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#Internet esisteva prima delle piattaforme.

Oh! Davvero?

Davvero, ma non solo

Continua a esistere e continuerebbe a sopravvivere anche senza #instagram, #facebook, #tiktok, #whatsapp

E lo farebbe senza padroni che gestiscono il mercato dell'attenzione

C'è un bell'articolo che ne parla, si trova qui: terrygodier.com/the-boring-int…

#bigtech #protocols

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Chrome Installs 4 GB Gemini Nano Without Asking

@informatica

qui ci si prende delle libertà

awesomeagents.ai/news/chrome-g…

#llm #chrome

@informapirata
@signorina37
@quinta

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Ich habe mich auf die Warteliste für die neue europäische Social-Media-Plattform W Social setzen lassen. mit der Juristin und Mitgründerin Anna Zeiter. Das wird ja Zeiter!. Ambitioniert steht das W für eine Organisation, die mitmischt oder Knete gibt, und die großen W-Fragen oder generell für W-orld/W-elt. Jetzt im Moment (5.5.26 um 7.16 Uhr) gibt es keinen Eintrag bei Wikipedia. Edit-War?

download.deutschlandfunk.de/fi…
deutschlandfunk.de/europaeisch…
wsocial.eu/public/signup

#WSocial #Twitter #EarlyAdopter

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Oggi pensavo che alternative ci sono

Per i social classici c’è il Fediverso, dove ormai bazzico da cinque anni e qualche cicatrice digitale me la sono pure guadagnata

Per comunicare senza dipendere sempre dai soliti recinti, ci sono strumenti come Meshtastic, MeshCore e altre soluzioni simili. Dipende da cosa devi fare, da dove sei, da quanto vuoi sporcarti un minimo le mani

Poi ti guardi intorno

Tutti lì

A scrollare video su TikTok.
A inseguire storie su Instagram.
A vivere dentro WhatsApp come se fosse l’aria condizionata dell’universo

E quando provi a dire, “guardate che si può fare anche diversamente”, parte subito il grande coro nazionale

“Eh, ma chi lo usa?”

Tu
Lo userai tu

E se saremo in dieci, lo useremo in dieci.
Se saremo in cento, lo useremo in cento.
Ma qualcuno deve pur accendere il primo fuoco, altrimenti restiamo tutti al buio a lamentarci del freddo

Poi arriva l’altra frase immortale

“Bella idea, però è difficile.”

Certo che è difficile.
Se fosse tutto pronto, comodo, lucidato e servito col tovagliolino, probabilmente sarebbe già in mano a qualcuno che ti profila pure mentre sbadigli.

Le cose libere non piovono dal cielo.
Non arrivano col corriere già montate.
Ogni tanto bisogna costruirle, provarle, sbagliare, aggiustarle, bestemmiare sottovoce e riprovare.

Ed è lì che di solito capisco tutto.

Perché molti vogliono alternative, sì.
Ma le vogliono già fatte, già piene di gente, già famose, già semplici, già perfette.

In pratica vogliono la rivoluzione, ma con consegna Prime.

E allora ...
Smetto di spiegare.
Smetto di convincere.
Smetto di fare il venditore porta a porta dell’indipendenza digitale.

Torno alle mie cose.
Ai miei server.
Ai miei nodi.
Ai miei esperimenti.
Alle mie reti strane che magari oggi sembrano piccole, ma domani chissà.

Perché chi è buono solo a lamentarsi troverà sempre un motivo per non fare nulla.

Preferisco essere quello che, mentre gli altri chiedono “chi lo usa?”, sta già montando il primo pezzo.🙏

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Meta perde 20 milioni di utenti tra WhatsApp, Facebook, Instagram e Messenger nei primi tre mesi del 2026: ecco a cosa l'azienda attribuisce la colpa di questo crollo.

Meta, la società madre di Facebook , Instagram e WhatsApp , ha registrato un calo della sua enorme base di utenti. Durante una conferenza sugli utili tenutasi mercoledì (tramite The Verge), l'azienda ha rivelato di aver perso circa 20 milioni di utenti attivi giornalieri su tutte le sue app in questo trimestre.

Il calo si verifica in un momento in cui il gigante tecnologico sta contemporaneamente chiedendo agli investitori miliardi di dollari in più per finanziare una massiccia svolta verso l'intelligenza artificiale (IA).

timesofindia.indiatimes.com/te…

@informatica

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Trump attacca di nuovo Leone XIV: "Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici"

A pochi giorni dalla visita di Rubio in Vaticano, parlando con Salem news channel, Trump torna ad attaccare il Pontefice sull'Iran: "Lui pensa sia ok che Teheran abbia un'arma nucleare, io non penso sia una cosa buona". Ma il Segretario di Stato Parolin intona uno stigrancazzi in gregoriano e spiega che di quello che pensa Trump il Vaticano ci si sciacqua le palle

ilfoglio.it/esteri/2026/05/05/…

@politica

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Partendo da un viaggio di ritorno da Tuscania, rifletto sulla crisi dell’album nell’era delle playlist e sulla differenza tra ascolto frammentato e immersione narrativa. Riascoltando "The Dark Side of the Moon" e "Amarok", emerge quanto un’opera completa richieda tempo, fiducia e fatica, ma sappia anche ampliare il nostro sguardo e trasformarci. Album e romanzi restano spazi di resistenza, capaci di aprire il futuro.

stardust.blog/2026/05/riparten…

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«I feed RSS mi portano più traffico di Google» dal Blog di Terence Eden

Ho letto di recente un post sul blog di Susam in cui si affermava che "la maggior parte del traffico verso il mio sito web personale proviene ancora dai feed web" - mi chiedevo se fosse vero anche per il mio sito.
Ecco le visualizzazioni del mio blog negli ultimi 28 giorni.

Il post di @eden

shkspr.mobi/blog/2026/05/rss-f…

@eticadigitale


RSS Feeds Send Me More Traffic Than Google

shkspr.mobi/blog/2026/05/rss-f…
Yeah yeah, I know, data-point of 1.

I recently read Susam's blog post where they said that "most of the traffic to my personal website still comes from web feeds" - I wondered if that was true for my site.

I've been writing this blog for a while. I've never much bothered with "aggressive" SEO - I have a fairly semantic layout, all my reviews have metadata, and stuff like that - but I'm not cramming in keywords, using AMP, or whatever other chickens Google requires to be sacrificed for a higher ranking. Nevertheless, I do OK.

Last year, I added a bit of local-only, lightweight statistics-gathering to my blog. I can see which sites people click on to reach mine. Google is right up the top, DuckDuckGo is surprisingly high, Bing is lucky to crack the top 20 on any day. Similarly, I can see how much traffic I get from the Fediverse and BlueSky (Twitter has all but vanished).

A few weeks ago I added RSS and Newsletter tracking. These data are very lossy. If someone is subscribed to my RSS feed and opens a post and their client downloads a lazy-loaded image at the end of the post, I get a hit. For email it's broadly the same. If an email is opened and the tracker image is loaded, I get a hit (although Gmail does obfuscate that somewhat).

I'm not looking for super-accurate numbers (although I do block as many AI crawlers and bots as possible). I'm not creepily following people around the web nor am I trying to sell them anything. I just want a rough idea of where people find me.

Here are my blog's views for the last 28 days.
Atom 13774. Google 10833. RSS 10419. DuckDuckGo 2302. Email 2123.
Some months I get a surge of hits from link aggregators like HN or Reddit. Sometimes I'm linked to from a popular site or cited in academic work. But most of the time I bumble along getting hits from here, there, and everywhere. Nevertheless, it's lovely to see so many people choosing to subscribe0 (for free!) and astonishing that they provide more traffic than a major search engine.

Obviously, these are two very different types of traffic. People who are searching for a specific thing and stumble upon my blog are different from those who decide to like and subscribe.

But, yeah, about 25% of my traffic comes from people who have chosen to subscribe.

I'm just delighted that so many people read my random thoughts.


