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📣 Vi siete persi il DevConf Italia 2026?

@devconf@citiverse.it

Niente paura, qui di seguito i link alle registrazioni mandate in onda su YT:

❤️ 7 Luglio mattina youtube.com/watch?v=OwU4nQzD3j…

❤️ 7 Luglio pomeriggio youtube.com/watch?v=nhreRdzRTx…

❤️ 8 Luglio mattina youtube.com/watch?v=e1Ege3H-SF…

❤️ 8 Luglio pomeriggio youtube.com/watch?v=gWPlkwk22k…

Qui invece alcuni scatti fotografici delle 2 giornate pixelfed.uno/c/980743000520435…

#devconf #devconf_ita #devconf_ita26 #devconf26

in reply to massimo.peca

@events_images@mastodon.social perchè pubblicare su peertube video da 4 ore a step (mattina / pomeriggio) per ben 2 giorni non sarebbe stata una cosa comoda ne fattibile visti i limiti non solo di spazio ma anche di banda.

Inoltre il canale YT è stato seguito da altro personale universitario che non poteva essere presente sul momento fisicamente al convegno.

Infine abbiamo preferito cosi anche per una questione di comodità visto che al momento, da quello che so, bisogna usare vari strumenti che facciano da ponte per la diretta streaming o mi sto sbagliando?

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L’infrastruttura è il tema del decennio. Il post di Simone Scavo

Energia, silicio e data center. Il mondo digitale poggia su un mondo fisico. E il mondo fisico ha un collo di bottiglia.

wattandwafer.substack.com/p/li…

@informatica

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La Procura di Manhattan restituisce ai Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale reperti archeologici


Il District Attorney’s Office di Manhattan ha annunciato il rimpatrio in Italia di 48 reperti archeologici, sottratti illecitamente al nostro Paese per un valore complessivo superiore a 300.000 dollari. Si tratta del diciannovesimo atto di restituzione nell’arco degli ultimi vent’anni; secondo Matthew Bogdanos, Capo dell’Unità per il Traffico di Antichità di New York, i beni restituiti all’Italia dalla sua unità hanno raggiunto nel complesso un valore di 100 milioni di dollari.

I beni sono stati ufficialmente riconsegnati allo Stato italiano durante una cerimonia formale presieduta da Matthew Bogdanos. Alla consegna hanno preso parte Giuseppe Pastorelli, Console Generale d’Italia a New York – accompagnato dalle vice consoli Marta Mammana e Alessandra Oliva – e il Generale di Brigata Antonio Petti, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Le indagini della magistratura statunitense hanno accertato che 45 di questi reperti erano custoditi nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art (“Met”), dove erano confluiti in passato grazie alle attività di reti di trafficanti internazionali guidate da Robert Hecht, Jonathan Rosen e Fritz Burki. Tra i pezzi di maggiore spicco sequestrati e rimpatriati figurano un prezioso psictere a colonnette in terracotta, datato tra il 480 e il 470 a.C. e attribuito al Pittore di Troilo, nonché un piatto da pesce in marmo proveniente dalla Magna Grecia (circa 400 a.C.).

L’inchiesta e i successivi sequestri delle opere italiane sono stati coordinati da Bogdanos insieme alla Sostituto Procuratrice Jacqueline Studley. A supportare il dossier hanno lavorato le analiste investigative Giuditta Giardini e Hilary Chassé, l’investigatore John Paul Labbat e l’Agente Speciale Brenton Easter della Homeland Security Investigations. Nella stessa sessione di restituzioni guidata dalle autorità giudiziarie di Manhattan, sono stati riconsegnati anche alcuni reperti storici appartenenti ai popoli dell’Iraq e dell’Indonesia.

L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità e collaborazione tra le due parti. Durante il suo intervento, il Console Pastorelli ha ringraziato Bogdanos: “Nonostante non ci conosciamo da molto tempo, posso affermare che il suo lavoro è lodevole; è un onore essere qui. Spero che lei possa continuare a operare in questo ufficio per i prossimi vent’o trent’anni”.

Bogdanos ha osservato che il “lavoro è tutt’altro che finito e non siamo nemmeno vicini a concluderlo, ed è giusto così”. Bogdanos, che vanta esperienza in numerosi teatri di guerra con un focus sui reparti dedicati alla tutela dell’arte, ha chiuso il suo discorso ringraziando “per oggi, ma soprattutto per domani”.

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Day 2 of #MeshCore experiments, let's go! 🚀

First I'll try to see if I can send any messages with just my companion unit and if that fails, I will set up my second unit as a repeater on my parents' balcony...

Thanks to everyone who sent in pics of their cute pets yesterday to cheer me up (after hours of failing to send any messages). Much appreciated! 💖

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Il membro del collegio del garante privacy Agostino Ghiglia: “Chat Control è strumento sproporzionato, ecco perché”

La sicurezza autentica non nasce dal controllo indistinto. Nasce dalla precisione: ordini mirati sui sospetti, cooperazione investigativa rafforzata, autorità competenti più forti, sicurezza fin dalla progettazione, rimozione tempestiva dei contenuti illeciti e strumenti efficaci contro la recidiva digitale.

agendadigitale.eu/sicurezza/pr…

@privacypride

in reply to informapirata ⁂

L' articolo manca a mio avviso di uno dei punti fondamentali: espone tutte le comunicazioni personali ad un controllo da parte di uno stato estero, in deriva autoritaria fascistoide tramite società private a solo scopo di lucro i cui dirigenti si sono più volte espressi contro le libertà individuali e la democrazia. Cosa potrebbe andare storto?
@privacypride

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L'UE minaccia Meta con una multa di 12 miliardi di euro, a meno che non smantellino i meccanismi di dipendenza di Facebook e Instagram, come l'autoplay e lo scroll infinito.

La Commissione europea ha preso di mira lo scorrimento infinito e la riproduzione automatica su Instagram e Facebook, scoprendo che Meta non è riuscita a mitigare adeguatamente i rischi che le sue piattaforme rappresentano per la salute mentale degli utenti, compresi i bambini.

euronews.com/next/2026/07/10/i…

@eticadigitale

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Anarchici, antagonisti e poveri in spirito: ecco alcuni problemi di Signal (noti agli sviluppatori ma non troppo al pubblico) che dovreste conoscere


Ecco alcuni problemi:

  • le informazioni potenzialmente sensibili vengono salvate in modo permanente nei database degli account;
  • la registrazione del numero di telefono di un account Signal esistente comporta il subentro o la disattivazione dell'account stesso;
  • gli ACI sono associati ai numeri di telefono sui server di Signal;
  • altri problemi e alternative.


Per tutto il resto c'è The P.E.T. Guide


anarchistnews.org/comment/8749…

@eticadigitale

in reply to parappappero

@parapiglia è scritto nell'articolo:

Delta Chat is decentralized and does not require phone numbers. It is less metadata resistant than Signal, but it is easy to make new accounts. It does not have forward secrecy, so it is possible to decrypt multiple past messages with a leaked key. The developers plan to add forward secrecy and post-quantum cryptography in late 2026. It can be used with Tor, but UDP features such as calls and multi-client syncing cannot currently use Tor. Signal and most other apps face the same issue.


