberts, a Welsh engineer with a keen interest in astrophotography. Around 1878, he began using a 180 mm refracting telescope for observations, and in 1883, he began taking photographs.

He was so pleased with the results that he ordered a reflecting telescope with a 510 mm first-surface mirror and built an observatory around it in 1885. Photography and optics back then weren’t what they are now, so adding more mirrors to the setup made it more challenging to take pictures. Roberts instead mounted the photographic plates directly at the prime focus of the mirror.

Andromeda

This image, captured with the NASA/ESA Hubble Space Telescope, is the largest and sharpest image ever taken of the Andromeda galaxy — otherwise known as M31. This is a cropped version of the full image and has 1.5 billion pixels. You would need more than 600 HD television screens to display the whole image. It is the biggest Hubble image ever released and shows over 100 million stars and thousands of star clusters embedded in a section of the galaxy’s pancake-shaped disc stretching across over 40 000 light-years. This image is too large to be easily displayed at full resolution.
Because it took hours to capture good images, he developed techniques to keep the camera moving in sync with the telescope to track objects in the night sky. On December 29th, 1888 he used his 510 mm scope to take a long exposure of Andromeda (or M31, if you prefer). His photos showed the galaxy had a spiral structure, which was news in 1888.

Of course, it’s not as good as the Hubble’s shots. In all fairness, though, the Hubble’s is hard to appreciate without the interactive zoom tool. And 100 years of technological progress separate the two.

Roberts also invented a machine that could engrave stellar positions on copper plates. The Science Museum in London has the telescope in its collection.

Your Turn


Roberts did a great job with very modest equipment. These days, at least half of astrophotography is in post-processing, which you can learn. Want time on a big telescope? Consider taking an online class. You might not match the James Webb or the Hubble, but neither did Roberts, yet we still look at his plates with admiration.


hackaday.com/2026/01/20/what-i…



Demonstrating The Sheer Lack Of Security In First Gen Cellular Networks


Modern cellular networks are built to serve millions upon millions of users, all while maintaining strict encryption across all communications. But earlier cellular networks were by no means so secure, as [Nostalgia for Simplicity] demonstrates in a recent video.

The video begins with an anecdote — our narrator remembers a family member who could listen in on other’s conversations on the analog AMPS phone network. This was easily achieved simply by entering a code that would put an Ericsson handset into a test mode, in which it could be switched to tune in any desired AMPS channel. Since the communications were transmitted in a purely analog manner, with no encryption of any sort, any conversation on such a network was basically entirely open for anyone to hear. The video shows a recreation of this method, using a software-defined radio to spin up a low-power, very local AMPS network. A phone call is carried out between two handsets, with a third handset able to listen in just by using the special test mode.

If you’re particularly keen to build your own first-generation AMPS phone network, just know that it’s not really allowed due to rules around spectrum allocations. Still, it’s entirely possible as we’ve covered before. It doesn’t even take much hardware in our modern SDR era.

youtube.com/embed/CaR4_l1BzVQ?…


hackaday.com/2026/01/20/demons…



Marion Stokes Fought Disinformation with VCRs


You’ve likely at least heard of Marion Stokes, the woman who constantly recorded television for over 30 years. She comes up on reddit and other places every so often as a hero archivist who fought against disinformation and disappearing history. But who was Marion Stokes, and why did she undertake this project? And more importantly, what happened to all of those tapes? Let’s take a look.

Marion the Librarian


Marion was born November 25, 1929 in Germantown, Philadelphia, Pennsylvania. Noted for her left-wing beliefs as a young woman, she became quite politically active, and was even courted by the Communist Party USA to potentially become a leader. Marion was also involved in the civil rights movement.

Marion Stokes on the set of her public access television show, Input.Marion on her public-access program Input. Image via DC Video
For nearly 20 years, Marion worked as a librarian at the Free Library of Philadelphia until she was fired in the 1960s, which was likely a direct result of her political life. She married Melvin Metelits, a teacher and member of the Communist Party, and had a son named Michael with him.

Throughout this time, Marion was spied on by the FBI, to the point that she and her husband attempted to defect to Cuba. They were unsuccessful in securing Cuban visas, and separated in the mid-1960s when Michael was four.

