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Comunicazione di servizio: nelle prossime 24 ore potrebbero esserci dei disservizi sul portale Fedinews

#Fedinews, la pagina con le notizie pubblicate nel #fediverso italiano potrebbe risultare irraggiungibile nelle prossime 24 ore. Ci scusiamo per il disagio

fedinews.it/

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si parla spesso di IA e tutti a prenderla come un oracolo. Fate una semplice prova e poi decidete quanto fidarvi. Ad esempio (questo è stato una mia prova ma voi potete ovviamente inventarvi qualcos'altro)fatevi fare una guida su come creare un nas con un pc con 3 dischi di cui uno per il sistema e gli altri per dati. una volta che ha finito chiedete di controllare la guida per risolvere eventuali errori (e l ia la corregge) poi richiedete se è sicura che non ci siano ulteriori errori ( e lei corregge) poi passate il risultato ad un altra ia e chiedete di generare un altra guida partendo dall
ultimo risultato e fate correggere e fatevi generare una guida corretta. poi prendete una terza ia e fate confrontare le guide e generare la guida corretta definitiva. quando siete stufi di gironzolare tra le varie ia guardate quanto tempo avete buttato via e notate che ogni volta la guida scritta era presentata come corretta ed ogni volta usciva qualche errore. è possibile che con modelli a pagamento i risultati siano decisamente migliori ma1) non li ho mai provati 2) come si suol dire se il buongiorno si vede dal mattino .....
in reply to ugone

Scenario: unmarell che ha iniziato nel 1975 alla Breda a inserire nel VT-100 ("mica quelle cose tutte colorate!") il peso dei camion in entrata e uscita, sostituito con sistema automatico che "legge" la targa e riporta il peso dalla bilancia alla rete aziendale.

Può il nuovo sistema essere definito "intelligente"?

Certo, perché non rompe i coglioni dicendo "voi capelloni ciavete voglia di fare un casso, noi invece lavoravamo duro!".

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Aggirare l'ultima app europea di verifica dell'età (2026.07-1) con un'estensione Chrome... di nuovo.

Nonostante 3 mesi di rafforzamento della sicurezza e miglioramenti genuini in tutti i fronti, il problema fondamentale non può essere risolto.

La verifica dell'età anonima non funziona.

x.com/i/status/207702935558733…

@privacypride

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Quando qualcuno ride per un poveraccio che ha perso tutti i dati perché li ha affidati solo a una megacorporation statunitense, ricordatevi sempre di questo fatto incontrovertibile:

mastodon.uno/@informapirata/11…


@anfibolo il tuo ospedale si fida di Microsoft, la tua scuola si fida di Microsoft e probabilmente anche il tuo comune e la tua azienda si fidano di Microsoft. Mi spieghi per quale motivo dovrebbe essere colpa di un cittadino se si fida di microsoft?

Non bisogna colpevolizzare mai le vittime se queste vivono in un mondo condizionato dal pregiudizio per cui le Big Tech sono sempre affidabilissime


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in reply to FrankDmt90

@FrankDmt90 saggia decisione. Io un paio di anni fa mi sono comprato un NAS per avere un backup ridondante gestito solo da me. L'operazione di migrazione è stata abbastanza tortuosa. Non avevo in casa un disco abbastanza grande per scaricarci tutta la mia collezione. Alla fine ho usato uno script che mi ha permesso di fare scaricare tutto direttamente sul NAS senza ponti. Solo quando ti cimenti in questa operazione capisci quanto cacchio siamo dipendenti da Google!

informapirata ⁂ reshared this.

in reply to Neff

@Neffscape
Non uso un NAS ma ho un semplice disco esterno da 500GB e un account su Koofr da un bel po' di anni.
Prima avevo un paio di file batch che copiavano dal disco del PC al disco esterno e a Koofr.
Ora gli stessi due file batch chiamano rclone per copiare/sincronizzare, quindi sia sul disco esterno sia su Koofr i dati sono cifrati in partenza e, anche se Koofr ha il suo Vault "zero knowledge" mi fido di più così.
@FrankDmt90 @informapirata
in reply to FrankDmt90

@FrankDmt90
Io ho un account Google gratuito dove metto una selezione ristretta di foto/video importanti, così come alcuni documenti su Drive.
Poi tutte le altre cose (comprese migliaia di foto e video) vanno su un account Infomaniak myKSuite, su un NAS che ho a casa e, periodicamente, su due vecchi dischi USB tenuti in un cassetto.

Paranoico? Sì, ma non voglio perdere i ricordi di una vita, i viaggi e le foto dei miei figli perché mi sono affidato a un single point of failure
@informapirata

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Microsoft chiude un account hackerato, 25 anni di dati personali persi per sempre


Microsoft ha appena perso una causa in Brasile per il modo in cui ha gestito un account hackerato, e a quanto pare ci risiamo con più o meno le stesse modalità. A denunciare l’accaduto è stato lo streamer Joshua Khane, che sostiene di aver perso definitivamente il proprio account Microsoft e tutti i dati associati dopo un attacco informatico, con conseguenze che definisce devastanti. Khane racconta su Twitter che gli hacker hanno modificato le informazioni di sicurezza, impedendogli di riprenderne il controllo.

Microsoft è intervenuta, chiudendo definitivamente l'account (in modo "irreversibile", conferma la nota della società) ed escludendo in modo categorico qualsiasi tentativo di recupero. Khane dice che l’account conservava circa 25 anni di dati personali, tra cui documenti, contenuti digitali e fotografie di famiglia considerate insostituibili - incluse quelle dell’infanzia del figlio, archiviate su OneDrive e ora non più accessibili. Oltre ai contenuti personali, lo streamer sostiene di aver investito migliaia di euro in videogiochi e acquisti digitali collegati allo stesso profilo Microsoft, che risultano anch’essi irrecuperabili.

hdblog.it/microsoft/articoli/n…

@informatica

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Croazia, giorno 2: Isola di Ciovo: mare come in Sardegna, ma...un'amara scoperta.


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Nel secondo giorno del recente viaggio in Croazia, nella splendida regione della Dalmazia, ho scelto un itinerario di circa 200 km per visitare prima Almissa (Omiš), e poi l'isola di Bua (Čiovo), per passare dei momenti fantastici tra panorami, scogliere, spiagge meravigliose che mi hanno riportato all'adolescenza, quando frequentavo posti incantevoli simili qui da noi.

C'è qualcosa, però, che ha rovinato l'incanto dei posti, per ben 2 volte nella giornata...

Non mancheranno i consigli e il mio punto di vista su alcune cose.

📌 Non dimenticare di iscriverti al canale e attivare la campanellina per non perdere i prossimi giorni del viaggio!