Il fatto è che se l'anonimato è il requisito necessario e assolutamente essenziale non esiste e non penso possa esistere l'applicazione perfetta che fa tutto da sola. In quell'articolo ci sono consigli più che utili per continuare comunque a usare Signal per questi casi come usare GrapheneOS, criptare sempre tutto il più possibile, verificare sempre l'identità delle persone con cui si scrive etc

L'Anarchiversitario reshared this.

NON YOGHI, YAGHI, OVVERO COME PERDERE UN PREMIO NOBEL

Per vedere altri post come questo, segui la comunità @Informatica (Italy e non Italy)

No, non Yoghi, l’orso dei cartoni animati. Yaghi, Omar Mwannes Yaghi.
L'articolo NON YOGHI, YAGHI, OVVERO COME PERDERE UN PREMIO NOBEL proviene da GIANO NEWS.

giano.news/2026/07/12/non-yogh…

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Esattamente dieci anni fa, il 12 luglio 2016, ci lasciava Lorenzo Amurri.

Classe 1971, le prime volte in cui lessi il suo nome fu nei libri di suo padre, lo sceneggiatore e paroliere Antonio Amurri.

In un capitolo in cui narrava le intricate vicende scolastiche di Lorenzo, comprensive di una bocciatura, Antonio Amurri scherzosamente diceva di temere che suo figlio perdesse non solo un anno di scuola ma proprio un anno di vita.

Antonio Amurri morì anni prima prima che la sua scherzosa profezia si avverasse: nel 1997, mentre sciava, Lorenzo si schiantò contro un pilone; seguirono un periodo di coma farmaceutico, poi l'infinita riabilitazione che non gli ridiede la sua mobilità.

Cominciò a scrivere usando una tastiera con la nocca di un dito, e dal 2008 affidò al blog Tracce di ruote il suo diario ironico di persona con disabilità in una società menefreghista. Il blog non è più online, tuttavia i contenuti sono stati riversati nel libro omonimo edito da Fandango.

Nel 2013 Fandango pubblicò il libro Apnea, in cui Lorenzo Amurri descriveva come un'apnea il periodo di rifiuto della sua nuova condizione fisica.

Qui l'intervista che nel 2013 rilasciò a Daria Bignardi all'interno della trasmissione Le invasioni barbariche.

Questa voce è stata modificata (3 settimane fa)
in reply to Elena Brescacin

@elettrona Verissimo. Mentre scrivevo mi trovavo in un parco pubblico senza essermi portato nessuna documentazione, sicuro di potermi affidare al web per reperire informazioni più precise che un tempo c'erano. Invece ho trovato pochissimo. Meno male che YouTube conserva ancora almeno l'intervista.

@informapirata

informapirata ⁂ reshared this.

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ARCHIVIO 2016 - Tra le trame di The Cursed Travails of the Demeter si respira l'aria intrisa di un fetore luciferino come negli storici album a cavallo tra gli anni ottanta ed il decennio successivo

iyezine.com/vircolac-the-curse…

#iye #iyezine #inyoureyesezine

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Sono consapevole di aprire una discussione rilanciando queste riflessioni di #laviniaMarchetti
ma ritengo sia utile confrontarsi su questo senza tabù

"PERCHÉ NON VOTO?

Me lo avete chiesto in molti, a dire il vero con poco rispetto per una scelta piuttosto elaborata. Ma comprendo il fatto che fin da piccoli ci insegnano come un mantra che "il voto è un diritto e un dovere", "meglio votare che lasciare il governo in mano ai fascisti", "turiamoci il naso", ecc. ecc. . La ragione non è il menefreghismo, e nemmeno la delusione del momento. È una convinzione antica, che affonda le radici nel pensiero libertario, e riguarda il cuore stesso della faccenda: la delega.

Non votare non significa lavarsene le mani. Errico Malatesta, che di queste cose si intendeva, distingueva con nettezza l’astensione come indifferenza dall’astensione come lotta. La prima è la pigrizia di chi se ne infischia, la seconda è la scelta di chi mette le proprie energie altrove, nel conflitto reale invece che nel suo simulacro. Io appartengo alla seconda schiera. Non voto perché la politica la pratico altrove, in un altro luogo e in un altro modo, tutti i giorni.

Al fondo del mio rifiuto sta una diffidenza verso il principio di rappresentanza. Delegare vuol dire consegnare a un altro la propria porzione di potere, con la "speranza" che la usi nel mio interesse. Il rappresentante, però, appena eletto risponde al partito e ai poteri che lo tengono in piedi, e a me quasi più niente. Così funziona il "sistema".

Si obietta che il problema sono i rappresentanti corrotti, e che basterebbe eleggerne di onesti. Magari fosse così semplice. Perfino gli uomini più integri, una volta dentro il meccanismo, ne vengono assorbiti, perché il meccanismo ha una logica propria che non dipende dalle buone intenzioni. Il potere delegato corrompe la delega ben prima ancora di corrompere la persona. Rousseau, che pure non era un anarchico, lo aveva capito due secoli e mezzo fa:

"Il popolo inglese crede di essere libero, ma si sbaglia di grosso; lo è soltanto durante l’elezione dei membri del Parlamento; appena questi sono eletti, esso torna schiavo, non è più niente".

EH, MA LA "DEMOCRAZIA"...

Come puoi rifiutare il voto, mi si dice, se il voto è la democrazia? In questa domanda si nasconde un equivoco storico grande come una casa. La democrazia che gli ateniesi inventarono non somigliava affatto alla nostra. Era diretta, i cittadini decidevano di persona nell’assemblea, e affidava quasi tutte le cariche pubbliche al sorteggio, non all’elezione.

La ragione era ovvia, e la formulò Aristotele. Estrarre a sorte è democratico, eleggere è aristocratico, perché, in quel caso, l’elezione serve a scegliere i "migliori", e la scelta dei migliori è il principio dell’aristocrazia, non quello dell’uguaglianza. Nella democrazia vera chiunque può governare ed essere governato a turno, e il sorteggio garantisce esattamente questo. Lo storico David Van Reybrouck, nel suo «Contro le elezioni», ricostruisce come il voto sia nato, con le rivoluzioni del Settecento, per selezionare una nuova élite, e come solo più tardi sia stato ribattezzato democrazia. Chiama fondamentalismo elettorale il dogma per cui votare e decidere sarebbero la stessa cosa.
Van Reybrouck descrive anche la nostra malattia, e la chiama "sindrome da stanchezza democratica", l’entusiasmo per la democrazia che convive con la sfiducia totale verso le sue istituzioni. Quello che chiamiamo democrazia, insomma, è un sistema elettorale e rappresentativo, aristocratico nel congegno e democratico soltanto nel nome. Rifiutare quel congegno non significa rifiutare la democrazia. Significa prenderla sul serio nelle sue declinazioni.