Marion began co-producing a Sunday morning public-access talk show in Philadelphia called Input with her future husband John Stokes, Jr. The focus of the show was on social justice, and the point of the show was to get different types of people together to discuss things peaceably.

Outings Under Six Hours


Marion’s taping began in 1979 with the Iranian Hostage Crisis, which coincided with the dawn of the twenty-four-hour news cycle. Her final tape is from December 14, 2012 — she recorded coverage of the Sandy Hook massacre as she passed away.

In 35 years of taping, Marion amassed 70,000 VHS and Beta-max tapes. She mostly taped various news outlets, fearing that the information would disappear forever. Her time in the television industry taught her that networks typically considered preservation too expensive, and therefore often reused tapes.

But Marion didn’t just tape the news. She also taped various programs such as The Cosby Show, Divorce Court, Nightline, Star Trek, The Oprah Winfrey Show, and The Today Show. Some of her collection includes 24/7 coverage of news networks, all of which was recorded on up to eight VCRs: 3-5 were going all day every day, and up to 8 would be taping if something special was happening. All family outings were planned around the six-hour VHS tape, and Marion would sometimes cut dinner short to go home and change the tapes.

People can’t take knowledge from you. — Marion Stokes


You might be wondering where she kept all the tapes, or how she could afford to do this, both financially and time-wise. For one thing, her second husband John Stokes, Jr. was already well off. For another, she was an early investor in Apple stock, using capital from her in-laws. To say she bought a lot of Macs is an understatement. According to the excellent documentary Recorder, Marion own multiples of every Apple product ever produced. Marion was a huge fan of technology and viewed it as a way of unlocking people’s potential. By the end of her life, she had nine apartments filled with books, newspapers, furniture, and multiples of any item she ever became obsessed with.

In addition to the creating this vast video archive, Marion took half a dozen daily newspapers and over 100 monthly periodicals, which she collected for 50 years. This is not to mention the 40-50,000 books in her possession. In one interview, Marion’s first husband Melvin Metelits has said that in the mid-1970s, the family would go to a bookstore and drop $800 on new books. That’s nearly $5,000 in today’s money.

Why Tapes? Why Anything?


It’s easy to understand why she started with VHS tapes — it was the late 1970s, and they were still the best option. When TiVo came along, Marion was not impressed, preferring not to expose her recording habits to any possible governments. And she had every right to be afraid, with her past.

Those in power are able to write their own history. — Marion Stokes


As for the why, there were several reasons. It was a form of activism, which partially defined Marion’s life. The rest I would argue was defined by this archive she amassed.

Marion started taping when the Iranian Hostage Crisis began. Shortly thereafter, the 24/7 news cycle was born, and networks reached into small towns in order to fill space. And that’s what she was concerned with — the effect that filling space would have on the average viewer.

Marion was obsessed with the way that media reflects society back upon itself. With regard to the hostage crisis, her goal was trying to reveal a set of agendas on the part of governments. Her first husband Melvin Metelits said that Marion was extremely fearful that America would replicate Nazi Germany.

The show Nightline was born from nightly coverage of the crisis. It aired at 11:30PM, which meant it had to compete with the late-night talk show hosts. And it did just fine, rising on the wings of the evening soap opera it was creating.

To the Internet Archive


When Marion passed on December 14, 2012, news of the Sandy Hook massacre began to unfold. It was only after she took her last breath that her VCRs were switched off. Marion bequeathed the archive to her son Michael, who spent a year and half dealing with her things. He gave her books to a charity that teaches at-risk youth using secondhand materials, and he says he got rid of all the remaining Apples.
A screen capture of the Marion Stokes video collection on the Internet Archive.Image via The Internet Archive
But no one would take the tapes. That is, until the Internet Archive heard about them. The tapes were hauled from Philadelphia to San Francisco, packed in banker’s boxes and stacked in four shipping containers.

So that’s 70,000 tapes at let’s assume six hours per tape, which totals 420,000 hours. No wonder the Internet Archive wasn’t finished digitizing the footage as of October 2025. That, and a lack of funding for the massive amount of manpower this must require.