  1. For historic reasons, I have separate Atom and RSS feeds. Perhaps I should consider merging them? But it doesn't take much effort to publish in two subtly different formats. ↩︎

#blog #blogging #meta #statistics


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Ahoi SSD! 🏴‍☠️ - #Windrose, un gioco di pirati, stava silenziosamente distruggendo il tuo SSD senza che tu te ne accorgessi

Una cache del database configurata in modo errato causava scritture a oltre 108 GB all'ora, ma una patch è già disponibile.

techspot.com/news/112271-early…

@pirati

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Oggi sfrutto il mio tempo nel #fediverso per riflettere.

Quello che vedo sempre più spesso nel mondo #tech non è tanto adottare un nuovo paradigma o un nuovo tool, quanto la difesa incondizionata e fuori scala di questa azienda/fondazione/vedete voi e un'altra.

Questo è tifo.
Non critica.
Non divulgazione.

Ora, io capisco che culturalmente, anche per propri bias cognitivi (tutti ne abbiamo) ognuno di noi possa avere uno o un altro pensiero, ma questo non significa che anche altri pensieri non possano essere giusti.

Imporsi puntando il dito, non è costruttivo.
Confrontarsi è costruttivo.
Ma per confrontarsi in modo sano, bisogna poggiare i propri pensieri su fondamenta solide, e, pertanto, essere competenti e in grado di sostenere delle conversazioni tecniche specifiche.

Pretendere di poter avere un confronto solo con le opinioni non è plausibile nel mondo deterministico della tecnologia. È come pretendere di fare cambiare risultato alle equazioni matematiche a piacimento.

Per questo io stesso mi permetto di fare video dove metto in discussione tutto. Perché voglio vedere io in primis se a distanza di tempo ho ancora ragione, ma soprattutto dimostrare pubblicamente che quello che dico e le cose in cui credo, hanno fondamenta scientificamente solide.

Ora, detto questo, mi rivolgo a te, caro lettore/lettrice che hai speso questi 2 minuti nel leggere il mio molto prolisso post:

Non perderti in confronti senza basi tecniche a supporto delle argomentazioni tecnologiche del tuo interlocutore.

Informati.
Studia.
Impara.
Evolvi.

Ma non perderti nel qualunquismo che tanti portano avanti perché capaci solo a tifare.

Puoi cambiare il futuro, un piccolo passo alla volta, e se vuoi, potrai rendertene conto al @devconf

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🇩🇪 Politico-Leak über offene Streitpunkte in den #Chatkontrolle-Verhandlungen: Werden Telefonanrufe gescannt? Darf das Ausland Inhalte auf deutschen Servern löschen lassen, die hier legal sind? Löschanordnungen ohne Richter?
patrick-breyer.de/wp-content/u…
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Tanti auguri di pronta guarigione a @lastknight, ennesimo motociclista che rischia la vita per la stupidità degli automoblisti


Rimettiti in fretta, perché abbiamo un gran bisogno che la tua adorabile stronzaggine torni al 100% ❤️

youtu.be/UFU9pjqHZX8

@caffeitalia

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Sono qui solo per ricordarvi (e ricordarvi di ricordare agli altri) di usare le biblioteche pubbliche il più possibile perché se domani ce le tolgono poi non possiamo più lamentarci. Teniamo vivo ciò che è sociale in un mondo capitalista.

@cultura

in reply to Scapigliato 🚲

senza biblioteca sarei perso. Qualche giorno fa ho fatto un rapido calcolo a spanne e per i libri che ho letto l'anno scorso avrei dovuto spendere almeno 400 euro. Sarebbe stato infattibile per le mie finanze o quantomeno non avrei potuto farlo con la stessa leggerezza e curiosità. Certi libri scelti per caso e istinto non li avrei mai letti e sarebbe stato un peccato visto quanto mi hanno arricchito
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Riduci la tua impronta digitale: usa sistemi operativi orientati alla privacy come Ufficio Zero. In alternativa, Tails per attività davvero sensibili.

@sicurezza

#privacy #linux #sicurezza

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Google Chrome installa silenziosamente un modello Gemini Nano AI da 4 GB sul tuo dispositivo

❌ Nessun consenso
❌ Nessuna opzione di adesione
❌ Nessuna vera possibilità di disattivazione per gli utenti regolari
Non un piccolo esperimento, ma un'indagine condotta su miliardi di dispositivi.

mastodon.social/@Tutanota/1165…

➡️ Per saperne di più: thatprivacyguy.com/blog/chrome…
🔧 Ed ecco come disattivarla: tuta.com/blog/how-to-disable-g…

@informatica


Google Chrome silently installs a 4 GB Gemini Nano AI model on your device

❌ No consent
❌ No opt-in
❌ No real opt-out for regular users

This isn’t a small experiment & it’s on billions of devices.

➡️ Read more: thatprivacyguy.com/blog/chrome…

😠 A tactic we've already seen with Gemini on Android. But at least you can disable it here, learn how: tuta.com/blog/how-to-disable-g…


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Google Chrome silently installs a 4 GB Gemini Nano AI model on your device

❌ No consent
❌ No opt-in
❌ No real opt-out for regular users

This isn’t a small experiment & it’s on billions of devices.

➡️ Read more: thatprivacyguy.com/blog/chrome…

😠 A tactic we've already seen with Gemini on Android. But at least you can disable it here, learn how: tuta.com/blog/how-to-disable-g…

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Digital Tools and Learning: Plato Wins Again - VERSION WITHOUT LINKS TO AVOID FLAGGING BY GOOGLE WRONG ALGORITHMS

Dal blog Link&Think di @enriconardelli
link-and-think.blogspot.com/20…
@informatica
by Enrico Nardelli

(versione italiana qua)

VERSION WITHOUT LINKS TO AVOID FLAGGING BY GOOGLE WRONG ALGORITHMS

I had recounted, in a previous article, how the 2023 UNESCO report had sounded a first, dramatic alarm

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by Enrico Nardelli

(versione italiana qua)

VERSION WITHOUT LINKS TO AVOID FLAGGING BY GOOGLE WRONG ALGORITHMS

I had recounted, in a previous article, how the 2023 UNESCO report had sounded a first, dramatic alarm bell by defining Ed-Tech (that is, the use of digital tools in the education system) a "tragedy" with immense costs and virtually no benefits.

On January 15, 2026, before the United States Senate Committee on Commerce, Science, and Transportation, Dr. Jared Cooney Horvath, a neuroscientist specializing in learning and technology, recounted another silent tragedy: that of an entire generation sacrificed on the altar of digital technology.

Horvath, director of LME Global and author of the volume The Digital Delusion, is neither a nor a nostalgic. He is a scholar who has spent years analyzing tens of thousands of studies on the use of digital technology in education.

For over a century we have taken for granted that each generation was more intelligent than the previous one. This is the so-called "Flynn Effect." But Horvath presented chilling data: starting from the mid-2000s, the cognitive development of young people in the developed world stopped growing. In many cases, it has gone backward.

Horvath didn't limit himself to words. He brought before the committee, which conducted a public hearing (here the full video) on the theme "Plugged Out: Examining the Impact of Technology on America's Youth," data from major international studies involving millions of students in dozens of countries. These include PISA (Programme for International Student Assessment), the triennial survey on the level of preparation of 15-year-old students, TIMSS (Trends in International Mathematics and Science Study), a study that analyzes international trends in mathematics and science learning, and PIRLS (Progress in International Reading Literacy Study), an international survey that evaluates the reading skills of primary school students.

The conclusion is uniform: greater daily exposure to digital tools consistently corresponds to lower scores in reading, mathematics, and science. The more time spent in front of a screen, the worse the performance. The data is available within his written testimony.

I know very well that correlation is not causation, but it seems objectively difficult to identify causes other than the massive spread of digital technology in schools. And, in any case, the precautionary principle suggests the advisability of carefully reconsidering the situation.

