[2026-02-15] Pranzo vegano di carneNONvale @ Circolo Arci Guernelli
Pranzo vegano di carneNONvale
Circolo Arci Guernelli - Via Antonio Gandusio 6
(domenica, 15 febbraio 13:00)
𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟏𝟓 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝐎𝐫𝐞 𝟏𝟑.𝟎𝟎
il Comitato Besta vi invita a un favoloso pranzo vegano per la mitica festa di 𝐂𝐚𝐫𝐧𝐞-𝐍𝐎𝐍-𝐯𝐚𝐥𝐞
Un’occasione perfetta per stare insieme, mangiare benissimo e sostenere le attività del nostro amatissimo Circolo Guernelli
Il MENU' (slurp slurp)
Antipasto
Barchette di indivia con trito di olive nere, capperi, peperoni rossi e gialli e prezzemolo
Primo
Risotto vegano alla zucca
Secondo
Hamburger di ceci con insalata di cavolo cappuccio, mele e noci
Dolci
Delizie fatte in casa con amore, attivismo e un pizzico di magia
Disponibili opzioni senza glutine
Contributo: 15 € adulti ; 5 € bambini sotto i 10 anni
Daje !!! Prenotate senza indugio entro il 12 febbraio: 388 9405754 o 339 7502199
[2026-02-12] Cena sociale di quartiere GRAB @ Spazio Popolare Neruda
Cena sociale di quartiere GRAB
Spazio Popolare Neruda - Corso Ciriè 7, 10124, Torino
(giovedì, 12 febbraio 20:00)
Cena sociale di quartiere
Porta quello che vuoi trovare
Un piatto, una posata, un bicchiere, la tua ricetta preferita
Lasciamo la piazza più pulita di come la troviamo
[2026-02-17] I GIOCHI DEI GRANDI: Rassegna cinematografica @ Circolo del Cinema Laboratorio28
I GIOCHI DEI GRANDI: Rassegna cinematografica
Circolo del Cinema Laboratorio28 - Cagliari, via Montesanto 28
(martedì, 17 febbraio 20:30)
Martedì 10 febbraio, alle 20.30, riprendono le attività del nostro piccolo spazio con una nuova rassegna che naviga a vista lungo le arterie di quel gioco al massacro che è oggi - ed è sempre stato - il neoliberismo.
👉🏽 La rassegna si intitola I GIOCHI DEI GRANDI e proseguirà fino alla fine di aprile.
🏴☠️ L'ingresso è libero con la tessera FICC 2026 del circolo (5e).
Rozerin Kalkan, rilasciata dopo due rinvii, è tornata nella sua città natale
Rozerin Kalkan, una prigioniera tenuta in isolamento per 11 mesi e il cui rilascio è stato rinviato due volte, è stata rilasciata ieri dal carcere femminile chiuso di İzmir Aliağa Şakran dopo 10 anni di reclusione. Dopo il suo rilascio, Rozerin Kalkan è tornata oggi nella sua città natale. Arrivata a Mardin in aereo, è stata accolta con applausi e grida di gioia dalla sua famiglia e dai dirigenti dell’Associazione per l’assistenza e la solidarietà con le famiglie dei detenuti e dei condannati (TUHAY-DER).
Intervenendo alla cerimonia di benvenuto, la co-presidente di TUHAY-DER di Mardin, Ayşe Bozan, ha dichiarato di voler rivedere presto tutti i prigionieri, tra cui anche il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, aggiungendo: “Il ruolo dei prigionieri è importante in un processo del genere. Diamo il benvenuto alla nostra amica”.
Rozerin Kalkan ha poi preso la parola, affermando che i prigionieri hanno inviato saluti anche a chi era all’esterno, dicendo: “Hanno inviato saluti al popolo del Rojava, a coloro che resistono nel Rojava e al Leader. Che tutti sappiano che i prigionieri nelle carceri sono rivoluzionari d’onore. In questo processo, tutti i curdi si sono uniti. Anche le prigioni si sono incluse in questo processo. I prigionieri non hanno mai abbandonato questa lotta per l’onore e non lo faranno mai”. Dopo i discorsi, la folla si è spostata nella casa della famiglia di Rozerin Kalkan.
Chi è Rozerin Kalcan ?
Rozerin Kalkan è stata arrestata a Mardin l’11 agosto 2016, a seguito di un’irruzione nella sua abitazione. Per nove giorni, è stata sottoposta a torture sessuali e fisiche presso la Sezione antiterrorismo del Dipartimento di Polizia di Mardin. Dopo essere stata arrestata dal tribunale a cui era stata indirizzata, Rozerin Kalkan è stata tenuta in isolamento per 11 mesi nel carcere chiuso di tipo E di Niğde. Nel luglio 2017 la sua richiesta di trasferimento è stata accettata ed è stata trasferita al carcere Şakran di İzmir. Il suo rilascio è stato rinviato due volte dal Consiglio di osservazione amministrativa del penitenziario. Rozerin Kalkan è stata finalmente rilasciata ieri dopo 10 anni.
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Appello delle donne: il valico di frontiera di Mürşitpınar deve essere aperto
La piattaforma delle donne di Adana ha richiamato l’attenzione sulla crisi umanitaria a Kobanê e ha chiesto l’apertura del valico di frontiera di Mürşitpınar affinché gli aiuti umanitari possano raggiungere Kobanê.
La Piattaforma delle Donne di Adana, in un comunicato stampa rilasciato presso la sede di Adana dell’Associazione per i Diritti Umani (IHD), ha chiesto l’apertura del valico di frontiera di Mürşitpınar. Yasemin Dora Şeker, responsabile della sede di Adana dell’IHD, che ha letto il comunicato stampa, ha sottolineato che la crisi umanitaria a Kobanê si aggrava di giorno in giorno. Ha osservato che, a causa del blocco in corso, i civili nella regione sono privati dell’accesso a cibo, acqua potabile, medicine e beni di prima necessità, e che bambini, anziani e donne, in particolare, stanno lottando per sopravvivere sotto una grave minaccia umanitaria.