I CAMBIAMENTI NON NASCONO DENTRO IL "SISTEMA"; SEMMAI IL SISTEMA SI ADEGUA ALLA PRESSIONE DEL FUORI

I grandi cambiamenti sociali non sono mai nati dentro i parlamenti. Sono nati fuori, nelle strade e nei luoghi di lavoro, e i parlamenti li hanno ratificati soltanto dopo, quando la forza sociale li aveva già imposti.
La giornata di otto ore non l’ha regalata un deputato, l’hanno strappata gli scioperi, e il suffragio universale l’hanno conquistato le suffragette in galera e gli operai in piazza, non la bontà dei governi. I diritti civili sono arrivati dopo i boicottaggi e le marce, mai prima. Il parlamento, in queste storie, si presenta sempre per ultimo, con il timbro. La leva del cambiamento sta fuori dall’urna, e chi vuole cambiare le cose fa bene a cercarla lì.

Si dice allora che le riforme, in fondo, passano dal parlamento, ed è vero. Passano però come la presa d’atto di un rapporto di forza deciso altrove. Camillo Berneri, che pagò con la vita la sua coerenza a Barcellona, additava lo Stato come la macchina che assorbe le energie del basso e le restituisce svuotate e addomesticate. Al suo posto immaginava una federazione di comunità che si autogovernano, dal basso verso l’alto, senza un vertice che decida per tutti. Non è un’astrazione da conferenza, è il principio che tiene in piedi una cooperativa o una cassa di mutuo soccorso.

FARE POLITICA IN PRIMA PERSONA

Se non delego, è perché la politica la faccio in prima persona, ed è una politica che chiede molto più di una crocetta. È la solidarietà concreta con chi resta indietro, e l’aiuto reciproco che tiene su un quartiere quando lo Stato lo abbandona. Chi vive dentro questa rete di rapporti non sente il bisogno di un rappresentante lontano, perché la sua parte di potere ce l’ha già in mano, e non intende cederla a nessuno.

La crocetta che si mette una volta a legislatura, al confronto, è il gesto più comodo che ci sia. Non costa niente, e in cambio regala una sensazione preziosa, quella di essere a posto con la coscienza. Ho fatto il mio dovere, si pensa, e ci si può voltare dall’altra parte per un lustro intero. Quella coscienza pulita a buon mercato è proprio ciò che non voglio, perché mi sembra il vero modo di lavarsene le mani.

OBIEZIONI CLASSICHE. IL MENO PEGGIO E LE ALTRE PAURE

So già che cosa mi risponderete, perché me lo sento ripetere da anni con le stesse identiche parole. Sono sempre le stesse obiezioni, e nascono tutte dalla stessa radice: la paura travestita da buonsenso.

  • La prima suona così: il sistema adesso è questo, e conviene stare alle regole del gioco che c’è. È la più subdola, perché si limita a constatare. Descrivere una cosa, però, non la rende giusta. Anche la monarchia assoluta era il sistema che c’era, e pareva solida come il cielo sopra la testa, finché una mattina non lo fu più. La schiavitù è stata la normalità per secoli, finché un pugno di persone si è rifiutato di chiamarla "normale". Il sistema è questo non è un argomento, è la prima obbedienza, quella che il potere sogna di sentirsi dire dai governati. La trovo la più pigra fra tutte le rese.
  • La seconda obiezione è la più nobile in apparenza, e la più efficace nel tenerci in riga. Si può dire, in tal senso che le opposizioni nascono per imbrigliare il dissenso. Votiamo il meno peggio, mi dite, o ci ritroveremo i fascisti al governo. La paura la capisco, e non la discuto. La vedo e la denuncio la deriva autoritaria, ma la vedevo anche quando a governare erano i "nostri". Guardiamo come lavora questo ricatto. Il meno peggio ti sa già in pugno, perché sa che temi troppo l’altro per lasciarlo, e un voto che non ha nessun altro posto dove andare è un voto che si incassa senza meritarlo. Così, elezione dopo elezione, il meno peggio scivola verso il peggio con tutto comodo, sicuro che la tua paura gli starà dietro. Questo è il PD. Può fare le peggio aberrazioni, ma tanto gli altri "sono peggio", quindi ci votano comunque.

Il fascismo non entra quasi mai dalla porta principale, in camicia nera e passo dell’oca. Entra perché il meno peggio, una volta al governo, delude e obbedisce, e abbandona sul terreno una massa di persone tradite, pronte a dare ascolto a chiunque prometta di rovesciare il tavolo. Il centro che governa come la destra non è la diga contro l’estrema destra, ne è il vivaio. Se guardo alla storia, il fascismo serio, non l’hanno mai fermato le schede, l’hanno fermato le organizzazioni operaie e la gente che si difendeva insieme. L’antifascismo è un fatto sociale, non una casella da barrare di tanto in tanto.

  • La terza obiezione mi vuole in colpa, chi non vota consegna il governo agli altri. La respingo. Consegnare il potere è precisamente ciò che fa chi vota, e non chi si astiene, è l’elettore a depositare la propria parte di sovranità nelle mani di un altro per un’intera legislatura. Io quella parte me la tengo, e la spendo di persona, giorno per giorno. Il vero delegante è chi mi rimprovera, non io.
  • Restano le due obiezioni più solenni. Mi si ricorda che per il voto è morta della gente, ed è sacrosanto. Quella gente, però, è morta per il diritto di decidere della propria vita, e quel diritto è molto più grande di una scheda da imbucare una volta a legislatura, lo si onora continuando la lotta dal basso, non affidandola a chi la spegne. Mi si avverte poi che senza rappresentanti verrebbe il caos, e osservo che il caos ce l’abbiamo già adesso, con i rappresentanti al loro posto. Le alternative esistono, dal sorteggio degli antichi alle assemblee di cittadini di oggi, alla solidarietà, all'autorganizzazione, e aspettano soltanto che la finiamo di considerare eterno un sistema che porta appena due secoli sulle spalle.

Lavinia Marchetti"

#democraziadelegata #democrazia #voto #nonvoto #votarevslottare

@politica

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#Meta è finita sotto la lente #UE : #Facebook e #Instagram vengono accusati di creare dipendenza, tra scroll infinito e funzioni pensate per trattenere l’attenzione. Sul fronte della #sovranità digitale, l’#Europa vuole riprendersi lo stack tecnologico per ridurre la dipendenza dalle #bigtech. Intanto #ChatControl riaccende il confronto tra privacy e sicurezza, mentre #DuckDuckGo blocca la pubblicità su #YouTube con una navigazione privacy-first.

@informatica

bit.ly/4aNLaqI

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Per la slopaganda russa riporto ...

@fediverso

If you find any of those Russian propaganda accounts, those who are posting fake stuff about #Ukrain or anti #Ukrainian disinformation, then report the post or account to @iftas.

#propaganda #slopaganda f.utzer.de/display/f5430ab4-18…


If you find any of those Russian propaganda accounts, those who are posting fake stuff about #Ukrain or anti #Ukrainian disinformation, then report the post or account to @IFTAS.