On the other hand, what Horvath reported is in agreement with many independent studies related to reading and writing with digital devices.

For reading: text comprehension and retention are more solid on paper than on screen, particularly for complex or long texts. Spatial stability, reduced scrolling, and physical interaction with the paper page support memory formation and comprehension. The scientific literature on this point is substantial and convergent. A meta-analysis of 49 studies published in 2024 reaffirmed that students who read on paper consistently achieve higher scores on comprehension tests compared to those who read the same material on screen. Here is an informal description of what is called the "screen inferiority effect."

For writing: taking notes by hand is superior, for long-term learning, to taking notes on a computer. From the pioneering study by Mueller & Oppenheimer of 2014 (with the significant title "The Pen Is Mightier Than the Keyboard") to the recent article by Italian neuroscientists from 2025, the evidence is consistent. While typing on a keyboard encourages literal transcription and superficial processing, writing by hand requires synthesis, comprehension, and reorganization of concepts, and is therefore superior in an educational context.

Horvath examined nearly 400 meta-analyses, covering over 21,000 research studies related to the use of digital technologies for teaching. Most of these achieve results below the effectiveness of normal classroom instruction. In other words: a good teacher who lectures in a traditional way produces better results than almost all digital tools analyzed in the scientific literature.

Only in very limited contexts — adaptive exercises for basic skills and targeted remedial interventions — do digital tools manage to approach significant results. In these cases they work because they support the repetition of exercises in well-defined areas, not because they improve deep learning.

The reasons for this lie in neuroscience. When attention is repeatedly interrupted, three costs emerge: loss of time due to task switching, increase in errors due to cognitive interference, and weakening of memory formation, since learning shifts from deep encoding toward habitual processing.

The problem is that digital platforms are optimized for rapid switching between content, novelty, and continuous attention capture. Even when used for academic purposes, they activate the same behavioral patterns that students practice in recreational screen use: frequent checking, rapid scrolling, multitasking. These digital devices train young people's brains to respond to brief, intermittent, gamified stimuli. Technology doesn't make them smarter. It makes them dependent on the immediate reward circuit.

Deep learning, the kind that forms lasting memory and critical thinking, is built through interaction between people and in the continuous and thorough exercise of one's mental capacities, not in the relationship between a person and a screen. The human brain learns through relationships, socially mediated error, the physical presence of others — that didàskalos that Plato knew to be inseparable from the mathetés. Technology, if well used — and this is a very critical "if" — can enhance this encounter between teacher and student. But it can never replace it.

The fatal error of the last twenty years has been believing that a tablet could be a bridge to knowledge, when in reality it has been a wall that has prevented access to deep cognitive functions. Technology is a tool for experts who want to lighten their work, Horvath reminded us, it is not the way novices learn to become experts. A calculator is an extraordinary tool for someone who already knows statistics; it allows them to externalize the effort to concentrate on strategy. But if you give the same calculator to a student who has not yet internalized the meaning of various methods, you are not helping them: you are preventing them from building the synapses necessary to understand statistics.

The central point of all of Horvath's work, with which I completely agree, is not the rejection of technology, but bringing it back to its true nature: a useful tool, not a substitute. The absolute priority must be learning, which must be carried out in person with human teachers, as we have always done, that is, in an analog way. In this regard he stated, during his testimony: "The secret to learning to use digital technology is not to use digital technology. It's learning analogically, the way we've always learned, and then using technology to facilitate the exercise of cognitive abilities we've already developed."

Yet, many opinion newspapers (especially those that have praised distance learning) ignore this wealth of evidence. They prefer to tell stories of "innovative schools" with interactive whiteboards and classrooms without books. Of course, it's easier to celebrate technological novelty than to face the effort of building true educational relationships and investing resources to have well-prepared and well-paid teachers, the only ones who can make a difference.

Who is thinking about the long-term well-being, cognitive and otherwise, of future generations?
--
The original version (in italian) has been published by "StartMAG" on 26 April 2026.

in reply to suoko

è quello che sostengo da un pò: i lavori più in alto nella catena alimentare sono quelli che gli LLM (no, inutile che insistete, non sono intelligenti) possono più facilmente rimpiazzare.
le fregnacce sparate da un CEO, spesso vengono edulcorate/mitigate/aggiustate nel tragitto che le porta al piano operativo e che a spararle sia stata una persona o un chatbot, non farebbe nessuna differenza...
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In un momento inglorioso della missione Apollo 10, il comandante Thomas Stafford dovette afferrare con un tovagliolo un oggetto sgradevole alla deriva nella cabina in assenza di peso, mentre il suo compagno Cernan avvistava un altro intruso di cui sbarazzarsi. Il modulo delle missioni Apollo non aveva una vera toilette e i rifiuti solidi prodotti dagli astronauti venivano raccolti in sacchetti e riportati a terra, con i possibili contrattempi del caso. Una procedura che gli astronauti detestavano, come è facile immaginare, e che in seguito, a partire dallo Skylab, è stata sostituita da sistemi via via più confortevoli.

In assenza di peso, anche il funzionamento di una semplice toilette comporta una sfida ingegneristica: la soluzione adottata su Orion si chiama Universal Waste Management System, o UWMS, e comprende un ventilatore che fornisce il flusso necessario per gestire sia i rifiuti liquidi sia quelli solidi e per eliminare i cattivi odori. Le feci vengono conservate in contenitori sigillati, mentre l'urina viene espulsa nello spazio, dove si congela rapidamente. A differenza della Stazione Spaziale Internazionale, infatti, su Orion l’acqua contenuta nei rifiuti biologici non viene riciclata in acqua potabile, per risparmiare il peso dei macchinari di filtraggio e disinfezione.

Le versioni precedenti delle toilette spaziali erano state progettate principalmente pensando al corpo maschile, creando non pochi disagi alle astronaute. Il nuovo sistema UWMS ha introdotto modifiche per renderlo più adatto anche alle donne, con l’astronauta Christina Koch che è stata poi la prima a usarlo in volo. Dettaglio non trascurabile, la nuova toilette ha finalmente una porta al posto di una semplice tendina e concede all’equipaggio un minimo di privacy.

Il nuovo dispositivo ha incontrato diverse difficoltà durante la missione Artemis II, lanciata il 1° aprile 2026 con a bordo Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e l'astronauta canadese Jeremy Hansen.

Il primo problema si è presentato subito dopo il lancio: un malfunzionamento nell'elettronica che governa il ventilatore è stato risolto congiuntamente dal controllo missione e da Christina Koch. Sabato 4 aprile, a 320.000 chilometri da Terra, è arrivato un nuovo contrattempo: la linea di scarico era otturata. Il controllo missione ha identificato la causa nella presenza di urina congelata nel condotto ed è riuscito a risolverlo ruotando la capsula in modo da esporre il tratto congelato alla luce del Sole per riscaldarlo. Questa operazione è stata definita la manutenzione idraulica più lontana dalla Terra mai effettuata nella storia. Durante i malfunzionamenti, l’equipaggio è ritornato a usare i sacchetti, come all’epoca di Apollo.

Questi contrattempi possono sorprendere, ma si trattava di un sistema mai usato prima e impossibile da collaudare a Terra nelle stesse condizioni di missione, destinato a operare in condizioni molto difficili di vuoto, assenza di peso e temperature estreme. Non è solo questione di comodità, perché la toilette è un sistema critico per la missione: gestire correttamente i rifiuti biologici in uno spazio chiuso e pressurizzato per settimane è fondamentale per la salute dell'equipaggio, per mantenere l'aria respirabile e per evitare contaminazioni. Nello spazio, anche il più banale dei bisogni fisiologici diventa ingegneria di precisione.


Quiz del lunedì. Come sono gestiti i rifiuti biologici nella toilette di #Artemis?

Appuntamento a domani per la discussione delle risposte, non suggerite e non cercate su internet!