Sottolineando che è inaccettabile che gli aiuti umanitari siano soggetti a calcoli politici, politiche di confine e ostacoli arbitrari, Yasemin Dora Şeker ha concluso il suo discorso come segue:
“Il diritto internazionale e le convenzioni sui diritti umani impongono chiaramente la protezione dei civili e la distribuzione senza ostacoli degli aiuti umanitari. In questo contesto, il valico di frontiera di Mürşitpınar deve essere aperto immediatamente e deve essere garantita la distribuzione sicura e ininterrotta degli aiuti umanitari a Kobanê. Tutti gli ostacoli amministrativi e pratici che si frappongono alle organizzazioni della società civile, ai volontari e alle organizzazioni umanitarie devono essere rimossi. Non bisogna dimenticare che gli aiuti umanitari non sono un favore, ma una necessità. Chiudere gli occhi di fronte alla sofferenza oltre i confini significa condividere la responsabilità di tale sofferenza. Come Piattaforma delle Donne di Adana, chiediamo alle autorità di assumersi la responsabilità il prima possibile, di aprire il confine al passaggio degli aiuti che le organizzazioni della società civile e la popolazione desiderano consegnare e di aumentare la solidarietà pubblica con la popolazione di Kobanê. Che il valico di frontiera di Mürşitpınar “Si apra il valico di frontiera, che gli aiuti umanitari raggiungano Kobanê.” “Consegnateli!”
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72mila studenti rimasti senza scuola a Kobanê
A causa dell’assedio, a Kobanê (Kobani) e nelle zone limitrofe sono state chiuse 572 scuole, lasciando 72mila studenti e 4mila 190 insegnanti senza la possibilità di ricevere un’istruzione.
Kobanê, una delle città simbolo del Rojava, è sotto assedio da 22 giorni da parte di HTS-ISIS e di gruppi paramilitari sostenuti dalla Turchia.
L’ondata di attacchi ha colpito anche l’istruzione nella regione. Un totale di 72.000 studenti a Kobanê e nei suoi dintorni (Eyn Isa, Sirrin, Çelebiyê, Qinê, Şêran e nei villaggi e nelle città a essi collegati), che fanno parte della regione dell’Eufrate, sono stati privati del loro diritto all’istruzione.
Gli studenti delle scuole primarie, medie e superiori non possono frequentare la scuola a causa degli attacchi. Il primo quadrimestre dell’anno accademico si è concluso il 15 gennaio e il secondo quadrimestre sarebbe dovuto iniziare il 25 gennaio. Tuttavia, tutte le attività didattiche sono state sospese a causa dei continui attacchi e dell’assedio.
Le 572 scuole di Kobanê sono state completamente evacuate e sono diventate rifugi per migliaia di famiglie sfollate. Circa 17 scuole nel centro di Kobanê e nei villaggi circostanti sono state riempite da migranti provenienti da aree come Raqqa, Tabqa e Ain Issa, nonché da famiglie sfollate dal campo di Til El Semîn e da Girê Spî. Le scuole ora fungono da rifugi di emergenza piuttosto che da aule scolastiche.
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Making a Hidden Door Status Sensor
The door sensor in its new enclosures. (Credit: Dillan Stock)
A common sight in ‘smart homes’, door sensors allow you to detect whether a door is closed or open, enabling the triggering of specific events. Unfortunately, most solutions for these sensors are relatively bulky and hard to miss, making them a bit of a eyesore. This was the case for [Dillan Stock] as well, who decided that he could definitely have a smart home, yet not have warts sticking out on every single doorframe and door. There’s also a video version of the linked blog post.
These door sensors tend to be very simple devices, usually just a magnet and a reed relay, the latter signaling a status change to the wireless transmitter or transceiver. Although [Dillan] had come across recessed door sensors before, like a Z-wave-based unit from Aeotec, this was a very poorly designed product with serious reliability issues.
That’s when [Dillan] realized that he could simply take the PCB from one of the Aqara T1 door sensors that he already had and stuff them into a similar 20 mm diameter form factor as that dodgy sensor unit. Basically this just stuffs the magnet and PCB from an existing wart-style sensor into a recessed form factor, making it a very straightforward hack, that only requires printing the housings for the Aqara T1 sensor and some intimate time between the door and a drill.
youtube.com/embed/XVaGANL2T7o?…
La pace possibile per una società democratica e la soluzione della questione curda
Siete tuttə invitatə sabato 14 febbraio ore 17,00 alla Sala comunale degli Stemmi a Mantova. Sara’ un’importane occasione di informazione e confronto sul processo di pace avviato da A. Öcalan con lo Saton Turco il 27 febbraio 2025
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Salih Muslim, l’emblema del Rojava curdo: “L’invasione del nostro territorio è stata una cospirazione orchestrata dalla Turchia”
Il rappresentante del consiglio di presidenza del PYD, il Partito dell’Unione Democratica curdo, analizza gli ultimi sviluppi dopo l’ingresso nella regione delle truppe siriane: “Lo scopo di Ankara era far scoppiare una guerra tra noi e le milizie arabe. Abbiamo accettato il patto con Damasco per evitare altri conflitti. Ora vogliamo che la Siria diventi una democrazia che riconosca i diritti di tutte le etnie”
Salih Muslim è una figura storica del Rojava, attualmente è membro del consiglio di presidenza del PYD, il Partito dell’Unione Democratica curdo che ha fondato agli inizi degli anni Duemila sulla base del confederalismo democratico socialista teorizzato da Abdullah Ocalan e ispirato al municipalismo libertario. Nel 2012 il PYD ha svolto un ruolo centrale nella costituzione dell’autoproclamata regione autonoma del Nord Est Siria – nota con il nome curdo di Rojava – la cui sorte ora è incerta in seguito all’offensiva militare del presidente ad interim siriano Ahmed al Sharaa, l’ex jihadista al Jolani. In seguito all’accordo del 30 gennaio tra le Forze Siriane Democratiche ( Sdf) a guida curda e il governo ad interim di Damasco, che ha esteso il cessate il fuoco, la tregua in corso sembra reggere ma nulla è scontato.
Signor Muslim chi ha deciso che il Rojava dovesse essere invaso e perdere la propria autonomia ?
Si è trattato di una grande cospirazione orchestrata dalla Turchia contro tutti i curdi che abitano la Siria, non solo in Rojava. Lo scorso 6 gennaio c’è stato un incontro a Parigi su richiesta di Ankara tra rappresentanti dell’amministrazione statunitense, inglese, del governo ad interim siriano e persino israeliano per espellere i curdi che abitavano ad Ashrefiye e Sheikh Maqsoud, due quartieri di Aleppo. E infatti il giorno stesso questi quartieri, dopo essere stati presi a cannonate, sono stati invasi da migliaia di terroristi . L’obiettivo dei turchi era il cambiamento demografico della città: fare una pulizia etnica per renderla completamente araba. Poi, però, le milizie siriane e turche non si sono fermate ma si sono dirette verso Est per colpire le nostre Forze Democratiche siriane costringendole ad arretrare dai territori arabi, dove si trovano Raqqa e Deir Ez Zor, per difendere il Rojava.