=== COMMUNITY per viaggiatori....iscriviti oppure citala in quello che scrivi per postare nella community! ===
- @viaggi@feddit.it

=== Il mio blog ===
simoneviaggiatore.com

=== CONSIGLI ===
- Punto di osservazione spettacolare per vedere Almissa dall'alto:
maps.app.goo.gl/k5P6xbA6sgF91u…

=== CAPITOLI ===

00:00 Introduzione e itinerario del giorno 00:19 Omis: la città sul fiordo 01:12 Lavanda e prodotti tipici croati 01:35 Incontri ravvicinati: gli scarabei 02:02 La grande spiaggia di Omis, VELIKA: bandiera blu d'Europa 02:56 Panorama sull'isola di Brac 03:34 Riflessioni sul viaggio e il caldo umido 04:56 Il problema dei rifiuti in Croazia 05:43 Arrivo sull'isola di Ciovo 06:39 Un mare da favola: confronto con la Sardegna 07:11 Vista su Spalato dall'isola 08:11 Curiosità sul borgo medievale 09:06 Verso Okrug e le spiagge di sassolini bianchi 11:00 Consigli utili: luce e occhiali da sole 11:21 Un'amara scoperta: discariche abusive

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La Francia dice addio a Windows: la sovranità digitale passa da Linux 🇫🇷🐧


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La Francia ha deciso di accelerare la migrazione della pubblica amministrazione da Windows a Linux: entro l'autunno tutti i ministeri dovranno presentare un piano di transizione, coinvolgendo fino a 2,5 milioni di postazioni di lavoro. L'obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza dalle Big Tech statunitensi, riprendere il controllo dei propri dati e costruire una vera sovranità digitale europea.

Questa non è solo una scelta tecnologica. È una scelta politica.

Ogni euro investito nel software libero resta sul territorio, rafforza competenze locali, aumenta trasparenza, sicurezza e indipendenza. Mentre molti continuano a parlare di autonomia digitale, la Francia inizia a metterla in pratica.

L'Europa ha bisogno di più Linux, più software libero e meno dipendenza dai monopoli digitali.

La sovranità digitale non si compra: si costruisce. Seguici e partecipa al nostro Digital Indipendence day✊🐧


A novembre arriva in Italia il primo Digital Independence Day!


Per la prima volta il Digital Independence Day arriva in Italia. L’appuntamento è fissato per il 13 e 14 novembre a Bolzano all’interno di SFSCON, probabilmente la più importante conferenza italiana dedicata al Software Libero che ogni anno riunisce un migliaio fra sviluppatori, aziende, attivisti, pubbliche amministrazioni, associazioni e comunità open source provenienti da tutta Europa.

L’iniziativa è organizzata da Fedimedia, l’associazione italiana che riunisce amministratori del Fediverso, attivisti del software libero, sviluppatori e operatori che ogni giorno realizzano servizi concreti per ridurre la dipendenza dalle Big Tech.

Un movimento europeo per l’indipendenza digitale


Il Digital Independence Day non è un semplice evento, ma fa parte di un movimento europeo nato per promuovere una cultura della libertà digitale.

L’obiettivo è semplice quanto ambizioso: dimostrare che esistono già oggi alternative concrete ai grandi servizi centralizzati. Social network federati, cloud personali, sistemi operativi liberi, strumenti di collaborazione, servizi di traduzione, videoconferenze, posta elettronica, mappe, repository di codice e decine di altre tecnologie permettono di utilizzare Internet senza affidare ogni aspetto della propria vita digitale a poche multinazionali.

Ogni mese la rete europea del Digital Independence Day promuove oltre 300 eventi tra incontri pubblici, workshop, install party, conferenze, laboratori e momenti di formazione, coinvolgendo cittadini, scuole, associazioni e amministrazioni pubbliche.

L’edizione italiana rappresenta quindi l’ingresso del nostro Paese in una rete internazionale che considera la sovranità digitale non come uno slogan, ma come un percorso concreto fatto di tecnologia, formazione e comunità.

Perché parlare di indipendenza digitale


Negli ultimi anni milioni di persone hanno affidato comunicazioni, documenti, fotografie, relazioni sociali e perfino il proprio lavoro a un numero sempre più ristretto di piattaforme.

Questa concentrazione porta con sé diversi problemi:

  • raccolta massiva dei dati personali;
  • profilazione commerciale;
  • dipendenza da servizi proprietari;
  • difficoltà nel cambiare piattaforma;
  • perdita di controllo sui propri contenuti;
  • crescente utilizzo di algoritmi opachi e sistemi di intelligenza artificiale centralizzati.

L’indipendenza digitale non significa rifiutare la tecnologia, ma riappropriarsi della possibilità di scegliere strumenti aperti, interoperabili e rispettosi della libertà degli utenti.

SFSCON: il punto di riferimento del Software Libero in Italia


A ospitare il primo Digital Independence Day italiano sarà SFSCON, la storica conferenza internazionale di Bolzano dedicata al Software Libero che da anni rappresenta uno degli appuntamenti più importanti in Europa con più di 1000 partecipanti ad edizione.

L’evento riunisce sviluppatori, ricercatori, aziende, pubbliche amministrazioni, studenti e comunità open source provenienti da tutta Europa, affrontando temi come:

  • software libero;
  • open data;
  • sicurezza informatica;
  • pubblica amministrazione digitale;
  • infrastrutture aperte;
  • sovranità tecnologica.

Portare il Digital Independence Day all’interno di SFSCON significa creare un ponte tra il mondo dello sviluppo del software libero e quello degli utenti, delle associazioni e delle comunità che ogni giorno utilizzano queste tecnologie.

Fedimedia: costruire alternative, non solo raccontarle


A promuovere l’iniziativa è Fedimedia, associazione nata per mettere in rete le realtà italiane che lavorano ogni giorno per costruire un ecosistema digitale indipendente.

Fedimedia riunisce amministratori di server del Fediverso, associazioni, sviluppatori, divulgatori e attivisti che gestiscono servizi basati esclusivamente su software libero.

Tra questi figurano piattaforme Mastodon, PeerTube, Matrix, Pixelfed, lemmy, Forgejo, Nextcloud, LibreTranslate e numerosi altri servizi che permettono a cittadini, associazioni e organizzazioni di utilizzare strumenti aperti senza dipendere dalle Big Tech.

L’obiettivo dell’associazione è favorire la collaborazione tra gli operatori del settore, condividere competenze tecniche e diffondere una cultura dell’autonomia digitale attraverso eventi, formazione e supporto reciproco.

Di cosa parleremo nel Digital Indipendence day a Bolzano il 13-14 novembre?


La sovranità digitale e l’indipendenza tecnologica dalle Big Tech: storie, esperienze e soluzioni per costruire un’Europa più libera, aperta e consapevole. Un percorso tra progetti, comunità e strumenti che stanno già rendendo possibile un ecosistema digitale più autonomo, trasparente e rispettoso dei diritti delle persone: di.day

Un invito a tutta la comunità


Il Digital Independence Day italiano non vuole essere solo un punto di incontro per chi sviluppa software libero, per chi amministra infrastrutture, ma è dedicato alla grande comunità di persone e che semplicemente desidera capire come ridurre la propria dipendenza dalle grandi piattaforme digitali.

Non sarà una conferenza tecnica, ma un luogo dove ritrovarsi dal vivo, confrontarsi su come costruire un ecosistema digitale più aperto, decentralizzato e sostenibile. E sopratutto riuscire a ritrovarsi anche dal vivo almeno una volta e conoscere chi amministra le grandi piattaforme delfediverso italiano, discutere e migliorarsi insieme.

Perché la vera innovazione non consiste nel creare nuovi strumenti proprietari online, ma nel restituire alle persone il controllo della propria tecnologia con software realmente libero ed europeo.