#QuizTime
@astronomia


in reply to Destinazione Stelle

Grazie!
Seguendo il volo abbiamo notato parecchie particelle (bianche?) lasciare la navetta. Sembravano originare da uno stesso punto.
Avevamo ipotizzato che si trattasse di un sistema di eliminazione rifiuti. Immagino giusto se penso all'urina?

(...poi stupiamoci se su sassi random nello spazio troviamo molecole organiche. Non siamo ancora una specie che viaggia nel cosmo, ma già mettiamo in chiaro chi è che inquina)

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LinkedIn blocca i vostri diritti GDPR dietro un paywall. L'ltima bordata di @noybeu a Microsoft

LinkedIn tiene traccia delle visite alle pagine del profilo. Tuttavia, se si vuole vedere chi ha visitato il proprio profilo, bisogna pagare. Ma se questi dati vengono visualizzati come parte di un abbonamento Premium, dovrebbero anche essere accessibili in risposta a una richiesta di accesso ai sensi dell'articolo 15 del GDPR. Giusto? Ehm...

@privacypride

poliverso.org/display/0477a01e…


LinkedIn blocca i vostri diritti GDPR dietro un paywall


Data Subject Rights

[strong]LinkedIn tiene traccia delle visite alle pagine del profilo. Tuttavia, se si vuole vedere chi ha visitato il proprio profilo, bisogna pagare. La filiale di Microsoft utilizza questi e altri "insight" per incentivare le persone a iscriversi all'abbonamento Premium a pagamento. Non è chiaro se questo monitoraggio dei visitatori sia legale. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che se questi dati vengono visualizzati come parte di un abbonamento Premium, dovrebbero anche essere accessibili in risposta a una richiesta di accesso ai sensi dell'articolo 15 del GDPR. Ma LinkedIn si rifiuta di rispettare la norma, adducendo improvvisamente presunti problemi di protezione dei dati che, a quanto pare, si presentano solo in caso di richiesta di accesso.[/strong]

LinkedIn Header


Vendita di dati: Sì! Diritto di accesso: No? LinkedIn cerca costantemente di invogliare i propri utenti a sottoscrivere un abbonamento premium a pagamento. Questo viene promosso principalmente attraverso una funzione che consente agli utenti di visualizzare un elenco di tutti i visitatori del loro profilo negli ultimi 365 giorni. Anche molti altri provider cercano di utilizzare i dati degli utenti per creare un prodotto premium. Tuttavia, secondo la legge dell'UE, tali dati personali dovrebbero essere accessibili gratuitamente. Ciò pone LinkedIn di fronte a un dilemma legale: i dati nascosti dietro un abbonamento premium dovrebbero essere resi disponibili anche nell'ambito di una richiesta di accesso gratuito ai sensi dell'articolo 15 del GDPR.

LinkedIn tiene traccia delle visite al profilo. Il motivo è che i dati dei visitatori, in una certa misura, costituiscono dati condivisi tra i visitatori e coloro i cui profili vengono visitati. Tali dati sulle attività vengono spesso analizzati per personalizzare i contenuti o le pubblicità visualizzate. Sebbene LinkedIn consenta agli utenti di rinunciare a questo tracciamento, non chiede un consenso attivo (opt-in). È quindi lecito chiedersi fino a che punto la registrazione delle visite al profilo sia legale.

Martin Baumann, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb: "Vendere i dati ai propri utenti è una pratica molto diffusa tra le aziende. In realtà, però, le persone hanno il diritto di ricevere gratuitamente i propri dati. È assurdo che le aziende sembrino riconoscere l'importanza della protezione dei dati solo quando vogliono venderli. Per esempio, quando LinkedIn non ha problemi a consegnare alcuni dati in cambio di denaro - ma improvvisamente si preoccupa della privacy degli altri utenti quando si esercita il diritto di accesso"

Protezione dei dati contro protezione dei dati. È particolarmente assurdo che LinkedIn utilizzi un presunto "interesse alla protezione dei dati" come argomento per negare il diritto di accesso ai dati ai sensi del GDPR. O i dati non devono essere accessibili a nessuno, oppure - se è chiaro al visitatore che i dati sono visibili - devono essere divulgati in conformità all'articolo 15 del GDPR.

Martin Baumann, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb: "La protezione dei diritti e delle libertà altrui può sicuramente essere un motivo per non divulgare i dati personali condivisi. Tuttavia, se un'azienda ha richiesto il relativo consenso ed è chiaramente disposta a rendere disponibili gli stessi dati a pagamento, questo argomento non regge più"

I diritti del GDPR come opportunità di guadagno? Il GDPR stabilisce vari diritti per consentire agli utenti di accedere e modificare i propri dati nella società dell'informazione. Tuttavia, le aziende spesso continuano a chiedere un compenso per questo, sia che si tratti di richieste di accesso con un'associazione di creditori o la correzione dei correzione dei nomi sui biglietti. Spesso si tratta di tariffe stabilite da tempo, ma illegali.

Denuncia presentata.noyb ha quindi presentato un reclamo all'Autorità austriaca per la protezione dei dati per conto di un utente di LinkedIn e chiede una risposta completa alla sua richiesta di accesso. Inoltre, noyb propone l'imposizione di una multa per evitare violazioni simili in futuro.


noyb.eu/it/linkedin-locks-your…


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LinkedIn blocca i vostri diritti GDPR dietro un paywall


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Data Subject Rights

[strong]LinkedIn tiene traccia delle visite alle pagine del profilo. Tuttavia, se si vuole vedere chi ha visitato il proprio profilo, bisogna pagare. La filiale di Microsoft utilizza questi e altri "insight" per incentivare le persone a iscriversi all'abbonamento Premium a pagamento. Non è chiaro se questo monitoraggio dei visitatori sia legale. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che se questi dati vengono visualizzati come parte di un abbonamento Premium, dovrebbero anche essere accessibili in risposta a una richiesta di accesso ai sensi dell'articolo 15 del GDPR. Ma LinkedIn si rifiuta di rispettare la norma, adducendo improvvisamente presunti problemi di protezione dei dati che, a quanto pare, si presentano solo in caso di richiesta di accesso.[/strong]

LinkedIn Header


Vendita di dati: Sì! Diritto di accesso: No? LinkedIn cerca costantemente di invogliare i propri utenti a sottoscrivere un abbonamento premium a pagamento. Questo viene promosso principalmente attraverso una funzione che consente agli utenti di visualizzare un elenco di tutti i visitatori del loro profilo negli ultimi 365 giorni. Anche molti altri provider cercano di utilizzare i dati degli utenti per creare un prodotto premium. Tuttavia, secondo la legge dell'UE, tali dati personali dovrebbero essere accessibili gratuitamente. Ciò pone LinkedIn di fronte a un dilemma legale: i dati nascosti dietro un abbonamento premium dovrebbero essere resi disponibili anche nell'ambito di una richiesta di accesso gratuito ai sensi dell'articolo 15 del GDPR.

LinkedIn tiene traccia delle visite al profilo. Il motivo è che i dati dei visitatori, in una certa misura, costituiscono dati condivisi tra i visitatori e coloro i cui profili vengono visitati. Tali dati sulle attività vengono spesso analizzati per personalizzare i contenuti o le pubblicità visualizzate. Sebbene LinkedIn consenta agli utenti di rinunciare a questo tracciamento, non chiede un consenso attivo (opt-in). È quindi lecito chiedersi fino a che punto la registrazione delle visite al profilo sia legale.

Martin Baumann, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb: "Vendere i dati ai propri utenti è una pratica molto diffusa tra le aziende. In realtà, però, le persone hanno il diritto di ricevere gratuitamente i propri dati. È assurdo che le aziende sembrino riconoscere l'importanza della protezione dei dati solo quando vogliono venderli. Per esempio, quando LinkedIn non ha problemi a consegnare alcuni dati in cambio di denaro - ma improvvisamente si preoccupa della privacy degli altri utenti quando si esercita il diritto di accesso"

Protezione dei dati contro protezione dei dati. È particolarmente assurdo che LinkedIn utilizzi un presunto "interesse alla protezione dei dati" come argomento per negare il diritto di accesso ai dati ai sensi del GDPR. O i dati non devono essere accessibili a nessuno, oppure - se è chiaro al visitatore che i dati sono visibili - devono essere divulgati in conformità all'articolo 15 del GDPR.