Il loro scopo, specialmente della Turchia, era far scoppiare una vera e propria guerra tra le tribù arabe e curde che per noi sarebbe stato molto difficile da vincere perchè le milizie turche erano equipaggiate in modo molto più sofisticato e avevano la copertura aerea dei droni dell’esercito turco.
Molte tribù dell’area sotto il controllo delle Sdf si sono alleate con l’esercito siriano non appena è iniziata l’offensiva. Secondo loro, le Sdf erano oppressive e pertanto il loro controllo era mal tollerato. Cosa risponde a queste accuse ?
Che non è vero. Le tribù arabe avevano i loro consigli locali e militari, soprattutto nella zona di Raqqa e Deir Ez Zor . La verità è che hanno cambiato posizione soprattutto perchè hanno ricevuto molti soldi dai paesi del Golfo. Ma ci sono ancora numerose tribù rimaste nostre alleate che hanno combattuto con noi.
In seguito al patto stipulato venerdì 30 gennaio tra il presidente ad interim siriano Ahmed al Sharaa e il comandante curdo delle Sdf, Mazloum Abdi, l’autonomia del Rojava e l’indipendenza delle Sdf sono ormai solo un simulacro?
Secondo questo accordo, nella nostra area ci saranno tre brigate protette dalle Sdf che saranno probabilmente connesse al ministero della Difesa siriano in cui un esponente del Rojava assumerà la carica di vice ministro. Per questo motivo la protezione del Rojava rimane nelle nostre mani e nessun soldato del regime di Damasco verrà nella nostra zona. Inoltre manterremo le nostre forze di polizia interne (Asayish) che continueranno a controllare le nostre aree e saranno collegate al ministero degli Interni di Damasco dove anche lì ci sarà un nostro vice ministro. Anche le nostre Unità di Protezione delle Donne, le Jpj, continueranno a operare e il sistema co-presidenziale rimarrà affidato a un uomo e a una donna. Non ci saranno dunque cambiamenti strutturali. Cambieranno i nomi, magari le divise ma non la sostanza. Anche per quanto concerne la questione dell’istruzione in lingua curda, così come i programmi d’insegnamento e la validità dei diplomi che vengono rilasciati nelle scuole del Rojava, tutto rimane invariato.
La settimana scorsa però i mezzi dell’esercito siriano sono arrivati nella vostra roccaforte di Hassakah e a Qamishli. Non sembra pertanto che la situazione nel Rojava sia la stessa di prima. Qual è la sua analisi ?
Si tratta di forze del Ministero dell’Interno che sono venute per un mese con l’obiettivo di preparare l’integrazione con le Asayish. Preciso che questi militari vengono da Daraa, non da Damasco. Anche per quanto riguarda la gestione dei valichi di frontiera, dell’aeroporto di Qamishli e i proventi della vendita del petrolio verrà tutto condiviso e la maggior parte dei lavoratori rimarrà locale.
Avete apprezzato la mediazione e le rassicurazioni fatte a voi curdi dal presidente francese Emmanuel Macron. O si tratta solo di parole vuote?
Rispetto all’accordo del 10 marzo del 2025 con il regime di Damasco, quello attuale sembra offrirci più garanzie grazie alla mediazione della Francia e degli Usa, ma non è detto che le promesse di Parigi e Washington siano genuine. Dobbiamo per questo rimanere vigili e preparati a difenderci.
Secondo il comandante delle Sdf, Mazloum Abdi, se non avesse firmato l’accordo, voi curdi siriani sareste stati a rischio di genocidio. Se è vero, come si puó convivere con chi vorrebbe la vostra estinzione?
Ha ragione, vivere con questa spada di Damocle è molto difficile e bisogna sempre essere pronti a difenderci. Proprio per tentare di scongiurare un eventuale nuovo conflitto con il regime di Damasco, quando abbiamo ricevuto le garanzie degli Stati Uniti e della Francia abbiamo firmato l’accordo. Se non l’avessimo fatto specialmente la Turchia avrebbe continuato a fomentare Damasco. Ora, siccome il presidente Trump ha chiamato al Sharaa e il presidente turco Erdogan per fermare il genocidio che stavano compiendo contro di noi curdi, dobbiamo trattare con chiunque sia al potere a Damasco. Del resto non siamo interessati a dividere la Siria o separarci da essa bensì a spingerla a diventare una democrazia che riconosca i diritti di tutte le etnie e confessioni che la compongono: curdi, drusi, alawiti, siriaci, cristiani, yazidi, ovvero non solo i diritti dei cittadini arabi di fede islamica. Di conseguenza, da adesso in poi dobbiamo lottare tutti assieme per cambiare la Costituzione perchè questi diritti, per essere davvero garantiti, devono essere iscritti nella Carta.
ilfattoquotidiano.it/2026/02/0…
di Roberta Zunini – Il Fatto Quotidiano
ilfattoquotidiano.it/2026/02/0…
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Pi Pico Learns Morse Code
When [101 Things] didn’t want to copy Morse code, he decided to build a Pi Pico system to read it for him. On the face of it, this doesn’t seem particularly hard, until you look at the practical considerations. With perfectly timed dots and dashes, it would be trivial. But in real life, you get an audio signal. It has been mangled and mixed with noise and interference as it travels through the air. Then there’s the human on the other end who will rarely send at a constant speed with no errors.
Once you consider that, this becomes quite the project, indeed. The decoder captures audio via the Pi’s analog-to-digital converter. Then it resamples the input, applies an FFT, and converts the output via a complex classification pipeline that includes, among other things, Bayesian decoding. Part of the pipeline makes simple typo corrections. You can see the device do its thing in the video below.
Another issue with the code is that it decodes multiple channels in real time. So looking up spelling corrections, for example, has to be done rapidly. The device can also send code and show stats and graphics on an LCD screen.