Questa voce è stata modificata (4 settimane fa)
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Trump ha citato in giudizio un gruppo di giornalisti del New York Times per un’inchiesta sul suo nuovo Air Force One

Il New York Times ha scritto che nei mandati di comparizione si parla di «una presunta violazione della legge penale federale» ma che per il resto contengono pochi dettagli.

ilpost.it/2026/07/11/trump-new…

@giornalismo

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Ieri (sono indietro di un giorno ma recupererò): mattina al castello di Monte Cristo, eccentrica ma raffinata residenza fatta costruire da Alexandre Dumas padre (e svenduta dopo pochi anni per problemi economici). Pomeriggio alla casa natale di Debussy a St-Germain-en-Laye, oggi museo/auditorium, ricco di materiale sulla vita del musicista. Bonus experience: la vista su Parigi dalla terrasse panoramica del castello, con la moderna Défense a dominare la scena e la Tour Eiffel che emerge dietro la collina del Mont-Valérien.

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«Come forma di protesta (tardiva ma sincera) contro Facebook e la sua tossicità, unitamente alla sua "neutralità" di fronte al genocidio che distrugge il popolo palestinese, e contro il sostegno di fb allo Stato genocida, tra pochi giorni l'Aswrig - Asemic Writing Gallery (Galleria di scrittura asemica) - verrà chiusa e tutti i suoi contenuti saranno rimossi».

slowforward.net/2026/07/11/aga…


against fb’s toxicity and fb’s ‘neutrality’ on the genocide


As a form of (late but sincere) protest against #facebook and its toxicity along with its ‘neutrality’ in front of the genocide destroying the Palestinian people, and against fb’s support to the genocidal State, in a few days Aswrig – The Asemic Writing Gallery – will be disconnected and all its content will be removed.
facebook.com/aswrig/

And, of course, other fb pages run by me will be deleted too.
#facebook #FB #fediverse #FEDIVERSO #friendica #Gaza #genocide #Mastodon #noads #nocontrol #socialMedia


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Chat Control non muore mai. Chi rinuncia a un piano per sorvegliare in massa milioni di persone?

#ChatControl, il controverso regolamento UE sulla scansione di tutte le chat torna a galla. Con un cavillo il Parlamento europeo deve votare una proroga al progetto transitorio, mentre si prepara quello definitivo
Luca Zorloni intervista @bpreneel (Bart Preneel), docente dell’Università cattolica di Lovanio ed esperto di crittografia

questiontime.substack.com/p/ch…

@privacypride

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Direzione Investigativa Antimafia (DIA) ed Operazione URA: una collaborazione internazionale conduce all'arresto di un latitante in Albania


Nei giorni scorsi, nel quartiere di Shkozet a Durazzo (Albania), personale del Centro Operativo #DIA di Bari e dell’Ufficio Investigativo Nazionale (#BKH) della #S.P.A.K. di Tirana, nell’ambito della Squadra Investigativa Comune istituita tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e la Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata (SPAK), ha arrestato un latitante di nazionalità albanese, irreperibile dal 21 maggio 2025, nell'ambito dell'Operazione URA, condotta congiuntamente da Italia, Albania e Belgio.

Il 21 maggio 2025, la Direzione Investigativa Antimafia di Bari e le autorità albanesi, con il supporto di Interpol, dell'Ufficio dell'Esperto per la Sicurezza di Tirana e della Polizia albanese, avevano già eseguito, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e della Procura Speciale di Tirana, coordinate da Eurojust (L'Aia) e dalla Direzione Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo di Roma, due ordinanze di custodia cautelare. Queste riguardavano complessivamente 52 persone, ritenute nell'ambito delle indagini preliminari in corso, responsabili di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio e altri reati (la responsabilità penale sarà definitivamente accertata solo a conclusione del processo, attualmente in corso davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari).

Contestualmente, sono stati eseguiti decreti di sequestro patrimoniale in Albania e in Italia, relativi a beni mobili e immobili per un valore di diversi milioni di euro.

A seguito dell'irreperibilità di alcuni soggetti coinvolti nell'Operazione Ura, è stata avviata un'attività investigativa capillare tra Sud e Nord Italia e in Albania. A Durazzo è stato individuato il latitante, ritenuto – fatto salvo l'accertamento definitivo – il principale promotore di un sodalizio criminale attivo tra Puglia, Albania e Olanda. L'arresto è avvenuto nel suo stesso quartiere, considerata una roccaforte del gruppo criminale Troplini-Doci.

Al momento dell'arresto, mentre gli agenti notificavano la "red notice Interpol" emessa tramite il Servizio Centrale per la Cooperazione Internazionale di Polizia, il latitante è stato trovato in possesso di una pistola automatica con colpo in canna e due caricatori, denaro contante in valuta albanese e documenti falsi, tra cui una carta d'identità e una patente italiana. Questo ritrovamento testimonia la sua elevata capacità di movimento e i solidi legami con l'Italia.

Al termine delle operazioni, il presunto responsabile è stato trasferito nella Casa Circondariale di Durazzo in attesa delle procedure estradizionali, già avviate tramite i canali diplomatici. Il procedimento è attualmente pendente davanti al G.U.P. del Tribunale di Bari (la colpevolezza dell'indagato dovrà essere accertata al termine del giudizio, nel pieno rispetto del contraddittorio con la difesa).

#s #dia #bkh

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Che cosa fare e che cosa non fare contro #Chatcontrol - in italiano e senza tracciamenti.

stopchatcontrol.it/

Aggiungo un paio di suggerimenti:

  1. Librewolf, già nativamente de-googlizzato, invece di Firefox: itsfoss.com/librewolf-vs-firef…
  2. se la vostra organizzazione vi obbliga a usare posta di sorveglianza, adottate come client Thunderbird - software libero - e imparate a cifrare la posta: mail.avvocloud.net/blog/tecnol…

Sappiamo bene che già i metadati bastano per ucciderci, ma non è un buon motivo per regalare anche i dati.

in reply to enzotib

Che dire?

Forse conviene evitare di stare nello stesso gruppo Whatsapp con loro
972mag.com/lavender-ai-israeli…

Da noi paiono funzionare la strategia del dissenso attivo: "Io non uso Whatsapp. Se volete comunicare con me, venite su..." e quella del richiamo alla coerenza: "Indignarsi per le stragi a Gaza e usare Whatsapp è come andare a una manifestazione per la pace su un carro armato." Però, perché un simile argomento sia efficace occorre, preliminarmente, essere capaci di indignarsi.

Questa voce è stata modificata (4 settimane fa)

Giacomo Tesio reshared this.

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È online il progetto italiano di protesta civica digitale stopchatcontrol.it - documentazione ufficiale e percezione del pericolo per informare, informarsi come cittadino e votare consapevolmente quando servirà.

Seguiamo tutte le tappe perché l’attività non è terminata con queste proroga “ordinaria” c’è ancora tanto da combattere e la partita è ancora lunga anche per il ChatControl2.0.

Nella sezione Partecipa, ho messo a disposizione anche un forum per eventuali discussioni


Oggi al parlamento europeo si è votato!