Martin Baumann, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb: "La protezione dei diritti e delle libertà altrui può sicuramente essere un motivo per non divulgare i dati personali condivisi. Tuttavia, se un'azienda ha richiesto il relativo consenso ed è chiaramente disposta a rendere disponibili gli stessi dati a pagamento, questo argomento non regge più"

I diritti del GDPR come opportunità di guadagno? Il GDPR stabilisce vari diritti per consentire agli utenti di accedere e modificare i propri dati nella società dell'informazione. Tuttavia, le aziende spesso continuano a chiedere un compenso per questo, sia che si tratti di richieste di accesso con un'associazione di creditori o la correzione dei correzione dei nomi sui biglietti. Spesso si tratta di tariffe stabilite da tempo, ma illegali.

Denuncia presentata.noyb ha quindi presentato un reclamo all'Autorità austriaca per la protezione dei dati per conto di un utente di LinkedIn e chiede una risposta completa alla sua richiesta di accesso. Inoltre, noyb propone l'imposizione di una multa per evitare violazioni simili in futuro.


noyb.eu/it/linkedin-locks-your…

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I-CAN, lottare contro la 'Ndrangheta si può, anche in America Latina


Dal 27 al 29 aprile si è svolto a Buenos Aires il workshop operativo I-CAN dedicato al continente americano, organizzato dalla italiana Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza e dal Segretariato Generale Interpol. L'incontro mira a rafforzare la cooperazione operativa tra i Paesi partecipanti al progetto I-CAN e a raccogliere intelligence sull'espansione della ‘Ndrangheta nel continente.

I lavori, introdotti dal Capo della Polizia Federale Argentina, Commissario Generale Luis Alejandro Rolle, e dal Project Leader, Primo Dirigente della Polizia di Stato Simone Pioletti, hanno visto la partecipazione di investigatori italiani delle Forze di Polizia, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga. Presenti anche 35 agenti di 12 Paesi del continente (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Panama, Paraguay, Stati Uniti con l'FBI e Uruguay).

Il gruppo ha analizzato le possibili connessioni operative e logistiche tra la ‘Ndrangheta e oltre 30 organizzazioni criminali locali e straniere attive in America Latina, tra cui il Primeiro Comando da Capital (PCC) brasiliano, il Tren De Aragua venezuelano e il Cartel de Jalisco Nueva Generacion messicano. Esaminato anche l'impiego di modus operandi nel narcotraffico e nel riciclaggio, anche digitale, attraverso il dark web, le criptovalute e l'intelligenza artificiale.

Le autorità della Polizia Federale Argentina e i responsabili dei programmi EMPACT ed EL PACTO 2.0 hanno riconosciuto la validità e i progressi del progetto I-CAN, definendolo un modello di eccellenza per il contrasto globale alla ‘Ndrangheta, che in America Latina opera come una vera e propria "holding criminale". I risultati confermano la forte accelerazione operativa guidata dal Vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Raffaele Grassi, e testimoniano il ruolo della ‘Ndrangheta come broker mondiale del traffico di cocaina. Nel 2025 sono stati arrestati 4 ‘ndranghetisti, di cui 3 in Colombia e uno in Costa Rica.

Tutti gli investigatori, italiani e stranieri, sottolineano l'importanza di sensibilizzare le diverse forze di polizia mondiali sul "fenomeno ‘Ndrangheta". Il progetto I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta) conta oggi 25 Paesi e circa 2.500 investigatori formati. Sono stati arrestati 176 ‘ndranghetisti in oltre 30 Paesi nel mondo, di cui 68 latitanti; 73 arresti sono stati effettuati dall'inizio del 2025 a oggi. Dal 2020 ad oggi, 21 ‘ndranghetisti sono stati arrestati in America, inclusi 18 latitanti.

Per saperne di più:
interpol.int/Crimes/Organized-…

#ndrangheta #ican

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La Pubblica amministrazione italiana sotto attacco: Ibm conferma un incidente di sicurezza che preoccupa la sicurezza nazionale

I criminali filocinesi di Salt Typhoon attaccano Sistemi Informativi, la società di Ibm che fornisce soluzioni IT anche alle grandi imprese italiane

Il post di @securityaffairs su #WiredItalia

wired.it/article/pubblica-ammi…

@informatica

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Differenze Nord - Sud (Italy)
Nell'estate del 2018 crolló il ponte Morandi. Nei mesi successivi furono controllati tutti i ponti italiani nel timore di crolli come a Genova.
A Capua fu chiuso il ponte "nuovo" sul Volturno (porta Roma) costruito dagli alleati alla fine della II Guerra Mondiale. Il traffico auto fu deviato sull'antico ponte romano ristrutturato.
Sono passati 8 anni, il ponte Morandi é stato ricostruito e quello di Capua é ancora chiuso.

@caffeitalia @feddit @notizie #news

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ISRAELE
AL DI LÀ DEL BENE E DEL MALE

Israele con la sua azione alimenta non l'antisionismo, ma proprio l'antiebraismo, che finisce per colpire indiscriminatamente tutti gli ebrei, non importa se favorevoli o contrari alla politica israeliana.
L'intera comunità ebraica nel mondo sta pagando un prezzo altissimo a causa di Netanyahu, di Ben-Gvir, dei metodi nazisti usati dall'Idf.
L'opinione pubblica occidentale fatica sempre più a non sentirsi profondamente offesa nella propria morale dalle continue brutalità e dalla arrogante pretesa di essere al di sopra di tutto dichiarata nell'agire del governo di Israele. E fatica a rimanere neutrale; cresce un sentimento che trasforma la solidarietà verso gli ebrei dell'Olocausto, nel ribrezzo verso gli ebrei odierni. Repulsione che fatalmente in molti si trasforma in odio.

#Israele #Netanyahu #antiebraismo #antisionismo

@politica

Questa voce è stata modificata (1 mese fa)
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Signal Desktop senza smartphone, versione standalone in fase di sviluppo

Signal sta lavorando a delle modifiche che permetteranno agli utenti di configurare Signal Desktop come dispositivo autonomo, senza bisogno di uno smartphone. Nel frattempo, Signal Desktop riceverà anche più opzioni per un utilizzo più efficace come dispositivo principale quando è ancora collegato al telefono. Entrambe le modifiche miglioreranno significativamente l'esperienza utente di Signal su computer o laptop.

aboutsignal.com/news/signal-de…

@Informatica (Italy e non Italy)

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Bazzite 44 aggiorna tutto: GNOME 50, Plasma 6.6 e kernel 6.19 per il gaming Linux


Bazzite 44 include GNOME 50, KDE Plasma 6.6 e kernel 6.19 agli utenti desktop. Immagini più leggere, ISO firmate e SBOM per la sicurezza. Le build Steam Deck arriveranno prossimamente.
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Bazzite, la distribuzione Linux pensata per chi gioca, ha rilasciato la versione 44 per gli utenti desktop. Un aggiornamento corposo che rinnova l’intero stack software, dal kernel all’ambiente grafico, passando per qualche scelta strategica interessante.

Un salto generazionale negli ambienti grafici


Il salto più visibile riguarda i desktop environment. Chi usa GNOME passa alla versione 50, mentre gli utenti KDE ricevono Plasma 6.6 con il nuovo gestore di login. Sotto il cofano, il kernel OGC sale alla serie 6.19.x, con la promessa che la versione 7.0 arriverà a breve includendo anche le patch VRAM di Valve, fondamentali per chi usa lo Steam Deck.