If you know the code is arriving at a known speed, you could do something much simpler. The Pico has lots of memory which makes it easy to use complex algorithms. When you are memory-limited, you need different tricks.
youtube.com/embed/rBRf3QOt4wc?…
"Employees are going absolutely apeshit in internal Slack about how completely awful it was."#Salesforce
Building a Self-Playing Chess Board Robot
As popular as the game of chess is, it has one massive flaw. This being that it requires two participants, which can be a challenge. Although playing chess on a computer against an AI has been a thing for many decades, it’s hard to beat physical chess boards that give you all the tactile pleasure of handling and moving pieces, yet merging the two is tricky. You can either tell the player to also move the opponent’s pieces, or use a mechanism to do so yourself, which [Joshua Stanley] recently demonstrated in a video.
There are a few ways that you can go about having the computer move and detect the pieces. Here [Joshua] chose to use Hall magnetic sensors to detect the magnets that are embedded in the 3D printed chess pieces as well as their absence. These sensors are mounted to the back side of a PCB which is also the playing field, thus using the silkscreen for the board markings.
For the electromagnet that moves the chess pieces core x/y kinematics were used to move it underneath the PCB, engaging when moving pieces but otherwise deactivated. This is all controlled by an ESP32 MCU, while the computer runs the open-source Stockfish chess engine. As the human player changes piece positions this is detected by the magnet’s presence, with the change input into Stockfish.
As the demonstration at the end of the video shows, it definitely works, yet some issues remain. Ignoring the mistake with making the near-right corners black instead of white, the pieces are large enough that e.g. moving a knight piece between others pushes them to the side, requiring these to be put back in place.
There is also no way for the computer to detect which piece is placed where, which can be incredibly helpful on some commercial self-playing chess boards like this for new players, as well as to detect invalid moves, but this might be on the list for a potential V2 of this build.
Best part of this build is probably the use of a PCB for the playing field, which would allow you to go pretty crazy with custom designs and colors, especially now that some PCB places are offering multi-color silkscreens that allow for custom graphics.
youtube.com/embed/tLgXvUgsYmw?…
The Best USB To VGA Converter For The Job
There are many adapters, dongles, and cables designed for interfacing display standards, and no doubt some of you have them in the glue of your entertainment system or work space. They’re great for standards, but what about something that’s not quite standard? [Stephen] has an arcade cabinet with a CRT that runs at an unusual 336 by 262 pixel resolution. It can be driven as 320 by 240 but doesn’t look great, and even that “standard” resolution isn’t supported by many dongles. He’s shared the story of his path to a unique USB to VGA converter which may have application far beyond this arcade machine.
We follow him on a path of discovery, through RP2040 PIOs, simple resistor ladder DACs, and home-made kernel modules, before he arrives at GUD, a USB display protocol with its own upstreamed Linux kernel driver. It’s designed to be used with a Raspberry PI deriving an LCD or HDMI display, but for his task he implemented the protocol on one of the more expensive STM32 series microcontrollers. The result after several false starts and some fiendish PCB routing is a standalone GUD-based USB-to-VGA converter that delivers perfect 34-bit colour at this unusual resolution, and also presumably others if required. It’s a worthwhile read for the many hints it gives on the subject of driving displays, even if you’re not driving an odd cabinet monitor.
FPF statement on dismissal of Rümeysa Öztürk’s deportation case
FOR IMMEDIATE RELEASE:
New York, Feb. 10, 2026 — Deportation proceedings against Tufts University student Rümeysa Öztürk have reportedly been terminated. Öztürk’s arrest in March 2025 and her subsequent 45-day imprisonment and removal proceedings arose from her co-authorship of a pro-Palestinian op-ed in a student newspaper.
Freedom of the Press Foundation Chief of Advocacy Seth Stern said:
“We’re thrilled that the effort to deport Rümeysa Öztürk is over, but remain alarmed and disgusted that it ever happened. Öztürk’s case is arguably the most blatant press freedom violation of this century, and maybe the last century as well. The administration did not even bother to present a pretext for its actions — it arrested her, jailed her in horrific conditions, and sought to expel her solely because she expressed views shared by millions of Americans about one of the most important issues of our time. That the government attempted to characterize mere opposition to Israel’s war as ‘terrorism’ is as chilling as any of the administration’s censorial antics. They went after noncitizens first, not because they have any greater appreciation of the First Amendment rights of citizens, but because they’re the low-hanging fruit. They’d throw out all of us who dissent if they could.”
Please contact us if you’d like further comment.
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Selbstbestimmungsgesetz in Baden-Württemberg: „Die automatische Datenweitergabe ist ein Skandal“
[2026-02-13] olivia the name @ atelier irene @ via italia 82 biella
olivia the name @ atelier irene
via italia 82 biella - vi italia 82
(venerdì, 13 febbraio 17:00)
✨ Un invito speciale nel cuore della sartoria italiana ✨
Il 13 febbraio le porte dell’atelier si aprono per un’esperienza unica:
abiti sartoriali made in Italy, realizzati con tessuti pregiati,
creazioni eleganti, raffinate e irripetibili, nate dalla creatività di Maria Diaz, anima del brand Olivia The Name.
Un’azienda dinamica, con un’eredità familiare di anni nella sartoria femminile e una visione focalizzata sulle nuove sfide che il presente e il futuro propongono, combinando
il design con l’esperienza, la storia con i valori, adattandosi costantemente alle nuove generazioni e alle nuove tendenze.
Un aperitivo esclusivo vi accompagnerà alla scoperta dei capi, con la possibilità di provare e acquistare pezzi unici.
Un’occasione da vivere, toccare e indossare.
💫 Vi aspettiamo in atelier
[2026-02-13] Corso d'accesso CRI @ Cossato - Croce Rossa Italiana
Corso d'accesso CRI
Cossato - Croce Rossa Italiana - Via Giovanni Amendola, 91 - Cossato
(venerdì, 13 febbraio 20:00)
Nuovo corso d'accesso per diventare volontario
MythTV 36.0: il media center open source si rinnova con FFmpeg 8.0
linuxeasy.org/mythtv-36-0-il-m…
MythTV 36.0 è finalmente disponibile! Scopri come il supporto a FFmpeg 8.0 e le nuove ottimizzazioni per Ubuntu 24.04 trasformano la tua esperienza multimediale. L'articolo MythTV 36.0: il media center
GNU/Linux Italia reshared this.