⛔️ 314 hanno votato contro #ChatControl
✅ 276 hanno votato a favore

Sembra semplice, ma ha vinto comunque il voto della minoranza.

Attenzione alle chat che utilizzate!

#StopChatControl

dariofadda.it/blog/post.php?sl…


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Il Telefono Non Deve Sapere. Il post di Andrea Amani

Mettiamo che sia passata. L'Europa ha smesso di somigliare a se stessa, e la legge che per anni era stata respinta di misura adesso e' in vigore: ogni dispositivo legge quello che scrivi e quello che leggi, prima che venga cifrato, e lo riferisce. Signal non ti salva, WhatsApp nemmeno. Quando il regime controlla il telefono, controlla il chiaro. La difesa non e' un'app da scaricare. E' spostare la cifratura fuori dal telefono, e lasciare al telefono solo un mestiere: trasportare buste sigillate di cui non puo' leggere il contenuto.

pinperepette.github.io/signal.…

@Privacy Pride

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#ChatControl 1.0: il giorno buio della democrazia autoritaria europea. Un'analisi prospetticamente ampia a cura di @lastknight

«Andiamo con ordine, perché in questa storia ci sono due scandali intrecciati: quello che la legge permette di farvi, e il modo in cui è stata fatta risorgere.»

mgpf.it/2026/07/11/chat-contro…

@privacypride

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A ennesima dimostrazione che i parlamenti funzionano bene se noi cittadini VOTIAMO CON CRITERIO.
Se votiamo a cazzo o se non votiamo, invece...


Ecco perché sono contento che l'Europa abbia approvato #Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova

informapirata.it/2026/07/10/ec…

@privacypride


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Giuseppe Giulietti:

«Alla vigilia della legge elettorale truffa, nel pieno della compravendita dei quotidiani più importanti, si vogliono colpire e imbavagliare le ultime trasmissioni non allineate.
Report è un problema sulla via della riconferma della maggioranza di governo, perché non tace su nulla e su nessuno. Non possono lasciarlo procedere, neanche in replica».


#politica @politica

poliverso.org/display/0477a01e…

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Ricordiamoci chi sono e facciamo in modo di non eleggerli mai più.

#politica @politica

poliversity.it/@nuke/116890207…


Il dettaglio italiano della votazione odierna sulla Proposta di rifiuto di Chat Control.

Dovremo ricordarci sempre di tutte le persone che ci rappresentano a favore di questa porcheria (quindi contrarie al rifiuto)

dariofadda.it/chat-control/202…

#stopchatcontrol


in reply to Jhyrachy

@jhyrachy Dobbiamo fare quello che possiamo con gli strumenti che abbiamo. La nostra Costituzione è un gioiello, altrettanto lo è la nostra partecipazione. Ci sarà sempre almeno una lista che non contenga nessuna di quelle persone.
Non lasciamoci convincere da chi, per poter fare i propri comodi, cerca di farci credere che sia inutile.

@politica

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Rientrato da un Meraviglioso @devconf

La Conferenza Biennale dedicato allo Sviluppo Open Source!

Le Emozioni sono state tante, i colleghi, il calore delle persone, le bellissime idee condivise, lo spirito partecipativo, il pubblico incredibile!

È stato un momento di ritrovo magico e stimolante come mai ho avuto modo di sperimentare prima.

Inoltre è stata una emozione incredibile riuscire ad avere tra il pubblico il personale docente e tecnico dell'università di Pavia (università davvero incredibile per spazi e competenze tecniche).

Non posso fare altro che ringraziarvi infinitamente per avermi regalato emozioni costanti e momenti di coinvolgimento davvero incredibili.

Un Grazie anche a @BoostMediaAPS e a tutti i suoi soci presenti presenti assieme a me, per averci dato la possibilità di realizzare qualcosa di davvero bello e unico in Italia. Abbiamo finalmente dimostrato che possiamo avere una conferenza di livello senza importarla dall'estero!

Presto vi farò avere lo spezzone del mio intervento, nel frattempo vi invito a recuperare l'intera diretta sul canale YouTube dell'Associazione:"BoostMedia APS"

Adesso ci avanti tutta per l'organizzazione del @fossday pronti per un'altra incredibile avventura.

Grazie ancora 🙏🏻 siete tutti incredibilmente meravigliosi!

#DevConf #Linux #FOSS #OpenSource

in reply to Lorenzo DM

solo a pensare a come mi é venuta in mente l’idea rabbrividisco perché so che sognare ed osare sono possibili ma che altri soci sono probabilmente folli quanto me ed oggi questa follia ci ha portato a concludere un evento pronto per essere ripetuto tra 2 anni.

La diversità di pensiero è un tema che mi appassiona e proprio da questo ed altre motivazioni sono stato spinto a riflettere su come poteva essere il @devconf nel nostro paese: non talk di Max 13 min, non solo chiacchiere ma progetti reali già operativi e funzionanti e funzionali come ha detto anche @stefano nel suo intervento per la comunità.

Oggi lasciamo in eredità al popolo sano dell’open source un altro pezzo di storia e di codice, ma domani saremo già proiettati su altro, sempre per coloro che credono sia possibile utilizzare prodotti open💪

Solo un folle, anticonformista, va contro le masse e continuerò a farlo nonostante i miei bei gufi che adoro.

In punta di piedi, passo dopo passo, continueremo ad avanzare certi di riuscire nel nostro intento: far appassionare più persone all’open 😎.

Il treno va verso la prossima fermata e voi ci sarete?

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Gravissimo: per colpire le fake news di Russia Today, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea vieta a tutti i cittadini di diffondere i contenuti dal proprio blog

@Politica interna, europea e internazionale

Una recentissima e importante sentenza emessa dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea (causa C-67/25), pubblicata proprio nei primi giorni di luglio 2026 affronta l'applicazione e l'estensione delle sanzioni europee contro i media statali russi nel contesto del conflitto in Ucraina, in particolare la rete Russia Today (RT).

Il caso d'origine


- Il procedimento nasce da una vicenda avvenuta in Germania, dove tre individui erano stati accusati penalmente per aver caricato e diffuso ripetutamente e gratuitamente video provenienti dal canale sanzionato RT Germany su un sito internet ad accesso libero, finanziato solo da donazioni.

Il fulcro legale (chi sono gli "operatori"?)


- I difensori sostenevano che il divieto europeo di diffusione si applicasse solo ai grandi operatori commerciali o televisivi, e non a privati cittadini senza scopo di lucro. Il giudice tedesco ha quindi chiesto il parere vincolante della Corte UE.

La decisione della Corte di Giustizia


- La Corte ha stabilito che il divieto è totale e si applica a chiunque. Il termine "operatore" comprende qualsiasi persona (fisica o giuridica) che metta a disposizione i contenuti vietati, indipendentemente dal fatto che lo faccia gratis, a pagamento, per hobby o in modo amatoriale.

La motivazione strategica


- La Corte ha praticamente blindato le sanzioni per evitare "scappatoie". Se si fosse consentito ai singoli siti gratuiti di ridistribuire la propaganda russa, l'efficacia delle sanzioni dell'Unione Europea volte a tutelare l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale sarebbe stata completamente vanificata.