Il 13 e 14 novembre, a SFSCON, l’Italia entrerà ufficialmente nella rete europea del Digital Independence Day. Un primo passo per dimostrare che un’informatica più libera non appartiene al futuro: esiste già oggi, grazie al lavoro di comunità, sviluppatori e volontari che ogni giorno costruiscono alternative concrete alle Big Tech.

Un’iniziativa libera, indipendente e costruita dalla comunità


C’è un aspetto che rende il Digital Independence Day diverso da molte altre manifestazioni dedicate alla tecnologia.

L’iniziativa è totalmente indipendente: non è sponsorizzata da aziende, non ha investitori alle spalle, non è uno strumento di marketing e non nasce per promuovere un prodotto o generare profitti.

È un movimento dal basso, nato in Germania e diffusosi rapidamente in tutta Europa grazie al lavoro di associazioni, volontari, comunità locali, sviluppatori e attivisti che condividono un obiettivo comune: restituire alle persone il controllo della propria vita digitale.

Fedimedia aderisce a questo movimento europeo portandone per la prima volta l’esperienza in Italia, mantenendone lo stesso spirito: collaborazione, condivisione della conoscenza, software libero e indipendenza dalle grandi piattaforme.

Crediamo che la sovranità digitale non possa essere venduta come un prodotto. Deve essere costruita insieme, attraverso comunità aperte, tecnologie libere e persone disposte a condividere competenze ed esperienze.

Unisciti al movimento


Se credi anche tu che sia arrivato il momento di costruire un’alternativa concreta alle Big Tech, e creare una reale sovranità digitale europea puoi partecipare fin da oggi:

💬 Entra nei nostri gruppi:

Telegram
t.me/+y61epDtOmy80NWE0

Matrix
matrix.to/#/%23fedimedia:mozil…

🤝 Oppure entra a far parte di Fedimedia inviando la tua richiesta di iscrizione:
cloud.mastodon.uno/apps/forms/…

Vuoi seguire un intervento?


Il programma del Digital Independence Day è ormai quasi completo e nelle prossime settimane pubblicheremo l’elenco dei relatori.

Se però vuoi avere un’anteprima di quello che verrà presentato a Bolzano il 13 e 14 novembre, c’è il canale peertube del DIgital Indipendence Day..

📧 Contattaci all’indirizzo email info@fedimedia.it oppure su mastodon o telegram per ogni informazione sul Digital Indipendence Day.

L’indipendenza digitale si costruisce insieme, condividendo conoscenze, creando servizi liberi, aiutando le persone ad abbandonare le piattaforme proprietarie e dimostrando che un’altra Internet non solo è possibile, ma esiste già.


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in reply to .mau.

Mi sa che sono stato troppo oscuro, mi spiego meglio: se invece che la regola "3n+1" avessimo "3n-1", o "4n+1" o qualcosa di simile, il comportamento della successione non sarebbe così interessante. È un po' come con Life: un'altra scelta dei parametri di nascita/sostentamento/morte non porta a nulla di interessante, e mi pare di avere letto che Conway ci abbia studiato un po' prima di trovare la giusta via.
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«Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti sta ora offrendo sovvenzioni fino a 3 milioni di dollari a gruppi allineati al movimento MAGA in Europa, scrive il Financial Times.
Quindi fammi capire...
Putin conduce una guerra in Europa. Questo costringe l'Europa a comprare armi dagli Stati Uniti. Trump aggiunge un margine del 10% su quelle armi per riempire le sue casse. Poi spende soldi in Europa per far avanzare gruppi che siano pro-Putin. In breve: gli Stati Uniti stanno combattendo attivamente contro il mondo democratico spingendo il progetto di Putin nei paesi che combattono il progetto di Putin».

mastodon.social/@randahl/11692…


The US state department is now offering grants of up to $3 million to MAGA-alligned groups in Europe, writes FT.

So let me get this straight…

Putin wages a war in Europe. That forces Europe to buy weapons from the US. Trump ads a 10 percent markup on those weapons to fill his coffers. He then spends money on advancing groups in Europe that are pro Putin. In short: The US is actively fighting against the democratic world by pushing the Putin agenda in countries fighting the Putin agenda.


Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Dipinti trafugati in Italia rientrano nel nostro Paese grazie alle indagini dei Carabinieri TPC e delle Autorità della Romania


Dieci dipinti, rubati il 23 agosto 2024 in un'abitazione di Bassano del Grappa (Vicenza) e trasportati illegalmente in Romania, sono stati rimpatriati in Italia grazie all'azione congiunta dei #Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (#TPC) e delle autorità rumene. Le opere, attribuite a maestri della pittura italiana tra il XV e il XVII secolo, avevano causato un danno economico di oltre 90.000 euro al collezionista proprietario.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Vicenza e avviate dalla Sezione Antiquariato dei Carabinieri TPC, hanno beneficiato di una stretta collaborazione giudiziaria con il Tribunale di Costanza (Romania). Sul territorio estero, le operazioni sono state condotte grazie al canale di cooperazione internazionale attivo tra i Carabinieri TPC e il Servizio per la Protezione del Patrimonio Culturale Nazionale della Polizia Romena. Questa sinergia ha permesso non solo di identificare i responsabili del furto, ma anche di garantire il pieno recupero delle dieci preziose opere.

Per celebrare il successo dell'operazione, l'Ispettorato Generale della Polizia rumena, tramite la Direzione Investigativa Criminale, ha organizzato una cerimonia ufficiale di consegna dei dipinti ai rappresentanti del Comando Carabinieri TPC. Alla cerimonia hanno partecipato esponenti dell'Ispettorato Generale della Polizia rumena, della Procura estera, del Comando Carabinieri TPC, dell'Ufficio dell'Addetto agli Affari Interni presso l'Ambasciata d'Italia in Romania e del Museo del Comune di Bucarest.

Le indagini sono state avviate sulla base di informazioni investigative che indicavano la presenza delle opere rubate in Romania. Fondamentale si è rivelata la consultazione tempestiva della "Banca Dati dei Beni Culturali illecitamente sottratti", un sofisticato archivio digitale di esclusiva proprietà dei Carabinieri TPC, utilizzato per la ricerca e il confronto delle immagini delle opere da localizzare. I riscontri investigativi effettuati in Romania hanno confermato l'identità dei dipinti trafugati nel 2024 in Italia.

La cooperazione tra le autorità italiane e rumene è avvenuta attraverso i canali ufficiali di giustizia e polizia, con uno scambio sicuro di informazioni effettuato tramite gli strumenti condivisi di Europol. Il recupero e la restituzione di questi beni culturali dimostrano l'efficacia della collaborazione internazionale nella lotta alla criminalità transfrontaliera legata al traffico illecito di opere d'arte, confermando l'impegno del Comando Carabinieri TPC nella tutela del patrimonio e nel rafforzamento delle partnership internazionali.