Repubblica in sciopero. La solidarietà di Controcorrente Lazio e di Articolo21
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/repubbl…
“ControCorrente Lazio è sempre al fianco delle colleghe e dei colleghi di Repubblica oggi in sciopero. A essere a rischio sono i posti di
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Insediato Comitato Scientifico del Comitato Società Civile per il No. Roberto Zaccaria eletto coordinatore
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/insedia…
Il prof. Giovanni Bachelet, presidente del Comitato
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Massimo Villone: “Votare NO nel merito e per arginare una pericolosa deriva mondiale”
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/massimo…
Massimo Villone, costituzionalista di vaglia, militante storico della sinistra e parlamentare di lungo corso, parla con
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#Cisgiordania, #Israele seppellisce Oslo
Cisgiordania: Israele seppellisce Oslo -
Il genocidio e il controllo della striscia di Gaza da parte di Israele fanno parte di un piano coordinato per occupare e annettere definitivamente tutti iMario Lombardo (altrenotizie.org)
letter(atur)e minori (deleuze) / vita minore / verbi-nomi-fratelli-sorelle minori
differx.noblogs.org/2026/02/10…
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Informiamo Porro che il bando vinto servirà per difendere la libertà d’informazione
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/informi…
Da Roberto Morione a Paolo Petrecca, da Roberto Benigni ad Andrea Pucci, questa è la Rai voluta e imposta dalla presidente
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dispiace che sia uno scrittore russo (e la russia non ha certo l'esclusiva comunque) ma oggettivamente è uno dei libri migliori mai letti. come minimo nella top 50.
ci sono dei libri che anche solo ripensare ti danno un "calore dentro"... come se davvero avessero vita e ti arricchissero. un po' come una fede religiosa. complessi e articolati e mai del tutto svelati. libri che non smettono mai di parlare. che non puoi che ammirare e amare. questo è uno di loro. solo a rileggere questo articolo ho rivissuto emozioni incredibili. una sorta di solletico mentale che ti ricorda quanto è stato bello ogni volta leggerlo. pochi libri danno queste emozioni. non di più della mia top 50. un libro unico e imperdibibile. per certi versi testimone del dramma e dell'imperfezione umana.
non metterei la cultura russa su un piedistallo, ma quel libro di certo ha vita e un valore suo. sono quelle opere che diventano esse stessa "persone". probabilmente il libro stesso ha una sua anima. ho un debole per l'ironia e quel libro è magistrale in tal senso. solo leggerlo è appagante.
"Il Maestro e Margherita": come orientarsi prima (e dopo) la lettura? - Una guida
"Il Maestro e Margherita", capolavoro postumo di Michail Afanas'evič Bulgakov, resta uno dei romanzi più originali e complessi della letteratura del '900, con il suo fascino satirico-grottesco e le sue stratificazioni culturali, storiche e politiche.Eva Luna Mascolino (Il Libraio)
Referendum: puntare sui SI per far vincere i NO
@Giornalismo e disordine informativo
articolo21.org/2026/02/referen…
Se l’affluenza al referendum sulla giustizia resterà sotto il 50%, rincorrere gli indecisi o tentare di convertire un elettore di destra al “No” equivale a un investimento a basso rendimento. Le risorse disponibili – tempo, messaggi,
Giornalismo e disordine informativo reshared this.
Ring's 'Search Party' is dystopian surveillance accelerationism.
Ringx27;s x27;Search Partyx27; is dystopian surveillance accelerationism.#Ring #Surveillance
Privacy and Surveillance reshared this.
Via dal bus 15enne disabile che ha dimenticato l'abbonamento a casa, il caso a Vicenza
Il giovane è stato fatto scendere dall'autista, che ora potrebbe essere sanzionatoRedazione Adnkronos (Adnkronos)
Verso un’austerity dei diritti digitali (e non solo) - Nexa Center for Internet & Society
CRS | 8 febbraio 2026 | di Maurizio BorghiNexa Admin (Nexa Center for Internet & Society)
Summer school in Biblioteca. 1966-2026. Frammenti dall’alluvione di Firenze
La Biblioteca nazionale centrale di Firenze intende accostarsi al sessantesimo anniversario dell’alluvione di Firenze, che ricorrerà il 4 novembre 2026, affrontando lo studio e la catalogazione di una particolarissima tipologia di materiali, i frammenti manoscritti estratti dalle legature dei volumi alluvionati e accantonati nell’urgenza di restituire alla fruizione pubblica i libri stessi.
Dal 29 giugno al 3 luglio 2026, sarà organizzata presso la Biblioteca, in collaborazione con l’Associazione Manoscritti Datati d’Italia, l’Ente nazionale Giovanni Boccaccio e l’Istituto nazionale di Studi sul Rinascimento, una Summer School rivolta a giovani laureati e laureate che intendano confrontarsi con lo studio e la catalogazione di frammenti manoscritti e a stampa.
La settimana di studio si svolgerà su 32 ore, tra lezioni frontali e seminariali. A ogni studente saranno assegnati alcuni frammenti, che durante le sessioni seminariali saranno identificati, studiati e catalogati.
È inoltre prevista la pubblicazione di un catalogo e un momento di restituzione pubblica il giorno 4 novembre 2026.
Modalità di partecipazione
Alla Summer School accedono dieci studiosi, previa selezione effettuata dalla Biblioteca. Alla selezione sono ammessi candidati, che siano: laureati magistrali di università italiane o straniere.
Per partecipare alla selezione i candidati dovranno inviare la domanda entro il 30 aprile 2026 al seguente indirizzo: bnc-fi@cultura.gov.it con indicazione dell’oggetto: “Summer School 2026”.
Alla domanda dovrà essere allegato:
- curriculum vitae et studiorum firmato;
- copia di un documento d’identità.
La partecipazione alla Summer School è gratuita; non sono previsti rimborsi spese e borse di studio. Si ricorda che è fortemente consigliata la conoscenza del latino.
L’Avviso è disponibile anche nella nostra sezione Amministrazione trasparente > Bandi di concorso.
Con la collaborazione di
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Il New Jersey è il quarto stato USA con terapie psichedeliche
Testo preparato con Peppe Brescia
Lo Stato del New Jersey ha approvato a gennaio un disegno di legge che istituisce un programma pilota per la somministrazione medica di psilocibina. Si tratta di un’iniziativa popolare che ha ricevuto il via libera dal Parlamento dello Stato lo scorso 12 Gennaio con una votazione di 48-23 alla Camera e 35-4 al Senato. Phil Murphy, governatore dello Stato, ha apposto la firma il successivo 20 Gennaio, data che è coincisa con il suo ultimo giorno di mandato.