If you want to see what they’ve uploaded so far, it’s definitely worth a look. And as long as you’re taking my advice, go watch the excellent documentary Recorder on YouTube. Check out the trailer embedded below.

youtube.com/embed/DJNUdz6wQ3w?…

Main and thumbnail images via All That’s Interesting


hackaday.com/2026/01/20/marion…



(dall’inviato Sir a Gerusalemme) Nel suo intervento con i vescovi dell’Holy Land Coordination, mons. Adolfo Tito Yllana, nunzio apostolico in Israele e Cipro e delegato apostolico a Gerusalemme e in Palestina, ha ribadito con chiarezza la “ferma cond…


“We live immersed in a culture of speed, immediacy and haste – a culture of ‘discard’ and indifference that prevents us from pausing along the way and drawing near to acknowledge the needs and suffering that surround us”.


Pirate Council Nominations Due Next Friday


We elect our Pirate Council in February. Positions include Captain, First Officer, Quartermaster, PR/Media Director, Activism Director, Swarmwise Director, Web/Info Director, three Arbitrators and two representatives to the US Pirate Party.

If you are interested in throwing your hat in for any of these positions, nominations are open on-line until end of day Friday, January 30th. Before you do, become a member, join our activists email list, and read our Articles of Agreement and Code of Conduct.

Ballots will be sent out by February 13th and are due back by February 27th. We will use the same voting mechanism we used in our previous election. Voters will be emailed a randomly generated id that only the voter will know. Once the election is done, we will delete the ids. In this way, we can ensure that only supporters can vote, while also maintaining the secrecy of votes.

We look forward to multiple candidates for all positions.


masspirates.org/blog/2026/01/2…



La Giornata della Memoria a Ronchi dei Legionari


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/la-gior…
Auschwitz, Buchenwald, Bergen Belsen, Dachau, Flossenburg, Mauthausen, Natzweiler, Neugamme, Ravensbruck, Treblinka e la Risiera di San Sabba. Sono i nomi dei famigerati lager nazisti dove, nella seconda guerra mondiale, furono




Il prezzo dell'accordo #UE-#Mercosur


altrenotizie.org/il-prezzo-del…


#Cina e #Canada, disgelo contro Washington


altrenotizie.org/cina-e-canada…


Epoche


Ci sono epoche tecnologiche che non invecchiano: si sedimentano.
I primi personal computer non chiedevano di essere “user-friendly”, chiedevano attenzione. Non ti prendevano per mano: ti guardavano negli occhi e dicevano: “impara!”. Negli anni Ottanta e nei primi Novanta, il computer non era ancora un elettrodomestico. Era una promessa, spesso mantenuta, qualche volta no, ma sempre istruttiva.
Accendere un PC significava entrare in un territorio tecnico dove la curiosità valeva più della potenza di calcolo. Il capostipite del mondo business, l’IBM PC, introdusse un’idea rivoluzionaria: l’architettura aperta. Non era bello, non era compatto, ma era serio. Dentro, schede di espansione come tessere di un mosaico elettronico, e fuori un monitor CRT che occupava mezza scrivania con dignità militare. Sul versante opposto, Apple con l’Apple II parlava un linguaggio diverso. Colori, semplicità apparente, un’idea di informatica più umana. Era il computer che ti faceva pensare: posso creare qualcosa. Poi arrivò il piu' popolare tra i primi pc al mondo: il Commodore 64 che non fu solo un computer, ma un fenomeno sociale di massa. Solo 64 KB di RAM che oggi non bastano per una e-mail ma allora erano tantissimi. Videogiochi, musica SID, programmazione in BASIC: tutto passava da lì, spesso su cassette che richiedevano più fede che pazienza. E quando sembrava che nulla potesse superarlo, entrò in scena l’Amiga 500. Grafica, multitasking, audio avanzato: un computer che sembrava arrivato dal futuro. Non a caso, molti sviluppatori ancora oggi ne parlano con un piacere. Nel frattempo, lo ZX Spectrum insegnava l’essenzialità. Pochi colori, tastiera in gomma, ma una scuola di logica impareggiabile. Chi ha scritto il codice lì sopra ha imparato una lezione fondamentale: ogni byte ha la sua importanza. Sul fronte professionale, l’MS-DOS regnava sovrano. Niente icone, niente finestre. Solo comandi, directory e un cursore lampeggiante che non giudicava, ma pretendeva precisione. Sbagliavi un carattere? Nessun problema: riprova, ma fallo meglio. E poi c’erano loro: i floppy disk da 5¼ e da 3½, fragili, lenti, fondamentali. Ogni etichetta scritta a penna era una dichiarazione d’intenti: qui dentro c’è qualcosa di importante. Questi computer non erano veloci, ma erano sinceri. Non promettevano miracoli, ma regalavano piccoli soddisfazioni. Ti insegnavano come funzionavano e non solo come usarli. Ed è forse questo il loro lascito più grande. Hanno creato una generazione di utenti che erano anche esploratori, tecnici, sperimentatori. Persone che sapevano cosa c’era dietro lo schermo, non solo davanti. Oggi viviamo in un’era di potenza smisurata e semplicità estrema. Ed è giusto così. Ma ogni tanto vale la pena ricordare quei primi PC, non con malinconia, bensì con gratitudine. Perché senza quei monitor ingombranti, quelle tastiere rumorose e quelle attese infinite… il presente non sarebbe così immediato. E il futuro non sarebbe così affascinante. Un pizzico di sorriso, dunque. E un silenzioso grazie a quei vecchi computer che, senza saperlo, ci hanno insegnato a pensare.
in reply to L' Alchimista Digitale