La parte grafica si completa con Mesa 26.0.5 e Bazaar 0.7.15. Nelle immagini KDE, Ptyxis lascia il posto al nuovo Konsole con supporto nativo ai container, una mossa che semplifica la gestione degli ambienti isolati spesso necessari nel gaming su Linux.

Immagini più leggere e sicurezza rafforzata


Una novità particolarmente pratica riguarda le dimensioni. Le immagini base si alleggeriscono di circa 1 GB grazie allo spostamento di QEMU e ROCm in Bazzite-DX, un’immagine separata destinata a chi ha bisogno di virtualizzazione e calcolo GPU. Chi vuole solo giocare trova quindi un sistema più snello.

Bazzite introduce gli SBOM (Software Bill of Materials) per tracciare ogni componente incluso nell’immagine, la build attestation per verificare l’integrità del processo di compilazione, la scansione OpenSSF e le ISO firmate cryptographicamente. Un approccio che rende la supply chain della distribuzione trasparente e verificabile.

Nuovi driver e rollout graduale


Tra le aggiunte hardware, spicca il supporto integrato per le schede di acquisizione Elgato 4K e le patch ASUS Linux per chi usa ASUSCtl. Sunshine, il software di game streaming, non è più preinstallato ma si installa tramite un nuovo comando ujust, lasciando maggiore libertà agli utenti.

Per ora l’aggiornamento è riservato ai desktop. Le build per Steam Deck arriveranno in fase di testing nelle prossime settimane, con un rollout graduale per garantire stabilità dato l’enorme numero di cambiamenti introdotti.

SOURCE:// universal-blue.discourse.group
SOURCE:// linuxcompatible.org
SOURCE:// alternativeto.net
SOURCE:// distrowatch.com

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Le distanze dell'esplorazione spaziale, con una similitudine (1/5)
in reply to Elena ``of Valhalla''

@valhalla @lgsp
Quando ero consigliere comunale (di minoranza) il comune rilevò dal demanio militare l'area di un vecchio poligono dismesso.

Proposi di fare un parco astronomico (che non avrebbe neppure avuto bisogno dei lampioni, che costano).

Risposta della maggioranza (del partito "Forza me"): «e a cosa serve?»

Poi spesero di più per appendere un manifesto (brutto, ma fatto dal cuggino!) in qualche fiera del turismo.

Oblomov reshared this.

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Ecco perché non possiamo fidarci degli USA

Pizza Americana. Dosi per 1 pizza


Ingredienti:

  • Impasto per pizza
  • 2 wurstel grandi
  • 1 patata media
  • passata di pomodoro
  • 1 mozzarella (circa 150 gr)
  • origano
  • sale
  • olio

Preparazione:
Per preparare la pizza wurstel e patatine partite dalla preparazione dell’impasto. Lavoratelo energicamente in modo da favorire la lievitazione. Le dosi per l’impasto della pizza sono per circa 5 pizze a seconda dello spessore che desiderate. Se avete tempo vi consiglio di provare la seconda lievitazione che vi consentirà anche di dividere l’impasto in pagnotte per ogni singola pizza. Dopo circa 2 ore di lievitazione, mettete l’impasto su una spianatoia leggermente infarinata e re-impastatelo per qualche altro minuto. Dividetelo in pagnotte, copritele con un canovaccio e lasciate lievitare fino a sera.
Seguite la ricetta dell’impasto per pizza.

Nel frattempo che l’impasto lieviti una seconda volta, pelate la patata e tagliatela a fettine della forma di “mezzaluna” o come preferite. Lavatele e friggete in olio di oliva o di semi. Riponete su carta assorbente, salatele e lasciatele intiepidire. Per questa pizza wurstel e patatine, le patatine vanno messe a cottura quasi ultimata, essendo già fritte, per evitare che si brucino. Stendete l’impasto per pizza in una teglia da forno unta con dell’olio (o su carta forno), stendete con un cucchiaio il pomodoro che avrete condito in una ciotola con olio evo, sale e origano (potete usare la passata già pronta o i pelati che passerete col minipimer) e aggiungete la mozzarella tagliata a dadini e i wurstel tagliati a rondelle.

Infornate in forno caldo a 200° e a cottura quasi ultimata aggiungete le patatine fritte. Regolatevi per la cottura a seconda dello spessore che darete alla pizza.

@cucina

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Ennesimo obbrobrio del decreto Sicurezza.

Una norma, modificando una disposizione già vigente, sanziona chi prende la parola in una manifestazione non comunicata alle autorità competenti.

Peccato che la disposizione modificata fosse stata dichiarata incostituzionale nel 1979, quindi non fosse più vigente: l'oratore non può essere sanzionato. E peccato pure che nel percorso della norma nessuno se ne sia accorto.

lacostituzione.info/index.php/…

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Deserializzazione JSON sicura in .NET 10: guida completa a JsonSerializerOptions.Strict
#tech
spcnet.it/deserializzazione-js…
@informatica


Deserializzazione JSON sicura in .NET 10: guida completa a JsonSerializerOptions.Strict


Considera questo payload JSON in arrivo alla tua API:

{"Amount": 100, "Amount": -999}

Due proprietà con lo stesso nome. La sezione 4 di RFC 8259 dice che i nomi degli oggetti dovrebbero essere univoci, ma non lo impone. System.Text.Json, di default, adotta l’approccio permissivo: vince l’ultima scrittura, nessun avviso, nessun errore. Il valore dell’attaccante passa silenziosamente.

Questo non è solo un problema di proprietà duplicate. La deserializzazione di default ignora anche campi extra che un attaccante potrebbe iniettare, lascia scivolare i valori null nelle proprietà non-nullable e salta dati richiesti mancanti. Ogni di queste “comodità” è una potenziale vulnerabilità al confine della tua API.

JsonSerializerOptions.Strict: cinque protezioni in un solo preset


.NET 10 introduce JsonSerializerOptions.Strict, un nuovo preset di sola lettura che si affianca a Default e Web. Mentre Default dà priorità alla retrocompatibilità e Web ottimizza per le API HTTP tipiche, Strict segue le best practice di sicurezza attivando cinque impostazioni protettive simultaneamente.

var strict = JsonSerializerOptions.Strict;
// AllowDuplicateProperties:             False
// UnmappedMemberHandling:               Disallow
// PropertyNameCaseInsensitive:           False
// RespectNullableAnnotations:            True
// RespectRequiredConstructorParameters:  True

Confronto tra i tre preset

ImpostazioneDefaultWebStrict
AllowDuplicatePropertiestruetruefalse
UnmappedMemberHandlingSkipSkipDisallow
PropertyNameCaseInsensitivefalsetruefalse
RespectNullableAnnotationsfalsefalsetrue
RespectRequiredConstructorParametersfalsefalsetrue

I dati serializzati con Default possono essere deserializzati con Strict. La compatibilità va in una sola direzione: Strict è più severo su ciò che accetta, non su ciò che produce.

1. Proprietà duplicate vietate


I protocolli che stratificano il parsing JSON (OAuth 2.0, OpenID Connect, firme webhook) possono essere sfruttati se parser diversi gestiscono input duplicati in modo diverso. Con Strict, ogni tentativo di deserializzare JSON con proprietà duplicate genera immediatamente una JsonException:

string duplicateJson = @'{"Amount": 100, "Amount": -999}';

try
{
    JsonSerializer.Deserialize<Payment>(duplicateJson, JsonSerializerOptions.Strict);
}
catch (JsonException ex)
{
    // JsonException: Duplicate property 'Amount' encountered during deserialization
    Console.WriteLine(ex.Message);
}

public record Payment(int Amount);

Questa protezione si estende oltre i POCO (plain-old C# objects): funziona anche con JsonDocument, JsonNode e Dictionary<string, T>.