La misura prevede la possibilità per alcuni medici designati di prescrivere psilocibina come trattamento per patologie come il disturbo da stress post-traumatico o la depressione resistente ai farmaci. Inoltre, è stata stabilita la creazione di un comitato consultivo di 11 membri cui spetterà il compito di supervisione, nonché uno stanziamento di circa sei milioni di dollari a sostegno della ricerca.
In un primo momento, la legislazione avrebbe dovuto regolamentare in maniera più ampia possesso e utilizzo di psilocibina a fini personali, ma il dibattito parlamentare ha infine ridimensionato la portata del provvedimento, per questi motivi i senatori Nicholas Scutari e Joseph Vitale hanno depositato un’ulteriore proposta finalizzata a delineare un quadro normativo più completo che includa anche la presenza di centri specializzati.
A seguito dell’entrata in vigore della legge, il Dipartimento della Salute dello Stato sarà tenuto a inoltrare una richiesta di proposta alle strutture ospedaliere intenzionate a prendere parte al progetto. Secondo un principio di equità territoriale e amministrativa, sarà consentito selezionare una sola clinica per ognuna delle tre regioni geografiche in cui è suddiviso lo Stato. A ciascuna struttura verrà assegnato un budget di circa due milioni.
Per quanto riguarda la fase di somministrazione, essa seguirà il modello in tre fasi già utilizzato in altre ricerche, seguendo uno schema che prevede una sessione di preparazione, una sessione di somministrazione e una sessione di terapia integrativa. Una volta concluso l’iter, i pazienti rimarranno sotto osservazione fino al deflusso degli effetti della terapia.
Come specificato nella legge, in nessuna fase della sperimentazione sarà consentito utilizzare, stabilire o implementare alcun tipo di pratica che possa porsi in conflitto con i protocolli e le linee guida fissate dalla Food and Drug Administration in merito ai trattamenti sanitari con molecole psichedeliche.
Per la sperimentazione è stato previsto un periodo di sviluppo di 18 mesi: a studio concluso, i funzionari dovranno presentare relazioni al governatore e alla legislatura, includendo raccomandazioni inerenti l’espansione del progetto così come suggerimenti nella prospettiva di una regolamentazione organica della materia. Allo stesso tempo, il Dipartimento della Salute potrà iniziare ad accettare le richieste di licenza. Qualora l’iter venisse portato a termine senza controindicazioni, il progetto entrerà ufficialmente nella fase operativa.
Secondo Lisa Swain, presidente della commissione per gli stanziamenti dell’Assemblea, il disegno di legge costituisce solo un “primo passo”, in particolare considerando le restrizioni imposte dalle modifiche al testo iniziale.
Sebbene la riforma sia stata generalmente accolta con favore, il provvedimento non ha mancato di suscitare critiche – principalmente rivolte al modello economico: secondo il parere della deputata repubblicana Dawn Fantasia, “i sei milioni di dollari non riguardano in realtà i funghi”, ma rappresentano “il capitale iniziale per un intero nuovo ecosistema governativo che continuerà a essere finanziato anno dopo anno”. Di segno opposto le dichiarazioni di Stacy Swanson – rappresentante di Veterans Exploring Treatment Solutions (VETS), per cui il merito della legge consiste nella creazione di “un accesso strutturato e clinicamente supervisionato, con l’integrazione e il follow-up necessari”.
Nel New Jersey, una prima riforma circa la legislazione sul possesso di psilocibina ha avuto luogo già nel 2021, quando il possesso fino a un’oncia è stato declassato a reato minore.
Nel corso di un sondaggio, condotto nel 2024 dal William J. Hughes Center for Public Policy della Stockton University, è stato stimato che il 55% degli intervistati nello Stato si è dichiarato favorevole alla legalizzazione della psilocibina per uso medico.
Con l’approvazione del Psilocybin Behavioral Health Access and Services Act, il New Jersey diventa dunque il quarto Stato americano a consentire un programma sperimentale di trattamento con psilocibina, unendosi a Oregon, Colorado e New Mexico.
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Uno studente gay è bloccato in Iran. Riportiamolo a casa in Italia!
Un giovane studente di medicina dovrebbe essere libero di studiare, curarsi, progettare il proprio futuro.
Invece è bloccato in Iran, intrappolato da una burocrazia che oggi mette a rischio la sua vita.
È uno studente che vive in Italia. È gay.
E in Iran questo significa repressione, paura quotidiana, violenze possibili. Significa doversi nascondere per restare vivi.
Non sta chiedendo un favore.
Sta chiedendo un diritto: tornare in Italia, continuare gli studi, vivere in sicurezza.
Quando uno Stato nega il rientro a chi è in pericolo, quella non è neutralità: è una scelta politica.
E ogni giorno di silenzio pesa sulle spalle di chi rischia tutto.
L’Italia conosce la situazione in Iran. Conosce i rischi per le persone LGBTQIA+.
Può e deve intervenire ora.
Firma la petizione su https://action.allout.org/it/m/61743002
Nessuna vita può essere sacrificata sull’altare della burocrazia.
(Questa campagna è condotta da: Agapanto, Agedo nazionale, Arcigay, Antinoo Arcigay Napoli, Associazione Quore, Associazione Radicale Certi Diritti, CEST centro salute trans e gender variant, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, EDGE, GayCenter, Gaynet, Intersex Esiste, Omphalos LGBTI, Open Catania, Polis aperta, Possibile LGBTI+, Rete Genitori Rainbow, Stonewall GLBT+ Siracusa, T Genus, Ygrò A.P.S., One Billion Rising Italia, Assist Ass. Naz. Atlete aps, Famiglie Arcobaleno, Genderlens e Libellula Italia APS.)
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Ministero dell'Istruzione
Il #10febbraio è il #GiornodelRicordo, dedicato alla memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra.Telegram
Addestramento condiviso e cooperazione. Così si rafforza l’asse Italia, Stati Uniti e Germania
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Nella cornice operativa di Vicenza, un gruppo di militari italiani e statunitensi ha preso parte a un’attività addestrativa che va oltre la dimensione della singola prova. Il conseguimento del distintivo di idoneità militare tedesco
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L’auto che sa tutto (ma proprio tutto) di te.