@news

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Trump afferma di aver rinunciato all'idea di un risarcimento del 20% per il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, preferendo accordi commerciali e di investimento con i vari Paesi del Golfo
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Contos #7 – Balla Sardigna, quando la tradizione sarda parla ai giovani

Al festival Sciampitta 2026 di Quartu Sant’Elena, un gruppo di giovani musicisti ha dimostrato che il folk sardo può ancora emozionare — e conquistare nuove generazioni. C’è un momento, durante ogni edizione di Sciampitta, in cui il palco di piazza Mercato smette di essere solo un palco e diventa una macchina sucontu.wordpress.com/2026/07/…

#7
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YouTube blocca un video critico per il controllo della chat nell'UE

Un episodio di un podcast finlandese che aveva osato affrontare le preoccupazioni relative alla sorveglianza di massa delle conversazioni online dei cittadini dell'UE è stato rimosso dal colosso tecnologico per gli utenti residenti nell'Unione Europea.

europeanconservative.com/artic…

@privacypride

in reply to Luca Sironi

@luca @kenobit @mario @_elena @simone @DigiDavidex Grazie non lo sapevo. In definitiva mi pare di poter dire che PT soffra più o meno degli stessi problemi di altre piattaforme del fediverso: i limiti di spazio e banda sui server, la continuità di servizio. Beh, c'è ancora spazio per miglioramenti credo.
in reply to Luca Sironi

Vero. Per questo sto pensamdo di andare su peertube.uno: per avere un backup e un posto libero dove pubblicare (che è tantissimo eh), ma forse fare da backup non dovrebbe essere l'aspirazione principale di peertube.

@kenobit @mario @_elena @gazzettadelcadavere @DigiDavidex @informapirata @privacypride

informapirata ⁂ reshared this.

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L’UE ha in mente ben più di un blocco dei social per i minori. Ed è un’impresa titanica

C’è da studiare le 156 pagine del report sulla sicurezza dei bambini online che un gruppo di 67 esperti tra pediatri, psicologi, sociologi, ma anche associazioni, esperti di diritti e portavoce delle consulte giovanili dei 27 Stati europei ha elaborato in quattro mesi.

mediatrends.it/lue-ha-in-mente…

@informatica

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I Paesi Bassi avvertono che la dipendenza dalla tecnologia statunitense potrebbe avere "gravi conseguenze" per la società.

Gli esperti ritengono che ciò potrebbe promuovere la concorrenza tra i fornitori di servizi IT.

Diversi organismi di regolamentazione nei Paesi Bassi stanno esprimendo preoccupazione per la dipendenza del paese dalle aziende tecnologiche americane e chiedono un'azione immediata per rafforzare l'autonomia digitale.

cybernews.com/privacy/netherla…

@eticadigitale

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Il negoziatore infedele: come un consulente anti-ransomware ha tradito i suoi clienti per BlackCat


Angelo Martino, ex negoziatore ransomware per una società USA di incident response, è stato condannato a 70 mesi di carcere per aver passato informazioni riservate sulle trattative dei clienti alla gang BlackCat/ALPHV e per aver poi distribuito ransomware contro nuove vittime. Un caso di insider threat che mette in discussione la fiducia nell'intero settore della negoziazione ransomware.
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Lo pagavano per salvare le vittime dai ransomware. Invece vendeva le loro strategie di trattativa proprio a chi le stava estorcendo. Il 9 luglio 2026 un tribunale federale della Florida ha condannato Angelo Martino, ex negoziatore per una società di incident response statunitense, a 70 mesi di carcere per aver collaborato dall’interno con la gang BlackCat/ALPHV, passando ai criminali informazioni riservate sulle trattative dei propri clienti e, in un secondo momento, aiutando a distribuire ransomware contro altre vittime. È uno dei casi di insider threat più clamorosi mai emersi nel settore della risposta agli incidenti, e riscrive le regole su chi va fidato quando un’azienda è sotto estorsione.

Il ruolo del negoziatore, capovolto


Nel settore della cyber incident response, il negoziatore è la figura che si siede — metaforicamente — al tavolo con la gang ransomware per conto della vittima: valuta la credibilità della minaccia, verifica le prove dell’esfiltrazione, tratta il prezzo del riscatto e gestisce la comunicazione con l’attaccante attraverso chat cifrate o portali onion dedicati. È un ruolo che richiede accesso diretto alle informazioni più sensibili di un’azienda compromessa: quanto è disposta a pagare, quali dati sono stati davvero rubati, quali sono le sue coperture assicurative, quanto è disperata la situazione. Martino, impiegato presso una società statunitense di incident response il cui nome non è stato reso pubblico negli atti giudiziari, aveva esattamente questo tipo di accesso.

Secondo il Dipartimento di Giustizia USA, a partire dall’aprile 2023 Martino ha iniziato a collaborare con gli operatori di BlackCat/ALPHV — all’epoca una delle ransomware-as-a-service più aggressive al mondo, poi disattivata a inizio 2024 dopo un’operazione internazionale di law enforcement e una successiva, sospetta “exit scam” ai danni degli affiliati. In cambio di un compenso, Martino forniva alla gang informazioni riservate sulla posizione negoziale e sulla strategia dei clienti che stava, formalmente, difendendo: quanto erano disposti a pagare, quali argomentazioni avrebbero usato per abbassare il riscatto, quando stavano per cedere. Con queste informazioni in mano, gli attaccanti potevano calibrare la pressione e massimizzare l’incasso finale, in un conflitto d’interessi totale in cui la vittima pagava — letteralmente — anche lo stipendio di chi la stava tradendo.

Da complice a operatore: il salto di qualità criminale


Il caso non si è fermato alla fuga di informazioni. Gli atti giudiziari descrivono un’evoluzione: Martino ha reclutato Kevin Martin, 36 anni del Texas, assunto come suo collega dopo che la cospirazione era già in corso, e si è coordinato con Ryan Goldberg, 41 anni della Georgia, dipendente di un’altra società di incident response con lo stesso accesso privilegiato alle trattative delle vittime. Insieme, tra aprile e novembre 2023, i tre non si sono limitati a passare informazioni: hanno distribuito attivamente ransomware BlackCat contro nuove vittime statunitensi, diventando a tutti gli effetti affiliati della gang che avrebbero dovuto combattere. Una delle estorsioni portate a termine dal gruppo ha fruttato circa 1,2 milioni di dollari in Bitcoin, spartiti tra i cospiratori.

Le forze dell’ordine hanno sequestrato asset per oltre 10 milioni di dollari riconducibili a Martino: criptovalute, veicoli, un food truck e persino un’imbarcazione da pesca di lusso, tutti acquistati con i proventi dello schema. Un dettaglio che, secondo gli investigatori, è stato decisivo per ricostruire il flusso di denaro e collegare i pagamenti in criptovaluta ricevuti dagli affiliati BlackCat all’account personale di Martino.

Timeline del caso


  • Aprile 2023 — Martino inizia a collaborare con gli operatori BlackCat/ALPHV, passando informazioni riservate sulle trattative dei clienti che sta assistendo.
  • Aprile–novembre 2023 — Martino, Martin e Goldberg distribuiscono attivamente ransomware BlackCat contro nuove vittime negli Stati Uniti; una delle estorsioni frutta circa 1,2 milioni di dollari.
  • 2024 — Le indagini federali portano all’incriminazione dei tre; sequestro di asset per oltre 10 milioni di dollari.
  • 9 luglio 2026 — Angelo Martino viene condannato a 70 mesi di carcere federale; Martin e Goldberg hanno già ricevuto condanne separate in procedimenti collegati.