Le ricadute sugli utenti dei social


- Estendendo la definizione di "operatore" a chiunque metta a disposizione i contenuti sanzionati, la Corte ha di fatto cancellato la distinzione tra grandi media e utenti privati.

Responsabilità penale o amministrativa individuale


- Fino ad oggi, molti utenti pensavano che il divieto di trasmettere i canali di Stato russi (come Russia Today o Sputnik) riguardasse solo le compagnie televisive, i provider Internet (ISP) o le grandi piattaforme. Con questa sentenza, se un privato cittadino scarica un video di RT e lo ricarica sul proprio profilo Facebook, su X, su un canale Telegram o su un blog amatoriale, commette un illecito. A seconda delle leggi del proprio Stato membro (come il caso della Germania che ha dato origine alla sentenza), l'utente rischia procedimenti penali o pesanti sanzioni amministrative.

Fine dell'esimente del "No-Profit" o del "Piccolo Canale"


- La Corte ha esplicitamente chiarito non sono fattori esimenti né l'assenza di lucro (non importa se il video viene condiviso gratuitamente, per hobby o senza monetizzazione), né la portata della diffusione (si è perseguibili anche se il video viene visto da poche decine di persone e non si è un "influencer") né la durata) anche una condivisione temporanea o di breve durata rientra nella violazione)

La fine della libertà di espressione


- La libertà di condivisione sui social incontra un limite legale rigidissimo. Per l'utente comune diventa tassativo evitare tassativamente di ripubblicare, caricare o redistribuire materiali video, audio o articoli provenienti direttamente dalle emittenti governative russe colpite dalle sanzioni UE

curia.europa.eu/site/upload/do…

in reply to The Pirate Post

Beh, il concetto è lo stesso di quello riguardante la diffusione di materiale protetto da copyright. Che esso sia diffuso mediante una grande piattaforma web oppure un forum di un gruppetto di amici, comunque accessibile, non fa differenza. L'unica scappatoia potrebbe essere quella di contestualizzare il contenuto (ad es. mostrandolo come esempio di propaganda filorussa) come potrebbe fare una testata giornalistica, coi limiti del caso (es. riproduzione parziale).
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#Chatcontrol: l'epifania dell'Unione europea.
Epifania significa "manifestazione" - in questo caso non della natura divina di Gesù ma della natura profana, e autoritaria, della suddetta unione.

Però qui sotto si può vedere anche la fotografia della Befana che a Mark Zuckerberg porta doni e a tutti gli altri porta via diritti costituzionalmente protetti.


Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova
informapirata.it/2026/07/10/ec…


Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol


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Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova


informapirata.it/2026/07/10/ec…


Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova
informapirata.it/2026/07/10/ec…


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Ecco perché sono contento che l’Europa abbia approvato Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova
informapirata.it/2026/07/10/ec…

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Ecco perché sono contento che l'Europa abbia approvato #Chatcontrol

Ieri non poteva andare peggio, ma domani sì. Eppure stavolta, nel momento più buio, riesco a vedere una luce nuova

informapirata.it/2026/07/10/ec…

@privacypride

in reply to Paolo Redaelli

@paoloredaelli @andre123 @datak @juliandv @AAMfP @pondolo
Per l'uso che ne faccio (sostituto del DTP) le cose che mi mancano sono:

1. Bilanciamento automatico delle colonne (ora lo fai con il colbreak a mano)
2. Nel caso di layout a 3 colonne, spread su 2 colonne.
3. Linee di testo allineate alla griglia

Per il resto l'ho usato anche per fare layout abbastanza complessi senza troppa fatica (xoxarle.itch.io/vecchia-scuola e qui: xoxarle.itch.io/breathless-srd… )

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l’ #Europarlamento ha dato il via libera al #ChatControl 1.0, legalizzando di fatto la scansione di massa e senza sospetti della nostra corrispondenza privata.

La parte migliore? NON hanno avuto bisogno della #maggioranza.

Possiamo ancora chiamarla #democrazia?

youtube.com/watch?v=COFwTCOtEA…

in reply to morrolinux

leggo di sfuggita questa roba (non ho verificato niente) , quindi ?

lanotiziagiornale.it/chat-cont…

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in reply to morrolinux

al fine si sensibilizzare il più possibile il pubblico su questo argomento, vorrei inviare ai miei contatti un link ad una pagina che spieghi in modo semplice ma preciso, in italiano, cosa è ChatControl, cosa è successo e che rischi corriamo.

Qualcuno sa se esiste giá una pagina in italiano da linkare , o è sufficientemente informato e disponibile per scriverla ?

Anche un post pubblico su Mastodon va bene, così facciamo anche conoscere Mastodon.

grazie

#chatcontrol

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Xiamen Empress Information Technology: come Pechino ha affittato account LINE per spiare giornalisti e attivisti a Taiwan


Le autorità taiwanesi hanno incriminato due imprenditori per aver affittato account LINE a Xiamen Empress Information Technology, usati da operatori legati a Pechino per impersonare giornalisti e colpire funzionari, accademici e attivisti. Il caso conferma le inchieste di ICIJ e Citizen Lab sulla repressione transnazionale cinese.
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Non un attacco informatico nel senso classico del termine, ma l’incastro giudiziario di un tassello dell’infrastruttura umana che rende possibile lo spionaggio digitale su scala industriale. L’Investigation Bureau del Ministero della Giustizia di Taiwan ha incriminato due imprenditori accusati di aver affittato a un’azienda cinese migliaia di account dell’app di messaggistica LINE, usati poi da operatori legati all’esercito informatico di Pechino per impersonare giornalisti e colpire funzionari, accademici e attivisti taiwanesi. Il caso conferma, con prove giudiziarie, quanto già documentato mesi prima da ICIJ e Citizen Lab.

Gli imputati e lo schema


Dopo una perquisizione negli uffici della società taiwanese Abigail, l’Ufficio investigativo di Taipei ha emesso ordini di sospensione condizionata del procedimento (deferred prosecution) nei confronti di Li Hualun e Chen Mengsen, per violazione della legge sulla protezione dei dati personali e altri reati. Secondo gli inquirenti, i due avrebbero raccolto numeri di account LINE registrati con SIM taiwanesi per poi rivenderli a Xiamen Empress Information Technology Co. Ltd., azienda cinese che le autorità di Taipei collegano direttamente alla cyber-forza di Pechino, per circa 161 dollari ad account. Gli imputati, si legge nella nota del bureau, avrebbero “agito sotto la direzione dell’unità cyber del Partito Comunista Cinese”.

Il modus operandi: giornalisti finti, malware vero


Gli account LINE acquisiti venivano usati per impersonare reporter internazionali, inclusi giornalisti affiliati all’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), con l’obiettivo di costruire un rapporto di fiducia con i bersagli. Il pretesto, tanto semplice quanto efficace, sfruttava un’abitudine reale del settore: poiché i giornalisti investigativi usano di frequente strumenti di comunicazione cifrata per proteggere le fonti, gli operatori inviavano alle vittime software di “comunicazione cifrata” in realtà infetto, convincendole a scaricarlo e installarlo. Il risultato era la compromissione del dispositivo e l’esfiltrazione dei dati.