@Privacy Pride
Il post completo di Christian Bernieri è sul suo blog: garantepiracy.it/blog/autosapi…
Claudia ci vizia ancora con le sue preziose riflessioni, tanto vere quanto severe. Non posso aggiungere nulla, se non un fugace pensiero: CB Entri in macchina, chiudi la portiera, lo schermo si accende prima ancora che tu abbia allacciato la cintura. Mappe,
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Is That Ancient Reel Of PLA Any Good?
When it comes to knowledge there are things you know as facts because you have experienced them yourself or had them verified by a reputable source, and there are things that you know because they are common knowledge but unverified. The former are facts, such as that a 100mm cube of water contains a litre of the stuff, while the latter are received opinions, such as the belief among Americans that British people have poor dental care. The first is a verifiable fact, while the second is subjective.
In our line there are similar received opinions, and one of them is that you shouldn’t print with old 3D printing filament because it will ruin the quality of your print. This is one I can now verify for myself, because I was recently given a part roll of blue PLA from a hackerspace, that’s over a decade old. It’s not been stored in a special environment, instead it’s survived a run of dodgy hackerspace premises with all the heat and humidity that’s normal in a slightly damp country. How will it print?
It Ain’t Stringy
In the first instance, looking at the filament, it looks like any other filament. No fading of the colour, no cracking, if I didn’t know its age it could have been opened within the last few weeks. It loads into the printer, a Prusa Mini, fine, it’s not brittle, and I’m ready to print a Benchy.
A wobbly print from our old filament.
My first surprise on printing the Benchy is that it’s a pretty good print. Received Opinion tells me that PLA is hydrophobic, and if you leave some out for a decade it will absorb so much moisture as to be unusable. In fact I was expecting a very stringy print indeed because I’ve seen that before with filament left out for about a year in the damp British climate. But this Benchy had almost no hairiness, its only flaw was a little bit of collapse along its prow line. I know the Mini isn’t at fault here as I’ve seen it print a flawless Benchy with new PLA, so that’s strike one to the ancient plastic.
Manipulating the Benchy, I found strike two. This is a reasonable print, but with not-too-hard pressure on the cabin I could snap it. The layer adhesion wasn’t as much as it is with a new-filament Benchy, and it has broken cleanly along the layer lines in the cabin pillars. Since snapping a Benchy isn’t a quantitative measure of how much the layer adhesion had degraded, I decided to formulate a test for layer adhesion. If I print something designed for measuring layer adhesion failure in both this old PLA and some new PLA, I can compare the two. It’s not perfect as I don’t have a new reel of the same formulation as the old stuff, but it’ll be close enough.
Punishing Prints, And Risking Holes In The Floor
My 3D print stress test setup
What I have come up with is a 150 mm long box section with a 2 mm wall. If I clamp the first 5 0mm to the edge of a table, I can apply a force to the far end of the 100 mm poking out into free space, and find its breaking point. To that end I’ve printed two, one in my blue old PLA, and another in brand new grey PLA. I’m dangling a collection of angle brackets each of which weighs 130 g from the end of the box section, and adding brackets until it breaks.I couldn’t even break the new filament print with a floor-damaging 3Kg piece of rail!
I had only twenty brackets, and as expected the old PLA broke first, at ten brackets, or a 1.3 kg load. My back of the envelope calculation from high school physics gives me about a 130 N force on the top edge of the layer boundary over the fulcrum on the edge of the table to do this. I ran out of brackets and other hardware to try to break the grey box section, and finally admitted defeat when it refused to break with a 3 kg piece of rail I’ve been hoarding to make an anvil dangling from its end. I have proved that layer adhesion with ancient PLA is more than three times weaker than on the same printer with new PLA. It’s interesting when examining the break, the layers have parted very cleanly, this is not tearing of the PLA but simply poor adhesion between layers.
In doing these experiments I’ve discovered, not unexpectedly, that ancient PLA isn’t as good as new PLA. I am assuming that this was as good a PLA as the modern stuff when it was new — indeed I remember printing back in the day and my prints seemed just as good as today. What does surprise me though is that how it’s deteriorated isn’t what I expected. It produces good prints in terms of their physical form, without the hairiness I was expecting. In turn I didn’t expect the prints with this stuff to be weak, so what’s going on?
When The Volatiles Depart, What’s Left?
PLA filament is not pure PLA, instead it has chemicals added to modify its properties. The most obvious one in this reel is the blue pigment, but others might modify its plasticity or melting characteristics, to name two possibilities. These are not going to be stable solids like the polymer, instead they will be volatile compounds which are capable of evaporating over time.
I’m no polymer chemist, so I’ll draw my engineer’s conclusions here and prepare for a roasting from the chemists if I’m wrong. What I think has happened is that the volatile additives in the filament have departed over the years, and both the stringiness in damp newer PLA and the strength in prints made with new PLA are as much due to their presence or absence as to the PLA itself. In my tests here I think I have seen something closer to PLA alone with the additive chemistry absent, and along the way I may have touched on why the manufacturers add it in the first place.
It’s likely few of you are printing using ancient PLA, so while interesting, these results have limited direct relevance to your printing. But I have to wonder whether there’s a lesson to be learned in filament storage, and perhaps using a warm environment to stave off moisture might hasten the departure of those volatiles. Perhaps the best thing is not to be a hoarder, and to use your filament up as quickly as you can. Meanwhile, this isn’t the first time we’ve ventured into backyard physical measurements.
EDRi urged the Council to demand a proper scrutiny of the Digital Omnibus proposal
The Digital Omnibus proposal fails to comply with the Charter of Fundamental Rights and Better Regulation rules, EDRi urged the Council to send the proposal back to the Commission for proper scrutiny and comprehensive assessments.
The post EDRi urged the Council to demand a proper scrutiny of the Digital Omnibus proposal appeared first on European Digital Rights (EDRi).
The EU’s Evolving Surveillance Laws Model
When it comes to digital rights, the European Union likes to position itself as the leader globally. Ever since the European Union’s data protection regulation, numerous court verdicts that stopped mass surveillance and the charter that established privacy as a fundamental right, the reputation of the European Union as a leader on digital rights has developed over time. Yet at the same time, EU surveillance laws are being expanded quietly – not by way of some big law that grabs headlines but by a growing number of special regulations that give governments access to digital data faster, broader and more often.
Surveillance is increasingly becoming a part of how the EU regulates the digital sphere, shaping laws on national security, online safety, cross-border policing, and digital infrastructure. What we get is a system that recognizes the rights of people, but puts those rights to test in practice. The EU’s highest court has decided more than once that blanket surveillance has no place in the EU.