Perché conta per chi lavora nella risposta agli incidenti


Il caso Martino non è un episodio isolato di corruzione: è un campanello d’allarme strutturale per un intero settore che, negli ultimi anni, si è professionalizzato rapidamente ma spesso senza gli stessi controlli di integrità richiesti in altri ambiti a contatto con informazioni finanziarie sensibili, come la consulenza legale o quella assicurativa. Un negoziatore ransomware ha, per definizione, accesso a tutto ciò che serve a un attaccante per massimizzare il danno: la soglia di dolore economico della vittima, le sue debolezze legali, la tempistica delle sue decisioni. Se quella figura può essere corrotta — o è già collusa fin dall’inizio, come sembra essere il caso qui — l’intero modello di negoziazione assistita si trasforma in un vettore di attacco interno.

Per le aziende che si affidano a società di incident response e negoziatori esterni, alcune contromisure pratiche emergono direttamente da questo caso:

  • Richiedere che le società di IR dichiarino esplicitamente le proprie policy di vetting interno per il personale che gestisce trattative con gruppi ransomware, incluse verifiche periodiche successive all’assunzione.
  • Separare, dove possibile, chi conduce materialmente la trattativa da chi ha visibilità completa sulla soglia di pagamento autorizzata dal cliente e dalla sua assicurazione cyber.
  • Tracciare e loggare ogni comunicazione tra il negoziatore e l’attaccante, con controlli indipendenti (legale esterno, assicuratore) che rivedano a campione le trascrizioni delle chat di negoziazione.
  • Trattare l’accesso alle informazioni di negoziazione — cifre, scadenze, coperture assicurative — con lo stesso livello di compartimentazione riservato ai segreti industriali, non come normale corrispondenza operativa.

Il collasso di BlackCat/ALPHV a inizio 2024, con il probabile exit scam ai danni dei propri affiliati, ha già dimostrato quanto fosse marcio l’ecosistema attorno a quella particolare gang. Il caso Martino aggiunge un tassello inquietante: la marcescenza non riguardava solo il lato criminale dell’equazione, ma si era infiltrata anche in chi, sulla carta, doveva difendere le vittime.

Fonti: comunicato del Dipartimento di Giustizia USA (justice.gov/opa), TechCrunch, The Hacker News, CyberScoop, DataBreaches.net.

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Macron e il capo dell'OMS hanno appena pubblicato una dichiarazione congiunta che chiede la verifica dell'età online per proteggere i bambini!

Tralasciano che per controllare l'età di un bambino serve verificare l'identità di tutti!

L'OMS e la Francia avvertono che il profiling dei dati minaccia la tua privacy, poi nella stessa dichiarazione pretendono sistemi di verifica dell'età che raccolgono ancora più informazioni sulla tua identità... 🤡

reclaimthenet.org/france-and-w…

@privacypride@feddit.it

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📣 Vi siete persi il DevConf Italia 2026?

@devconf@citiverse.it

Niente paura, qui di seguito i link alle registrazioni mandate in onda su YT:

❤️ 7 Luglio mattina youtube.com/watch?v=OwU4nQzD3j…

❤️ 7 Luglio pomeriggio youtube.com/watch?v=nhreRdzRTx…

❤️ 8 Luglio mattina youtube.com/watch?v=e1Ege3H-SF…

❤️ 8 Luglio pomeriggio youtube.com/watch?v=gWPlkwk22k…

Qui invece alcuni scatti fotografici delle 2 giornate pixelfed.uno/c/980743000520435…

#devconf #devconf_ita #devconf_ita26 #devconf26

in reply to massimo.peca

@events_images@mastodon.social perchè pubblicare su peertube video da 4 ore a step (mattina / pomeriggio) per ben 2 giorni non sarebbe stata una cosa comoda ne fattibile visti i limiti non solo di spazio ma anche di banda.

Inoltre il canale YT è stato seguito da altro personale universitario che non poteva essere presente sul momento fisicamente al convegno.

Infine abbiamo preferito cosi anche per una questione di comodità visto che al momento, da quello che so, bisogna usare vari strumenti che facciano da ponte per la diretta streaming o mi sto sbagliando?

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L’infrastruttura è il tema del decennio. Il post di Simone Scavo

Energia, silicio e data center. Il mondo digitale poggia su un mondo fisico. E il mondo fisico ha un collo di bottiglia.

wattandwafer.substack.com/p/li…

@informatica

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La Procura di Manhattan restituisce ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale reperti archeologici


Il District Attorney’s Office di Manhattan ha annunciato il rimpatrio in Italia di 48 reperti archeologici, sottratti illecitamente al nostro Paese per un valore complessivo superiore a 300.000 dollari. Si tratta del diciannovesimo atto di restituzione nell’arco degli ultimi vent’anni; secondo Matthew Bogdanos, Capo dell’Unità per il Traffico di Antichità di New York, i beni restituiti all’Italia dalla sua unità hanno raggiunto nel complesso un valore di 100 milioni di dollari.

I beni sono stati ufficialmente riconsegnati allo Stato italiano durante una cerimonia formale presieduta da Matthew Bogdanos. Alla consegna hanno preso parte Giuseppe Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York – accompagnato dalle vice consoli Marta Mammana e Alessandra Oliva – e il Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Le indagini della magistratura statunitense hanno accertato che 45 di questi reperti erano custoditi nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art (“Met”), dove erano confluiti in passato grazie alle attività di reti di trafficanti internazionali guidate da Robert Hecht, Jonathan Rosen e Fritz Burki. Tra i pezzi di maggiore spicco sequestrati e rimpatriati figurano un prezioso psictere a colonnette in terracotta, datato tra il 480 e il 470 a.C. e attribuito al Pittore di Troilo, nonché un piatto da pesce in marmo proveniente dalla Magna Grecia (circa 400 a.C.).

L’inchiesta e i successivi sequestri delle opere italiane sono stati coordinati da Bogdanos insieme alla Sostituto Procuratrice Jacqueline Studley. A supportare il dossier hanno lavorato le analiste investigative Giuditta Giardini e Hilary Chassé, l’investigatore John Paul Labbat e l’Agente Speciale Brenton Easter della Homeland Security Investigations. Nella stessa sessione di restituzioni guidata dalle autorità giudiziarie di Manhattan, sono stati riconsegnati anche alcuni reperti storici appartenenti ai popoli dell’Iraq e dell’Indonesia.

L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità e collaborazione tra le due parti. Durante il suo intervento, il Console Pastorelli ha ringraziato Bogdanos: “Nonostante non ci conosciamo da molto tempo, posso affermare che il suo lavoro è lodevole; è un onore essere qui. Spero che lei possa continuare a operare in questo ufficio per i prossimi vent’o trent’anni”.

Bogdanos ha osservato che il “lavoro è tutt’altro che finito e non siamo nemmeno vicini a concluderlo, ed è giusto così”. Bogdanos, che vanta esperienza in numerosi teatri di guerra con un focus sui reparti dedicati alla tutela dell’arte, ha chiuso il suo discorso ringraziando “per oggi, ma soprattutto per domani”.

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Day 2 of #MeshCore experiments, let's go! 🚀

First I'll try to see if I can send any messages with just my companion unit and if that fails, I will set up my second unit as a repeater on my parents' balcony...