Commodore 64 e Amiga 500....ero ragazzino, bei tempi. Solo con Linux, anni dopo, ho ritrovato lo stesso piacere nell'usare un pc. E mi son domandato perchè qualche volta. A parte il fatto che MS ti spia, che ti "costringe" a far le cose come dice lei e basta....

C'è anche il fatto, per me non di poco conto, che Linux è in grado di ridare dignità anche a computer più vecchiotti, che tornano a vivere, a esser utili. E ti obbliga ad imparare qualcosa. Certo anche Linux oggi è "facile", persino Arch se prendi la distro "giusta" è facile da usare. MA se hai voglia di imparare qualcosa puoi farlo. E con molta libertà.

Credo che i cosiddetti "nativi digitali" non siano più fortunati di chi ha vissuto quegli anni....ma in un certo senso meno fortunati. Molte cose, salvo chi deciderà di studiare informatica, o magari ha dietro famiglie che provano a educarli alla curiosità ed al sapere, non le impareranno.
Peccato.

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Che nostalgia quando gli italiani pigliavano per il culo gli americani sui SUV


Cosa fare per l’Iran, cosa bisognava fare per l’Iran


@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/01/cosa-fa…
Mi è stato chiesto di suggerire in questo momento molto difficile per l’Iran e gli iraniani, cosa si potrebbe fare. Inizio con suggerire cosa non bisogna fare. Nel 1979, ai tempi della rivoluzione islamica guidato dal



Dall’Europa 90 miliardi all’Ucraina. Vince la linea di Parigi

@Notizie dall'Italia e dal mondo

La Commissione europea ha approvato un pacchetto di aiuti all’Ucraina per un totale di 90 miliardi di euro per il biennio 2026‑2027, includendo una clausola che impone a Kyiv di privilegiare i fornitori europei nell’acquisto di armi e materiali militari. Vince dunque la linea francese del Buy European, secondo



Il Tar annulla il limite dei 30 km/h sulle strade comunali di Bologna


@Politica interna, europea e internazionale
Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento “Città 30” con cui il Comune di Bologna, due anni fa, ha istituito il limite di velocità a 30 km/h sulla quasi totalità delle strade cittadine. Dopo un travagliato iter giudiziario, i giudici amministrativi hanno accolto




Musei e valore collettivo


Da sempre ci hanno abituato a vivere i musei come luoghi di sola contemplazione: spazi silenziosi dove le opere vengono osservate a distanza, come reliquie intoccabili. Io credo che questa impostazione rischi di trasformare il patrimonio culturale in un oggetto morto, separato dalla vita reale e soprattutto dalle persone che lo vivono o lo vorrebbero vivere.