It was a little more than a decade ago that the European Union’s Data Retention Directive was ruled by the European Court of Justice to be an unlawful interference in private life as it required communication service providers to store all customer data for some period in order to be able to supply this data to state authorities on request. Later, it was also decided by the European Court of Justice that even just communication data like who you contact, when, and from where, can reveal intimate details about people, so that this metadata must also be protected. The court is clear that surveillance has to be targeted, be proportional to what you want to do and you have to have an independent body overseeing it.
What followed was not a step back but a new strategy – which is a part of contemporary European digital lanscape. Older laws required telecoms and platforms to store data systematically; newer directives focus on access rather than collection. Data may no longer be retained by default but it is increasingly reachable through accelerated processes, technical obligations on providers and cross-border requests that bypass older safeguards.
The legal form has changed, while the practical availability of data often has a different shape. To that end, the growing role of private companies is one of the most visible shifts: platforms are becoming gatekeepers of surveillance. EU rules will allow police and prosecutors in one country to request user data directly from service providers based in another; the aim is speed, as investigations should not stall because data sits behind a border. Even though judicial authorisation should remain central, in practice platforms will be the first line of decision-making, required to assess the legality of requests, often within hours and across different legal systems. A second trend reshaping EU surveillance law is prevention: new legislative proposals aim to detect serious harm – such as child abuse material – before it spreads; few dispute the legitimacy of these goals but the challenge lies in the tools required to achieve them.
Detection systems rely on programs that scan traffic, match patterns and watch networks without pause. When governments use them sparingly, the systems still sweep vast stretches of data. Experts and lawyers warn that once the engines start, no simple off switch exists, above all when privacy is required to remain secure.
Europe’s judiciary has consistently opposed generalized monitoring. In matters concerning national security, judges have emphasized that even significant threats do not warrant permanent or indiscriminate surveillance. The conflict is becoming increasingly evident: preventive goals drive the need for continuous oversight, while constitutional principles demand exceptions and restraint.
But courts have made clear that when providers are required to cooperate systematically with public authorities, fundamental rights still apply-regardless of whether the rules are framed as security or infrastructure policy. (e.g., in cases like Privacy International).
As digital governance shifts toward centralised control of networks, the boundary between managing infrastructure and monitoring users becomes harder to define. Formally, the safeguards remain in place. Courts review surveillance measures. Data protection authorities exist. Independent regulators still play a role.
Yet institutional design matters. Recent reforms emphasise coordination, speed, and centralisation. Oversight is increasingly shared between EU bodies, national authorities, and private companies. Responsibility is spread thin.
European judges have consistently emphasized that access to sensitive data must be granted by entities that are both independent and authorized to deny such access. The question remains whether this standard can be maintained as surveillance becomes increasingly integrated into daily digital systems. This does not constitute a clear rejection of privacy or civil liberties.
In theory, EU surveillance legislation continues to adhere to principles of necessity, proportionality, and judicial oversight. The change is more nuanced. Surveillance is no longer perceived as an extraordinary power but rather as a standard aspect of digital governance, embedded within platforms, networks, and international collaboration. For a Union that identifies itself with transparency, individual rights, and an open digital society, the challenge extends beyond mere legal compliance. It involves ensuring that surveillance does not become the default state of online participation. Whether the existing framework achieves that equilibrium, or subtly shifts it, will significantly influence Europe’s digital future more than any individual piece of legislation.
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European Pirate Party Submission – Towards European Open Digital Ecosystems
Executive Summary
The European Pirate Party considers the Commission’s Towards European Open Digital Ecosystems initiative a significant opportunity to strengthen Europe’s technological sovereignty by embedding open-source principles at its foundation. Open source should be regarded as a component of public infrastructure given its contributions to transparency, cybersecurity resilience, and democratic oversight.
To ensure that this objective is effectively implemented, action is required in four priority areas: updating public procurement frameworks to favour open standards; establishing sustainable funding mechanisms for the long-term maintenance and governance of open-source projects; reducing structural reliance on non-EU digital infrastructure; and introducing safeguards to prevent openwashing and undue vendor influence.
In the absence of coordinated EU-level measures, Europe’s developer community may continue to demonstrate strong technical capacity while remaining fragmented, limiting progress toward strategic autonomy and balanced market competition.
Our full submission responds to all five consultation questions, providing evidence-based analysis and specific policy recommendations.
For the complete analysis and supporting recommendations, please refer to the attached document:
Perché OOXML non è uno standard per i documenti d’ufficio secondo la Document Foundation
linuxeasy.org/perche-ooxml-non…
La Document Foundation spiega perché OOXML non è uno standard affidabile per i documenti d’ufficio: complessità, ambiguità, mancanza di
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Verso un’austerity dei diritti digitali (e non solo)
Le notizie dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino su @Etica Digitale (Feddit)
CRS | 8 febbraio 2026 | di Maurizio Borghi
The post Verso un’austerity dei diritti digitali (e non solo) appeared first on Nexa Center for Internet & Society.
nexa.polito.it/verso-unausteri…
Etica Digitale (Feddit) reshared this.
Caccia del futuro, Berlino dice stop all’intesa con Parigi. Tutti i nodi spiegati da Camporini
@Notizie dall'Italia e dal mondo
La decisione della Germania di uscire dal programma Fcas rappresenta un nuovo passaggio chiave per la cooperazione industriale europea nel settore della difesa. Tra ipotesi di sviluppo autonomo, possibili riallineamenti sul Gcap e
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Perché il Comando Nato di Napoli all’Italia è una svolta per il fronte sud. Parla Minuto-Rizzo
@Notizie dall'Italia e dal mondo
La conferma ufficiale del riassetto dei comandi della Nato riporta al centro del dibattito il ruolo del fronte sud dell’Alleanza e la sua rilevanza per la sicurezza del Mediterraneo allargato. Il cambiamento dei vertici, annunciato
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Cosa c’è scritto nel vademecum europeo per la sicurezza dei droni
@Notizie dall'Italia e dal mondo
Il piano d’azione dell’Ue per la sicurezza dei droni, inglobato nella strategia di difesa 2030 ReArm Europe, ha al suo interno le capacità multidimensionali dei droni e misure anti-drone per un importo di circa 800 miliardi di euro. Nel progetto è previsto il cosiddetto “muro di droni” al
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