Thanks to everyone who sent in pics of their cute pets yesterday to cheer me up (after hours of failing to send any messages). Much appreciated! 💖

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Il membro del collegio del garante privacy Agostino Ghiglia: “Chat Control è strumento sproporzionato, ecco perché”

La sicurezza autentica non nasce dal controllo indistinto. Nasce dalla precisione: ordini mirati sui sospetti, cooperazione investigativa rafforzata, autorità competenti più forti, sicurezza fin dalla progettazione, rimozione tempestiva dei contenuti illeciti e strumenti efficaci contro la recidiva digitale.

agendadigitale.eu/sicurezza/pr…

@privacypride

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L'UE minaccia Meta con una multa di 12 miliardi di euro, a meno che non smantellino i meccanismi di dipendenza di Facebook e Instagram, come l'autoplay e lo scroll infinito.

La Commissione europea ha preso di mira lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica su Instagram e Facebook, scoprendo che Meta non è riuscita a mitigare adeguatamente i rischi che le sue piattaforme rappresentano per la salute mentale degli utenti, compresi i bambini.

euronews.com/next/2026/07/10/i…

@eticadigitale

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Esattamente dieci anni fa, il 12 luglio 2016, ci lasciava Lorenzo Amurri.

Classe 1971, le prime volte in cui lessi il suo nome fu nei libri di suo padre, lo sceneggiatore e paroliere Antonio Amurri.

In un capitolo in cui narrava le intricate vicende scolastiche di Lorenzo, comprensive di una bocciatura, Antonio Amurri scherzosamente diceva di temere che suo figlio perdesse non solo un anno di scuola ma proprio un anno di vita.

Antonio Amurri morì anni prima prima che la sua scherzosa profezia si avverasse: nel 1997, mentre sciava, Lorenzo si schiantò contro un pilone; seguirono un periodo di coma farmaceutico, poi l'infinita riabilitazione che non gli ridiede la sua mobilità.

Cominciò a scrivere usando una tastiera con la nocca di un dito, e dal 2008 affidò al blog Tracce di ruote il suo diario ironico di persona con disabilità in una società menefreghista. Il blog non è più online, tuttavia i contenuti sono stati riversati nel libro omonimo edito da Fandango.

Nel 2013 Fandango pubblicò il libro Apnea, in cui Lorenzo Amurri descriveva come un'apnea il periodo di rifiuto della sua nuova condizione fisica.

Qui l'intervista che nel 2013 rilasciò a Daria Bignardi all'interno della trasmissione Le invasioni barbariche.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
in reply to Elena Brescacin

@elettrona Verissimo. Mentre scrivevo mi trovavo in un parco pubblico senza essermi portato nessuna documentazione, sicuro di potermi affidare al web per reperire informazioni più precise che un tempo c'erano. Invece ho trovato pochissimo. Meno male che YouTube conserva ancora almeno l'intervista.

@informapirata

informapirata ⁂ reshared this.

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ARCHIVIO 2016 - Tra le trame di The Cursed Travails of the Demeter si respira l'aria intrisa di un fetore luciferino come negli storici album a cavallo tra gli anni ottanta ed il decennio successivo

iyezine.com/vircolac-the-curse…

#iye #iyezine #inyoureyesezine

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Sono consapevole di aprire una discussione rilanciando queste riflessioni di #laviniaMarchetti
ma ritengo sia utile confrontarsi su questo senza tabù

"PERCHÉ NON VOTO?

Me lo avete chiesto in molti, a dire il vero con poco rispetto per una scelta piuttosto elaborata. Ma comprendo il fatto che fin da piccoli ci insegnano come un mantra che "il voto è un diritto e un dovere", "meglio votare che lasciare il governo in mano ai fascisti", "turiamoci il naso", ecc. ecc. . La ragione non è il menefreghismo, e nemmeno la delusione del momento. È una convinzione antica, che affonda le radici nel pensiero libertario, e riguarda il cuore stesso della faccenda: la delega.

Non votare non significa lavarsene le mani. Errico Malatesta, che di queste cose si intendeva, distingueva con nettezza l’astensione come indifferenza dall’astensione come lotta. La prima è la pigrizia di chi se ne infischia, la seconda è la scelta di chi mette le proprie energie altrove, nel conflitto reale invece che nel suo simulacro. Io appartengo alla seconda schiera. Non voto perché la politica la pratico altrove, in un altro luogo e in un altro modo, tutti i giorni.

Al fondo del mio rifiuto sta una diffidenza verso il principio di rappresentanza. Delegare vuol dire consegnare a un altro la propria porzione di potere, con la "speranza" che la usi nel mio interesse. Il rappresentante, però, appena eletto risponde al partito e ai poteri che lo tengono in piedi, e a me quasi più niente. Così funziona il "sistema".

Si obietta che il problema sono i rappresentanti corrotti, e che basterebbe eleggerne di onesti. Magari fosse così semplice. Perfino gli uomini più integri, una volta dentro il meccanismo, ne vengono assorbiti, perché il meccanismo ha una logica propria che non dipende dalle buone intenzioni. Il potere delegato corrompe la delega ben prima ancora di corrompere la persona. Rousseau, che pure non era un anarchico, lo aveva capito due secoli e mezzo fa:

"Il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del Parlamento; appena questi sono eletti, esso torna schiavo, non è più niente".

EH, MA LA "DEMOCRAZIA"...

Come puoi rifiutare il voto, mi si dice, se il voto è la democrazia? In questa domanda si nasconde un equivoco storico grande come una casa. La democrazia che gli ateniesi inventarono non somigliava affatto alla nostra. Era diretta, i cittadini decidevano di persona nell’assemblea, e affidava quasi tutte le cariche pubbliche al sorteggio, non all’elezione.

La ragione era ovvia, e la formulò Aristotele. Estrarre a sorte è democratico, eleggere è aristocratico, perché, in quel caso, l’elezione serve a scegliere i "migliori", e la scelta dei migliori è il principio dell’aristocrazia, non quello dell’uguaglianza. Nella democrazia vera chiunque può governare ed essere governato a turno, e il sorteggio garantisce esattamente questo. Lo storico David Van Reybrouck, nel suo «Contro le elezioni», ricostruisce come il voto sia nato, con le rivoluzioni del Settecento, per selezionare una nuova élite, e come solo più tardi sia stato ribattezzato democrazia. Chiama fondamentalismo elettorale il dogma per cui votare e decidere sarebbero la stessa cosa.
Van Reybrouck descrive anche la nostra malattia, e la chiama "sindrome da stanchezza democratica", l’entusiasmo per la democrazia che convive con la sfiducia totale verso le sue istituzioni. Quello che chiamiamo democrazia, insomma, è un sistema elettorale e rappresentativo, aristocratico nel congegno e democratico soltanto nel nome. Rifiutare quel congegno non significa rifiutare la democrazia. Significa prenderla sul serio nelle sue declinazioni.