Forse è arrivato il momento di ribaltare questa prospettiva. I beni culturali non sono semplicemente una testimonianza del passato: possono diventare strumenti per leggere il mondo di oggi, per capire come siamo arrivati fin qui e quali possibilità abbiamo davanti. Una delle cose da fare è rimettere al centro la ricerca nei musei, e farla dialogare con altre discipline, dalla sociologia all’ecologia, dall’antropologia alle scienze politiche. Un museo che ricerca, sperimenta e si interroga è un museo vivo, capace di generare senso, non solo di conservazione, ma di generare valore.

C’è poi un aspetto che spesso passa in secondo piano: il patrimonio culturale in Italia non dovrebbe essere un lusso, né un privilegio per addettə ai lavori. La nostra Costituzione lo dice chiaramente: la Repubblica tutela e promuove il patrimonio storico e artistico della Nazione, e lo fa perché appartiene a tuttə. Non è un dettaglio. Significa che ogni cittadinə dovrebbe avere il diritto non solo di accedere ai beni culturali, ma anche di comprenderli, interpretarli e usarli per orientarsi nel presente.

Mi piace immaginare musei più aperti e connessi con la società in cui vivono, proprio per questo: restituire al patrimonio la sua funzione sociale. Non solo luoghi di conservazione, ma spazi di confronto e di partecipazione. Dove si costruisce comunità, e perché no, si affrontano temi scomodi e si sperimenta. Luoghi che non si limitano a esporre opere, ma che generano domande e dialogano direttamente con noi.

Altrimenti dobbiamo accontentarci di questa deriva da cimitero, musei come luoghi sacri con oggetti e opere da contemplare, senza che siano più in grado di dialogare con la nostra contemporaneità, allora sì che avremo dei musei vetrina prigionieri dei brand, invece che essere strumenti per la collettività con una funzione sociale.

Queste riflessioni me le hanno stimolate un po' l'articolo nel link e parecchio diverse puntante del podcast Le comari dell'arte.

@Cultura, Storia, Libri, Arte, Architettura, Scuola, Design, Fumetti e Bookwyrm

LINK ARTICOLO: finestresullarte.info/opinioni…

LINK PODCAST: antennapod.org/deeplink/subscr…

#musei #Arte #cultura

Nicola P. reshared this.

in reply to Nicola Pizzamiglio

@Nicola Pizzamiglio vorrei aggiungere un livello alla riflessione, forse leggermente fuoritema, ma credo fondamentale per una riflessione sul nostro tempo e sulla funzione dell'arte: la funzione museale potrebbe essere non semplicemente sociale, ma anche terapeutica in senso psicologico. Vorrei proporle a tal proposito alcune riflessioni di Félix Guattari, tratte in particolar modo dal testo Caosmosi (in cui condensa tutto l’apparato teorico Deleuze-Guattariano) perchè mi sono subito risuonate appena ho letto il suo post. Guattari è stato uno psichiatra e un pensatore che ci ha offerto alcune mappe e dispositivi per leggere i problemi della contemporaneità come la crisi delle forme di soggettività “universaliste”, l’omologazione imposta dai media e dal mercato, il consumismo come anestetizzante psichico e la frattura tra ambiente, società e psiche. Guattari parla di “ecosofia”: pensare insieme l’ecologia ambientale, l’ecologia sociale e l’ecologia mentale all’interno di un paradigma etico-estetico. In quest’ottica, le questioni che possono riguardare un museo – chi vi accede, quali narrazioni vengono privilegiate attraverso le opere, quali processi di identificazione si posso attivare e tanti altri aspetti non sono semplicemente scelte curatoriali ma implicano dimensioni affettive, simboliche e politiche che vanno ben oltre la sola gestione delle collezioni. All’interno di questo paradigma, un museo può avere funzioni terapeutiche: sicuramente nel senso di Guattari, dove “terapeutico” è intenso come “rigenerante”, un qualcosa capace di attivare processi che permettono alle persone di ritrovare senso, riorganizzarsi interiormente e inventare nuove modalità di esistenza. Ma che in realtà è molto vicino a una dimensione “societerapica”, in grado di generare nuovi legami sociali, offrire spazi di riconoscimento, aprire possibilità immaginative o promuovere l’elaborazione dell’identità o dei legami. Fino ad arrivare ad una dimensioni più clinica e strutturata in cui si possono immaginare e progettare eventi e percorsi museali che siano effettivi dispositivi terapeutici, con setting più definiti rispetto ad un comune percorso guidato. Per concludere questo lungo commento, userei un’immagine: un museo inteso non solo come contenitore di opere, ma come contenitore culturale, dove usare l’arte come catalizzatore per comunità migranti, soggetti fragili, pazienti psichiatrici o semplicemente per pubblici diversi. Uno scenario impossibile ahimè davanti alla prospettiva di "musei vetrina prigionieri dei brand", ma forse è proprio riscoprendo la funzione/possibilità dei Musei che possiamo invertire il trend.