Le vittime designate non erano solo giornalisti: la campagna, secondo l’inchiesta taiwanese, ha colpito funzionari pubblici, accademici e membri di organizzazioni non governative, un pattern coerente con le più ampie operazioni di sorveglianza transnazionale che Pechino conduce contro la diaspora e la società civile.

Il collegamento con l’inchiesta “China Targets” di ICIJ e Citizen Lab


L’operazione della magistratura taiwanese arriva a valle di un’indagine giornalistica: ICIJ, insieme ai ricercatori del Citizen Lab dell’Università di Toronto, aveva già individuato email sospette che impersonavano reporter ICIJ e presunti whistleblower cinesi, inviate a giornalisti del consorzio come parte di una strategia offensiva sofisticata per sottrarre informazioni riservate a soggetti di interesse per il governo cinese. Tra i bersagli identificati da quell’inchiesta, pubblicata nell’aprile 2026 come seguito del progetto “China Targets” del 2025, figuravano attivisti uiguri, tibetani, taiwanesi e della diaspora di Hong Kong, oltre a giornalisti dello stesso ICIJ e di altre testate.

Citizen Lab aveva notato diversi errori nelle email malevole, un dettaglio che suggerisce un’operazione ad alto volume, verosimilmente automatizzata tramite intelligenza artificiale per identificare i bersagli e generare i messaggi con supervisione umana limitata. Il report dell’Investigation Bureau taiwanese conferma questo scenario, descrivendo esplicitamente la tattica del “pretesto della comunicazione cifrata” usata per veicolare il malware.

Un filone parallelo della stessa campagna, documentato sempre da ICIJ, ha visto giornalisti ricevere messaggi LinkedIn e “lettere di invito alla collaborazione” da società di consulenza che offrivano compensi per articoli su temi di commercio e difesa: intelligence occidentali hanno collegato queste società di facciata ai servizi di intelligence militare cinesi, interessati a reclutare o compromettere persone con accesso a informazioni sensibili.

Una condanna leggera per un’infrastruttura pesante


Sul piano giudiziario l’esito appare modesto: agli imputati sono state comminate sanzioni pecuniarie di 120.000 e 50.000 dollari taiwanesi (circa 3.700 e 1.600 dollari USA) a favore dell’erario, nell’ambito di una sospensione condizionata della pena. Ma il valore del caso non sta nell’entità della sanzione, bensì nella conferma giudiziaria di un modello operativo: gli apparati di intelligence cinesi non hanno bisogno di sviluppare exploit sofisticati quando possono affittare, a poche centinaia di dollari, l’identità digitale necessaria a bypassare la fiducia della vittima. È lo stesso principio dell’access broker nel cybercrime finanziario, applicato allo spionaggio politico transnazionale.

Implicazioni per chi lavora con fonti sensibili


  • Verificare sempre l’identità di un presunto giornalista attraverso un canale indipendente prima di installare qualsiasi software da lui suggerito, anche se dichiarato “per comunicazioni sicure”
  • Diffidare di offerte di collaborazione editoriale o retribuzione per articoli arrivate via LinkedIn o messaggistica istantanea da contatti non verificabili
  • Preferire strumenti di comunicazione cifrata open source e verificati (Signal, PGP) scaricati esclusivamente dagli store ufficiali, mai da link ricevuti in chat
  • Le organizzazioni che lavorano con fonti, attivisti o dissidenti dovrebbero adottare policy di verifica dell’identità a più fattori per ogni nuovo contatto giornalistico
  • Segnalare a ICIJ, Citizen Lab o CERT nazionali eventuali tentativi di contatto sospetti che ricalcano questo schema


Indicatori e riferimenti operativi

Procedimento: Taipei City Investigation Office (Ministry of Justice Investigation Bureau, Taiwan)
Imputati: Li Hualun, Chen Mengsen (deferred prosecution)
Società taiwanese coinvolta: Abigail
Società cinese destinataria: Xiamen Empress Information Technology Co. Ltd.
Prezzo per account LINE: ~161 USD
Vettore sociale: impersonificazione di giornalisti (incl. rete ICIJ) via LINE
Payload: software di "comunicazione cifrata" trojanizzato
Target: funzionari pubblici, accademici, ONG, giornalisti, diaspora uigura/tibetana/HK
Indagini correlate: ICIJ + Citizen Lab (University of Toronto), progetto "China Targets" (2025-2026)

Fonti: The Record (Recorded Future News), International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), Ministry of Justice Investigation Bureau di Taiwan.
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Dario ha fatto un lavoro ECCEZIONALE e utile. Grazie!


Il dettaglio italiano della votazione odierna sulla Proposta di rifiuto di Chat Control.

Dovremo ricordarci sempre di tutte le persone che ci rappresentano a favore di questa porcheria (quindi contrarie al rifiuto)

dariofadda.it/chat-control/202…

#stopchatcontrol


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È possibile essere più fascisti di Vannacci? Popolari e parte dei socialisti europei ci sono riusciti. La democrazia dell'Unione europea è, peraltro, una democrazia finta, con un parlamento che si chiama parlamento ma non ha potere di iniziativa legislativa.


Il dettaglio italiano della votazione odierna sulla Proposta di rifiuto di Chat Control.

Dovremo ricordarci sempre di tutte le persone che ci rappresentano a favore di questa porcheria (quindi contrarie al rifiuto)

dariofadda.it/chat-control/202…

#stopchatcontrol


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Il dettaglio italiano della votazione odierna sulla Proposta di rifiuto di Chat Control.

Dovremo ricordarci sempre di tutte le persone che ci rappresentano a favore di questa porcheria (quindi contrarie al rifiuto)

dariofadda.it/chat-control/202…

#stopchatcontrol

in reply to N_{Dario Fadda}

È online il progetto italiano di protesta civica digitale stopchatcontrol.it - documentazione ufficiale e percezione del pericolo per informare, informarsi come cittadino e votare consapevolmente quando servirà.

Seguiamo tutte le tappe perché l’attività non è terminata con queste proroga “ordinaria” c’è ancora tanto da combattere e la partita è ancora lunga anche per il ChatControl2.0.

Nella sezione Partecipa, ho messo a disposizione anche un forum per eventuali discussioni

EU Parliament greenlights Chat Control 1.0 – Breyer: “Our children lose out”


Today, the European Parliament allowed the suspicionless mass scanning of private communications (“Chat Control 1.0”) to pass, a measure it had rejected twice in March. Although a majority of voting Members of the European Parliament (MEPs) actually opposed the regulation (314 against, 276 in favor, 17 abstentions), the motion to reject it failed to secure the required absolute majority of 361 votes. As a result, mass scanning is now permitted again until 2028.

A symbolic exemption was adopted for encrypted communications—though in practice, service providers do not scan these anyway. Furthermore, while a majority of voting MEPs wanted to restrict the scanning of private communications strictly to suspects identified by the judiciary (322 to 255 votes), this amendment likewise fell short of the required absolute majority.