I CAMBIAMENTI NON NASCONO DENTRO IL "SISTEMA"; SEMMAI IL SISTEMA SI ADEGUA ALLA PRESSIONE DEL FUORI

I grandi cambiamenti sociali non sono mai nati dentro i parlamenti. Sono nati fuori, nelle strade e nei luoghi di lavoro, e i parlamenti li hanno ratificati soltanto dopo, quando la forza sociale li aveva già imposti.
La giornata di otto ore non l’ha regalata un deputato, l’hanno strappata gli scioperi, e il suffragio universale l’hanno conquistato le suffragette in galera e gli operai in piazza, non la bontà dei governi. I diritti civili sono arrivati dopo i boicottaggi e le marce, mai prima. Il parlamento, in queste storie, si presenta sempre per ultimo, con il timbro. La leva del cambiamento sta fuori dall’urna, e chi vuole cambiare le cose fa bene a cercarla lì.

Si dice allora che le riforme, in fondo, passano dal parlamento, ed è vero. Passano però come la presa d’atto di un rapporto di forza deciso altrove. Camillo Berneri, che pagò con la vita la sua coerenza a Barcellona, additava lo Stato come la macchina che assorbe le energie del basso e le restituisce svuotate e addomesticate. Al suo posto immaginava una federazione di comunità che si autogovernano, dal basso verso l’alto, senza un vertice che decida per tutti. Non è un’astrazione da conferenza, è il principio che tiene in piedi una cooperativa o una cassa di mutuo soccorso.

FARE POLITICA IN PRIMA PERSONA

Se non delego, è perché la politica la faccio in prima persona, ed è una politica che chiede molto più di una crocetta. È la solidarietà concreta con chi resta indietro, e l’aiuto reciproco che tiene su un quartiere quando lo Stato lo abbandona. Chi vive dentro questa rete di rapporti non sente il bisogno di un rappresentante lontano, perché la sua parte di potere ce l’ha già in mano, e non intende cederla a nessuno.

La crocetta che si mette una volta a legislatura, al confronto, è il gesto più comodo che ci sia. Non costa niente, e in cambio regala una sensazione preziosa, quella di essere a posto con la coscienza. Ho fatto il mio dovere, si pensa, e ci si può voltare dall’altra parte per un lustro intero. Quella coscienza pulita a buon mercato è proprio ciò che non voglio, perché mi sembra il vero modo di lavarsene le mani.

OBIEZIONI CLASSICHE. IL MENO PEGGIO E LE ALTRE PAURE

So già che cosa mi risponderete, perché me lo sento ripetere da anni con le stesse identiche parole. Sono sempre le stesse obiezioni, e nascono tutte dalla stessa radice: la paura travestita da buonsenso.

  • La prima suona così: il sistema adesso è questo, e conviene stare alle regole del gioco che c’è. È la più subdola, perché si limita a constatare. Descrivere una cosa, però, non la rende giusta. Anche la monarchia assoluta era il sistema che c’era, e pareva solida come il cielo sopra la testa, finché una mattina non lo fu più. La schiavitù è stata la normalità per secoli, finché un pugno di persone si è rifiutato di chiamarla "normale". Il sistema è questo non è un argomento, è la prima obbedienza, quella che il potere sogna di sentirsi dire dai governati. La trovo la più pigra fra tutte le rese.
  • La seconda obiezione è la più nobile in apparenza, e la più efficace nel tenerci in riga. Si può dire, in tal senso che le opposizioni nascono per imbrigliare il dissenso. Votiamo il meno peggio, mi dite, o ci ritroveremo i fascisti al governo. La paura la capisco, e non la discuto. La vedo e la denuncio la deriva autoritaria, ma la vedevo anche quando a governare erano i "nostri". Guardiamo come lavora questo ricatto. Il meno peggio ti sa già in pugno, perché sa che temi troppo l’altro per lasciarlo, e un voto che non ha nessun altro posto dove andare è un voto che si incassa senza meritarlo. Così, elezione dopo elezione, il meno peggio scivola verso il peggio con tutto comodo, sicuro che la tua paura gli starà dietro. Questo è il PD. Può fare le peggio aberrazioni, ma tanto gli altri "sono peggio", quindi ci votano comunque.

Il fascismo non entra quasi mai dalla porta principale, in camicia nera e passo dell’oca. Entra perché il meno peggio, una volta al governo, delude e obbedisce, e abbandona sul terreno una massa di persone tradite, pronte a dare ascolto a chiunque prometta di rovesciare il tavolo. Il centro che governa come la destra non è la diga contro l’estrema destra, ne è il vivaio. Se guardo alla storia, il fascismo serio, non l’hanno mai fermato le schede, l’hanno fermato le organizzazioni operaie e la gente che si difendeva insieme. L’antifascismo è un fatto sociale, non una casella da barrare di tanto in tanto.

  • La terza obiezione mi vuole in colpa, chi non vota consegna il governo agli altri. La respingo. Consegnare il potere è precisamente ciò che fa chi vota, e non chi si astiene, è l’elettore a depositare la propria parte di sovranità nelle mani di un altro per un’intera legislatura. Io quella parte me la tengo, e la spendo di persona, giorno per giorno. Il vero delegante è chi mi rimprovera, non io.
  • Restano le due obiezioni più solenni. Mi si ricorda che per il voto è morta della gente, ed è sacrosanto. Quella gente, però, è morta per il diritto di decidere della propria vita, e quel diritto è molto più grande di una scheda da imbucare una volta a legislatura, lo si onora continuando la lotta dal basso, non affidandola a chi la spegne. Mi si avverte poi che senza rappresentanti verrebbe il caos, e osservo che il caos ce l’abbiamo già adesso, con i rappresentanti al loro posto. Le alternative esistono, dal sorteggio degli antichi alle assemblee di cittadini di oggi, alla solidarietà, all'autorganizzazione, e aspettano soltanto che la finiamo di considerare eterno un sistema che porta appena due secoli sulle spalle.

Lavinia Marchetti"

#democraziadelegata #democrazia #voto #nonvoto #votarevslottare

@politica

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#Meta è finita sotto la lente #UE : #Facebook e #Instagram vengono accusati di creare dipendenza, tra scroll infinito e funzioni pensate per trattenere l’attenzione. Sul fronte della #sovranità digitale, l’#Europa vuole riprendersi lo stack tecnologico per ridurre la dipendenza dalle #bigtech. Intanto #ChatControl riaccende il confronto tra privacy e sicurezza, mentre #DuckDuckGo blocca la pubblicità su #YouTube con una navigazione privacy-first.

@informatica

bit.ly/4aNLaqI

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Per la slopaganda russa riporto ...

@fediverso

If you find any of those Russian propaganda accounts, those who are posting fake stuff about #Ukrain or anti #Ukrainian disinformation, then report the post or account to @iftas.

#propaganda #slopaganda f.utzer.de/display/f5430ab4-18…


If you find any of those Russian propaganda accounts, those who are posting fake stuff about #Ukrain or anti #Ukrainian disinformation, then report the post or account to @IFTAS.

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Trump ha citato in giudizio un gruppo di giornalisti del New York Times per un’inchiesta sul suo nuovo Air Force One

Il New York Times ha scritto che nei mandati di comparizione si parla di «una presunta violazione della legge penale federale» ma che per il resto contengono pochi dettagli.

ilpost.it/2026/07/11/trump-new…

@giornalismo

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Ieri (sono indietro di un giorno ma recupererò): mattina al castello di Monte Cristo, eccentrica ma raffinata residenza fatta costruire da Alexandre Dumas padre (e svenduta dopo pochi anni per problemi economici). Pomeriggio alla casa natale di Debussy a St-Germain-en-Laye, oggi museo/auditorium, ricco di materiale sulla vita del musicista. Bonus experience: la vista su Parigi dalla terrasse panoramica del castello, con la moderna Défense a dominare la scena e la Tour Eiffel che emerge dietro la collina del Mont-Valérien.