Cratere di Poimandres reshared this.

in reply to Cratere di Poimandres

@Sir Aldo Canaveni
Questo tuo contributo aggiunge una dimensione molto importante. L’idea di ecosofia, già in generale mi sembra molto potente, se la applichiamo all'arte e al museo forse lo è altrettanto per capire quanto il museo non sia solo un luogo espositivo, ma uno spazio che potrebbe addirittura agire sulle forme di soggettività.

Se quello che il museo costruisce e espone diventa terapeutico, sarebbe in grado di permettere alle persone di ritrovare senso, immaginare possibilità e riorganizzarsi interiormente.

Mi colpisce molto anche l’idea di “societerapia”: il museo come luogo che crea legami, riconoscimento, comunità, che tra l'altro sono temi a cui tengo molto.

È una bella immagine che ribalta la prospettiva e restituisce ai musei la loro funzione più profonda.



Defence-tech, 50 miliardi di investimenti privati nel 2025. Perché è importante

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Il 2025 ha segnato un cambio di passo difficilmente trascurabile nel rapporto tra finanza e difesa. Nel 2025, le startup del defense tech – vale a dire tutti gli attori emergenti nel campo delle nuove tecnologie per uso militare – hanno registrato il miglior anno



Musk presenta il conto a OpenAi: 109 miliardi di risarcimento

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy 😁)

Prosegue la battaglia a suon di carte bollate tra l'uomo più ricco del mondo e la software house di Sam Altman. Ora Musk, che aveva investito in OpenAi 38 milioni, pretende centinaia di miliardi: una cifra da capogiro che potrebbe mettere

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Unknown parent

friendica (DFRN) - Collegamento all'originale
Informa Pirata
@Chry_ non uso discord, ma possiamo parlarne qui. Puoi mandarmi un messaggio diretto a questo account oppure su @informapirata ⁂


(dall'inviato a Gerusalemme) “Il cessate il fuoco a Gaza reggerà perché sono tutti esausti. La guerra, come l’abbiamo vista, non continuerà, anche se ci saranno qua e là, a Gaza ma anche in Israele, episodi di violenza.


“Peacebuilding in Europe: quale ruolo per il pensiero sociale cattolico e i valori universali?”. È il tema della conferenza che si terrà in Lussemburgo venerdì prossimo, 23 gennaio, dalle 9 alle 17.


Il futuro della flotta Usa passa (anche) dai droni. I piani del Pentagono

@Notizie dall'Italia e dal mondo

Dopo anni di test e sperimentazioni, la US Navy ha finalmente deciso di mettere ufficialmente in servizio due modelli dei suoi Unmanned Surface Vessels (Usv), definizione ufficiale impiegata per indicare i droni marini di superficie. Durante la conferenza della Surface Navy



In Usa stanno smantellando tutti gli organismi di controllo alimentare e della salute, e vorrebbero che gli altri accettassero la loro merda da mangiare 🤣
Fanno pressioni e ci riusciranno in GB, che, da sola, non può resistere alla pressione economica dei gangster (eh la Brexit...)
Ecco cosa accadrebbe agli europei senza la UE.
Basta guardare l'aspettativa di vita dell' americano medio, che già era inferiore alla nostra, figuriamoci adesso dove precipiterà.
Tutto nel nome del profitto di qualche miliardario.
Il capolavoro dei ricchi è stato far credere ai gonzi che il problema sono gli immigrati.