2. Rifiuto dei membri non mappati


La deserializzazione di default scarta silenziosamente le proprietà JSON che non corrispondono al tuo tipo .NET. È comodo durante lo sviluppo, ma è pericoloso a un confine di fiducia perché non sai cosa sta inviando il client.

string extraFieldJson = @'{"Name": "Alice", "Role": "user", "IsRoot": true}';

// Default: ignora silenziosamente "IsRoot"
var user = JsonSerializer.Deserialize<User>(extraFieldJson);
// Name=Alice, Role=user - "IsRoot" scompare senza tracce

// Strict: rifiuta la proprieta' non mappata
JsonSerializer.Deserialize<User>(extraFieldJson, JsonSerializerOptions.Strict);
// throws: The JSON property 'IsRoot' could not be mapped to any .NET member

public record User(string Name, string Role);

3. Corrispondenza case-sensitive dei nomi di proprietà


In modalità Strict, la case sensitivity diventa un contratto preciso: i nomi delle proprietà JSON devono corrispondere esattamente ai nomi delle proprietà C#. Se i tuoi client inviano camelCase ma i tuoi tipi usano PascalCase, aggiungi [JsonPropertyName("nomeCamelCase")] per rendere il contratto esplicito nella definizione del tipo.

4. Enforcement delle annotazioni nullable


I nullable reference types di C# aiutano a intercettare i problemi di null a compile time, ma System.Text.Json li ignora di default durante la deserializzazione. Con Strict, se hai dichiarato string Name (non string? Name), il serializzatore rifiuterà qualsiasi JSON con null per quella proprietà:

string nullNameJson = @'{"Name": null, "Email": "alice@example.com"}';

// Default: null va nella stringa non-nullable senza errori
var contact = JsonSerializer.Deserialize<Contact>(nullNameJson);
// contact.Name == null (silenzioso!)

// Strict: genera eccezione
JsonSerializer.Deserialize<Contact>(nullNameJson, JsonSerializerOptions.Strict);
// throws: The constructor parameter 'Name' doesn't allow null values

public record Contact(string Name, string Email);

5. Parametri obbligatori del costruttore


I record type e le classi con costruttori parametrizzati possono avere parametri obbligatori silenziosamente riempiti con valori di default quando il JSON manca dei dati. Strict lo impedisce:

string missingParamJson = @'{"FirstName": "Alice"}';

// Default: LastName mancante diventa silenziosamente null
var person = JsonSerializer.Deserialize<Person>(missingParamJson);
// person.LastName == null

// Strict: richiede tutti i parametri
JsonSerializer.Deserialize<Person>(missingParamJson, JsonSerializerOptions.Strict);
// throws: JSON deserialization was missing required properties: 'LastName'

public record Person(string FirstName, string LastName);

Integrazione in ASP.NET Core Minimal APIs


Nei demo sopra usiamo JsonSerializer direttamente. In un’applicazione web, configuri le opzioni JSON una volta e ogni endpoint le eredita. Nota: JsonSerializerOptions.Strict è un singleton frozen, quindi non puoi passarlo direttamente a ConfigureHttpJsonOptions che richiede un’istanza mutabile. Imposta le singole proprietà:

builder.Services.ConfigureHttpJsonOptions(options =>
{
    options.SerializerOptions.AllowDuplicateProperties = false;
    options.SerializerOptions.UnmappedMemberHandling =
        System.Text.Json.Serialization.JsonUnmappedMemberHandling.Disallow;
    options.SerializerOptions.PropertyNameCaseInsensitive = false;
    options.SerializerOptions.RespectNullableAnnotations = true;
    options.SerializerOptions.RespectRequiredConstructorParameters = true;
});

app.MapPost("/payments", (Payment payment) =>
{
    // Se il body ha proprieta' duplicate, campi non mappati o dati mancanti,
    // il framework risponde con 400 Bad Request prima che questo codice venga eseguito.
    return Results.Ok(payment);
});

Il framework intercetta JsonException durante il model binding e restituisce un 400 Bad Request con problem details. Il tuo endpoint vede solo oggetti validi e completamente inizializzati.

Configurazione per-endpoint


Se hai bisogno di validazione strict su alcuni endpoint ma parsing più flessibile su altri, puoi deserializzare manualmente dal body della richiesta con le opzioni desiderate:

app.MapPost("/api/strict", async (HttpContext context) =>
{
    var payment = await context.Request.ReadFromJsonAsync<Payment>(
        JsonSerializerOptions.Strict);
    return Results.Ok(payment);
});

Supporto per i Source Generator


Per scenari AOT o per i benefici prestazionali dei source generator, configura manualmente le impostazioni equivalenti su JsonSourceGenerationOptionsAttribute. Non esiste una scorciatoia Strict per l’attributo: ogni proprietà va impostata individualmente.

[JsonSourceGenerationOptions(
    AllowDuplicateProperties = false,
    UnmappedMemberHandling = JsonUnmappedMemberHandling.Disallow,
    PropertyNameCaseInsensitive = false,
    RespectNullableAnnotations = true,
    RespectRequiredConstructorParameters = true
)]
[JsonSerializable(typeof(Payment))]
internal partial class StrictJsonContext : JsonSerializerContext;

Il codice generato include tutta la logica di validazione a compile time, senza overhead di reflection.

Quando usare Strict (e quando no)


Usalo ai confini di fiducia: endpoint token, ricevitori di webhook, controller API che accettano JSON da client non controllati completamente. Il costo è una JsonException quando i payload non corrispondono al contratto. Questo è esattamente lo scopo.

Evitalo per l’ingestione flessibile: se consumi JSON da API di terze parti con schemi inconsistenti, la modalità strict rifiuterà payload che potresti voler gestire con più grazia. In questi casi usa Default o Web e valida dopo la deserializzazione.

Migra in modo incrementale: non è necessario passare tutto a Strict subito. Inizia dagli endpoint ad alto rischio, intercetta JsonException, registra i problemi, correggi i client che inviano payload non conformi, poi espandi.

Sappi i limiti: Strict valida le violazioni del contratto strutturale ma non protegge da JSON profondamente annidato (usa MaxDepth), payload eccessivi (imposta limiti HTTP) o type confusion polimorfico. È un layer di difesa, non l’unico.

Conclusione


Ogni endpoint API che accetta JSON è un confine di fiducia. La deserializzazione permissiva rende quel confine poroso. JsonSerializerOptions.Strict non aggiunge nuova logica: attiva protezioni già presenti in System.Text.Json ma disattivate di default per retrocompatibilità. Una riga di configurazione le attiva tutte.

Questo è particolarmente rilevante ai confini di protocollo come OAuth 2.0 e OpenID Connect, dove una proprietà duplicata o un campo inatteso non è solo un bug — è un potenziale vettore di exploit.

Fonte: Harden Your .NET JSON Deserialization with System.Text.Json and JsonSerializerOptions.Strict — Khalid Abuhakmeh, Duende Software (30 aprile 2026)


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⚠️ IMPORTANTE - Un'intelligenza artificiale ha scovato uno zero-day nel kernel Linux che ottiene i permessi di root su ogni distribuzione dal 2017. L'exploit occupa appena 732 byte di codice Python. Aggiornate il kernel dei vostri sistemi il prima possibile.

La vulnerabilità è la CVE-2026-31431, soprannominata “Copy Fail", resa nota oggi da Theori. È rimasta silente nel kernel Linux per nove anni.

La maggior parte dei bug di "privilege escalation" su Linux sono complessi: richiedono finestre temporali precise (le cosiddette "race condition"), leak di indirizzi di memoria specifici o una calibrazione meticolosa per ogni singola distribuzione. Copy Fail non ha bisogno di nulla di tutto ciò. Si tratta di un errore logico lineare che funziona al primo colpo, ogni volta, su ogni macchina Linux comune.

Come funziona l'attacco
All'attaccante basta un normale account utente sulla macchina. Da lì, lo script chiede al kernel di eseguire alcune operazioni di crittografia, sfrutta un errore nel modo in cui queste operazioni sono collegate e finisce per scrivere 4 byte in un'area di memoria chiamata "page cache" (la copia ad alta velocità dei file che Linux mantiene nella RAM). Quei 4 byte possono essere mirati a qualsiasi programma di cui il sistema si fidi, come ad esempio /usr/bin/su, la scorciatoia per diventare utente root.