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«Come forma di protesta (tardiva ma sincera) contro Facebook e la sua tossicità, unitamente alla sua "neutralità" di fronte al genocidio che distrugge il popolo palestinese, e contro il sostegno di fb allo Stato genocida, tra pochi giorni l'Aswrig - Asemic Writing Gallery (Galleria di scrittura asemica) - verrà chiusa e tutti i suoi contenuti saranno rimossi».

slowforward.net/2026/07/11/aga…


against fb’s toxicity and fb’s ‘neutrality’ on the genocide


As a form of (late but sincere) protest against #facebook and its toxicity along with its ‘neutrality’ in front of the genocide destroying the Palestinian people, and against fb’s support to the genocidal State, in a few days Aswrig – The Asemic Writing Gallery – will be disconnected and all its content will be removed.
facebook.com/aswrig/

And, of course, other fb pages run by me will be deleted too.
#facebook #FB #fediverse #FEDIVERSO #friendica #Gaza #genocide #Mastodon #noads #nocontrol #socialMedia


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Chat Control non muore mai. Chi rinuncia a un piano per sorvegliare in massa milioni di persone?

#ChatControl, il controverso regolamento UE sulla scansione di tutte le chat torna a galla. Con un cavillo il Parlamento europeo deve votare una proroga al progetto transitorio, mentre si prepara quello definitivo
Luca Zorloni intervista @bpreneel (Bart Preneel), docente dell’Università cattolica di Lovanio ed esperto di crittografia

questiontime.substack.com/p/ch…

@privacypride

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Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ed Operazione URA: una collaborazione internazionale conduce all'arresto di un latitante in Albania


Nei giorni scorsi, nel quartiere di Shkozet a Durazzo (Albania), personale del Centro Operativo #DIA di Bari e dell’Ufficio Investigativo Nazionale (#BKH) della #S.P.A.K. di Tirana, nell’ambito della Squadra Investigativa Comune istituita tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata (SPAK), ha arrestato un latitante di nazionalità albanese, irreperibile dal 21 maggio 2025, nell'ambito dell'Operazione URA, condotta congiuntamente da Italia, Albania e Belgio.

Il 21 maggio 2025, la Direzione Investigativa Antimafia di Bari e le autorità albanesi, con il supporto di Interpol, dell'Ufficio dell'Esperto per la Sicurezza di Tirana e della Polizia albanese, avevano già eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Procura Speciale di Tirana, coordinate da Eurojust (L'Aia) e dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo di Roma, due ordinanze di custodia cautelare. Queste riguardavano complessivamente 52 persone, ritenute nell'ambito delle indagini preliminari in corso, responsabili di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e altri reati (la responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo a conclusione del processo, attualmente in corso davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari).

Contestualmente, sono stati eseguiti decreti di sequestro patrimoniale in Albania e in Italia, relativi a beni mobili e immobili per un valore di diversi milioni di euro.

A seguito dell'irreperibilità di alcuni soggetti coinvolti nell'Operazione Ura, è stata avviata un'attività investigativa capillare tra Sud e Nord Italia e in Albania. A Durazzo è stato individuato il latitante, ritenuto – fatto salvo l'accertamento definitivo – il principale promotore di un sodalizio criminale attivo tra Puglia, Albania e Olanda. L'arresto è avvenuto nel suo stesso quartiere, considerata una roccaforte del gruppo criminale Troplini-Doci.

Al momento dell'arresto, mentre gli agenti notificavano la "red notice Interpol" emessa tramite il Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante è stato trovato in possesso di una pistola automatica con colpo in canna e due caricatori, denaro contante in valuta albanese e documenti falsi, tra cui una carta d'identità e una patente italiana. Questo ritrovamento testimonia la sua elevata capacità di movimento e i solidi legami con l'Italia.

Al termine delle operazioni, il presunto responsabile è stato trasferito nella Casa Circondariale di Durazzo in attesa delle procedure estradizionali, già avviate tramite i canali diplomatici. Il procedimento è attualmente pendente davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari (la colpevolezza dell'indagato dovrà essere accertata al termine del giudizio, nel pieno rispetto del contraddittorio con la difesa).

#s #dia #bkh

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Che cosa fare e che cosa non fare contro #Chatcontrol - in italiano e senza tracciamenti.

stopchatcontrol.it/

Aggiungo un paio di suggerimenti:

  1. Librewolf, già nativamente de-googlizzato, invece di Firefox: itsfoss.com/librewolf-vs-firef…
  2. se la vostra organizzazione vi obbliga a usare posta di sorveglianza, adottate come client Thunderbird - software libero - e imparate a cifrare la posta: mail.avvocloud.net/blog/tecnol…

Sappiamo bene che già i metadati bastano per ucciderci, ma non è un buon motivo per regalare anche i dati.

in reply to enzotib

Che dire?

Forse conviene evitare di stare nello stesso gruppo Whatsapp con loro
972mag.com/lavender-ai-israeli…

Da noi paiono funzionare la strategia del dissenso attivo: "Io non uso Whatsapp. Se volete comunicare con me, venite su..." e quella del richiamo alla coerenza: "Indignarsi per le stragi a Gaza e usare Whatsapp è come andare a una manifestazione per la pace su un carro armato." Però, perché un simile argomento sia efficace occorre, preliminarmente, essere capaci di indignarsi.

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)

Giacomo Tesio reshared this.

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È online il progetto italiano di protesta civica digitale stopchatcontrol.it - documentazione ufficiale e percezione del pericolo per informare, informarsi come cittadino e votare consapevolmente quando servirà.

Seguiamo tutte le tappe perché l’attività non è terminata con queste proroga “ordinaria” c’è ancora tanto da combattere e la partita è ancora lunga anche per il ChatControl2.0.

Nella sezione Partecipa, ho messo a disposizione anche un forum per eventuali discussioni


Oggi al parlamento europeo si è votato!

⛔️ 314 hanno votato contro #ChatControl
✅ 276 hanno votato a favore

Sembra semplice, ma ha vinto comunque il voto della minoranza.

Attenzione alle chat che utilizzate!

#StopChatControl

dariofadda.it/blog/post.php?sl…


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Il Telefono Non Deve Sapere. Il post di Andrea Amani

Mettiamo che sia passata. L'Europa ha smesso di somigliare a se stessa, e la legge che per anni era stata respinta di misura adesso e' in vigore: ogni dispositivo legge quello che scrivi e quello che leggi, prima che venga cifrato, e lo riferisce. Signal non ti salva, WhatsApp nemmeno. Quando il regime controlla il telefono, controlla il chiaro. La difesa non e' un'app da scaricare. E' spostare la cifratura fuori dal telefono, e lasciare al telefono solo un mestiere: trasportare buste sigillate di cui non puo' leggere il contenuto.

pinperepette.github.io/signal.…

@Privacy Pride