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Oggi, 20 gennaio 2026, viene celebrata la Giornata del Rispetto in memoria di Willy Monteiro Duarte, il giovane ucciso nel 2020 per aver difeso un amico in difficoltà.


Sla: serve uniformità di assistenza. La battaglia di Francesco è anche la mia


Testo di Sabrina Di Giulio, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni e persona malata di SLA


La battaglia vinta da Francesco Menotti, persona malata di SLA che vive nelle Marche, è una notizia che dà speranza non solo a lui, ma a tutte le persone con SLA e alle loro famiglie. Dopo anni di richieste, scontri e promesse mancate, Francesco è riuscito a ottenere, nel proprio ambito territoriale sanitario, un risultato storico: il riconoscimento di un’assistenza domiciliare adeguata e personalizzata in base allo stadio della malattia, estesa a tutte le persone con SLA residenti nei Comuni dell’ambito.

Francesco ha lottato per ottenere un’assistenza adeguata, che non deve essere né una concessione né un privilegio ed è riuscito ad affermare un principio che dovrebbe valere ovunque in Italia. Ma, purtroppo, non è così.

Sono una persona malata di SLA da molti anni e so cosa significa dipendere, ogni giorno e ogni notte, da un’assistenza continua per vivere con dignità. So anche cosa significa essere “fortunati” o “sfortunati” a seconda del luogo in cui si vive. Per questo il risultato ottenuto da Francesco rappresenta un modello di buona sanità che deve essere esteso.

Mi associo alla battaglia di Francesco, che è anche la mia battaglia: garantire a tutte le persone con SLA, ovunque vivano, un’assistenza adeguata e personalizzata in base allo stadio della malattia, nel rispetto del diritto alla salute.

Come Associazione Luca Coscioni continueremo a sostenere questa battaglia di civiltà, perché il diritto a vivere con dignità non può essere evocato a parole o ridotto a retorica politica, ma deve tradursi in strumenti concreti di assistenza, ogni giorno e ovunque, garantiti dalle istituzioni.

L'articolo Sla: serve uniformità di assistenza. La battaglia di Francesco è anche la mia proviene da Associazione Luca Coscioni.



CNAF’s discriminatory scoring algorithm: 10 new organisations join the case before the Conseil d’État in France


10 organisation, including EDRi, have joined an ongoing coalition effort to challenge the discriminatory algorithms used by the family branch of the French welfare system (CNAF). In the current deregulation spree by the European Commission, this legal action represents resistance to the rollback of fundamental rights protections and the increase of rights infringing legislation. Read an update about the strengthened coalition and the legal action they have taken so far.

The post CNAF’s discriminatory scoring algorithm: 10 new organisations join the case before the Conseil d’État in France appeared first on European Digital Rights (EDRi).



Relazione Digital Omnibus V2: Analisi di alcune proposte GDPR e ePrivacy della Commissione
La versione 2 del nostro rapporto contiene raccomandazioni specifiche per il legislatore europeo su ciascuno degli articoli più importanti, compresa l'opportunità di respingere o mantenere le modifiche proposte
mickey20 January 2026
photo showing the report's print version


noyb.eu/it/digital-omnibus-rep…




in realtà per quanto in italia oggi fare un figli significa di fatto essere come minimo economicamente rovinati, con stipendi in calo, un lavoro precario e spesso feroce, e con un supporto sociale, familiare e lavorativo sempre meno efficace diventa un'autentica avventura.

ma nessuno ha mai fatto figli per scelta ideologica o razionale. fare figli non è mai stata una scelta razionale. viene automatico quando in una coppia si acquisisce una certa stabilità e quasi noia. qualcosa si è rotto nell'animo umano. non siamo più in modalità sopravvivenza e questo è il problema? oppure abbiamo tutti un terrore fottuto incontrollabile per il futuro?

gli incentivi possono funzionare? se ci sono davvero si (non come in italia), ma solo nella misura in cui riescono anche a dare fiducia per il futuro di umanità che non pare più capace di costruire un futuro sostenibile ed equilibrato.



come si faccia a definire israele una democrazia e poi pure un preteso modello per il modello arabo è per me un mistero.