Dr. Patrick Breyer, civil rights activist and former Member of the European Parliament (MEP), warns of the consequences:

“The fact that Chat Control is moving forward against the will of the majority of voting MEPs is a farce and damages democracy. Our children are the real losers in this undemocratic process. The passage of a genuine, permanent child protection regulation is now in serious jeopardy. The Council will never agree to a desperately needed paradigm shift as long as they can simply stick to the old approach of suspicionless scanning at the whim of the tech industry.”

Despite the legislative defeat, Breyer remains defiant regarding the upcoming negotiations:

“Today’s vote on the interim regulation was a setback, but the political battle over the permanent ‘Chat Control 2.0’ is just getting started. The resistance we saw in Parliament today was so strong that finding a majority for permanent, suspicionless mass scanning in future negotiations is a complete pipe dream.”

Breyer fundamentally rejects the mass surveillance approach:

“Trying to protect children with suspicionless mass surveillance is like frantically mopping the floor while the faucet is still running. Blanket chat control is just as unacceptable as indiscriminately opening everyone’s physical mail. For five years, this failed system has served as a smokescreen to delay real action, all while overwhelming the police with false alarms. We need more child protection, not less—but we need effective protection, not the illusion of security.”

What happens next?
The interim regulation passed today will remain in effect until 2028, or until an agreement on a permanent regulation is reached. Negotiations for the permanent law will resume in September. The core dispute between the EU Parliament, member state governments, and the EU Commission remains the scanning of private chats: should it be indiscriminate, or targeted at criminal suspects?

What changes with the return of Chat Control 1.0—and what stays the same:

  • What is coming back: US tech companies are once again allowed to scan private messages without a warrant or prior suspicion. This affects direct messages on platforms like Instagram, Discord, Snapchat, Skype, and Xbox, as well as emails via Google’s Gmail and Apple’s iCloud.
  • What remains unchanged: Public social media posts and files hosted in cloud storage could already be scanned without this law. Furthermore, private messages can always be reported by users, or monitored by authorities using targeted, court-ordered wiretapping.
  • What is still NOT being scanned: End-to-end encrypted chats, such as those on WhatsApp, have always been exempt from these scans. Additionally, European providers of messaging and email services have never implemented chat control measures.

Why Chat Control is the wrong approach:

  • Since 2022, the volume of suspected abuse reports from the US has already dropped by 50 percent due to the growing use of message encryption.
  • According to EU Commission figures, mass scanning of private chats accounted for only 36 percent of all abuse reports in 2024 (the majority came from public posts and cloud storage).
  • The German Federal Criminal Police Office (BKA) reports that 48 percent of all incoming alerts are not criminally relevant in the first place.
  • Crime statistics reveal that 40 percent of the resulting investigations actually target minors themselves.
  • Under the chat control system, an estimated 99 percent of reports generated by Meta consist of previously known material, which generally does little to stop ongoing, active abuse.
  • The EU Commission admits there is no evidence that suspicionless scanning of private communications has led to an increase in criminal convictions or in rescued children.

Talk of averting a “protection gap” is therefore highly misleading. The most effective law enforcement tools—court-ordered wiretaps, user reports, and the scanning of public platforms and cloud storage—were never at risk and remain fully intact. The only practice that was temporarily banned since April was the indiscriminate, warrantless searching of private, unencrypted messages of innocent people on a handful of US platforms.

Background: The deadlock over a permanent solution
In parallel, negotiations are ongoing for a permanent regulation to protect children from sexualized online violence (the “CSAM Regulation” or “Chat Control 2.0”). In these talks, the EU Parliament is pushing for a paradigm shift in how we approach online child safety, demanding:

  • Mandatory, targeted detection orders against actual criminal suspects, rather than blanket mass scanning left to the tech industry’s discretion.
  • An EU Child Protection Centre tasked with the systematic removal of known abuse material from the public internet.
  • Strict security standards for messaging apps (“Security by Design”) to prevent cyber grooming.

This permanent legislation has stalled because EU member states insist on maintaining the outdated approach of voluntary, suspicionless scanning of private communications. Critics warn that repeatedly extending the interim rules removes the political pressure needed to reach a viable, permanent agreement. Ultimately, clinging to the status quo threatens to derail real progress on child protection.

Patrick Breyer sums up the problem:
“As long as EU governments can use procedural loopholes to continually extend their comfortable status quo of voluntary, indiscriminate mass scanning, they have zero incentive to engage with the Parliament’s targeted, legally sound, and far more effective child protection strategy.”The Voices of Survivors: “We need privacy to bring abusers to justice”

Survivors of sexual violence explicitly emphasize that untargeted Chat Control did not help victims:

Alexander Hanff, survivor of child sexual abuse and privacy advocate, clarifies:
“As a survivor I relied on confidential communications to tell my story and find justice for 28 schoolboys—myself included—resulting in the conviction of multiple offenders. We survivors need privacy, because without it we lose our voice. Chat Control was not created to protect children. It was about Big Tech companies like Meta or Google wanting access to our data for profiteering, and states attempting to expand mass surveillance. The EU Commission has wasted five years and millions of euros on algorithms that cannot protect children and were never meant to. This money should have been diverted to real policing, causal research, and support for survivors, millions of whom have never received any support at all.”

Marcel Schneider* (name changed), a survivor who has been suing Meta in court over its voluntary Chat Control, adds:
“Anyone mourning the end of Chat Control has not understood what actually helps survivors of sexual violence. Mass surveillance by corporations like Meta does not prevent abuse. Genuine protection means: deleting material at the source, proactive police work on the Darknet, and apps that are safe by design for children from the very start.”

Dorothée Hahne, founding member and vice-chair of the survivors’ initiative MOGiS e.V. (A Voice for Survivors), emphasizes the danger mass surveillance poses to victims themselves:
“As survivors, we see our ‘safe spaces’, our protected areas and communication channels, endangered or destroyed by this. For survivors, this need is existential, if not vital.


patrick-breyer.de/en/eu-parlia…

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Querele. Lo Sportello Legale Ossigeno aiuta il giornalista Francesco Pesante
@giornalismo
ossigeno.info/querele-lo-sport…
9 lug 2026 - Un contributo in denaro al giornalista di Foggia per contribuire alle spese legali di un procedimento in cui è accusato di diffamazione a mezzo stampa
L'articolo Querele. Lo Sportello Legale Ossigeno aiuta il giornalista Francesco Pesante proviene da Ossigeno per l'informazione.

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Organic Maps supera 6 milioni di download: l'alternativa a Google va anche offline

Sono ormai arrivati a 6 milioni i download che Organic Maps ha raggiunto a fine 2025, nonostante la concorrenza spietata di giganti come Google Maps. Un numero sensazionale per un'app nata con lo scopo di offrire mappe e navigazione senza rendere ogni spostamento dell'utente un concentrato di dati da analizzare e su cui monetizzare.

hdblog.it/google/articoli/n663…

@openstreetmap_it