Risultato: la prossima volta che qualcuno avvia quel programma, l'attaccante ottiene l'accesso come root.

L’aspetto più preoccupante
La corruzione della memoria non tocca mai il file su disco. Esiste solo nella copia in RAM gestita da Linux. Se si analizzasse l'immagine del disco rigido in seguito, il file risulterebbe identico all'originale (il codice hash coinciderebbe perfettamente). Riavviando la macchina, o semplicemente mettendola sotto sforzo (qualsiasi carico di sistema che richieda RAM), la copia in cache viene ricaricata pulita dal disco.

Anche i container sono inutili: la page cache è condivisa tra l'intero host, quindi un processo all'interno di un container può usare questo bug per compromettere il server sottostante e accedere agli altri utenti (tenant).

L’origine del bug
Il "peccato originale" risale a un'ottimizzazione del 2017 in un modulo crittografico del kernel chiamato algif_aead. Era stata pensata per rendere la crittografia leggermente più veloce, ma il cambiamento ha infranto un presupposto di sicurezza critico e nessuno se n'è accorto per nove anni. Quel bug è stato poi ereditato da ogni aggiornamento del kernel dal 2017 a oggi.

Sistemi a rischio:
• Server (macchine di sviluppo, jump host, server di build): qualsiasi utente diventa root.
• Cluster Kubernetes e container: un pod compromesso evade verso l'host.
• CI runner (GitHub Actions, GitLab, Jenkins): una pull request malevola diventa root sul runner.
• Piattaforme Cloud che eseguono codice utente (notebook, sandbox, funzioni serverless): un utente diventa root dell'host.

Cronologia degli eventi
• 23 marzo 2026: segnalazione al team di sicurezza del kernel Linux.
• 1 aprile: patch inserita nel ramo principale (commit a664bf3d603d).
• 22 aprile: assegnazione del codice CVE.
• 29 aprile: divulgazione pubblica.

Mitigazione
Aggiornate dei vostri sistemiil kernel a una versione che includa il commit a664bf3d603d. Se non potete applicare la patch immediatamente, disabilitate il modulo vulnerabile:

Per gli ambienti che eseguono codice non fidato (container, sandbox, CI runner), è consigliabile bloccare interamente l'accesso all'interfaccia crittografica AF_ALG del kernel, anche dopo aver applicato la patch. Quasi nessun processo legittimo ne ha bisogno, e bloccarla chiude definitivamente la porta a questa intera classe di bug.

Maggiori info: copy.fail/

in reply to Danilo ®

Penso che l'AI possa far solo bene all'open source.

E' il momento di continuare a sviluppare, ottimizzare e costruire insieme protocolli e software open source sfruttando milioni di agenti AI.


⚠️ IMPORTANTE - Un'intelligenza artificiale ha scovato uno zero-day nel kernel Linux che ottiene i permessi di root su ogni distribuzione dal 2017. L'exploit occupa appena 732 byte di codice Python. Aggiornate il kernel dei vostri sistemi il prima possibile.

La vulnerabilità è la CVE-2026-31431, soprannominata “Copy Fail", resa nota oggi da Theori. È rimasta silente nel kernel Linux per nove anni.

La maggior parte dei bug di "privilege escalation" su Linux sono complessi: richiedono finestre temporali precise (le cosiddette "race condition"), leak di indirizzi di memoria specifici o una calibrazione meticolosa per ogni singola distribuzione. Copy Fail non ha bisogno di nulla di tutto ciò. Si tratta di un errore logico lineare che funziona al primo colpo, ogni volta, su ogni macchina Linux comune.

Come funziona l'attacco
All'attaccante basta un normale account utente sulla macchina. Da lì, lo script chiede al kernel di eseguire alcune operazioni di crittografia, sfrutta un errore nel modo in cui queste operazioni sono collegate e finisce per scrivere 4 byte in un'area di memoria chiamata "page cache" (la copia ad alta velocità dei file che Linux mantiene nella RAM). Quei 4 byte possono essere mirati a qualsiasi programma di cui il sistema si fidi, come ad esempio /usr/bin/su, la scorciatoia per diventare utente root.

Risultato: la prossima volta che qualcuno avvia quel programma, l'attaccante ottiene l'accesso come root.

L’aspetto più preoccupante
La corruzione della memoria non tocca mai il file su disco. Esiste solo nella copia in RAM gestita da Linux. Se si analizzasse l'immagine del disco rigido in seguito, il file risulterebbe identico all'originale (il codice hash coinciderebbe perfettamente). Riavviando la macchina, o semplicemente mettendola sotto sforzo (qualsiasi carico di sistema che richieda RAM), la copia in cache viene ricaricata pulita dal disco.

Anche i container sono inutili: la page cache è condivisa tra l'intero host, quindi un processo all'interno di un container può usare questo bug per compromettere il server sottostante e accedere agli altri utenti (tenant).

L’origine del bug
Il "peccato originale" risale a un'ottimizzazione del 2017 in un modulo crittografico del kernel chiamato algif_aead. Era stata pensata per rendere la crittografia leggermente più veloce, ma il cambiamento ha infranto un presupposto di sicurezza critico e nessuno se n'è accorto per nove anni. Quel bug è stato poi ereditato da ogni aggiornamento del kernel dal 2017 a oggi.

Sistemi a rischio:
• Server (macchine di sviluppo, jump host, server di build): qualsiasi utente diventa root.
• Cluster Kubernetes e container: un pod compromesso evade verso l'host.
• CI runner (GitHub Actions, GitLab, Jenkins): una pull request malevola diventa root sul runner.
• Piattaforme Cloud che eseguono codice utente (notebook, sandbox, funzioni serverless): un utente diventa root dell'host.

Cronologia degli eventi
• 23 marzo 2026: segnalazione al team di sicurezza del kernel Linux.
• 1 aprile: patch inserita nel ramo principale (commit a664bf3d603d).
• 22 aprile: assegnazione del codice CVE.
• 29 aprile: divulgazione pubblica.

Mitigazione
Aggiornate dei vostri sistemiil kernel a una versione che includa il commit a664bf3d603d. Se non potete applicare la patch immediatamente, disabilitate il modulo vulnerabile:

Per gli ambienti che eseguono codice non fidato (container, sandbox, CI runner), è consigliabile bloccare interamente l'accesso all'interfaccia crittografica AF_ALG del kernel, anche dopo aver applicato la patch. Quasi nessun processo legittimo ne ha bisogno, e bloccarla chiude definitivamente la porta a questa intera classe di bug.

Maggiori info: copy.fail/


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L'importanza dei laboratori di cucina per le persone con disabilità. Non è solo preparare piatti, ma anche e soprattutto entrare in relazione con gli altri partecipanti e con gli operatori, rispettare regole e organizzazione, nominare oggetti e azioni, sentirsi riconosciuti e apprezzati, e tante altre cose.

Un'esperienza che va oltre il laboratorio, e rafforza la percezione di sé come soggetto capace di fare.

Ne ho scritto sul mensile #Cibo del quotidiano Domani

editorialedomani.it/idee/cultu…

#cibo
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Jerome Powell afferma che continuerà a ricoprire la carica di governatore della Fed e definisce le critiche di Trump “senza precedenti”.

Mercoledì, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha dichiarato che rimarrà nel Consiglio dei governatori a tempo indeterminato, mentre prosegue l’indagine sulla ristrutturazione della sede centrale della banca centrale.
La dichiarazione risolve, almeno per il momento, una questione chiave che aleggiava sulla riunione del Comitato federale per le operazioni di mercato aperto (FOMC).
“Gli eventi accaduti negli ultimi tre mesi, credo, non mi hanno lasciato altra scelta se non quella di rimanere almeno fino alla fine di questo periodo”, ha detto Powell.

cnbc.com/2026/04/29/jerome-pow…

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